lunedì 21 maggio 2012

PER UN'ANALISI DEL GRILLISMO (dibattito 2)

Criptofascisti?

di Wu Ming*

Qui sotto l'ultima parte di un intervento del noto Wu Ming. L'articolo, del gennaio scorso, apparve col titolo Appunti diseguali sulla frase "Nè di destra né di sinistra". La tesi di Wu Ming è esorbitante, semplificatoria, sbagliata. 
Il grillismo sarebbe addirittura peggio, tanto per fare delle analogie, del qualunquismo (Fronte dell'Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini) o del poujadismo francese. Wu Ming taglia con l'accetta e afferma: «Una volta dispersa la fuffa, del discorso grillino sui migranti non resta che il nocciolo razzista e fascistoide»



« 4.d. Il dirigente grillino Giovanni Favia, per descrivere il «Movimento 5 Stelle», ha usato il concetto deleuzo-guattariano di «rizoma». Metafora botanica, il «rizoma» indica una distribuzione di messaggi e/o produzione di concetti non-gerarchica né lineare, che può passare da un punto qualsiasi a un altro punto qualsiasi, muovendosi potenzialmente in qualunque direzione. Deleuze e Guattari contrapposero il rizoma all’albero, metafora che indica l’esatto opposto: una struttura verticale e gerarchica, funzionante per passaggi obbligati da un centro alle sue periferie.
Tuttavia, Beppe Grillo è proprietario unico del logo e del nome «Movimento 5 Stelle», ed è lui a decidere insindacabilmente chi possa usarlo. Percorso obbligato tipico di una struttura arborescente, cioè l’opposto del rizoma.
4.e. La retorica autoreferenziale e auto-elogiativa del grillismo è mistificante. Non è su di essa che dobbiamo concentrarci, ma sui modi in cui il movimento addita e descrive i propri nemici.
Presso il grillismo, l’individuazione del nemico è sempre diversiva. In questo, è in «buona» compagnia: in Italia, negli ultimi anni, abbiamo visto movimenti tutti focalizzati sulla «disonestà dei politicanti», sui privilegi della «casta» etc. Sono problemi veri, e al contempo falsi bersagli: le decisioni importanti sull’economia non vengono prese a Roma, perché il potere capitalistico sovranazionale non autorizza la politica in tal senso.


Diceva tempo fa un compagno: «’Ce lo chiedono i mercati’ è il nuovo ‘Sento le voci nella testa’. Puoi fare le peggiori cose e nessuno ti riterrà responsabile!» «Ce lo chiedono i mercati» è il tormentone di un’epoca in cui la politica è esautorata. Qualunque discorso sulla «Casta», anche quando basato su dati di fatto reali, alimenta una strategia di depistaggio e impedisce di individuare e attaccare i nemici veri.

L'economista Eugenio Benetazzo in posa con Roberto Fiore, fondatore e leader di Forza Nuova. Cliccando sulla foto, lo si vede in compagnia di Borghezio.
4.f. Certo, anche il grillismo si occupa di economia e, seppure disordinatamente, denuncia la subalternità a essa della politica. Tuttavia, nel farlo, non può fare a meno di introdurre ulteriori diversivi e simulacri. Ad esempio, incanala la critica ai meccanismi finanziari in un discorso paranoide contro il cosiddetto «signoraggio», cavallo di battaglia di vari complottismi destrorsi. A lungo il grillismo si è valso della consulenza diEugenio Benetazzo, bizzarra figura di economista che si definisce «fuori dal coro», più volte ospite di iniziative del partito neofascista Forza Nuova.
4.g. I movimenti che si concentrano a lungo su falsi bersagli diventano, per dirla con Badiou, «fedeli a falsi eventi».
Falso evento è anche la «rivoluzione di Internet» come la descrive il grillismo: processo unilateralmente positivo, salvifico, che promette la risposta a ogni problema. L’approccio alla rete è all’insegna di un feticismo digitale e di una sorta di «animismo» che vede nella tecnologia una forza autonoma, trascendente le relazioni sociali e le strutture che invece la plasmano, determinandone sviluppo e adozione. La Rete diventa una sorta di divinità, protagonista di una narrazione escatologica in cui scompaiono i partiti (nel senso originario di fazioni, differenze organizzate) per lasciare il posto a una società mondiale armonica, organicista. L’utopia di un uomo è la distopia di un altro.
A chi pensa che stia esagerando, consiglio il video «Gaia. Il futuro della politica», realizzato nel 2008 dalla Casaleggio & Associati, agenzia di pubblicità e web-marketing organica al grillismo. Guardandolo, mi è tornato alla mente il concetto coniato dallo storico americano Jeffrey Herf per descrivere il tecno-entusiasmo delle destre tedesche tra le due guerre mondiali: «modernismo reazionario».
Va ricordato che non più di una decina di anni fa Beppe Grillo demonizzava i computer e li sfasciava sul palco durante i suoi spettacoli. Adesso li osanna ed esalta la rete libera e bella, il «popolo della rete» etc.
5. DOVE L’ASINO CASCA: GRILLISMO E IMMIGRAZIONE
5.a. E’ la tematica dell’immigrazione quella in cui il discorso grillino si fa più decifrabile e lascia trasparire l’animus fascistoide. Il blog di Grillo offre non poche «perle» in tal senso. Ecco un’arringa contro romeni e zingari risalente all’ottobre 2007:
Beppe Grillo«Un Paese non può SCARICARE SUI SUOI CITTADINI i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L’obiezione di Valium [Romano Prodi, N.d.R.] è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa? MIGRAZIONI SELVAGGE di persone senza lavoro da un Paese all’altro? Senza la conoscenza della lingua, senza possibilità di accoglienza? Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom. E’ un vulcano, una BOMBA A TEMPO. Va disinnescata. Si poteva fare una MORATORIA per la Romania, è stata applicata in altri Paesi europei. Si poteva fare un serio controllo degli ingressi. Ma non è stato fatto nulla. Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? CHI PAGA per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari.
Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati.»
5.b. Non esiste quasi più discorso razzista che non sia fatto… in nome dell’antirazzismo. E’ in nome dell’antirazzismo che il grillismo fomenta l’odio. Cito da un altro articolo del blog di Beppe Grillo, pubblicato nel maggio 2011 e intitolato «Un clandestino è per sempre»:
Beppe Grillo«In Italia sono entrati 20.000 TUNISINI, della maggior parte di loro non si sa più nulla, che fine abbiano fatto. Pochi sono riusciti ad arrivare in Francia. Vagano per la penisola senza sapere una parola di italiano. In nessuno Stato del mondo questo è permesso con una tale SERENITÀ D’ANIMO, da noi si. Il motivo è semplice, sono utili ai profitti delle aziende, ai partiti, alle mafie. Il clandestino è MULTIUSO come un coltellino svizzero. Per ricevere qualcuno a casa tua devi disporre delle risorse per farlo. Dargli un lavoro dignitoso, un letto, organizzare l’integrazione. Altrimenti devi interrogarti se stai giocando con la DINAMITE e con il futuro della tua nazione.»
Si parte dalla denuncia dello sfruttamento di cui sono vittime i clandestini, e si arriva alla conclusione che bisogna impegnarsi a respingerli, in nome della nazione. Una premessa umanitaria, capace di blandire la parte progressista ed egualitaria di un cervello «biconcettuale», apre la via a un discorso che ne vellica la parte conservatrice e razzista.
5.c. Grillo alza un polverone sensazionalistico ed eccezionalistico («Solo in Italia!») per un numero irrisorio di tunisini sbarcati nella primavera 2011. E’ la stessa impostazione truffaldina dell’allora ministro degli interni Maroni, il quale parlò di inesistenti «maree di immigrati» e reclamò un aiuto da parte dell’UE, che gli rispose con un misto di disprezzo e commiserazione.
Parlare di lassismo e «serenità d’animo» in tema di immigrazione equivale a occultare leggi criminali e criminogene come la Turco-Napolitano, la Bossi-Fini e i vari «pacchetti sicurezza». A produrre clandestinità non sono presunte politiche lassiste, bensì, all’opposto, politiche troppo restrittive e vessatorie, in parte disfunzionali anche dal punto di vista capitalistico, concepite per soddisfare una parte di elettorato il cui razzismo eccede quello strutturale e «sistemico» necessario a regolare il mercato del lavoro.
Una mistificazione presente in molti testi prodotti da Grillo e del suo movimento consiste nel dire che l’accoglienza ai migranti favorirebbe la Lega Nord. Al contrario, è la mancata accoglienza a favorirla. La Lega ha sempre avuto interesse a mantenere una situazione criminogena che producesse clandestinità e quindi disagio da additare e stigmatizzare.
A seguire, si capovolge la realtà: Grillo, in pratica, sostiene che l’Italia non avrebbe le risorse per mantenere gli immigrati. Ma secondo il «Sole 24 Ore», si dovrebbe proprio agli immigrati (l’8% della popolazione italiana) il 10% del nostro PIL. Gli immigrati lavorano, pagano contributi all’INPS e permettono all’ente di erogare le pensioni ai nostri anziani. Ammesso che abbia senso distinguere tra «noi» e «loro», sono loro a produrre le risorse per mantenere molti di noi.
5.d. Una volta dispersa la fuffa, del discorso grillino sui migranti non resta che il nocciolo razzista e fascistoide».
* Fonte: wu ming foundation

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo al 100% col wu ming!

Anonimo ha detto...

Secondo me, invece, la tesi del "criptofascismo" è una coglionata.
Certi fenomeni nuovi non possono essere compresi entri schemi vecchi e consunti.
Wu Ming questa volta ha toppato.

Fiorenzo Fraioli ha detto...

Sulla questione "immigrazione e Grillo" si fa, secondo me, volutamente confusione. "Grillo è razzista" suona bene per gettare fango, ma forse è il caso di mettere qualche puntino sulle "i".

1) Una cosa è ribadire il principio secondo il quale ogni essere umano ha il diritto di spostarsi e vivere dove vuole, altra cosa è la sua implementazione pratica nelle circostanze attuali. Infatti...

2) Il numero di persone che si sposterebbe da un paese all'altro per seguire il proprio "percorso di vita" non costituirebbe mai un problema pratico, perché le quantità sarebbero di qualche ordine di grandezza inferiori agli enormi flussi migratori provocati da chi, queste migrazioni, le vuole per convenienza economica.

3) posto, quindi, che il problema è quello di fronteggiare le conseguenze, in termini di migrazioni selvagge, delle politiche imperialiste del capitale, la domanda è: cosa dovrebbe fare il governo di un paese democratico? Ecco le possibili strategie:

a) non essere complice delle suddette politiche imperialiste (leggetevi il "non-programma": c'è... seppur detto con parole diverse...)

b) rifiutarsi di diventare il punto di approdo delle masse di diseredati scacciati dalla fame, dalle guerre, in definitiva dalle suddette politiche imperialiste... oppure... diventare l'approdo, la via di salvezza per queste masse di nostri sfortunati simili?

Riflettiamo sull'alternativa posta al punto b. Se li si scaccia si viene tacciati di razzismo... ma se li si accoglie... se li si accoglie, cosa credete voi che farebbero gli altri paesi interessati, per biechi motivi economici, a quei flussi migratori? Io credo che li aumenterebbero, fino al punto di saturare la capacità di accoglienza del nostro paese.

E allora, cosa dovrebbe fare una classe politica che voglia il benessere, la pace, la sicurezza degli italiani? Dichiarare guerra al mondo capitalista, oppure, più pragmaticamente, adottare una qualche politica di "containment" del problema? Grillo suggerisce questo, ma gli si risponde accusandolo di razzismo.

Ricordo a tutti che l'Italia fu il solo paese europeo a non adottare la moratoria di 18 mesi all'ingresso dei rumeni, in cambio di un accordo con il governo di Bucarest che consentì a 27.000 aziende "padane" di delocalizzare in Romania. Durante quei 18 mesi arrivò in italia una marea di rumeni. Solo da noi potevano arrivare senza formalità, con una semplice carta d'identità. Lo facemmo perché il governo (Prodi) dell'epoca voleva bene ai rumeni? Io dico che non voleva bene né ai rumeni, ne agli italiani. Se sbalio corigeteme.

Libero ha detto...

@ Ecodellarete
Un ultimo intervento "fuori tema". Qualcuno che non ricordo, forse Musil, diceva che gli europei hanno la tendenza a prendersi troppo sul serio. Lo hanno potuto fare, (e continueranno a farlo ancora per un pò) perchè sono riusciti a tenere altri popoli nella miseria, derubati delle loro richezze e costretti ad una vita di mera sussistenza, nel migliore dei casi. Grillo è semplicemente un vero europeo. Credo però che presto quanto anche moltissimi europei strisceranno nella miseria si renderà necessaria una maggiore "sobrietà" di pensiero se si vuole veramente cercare di salvare un minimo di civiltà dalla catatrofe che incombe.

Anonimo ha detto...

Grillo parla con la pancia e alla pancia degli italiani.
Quello che dice è sempre condiviso anche se non sempre condivisibile.
Voler ignorare ciò che ha rappresentatato l'eccessiva immigrazione nel nostro paese in termini di degrado della vita associativa è un errore che non possiamo più permetterci. E' sempre stato evidente che l'immigrazione clandestina è stata tollerata nei fatti e repressa dalle leggi al fine di costituire un esercito di diseredati disposti a lavorare per nulla e facilmente ricattabili perchè irregolari. Ai padroni i profitti ai lavoratori la doppia fregatura di un vero crumiraggio che ha fatto scendere il valore del lavoro e il peso sociale di una massa di senza casa che ha alimentato la microcriminalità. La nostra proposta doveva essere si di accoglienza ma solo nella misura in cui non alterasse il costo del lavoro. Scadere nel pietismo cattolico della fratellanza è servito alla pseudosinistra piddina per occultare la propria complicità all'attacco senza precedenti al valore del lavoro. Oggi il problema è meno sentito, la produzione nazionale è talmente ridotta che gli stranieri o sono tornati al loro paese o sono al servizio della criminalità. Siamo in questo paese e se vogliamo raccogliere il consenso del proletariato nazionale sono gli interessi dei proletari italiani che dobbiamo difendere. Secondo me Grillo è in buona fede ma confuso, Grillo non è un intellettuale, ma capisce quali sono le sofferenze e i problemi del nostro popolo e parla la loro lingua. Delle teorizzazioni le masse se ne fregano, dobbiamo occuparci dei loro bisogni. I loro bisogni devono essere le nostre parole d'ordine, altrimenti prima abbiamo avuto la lega, oggi il grillismo e domani qualche altro demagogo, più o meno consapevole.

Anonimo ha detto...

L'immigrazione non è il solo problema c'è anche il giustizialismo. Se passasse la loro proposta di impedire la candidatura a chi ha i precedenti penali, molti rivoluzionari, anche che scrivono in questo sito, non potrebbero fare più politica.
C'è chi è ladro e corrotto, chi si è beccato denunce per le occupazioni a scuola, ma anche chi viene perseguitato per le proprie idee.
Voler fate coscentemente confusione è tipico del fascismo

Fiorenzo Fraioli ha detto...

@anonimo delle 20:08 - Scusa neh, ma quando mai Grillo o un grillino avrebbero detto che anche i reati politici sono condizione di incandidabilità? Sbaglio o Grillo è indagato per occupazione abusiva di casotto per la vicenda TAV? Cmq, se vi divertite a parlar male di Grillo a vanvera, fate pure. Ma che ve rispondo a fa? Lo scemo sono io.

p.s. suggerimento agli "anonimi": almeno sceglietevi un nick temporaneo, quando scrivete un commento. Almeno questo. Ripeto, lo scemo sono io.

p.p.s. continuerò a commentare i post di Sollevazione, ma giuro su Karl Marx e Bakunin (così faccio contenti tutti) che ignorerò tutti, dicasi tutti, i commenti anonimi. So' scemo sì, ma fino a un certo punto.

Lorenzo ha detto...

La gente comincia a non poterne più e ad avere paura, il regime è totalmente ingessato, e lo scontento trova espressione in fenomeni carismatico-mediatici come quello di Grillo, che cerca un elemento unificante per tutti i diversi tipi di malcontento nella polemica da tutti condivisa contro la casta e contro le orde migratorie.

Mancando ormai ogni consapevolezza politica da parte di una popolazione ridotta a gregge di consumatori sempre più superficiale e ignorante, la critica al sistema trova volentieri sbocco in movimenti generici e colorati, che dicono tutto senza dire niente (anche perché a dire qualcosa di concreto si viene immediatamente tagliati fuori dai circuiti mediatici). Come il grillismo qui o i Piraten in Germania.

Nella sua indeterminatezza il grillismo potrà inclinare in senso antisistema ovvero diventare una cartina di tornasole del sistema. Dipenderà dagli avvenimenti e soprattutto dalle decisioni del suo padre-padrone.

Per quanto riguarda il discorso migranti l’unico a dire una parola di buon senso è l’Anonimo delle 19:17. La gente ha paura di non riuscire ad arrivare alla fine del mese e se ne strafrega se in Kenya i bambini muoiono di fame. Schierandovi sia pure alla chetichella dalla parte delle orde di disperati attirati in Italia per moltiplicare l’esercito industriale di riserva vi tagliate fuori dal contatto col ‘popolo’ che dite di rappresentare. Particolarmente grottesca l’idea di Caliendo secondo cui l’avversione all’invasione extracomunitaria equivarrebbe a un sostegno all’attuale regime, che del sostegno alla società multirazziale fa il proprio stendardo di battaglia.

Lemmonio Boreo ha detto...

Beh, visto che il pezzo è a firma "cinese" suggerirei al suo autore e relativi fans di farsi un giretto in incognito nei circoli Arci del pratese e ascoltare il pensiero dei compagni (ma quelli veri, operai ed ex operai non colletti bianchi o dipendenti pubblici) sulla questione "fratelli migranti", in particolare cinesi. Poi se ne riparla.

Anonimo ha detto...

Wu Ming è un vecchio bolscevico che ha vissuto e vive di utopie. La realtà è tutta un'altra cosa.

anti-grillino ha detto...

Se la proposta del vaffa day venisse accolta dal parlamento anche i reati politici sarebbero esclusi. e poi cosa distingue un reato politico? occupazione di suolo pubblico può essere fatta dalla mafia per un capannone o da un centro sociale...come la mettete sul piano normativo?

anti-grillino ha detto...

posto commento di anonimo in altra discussione a cui i grillini non sanno rispondere

Caro Fiorenzo, eviti sempre, anche in altre discussioni avute sul commentario di Sollevazione, il tema del giustizialismo, per me centrale.
Perché un partito comunista non può candidare un operaio che si è preso una denuncia per occupazione stradale? Se passasse la loro proposta di impedire la candidadura a chi ha precedenti penali ciò non sarebbe possibile.
Perché un partito vicino all'antagonismo non può candidare uno studente che ha avuto una condanna per aver occupato la scuola quando era magari minorenne? Se la norma interna di grillini e dipietristi diventasse legge dello stato questo sarebbe matematicamente impossibile.
Io faccio sempre queste domande ai grillini e non ricevo MAI risposte.
Credo che sia il tema centrale e la loro non risposta indica la loro malafede. Sono dell'idea che il futuro sarà segnato da una forta tensione sociale. Il giustizilismo grillino potrebbe essere un modo con cui i servizi e i poteri forti cercano di ostacolare tale processo.
Immaginiamo che l'mpl va fortissimo e rischia di entrare in parlamento con la sua carica rivoluzionaria: immaginiamo che la magistratura durante la campagna elettorale arresta Pasquinelli come ha già fatto 3 volte mi pare e altri compagni in lista. Un tempo la solidarietà sarebbe stata diffusa. Dopo l'ondata del grillismo, tale operazione potrebbe invece ricevere meno opposizione. Culturalmente il giustizialismo, ha ragione il wu ming, è il preludio del fascismo.
Vorrei che mi rispondessi al tema, altrimenti fai il gioco del complotto fascio-grillino

la congiura degli eguali ha detto...

se passasse la proposta di grillo farebbero di tutto affinchè nel codice penale venga previsto come reato da carcere anche il solo fatto di pronunciare o scrivere la parola rivoluzione; comunque compagni pasienza il tempo è galantuomo ed la rana grillo, volendo conquistare berlino alias il parlamento italiano, esploderà perchè la rana non potrà divenatre grossa come il bue.

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