giovedì 3 maggio 2018

LA CAZZATA DI DIEGO FUSARO di Sandokan

[ 3 maggio 2018 ]

Qual è la notizia (infausta) del giorno? 
Che Diego Fusaro ha pisciato fuori dal vaso.

Egli ha inaugurato, sul sito di riferimento di Casa Pound IL PRIMATO NAZIONALE, una propria rubrica dal titolo "la ragion populista". In parole povere ha avviato un rapporto di collaborazione politica con la formazione neofascista.
Fusaro c'è ricascato, ma stavolta con tutti e due i piedi.

Ricordo la vicenda, del febbraio 2014, quando il Nostro accettò e poi rifiutò di presenziare un incontro pubblico promosso da Casa Pound nella sua sede centrale romana. Dovendo spiegare la sua decisione di accettare l'invito dei neofascisti, Fusaro si difese sostenendo che egli considerava "patetico lo scontro tra fascisti e antifascisti", visto che "..il fascismo è morto nel 1945 e il comunismo nel 1989", che "la contraddizione principale è quella col capitalismo finanziario". 

Questo blog, occupandosi di quella triste vicenda metteva in guardia il Nostro: 
«Pur respingendo ogni paranoia antifascista ricordiamo a Diego che l'esistenza di una contraddizione fondamentale non cancella quelle secondarie, che infine esistono circostanze in cui, certi nemici secondari, vanno evitati più ancora che quelli principali».
Fusaro si difenderà, anche questa volta, ripetendo ciò che disse in quel frangente: 
«Essendo io un allievo di Socrate, non posso che dialogare con tutti, e che... posso parlare con un fascista rimanendo fermo sulle mie posizioni". 
C'è dialogo e dialogo. C'è quello coi compagni e gli alleati. C'è, sicuro, anche quello, ove le circostanze lo obblighino, con questo o quel nemico. Ognuno capisce che si tratta di due cose molto, molto differenti. Ma qui, caro Fusaro, sei andato ben oltre il "dialogo", hai aperto una rubrica sul sito di Casa Pound, il che implica aver avviato formalmente una collaborazione politica. La qual cosa ci dice quali siano le tue posizioni politiche e la tua visione del mondo molto meglio e più precisamente di quanto dica la tua televisiva teoresi filosofica. 

Ne prendiamo atto, non senza segnalare che proprio questo tuo fare comunella con i neofascisti sortirà (e non puoi non saperlo) un duplice effetto: ti chiuderà le porte al "dialogo" con i tanti antifascisti sani di mente e darà ora la stura alla mandria di sinistrati che grideranno alla incombente minaccia del... rossobrunismo. 

Parafrasando Cartesio, Ille collaborat, ergo est, che in gergo potremmo tradurre Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.



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27 commenti:

  • Anonimo scrive:
    3 maggio 2018 17:05

    Questa di Fusaro non è solo una "cazzata", è un passaggio importante, anche se non ancora definitivo, di un percorso politico.
    Si sa da dove si parte ma non si sa dove si arriva!
    E' un'opera di delegittimazione contro chi combatte veramente per la sovranità popolare e nazionale contro la globalizzazione e contro l'UE.
    E chiaro come il sole che si vuole creare un'immagine mediatica di sulfureo sodalizio fra "Marxismo", fascismo e populismo come opposizione reazionaria e retriva alle illuminate elìte finanziarie e ai loro candidi servi politici, per fomentare la paura di un ritorno ad un buio '900 fatto di nazioni e popoli sovrani!!
    E i coglioni sinistrati (i veri rossobruni) che in nome dell' ANP(t)Ifascismo portano la bandiera dell'euro e della UE sono i primi che ci cascano!
    Difficile dire se Fusaro è semplicemente manipolato o se ci mette anche del suo. Certo è che non lo si può più considerare un semplice cazzaro alla Vendola, ma un vero nemico di classe!

  • sandokan scrive:
    3 maggio 2018 17:32

    Sono d'accordo con te al 100x100.

    E non minimizzo per niente, tant' è che ho scritto il pezzo per segnalare l'atto fusariano.
    Mi pare che al netto del titolo non c'è da parte mia la minima indulgenza.
    Tra i compagni con cui collaboro c'è chi poi ha le capacità intellettuali e filosofiche per compiere una diagnosi teorica profonda del fusarismo.

  • Anonimo scrive:
    3 maggio 2018 18:26

    i rossobruni sono i filonazieuropeisti dell'ANPI, PD, Di Maio.
    Fusaro non è un fenomeno politico ma letterario.
    Il fascismo è Orban

  • Anonimo scrive:
    3 maggio 2018 18:45

    A parte il resto sì Fusaro non é un fenomeno politico ma letterario. Attenti però che come insegna la vicenda del Prezzolini il "letterario" può, a certe condizioni, fungere da incubatrice del "politico".
    Guido

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    3 maggio 2018 19:12

    Io, che non sono un anonimo ma ci metto la faccia come Diego Fusaro, la penso così: Il Male Assoluto.

  • un compagno internazionalista scrive:
    3 maggio 2018 19:24

    Il problema Fusaro-Casa Pound è più complesso e immagino sinceramente scottante per voi sovranisti di sinistra.
    Ho letto il suo primo articolo su primato nazionale. La sua tesi teorica è che la lotta di classe oggi è fra precariato nazionale e signorie mondialiste.
    Attenzione perché questa tesi non è molto lontana dalle vostre.
    Non vi sto dando dei rossobruni e vi prego di credermi se vi dico che io sono stato fra coloro che vi hanno difeso a spada tratta quando partì la campagna di denigrazione per il vostro impegno a difesa della resistenza irachena 15 anni orsono.
    Ma il problema "scientifico" c'è eccome. Ed è il problema di chi oggi fa un'analisi della realtà a-economica. Vale a dire che vede la superficie - le isterie della borsa, per esempio - e non la sostanza che è e rimane: l'accumulazione di plsusvalore. Il mio datore di lavoro può anche essere un oppresso delle banche europee che gli fregano i soldi, ma la fonte dei suoi soldi, la sua accumulazione primaria, avviene attraverso lo sfruttamento del mio lavoro. Ora se questo fatto ORIGINARIO della vita economica diventa contraddizione secondaria solo per ragioni politicistiche (perché i tg, i giornali, i blog danno spazio all'apparenza finanziaria) e al suo posto si postula come contraddizione principale lo scontro fra popoli ed oligarchie finanziare, ebbene deviazioni come quelle di Fusaro saranno sempre all'ordine del giorno.
    Non è la prima, non sarà l'ultima.
    Con stima critica.

  • Anonimo scrive:
    3 maggio 2018 19:50

    E quegli pseudo sinistri che cianciano e sproloquiano sui giornali e media di regime magnificando le magnifiche sorti dell'euro e dell'oligarchia "Leuropea",cosa sono,compagni che sbagliano o i difensori di un assetto politico/economico molto simile,quello si,all'utopia del Terzo Reich?

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    3 maggio 2018 21:36

    Lasciamo stare il rossobrunismo, Fusaro come altri hanno semplicemente fatto outing politico, è una operazione di chiarezza e di onestà intellettuale che andrebbe seguita. Ed a proposito di proverbi mi piace citare l' ultimo nato: " chi nega che esista una differenza tra destra ( o fascismo) e sinistra ( o antifascismo) di solito è di destra ( o fascista ).

  • Questo commento è stato eliminato dall'autore.
    Stefano Gherardi scrive:
    3 maggio 2018 23:15

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

  • Anonimo scrive:
    4 maggio 2018 03:36

    Fraioli
    1 - l'anonimato serve per focalizzare l'attenzione sui contenuti , e non su chi li esprime .
    2 - "gli ebrei" sono un'astrazione ; l'Olocausto e' un argomento serio ; Tizio che si definisce ebreo e' diverso da Caio che si definisce ebreo e Tizio e Caio la pensano in maniera diverso su cosa sia , e sia stato , il "Male Assoluto".
    3 - Sul concetto di "Male" , oltre i pareri del signore fascista con il quale parlavi da ragazzino , non sarebbe una cattiva idea leggere anche quelli di H.Arendt o Levinas , Kierkegaard , Kant etc.
    4 - Fusaro non e' un reazionario perche' , socraticamente , dialoga con CasaPound , ma per le cose che dice .

  • Moreno Pasquinelli scrive:
    4 maggio 2018 10:24

    L'INTERNAZIONALISTA

    mette in rilievo l'obiettiva convergenza tra il discorso di Fusaro (la "contraddizione" principale è tra le élite iperfinanziarizzate mondialiste ed i popoli — che lui declina come inveramento della dicotomia hegeliana padrone-servo, non quindi della contraddizione di classe tra capitale e lavoro salariato) e quello che usiamo noi, sinistra patriottica.

    Ora, a parte che questo discorso è diventato un luogo comune — a ben vedere non c'è infatti corrente politica che non sia espressione dell'oligarchia globalista che non faccia oggi lo stesso discorso —, il problema è che Fusaro, ipostatizzando questa "contraddizione", ne fa un concetto astratto e metafisico, svuotandolo di ogni senso politico e strategico.

    Un discorso ha senso politico e strategico se indica un fine, e se chiama all'organizzazione in vista di questo fine.
    Qual è il fine per Fusaro? Nessuno lo ha capito per la semplice ragione che egli non lo dice, e non lo dice perché forse non lo sa.
    Volendo fare ermeneutica si potrebbe dire che siccome mai dice che l'alternativa all'ordine sociale attuale sia il socialismo, egli allude ad un sistema di tipo neocorporativo. Qui ci sono le tracce del suo "gentilismo", ove la statolatria del filosofo siciliano, viene edulcorata da con qualche spruzzatina di proudhonismo.

    Se le cose stanno così è evidentissimo che è lontano da Marx mille miglia. Ma è quindi anche lontano da Costanzo Preve, che mai cessò di credere nella necessità della fuoriuscita dal capitalismo.

    Di Preve il Fusaro sembra difendere l'idea che al giorno d'oggi sia necessaria e legittima un'alleanza tra tutte le forze antagoniste, comprese quelle di una certa destra conservatrice antimondialista, essendo scomparsa ogni "dicotomia" destra-sinistra. Qui si spiega la posizione che Preve prese di voto alla Le Pen al ballottaggio del 2012.
    Ebbi modo di CRITICARE LA SUA POSIZIONE quella sua posizione. Tra l'altro scrissi:

    «Il sovranismo nazionale di per sé, se non è una convenzione semantica, è solo un concetto che, calato nella pratica, può assumere diverse forme, e alle forme corrispondono diversi contenuti. Il sovranismo può essere revanchista, reazionario, sciovinista, razzista, fascista e imperialista, come appunto quello del Fronte Nazionale francese, o può essere, al contrario, democratico, antimperialista, socialista, internazionalista e rivoluzionario. Tra i più accaniti sovranisti, ad esempio, si annoverano nord-americani e israeliani, di cui speriamo Preve non nutrirà alcuna ammirazione —e che non vorrà, per una tarda infatuazione di matrice idealistica dello Stato-nazione, porre sullo stesso piano dei patriottismi cubano o palestinese».

    Continuo a pensare che quello di Preve sia stato un errore tattico. Ma ognuno capisce che c'è una bella differenza tra un voto alla Le Pen e sostenere Casa Pound. Preve metteva avanti il contesto oggettivo, pensava che la vittoria del Fn avrebbe fatto venir giù l'Unione europea, ciò che avrebbe assestato un colpo letale al regime eurocratico e alle élite obamiane e mondialiste.

    Si dovrebbe chiedere a Fusaro: cos'è che verrà giù sostenendo un gruppo neofascista dell'1%? Ovvio che non "verrà giù" un bel niente. Il suo appoggio si spiega solo perché ciò facendo immagina di "portar su" Casa Pound.

  • J. scrive:
    4 maggio 2018 13:37

    Pienamente d'accordo con l'articolo e i commenti. Se non si vede la questione in un'ottica di classe è ovvio che si finisce nello stesso fronte di fascisti e marmaglia varia. Casapound è solo uno specchietto per le allodole, sono manutengoli della borghesia imperialista da essa sostenuti e finanziati; se si parla del nemico che è il capitalismo finanziario, benissimo, ma non si può limitarsi a dire di combatterlo. Bisogna anche sapere cosa sostituirci: che il comunismo sia morto è tutto da vedere, resiste e avanza in Corea del Nord e a Cuba e il Venezuela si è messo con più decisione su quella via dopo la Costituente. Ancora nessuno ha detto cosa dovrebbe prendere il posto del comunismo, visto che le classi (che le si voglia chiamare borghesia e proletariato o in altro modo) sempre quelle sono e i sistemi realmente possibili sempre quelli sono: capitalismo o socialismo.

  • Anonimo scrive:
    4 maggio 2018 17:04

    Anonino 3.36, se leggi l'ebrea Anna arendt vedi che attribuisce nella Banalita del Male ai consigli operativi ebraici grandi responsabilità sulla sterminio.

  • Anonimo scrive:
    4 maggio 2018 17:40

    ATTENTI A FUSARO

    Un anonimo scrive che “Fusaro non é un fenomeno politico ma letterario".
    Azzeccata definizione.
    Attenti però che certi fenomeni letterari possono fungere dai incubatrici e precursori di fenomeni politici.
    Un esempio (in questo caso spero non calzante) è quello di Giuseppe Prezzolini e la sua rivista LA VOCE (1908-1906).
    Il suo nazionalismo radicale (e straccione) fu l'antesignano del mussolinismo e spianò la strada (tra le élite) all'egemonia ideologica del fascismo.

  • un compagno internazionalista scrive:
    4 maggio 2018 18:57

    Molto dettagliato e puntuale la risposta di Pasquinelli. Ma manca proprio il nocciolo della mia critica: contro l'economicismo certo, ma anche contro l'iper-poiticismo. Moreno insiste sul fatto che oggi la lotta politica è tra popoli e finanza. Lotta politica. Ma la produzione, la cellula, le molecole e l'atomo di questo universo da cosa sono prodotte? Dal plusvalore? Oppure siete diventati improvvisamente fan di Toni Negri?
    Ora se si vede la lotta politica attuale e ci si investe, allora si è rivoluzionari. Ma se per rimanere nel luogo comune politico si camuffa la verità scientifica delle cose, allora si finisce per diventare opportunisti. Fusaro ha fatto questa seconda scelta. Vede solo la sovrastruttura (lotta politica delle nazioni alla finanza) e non capendo un fico secco di economia non vede la vera struttura delle cose: il fatto che oggi viviamo nel capitalismo, non in un feudalesimo 2.0
    A volte non la vedete nemmeno voi

  • Moreno Pasquinelli scrive:
    5 maggio 2018 09:47

    Caro INTERNAZIONALISTA

    né economicismo (determinismo) né "politicismo" (indeterminismo).
    Nel divenire sociale le contraddizioni, ovvero le opposizioni storico-sociali mutano anch'esse, e può accadere che si spostino di rango, che la prima diventi secondaria e quella secondarie diventi primaria.
    Se, appunto, diciamo non al determinismo economicistico dobbiamo accettare l'idea che la stessa contraddizione tra capitale e lavoro salariato sia surdeterminata, altrimenti ne facciamo un che di metafisico e di astratto.
    Il centro geometrico del determinismo economicistico è, ad esempio, la concezione meccanica del rapporto struttura-sovrastruttura, quindi quella dell'ideologia che non sarebbe se non un mero riflesso della struttura economica della società. Era contro questo materialismo volgare che Gramsci si scagliò tanto duramente.

    AD esempio: Lenin alle porte della Grande Guerra aveva intuito e affermato che la contraddizione principale, in quel momento, non era quella tra le due classi fondamentali, bensì quella tra le potenze imperialistiche. Da qui scaturì la sua linea strategica della trasformazione della guerra imperialista in guerra civile.

    Per venire al sodo, P101 afferma nelle sue "TESI PER UNA SINISTRA PATRIOTTICA" approvate dalla II. Assemblea nazionale del marzo scorso:

    «(2) LA CONTRADDIZIONE PRINCIPALE DI QUESTA FASE

    Cosa effettivamente è accaduto con la globalizzazione? Attraverso un processo ineguale ma combinato, abbiamo un ordine imperialistico policentrico per cui un di pugno potenze hanno non solo preservato, ma rafforzato le loro prerogative sovrane, mentre la grande maggioranza degli stati nazionali ha progressivamente perduto sovranità, cedendola ai primi e/o, come nel caso dell’Unione europea, ad organismi oligarchici sovranazionali. Di qui la contraddizione principale di questa fase: quella tra il pugno di paesi dominanti e le nazioni dipendenti e semi-dipendenti le cui forze produttive sociali non possono più crescere a causa dei ceppi che le incatenano —dinamica che all’interno della Ue vede il contrasti tra i pesi “core” e quelli bollati già “periferici” e, dalla Bce, denominati “vulnerabili”. Questa contraddizione principale si porta appresso un secondo aspetto: l’opposizione, all’interno degli stessi paesi soggiogati, tra la grande maggioranza dei cittadini e le frazioni più potenti e globaliste delle borghesie atoctone le quali, come nuove borghesie compradores, fungono da intermediari della rapina ai danni dei nazioni».

    Qual è quindi, entro questa cornice strategica, il ruolo possibile di un soggetto davvero rivoluzionario di classe?

    E' quello di porsi alla guida di un movimento di riscossa nazionale-popolare, di diventare la forza motrice di una rivoluzione democratica che dovrà essere spinta in avanti affinché diventi rivoluzione socialista.

  • Roberto Feretti scrive:
    5 maggio 2018 10:10

    Condivido l'aformisma illuminante del Compagno sopra: "Fusaro fenomeno letterario, non politico".
    Fusaro non è schmittiano, ma gentiliano-gramsciano, dunque non ci trovo nulla di strano nella sua collaborazione con Casa Pound, che, è a mio avviso, come scrissi in passato, un fenomeno settario e marginale, al limite metapolitico estraneo alla tradizione populistica della destra sociale italiana del dopoguerra, raccolto da Salvini a man bassa: scrissi tutto questo ben prima del 4 MARZO sul blog SOLLEVAZIONE con molti compagni nei commenti che mi davano del provocatore rossobruno in quanto dissi che oggi il fascismo non è casa pound (fenomeno socialmente settario e marginale, scrissi così più o meno) ma Orban, il polonismo del nuovo corso nazionalpatriottico del PIS polacco, parzialmente Alba Dorata sebbene più metaxiana che fascista, talune correnti del nazionalismo russo contigue a Putin, ed in Italia Salvini, ancora potenzialmente quest'ultimo, soprattutto dove si trova l'intellettualità militante leghista neo-missina, a Verona, ma ben più di Casa pound. L'unico fascismo in larga parte realizzato è l'orbanismo magiaro, che non è forma di liberismo come molti compagni credono, ma di statalismo temperato e moderato in senso piccolo-borghese (come lo fu il fascismo regime).
    Dunque, non mi agiterei per la collaborazione di Fusaro, fenomeno impolitico. Ben più preoccupante fu la collaborazione organica del compagno Soral con Jean Marie Le Pen o lo sarebbe stata una di Fusaro con Salvini o al limite con Meloni, ma se ne è guardato bene Fusaro, che ormai ripete la medesima tesi da 5 anni, ma politicamente non è nemmeno lui in grado di aprire spazi antagonisti.

  • Anonimo scrive:
    5 maggio 2018 14:08

    Ma che male c'è a tentare di alfabetizzare quelli di Casapound?
    E' vero che nell'ambito di quella che viene definita "destra sociale" vi è la capacità di utilizzare gli strumenti dialettici simile a come una scimmia utilizzerebbe il flauto: a guisa di una clava.
    Ma dal punto di vista dell'analfabetismo politico elevato a strumento di seduzione elettoralistica, il vero pericolo è negli utili idioti pentastelluti.
    Non certo in quei quattro gatti di Casapound.
    E poi la sinistra ha prodotto eccellenti analisi, ma sul piano pratico degli eventi storici ha mostrato ambiguità che dovrebbero far riflettere.
    Quindi ci vuole un pochino di umiltà nelle analisi.
    Umiltà che notoriamente non è una prerogativa di chi è troppo intellettualizzato, e si erge così ad ingegnere demiurgico della società.
    Si parla ad esempio troppo del risorgere di fascismi, quando invece io vedo solo un finto globalismo - in realtà un imperialismo americano - nell'ambito del quale ogni attore minore tenta di costruire le strutture nazionali di consenso sociale al fine di tenere per sé quota del flusso di risorse economiche circolanti, da sottrarre a quello stesso imperialismo americano morente. Orban ha preso i soldi "amerikani" della UE e se li è tenuti.
    Quindi fascismo nel senso di un pragmatismo manovriero che strumentalizza tutto e tutti, perché la priorità è vincere. Siamo in una guerra economica e anche di bombe, sia mediatiche che vere e proprie.
    E la prima vittima della guerra è la verità: anche quella delle più acute analisi politiche.
    La morale della storia è che oggi è difficile fare politica come lo era per i soldatini in trincea nel carnaio della prima guerra mondiale, che avanzavano avendo i fucili dei carabinieri puntati alle spalle. E' questa condizione che va innanzitutto analizzata, al fine di non farsi prendere dalla hybris intellettualistica, divenendo così ininfluenti nel deprimente circo elettorale di oggi.
    La questione prioritaria deve essere quella dell'analfabetismo politico delle masse.
    Non la guerra all'interno di una élite di intellettuali che oramai sono divenuti ininfuenti a causa del sequestro neocolonialista delle élites locali, e dell'analfabetizzazione forzata delle masse.
    Oggi non è questione di "che fare" ma di "a chi parlare, e come", dato che cura del sistema imperante è quella di impedire che le contraddizioni del sistema producano uno sbocco politico eversivo del sistema stesso.

  • Anonimo scrive:
    6 maggio 2018 12:25

    @anonimo delle 14:08

    E' vero , non c'è niente di male ad alfabetizzare qualcuno , anche quelli di CasaPound . Ma non è questo il caso . Perché in questo caso non c'è qualcuno che alfabetizza qualcun altro : Fusaro e Iannone di CasaPound propagandano e dicono le stesse cose .

  • Anonimo scrive:
    6 maggio 2018 20:50

    Iannone? Non diciamo amenità. La questione semmai è che la sinistra non ha mai chiarito i suoi rapporti ambigui con tipini alla Soros.
    Ovvero Emma Bonino, per intenderci.
    Questa manfrina dei "diritti civili" ha devastato lo stesso linguaggio della sinistra.
    Ha creato l'analfabetismo della sinistra, grazie ai sessantottini.
    E siamo arrivati a Vladimir Luxuria e Nichi Vendola.
    Una ripassatina alle giuste critiche di Michéa è a questo punto necessaria.
    Se la sinistra è morta, non deve reagire come fanno quegli altri morti che sono i tradizionalisti cattolici,che aspettano il Cavaliere Bianco vendicatore, incapaci di riflettere sui limiti del loro credo religioso e delle loro posizioni culturali.
    La sinistra ha espresso il meglio di sé quando non ha avuto questa caratura fanatico-religiosa, messianica.
    Bisogna quindi rimboccarsi le maniche, e combattere l'infiltrazione pannelliana, liberale, divenuta pienamente sorosiana CONTRO lo stesso ultimo Pannella, che lanciava sottovoce velatissimi allarmi a riguardo di questo problema: dalle critiche all'uomo dei droni, Obama, alla sudditanza piena di Bonino a Soros, ovvero allo "Stato Profondo" statunitense.
    Oppure, semplicemente, il patrimonio culturale della sinistra è perduto, con grave danno per tutti.

  • Anonimo scrive:
    7 maggio 2018 00:17

    anonimo delle 20:50

    "Bonino-Soros" ? Ti sei dimenticato il paino Kalergi e i protocolli dei Savi di Sion .

    Sintetizzo cosa penso :

    Sinistra ( che non esiste sull'attuale scena politica ) vuol dire diritti : diritti sociali e diritti civili . Non o uno o l'altro . Tutti e due : sociale i civili . Questa è la Sinistra . Un partito che è per la sanità pubblica ma contro i negri e i gay non è di sinistra : è la destra sociale . Per uno di Sinistra i diritti sociali non escludono i diritti civili : questa è una delle note menzogne neofasciste . E della Bonino sinceramente non mi interesso e non mi interessa una cippalippa : Se la Bonino è per i diritti civili , fa bene ; se non è per i diritti sociali , cioè è una liberomercatista ( che non vuol dire liberale : Croce era un liberale ma economicamente antiliberista ) fa male .

    Destra sociale o estrema destra o destra neofascista o rossobruna , chiamala come vuoi ( CasaPound e Fusaro per capirci ) : stato sociale , in senso corporativo , per quelli della tua razza ( che adesso si dice identità nazionale ) ; xenofobia , omofobia , tradizione , ideologia reazionaria etc..

  • Anonimo scrive:
    7 maggio 2018 12:02

    @Anonimo 7 maggio 2018 00:17
    I "diritti civili" in alternativa ai diritti sociali sono stati messi in campo a sinistra dall'infiltrazione imperialista sessantottina, proprio con intenzione sostitutiva. Cohn Bendit ad esempio ha fatto l'elogio della pedofilia.
    Poi ovviamente gli STESSI poteri (esempio intervista sul fascismo di Michael LEDEEN e De Felice) hanno posto le condizioni per il ritorno dei vari Casapound e Forza Nuova.
    In tal modo si è creata la TENAGLIA che stritola il lato buono del comunismo, quello attento ai diritti sociali.
    Non possiamo essere obbligati dagli imperialisti liberali a scegliere tra Vladimir Luxuria (Isola dei famosi) e Roberto Fiore (Mi6).
    Losurdo e La Grassa hanno fatto utili analisi su questo pericolo liberale.
    Diritti civili e sociali non sono in alternativa, ma lo divengono perché è in atto una strategia di sostituzione da parte di "menti raffinatissime".
    E poi liberale non vuol dire nulla, se non la negazione delle questioni strutturali che dominano la politica e l'economia.
    Vai a parlare di "diritti civili" a coloro che sono vittime dell'oppressione coloniale dei liberali anglo-americani. In Venezuela, a Cuba, in Yemen. Vedi che ti rispondono.

  • Anonimo scrive:
    7 maggio 2018 14:17

    @anonimo 00:17

    Che c'entra la sinistra sensattottina con Renzi ? ( che poi noi ce la prendiamo con Renzi , ma la flat tax di Salvini-Berlusconi va a tagliare più diritti sociali di quanto abbia fatto Renzi )
    Renzi non è di sinistra .. e la sinistra sensattottina non ha mai voluto tagliare i diritti sociali : questo l'ha voluto la destra neoliberista . Fusaro stupra Marx per propagandare idee reazionarie .

  • Anonimo scrive:
    7 maggio 2018 16:01

    La sinistra sessantottina c'entra con Renzi perché ha indebolito il comunismo, operando una sostituzione di priorità. Si parte da quei diritti borghesi, poi si critica lo stalinismo, e infine ci si accomoda sotto l'ombrello NATO.
    Si critica lo Stato castratore per divenire utili idioti del "Deep State" amerikano.
    E che i sessantottini non volessero eliminare il tema dei diritti sociali è equivalente a dire che una spia in incognito non porta scritto in fronte che è una spia: grazie, lo sappiamo già!
    E Stalin certi soggetti li avrebbe messi al muro, giustissimamente.
    La politica è questione di priorità, non di altro.

  • Anonimo scrive:
    8 maggio 2018 11:28

    Per il Sig. Fraioli
    Parlare di male assoluto significa ammettere che esistano "verità assolute". Tuttavia pare, secondo recenti acquisizioni della scienza logica, che ogni "verità" sia solo una realtà relazionale. Già lo sospettava Pilato ai suoi tempi ....

  • Anonimo scrive:
    8 maggio 2018 20:14

    Male assoluto sarebbe la situazione socio economia in Grecia che sarà anche quella di "noi"(?) italiani. Continuiamo con il festival delle "porte aperte" e giudicheremo diversamente Orban (ed anche filosofi ragionevoli e tolleranti come Fusaro). Allora, per una "sollevazione" sarà necessario avere dei Krikki da autotreno ... mA anche i Krikki da autotreno costano e, soprattutto, sono antiquati e non molto funzionali----

  • Anakyn scrive:
    9 maggio 2018 12:52

    "[...]e darà ora la stura alla mandria di sinistrati che grideranno alla incombente minaccia del... rossobrunismo."

    Tra i quali "sinistrati" figura, con ogni evidenza, anche l'autore di questo stesso articolo.

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