domenica 27 maggio 2018

BATTERE IL NEMICO PRINCIPALE di P.101

[ 27 maggio 2018 ]


Comunicato n. 6/2018 – Programma 101


Con il rifiuto opposto alla nascita del governo giallo-verde da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la grave crisi sociale e politica diventa una devastante crisi istituzionale. Per la prima volta nella storia della repubblica, egli ha impedito che il Parlamento eleggesse il suo governo.

Non c’è dubbio che con il suo veto, egli ha brutalmente travalicato le prerogative che gli assegna la Costituzione, per questo riteniamo che il Parlamento possa e debba avviare la procedura per la sua messa in stato d'accusa per "attentato alla Costituzione". (Art.90)

Con il discorso pronunciato questa sera Mattarella ha gettato la maschera. Anche in questo caso violando la sua funzione istituzionale super partes, ha svolto un discorso tutto politico, dimostrando che egli non è il difensore della Costituzione e della sovranità popolare e democratica; si è posto in modo sfrontato, in stile presidenzialista, come garante delle oligarchie eurotedesche, della grande finanza predatoria e della dittatura dello spread.

Siccome, a meno di un vero e proprio golpe, nuove elezioni sono inevitabili, Mattarella non ha esitato a porsi come il capo politico del fronte eurocratico, indicando quale sarà la strategia dell’élite: guerra totale alle forze della sovranità popolare, terrorismo psicologico contro cittadini, richiesta ai “mercati” di strangolare l’Italia, senza escludere la catastrofe del Paese. Funzionale a questo disegno disfattista è l’incarico che Mattarella vuole dare a Cottarelli, cane da guardia dell’oligarchia, di formare il governo da qui alle elezioni. Altro che “governo di garanzia democratica”! Sarebbe un atto gravissimo e inaccettabile.

Non saranno quindi solo elezioni parlamentari, sarà un referendum la cui posta in palio è se l’Italia riconquista la sua sovranità nazionale e democratica o se verrà sancita la sua sudditanza coloniale. Sarà quindi una battaglia storica da cui dipendono la vita o la morte della Repubblica.

Per questo, noi che da sempre abbiamo detto che prima o poi saremmo arrivati alla prova decisiva per l’uscita dalla gabbia dell’euro, noi che per primi abbiamo invocato la formazione di un Comitato di Liberazione Nazionale e alla più ampia mobilitazione popolare, noi saremo in campo e daremo il nostro contributo alla vittoria del fronte per la sovranità popolare e nazionale.

Consiglio nazionale di Programma 101
27 maggio 2018
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28 commenti:

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    28 maggio 2018 00:14

    Le cose sono andate in modo diverso da come immaginavo, ne prendo atto. In questa battaglia campale mi toccherà considerarmi alleato anche del M5S (che io chiamo il Credo Militante). Francamente non li credevo capaci di tanto, sono sorpreso, piacevolmente sorpreso. Vuol dire che rimanderò a dopo le polemiche sulla loro vera natura.

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2018 00:35

    Bene il Cln purché non corra da solo e faccia blocco con una forza sovranisra democratica.

  • dexxo dex scrive:
    28 maggio 2018 00:36

    Mio dio.... L'M5S e Lega non dovrebbero partecipare alle consultazioni per il governo Cottarelli. Vedremo di che pasta è fatta la Lega.

  • Roberto scrive:
    28 maggio 2018 04:45

    Bene ma non basta. Bisogna alzare il livello della lotta. Oltre a cercare l'unita' delle forze anti oligarchia e' necessario tenere conto di chi ha in qualche modo negato i temi che venivano avanzati qui e in altri luoghi di discussione. Mi riferisco cioe' a quei movimenti che voi avete giustamente segnalato in un post precedente. Sappiamo che molti di loro non hanno capito una mazza del nocciolo dello scontro e percio' non vedo in molti di questi movimenti una consapevolezza politica (e intellettuale) tale da poter aiutare la formazione di una aggregazione all'altezza della sfida. La necessita' dell'unita' si scontra con l'inevitabile debolezza di questi soggetti nel sapere interpretare gli eventi drammatici di questi giorni. Serve un metodo ed uno strumento per poter iniziare.
    Viva l'Italia, viva la Repubblica!!!

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2018 06:11

    Mattarella non e' il garante della democrazia parlamentare, ma il garante dell'eurocrazia capitalista. Il nostro paese ha visto in qusti giorni uno scontro tra il nascente blocco sociale che pur nelle profonde diversita' ha sostenuto elettoralmente lega e 5 stelle e i ceti di potere filo europeisti. Plastico l'esempio dell'assemblea di confindustria, con in prima fila esponenti del governo gentiloni, manager di stato (quelli che i legastellati avrebbero cambiato con le nuove nnomine se fossero andati al governo) e i sindacati confederali. Forse nelle fasi delle trattative tra rappresentanti di un nuvo potere popolare ed eites dominanti bisognava essere piu' tattici. Accettare il veto, sostituire giorgetti con savona, rinfacciarglielo a mattarella, ma intanto ci si impossessava del potere e si partiva. La domanda perche' salvini non ha agito cosi'?

    Jack London

  • Luca Tonelli scrive:
    28 maggio 2018 09:33

    se ora a tutto questo non segue la messa in stato d'accusa di Mattarella, unica conseguenza logica al disconoscimento della legittimità di quanto fatto, mi spiace ma significa che la Lega ha pianificato tutto questo per meri calcoli di consenso.
    O Salvini si unisce a 5S e Meloni e chiede la messa in stato d'accusa, o significa che ha soltanto giocato.

  • Luca Tonelli scrive:
    28 maggio 2018 09:42

    anche se bisogna ammettere che, spettando l'ultima parola sull'impeachment alla corte costituzionale, non vedo come si possa avere un esito democraticamente positivo della cosa.
    la consulta con certezza dichiarerà legittimo quanto fatto.

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2018 11:17

    non serve un cazzo la messa in stato d'accusa, decide la corte cost. serva di tedeschi e francesi. Meglio portare 2 milioni di persone a Roma.

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2018 12:28

    Se volevano fare un governo i pentastellati e i leghisti potevano mettere un altro nome al posto di Savona, tipo quello che si si era fatto di Giorgetti della Lega se non sbaglio, e andare avanti, prima di questo giro di valzer dicevano che l'importante sono i programmi e non i nomi.
    Ora un nome all'improvviso diventa importante, ci si impiccano, una sagoma che prima delle elezioni la stragrande maggioranza degli elettori non sapevano neanche l'esistenza, tra l'altro uno che è stato dentro l'establishment, un confindustriale, un esperto di aggiotaggio (prescritto grazie alla legge Cirielli pensata in primis per lor signori), insomma "uno di loro".
    Possibile quindi che tutta questa manfrina sia stata creata ad arte da Salvini & C. per fare in modo di arrivare a nuove elezioni, aumentare i consensi per il centro-dx e quindi dare il benservito al M5S. Perché mi sembra poco probabile che Berlusconi dia un voto ad un altro governo, e poi ci sarebbero i voti per questo altro governo? Non mi pare.
    Insomma, da tutta questa situazione quelli che sembrano fregati sono i pentastellati .
    Saluti,
    Carlo.

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2018 12:28

    Ma insomma siamo ancora o no formalmente una REPUBBLICA PARLAMENTARE?A questo ci si deve appellare denunciando la violazione di articoli della Costituzione che(e bene sempre ricordarlo)NON PREVEDE alcuna ingerenza di veto da parte del PdR essendo egli il GARANTE della Costituzione senza alcun potere di indirizzo politico e altrettanto bene faranno quegli illustri costituzionalisti che denunceranno la violazione gravissima di fondamentali articoli INVIOLABILI iscritti in modo definitivo nella Carta Costituzionale;un punto DIRIMENTE che ci può far vincere la partita contro gli oligarchi eurocratici e battere i loro servi annidati nelle istituzioni.Luciano

  • Luca Tonelli scrive:
    28 maggio 2018 13:30

    Difatti anche per Mattarella il problema era il programma e non il nome.
    Ha detto testuale che "chi è eurocritico al governo non ci va".

    Quindi era una questione POLITICA.

    Mattarella non avrebbe fatto passare nulla che non fosse provatamente eurista...come ministro e come iniziative legislative a seguire.

    quindi l'unica possibilità per Lega-5S di andare al governo era accettare in TUTTI I MINISTERI CHIAVE persone di establishment che Mattarella considerava affidabili.

    Salvini all'interno senza poter allargare i cordoni della borsa non avrebbe potuto assumere i nuovi poliziotti per la sua stretta sul crimine, aprire i centri di rimpatrio ecc...

    Di Maio non avrebbe potuto proporre il reddito di cittadinanza.

    insomme SENZA LI SORDI NON SI FA UN CAZ.

    Ecco perchè il punto era SUI PROGRAMMI. il Nome era solo un nome simbolo di tale programma.

    Mattarella ha detto che o si continua con le politiche degli ultimi 7 anni o al governo non ci si va. finchè c'è lui in carica.

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2018 14:18

    Mi scusi, cortesemente,
    ma con un governo Di Maio-Salvini, con le contraddizioni tra flat tax e sussidio di cittadinanza, quindi diminuire le tasse a tutti (molto di più ai capitalisti) e parlare di asili nido gratuiti (solo agli italiani, possibile incostituzionalità, ma vabbè..), di potenziare i servizi pubblici, qualcuno ci farebbe capire sul serio dove si prenderebbero i soldi?
    Li chiederebbero come prestito all'estero, non so, a Putin, a Orban, agli elettori del partito tedesco Afd, a chi avrebbero il coraggio di chiederli?
    Chiederebbero a tutti quegli italiani che non comprano titoli di Stato per vari motivi di comprarli per finanziare la spesa pubblica e fare i patrioti?
    Oppure dovrebbero tagliere le pensioni portandole tutte al contributivo e licenziare un pò di dipendenti pubblici? O alzerebbero l'IVA e qualche altra tassa indiretta?
    Non mi si dica che si prenderebbero dalla lotta all'evasione ed elusione fiscale, che a partire dalla Lega non c'è alcun interesse a farla in maniera concreta. Per non parlare della lotta agli sprechi, allora possono votare tutti Cottarelli.
    Dato che questi non vogliono fare una rivoluzione, non vogliono toccare la ricchezza dei capitalisti creata dal lavoro salariato, si dovrebbe spiegare come sarebbe possibile mettere insieme tutto e il suo contrario come da "contratto" di governo.
    Saluti,
    Carlo.

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2018 14:56

    @Carlo: al momento l'Italia se si escludono gli interessi sul debito spende meno di quanto incassi con le tasse. E' cosi' da venti anni, venti anni in cui si sono lasciati andare i servizi pubblici e quant'altro proprio per ridurre le spese. In UE né paesi in crisi come Spagna e Portogallo, né cosiddetti "non in crisi" come la Francia hanno fatto cosi'. L'idea di Savona e degli altri economisti come lui era di fare lo stesso, utilizzando quei soldi per rilanciare lo sviluppo economico (per diral in modo grossolano, se non spendo per le analisi mediche ma le faccio come si dovrebbe in ospedale ho più soldi per far altro). Si chiama moltiplicatore keynesiano. Ma era proprio quello che la Ue, nel nostro caso, non accettava. Sostituire Savona con un altro nome non avrebbe cambiato niente: era la scelta politica che non andava bene - secondo la UE - e che la UE ha imposto all'Italia senza averne il diritto.

  • Luca Tonelli scrive:
    28 maggio 2018 15:15

    i soldi si prendono facendo deficit.

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2018 15:26

    Niente da fare questi sinistrati proprio non vogliono capire; missione impossibile, mi sembra di vederli mentre brindano allo stop dato ai "fascio/leghisti da un sincero amico del popolo!

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2018 15:31

    Manca il protagonista tanto evocato, anche da voi, il popolo.
    Colpo di stato di Munnezzarella. E Salvini? e Dimaio? ..."impeachment"..."staremo a vedere"..
    Nessuna mobilitazione, solo "indignazione" e tanti, ma tanti tanti post "rivoluzionari" sui social.
    Populismo da tastiera! ...anzi...da pastiera!

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    28 maggio 2018 16:05

    "qualcuno ci farebbe capire sul serio dove si prenderebbero i soldi?"

    Credo che la strategia sia questa:

    Si parla di oltre 100 mld di costi delle promesse, ma la metà (diciamo 50) basterebbero per cominciare. Ora 50 mld sono circa 3 punti Pil, che sommati ai quasi 2 già previsti nel DEF fanno 5. A Spagna e Francia è stato concesso di sforare per anni, fin oltre l'11% alla Spagna. Noi potremmo farlo per un paio di anni, nel frattempo trattare modifiche radicali dell'UE e, qualora la Germania rifiutasse, costringerla a scegliere tra la sua uscita o la nostra. Senza la Germania si potrebbe fare un'UE meno mercantilista, se invece uscissimo noi non sarebbero questi 100 mld in più a fare la differenza, soprattutto perché con la sovranità monetaria, il cambio flessibile, la possibilità di minacciare (o praticare) controlli sui movimenti dei fattori produttivi, potremmo cavarcela meglio di oggi.

    In alternativa, tra le tante: inasprimento dell'IMU, caccia all'evasore, aumenti dell'IVA, delle accise...

    Cosa sceglieranno gli italiani? Se si è inseguiti da una tigre feroce e l'unica salvezza fosse saltare nelle rapide in fondo al dirupo, chi sceglierebbe di farsi sbranare? Solo un piddino, o una papera.

    Ovviamente io vorrei di più e di meglio, ma questo passa il convento.

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2018 16:29

    Scusa, ma il moltiplicatore keynesiano va bene insieme alla flat tax, riduzione delle tasse soprattutto ai capitalisti e a tutto il resto del liberismo leghista? Perché con la flat tax, a parte un discorso di giustizia sociale sulla redistribuzione della ricchezza creata nel paese, vorrei capire come ci sarebbero le stesse entrate di prima. Si andrebbe a deficit, come si dice altrove. O si dovrebbero aumentare le tasse indirette, non progressive e quindi buonanotte alla Costituzione che si dice di difendere.
    A me pare tutto un'illusione riformista, nel senso che i riformismi, e questo di M5S-Lega è un riformismo, non cambiano l'essenza del gioco, che è quello dell'economia capitalista. Come si dice, come la volti e come la giri, sempre lì andiamo a parare, cioè il "padulo" finale qualcuno lo deve prendere. Secondo voi il padulo chi lo prenderà, i padroni e chi campa di rendita? Non ne sono per niente convinto, a me pare il contrario.
    A proposito, fate caso che non si dice nulla sulle tasse di successione, donazioni e simili, dove l'Italia è un paradiso fiscale in Europa. Coincidenza? No, credo che sia il segno preciso su chi deve pagare il conto delle spese. Sempre i lavoratori salariati, come prima, più di prima.
    Saluti,
    Carlo.

  • Luca Tonelli scrive:
    28 maggio 2018 18:39

    giusto Carlo iniziamo a tassare al 40% le casette di periferia da 50 mila euro che ereditano i figli che non arrivano a fine mese.

  • Virginio scrive:
    28 maggio 2018 19:09

    Perché salvino pensa a pararsi il filo e non al popolo italiano.

  • Virginio scrive:
    28 maggio 2018 19:15

    Si potevano ma avrebbero avuto lo stesso il presidente contro.la prossima volta voglio vedere salire in cattedra pasquinelli;Mazzeo e Domenico Moro e quel che restando comunisti autentici.

  • Anonimo scrive:
    29 maggio 2018 00:34

    @Carlo: l'economia keynesiana che è peraltro quella applicata in tutto l'occidente europeo nel dopoguerra si basa tranquillamente sul deficit nei periodi di crisi. Lo Stato non ha bisogno né di andare in pareggio di bilancio (questo è appunto un feticcio liberista perché così facendo lo Stato è costretto a chiudere i servizi pubblici che quindi finiscono sul mercato diventando occasione di profitto per il capitale e distruggendo posti di lavoro sicuri e ragionevolmente remunerati come quelli del pubblico impiego) né di rimborsare il debito pubblico, come invece va fatto con il debito privato, nel senso che lo Stato può semplicemente rinnovare il suo debito, come tranquillamente fa quando non ci sono un'unione come la UE o altre scelte politiche a impedirlo. Questo per il meccanismo in atto.

    La flat tax e il resto sono semplicemente scelte politiche (e come tali possono piacere o meno, ad esempio a me la flat e il reddito di cittadinanza non piacciono affatto), ma in linea generale non sono per forza alternative al meccanismo economico descritto sopra perché costerebbero di più.

    Il discorso sul riformismo è ancora un'altra cosa e un'altra scelta.
    Ammettiamo che si sia convinti che sia una scelta assurda e l'unica scelta sia la rivoluzione: al momento quanti ne vedi in giro così? Nel frattempo ci stanno accorciando pure la speranza di vita, nonché i salari, le cure l'occupazione e quant'altro. Proprio per non fare più deficit. Vuoi vivere così? Io no.

    Non so se vedrò mai una rivoluzione, magari sì, chissà, magari c'è chi ne fa lo scopo della vita e ci riesce. So che se mi tagliano ancora gli ospedali non potrò curarmi né far curare i miei cari. E' quello che la UE sta facendo mentre il keynesismo lo impedirebbe, come l'ha impedito per 40 anni dopo la seconda guerra mondiale. A differenza della rivoluzione, nell'occidente europeo le strutture logistiche, economiche, giuridiche che potrebbero permettere di ritornare al keynesismo sono ancora in piedi e sono ben sperimentate. Ma non durerà ancora per molto. Non sono alternative alla rivoluzione, di certo non in questa fase. E quando hai i genitori ottantenni, o i figli neonati col febbrone all'una di notte che non sai cosa sia, degli ospedali pubblici ne hai bisogno ADESSO e LI DIFENDI a ogni costo, non ti stai a chiedere quanto riformismo e quanta rivoluzione ci siano nel keynesismo prima di farlo. Anche se vuoi fare il rivoluzionario.

  • Anonimo scrive:
    29 maggio 2018 08:26

    Vorrei ripredere la metafora del Sig. Frajoli, che leggo (e vedo ) con stima dai tempi di Ecodellarete. Personalmente vedo non una ma un branco di tigri (e gattopardi), e non riesco più ad individuare l'esemplare più aggressivo. Dopo lo shock subito nel leggere il programma di governo non sono più certa che il "sovranismo e basta" sia tra i meno feroci. Mentre fuggo dalle tigri, tento di evitare dirupi e relative cascate, anche perchè è certo che se le astute belve mi spingono a gettarmici, le acque laggiù siano il refettorio di grossi grassi insaziabili alligatori.. la fauna è quella che è, di questi tempi..

    AntoB

  • Carlo Imperato scrive:
    29 maggio 2018 20:32

    No no, giusto redistribuire la ricchezza col fisco verso i padroni con flat tax e menate varie, è molto meglio.
    Volete la flat tax e il "sussidio" di cittadinanza (chiamarlo reddito per me è errato, un reddito si guadagna in cambio di qualcosa), volete con le tasse abbassate che diano asili nido gratuiti (solo agli italiani certificati, tutto a norma di Costituzione :-)), che vengano tolti ticket sanitari e abbassata l'IVA, che si dia l'affitto sociale a tutti i poveracci italiani certificati, ma i riccastri con i villoni guadagnati col sudore dei lavoratori non si toccano, per carità.
    La tassa di successione può essere tranquillamente progressiva e se vi piace la tassa piatta le risorse e volendo anche un pò di sgamo dell'elusione fiscale da qualche parte bisogna andarlo a prendere, comprese donazioni e roba simile.
    A proposito, non tutti hanno la casa di proprietà o possono ereditare qualcosa in Italia, informatevi che esiste una minoranza del genere.
    Certo, conta poco col voto, e si vede da come si comporta la politica, tutta.
    Alla salute della Costituzione e di tutti i diritti, farlocchi che esistono solo "sulla carta".
    Saluti,
    Carlo.

  • Anonimo scrive:
    29 maggio 2018 23:44

    @CARLO: a chi o di cosa stai parlando? Io ho esplicitamente detto che la flat tax NON mi piace e NON mi piace il reddito di cittadinanza. Non ho mai parlato di asili nido né di chi ci debba andare né di successioni. Spiega in che parole dei miei commenti ti azzardi a trovare elementi per attribuirmi un'opinione in merito che è inoltre totalmente falsa.

    Il keynesismo potrebbe funzionare paradossalmente anche con una flat tax, almeno in parte, mentre di sicuro non può ESISTERE all'interno delle regole UE che vietano deficit. La forza politica per fare a meno di entrambi, UE e flat tax, non parliamo di UE e capitalismo, al momento non c'è. Ti piace tenerti le cose come le ha decise la UE? Meglio chiamare Cottarelli così sei ancora più tranquillo che il deficit te lo risolve direttamente dal FMI? Liberissimo di pensarlo, sono fatti tuoi. Però evitiamo di fare minestroni tra quelle che sono scelte politiche discutibili e discusse (fare una flat tax anziché un'imposta progressiva, ad esempio) e una dottrina economica che è tutt'altra cosa e ha funzionato, guarda un po' proprio a deficit, finché non s'è deciso (Reagan, Clinton, Blair e Thatcher) di reliberalizzare la circolazione di merci e capitali e allo stesso tempo, per giustificare l'impoverimento che questo comportava, di terrorizzarci con l'idea di un deficit incontrollabile che sarebbe una catastrofe. (E noi polli dietro, da bravi.)
    Poi se uno vuol comunque farsi i trip con la peggio propaganda liberista sul deficit bruttoecatastrofico e pensare che così facendo è tantodesinistra glielo lasceremo fare in pieno spirito libertario: contento lui.
    Chiudo.

  • Anonimo scrive:
    30 maggio 2018 08:38

    Scusa, ma andiamo sul pratico, le sagome targate M5S-Lega, come da contratto di governo, vorrebbero quindi fare keynesismo con flat tax e sussidio di cittadinanza in contemporanea? Potenziare i servizi sociali spostando col nuovo sistema fiscale la ricchezza verso i capitalisti, con i salariati che si beccano qualche spicciolo in più, perdendo probabilmente salario indiretto con i servizi?
    Comunque il prode Di Maio vuole collaborare col presidente ora, dopo che lo voleva mettete in stato d'accusa. Queste sono le persone che milioni di credenti della befana delle elezioni portano alle porte del potere.
    Mah, contenti voi..
    Saluti,
    Carlo.

  • Anonimo scrive:
    30 maggio 2018 14:32

    Scusa, sono io che non ho capito che tutta la pappardella del keynesismo era in generale e non sul caso concreto Italia con gli attori che sono a disposizione, ok, io cercavo di vedere le cose all'atto pratico, quindi vedere chi fa cosa e come perché votato dalla mandria elettorale, in fondo qui si sta parlando di quello che poteva essere il governo M5S-Lega, appoggiato da questo blog, un governo con un contratto specifico con annessi e connessi. Non si stava parlando dei massimi sistemi economici o di Cottarelli e del FMI, di cui frega meno di zero al sottoscritto. Noto però di passata che il sistema keynesiano ha avuto un ruolo propulsivo in Occidente quando c'era il presunto o reale pericolo "rosso", finito il pericolo la palla è passata in mano a liberisti più o meno variegati di stampo diciamo meno keynesiano se non di stampo opposto, non credo proprio sia stata una coincidenza.
    Saluti,
    Carlo.

  • Anonimo scrive:
    31 maggio 2018 00:29

    Se ancora non si era capito da che parte stavano i sinistrati in questo per loro salutare stop dato ai "fascio/leghisti"(sic)basta leggere le "dotte argomentazioni"del "rivoluzionario"qui sopra;loro sì hanno capito tutto al contrario di quella insulsa "mandria elettorale"che si fa circuire da un"neodemocristiano" come Di Maio e da un "fascio/leghista"come Salvini,loro sì, porteranno milioni di diseredati ad applaudire le nobili gesta delle avanguardie rivoluzionarie sulle barricate innalzate a difesa del proletariato sventolando le rosse bandiere e brandendo i sacri testi del marxismo marciando, come sempre, con il nemico che è alla loro testa.Luciano

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