FORUM DEI POPOLI MEDITERRANEI

giovedì 17 luglio 2014

FERMARE IL MASSACRO DI GAZA di Segreteria nazionale di Mpl

17 luglio. «Dietro ogni terrorista vi sono decine di uomini e donne senza il cui aiuto non sarebbe potuto diventare un terrorista. Sono tutti nemici combattenti e il loro sangue dovrà ricadere sulle loro teste. Ora, questo riguarda anche le madri dei martiri che hanno mandato i loro figli all’inferno. Anche loro dovrebbero seguire i loro figli. Niente sarebbe più giusto. All’inferno dovrebbero andarci anche le case dove hanno allevato i loro serpenti».
Alyet Shakeddeputata del partito Casa Ebraica nel parlamento israeliano 

16 luglio. Ottavo giorno dall’inizio dell’assalto israeliano contro il popolo palestinese. Mentre in Cisgiordania le forze di sicurezza dello Stato sionista procedono con rastrellamenti su vasta scala e arresti indiscriminati contro i dimostranti palestinesi (sotto il naso dell’impotente Autorità nazionale di Abu Mazen), è a Gaza che sta avvenendo un vero e proprio massacro. I morti palestinesi sono ad oggi, 16 luglio, 213. Per la gran parte civili inermi, tra cui numerosi bambini (fonti Onu). Qui la macabra lista fornita dal Ministero della sanità di Gaza. I feriti, alcuni gravissimi, sono più di 1.600.

La decimazione per rappresaglia contro civili, è vero, è stata utilizzata da ogni sorta di esercito occupante. Mai nella misura, con le modalità e la brutalità con cui viene applicata dalle autorità dello Stato ebraico. Israele avrebbe compiuto in una settimana più di 1550 attacchi, rovesciando su Gaza più di 1.600 tonnellate di esplosivo. Quello che le Nazioni unite e l’Occidente, chiamano pudicamente “uso eccessivo della forza” (sic!).

Il coinvolgimento di HAMAS nel rapimento e nell’uccisione dei tre israeliani non è stato provato. Anche se lo fosse Gaza che c’entra? Solo dei criminali di guerra possono giustificare un tale genocidio chiamandolo “legittima ritorsione”.

E’ evidente che l’uccisione dei tre ragazzi israeliani, scoperta il 1 luglio, è un ridicolo
pretesto. Un’offensiva così massiccia e su larga scala come l’operazione “Soglia di protezione” non si prepara in dieci giorni. Al contrario. L’attacco era evidentemente da tempo pianificato dal governo e dai militari israeliani. Come lo furono “Piombo fuso” nel dicembre 2008 e “Colonna di nuvola” nel dicembre 2012. L’obbiettivo dichiarato dei sionisti è dal 2006, quando HAMAS vinse le elezioni, sempre lo stesso: liquidare il “potenziale militare offensivo” della resistenza di Gaza. Non solo HAMAS dunque, ma pure Jihad Islamica, i Comitati di resistenza popolare, e gli stessi gruppi jihadisti che sono da tempo in rotta di collisione con HAMAS. E di quale potenziale parliamo? Esso non raggiunge nemmeno un centesimo di quello israeliano, molto, molto meno, se consideriamo le bombe atomiche nella disponibilità di Israele.

Che ci stiano riuscendo, contrariamente a ciò che vanno strombazzando i bollettini di guerra di Tsahal (Idf), che proclamano di aver raso al suolo “1.320 siti terroristici”, è altamente dubbio. Non è contestato solo dalla Resistenza palestinese, ma da numerosi analisti israeliani, che affermano che neanche il 20% degli arsenali della Resistenza sarebbero stato annientato.

Per questo il governo del guerrafondaio Netanyahu tiene accesi i motori dei carri armati per una ben più devastante invasione di terra. Ricordiamo quella che avvenne nel dicembre 2008-gennaio 2009, agli annali “Piombo fuso”. Allora il pretesto fu il lancio di razzi Kassam e Grad che. com’è noto, raramente infliggono danni e perdite rilevanti allo Stato sionista. Mezza Gaza venne rasa al suolo, più di 1300 i palestinesi uccisi, migliaia feriti. Ma la Resistenza palestinese non solo non venne piegata, si riorganizzò presto e in maniera ancor più decisa.

Per questo i comandi militari israeliani stanno frenando il governo Netanyahu. Essi sono titubanti nello sferrare un attacco di penetrazione nel cuore di Gaza, che potrebbe fallire come fallì cinque anni fa, e che potrebbe avere un esito pessimo, se non proprio tragico, per Tsahal. Lo Stato maggiore dell’esercito sionista preferirebbe continuare ad libitum con gli sbrigativi “bombardamenti sistematici, da terra, dal mare, dall’aria, riducendo al minimo i rischi di perdite umane. Godendo del sostegno degli Usa, della Nato e della Ue, essi pensano di poterselo permettere.

Bene hanno fatto HAMAS e le altre forze della Resistenza, a respingere l’ignobile proposta
di tregua avanzata dal generale golpista egiziano al-Sissi. Lo stesso generale che ha messo fuori legge i fratelli egiziani di HAMAS e che ha sigillato, per conto di Israele, il valico di Rafah, contribuendo all’assedio per fame di Gaza.

A nome e per conto dei sionisti al-Sissi ha vincolato la fine dell’attacco israeliano in cambio della consegna da parte della Resistenza del suo arsenale bellico. Per quanto riguarda il Valico di Rafah esso sarebbe stato preso in consegna dalle guardie dell’Anp di Abu Mazen, col compito di non far passare nemmeno una pistola ad acqua.

HAMAS ha chiesto, affinché cessino le ostilità, la riapertura dei varchi con l’Egitto e Israele, ovvero che venga posto fine all’assedio da ogni lato che dura oramai da diversi anni, un assedio che costringe gran parte dei cittadini di Gaza a disumane sofferenze, che priva la Striscia di cibo, di medicinali, di acqua, di elettricità, di cemento per ricostruire le case danneggiate dai bombardamenti. Solo i nazisti, nel 1943, fecero peggio, quando annientarono la rivolta del ghetto ebraico di Varsavia.

Haniye ha detto giusto: siamo pronti a siglare il cessate il fuoco, ma a patto che sia posto fine all’assedio. Che Netanyahu e al-Sissi accetteranno questa elementare e sacrosanta condizione posta dalle autorità di Gaza, noi ne dubitiamo. Se ci sbagliamo ben venga il cessate il fuoco. Ne dubitiamo, poiché non solo i sionisti e i loro alleati occidentali, ma la maggior parte degli Stati arabi, hanno voluto sigillare Gaza e farne il più imponente lager del mondo, proprio con la speranza di indebolire HAMAS e la Resistenza, di fiaccare il morale degli abitanti-reclusi, di spingerli a genuflettersi e ad umiliarsi agli aggressori, ad  accettare le loro condizioni capestro.

Davanti a questo scandalo di proporzioni storiche mondiali che è Gaza, tutti coloro che sono davvero amanti della pace, della giustizia e della fratellanza tra popoli e nazioni, sono tenuti a gridare basta!, a mobilitarsi per sostenere la Resistenza palestinese. Nessuno si rifugi dietro l’alibi del “fondamentalismo islamico”. Ogni essere umano, chiunque consideri sacra la propria dignità e si trovasse al posto dei fratelli palestinesi, come loro si difenderebbe con le unghie e coi denti.
Sono tenuti a mobilitarsi i cittadini italiani, contro il loro stesso governo il quale, dietro alle chiacchiere, sostiene Israele, e lo sostiene anche vendendogli le armi con cui i palestinesi vengono massacrati.

E che nessuno si nasconda dietro la pacifista foglia di fico che ogni violenza è esecrabile, che la Resistenza è responsabile se la pace non viene. Sono passati più di 25 anni da quando l’Olp depose le armi e avviò negoziati di pace sulla base dell’obbiettivo “due popoli due stati”. E qual è il risultato? Che non abbiamo alcuno stato palestinese ma solo dei bantustan. E perché questo accade? Perché i sionisti non accettano e non accetteranno mai uno Stato palestinese davvero indipendente e sovrano, che non sia un suo stato-fantoccio.


Se la fiaccola della indomita Resistenza palestinese venisse davvero spenta, quello sarebbe un giorno di gioia per lo Stato fondato sull’apartheid chiamato Israele e le potenze imperialistiche che lo proteggono. Sarebbe però un giorno funesto per tutta l’umanità.

Segreteria nazionale del Mpl
116 luglio 2014
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9 commenti:

  • Anonimo scrive:
    17 luglio 2014 00:54

    Scusate, un suggerimento.
    Non è necessario che mi pubblicate il post.

    Non dite che la morte di tre ragazzi è un "ridicolo pretesto".
    È un pretesto ma non è ridicolo e ci rimettete tantissimo a dirlo.
    È stata una tragedia oerché sono morti tre giovani, per le loro madri che non si daranno più pace, per il padre e per i fratelli.
    Non fatevi vedere cinici e dimostrate che oortate rispettoa anche per i sentimenti del nemico.
    Poi è giusto tutto il resto, ne hanno approfittato, hanno usato in modo spropositato la forza militare,bstanno mazzando i bambini senza pietà, stanno scandalizzando anche milioni di buoni ebrei e israeliani che si sentono sempre più a disagio oer le politiche bestiali del loro paese.
    È una considerazione di comunicazione ma anche di sostanza.

  • chiunque scriva ciò che vuole scrive:
    17 luglio 2014 08:36

    Una conseguenza imprevista dell'aggressione sionista

    Le ripetute aggressioni degli ultimi anni si ripetono più o meno secondo lo stesso logoro copione (l'autorità palestinese inizia una campagna per il riconoscimento internazionale , i governi sionisti lanciano provocazioni per far fallire i negoziati dandone la colpa ai palestinesi - assassini mirati di capi della resistenza o nuovi insediamenti illegali secondo il diritto internazionale). Apparentemente senza risultato alcuno ch edi mortificare la resistenza palestinese e dimostrarne inutili i tentativi di riscossa. Ma un effetto collaterale altamente indesiderato dai sionisti è che l'opinione pubblica mondiale tenuta completamente disinformata sulle ragioni del conflitto gradualmente ne scopre le ragioni prime e un numero crescente di ebrei in tutto il mondo iniziano a dissociarsi dalla politica criminale e di apartheid del governo israeliano. Non si giunge ancora alla denuncia dell'errore primo (la fondazione del solo stato di Israele, che non avrebbe mai dovuto essere ammessa dall'ONU senza la pari creazione di uno stato palestinese). Nel frattempo tuttavia anche questo passo indietro non è più possibile perché -riprendendo le parole del un noto dissenziente israeliano (Miko Peled - The General's son) Israele ha "liquidato" questa possibilità. Dunque soltanto la fine del regime di apartheid e la trasformazione dello stato di Israele in uno stato unico israelo-palestiniano potrà risolvere definitivamente il conflitto, consentendo il ritono dei profughi. Un passo che i sionisti cercano appunto con estrema crudeltà ed energia criminale di procrastinare a danno del loro stesso popolo, ma che come insegna il parallelo esempio del Sud-Africa è inevitabile, e solo la vile ed ipocrita complicità dei governi occidentali guidati dagli USA finora impedisce di realizzare. Ma appunto, a costo di migliaia di vittime palestinesi, il mondo lentamente comincia a comprendere le vere responsabilità del conflitto e individua dove sta la ragione e dove il torto.

  • gengiss scrive:
    17 luglio 2014 09:25

    Qualcuno dovrebbe spiegare agli Israeliani che l'idea primitiva e barbara di responsabilità e punizione collettiva non esiste nella cultura e nel diritto occidentale. Altro che Occidente contro Islam !

  • Redazione SollevAzione risponde:
    17 luglio 2014 09:46

    PRETESTO, s. m.
    1. Motivazione apparente che nasconde il vero, messa innanzi ad arte per esimersi dal fare o dal dire qualcosa, o per giustificare l'azione che si fa o si è fatta.

  • Brenno scrive:
    17 luglio 2014 09:51

    Vattimo, frasi choc contro Israele «Comperiamo armi per palestinesi»

    Il filosofo ex parlamentare a «La Zanzara»: «Siamo davanti a stato-canaglia, facciamo le Brigate Internazionali come in Spagna». Le comunità ebraiche: parole inaccettabili

    «È il momento di fare le Brigate Internazionali, come in Spagna: anche in Israele c’è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero, c’è un genocidio in atto...». E ancora: «Israele stato canaglia». E anche: «Bisogna avviare una sottoscrizione mondiale per permette ai palestinesi di comperarsi delle vere armi e non delle armi giocattolo». Sono le frasi pronunciate dal filoso Gianni Vattimo alla trasmissione radiofonica «La Zanzara». Intervistato da Giuseppe Cruciani e Davide Parenzo, l’ex europarlamentare ha detto che «tutta l’informazione compresa la stampa italiana piange sul fatto che c’è una pioggia di missili su Israele, ma Hamas quanti morti ha fatto? Nessuno. I poveretti non hanno armi, sono miserabili tenuti in schiavitù, come tutta la Palestina. Hanno dei razzetti per bambini, e voglio promuovere una sottoscrizione internazionale per permettere ai palestinesi di comprare delle vere armi , veri missili, e non delle armi giocattolo. L’Europa dovrebbe dare gratis le armi ai palestinesi».

    «Bombardano ospedali e cliniche: potrei sparare anche io»

    Ma lei sparerebbe contro gli israeliani, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo?: «Contro quelli che bombardano ospedali, cliniche private e bambini sparerei, certo ma purtroppo non sono capace non avendo fatto il servizio militare. Ma imparerei volentieri per combattere contro i bastardi israeliani sionisti che non hanno niente a che fare con gli ebrei».

    Le comunità: «Veleni inaccettabili»

    «Non sorprende che Gianni Vattimo torni a cavalcare le peggiori stereotipie dei nostri tempi per affermare la propria ostilità nei confronti dello Stato di Israele. Un concentrato delle più nefande illazioni che non meriterebbe risposta se attorno a queste non si costruissero, con modalità che riteniamo inaccettabili, trasmissioni di successo e molto seguite dai giovani». Lo afferma, in una nota, il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, a seguito dell’intervento del filosofo ed ex parlamentare europeo ai microfoni del programma di approfondimento condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, su Radio 24. «Dal popolo ebraico -prosegue Gattegna- che da perseguitato si sarebbe fatto persecutore all’incitamento alla violenza nei confronti dei civili israeliani, dall’utilizzo strumentale della Shoah a difesa delle ragioni dello Stato ebraico alle accuse di contiguità con il fascismo rivolte ai leader dell’ebraismo italiano: i veleni di Vattimo non solo ci disgustano ma saranno oggetto di un nostro approfondimento per un’adeguata reazione».

    Fonte: www.corriere.it

  • Anonimo scrive:
    20 luglio 2014 12:18

    inquietante il silenzio della "sinistra radicale" su quanto sta accadendo in ucraina... se a qualcuno interessa, i video con le "prove" furono caricati il giorno prima del botto 16/7, alcuni pezzi il 5/7...

    http://www.zerohedge.com/news/2014-07-17/ukraine-releases-youtube-clip-proving-rebels-shot-down-malaysian-flight-mh-17

  • Anonimo scrive:
    21 luglio 2014 12:31

    Sgomento
    La sorprendente sincronia fra l'episodio dell'alberello di ulivo piantato a Roma e il "rapimento" dei tre giovani israeliani non può sfuggire a nessuno. E' chiaro che si è voluto costruire un casus belli. Da parte di chi?
    E l'enorme e conteso giacimento di gas al largo della costa della striscia di Gaza dice niente?
    Quella volta dell'11 settembre si sono sacrificati centinaia e centinaia di impiegati innocenti per avere il pretesto di cominciare la "guerra infinita" di Bush.
    Senza contare che tre cadaveri anonimi, opportunamente truccati, possono trovarsi facilmente. Purtroppo.

  • Anonimo scrive:
    22 luglio 2014 22:37

    No fly zone -
    Se questa non è un'emergenza umanitaria! Stanno sterminando un popolazione per impadronirsi dei giacimenti di gas sottomarini.
    "No fly zone" e coinvolgimento della Nato?
    Manco per idea. Non c'è mica i povero Gheddafi da ammazzare qui.

  • Anonimo scrive:
    23 luglio 2014 12:35

    I cadaveri squisiti dei Palestinesi

    - Rai News - Netanyahu: "Hamas usa morti telegenici da mostrare al mondo".
    Una osservazione più cinica di questa non so dove sia possibile trovarla in tutta la storia disgraziata dell'Umanità.
    Scusassero: Ma chi li produce quei cadaveri squisiti?

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