ELEZIONI 2018: LA PROPOSTA DELLA C.L.N.

giovedì 22 maggio 2014

25 MAGGIO: LA POSTA IN PALIO (in risposta agli astensionisti) di Moreno Pasquinelli

 22 maggio. Molti sono i fattori che determinano la scelta di voto dei cittadini. Si può votare questa o quella lista per adesione alla visione del mondo di cui è portatrice, per prossimità coi suoi principi etico-culturali, per il vincolo determinato dall’appartenenza ad una classe sociale, per simpatia verso uno specifico candidato, per un atteso vantaggio clientelare, perché votando questa lista si fa un dispetto a quell’altra. E si potrebbe proseguire.

Un fatto è certo: non siamo più nell’Italia del ‘900, dove al potente bipolarismo sociale tra le classi corrispondeva un’altrettanto radicale polarizzazione politica tra blocchi politici, ognuno dei quali era portatore di una visione della società, capitalista da una parte, socialista dall’altra.

Caduti il Muro di Berlino e l’Urss, trasformato, anche formalmente, il partito comunista in un partito borghese, squagliata la comunità proletaria coi suoi organismi difensivi, con la nascita della “Seconda Repubblica”, si riproponeva il bipolarismo di un tempo ma tra due blocchi entrambi capitalisti.

Poi è sopraggiunta la grande crisi sistemica la quale, come noi facilmente intuimmo, era destinata a terremotare l’intero contesto e quel peloso bipolarismo. Sarebbero cresciuti disoccupazione, precarietà, miseria, povertà, disperazione, rabbia, ciò che avrebbe creato lo spazio per un terzo campo politico.

Chi abbia occupato questo campo è evidente: il Movimento 5 Stelle il quale, nel giro di due o tre anni, è diventato il primo partito con influenza di massa: il partito più votato dagli operai, dai disoccupati, dai giovani, dagli studenti, dal popolo delle partite Iva, dai piccoli imprenditori.

Certo contano, e molto, le qualità istrioniche e pirotecniche di Grillo, ma il carburante della sua avanzata è la decomposizione sociale causata dalla crisi sistemica. Chi non capisce questo, come dire, è un cretino, e coi cretini discutere è solo tempo perso.

In poche parole proprio la grande crisi sta dando forma ad un blocco sociale, al blocco di chi sta sotto, di contro a quello di chi sta sopra. Questo organismo ancora informe, ma pulsante, sarà pure microcefalo, non è già un blocco antagonista, tuttavia solo nel “non ancora” c’è la potenza che può diventare atto, l’embrione dell’Italia che sarà.

Chi abbia davvero a cuore la possibilità di trasformare da cima a fondo questo Paese è accanto e con questo nuovo organismo vivente che deve stare, per dargli una forma adeguata, una testa, e non invece marcire nel regno dei morti. Noi di MPL questa scelta abbiamo fatto da tempo, e le prossime elezioni, per quel che valgono (e varranno) confermeranno che siamo nel giusto.

È forse più chiaro, ora, perché abbiamo deciso, l’anno passato, di dare indicazione di voto per M5S. Quanto accaduto da un anno in qua non ci ha fatto cambiare idea, al contrario! 


Gli amici che fanno una scelta elettorale astensionista (stendiamo un velo pietoso su quelli che voteranno gli zombi della Lega o Fratelli d’Italia) si sbagliano profondamente. 
In base al criterio binario “euro sì euro no”, considerata a torto la questione dell'euro il solo metro di giudizio, sono schiacciati sul presente, quindi lo distorcono e, del tutto incapaci di guardare in avanti, non riescono ad intuire o ad immaginare quali saranno le future dinamiche dello scontro sociale. 
In secondo luogo il difetto del discorso astensionista è quello di fermarsi ad osservare con la lente potentissima la superficie dei fenomeni politici, mentre la lente a poco serve, poiché occorre il bisturi per squarciarla, e quindi capire cosa pulsi sotto la pelle e sia destinato a manifestarsi, a trasformarsi, quindi a mutare la pelle medesima. In terzo luogo c’è di mezzo una concezione della tattica e della funzione di una posizione politica. Per una piccola organizzazione rivoluzionaria una scelta è anzitutto il modo per posizionarsi (accanto ai vivi? accanto ai morti? accanto al nulla?), e quindi uno strumento, una leva, per incidere sui processi politici di massa. L’astensione, in questo caso, è una non-posizione, è una leva sul puro niente. E niente potrà produrre.


ADDENDUM 



Se sono stati colossali i fattori oggettivi la causa più profonda del successo di M5S, adesso, alle porte del 25 maggio, dobbiamo chiederci: i fattori oggettivi che hanno determinato lo sfondamento dei Cinque Stelle sono scemati? si sono affievoliti? oppure hanno aumentato la loro potenza? Io ritengo che questi fattori oggettivi sono ancora più determinanti di un anno fa.

Solo pochi ma indicativi dati.

La disoccupazione è cresciuta senza freni. Migliaia di aziende continuano a chiudere. Come dimostra la ridicola vicenda della TASI, la pressione fiscale continua a crescere (le entrate tributarie sono salite nel trimestre del 5,6% a 27,6 miliardi). Nel frattempo il debito pubblico ha sfondato la quota di 2.120 miliardi, con il particolare che è cresciuta la dipendenza dalla speculazione finanziaria (gli “investitori” esteri detengono ora 652 miliardi di titoli). I consumi, invece di salire, tra gennaio e marzo sono scesi del 3,7%. Il Pil è di nuovo sceso, compreso l’export (-0,8%. Parlavano di “ripresa” e l’inizio 2014 dice che l’Italia è sempre dentro la recessione.

In poche parole abbiamo sotto gli occhi non solo la crescita del pauperismo sociale, ma il totale fallimento delle cure da cavallo mercantiliste.

Le urne non potranno che fotografare questo stato di cose, portando consensi al partito della protesta sociale e diminuendo quelli al fronte della conservazione, approfondendo la crisi di regime e forse gettando il Palazzo nel panico.

I primi ad essere consapevoli che questa sia la tendenza sono proprio le forze dominanti le quali, dopo lo tsunami elettorale del febbraio 2013, sono corse ai ripari, muovendosi su due direttrici: primo, passare di corsa ad un sistema politico compiutamente oligarchico e post-democratico, che quindi blindasse il regime dalla possibilità di una sua caduta; secondo, hanno tirato fuori e fatto scendere in campo la “grande novità”, il “rottamatore” Matteo Renzi.

Per quanto attiene alla prima direttrice, di concerto, le forze di regime, hanno escogitato una legge elettorale fascista che ha uno scopo preciso: fare fuori il Movimento 5 Stelle. Lo ammettono gli stessi Lorsgnoori. L’ex- Ministro della difesa Mario Mauro, a fine gennaio, nella trasmissione Porta a Porta, apertis verbis, affermò: “Non è vero che la nuova legge elettorale è contro i piccoli partiti, è una legge per far fuori un grande partito, il Movimento Cinque Stelle”. Non fosse chiaro il concetto, il viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini ha ribadito: “L’Italicum è nato per mettere fuori gioco M5S”.

A chi convenga una sconfitta elettorale di M5S dovrebbe essere chiaro. Se il blocco dei dominanti terrà le sua posizioni (se cioè il Pd avanzasse in modo consistente) esso si sentirà legittimato a proseguire sulla strada tracciata. Se invece avanzerà M5S e il Pd non ottenesse la vittoria campale attesa, il regime potrebbe piombare in una crisi senza uscita.

Per quanto attiene alla seconda direttrice, i dominanti hanno puntato tutto su Matteo Renzi, considerato l’ultima risorsa prima del diluvio. Partito lancia in resta convinto di stravincere, man mano che la data fatidica del 25 maggio si è avvicinata, egli è passato dalla ostentata tranquillità ad un palese nervosismo. Nel suo comizio del 14 maggio a Palermo, tra i fischi, come in altre piazze, Renzi ha affermato minaccioso: “Le prossime elezioni europee del 25 maggio sono un referendum dove si sceglie la nostra Italia o l’Italia di Grillo“.

Non si poteva esprimere meglio il senso di queste elezioni.

La sera del 21 maggio, ospite della Gruber, Renzi ha ammesso che non spera nemmeno di raggiungere i risultati che il Pd ottenne come Veltroni. Indicativo! Ma ancor più significativo è quando, a domanda sui risultati che si attende, ha affermato: “Grilllo prenderà, in voti assoluti, meno dell’anno scorso. Il Pd un po’ di più di quelli che prese con Bersani”. Un ridimensionamento evidente della aspettative iniziali.

Vedremo. Di certo ai voti assoluti che occorre fare attenzione quando si dovrà capire come saranno andate le cose. Ammesso e non concesso che vada come prevede Renzi, per lui sarà una mezza sconfitta.

E se invece, come ritengo, 
M5S, i voti li aumentasse?
Significherebbe che i fattori oggettivi della crisi si imporranno nelle scelte di milioni di elettori, a scapito dei tentativi diabolici e cosmetici del regime.
La sconfitta apparrebbe inoppugnabile. E quindi saremmo entrati in una nuova fase della crisi, col regime indebolito e le forze sociali del cambiamento più forti.
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19 commenti:

  • Anonimo scrive:
    22 maggio 2014 13:42

    Ok signori. Il 25 vado a votare ma voglio votare per un partito fermamente euroscettico e no un partito che tentenna. Non mi importa se in questo partito ci saranno destri, post-fascisti o padani. Mi spiace, ma o lo sfascio vero dell'Europa o lo sfascio vero dell'Europa. Del resto non so che farmene.

  • Anonimo scrive:
    22 maggio 2014 14:18

    Sono d'accordo con Pasquinelli.
    Votiamo 5 Stelle, NON ASTENIAMOCI.
    L'astensione è una scelta troppo imbecille e autolesionista.

  • Anonimo scrive:
    22 maggio 2014 15:19

    Ok signore.
    Ma scusa, quello nascosto dietro Salvini e la Donato, non é Maroni?
    E quello dietro la Meloni dal dubbio fascino, non è Alemanno?
    Gentaglia che non sfuggirà all'imminente processo popolare.
    Per votare quelli lì non basta turarsi il naso, occorre ficcarsi due dita in gola e votare altro.
    Anch'io vorrei I pentastellati più chiaramente no euro, ma meglio portarli col dibattito tra i cittadini su una posizione più decisa antieuro che riciclare relitti di innumerevoli malefatte , razzismo incluso.

  • Valdo scrive:
    22 maggio 2014 16:03

    Il punto è: anche se Lega e FdI si fossero "convertiti" e fossero forze affidabilissime, a che servirebbe votarle visto che non hanno assolutamente i numeri per disturbare Renzi e il Pd (e visto che il Parlamento europeo non conta nulla e che qualche economista euroscettico a Bruxelles potrebbe al massimo fare delle belle prediche a vuoto?). Ogni voto tolto al M5S per darlo alla Lega o a FdI è un voto per Renzi.

  • Anonimo scrive:
    22 maggio 2014 17:15

    Ogni voto tolto al M5s e' un voto dato a Renzi , ma l'avete capito che si tratta di elezioni europee? Per questo siamo dove siamo .

  • Brenno scrive:
    22 maggio 2014 19:17

    Alla Redazione:
    dovreste bloccarli questi TROLL che s'intrufolano non per confrontarsi ma solo per rompere i coglioni...
    anzi dovreste bloccare pure quelli che Pasquinelli definisce "CRETINI".. come il primo anonimo e quello delle ore 17:15.

  • Valdo scrive:
    22 maggio 2014 19:19

    No, stiamo dove stiamo perché ci sono persone come te che parlano a vanvera (e con la tipica sicumera di chi crede di sapere ma non sa) senza avere neppure ascoltato o letto le argomentazioni altrui, caro anonimo.
    Nel mio intervento, come in precedenti altri interventi miei, ho già detto quello che i saputelli come te dovrebbero sapere, ovvero che il Parlamento europeo non ha poteri e non decide un bel niente a meno di avere una maggioranza dei due terzi che Lega, FN e Upik non hanno la benché minima speranza di toccare. Indi, il voto europeo VALE SOLO - ed è sempre stato così - perché può influenzare i quadri politici nazionali. E che cosa contano Lega e FdI a Roma? Quasi nulla. Mentre il M5S è l'unico che può mettere in difficoltà Renzi. Questa cosa tra l'altro viene spiegata anche nell'articolo da Pasquinelli. Quindi, egregio anonimo, prima di contestare con un tono arrogante che la tua ignoranza non ti dovrebbe consentire, leggi quello che contesti e contesta quello che sei in grado di contestare.

  • Giovanni Panicola scrive:
    22 maggio 2014 19:23

    Condivido l'analisi del compagno Moreno Pasquinelli, avevamo discusso su questo argomento, dove io ero indeciso, se M5S, o astensionismo , oggi riflettendo, vedendo il periodo storico attuale, il 25 maggio voto m5s, per svariati motivi, naturalmente voto con la forza delle mie idee, che sono socialiste, voto perchè vedo l'urgenza di un riveglio democratico del popolo italiano, e sono sicuro che il risveglio ci sarà, e noi socialisti dobbiamo sfruttare ogni arma che grida più democrazia per dare fastidio al capitale internazionale. Noi siamo in una epoca di trasformazioni, la crisi sistemica sta rimescolando il tessuto sociale, il capitalismo non ha più niente da dare alle masse, anzi oggi continua a rubare ricchezza reale alla popolo lavoratore . Cretini di tutto il mondo svegliatevi che la storia non vi aspetta: Gli uomini hanno sempre pensato di abitare il mondo, in realtà non sono mai usciti dalle discrezioni che varie epoche hanno dato del mondo.Quando nel tempo antico il mondo era descritto dal mito,quando nel medioevo era descritto dalla religione,quando nell'età moderna era descritto dalla scienza, e ora dalla tecnica, in tutti questi passaggi gli uomini non hanno mai abitato il mondo,ma la sua discrezione,prima mitica, poi religiosa,quindi scentifica e ora tecnica.Forse l'uomo non ha mai avuto a che fare con le cose, ma sempre e solo con le idee che confezionano le cose. Se cosi non fosse stato, non potremmo parlare di storia e di successioni epoche.

  • Karl Melvin scrive:
    22 maggio 2014 19:31

    Io credo che ci sia un errore essenziale nella visione degli astensionisti e di certi fautori del voto a lega ecc.
    L errore é quello di non capire che mai come in questa situazione ogni avvenimento (a maggior ragione una tornata elettorale) ha un significato eminentemente politico.
    Prendendo in considerazione questo non può non saltare all occhio che:
    -un premier che non é stato eletto da un voto popolare sta per essere giudicato dagli elettori che avrebbero dovuto dargli la legittimità per governare
    -che il.partito che si é fatto oggettivamente carico delle istanze popolari ha la possibilità di vincere le elezioni il che inutile dirlo sarebbe indicativo riguardo la natura delle nuove dinamiche sociali che si verranno a creare e che si stanno sviluppando.
    -di conseguenza tutte quelle forze che sono state scombussolate dagli avvenimenti degli ultimi anni (vedesi lega in primis ma anche il centrodestra) hanno iniziato il percorso di ringiovanimento dei programmi alla luce delle nuove dinamiche sociali in atto prima menzionate.
    considerando questo e facendo un discorso PURAMENTE TATTICO non vedo come si possa evitare il voto laddove il popolo ha deciso di incanalare questa rabbia embrionale.
    Detto questo mi trovo d accordo con chi dice che l astensione é un voto a renzi.
    Ps: non amo le citazione antiche ma forse per comprendere meglio questo passaggio converrebbe rispolverare Lenin e il suo "l estremismo".

  • Simone Boemio scrive:
    22 maggio 2014 23:47

    Caro Moreno e cari amici di Sollevazione
    Rispetto il Vostro punto di vista e, per amor di democrazia, mai mi permetterei di criticare le scelte di chiunque nella cabina elettorale.
    Mi limito a tornare a ribadire che il parlamento europeo è una farsa creata ad arte per dare una parvenza di democrazia (inesistente) ad una Unione Europea di stampo oligarchico.
    Di fatto le elezioni europee sono una presa per i fondelli e la scelta, a mio avviso è se farsi prendere in giro o no, se legittimare col proprio voto un'istituzione antidemocratica o no.
    Poi nel merito del voto ad una forza che propone le istanze liberiste dei propri guru nascosti dietro ad una finta democrazia diretta, una forza con tutte le sue insanabili contraddizioni dovute alla discutibile selezione dei suoi rappresentanti ed alla più completa mancanza di visione politica, beh secondo me tanto vale lasciare il segno sulla scheda a caso e con gli occhi bendati (almeno si rischia di annullare la scheda).
    Con amicizia, Simone.

  • Paolo Nobili scrive:
    23 maggio 2014 08:22

    ma Grillo non è quello che vuole tagliare la spesa pubblica di 200 miliardi?

  • Marco scrive:
    23 maggio 2014 12:25

    E' vero che le elezioni europee non servono a mandare delegati che decidono, visto che il parlamento europeo ha poche funzioni, quasi nulle quelle legislative. Ancora meno utile il voto per il presidente della commissione europea il quale non è eletto, ma il voto serve solo da indicazione.
    Il fatto è che una vittoria del M5S potrebbe spingere obbligare il governo a dimettersi e ad andare ad elezioni anticipate, magari col proporzionale puro (questa in una visione ottimistica). O nella peggiore delle ipotesi, creare comunque un consenso tale da poter vincere alle elezioni successive anche in caso di Italicum approvato. A me da comunista però sorgono dei dubbi sul voto al M5S. Ho paura che nella realtà le forze sociali deluse dall’attuale sistema che votano per il M5S alla fine non produrranno l’energia giusta per indirizzare le decisioni del partito che sarà sempre nelle mani di Grillo e Casaleggio. Si potrebbe sperare solo in una forza interna dei gruppi di sostegno che operano su tutto il territorio nazionale, ma sarebbe una lotta intestina che potrebbe portare a risultati controproducenti come ad esempio l’abbandono di Grillo e quindi la forza comunicatrice che crea i consensi.
    Insomma, quando sento parlare di politica economica o politica estera da parte di Grillo o Casaleggio, mi vengono i brividi. Addirittura dichiarano che sono pronti per fare i ministri (entrambi con posizioni ideologiche di destra).
    Ho seri dubbi. Come avrete capito.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    23 maggio 2014 13:28

    LO SCENARIO DELL'APOCALISSE

    Vorrei condividere coi mie critici l'analisi che ha svolto Claudio Cerasa su IL FOGLIO del 21 maggio:

    «Vincere le elezioni per Grillo è una questione vitale che condizionerà il suo percorso politico (“O vinciamo, o stavolta me ne vado a casa. E non scherzo”, ha detto Grillo a Rep. il 3 aprile 2014). Ma nonostante i sondaggi segreti indichino uno scenario in cui lo scarto tra Pd e Grillo è elevato, in queste ore a Palazzo Chigi viene sfogliata la rosa degli scenari possibili per il dopo elezioni e la rosa dice questo. Lo scenario dell’apocalisse, con Grillo che vince le elezioni, non è contemplato ma qualora dovesse manifestarsi costringerebbe Renzi a prendere atto della bocciatura e a studiare le pratiche per un nuovo governo (le elezioni no, con Grillo forte Napolitano avrebbe una ragione in più per non prendere in considerazione lo scioglimento delle Camere). Lo scenario “Forza Italicum” prevede invece un quadro di questo tipo: Pd primo partito, Forza Italia tiene (20 per cento), la galassia del centrodestra supera il 34 (con Alfano, Berlusconi, Salvini, Meloni, Casini) e secondo questa logica l’Italicum sarebbe salvo. Ragionamento: se il centrodestra avesse la garanzia di arrivare al ballottaggio sarebbe incentivato a lavorare per una legge come l’Italicum capace di aggregare i partiti e penalizzare i leader come Grillo che si presentano senza alleati (anche se in realtà la legge proporzionale della Consulta darebbe a Berlusconi la certezza di essere decisivo anche nella formazione del prossimo governo). Gli altri scenari studiati da Renzi prevedono tre variabili importanti. La prima è alla voce “30 per cento” (se supererà questa soglia Renzi farebbe passare la performance come un “ego te absolvo” dato dagli elettori al suo arrivo a Palazzo Chigi senza essere passato per le elezioni). La seconda è alla voce “Tsipras chi?” (se la lista non dovesse raggiungere il 4 per cento, molti parlamentari di Sel potrebbero entrare nel Pd). La terza è alla voce “elezioni anticipate” (a Palazzo Chigi dicono che Renzi, in caso di successo, sarebbe tentato dal voto ma finché non ci sarà una nuova legge elettorale il governo durerà)».

    Moreno Pasquinelli

  • Lorenzo scrive:
    24 maggio 2014 01:18

    Le osservazioni di Pasquinelli sul voto al M5S come unico voto utile per destabilizzare il regime sono sostanzialmente corrette.

    Tuttavia le invettive al M5S quando Grillo disse di non voler abolire la Bossi-Fini e l'opposizione dura al Front national ci fanno capire che il suo voto utile deve essere contenutisticamente orientato a sinistra, altrimenti utile o meno che sia viene ritirato.

    E' la stessa storia della democrazia che diventa spregevole calcolo elettorale non appena il demos si azzarda a volere cose diverse da quelle che volete voi.

  • Anonimo scrive:
    24 maggio 2014 11:28

    Concordo con la visione di Pasquinelli, domani bisogna votare e votare M5S. Non piace a tutti? In moltissime cose non piace neanche a me, ma il momento è gravissimo e non bisogna andare tanto per il sottile.
    Giancarlo

  • Anonimo scrive:
    24 maggio 2014 11:55

    Per carità di Patria, andiamo tutti a votare e votiamo M5S. Il Fronte unito contro il supercapitalismo c'è e si chiama M5S. ognuno ha il diritto, anzi il dovere, di proporre, criticare, ma non di disertare.
    Il nostro voto è come un colpo di pistola: spariamo! ora o mai più!
    saluti
    Michele

  • Max scrive:
    25 maggio 2014 19:30

    Caro Pasquinelli, onde evitare di prendermi del cretino ti preciso immediatamente che sono pienamente d'accordo con te sul fatto che è il malcontento e la disperazione sociale ad aver segnato il successo del M5S. Non concordo, anzi esprimo il mio totale dissenso, sul fatto che il M5S sia da considerarsi "un'embrione di cambiamento". Questo per il semplice fatto che su temi fondamentali come un'adeguata programmazione economica post euro non ho mai sentito parlare ne Grillo ne Casaleggio. Nessuno dei due leader ha mai affrontato in maniera seria e compiuta il problema "banche private" oppure "truppe americane che invadono il nostro territorio". Questo solo per fare un paio di esempi concreti, ma ci sarebbero anche altre questioni su cui non mi dilungo per necessità di sintesi. Poi permettimi di dirti che il tuo ragionamento sfiora i limiti della decenza politica quando affermi, nella parte finale del tuo post, che in buona sostanza è conveniente avvicinarsi al M5S per questioni di tattica. Ma ti rendi conto che è con questo ragionamento di tipo opportunista che si inizia a distruggere il bel movimento di base come il nostro ? (mi piace dire il nostro)
    E proprio con l'iniziare ad accettare compromessi tattici che si trasforma un movimento che può e deve fare cambiamenti prima di tutto a livello culturale e sociale di base e ottener il consenso su queste basi, in un movimento che si preoccupa principalmente di acquistare qualche "poltrona indiretta" ? Se poi a tutto questo aggiungi che da un punto di vista pratico/concreto a livello decisionale all'interno del parlamento europeo non si decide nulla, io credo che la tua posizione sia oggettivamente solamente dannosa per il nostro movimento. L'unica valenza del voto europeo è, paradossalmente, quella per la politica italiana e su questo sono d'accordo. Ma la domanda a questo punto è : Vale la pena vendere l'anima al M5S con tutte le contraddizioni che questo movimento ha, solo per avere un'indicazione di voto? tanto in Italia, indipendentemente dal risultato delle elezioni europee, non cambierà assolutamente nulla. Sono altre le cose che generano cambiamenti veri e profondi. mi dimenticavo: non cambierà nulla neanche in Europa.

  • Karl Melvin scrive:
    26 maggio 2014 11:49

    Caro Max,ti premetto che non rispondo a nome di Pasquinelli,ma rileggendo i commenti mi pare che nel tuo intervento sia menzionata una citazione riguardo la tattica,la quale non è nel post di Pasquinelli ma nel mio.
    Tu dici:" Poi permettimi di dirti che il tuo ragionamento sfiora i limiti della decenza politica quando affermi, nella parte finale del tuo post, che in buona sostanza è conveniente avvicinarsi al M5S per questioni di tattica. Ma ti rendi conto che è con questo ragionamento di tipo opportunista che si inizia a distruggere il bel movimento di base come il nostro ? (mi piace dire il nostro)
    E proprio con l'iniziare ad accettare compromessi tattici che si trasforma un movimento che può e deve fare cambiamenti prima di tutto a livello culturale e sociale di base e ottener il consenso su queste basi, in un movimento che si preoccupa principalmente di acquistare qualche "poltrona indiretta" ?".
    Lasciami dire che se questa è la tua concezione del termine tattica sprofondo in un leopardiano pessimismo cosmico.
    Io credo che il m5s abbia iniziato un processo culturale (che anche tu menzioni),che è una dinamica sociale nuova destinata a crescere visto le condizioni oggettive che entreranno a far parte delle nostre vite tramite i provvedimenti che questo governo ora è legittimato a fare (ricordiamoci per inciso inoltre che questo voto neoberlusconiano fondato su un vero populismo di regime dovrà tenere a fronte di politiche che inevitabilmente contraddiranno le attese).
    Comunque sia noi dovremmo fare parte in maniera costruttiva di questa nuova dinamica (che ora ha le sembianze del m5s),in prima persona per portare la nostra visione culturale e di prassi all'attenzione di chi non le conosce.
    In realtà io non prendo minimamente esempio da pratiche politiche parlamentari che puzzano tanto di novecento.
    Prendo qualche dritta da Lenin,ma non mi sogno di vedermi in divisa davanti alle telecamere....non so se mi spiego!

  • Redazione SollevAzione risponde:
    27 maggio 2014 16:37

    AGlI ASTENSIONISTI CHE SI SENTONO OFFESI

    Io non vi ho dato per niente dei "cretini".
    Ho detto che cretini sono coloro i quali negano l'evidenza, ovvero che la crescita di M5S è dovuta anzitutto alla crisi sociale, che il motore del loro successo è il profondo malcontento popolare, e che M5S questo anzitutto è: l'espressione politica dell'indignazione e della protesta dei settori sociali falcidiati dalla crisi del sistema.
    Moreno p
    Pasquinelli

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