Dichiarazione delle sinistre europee anti-euro. Assisi 23 agosto 2014

mercoledì 30 giugno 2010

Crisi: le tesi di Gianfranco La Grassa


APPUNTI SULLA CRISI
(per parlare di ben altro)


Riceviamo e volentieri pubblichiamo dall'amico La Grassa l'ultima sua fatica teorica. Chi non avesse dimestichezza con le tesi che da ormai alcuni anni egli sta sviluppando, farebbe bene a leggere questo testo, che ricapitola in maniera ordinata il suo pensiero. Anche per La Grassa siamo solo agli inizi di un "terremoto" di portata storica. Ma di questo "terremoto" egli vede solo le linee di frattura verticali, interne alle classi dominanti. Esclude invece le fratture orizzontali, tra dominanti e dominati. Di qui il suo insistente attacco a chi si batte per la fuoriuscita dal capitalismo, bollato come "pseudo-pensatore" o militante da combattere in quanto, addirittura, "pernicioso". Abbiamo il fondato sospetto di essere tra questi. Buona lettura ad ogni modo.

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martedì 29 giugno 2010

Diario economico (1)

Wall Street sotto i 10.000. Obama tranquillizza...
intanto oggi 29 giugno la Grecia conosce il suo quinto sciopero generale

Che basti il battito d'ali di una farfalla in America per causare un uragano in Asia, è la tesi dei "teorici del caos". Tesi alquanto aleatoria. Aleatorie sono invece le performances delle borse, ovvero gli scambi sul mercato dei capitali. 
Oggi il Dow Jones ha ceduto dell'1,5%, scendendo  sotto 10.000 punti mentre l'S&P500 perde l'1,7 per cento. I listini europei e asiatici sono precipitati di conseguenza. 

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Islanda: tra il serio e il faceto

CRISI SISTEMICA E SOCIETÁ DELLO SPETTACOLO

«Nessuno deve preoccuparsi del Partito Migliore. Perché si tratta del partito migliore. Se così non fosse si chiamerebbe “Partito Peggiore”, o “Partito Pessimo” e noi non accetteremmo mai di lavorare con un partito del genere». Jon Gnarr (nella foto)

Col 34.7% dei voti il Best Party, il "Partito Migliore", nato pochi mesi fa sull'onda del devastante crack finaziario dell'isola, ha vinto le elezioni municipali di Reykjavik, ponendo dunque alla poltrona di sindacao il suo leader, Jon Gnarr. Chi è costui? Un comico rockettaro, mezza star televisiva nell'isola dei ghiacci.

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lunedì 28 giugno 2010

Crisi economica e "Tremonti pensiero"


CRISI ECONOMICA E DERIVE AUTORITARIE
I presupposti economici dell’attacco alla Costituzione

Relazione per il Convegno dell’Associazione Marx XXI “Neoliberismo, crisi e attacco alla Costituzione” (Roma, 12 giugno 2010) 

di Vladimiro Giacchè

1. Cominciamo dalla fine cioè dalla proposta di Tremonti di stravolgere l’art. 41 della Costituzione per favorire la libertà d’impresa e d’intrapresa.

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G20: rompete le righe!

NON PERDONATELI
NON SANNO QUELLO CHE FANNO

di Moreno Pasquinelli

Concluse le chiacchierate del G8 (ovvero i sette ladroni imperialistici più la Russia) è in corso il G20, o  "vertice dei grandi" (i venti paesi capitalistici di peso globale che da soli fanno l'87,9% del Pil mondiale). Noi azzardiamo quali saranno le sue conclusioni: la fuffa, il niente.

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domenica 27 giugno 2010

Crisi economica: la tesi di Bruno Bosco

LO STATO 
DEVE TORNARE AL CENTRO

di Bruno Bosco* 

Bosco parte da una premessa giusta, il mutamento avvenuto negli ultimi decenni in seno al capitalismo occidentale: «La finanza è nata storicamente in funzione ancillare dell’economia reale già prima della Rivoluzione Industriale: essa consentiva di anticipare la ricchezza futura e di spostarla nel tempo e nello spazio a beneficio della produzione e dei commerci. Senza una sottostante operosità reale la finanza non aveva senso e la sua stessa attività era impossibile. Il capitalismo moderno [che noi chiamiamo "capitalismo-casinò", modalità dell'ultima fase del capitalismo occidentale o "ultra-imperialismo", Ndr] invece le ha dato un ruolo autonomo e indipendente dall’attività reale al punto che è quest’ultima l’ancella della finanza, e non viceversa». 
Data questa premessa Bosco sostiene che solo se lo Stato riacquisisce una centralità nella sfera economica e strategica si potrà davvero evitare la catastrofe a cui il capitalismo-casinò destina la società. Il problema è il seguente: quale Stato potrà assolvere a questo compito? Non è forse vero che gli stati attuali d'occidente sono appunto comitati d'affari del capitalismo parassitario e speculativo? Non è forse necessario uno Stato del tutto nuovo? Bosco lascia la questione in sospeso. Questo è invece il busillis.

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sabato 26 giugno 2010

Pomigliano: l'autogol di Mario Tronti

«IL CHE FARE DI POMIGLIANO»

di Mario Tronti

Tronti interviene sulla vicenda Pomigliano. Tra le righe polemizza con i post-operaisti del "lavoro immateriale e cognitivo" che da tempo hanno abbandonato (assieme a Toni Negri) la teoria del valore e intonato i de profundis della classe operaia. Bene fa Tronti a mettere in risalto l'importanza della vicenda operaia e la sconfitta FIAT. Tre cose tuttavia non possono essergli perdonate. La prima è il suo reiterato, a questo punto francamente patetico se non surreale,  appellarsi al....PD, che egli considera evidentemente una cosa seria, quasi fosse una specie di "partito operaio". La seconda le sue lodi alla FIOM, dimenticando le grandi responsabilità che questo sindacato ha nello sfascio del movimento operaio (tanto per dirne due: parla di democrazia e diritti ma continua assieme a CISL e UIL a impedire la rielezione della RSU a Pomigliano, infine, la FIOM ha sì respinto il diktat FIAT ma ne aveva accettato la sostanza, i contenuti "produttivistici"). La terza: omette di ricordare l'importanza avuta, nella sconfitta FIAT, del settore più combattivo di Pomigliano, lo SLAI Cobas.

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venerdì 25 giugno 2010

G20: formidabile slogan

«La Madre Terra vive, il Capitalismo muore.
Ma se il capitalismo vive Madre Terra muore».

Questo portava scritto oggi a Toronto un manifestante anti-G20 (summit su cui scriveremo domani). Ci pare uno slogan, oltreché bellissimo, straordinariamente efficace, politicamente più potente di tanti discorsi.

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Pomigliano: il bilancio secondo lo Slai-Cobas


«LA WATERLOO DI MARCHIONNE!»

Pubblichiamo qui sotto il comunicato emesso dalla sezione dello stablimento FIAT di Pomigliano dello SLAI Cobas. Che lo SLAI abbia dato un contributo molto grande all'affermazione del NO al recente referendum, non vi è alcun dubbio. Questo, così come il loro storico ruolo nella fabbrica, non può tuttavia diventare una specie di scudo dietro al barricarsi, in una specie di plendido isolamento. L'estremismo, pur se operaio, non porta con sé nulla di buono. Lo stesso trionfalismo nel giudicare l'esito del referendum, stona non poco con la drammaticità e contraddittorietà della situazione.

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Belgio: la fine di uno stato (federale) mai stato nazione

COSA PASSA PER LA TESTA DEI LIBERISTI EUROPEI


Il Re Alberto II ha affidato l’incarico di formare il governo a Bart De Wever, presidente della Nuova Alleanza Fiamminga, considerato il vincitore delle elezioni di domenica scorsa, vinte sull’onda di un’accesa campagna indipendentista nonché xenofoba. De Wever ha a più riprese affermato di perorare la secessione, affermando che il Belgio è destinato, come stato, ad evaporare.

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giovedì 24 giugno 2010

POMIGLIANO: OLTRE IL SOSPIRO DI SOLLIEVO

PRIME RIFLESSIONI SULLA VICENDA DI POMIGLIANO

 di Campo Antimperialista

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo sul referendum ala FIAT di Pomigliano. Tra i pochi che abbiamo potuto leggere questo ci pare il più impegnativo.
«(1) Lo zoccolo duro della resistenza operaia
La crisi storico-sistemica del capitalismo occidentale traccia una linea di cambiamento epocale. Tra le sue numerose vittime essa lascia sul terreno anche quella del “proletariato imborghesito”.

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mercoledì 23 giugno 2010

Francia: la crisi infinita del PCF

IL PARTITO COMUNISTA
CAMBIA TESTA E PERDE GAMBE

di Anna Maria Merlo

Domenica scorsa, 20 giugno, il Pcf ha scelto un nuovo segretario.  Marie-George Buffet, dopo nove anni, ha lasciato la leadership al suo compagno di corrente, il 52enne Pierre Laurent. Questo ricambio avviene nel momento in cui il partito non riesce ad uscire dalla sua crisi ormai più che ventennale. Non è solo il PCF a soffrire. Tutta l'estrema sinistra pare avere le ossa rotte, compreso il Nuovo Partito Anticapitalista (NPA), che sembra non riuscire a riprendersi dalla sconfitta elettorale subita alle regionali. Come in Italia, anche in Francia, la crisi dell'estrema sembra essere anzituto causata da una crisi di idee (nuove) di di strategie (adeguate ai tempi).

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Pomigliano: la sconfitta di Marchionne

LA CLASSE OPERAIA C'È 

Risultato finale delle votazioni referendum accordo FIAT Pomigliano      

Aventi diritto al voto 4.881 - Votanti 4.642,
SI 2.888, 62,2% - NO 1673, 36% - Bianche e nulle: 1,8%
 
Risulati seggio per seggio

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martedì 22 giugno 2010

Referendum di Pomigliano: i "NO" tra il 30 e il 40 per cento

LA VITTORIA ZOPPA DELLA FIAT
svelato il piano "C" di Marchionne


Che la stragrande maggioranza dei lavoratori avrebbe partecipato al Referendum lo si sapeva. Che il 30/40% degli operai (sono i dati che ci hanno fornito alle ore 23:30 i sindacalisti dello SLAI Cobas —il loro sito sta aggiornando i dati man mano che procede lo spoglio dei seggi) avrebbe tenuto la schiena diritta votando "NO", questo non era affatto scontato. Il risultato uscito dalle urne (che è esattamente quello che si augurava la sinistra  operaia) non soddisfa la FIAT poiché attesta l'esistenza di un ampio zoccolo duro di Resistenza Operaia ad un piano che proprio l'annichilimento di questa Resistenza poneva come precondizione.

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POMIGLIANO: DOVE VA A PARARE L'ANTIBERLUSCONISMO

la Repubblica si schiera con Marchionne
DALLA "ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO" ALLA ECONOMIA PAUPERISTICA DI MERCATO

«Io vivo nell'epoca dopo Cristo; tutto ciò che è avvenuto prima di Cristo non i riguarda e non m'interessa». Questo ha dichiarato Marchionne qualche giorno fa riferendosi alla vicenda Pomigliano. Eugenio Scalfari ha preso la palla al balzo per dargli man forte, sostenendo che il "dopo Cristo è l'epoca della globalizzazione della finanza, delle merci e del lavoro, un'epoca che ha radicalizzato la legge dei vasi comunicanti".

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lunedì 21 giugno 2010

FIAT DI POMIGLIANO

LA LEZIONE PIU' IMPORTANTE
 
Un delegato CGIL di Perugia

L'attacco portato dai vertici Fiat in sinergia con Governo, Confindustria, Sindacati Confederali e informazione di regime, contro gli operai di Pomigliano D'Arco, pone alcuni quesiti e sollecita alcune riflessioni.
Perchè proprio Pomigliano? Perchè la comunità di lavoratori di questa grande fabbrica, non si è mai piegata al comando capitalista, con forme di resistenza attive e passive, fra le quali esperienze di organizzazione sindacale fra le più avanzate e combattive che rappresentano un esempio per tutti i lavoratori italiani.
Perchè proprio ora questo attacco micidiale? Perchè è parte di un piano più generale di abbattimento dello standard dei diritti e della forza contrattuale e dei salari della classe operaia. Statuto dei Lavoratori, Norme Costituzionali, Contratti Collettivi di Lavoro, diritti umani altrimenti inesigibili verranno derubricati o spazzati via.

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domenica 20 giugno 2010

"COMPAGNO PADRONE"


Breve storia del sodalizio tra la sinistra di stato e Marchionne


«Sin dall' avvento dell' era Marchionne la sinistra, persino quella cosiddetta alternativa, ha subìto il fascino dell' amministratore delegato della Fiat. Fausto Bertinotti ne tesseva le lodi. Lo collocava tra i «borghesi buoni» e non aveva paura di dichiarare apertamente: “Mi piace”».
(Corriere della Sera del 16 giugno 2010)

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sabato 19 giugno 2010

Pomigliano d'Arco: Marchionne vuole un plebiscito ma forse riceverà un'amara lezione

UN NO AL DIKTAT DELLA FIAT 
SENZA SE E SENZA MA

Cronaca di un'assemblea operaia


Mentre scriviamo si è appena conclusa la "fiaccolata" che a Pomigliano avrebbe dovuto portare in piazza "il popolo del sì". Ebbene, malgrado tutta la propaganda e i ricatti, la "fiaccolata" è fallita. Meno di mille persone.(nella foto)

Siamo stati questa mattina, invitati dagli operai della FIAT, all'assemblea pubblica convocata dallo SLAI Cobas di Pomigliano d'Arco.

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venerdì 18 giugno 2010

LA TEORIA MARXISTA SPIEGA QUESTA CRISI?

METAMORFOSI

Capitale industriale, capitale finanziario e decadenza dell'occidente
Anche in risposta a Massimo Fini

di Moreno Pasquinelli

Nel grafico la curva storica della crescita economia mondiale 1960-2008 - Fonte: www.roubini.com, su dati FMI
Sottoponiamo ai lettori questo importante saggio del Pasquinelli che mentre mette a verifica, alla luce dell'attuale crisi, le categorie marxiste, insiste che i corni del dilemma non sono la "ripresa" o il "crollo" del capitalismo occidentale, quanto la decadenza e/o il redde rationem  bellico


Con la consueta efficacia evocativa così Massimo Fini immagina cosa ci sarà in fondo alla grande crisi che attraversa il capitalismo occidentale: «.. un bagno di sangue, quando, crollato questo modello di sviluppo paranoico, la gente delle città, accorgendosi che non può mangiare il cemento e bere il petrolio, si dirigerà verso le campagne dove verrà respinta a colpi di forcone da chi, avendo compreso le cose per tempo, sarà tornato, come ai vecchi tempi, all'economia di sussistenza (autoproduzione e autoconsumo) in cui il valore di una mucca, a differenza di quello del denaro o del petrolio, resta sempre tale, perché una mucca bruca, trasforma l'erba in latte, caga come dio comanda e concima, in un ciclo biologico perfetto, e, al limite, se ne può sempre fare bistecche. In quanto a Tremonti e a tutti i Tremonti della Terra per loro è pronto, se saranno ancora vivi, l'albero cui saranno pregati di appendersi».  
(Le balle che preludono al caos, Il Fatto quotidiano del 1 giugno).

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giovedì 17 giugno 2010

ULTIMISSIME DA POMIGLIANO

LA FIOM MANTIENE IL NO AL PIANO FIAT E ALL'ACCORDO SEPARATO MA NON BOICOTTA IL REFERENDUM CAPESTRO

Diamo atto alla FIOM di aver tenuto la propria sacrosanta posizione di rifiuto del diktat della FIAT, resistendo così ad una Santa Alleanza che va dal grande capitale, ai grandi partiti politici, ai sindacati gialli CISL, UIL, FISMIC e UGL, fino alla CGIL nazionale.

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mercoledì 16 giugno 2010

POMIGLIANO: LA FASCISTIZZAZIONE SOFFICE DEL SINDACALISMO

SE QUESTI SON "RIFORMISTI"

Pinocchio-Tremonti, lui che si fa bello blaterando contro la globalizzazione ma adottando, da ministro dell'economia, misure imposte proprio dalla grande finanzia predatoria globale, se n'è uscito, in merito alla vicenda Pomigliano, dicendo che l'accordo "... è la rivincita dei riformisti su tutti gli altri".

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martedì 15 giugno 2010

TREMONTI: TANTA PAURA E POCA SPERANZA

IL COLBERTISTA 
DEI MIEI STIVALI (1)

Riproduciamo, dal Corriere della Sera del 31 maggio, l'intervista che Aldo Cazzullo ha fatto al ministro dell'economia proprio mentre veniva resa nota la cosiddetta "manovra". L'intervista, su cui torneremo per segnalarne le enormi incongruenze, spazia tuttavia a tutto campo. Da rilevare anzitutto questo passaggio sulle dimensioni della crisi che vive il capitalismo occidentale: «Non siamo dentro una di quelle solite congiunture negative, che tante volte abbiamo visto nei secoli e nei decenni passati. Siamo a un tornante della storia. È la coscienza di questo che sta maturando in progressione, via via che passano i giorni, via via che si formano o si deformano i fatti. E, se posso aggiungere, l' impressione è che questo processo sia avvertito più dal basso che dall' alto, più che dai popoli che dalle élites».

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sabato 12 giugno 2010

Curriculum, funzioni e faccia tosta dell'attuale presidente dell'Inps

Mastrapasqua: chi è costui?

di Leonardo Mazzei

Agli italiani è stato spiegato che la recente manovra economica non ha comportato modifiche "strutturali" al sistema pensionistico. Ma nessuno ci ha creduto. Racconta il Sole 24 ore del 1° giugno che il suo forum online sulle novità introdotte dal decreto Tremonti in materia di pensioni ha registrato 2100 quesiti in meno di 10 ore. Segno che l'imbonimento mediatico può molto, ma non tutto.

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venerdì 11 giugno 2010

SALVARE L'EURO O SALVARE LA SINISTRA?

VERSO IL COLLASSO DEL'UNIONE EUROPEA

di Samir Amin

«L'Europa sarà di sinistra o non sarà. L'allineamento delle sinistre elettorali europee all'idea che «l'Europa com'è è meglio che nessuna Europa» non permette di uscire dall'impasse, che richiederebbe la decostruzione delle istituzioni e dei trattati europei. In mancanza di ciò, il sistema dell'euro, e dietro di esso quello dell'Europa come è oggi, affonderanno in un caos dagli sviluppi imprevedibili».

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giovedì 10 giugno 2010

Il Capitalismo “Speculativo”

Brevi note sulla natura del capitalismo contemporaneo 

di Eugenio Orso*

Questo breve saggio è stato scritto per il futuro libro Alienazioni e uomo precario, che conto di riuscire a far pubblicare entro l'anno, situazione economica e "censure preventive" della piccola e media editoria italiana permettendo ...

(nella foto il filosofo Costanzo Preve) 

A causa dell’ampiezza e della “irresolubilità” della crisi globale, che da un paio d’anni almeno colpisce in profondità le società del mondo occidentale e le stesse economie dei paesi “in sviluppo”, oggi si può notare un certo, rinnovato interesse per il keynesismo, il neokeynesimo e per lo stesso marxismo, se non per l’originale pensiero di Karl Marx ...

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mercoledì 9 giugno 2010

DOVE VA LA SPAGNA?

Sinistra e movimento sindacale davanti alla fine dello zapaterismo

di Moreno Pasquinelli


Contro il piano d’austerità di Zapatero c’è stato martedì lo sciopero dei dipendenti pubblici, promosso dai sindacati che fino a ieri puntellavano il governo: UGT e CC.OO. La grande stampa spagnola parla parla di un “grande fiasco”. Di sicuro non è stato un grande successo. Al di la delle cifre sulle adesioni parlano i numeri delle manifestazioni regionali.

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martedì 8 giugno 2010

L'OPINIONE DI UN KEYNESIANO

Una crisi da paura

Intervista a André Orlean*

      Nelle scorse settimane, le borse hanno avuto un andamento molto altalenante, al punto che molti hanno parlato di mercati «folli»: definizione che non troverebbe d'accordo André Orlean. André Orlean è un economista poco conosciuto in Italia. Nel corso degli ultimi 20 anni, la sua ricerca si è focalizzata sull'analisi e il comportamento dei mercati finanziari. Partendo dalle tesi di John Maynard Keynes, Orléan sostiene che il comportamento degli operatori finanziari non si fonda sull'idea di una razionalità individuale tesa a ottenere il massimo guadagno, bensì sull'interpretazione di quella che può essere definita una razionalità collettiva, intesa come il senso comune espresso da coloro (Banche, operatori finanziari) che sono in grado di condizionare i mercati finanziari.

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L'HIJAB E LA NOSTRA IPOCRISIA LAICISTA

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mercoledì 2 giugno 2010

IL MARKETTARO

Per un’analisi logica della relazione del governatore all’assemblea della Banca d’Italia

di Moreno Pasquinelli

Mario Draghi, in virtù del suo temibile curriculum vitae e del ruolo che occupa, è come circondato da un’aura di papalina infallibilità. Ogni sua esternazione è rispettata con universale riverenza. Ogni suo giudizio accolto come oro colato. Il paragone col Papa non sembri azzardato. Essendo il denaro il vero oggetto di culto del capitalismo iper-finanziarizzato, in quanto banchiere centrale, egli gode della stessa alta considerazione che i druidi avevano tra gli antichi celti, creduti capaci, coi loro riti apotropaici, di esorcizzare i demoni della sventura. 

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