venerdì 25 novembre 2011

MEGLIO IL DEFAULT?


Alfonso Gianni, a destra, in cattiva compagnia
Eppur si muove....
di Alfonso Gianni*
Anzitutto default, o insolvenza, non significa affatto fallimento. Tuttavia questo intervento è di grande lucidità. Se Alfonso Gianni, che è un esponente di Sinistra ecologia e libertà, insinua, pur tra contorsioni, che dichiarare l'insolvenza  sarebbe il male minore, qualcosa si muove nella sinistra italiana.


La parola default, nel suo significato di insolvenza finanziaria ovvero di fallimento, è diventata ormai uno dei termini più usati non solo nel linguaggio degli specialisti economici, ma anche in quello dei commentatori televisivi o della carta stampata e persino in quello comune. Per molti – e sono ancora  la maggior parte – quel vocabolo evoca tremendi scenari di distruzione dell’ordine economico e di disperazione dei singoli. Altri sembrano essersene invaghiti – ma sono, per ora, solo una netta minoranza – e per loro quel termine suscita addirittura speranza. Ovviamente stiamo qui parlando del fallimento di uno stato intero, non semplicemente di una banca o di un istituto finanziario per quanto grosso esso sia. D’altro canto il precetto too big to fail è già stato ampiamente contraddetto dagli eventi di questa lunga crisi, a partire dal fallimento di Lehman Brothers. Naturalmente gli americani ne hanno fatto un film, proprio con quel titolo che la distribuzione italiana ha scioccamente storpiato facendone perdere il senso.
 Il “salvataggio” della Grecia
Le ultime misure assunte a fine Ottobre dalla Ue nei confronti della Grecia – sulle quali Papandreu con notevole coraggio ha annunciato un referendum popolare – altro non sono che una sorta di default pilotato, ovvero una robusta ristrutturazione del debito. Il valore nominale del debito greco è stato ridotto di 100 miliardi. L’adesione al salvataggio greco da parte degli istituti di credito dovrebbe essere volontario, ma in realtà verrà incentivato dai governi dell’Eurozona (fino a 30 miliardi). Le banche più esposte, ovvero quelle che hanno in pancia il più grande numero di titoli di Stato ellenici, oltre a quelle greche sono le francesi (più di 51 miliardi), le tedesche (oltre 33 miliardi), le inglesi (oltre 12 miliardi), mentre relativamente limitata è l’esposizione delle banche di casa nostra (quasi 4 miliardi).
Questo comporta comunque la necessità di una ricapitalizzazione degli istituti bancari. Infatti questo problema è stato al centro del vertice Ue di fine Ottobre e sui cui tra poco torneremo.
Sono misure che giungono tardi e male. Già da più di un anno a questa parte era chiaro che la Grecia non avrebbe potuto onorare il debito accumulato. La sua misura esorbitante rispetto al Pil di quel paese è stata raggiunta grazie alle politiche, non dimentichiamolo, del governo delle destre di Karamanlis con il compiacente contributo di istituti finanziari e banche, come la Goldman Sachs e la JP Morgan Chase che hanno aiutato il governo greco a mascherare la sua reale situazione debitoria.
D’altro canto esso non costituisce una grande cifra: 350 miliardi di euro, meno del  3% del Pil della Ue. In altre parole una bazzecola, che una maggiore flessibilità nei principi rigoristi, che invece purtroppo prevalgono negli organi di governo della Ue, avrebbe potuto risolvere con relativa tranquillità. Invece si è cominciato con prestiti ad alto tasso di interesse che hanno costretto il governo socialista greco – incapace di mutare rotta, e qui sta lo specifico della sua colpa,  rispetto a quella tracciata a Bruxelles e a Francoforte – ad assumere una politica letteralmente di lacrime e sangue, senza peraltro venirne a capo sul fronte del debito.
 Le scelte della Ue aumentano squilibri e diseguaglianze
Pensare che tutto ciò sia dovuto solo alla insipienza dei governanti europei, alla sindrome del “questa volta è diverso” di cui ci hanno parlato Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff nel loro fortunato libro,  o alla permanenza cocciuta di un substrato ideologico marcatamente neoliberista, è indubbiamente ingenuo. Anche se questi elementi non vanno affatto sottovalutati in ragione di un rigido determinismo economico, poiché la forza delle idee è reale, come ci ha insegnato Keynes nella famosa chiusura del suo trattato sulla moneta. Questo avviene specialmente quando queste sono sbagliate e al contempo si presentano sotto la forma di regole dettate da un padre molto severo, ma in fondo amoroso. Ma il ritardo nell’assumere decisioni largamente ritenute inevitabili contiene anche, se non soprattutto, il disegno dei grandi gruppi finanziari di acquisire pezzi della Grecia a un prezzo da svendita fallimentare, compreso fette del suo territorio.
Non solo. Mentre per concedere 110 miliardi di prestiti assai ben remunerati nel maggio del 2010 si sono alzati alti lai, soprattutto da parte tedesca, ben diverso è stato l’atteggiamento nei confronti degli istituti finanziari del Nord Europa. Infatti tra il settembre del 2008 – quando la crisi si mostrò in tutta la sua aggressività nel Vecchio Continente – e il dicembre 2010, i 27 dell’Unione hanno messo a disposizione niente meno che 4.825 miliardi di euro per tenere in piedi gli istituti di credito, vale a dire il 36% del Pil della Ue, con Germania e Gran Bretagna a fare la parte del leone (500 miliardi a testa). Di questa cifra sono stati erogati effettivamente 1.240 miliardi e naturalmente il 60% è piovuto sui mercati bancari inglesi, francesi e tedeschi. In altre parole i dieci maggiori istituti di credito hanno avuto la metà e la restante metà è andata ad altre 210 banche. Non male come esempio di diseguaglianza!
 La crisi bancaria e i suoi paradossi
Come ha osservato recentemente Paul De Grauwe (Financial Times del 20 ottobre) non bisogna essere un laureato in economia per capire che una crisi del debito sovrano si trascina inevitabilmente in una crisi bancaria. A questo punto la situazione si complica enormemente. Si crea inevitabilmente una sorta di circolo vizioso. Non è infatti credibile che le banche possano ricapitalizzarsi sul mercato in una condizione di estrema volatilità quale quella attuale. Ne consegue che solo i governi degli stati membri possono rapidamente soddisfare alla esigenza di ricapitalizzazione, la cui misura viene calcolata attorno a 106 miliardi di euro. Ma, facendo questo, gli stati rischiano di indebitarsi ulteriormente, il che può comportare una loro degradazione da parte delle agenzie di rating. A questo punto il valore dei titoli del debito pubblico che le banche hanno in possesso diminuisce ulteriormente e siamo quindi punto da capo.
In effetti le decisioni assunte il 26 ottobre scorso sottolineano la necessità di giungere a un coefficiente patrimoniale più elevato, pari al 9% entro la fine di giugno del 2012. Secondo gli auspici di Bruxelles questo dovrebbe avvenire facendo ricorso al capitale privato, ma, poiché ciò appare poco credibile agli stessi estensori dell’accordo, si raccomanda ai governi di sostenere l’impresa e si preannuncia fin d’ora che si potrà fare ricorso a prestiti da parte del cosiddetto fondo salva stati (FESF), la cui capienza è stata portata a mille miliardi, essendo quella precedente di 450 del tutto insufficiente, come avevamo previsto su questa rivista qualche mese fa.
 L’Europa carolingia difende il proprio sistema bancario
In sostanza, come hanno osservato in diversi (Moyra Longo e Fabio Pavesi su il Sole24Ore del 29 ottobre e Joseph Halevi su il manifesto del 1° novembre) L’Autorità bancaria europea (ABE) pretende una ricapitalizzazione da parte delle banche dei Piigs (portoghesi, italiane, irlandesi, spagnole e greche) perché queste sono rigonfie di titoli di stato dei loro rispettivi paesi, mentre non si procede affatto ad una bonifica dei titoli tossici non di stato. La Deutsche Bank e la Bnp-Paribas, per fare solo due esempi, sono fortemente esposte su questo versante, ma non sono destinatarie di alcun provvedimento da parte dell’Autorità. La discrepanza di trattamento torna nuovamente ad essere evidente e finanche clamorosa. L’Europa carolingia alza il ponte levatoio per proteggere i propri istituti di credito, mentre chiede ai paesi mediterranei politiche di lacrime e sangue, mettendo a serio repentaglio la persistenza stessa dell’Unione europea.
D’altro canto l’insistenza sulla ricapitalizzazione delle banche ha anche un altro effetto dagli esiti disastrosi. Quello di una contrazione del credito a famiglie e imprese. Una vero e proprio credit crunch, che si dice di temere a parole ma che poi viene provocato nella realtà da provvedimenti di questo tipo. Se infatti si decide che il rapporto fra patrimonio e credito elargito deve esse più elevato, le banche hanno due modi per ottenere un simile obiettivo: o aumentare il patrimonio o diminuire il credito. In una situazione in cui la ricapitalizzazione è difficile per i motivi già detti, è facile prevedere che le banche si indirizzeranno verso la seconda soluzione, ovvero la restrizione del credito. Ne segue un’ulteriore depressione dell’economia reale, nell’attività delle imprese e nella capacità di spesa delle famiglie. La qual cosa è già in atto visti i vistosi rallentamenti di tutte le economie del continente.
L’unità europea è a rischio
Da un lato, la crisi economica che ora si rovescia con più virulenza sul Vecchio Continente e soprattutto le risposte che riesumano il peggiore neoliberismo, guidate dalla politica neomercantile della Germania, mettono in dubbio la stessa unità europea. Dall’altro lato, la rigidità riaffermata dei vincoli dei trattati, peggiorati di volta in volta dalle conclusioni dei vertici Ue, come in questo ultimo caso, e il commissariamento di fatto dei governi nazionali soffocano in particolare i paesi già in difficoltà. Viene quindi da domandarsi se, in una situazione stretta da questa tenaglia, possa esistere una risposta da sinistra che preveda contemporaneamente l’uscita dalla crisi senza un massacro sociale e la trasformazione della Unione europea in un vero soggetto politico e autonomo capace di praticare politiche di convergenza al proprio interno?
Il quesito non è da poco ed è bene quindi che il dibattito si sviluppi in tutta la sua ampiezza. Se ne è avuto un consistente assaggio in questi mesi nella discussione che si è articolata a livello internazionale dopo un intervento di Rossana Rossanda su il manifesto e nel sito di Sbilanciamoci. Già vi avevo fatto cenno nel numero precedente della nostra rivista, ma conviene tornarci con maggiore ampiezza. Non c’è dubbio infatti che l’idea di una fuoriuscita dall’euro e dalla Ue, sull’onda dei disastri che accadono, è tutt’altro che un capriccio e quindi va presa seriamente in considerazione. Lo stesso annuncio di un referendum in Grecia – del resto al momento in cui si scrive non se ne sa di più – oltre a sconvolgere i guardiani del neoliberismo per il solo fatto che un atto di democrazia possa incrinare la lex mercatoria, ha l’effetto di spostare questo interrogativo dall’ambito della riflessione teorica a quello della lotta e del pronunciamento politico di milioni di persone. Qualunque sarà l’esito di quel referendum è facile prevedere che sarà destinato ad avere più influenza dei precedenti pronunciamenti popolari avvenuti in Francia o nei Paesi Bassi, data l’incandescenza dell’attuale situazione economica e sociale. 
Ai paesi in difficoltà conviene abbandonare la Ue?
Va preliminarmente detto che uscire dall’euro o uscire dall’Europa è la stessa cosa. O meglio sulla base dell’attuale Trattato (art. 50 del TUE) l’unica uscita prevista è quella dalla Ue, previa approvazione da parte degli altri Stati a maggioranza qualificata. Infatti l’adesione dei singoli paesi alla Ue è considerata come un processo sostanzialmente irreversibile dal quale non si può recedere con atto unilaterale. Tuttavia, anche se finora la questione non si è mai posta in più di cinquant’anni di vita con cui, pur in diverse forme, si è concretizzata la unità europea, non è affatto da escludersi che una tale evenienza si presenti concretamente nel corso dell’attuale crisi.
Vi è allora da chiedersi, a cominciare dalla situazione greca, quali potrebbero essere i vantaggi e gli svantaggi di una fuoriuscita dalla Ue. In linea teorica la piena riconquista di una sovranità nazionale garantirebbe al paese che la ottiene la potestà di stampare moneta, di agire sul mercato dei cambi, di applicare norme a protezione delle proprie merci, di controllare il flusso in entrata e in uscita dei capitali, di incentivare a proprio piacimento settori specifici della propria economia. Sulla carta non è poco, specialmente per quanto riguarda la libertà della “politica del torchio”, ossia il signoraggio monetario.
Tuttavia se si guarda la cosa dal punto di vista di cosa prevedibilmente può avvenire dopo una mossa del genere si può concludere che il gioco non vale la candela, ovvero gli svantaggi supererebbero molto probabilmente i vantaggi, o quantomeno i primi sono più certi dei secondi. Infatti non è difficile supporre che la condizione di cambio nella quale si troverebbe la nuova moneta nazionale sarebbe estremamente svantaggiosa (come ha ricordato recentemente Luciano Gallino), che la questione del debito pubblico resterebbe comunque irrisolta, restando in euro quello nei confronti dell’estero, che si “verificherebbe una fuga dei depositi in euro, mentre il valore delle passività nella nuova valuta schizzerebbe verso l’alto” come hanno scritto Riccardo Bellofiore e Jan Toporowski (il manifesto del 1° novembre), che la potenziata capacità esportativa si rivelerebbe più teorica che reale, visto che bisognerebbe avere merci appetibili da esportare, mentre sarebbe certa la drastica limitazione del credito internazionale e di quello interno, e la svalutazione peserebbe negativamente proprio sul potere d’acquisto delle classi inferiori. Questa è la ragione per la quale credo che sia anche poco credibile la tattica di usare l’abbandono della Ue come arma di pressione o minaccia nei confronti dei paesi più forti. Una minaccia è tale solo quando uno è disposto a perseguire fino in fondo quanto afferma. Se al fine non gli conviene è meglio non agitare l’argomento, a meno che non si voglia rientrare nell’apologo di Sansone che distrugge il tempio con i filistei.
 La pratica dell’auditing e il diritto all’insolvenza
Se si scarta la strada della fuoriuscita dalla Ue, rimane però tutto da risolvere il problema di come modificare le sue attuali iniquità e la politica economica che la contraddistingue e prima ancora di come risollevare i paesi che si trovano nelle peggiori condizioni economiche e quindi sottoposti ai diktat degli organi di governo di Bruxelles.
Nel dibattito in corso ricorrono spesso gli esempi dell’Argentina, dell’Islanda, dell’Ecuador. Ma ci si dimentica più volentieri di casi meno noti e meno virtuosi, come quello dell’Ucraina.  Tre esperienze significative, ognuna diversa dall’altra, di rifiuto al pagamento del debito. Nel caso islandese, come è noto, vi è stato anche un ricorso al pronunciamento popolare per via referendaria che ha confortato l’orientamento del governo di centrosinistra di quel piccolo paese (non più di 131mila abitanti in tutto, meno del numero dei conti correnti aperti nelle banche islandesi dai cittadini britannici!). Nel caso dell’Argentina si è verificata quasi una situazione similrivoluzionaria che ha portato a varare importanti esperienze di autogestione di imprese da parte di lavoratori che ancora adesso durano con successo. In Ecuador vi è stata una analisi delle cause del debito estero che ha portato a considerarne una parte come del tutto illegittima e quindi a rifiutarne il rimborso. E’ la cosiddetta pratica dell’auditing. Essa è sostenuta che grande o buona parte del debito di un paese è niente altro che il frutto di un’oppressione secolare da parte dei paesi più forti, delle malversazioni e dei tradimenti delle proprie classi dirigenti, dei tassi usurari cui sono stati concessi i prestiti dagli organi finanziari internazionali. Di fronte a queste palesi ingiustizie si proclama così il diritto all’insolvenza, nella piena consapevolezza  che quest’ultima non comporta affatto l’immiserimenti altrui.
La diversità delle condizioni economiche, sociali, politiche e istituzionali dei tre paesi citati rispetto a qualunque paese membro della Ue sono troppo evidenti da dovere essere enumerate. Tuttavia il senso del diritto all’insolvenza e della proposta di auditing potrebbe e dovrebbe essere recuperato e riproposto anche nella vecchia Europa. Se fosse stata applicata nel caso greco si sarebbe visto con tutta evidenza il peso del tutto sproporzionato, pari a più di tre volte rispetto agli altri paesi europei, delle spese militari greche in rapporto al proprio Pil, a causa della questione cipriota e dei pessimi rapporti con la Turchia. L’ingresso di quest’ultima nella Ue e la soluzione pacifica dei contenziosi da sole avrebbero comportato una significativa riduzione della spesa pubblica greca e quindi un bel contributo al risanamento del suo debito. In tutti i casi fare una radiografia della formazione del debito sovrano significherebbe ripercorrere e rendere evidente la storia dei rapporti tra le classi che soggiace alla distribuzione ineguale della ricchezza.
Ma affermare l’esistenza di un diritto e difenderlo da chi lo vorrebbe negare in vario modo, non significa di per sé praticarlo in ogni momento e in qualunque circostanza. La posta in gioco è elevatissima e la scelta non può non ispirarsi alla prudenza ed essere ben ponderata. Mi pare invece che ci sia una certa leggerezza nel considerare la possibilità di un’estensione a tutti i paesi in difficoltà del default, sia pure in forma pilotata e selettiva. A questo riguardo diversi economisti ci invitano a considerare le difficoltà intrinseche in una simile selezione, soprattutto per quanto riguarda l’individuazione dei creditori, con il rischio molto consistente di farlo pagare in primo luogo ai piccoli risparmiatori.
Quindi fermo restando il diritto e la convinzione di poterlo usare in ultima istanza, è necessario percorrere in primo luogo altre strade.
 Il caso italiano
Ovviamente il percorso non può che essere differenziato a seconda delle condizioni dei singoli paesi. Un conto è il caso della Grecia, che abbiamo già descritto, ove lo stato di pratica insolvenza avrebbe dovuto essere riconosciuto per tempo, un altro conto quello del nostro paese o della Spagna. Nel caso dell’Italia il suo elevato debito è insieme elemento di debolezza ma anche di forza. Come dice un proverbio popolare chi ha mille euro di debito con una banca ha un problema, ma se il debito è di un milione il problema è della banca. In altre parole il default italiano trascinerebbe con sé troppe cose e persone per poterlo attuare a cuor leggero.
Nouriel Roubini, riferendosi al caso italiano, scriveva qualche settimana fa che il nostro debito era perfettamente sostenibile se la crescita fosse stata pari al 1,2%, il tasso sui titoli decennali inferiore al 7% e l’avanzo primario non inferiore al 4,5%. Purtroppo quelle condizioni non ci sono e non ci saranno nel tempo breve in cui la crisi rischia di diventare catastrofe. Infatti la crescita non supera lo 0,7% e quella misura di avanzo primario c’era solo ai tempi dell’ultimo governo Prodi, senza peraltro che venisse opportunamente sfruttata.
Se quindi la semplice stabilizzazione del debito, che si sarebbe potuta e dovuta fare già da qualche anno, appare oggi una difesa troppo debole di fronte al rapidissimo degrado della situazione (al punto che tra il momento della scrittura e della lettura di questo articolo potremmo trovarci in condizioni politiche e economiche sensibilmente diverse per il nostro paese), quella della ristrutturazione del debito appare come la migliore soluzione nel tempo breve.
Per fare un esempio, Bellofiore e Toporowski ci parlano nel già citato articolo di un’ operation twist, ossia della possibilità di emettere titoli a breve scadenza che avrebbero facile possibilità di essere acquistati  dalle banche essendo i loro tassi di interesse più vantaggiosi rispetto ai depositi presso la banca centrale, impiegando poi la valuta così raccolta per riacquistare sul mercato secondario i titoli a lunga scadenza, provocando in questo modo l’abbassamento dei tassi di interesse.
L’ingegneria finanziaria può forse fornire altre e più brillanti soluzioni. Il punto di partenza però non può che essere il rifiuto della logica e del merito della famigerata lettera della Bce al governo italiano che sintetizza quanto la stessa aveva deciso nel vertice del marzo scorso. Il rifiuto di ciò che ci viene presentato come necessità inderogabile e che invece corrisponde semplicemente all’interesse di corto periodo del direttorio franco-tedesco è la precondizione della ricerca di una soluzione che non precipita immediatamente e necessariamente in un default, pur ribadendo il diritto all’insolvenza. Tale ricerca è tanto più motivata dal fatto che, spento l’incendio della speculazione finanziaria, bisogna contemporaneamente trovare la via per un nuovo modello di sviluppo e incrementare così retribuzioni e investimenti, quindi la domanda interna, senza il quale nessun gioco di prestigio finanziario ci può salvare. E per fare questo abbiamo bisogno di un paese in piedi e con qualche fiducia in sé stesso.
 La modifica della mission della Bce
La partita però non si gioca solo, e forse neppure principalmente, a livello nazionale. Le esortazioni a tirarci fuori con le nostre mani giunte in questi giorni dal Quirinale o da Palazzo Koch diventano puramente moralistiche e inefficaci se non si modificano le regole e i comportamenti che governano la Ue.
E’ ormai parere assai diffuso, anche in commentatori solitamente accorti e coperti, che il solo fondo salva stati non è in grado di risolvere il problema, e neppure di spegnere i focolai più vigorosi dell’incendio. Per quanto la sua capienza sia stata aumentata dalle ultime decisioni essa è sempre limitata ed è già chiaro che essa sarebbe del tutto insufficiente a contenere gli effetti di una catastrofe che dalla Grecia si allargasse. L’operazione si presenterebbe quindi come il classico tentativo di svuotare la vasca con uno scolapasta.
E’ quindi indispensabile modificare radicalmente la mission della banca centrale europea. Il suo fine non può più essere quello di guardiano dell’inflazione (peraltro un contenuto aumento della medesima non potrebbe che fare bene a chi deve pagare gli interessi sul debito), ma deve preoccuparsi della stabilità finanziaria dell’Europa. Il che significa in primo luogo una cosa: la Bce deve trasformarsi in prestatore in ultima istanza (lender of last resort, come dice la lingua dominante in materia finanziaria), ovvero dichiarare ed essere pronta ad assorbire in quantità illimitata i titoli di stato dei paesi in difficoltà ben prima che essi si trovino di fronte alla drammatica circostanza di dovere dichiarare fallimento. Solo così si possono tagliare le unghie alle manovre speculative sul nascere, poiché il pericolo di rimanere con titoli spazzatura in mano sarebbe eliminato alla radice. In questo modo si può concretamente evitare la cosiddetta crisi di panico che si impadronisce dei mercati.
Alcuni ritengono una scelta del genere un “azzardo morale” e una vigorosa spinta all’incremento dell’inflazione. Ma, oltre alle considerazioni già fatte, ha più ragione di tanti altri Martin Wolf nella sua pubblica missiva, densa di consigli e ammonimenti,  a Mario Draghi sul Sole24ore del 26 ottobre, quando osserva che non è affatto automatico che l’espansione della base monetaria comporti un eguale ampliamento dell’offerta complessiva di moneta, visto che siamo nel mezzo di una grande crisi finanziaria. Far “gemere il torchio”, stampare moneta, quindi,  diceva Luigi Einaudi, a dimostrazione che tra liberalesimo e liberismo c’è una bella differenza. E’ quello che bisogna fare nella dimensione sovrannazionale dell’Europa.
Perciò alla domanda semanticamente paradossale, ma politicamente reale e attuale: è nel default la speranza? ora risponderei come nel tormentone musicale di qualche estate fa di Jarabe De Palo: depende.

* Fonte: “Alternative per il socialismo”.
Print Friendly and PDF

0 commenti:

LA PAGINA FACEBOOK DEL MOVIMENTO POPOLARE DI LIBERAZIONE - P101

LA PAGINA FACEBOOK DI SOLLEVAZIONE

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (929) euro (776) crisi (640) economia (621) sinistra (539) teoria politica (288) finanza (285) M5S (269) Leonardo Mazzei (267) grecia (247) Movimento Popolare di Liberazione (244) P101 (244) Governo giallo-verde (242) elezioni (235) sfascio politico (235) resistenza (225) imperialismo (220) sovranità nazionale (218) Moreno Pasquinelli (215) banche (214) internazionale (209) risveglio sociale (184) alternativa (168) seconda repubblica (167) Syriza (155) Tsipras (146) piemme (135) debito pubblico (132) Matteo Renzi (131) programma 101 (127) antimperialismo (123) spagna (118) marxismo (117) filosofia (115) immigrazione (115) Francia (111) PD (111) sovranità monetaria (111) democrazia (108) destra (107) costituzione (106) populismo (104) neoliberismo (103) sollevazione (101) Stefano Fassina (97) Grillo (94) elezioni 2018 (94) Matteo Salvini (93) berlusconismo (91) proletariato (91) islam (88) Germania (85) Carlo Formenti (84) Sandokan (83) geopolitica (83) Emiliano Brancaccio (82) Alberto Bagnai (81) austerità (80) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) bce (78) Stati Uniti D'America (75) sindacato (75) Podemos (74) referendum costituzionale 2016 (74) sinistra anti-nazionale (73) Mario Monti (72) capitalismo (70) guerra (68) Libia (65) Medio oriente (64) capitalismo casinò (63) Sergio Cesaratto (62) Rivoluzione Democratica (61) rifondazione (61) globalizzazione (60) CLN (59) Russia (59) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (57) immigrati (57) Lega (56) Sicilia (56) Siria (56) Alexis Tsipras (55) sovranismo (54) Legge di Bilancio (53) cinque stelle (53) Lega Nord (52) Pablo Iglesias (52) referendum (52) socialismo (52) Alitalia (51) sovranità popolare (51) Diego Fusaro (50) legge elettorale (50) moneta (50) neofascismo (50) Emmezeta (49) Movimento dei forconi (49) fiat (49) brexit (48) campo antimperialista (48) sinistra sovranista (48) immigrazione sostenibile (46) solidarietà (46) Beppe Grillo (45) Manolo Monereo (45) Nichi Vendola (45) renzismo (45) Troika (44) Yanis Varoufakis (44) astensionismo (43) inchiesta (43) Luciano Barra Caracciolo (41) gilet gialli (41) uscita dall'euro (41) sionismo (40) Mario Draghi (39) Mimmo Porcaro (39) Fiorenzo Fraioli (38) Ugo Boghetta (38) liberismo (38) patriottismo (38) proteste operaie (38) sinistra patriottica (38) Israele (37) italicum (37) liberiamo l'Italia (37) palestina (37) Giorgio Cremaschi (36) Karl Marx (36) Marine Le Pen (35) fiscal compact (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Luigi Di Maio (34) Ucraina (34) egitto (34) nazione (34) uscita di sinistra dall'euro (34) 9 dicembre (33) Def (33) ambiente (33) azione (33) ISIS (32) Merkel (32) default (32) fiom (32) populismo di sinistra (32) Forum europeo 2016 (31) Sel (31) governo Renzi (31) scienza (31) unità anticapitalisa (31) xenofobia (30) Nello de Bellis (29) cina (29) ecologia (29) Fabio Frati (28) eurostop (28) napolitano (28) storia (28) Assemblea di Chianciano terme (27) Putin (27) catalogna (27) islamofobia (27) menzogne di stato (27) Donald Trump (26) elezioni europee 2019 (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Forum europeo (25) Mauro Pasquinelli (25) USA (25) elezioni siciliane 2017 (25) nazionalismi (25) nazionalizzazione (25) Europa (24) Movimento 5 Stelle (24) Quantitative easing (24) Venezuela (24) finanziarizzazione (24) religione (24) Aldo Giannuli (23) Lavoro (23) Stato di diritto (23) ora-costituente (23) razzismo (23) repressione (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Nato (22) Roma (22) antifascismo (22) emigrazione (22) nazionalismo (22) scuola (22) Chianciano Terme (21) Comitato centrale P101 (21) Front National (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) etica (21) iran (21) keynes (21) Laikí Enótita (20) Marcia della Dignità (20) Regno Unito (20) Vladimiro Giacchè (20) coordinamento no-euro europeo (20) manifestazione 12 ottobre 2019 (20) manifestazione del 12 ottobre (20) melenchon (20) minibot (20) Emmanuel Macron (19) F.S. (19) Mariano Ferro (19) Norberto Fragiacomo (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) crisi di governo (19) fronte popolare (19) iraq (19) tecnoscienza (19) Domenico Moro (18) Donbass (18) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) pace (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Foligno (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Jacques Sapir (17) Paolo Savona (17) Perugia (17) Pier Carlo Padoan (17) cosmopolitismo (17) euro-germania (17) lotta di classe (17) media (17) piano B (17) senso comune (17) Conte bis (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Luciano B. Caracciolo (16) Marco Mori (16) Prc (16) Reddito di cittadinanza (16) Renzi (16) Tonguessy (16) appello (16) ballottaggi (16) chiesa (16) internazionalismo (16) umbria (16) vendola (16) Cremaschi (15) International no euro forum (15) M. Micaela Bartolucci (15) Salvini (15) casa pound (15) comunismo (15) indipendenza (15) internet (15) manifestazione (15) piattaforma eurostop (15) vaccini (15) 15 ottobre (14) Brancaccio (14) Daniela Di Marco (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Fridays for Future (14) Monte dei Paschi (14) Stato Islamico (14) Vincenzo Baldassarri (14) clima (14) diritto (14) fascismo (14) obama (14) salerno (14) sciopero (14) Alitalia all'Italia (13) Bersani (13) Chavez (13) Enrico Grazzini (13) Eos (13) Jobs act (13) Legge di stabilità (13) MMT (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) Wilhelm Langthaler (13) acciaierie Terni (13) complottismo (13) disoccupazione (13) finanziaria (13) no tav (13) potere al popolo (13) privatizzazioni (13) regionalismo differenziato (13) tasse (13) Alessandro Di Battista (12) Alessandro Visalli (12) Alfredo D'Attorre (12) Costas Lapavitsas (12) D'alema (12) Forum europeo 2015 (12) Negri (12) Panagiotis Lafazanis (12) Sergio Mattarella (12) Turchia (12) analisi politica (12) decreto salva-banche (12) europeismo (12) femminismo (12) global warming (12) keynesismo (12) salari (12) terzo memorandum (12) unione bancaria (12) 14 dicembre (11) AST (11) De Magistris (11) Dicotomia (11) Esm (11) France Insoumise (11) Gennaro Zezza (11) Movimento pastori sardi (11) Papa Francesco (11) Portogallo (11) Stato (11) corruzione (11) cultura (11) de-globalizzazione (11) elezioni anticipate (11) iniziative (11) nucleare (11) ordoliberismo (11) presidenzialismo (11) sindacalismo di base (11) sinistra Italiana (11) Aldo Zanchetta (10) Art. 18 (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Carl Schmitt (10) Fausto Bertinotti (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Forum di Roma 2019 (10) George Soros (10) Giulietto Chiesa (10) Hollande (10) Jean-Luc Mélenchon (10) Lista del Popolo (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Paolo Barnard (10) Pardem (10) Quirinale (10) Risorgimento Socialista (10) Stefano D'Andrea (10) Terni (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) diritti civili (10) facebook (10) golpe (10) islanda (10) mediterraneo (10) povertà (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Argentina (9) Bernie Sanders (9) CGIL (9) Campagna eurostop (9) Claudio Borghi (9) Diritti Sociali (9) Forconi (9) Ilva (9) Paolo Ferrero (9) Stato nazione (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) bail-in (9) cosmo-internazionalismo (9) deficit (9) il pedante (9) istruzione (9) necrologi (9) tecnologie (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Antonio Rinaldi (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Draghi (8) Erdogan (8) F.f (8) Genova (8) Giorgetti (8) Goracci (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Julio Anguita (8) Landini (8) Mattarella (8) Mirafiori (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) classi sociali (8) debitocrazia (8) destra non euro (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) fisco (8) grexit (8) inflazione (8) liberalismo (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) medicina (8) nuovo movimento politico (8) proteste (8) questione femminile (8) questione nazionale (8) regionalismo (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) sociologia (8) sovranismi (8) sovranità (8) svalutazione (8) taranto (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) unità nazionale (8) Alessandro Chiavacci (7) Alternative für Deutschland (7) Antonio Gramsci (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Cub Trasporti (7) Dino Greco (7) Ernesto Laclau (7) Flat tax (7) Franz Altomare (7) Giuseppe Angiuli (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Joseph Stiglitz (7) Lenin (7) Luca Massimo Climati (7) MMT. Barnard (7) Massimo Bontempelli (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Nuit Debout (7) Oskar Lafontaine (7) Pil italiano (7) Riccardo Achilli (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Seconda Assemblea P101 (7) Ttip (7) agricoltura (7) aletheia (7) anarchismo (7) bankitalia (7) confederazione (7) derivati (7) eurexit (7) eurocrack (7) giovine italia (7) il manifesto (7) incontri (7) magistratura (7) moneta fiscale (7) nazismo (7) patria e costituzione (7) rivolta (7) rivoluzione civile (7) rossobrunismo (7) sanità (7) spread (7) transfemminismo (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bazaar (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Carlo Galli (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eros Cococcetta (6) Eugenio Scalfari (6) Franco Bartolomei (6) Fratelli d'Italia (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Giancarlo D'Andrea (6) Gran Bretagna (6) Jeremy Corbyn (6) M.AR.S. (6) Macron (6) Maduro (6) Militant-blog (6) Nino galloni (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Papa Bergoglio (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Regioni autonome (6) Sandro Arcais (6) Stato di Polizia (6) Target 2 (6) Teoria Monetaria Moderna (6) Thomas Fazi (6) Titoli di stato (6) Toni negri (6) USB (6) Ungheria (6) Viktor Orban (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) autodeterminazione dei popoli (6) automazione (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) fabrizio Marchi (6) famiglia (6) futuro collettivo (6) giovanni Tria (6) governo Gentiloni (6) ideologia (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) migranti (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) pensioni (6) populismo democratico (6) sardegna (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnica (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) Anguita (5) Antonio Ingroia (5) Assad (5) Carola Rackete (5) Dario Guarascio (5) Decreto Dignità (5) Decreto sicurezza (5) Dimitris Mitropoulos (5) Federalismo (5) Federico Fubini (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Busalacchi (5) Giorgia Meloni (5) Giuseppe Mazzini (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Joël Perichaud (5) Kirchner (5) Lucca (5) Luigi De Magistris (5) MOHAMED KONARE (5) Marcello Teti (5) Marx (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Paolo Becchi (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pcl (5) Pier Paolo Dal Monte (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Trump (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) brasile (5) califfato (5) camusso (5) chiesa ortodossa (5) confindustria (5) cuba (5) debitori (5) decreto vaccini (5) di Pietro (5) donna (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fratelli musulmani (5) giornalismo (5) giovani (5) governo (5) jihadismo (5) laicismo (5) massimo fini (5) pomigliano (5) procedura d'infrazione (5) proteste agricoltori (5) rifugiati politici (5) risorgimento (5) salvinismo (5) tremonti (5) wikileaks (5) 16 giugno Roma (4) ALBA (4) Africa (4) Alessia Vignali (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Angelo Panebianco (4) Anna Falcone (4) Antonio Amoroso (4) Aurelio Fabiani (4) Autostrade per l'Italia (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Carovana di solidarietà (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Deutsche Bank (4) Die Linke (4) Diego Melegari (4) Felice Floris (4) Francesco Giavazzi (4) Frente civico (4) Fronte Sovranista Italiano (4) GIAPPONE (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Giulio Sapelli (4) Imu (4) Incontro di Roma (4) JP Morgan (4) Jacques Nikonoff (4) Karl Polany (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Leonardo Mazzzei (4) Luciano Canfora (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Minenna (4) Marchionne (4) Martin Heidegger (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) NO TAP (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) Nuova Direzione (4) ONU (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Pci (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Starace (4) Simone Pillon (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TAP (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) Visco (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) Yemen (4) agricoltura biologica (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) bigenitorialità (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donne (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) gender (4) greta thumberg (4) il fatto quotidiano (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge del valore (4) legge di bilancio 2020 (4) legge di stabilità 2017 (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) porcellum (4) precarietà (4) presidente della repubblica (4) primarie (4) protezionismo (4) risparmio (4) salute (4) saviano (4) seminario (4) sottoscrizione (4) spending review (4) spesa pubblica (4) statizzazione banche (4) transizione al socialismo (4) trattati europei (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Ahmadinejad (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alberto Alesina (3) Alessandro Somma (3) Alfiero Grandi (3) America latina (3) Antonella Stirati (3) Aquisgrana (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Benetton (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Commissione europea (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Diosdado Toledano (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Ernest Vardanean (3) Ernesto Galli Della Loggia (3) Eurasia (3) Fabio Nobile (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Sorini (3) Filippo Abbate (3) Francesco Neri (3) Francesco Salistrari (3) Fratoianni (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulio Bonali (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) Hezbollah (3) ISTAT (3) Ilaria Bifarini (3) Ivan Cavicchi (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) MES (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marcello Foa (3) Marco Bulletta (3) Marco Mainardi (3) Mario Monforte (3) Mario Volpi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Massimo cacciari (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Morya Longo (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) Olanda (3) Palermo (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Pkk (3) Poroshenko (3) Rinascita (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Scenari Economici (3) Six Pack (3) Stavros Mavroudeas (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) alceste de ambris (3) austria (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) euroasiatismo (3) forza nuova (3) giustizia (3) indignati (3) ines armand (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) machiavelli (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) partito (3) partito democratico (3) psicanalisi (3) quota 100 (3) rai (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) robotica (3) sanità. spending review (3) seminario teorico (3) senato (3) sinistra transgenica (3) sme (3) social media (3) socialdemocrazia (3) sondaggi (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) takfir (3) tassisti (3) terza assemblea P101 (3) terzo polo (3) tv (3) università (3) violenza (3) web (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Alétheia (2) Amando Siri (2) Amazon (2) Andalusia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Arabia saudita (2) Arditi del Popolo (2) Armando Mattioli (2) Armando Siri (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Benedetto Croce (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Blockchain (2) Bolkestein (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Clericetti (2) Carlo Freccero (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Conte (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Domenico Losurdo (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emiliano Gioia (2) Enzo Pennetta (2) Eric Toussaint (2) Ettore Livini (2) European Quantitative-easing Intermediated Program (2) Extincion Rebellion (2) F.List (2) Federal reserve (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forestale (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Lamantia (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giacomo Bracci (2) Giacomo Russo Spena (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Gianluigi Paragone (2) Gig Economy (2) Giorgio Gattei (2) Giovanni Gentile (2) Giuliano Amato (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Google (2) Grottaminarda (2) Guido Grossi (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Héctor Illueca (2) INPS (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) Jacopo Custodi (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Junker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Kurdistan (2) La Grassa (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marco Revelli (2) Marco Rizzo (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo D'Antoni (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Microsoft (2) Militant (2) Moscovici (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Omt (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Partito comunista (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Piemonte (2) Pippo Civati (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Roberto Ferretti (2) Rosanna Spadini (2) Rosarno (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Sahra Wagenknecht (2) Salistrari (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Severgnini (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stefano Zecchinelli (2) Steve Bannon (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Telecom (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tito Boeri (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Ursula von der Leyen (2) VOX (2) Valerio Bruschini (2) Von Der Leyen (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltori indignati (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antisemitismo (2) atac (2) banche venete (2) battaglia d'autunno (2) biotecnocrazia (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comuni (2) comunicazione (2) contante (2) curdi (2) debito (2) debito privato (2) denaro (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) dughin (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni comunali 2019 (2) embraco (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) esercito (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fake news (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) foibe (2) frontiere (2) gaypride (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) geoeconomia (2) giacobinismo (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) inceneritori (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge (2) legge di stabilità 2018 (2) lgbt (2) libano (2) liberi e uguali (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) manifestazione 2 giugno 2018 (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) non una di meno (2) olocausto (2) omosessualità (2) ong (2) paolo vinti (2) pareggio di bilancio (2) parlamento europeo (2) patria (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) peronismo (2) petrolio (2) pietro ratto (2) poste (2) poste italiane (2) prescrizione (2) proporzionale (2) province (2) razionalismo (2) reddito di base (2) ricchezza (2) riduzione parlamentari (2) rifiuti (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) sciopero generale (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) silicon valley (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) teologia (2) transgender (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 100 giorni (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 19 ottobre 2019 (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 4 novembre (1) 5G (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 febbraio 2019 (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Aberto Bellini (1) Accellerazionismo (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albania (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alexander Zakharchenko (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amintore Fanfani (1) Amoroso (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonio Rinaldis (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art 81 (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Assange (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Atlantia (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bazar (1) Bcc (1) Bekaert (1) Belardelli (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boicotta Eurovision (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolsonaro (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) ByoBlu (1) C.f.. Governo giallo-verde (1) CARTA DI FIRENZE 2019 (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Calenda (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Rovelli (1) Carmine Pinto (1) Casal Bruciato (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Cassese Sabino (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Cesare Battisti (1) Cesarina Branzi (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Zeta (1) Claudio Maartini (1) Claudio Magris (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Confederazione europea (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento europeo per l'uscita dall'Unione (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) DDL (1) Dagospia (1) Daisy Osauke (1) Damiano palano (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davide Gionco (1) Davos (1) De Masi (1) De Vito (1) Debora Billi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Elliott Gabriel (1) Emilia-Romagna (1) Emilio Gentile (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Angelini Partigiano (1) Enrico Gatto (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eunoè (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio De Masi (1) Fabio Dragoni (1) Fabio Mini (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Francesco Magris (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Fred Kuwornu (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bellini (1) Giacomo Bellucci (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giulia Grillo (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Glauco Benigni (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Grecia presidio 9/9/19 (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Guido Ortona (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Hong Kong (1) Huawei (1) Huffington Post (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Illueca (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) JULIAN ASSANGE (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) Joel Perichaud (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kelsen (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kirill Vasilev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Koutsianas Pantelis (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Left (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leonardo SInigaglia (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lev Gumilev (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Lorenzo Fontana (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) López Obrador (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Macedonia (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Veneziani (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Cattaneo (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Marina Minicuci (1) Mario Esposito (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Matteo Pucciarelli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Blondet (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Vezzosi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Bocci (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Scradovelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Messico (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Milano (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mimmo Lucano (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Mohammad Javad Zarif (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito Italexit (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul "Elliot" Singer (1) Paul De Grauwe (1) Paul Steinhardt (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RENAUD LAMBERT (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Radek (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Ramarrik de Milford (1) Ramon Franquesa (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Risorgimento Meridionale (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Massari (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rocco Casalino (1) Rohani (1) Roma 13 ottobre 2018 (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosatellum (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SYLVAIN LEDER (1) Sacko Soumayla (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Schlageter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stanis Ruinas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Aterio (1) Tiziana Drago (1) Togliatti (1) Tommaso Nencioni (1) Tommaso Rodano (1) Tonia Guerra (1) Tony Manigrasso (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unicredit (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Colombo (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Lops (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Italia (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) WHIRLPOOL (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) aggressione (1) agorà (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) alta velocità (1) amanda hunter (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antimperialista (1) antisionismo (1) antispecismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) appoggio tattico (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) asia argento (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) ateismo (1) autogestione (1) autostrade (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bufale (1) bullismo (1) calcio (1) campagna di finanziamento (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) censura (1) chokri belaid (1) comitato (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) confucio (1) consiglio superiore della magistratura (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) curzio maltese (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) dall'euro (1) dalla NATO e dal neoliberismo (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) decretone (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) ecosocialismo (1) egolatria (1) elezioni comunali 2018 (1) elezioni regionali 2019 (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito industriale di riserva (1) estremismo (1) eurasismo (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) fusione dei comuni (1) genere (1) giusnaturalismo (1) global compact (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hansel e gretel (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) ius sanguinis (1) ivana fabris (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge Madia (1) legge anticorruzione (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) leva obbligatoria (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberiamo (1) libra (1) linguaggio (1) link tax (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) matteo bortolon (1) matteo brandi (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) mercato del lavoro (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) modernità (1) molestie (1) momento polany (1) monetarismo (1) moody's (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) nazionalizzare le autostrade (1) neokeynesismo (1) no allo spezzatino (1) no vax (1) nobel (1) nomine ue (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito brexit (1) partito umanista (1) pecchioli luigi (1) personalismo (1) petiziion (1) piaciometro (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piero visani (1) piigs (1) politicamente corretto (1) politiche austeritarie (1) polizia (1) ponte Morandi (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) postumano (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rampini (1) rappresentanza (1) recensioni (1) regione umbria (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) rider (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) robot killer (1) rosabrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sandro veronesi (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) sequestro minori (1) sfruttamento (1) sicurezza (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) strategia militare (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) suez (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) taglio parlamentari (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) torre maura (1) tortura (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trasformismo (1) trasumanesimo (1) trenitalia (1) triptrorelina (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)