P101: APPELLO / ADERISCI ANCHE TU

P101: APPELLO / ADERISCI ANCHE TU
www.programma101.org

giovedì 11 febbraio 2016

BORSE: UN TONFO, DUE TONFI, TRE TONFI....IL CROLLO

[ 11 febbraio ]

Tutti i quotidiani in edicola questa mattina esultano per il balzo delle borse dopo i tonfi che si susseguono da inizio anno. Un'euforia che si è spenta ben presto con le nuove massicce ondate di vendita ancora in corso mentre scriviamo. 

Un classico "rimbalzo del gatto morto" nel gergo borsistico.

A nulla sono servite per fermare il panic selling le dichiarazioni rassicuranti dei diversi ministri delle finanze. Né sono servite quelle dei banchieri centrali, men che meno le loro mosse, alcune delle quali si sono anzi rivelate fattori boomerang, prima fra tutte la decisione, strombazzata come salvifica, dell'introduzione dal 1 gennaio del meccanismo del bail-in per il sistema bancario nella Ue—senza che questo sia stato accompagnato da un fondo di garanzia che davvero proteggesse gli investitori dal rischio di default di questa o quella banca.

L'Unione europea si conferma l'epicentro dello sconquasso dei mercati finanziari. Ondate massicce di vendite di titoli bancari come pure di obbligazioni e azioni di grandi aziende, di qui la fuga verso titoli considerati sicuri, seppure a rendimento negativo, tra questi quelli pubblici tedeschi. Colpiti anzitutto i paesi "periferici", tra questi in primo luogo l'Italia, considerata, a giusto titolo, l'anello debole della traballante catena europea. Gli squilibri interni alla Ue stanno aumentando, sanzionando il totale fallimento delle politiche degli eurocrati, in primis della Bce —malgrado il Qe l'euro si apprezza sul dollaro e la deflazione la fa da padrona.

Non è per metterci una medaglia, ma da anni andiamo sostenendo che, in caso di incancrenimento della recessione sarebbe diventato altamente probabile un default italiano, risultato del "legame  "perverso" tra debiti privati e debito pubblico." [ VERSO IL CROLLO DELLE BANCHE ITALIANE di Moreno Pasquinelli. 18 luglio 2013]

Torneremo in modo approfondito sulle vere cause di fondo che spiegano estrema volatilità e depressione dei mercati finanziari. Queste sono molteplici, ma la madre di tutte le cause è che l'economia mondiale —intendiamo quella "reale", ovvero la sfera dove il capitale produce e scambia merci che consegnamo profitto—, in primis quella europea, sta precipitando in una nuova recessione globale, di cui la deflazione è solo un sintomo.

Attenzione! Se, come riteniamo altamente probabile i mercati finanziari conoscessero un crollo delle dimensioni di quello che partì dagli USA nel 2008, le conseguenze sociali, politiche e geopolitiche sarebbe oggigiorno cataclismatiche. Lo scoppio della super-bolla finanziaria avverrebbe in un contesto già pesantemente deteriorato: abbiamo una disoccupazione di massa in moti paesi che è senza precedenti, condizioni salariali e di vita dei lavoratori peggiorate, consumi stagnanti e una deflazione mai vista, spesa sociale ridotta ai minimi termini, stati azzoppati, ondate migratorie di massa, conflitti armati sui fianchi sud e est dell'Unione europea.

Intanto, per chi voglia capire quale sia l'andazzo oggi a Piazza Affari consigliamo la lettura di questo resoconto di Wall Street Italia.

Continua »

Print Friendly and PDF

VAROUFAKIS A BERLINO (video della conferenza stampa del 9 febbraio)

[ 11 febbraio ]

Il 30 gennaio scorso davamo conto, esprimendo il nostro dissenso, della nuova impresa politica di Yanis Varoufakis, il lancio di DieM2025 ovvero il “Movimento Democrazia in Europa 2025”.


La prima uscita pubblica di DieM2025 è avvenuta a Berlino l'altro ieri, con una conferenza stampa, la cui registrazione riportiamo qui sotto. La lingua usata in questa conferenza è l'inglese. Sappiamo che molti nostri lettori faranno fatica a comprendere il tutto. Riteniamo tuttavia doveroso segnalare l'evento di Berlino per, come dire, metterlo agli atti.

Varoufakis conferma quel che sapevamo già: che questa sua creatura (DieM2025) è un movimento "per la ri-democratizzazione dell'Unione europea", per superare le divisioni e le sovranità nazionali, per procedere quindi verso una vera e propria federazione europea. Il Nostro, prendendo giustamente atto che è in atto un processo di disintegrazione dell'Unione, di ri-nazionalizzazione della politica, si pone dunque come paldino dell'unionismo, come sentinella per scongiurare ogni "deriva nazionalistica". Afferma apertamente che i "demos nazionali" debbono essere rimpiazzati da un unico "demos europeo".

Si spinge oltre, sostenendo che la sinistra, già vittima di una sconfitta storica, potrà risorgere solo se si riuscirà nell'impresa di salvare l'Unione democratizzandola.

Riguardo alla natura della sua creatura politica Varoufakis ha sottolineato che essa è "aperta a tutti i democratici, quale che sia la loro ideologia, la loro affiliazione politica o la loro concezione di quale sia una buona società", senza escludere gli stessi neoliberisti.

Vedremo chi saranno i compagni di viaggio di Varoufakis, in Europa ed in Italia —da noi di sicuro Stefano Fassina, con lui pezzi del Prc, di Sinistra italiana. 

Come segnalavamo raccontando dell'incontro svoltosi a Parigi a fine gennaio della sinistra del "Piano B" l'operazione del Nostro segna intanto una scissione, quella appunto con il raggruppamento di Lafontaine.



Continua »

Print Friendly and PDF

Diritti Civili: Arma di Distrazione di massa? di Rodolfo Monacelli*

[ 11 febbraio ]

In questi ultimi giorni, a seguito del DDL Cirinnà e del dibattito sui diritti civili abbiamo assistito a prese di posizione da parte di esponenti politici e della cultura, manifestazioni e, addirittura, hanno fatto sentire la loro voceDiritti Civili Cirinnà noti personaggi dello spettacolo.
Ma di cosa tratta questo DDL Cirinnà? Di questioni economiche e sociali? Prende posizione sul tema dell’Euro e dei trattati europei? No, niente di tutto questo. Disciplina le convivenze tra persone dello stesso sesso con diritti assai simili a quelli derivanti dal matrimonio, tra cui l’adozione (la cosiddettastepchild adoption).
Una premessa a questo articolo è necessaria. Chi scrive è assolutamente favorevole al “matrimonio” tra persone dello stesso sesso e al più amplio allargamento di ogni diritto. Messo in chiaro che chi scrive non è un partecipante dei Family Day possiamo andare avanti.
La questione di fondo (che come al solito, come vedremo, la sinistra contemporanea non ha compreso, salvo rare eccezioni) è un’altra. Come mai improvvisamente questa levata di scudi, queste prese di posizione, questo rinnovato spirito critico e “partigiano”? Come mai personaggi della cultura e dello spettacolo, di cui invece abbiamo notato il loro assordante silenzio in questi anni di massacro della Costituzione (Benigni dove sei?) e di eliminazione di tutti i diritti sociali, decidono di prendere la parola?
Per chi scrive, la risposta è molto semplice: sono diritti a costo zero. In altre parole, diritti esteriori ed esclusivamente individuali che non minano l’assetto economico e i rapporti sociali oggi esistenti. Per questo, i dominanti concederanno questi diritti civili perché sanno che questo non vorrà dire in alcun modo affrontare anche quelli sociali. D’altra parte, chi scrive si domanda se anche l’accentrare l’attenzione mediatica su questo tema non voglia dire sviare dai temi di fondo che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi anni (guerre, recessione, crisi dell’Unione Europea).
L’altro elemento di fondo che esce da questo dibattito è l’atteggiamento di una sinistra che, ormai, sembra esser giunta a un processo finale di mutamento antropologico con l’avvento di Matteo Renzi, ossia un abbandono definitivo di ogni lotta sociale e di Classe in favore di battaglie per i soli diritti civili. È in questo quadro che la sinistra italiana (o presunta tale) smantella l’articolo 18 e precarizza il mercato del lavoro, ma si batte per i diritti degli omosessuali.
Non è necessario ricordare Karl Marx o Antonio Gramsci per ribadire l’assurdità di tale posizione. Basterebbe sapere cosa vuol dire essere socialisti, o anche solo di sinistra, per sapere che gli omosessuali senza un’adeguata tutela sociale, allo stesso modo degli eterosessuali, non potranno sposarsi, acquistare un’abitazione né tantomeno mantenere un figlio. Di cosa stiamo parlando e per cosa si sta dibattendo, dunque? Dei soli diritti degli omosessuali privilegiati? Di un diritto a favore di una sola Classe sociale?
Se così fosse, e così è in realtà, per quale motivo anche l’estrema sinistra ha visto in questa battaglia un motivo di identità e di riconoscimento, senza notarne tali contraddizioni? Senza tirare in ballo il comunismo, il marxismo o anche il socialismo, ha ancora senso la parola sinistra per tali movimenti e partiti? Oppure la sinistra, anche quella a parole radicale, è destinata a diventare nient’altro che una copia sbiadita del Partito Radicale?

Tutto ciò non è a causa di un destino cieco e baro, ma per un’idea distorta di libertà individuale e per una falsa contrapposizione tra Conservazione e Progresso. Aver sposato, come ha fatto la sinistra-sinistrata contemporanea, l’ideologia progressista, ha infatti come conseguenza l’accettare in toto l’ideologia liberale. Quindi sì ai diritti civili, ma anche sì alle privatizzazioni, allo smantellamento della Costituzione, al lavoro precario, e il cui risultato è una legittimazione politica e culturale, sempre in nome del progresso e della modernizzazione, del Capitalismo e della sua forma più estrema, il Neoliberismo.
Tale problema non è purtroppo valutato come tale dall’intelligencija progressista (la stessa che tace di fronte ai golpe della BCE, ai tagli alla spesa pubblica, all’attacco ai diritti dei lavoratori e alla Costituzione, ma è sempre in prima fila per difendere i diritti civili), che continua a credere che lo spirito del capitalismo contemporaneo si coniughi, ancora, con quello dell’ordine morale, credendo che il sistema su cui si basano i rapporti capitalistici di produzione sia, ancora, reazionario, conservatore e patriarcale.
La realtà, invece, è che ogni legame comunitario, per l’attuale Neoliberismo, costituisce un ostacolo al suo sviluppo, al suo “spirito” e al suo immaginario, fondato su un’umanità costantemente in movimento, senza più legami e radici, ma sospinta soltanto dalla ricerca del proprio interesse particolare.
Il risultato di tale dibattito? Un conflitto tra bande. E non chiedetemi di scegliere tra Scalfarotto o Luxuria da una parte e Giovanardi dall’altra. In questo caso mi astengo.

* Rodolfo Monacelli è membro del Consiglio nazionale di P101
** Fonte: Programma 101

Continua »

Print Friendly and PDF

mercoledì 10 febbraio 2016

DIEGO FUSARO: LA FILOSOFIA, UN'ARMA PER CAPIRE IL MONDO E CAMBIARLO (1)

[ 10 febbraio ]

Sabato scorso, 6 febbraio, si è svolto ad Assisi,  come previsto, l'incontro promosso da P101, dal titolo: «LA CRISI DELLA CIVILTÀ EUROPEA: ECLISSI O TRAMONTO?
DIECI DOMANDE A DIEGO FUSARO»

Nella registrazione qui sotto Fusaro risponde alla prima domanda: "C’è ancora posto per filosofare nel mondo contemporaneo segnato dalla dittatura dell’economia?"




Continua »

Print Friendly and PDF

"EUROTOPIA": SCANDALOSA BOLDRINI....di Emmezeta

[ 10 febbraio ]

«Il Comitato centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo». 
Bertolt Brecht

Se non altro ai tempi di Brecht era un "Comitato centrale" ad avere la pretesa di nominare un popolo più acquiescente. Oggi invece basta una presidentessa della Camera, trovatasi lì quasi per caso a presiedere un'assemblea peraltro eletta con un sistema dichiarato incostituzionale.

Ma i tempi sono quelli che sono. Ed è così anche nelle redazioni. Pensate un po' al dottor Scalfari: un tempo intervistava le personalità importanti, oggi si è ridotto alla Boldrini.

Quella che il primo ha fatto alla seconda (la Repubblica del 5 febbraio) non è una vera intervista, è piuttosto una chiacchierata tra amici uniti da un'incrollabile fede eurista. Una fede esposta in termini quasi lirici, certamente patetici, per certi aspetti comici. Ma non per questo meno gravi, dato l'assoluto disprezzo elitario che traspare ad ogni virgola della pseudo-intervista.

Alla signora presidentessa della Camera il popolo (quello italiano, ma non solo) proprio non piace. Se ne crei dunque un altro più confacente ai suoi gusti raffinati. E lo si faccia alla svelta, che tempo ce n'è poco.

Inizia Scalfari, dicendo che «l'Europa è a pezzi». 
Oh bella! Ma non era l'Europa il destino già scritto del nostro futuro? E' successo forse qualche «piccolo incidente»? E quale? Meglio non parlarne, meglio riaffermare la certezza della necessità del «più Europa» e tirare avanti. E' con questo approccio che il «barbabianca» del giornalismo italiano passa la parola alla Boldrini.

La quale ricambia subito la stessa professione di fede: sì, l'Europa è un gran casino, al posto della libera circolazione rinascono i muri, ma proprio per questo è «sempre più necessaria la nascita della Federazione europea». 

Non cercate nell'intervista una qualche relazione tra analisi e proposte. Di analisi proprio non ce ne sono, mentre la proposta è solo una: gli Stati Uniti d'Europa. Peccato sia la proposta alla quale nessuno ormai più crede. Evidentemente per il duo Eugenio-Laura questo è solo un dettaglio trascurabile. Loro hanno solo da puntare all'obiettivo. 
Ma qual è l'ostacolo che si para di fronte al disegno federale? I popoli che, si sa, sono spesso un fastidioso intralcio dei più nobili progetti.

E Boldrini va subito al punto. Dopo aver descritto un terrificante futuro, fatto di nazionalismi, xenofobia e - peggio - fine dell'euro, la presidentessa ci informa con improvviso acume che: «se questo futuro non sarà sostituito da un'opinione pubblica di tutt'altra intonazione, il sogno europeo si dissolverà».

Avete capito il senso, per nulla criptico, di questa frasetta? Quel che conta è il suo «sogno», il quale essendo per i popoli piuttosto un incubo, va imposto appunto creando un «nuovo popolo». Operazione fortunatamente un po' complessa, ma il comitato centrale composto da Eugenio e Laura non dispera.

Fingendo di porsi qualche dubbio, Scalfari osserva che l'idea dell'Europa unita non sembra proprio andare per la maggiore. Rilanciarla non sarà forse un'utopia? Certo che sì: «E' vero. Io l'ho battezzata col nome di Eurotopia», risponde giuliva la presidentessa. Brava! «Eurotopia», vai pure avanti con quel marchio lì che il risultato è garantito.

Prima di tornare a bomba, i due si concedono una frecciata al Bomba. A Renzi non rimproverano lo stravolgimento della costituzione, l'annullamento dei diritti dei lavoratori, una legge elettorale ritagliata su misura. No, niente di tutto questo. Sapete cosa gli rimproverano? Di non volere un'Europa federata, ma solo confederata...

Barbabianca sa che sul punto Renzi non è solo, anzi. Ecco allora la domanda su Merkel ed Hollande. Potranno iscriversi costoro al partito federalista? Boldrini sa che non può tirare per la giacca i due, ma ne approfitta per tornare a quel che più gli interessa: «Lo spero, ma prove effettive da parte loro non sono ancora venute. Forse perché non esiste ancora una diffusa opinione pubblica europea che voglia gli Stati Uniti d'Europa. Questo è un punto essenziale: far sorgere un'opinione pubblica europea specie tra i giovani. Se i giovani guardano al futuro, al proprio futuro, il suo nome è Europa. Questo bisogna che la scuola gli insegni».

Il problema ancora una volta è l'«opinione pubblica», che è un modo indiretto per dire i popoli. I popoli europei non vogliono l'Unione Europea? Si cambino dunque i popoli con un intensa opera di indottrinamento.

Ora, per la verità questo indottrinamento è in corso da decenni. Se non ha funzionato qualche ragione ci sarà pure. Ma i due non indietreggiano, il Comitato centrale conterà pure qualcosa! Arriviamo così alle proposte di Laura Boldrini.

La presidentessa immagina, ad esempio, che qualche briciola sarebbe meglio farla cadere ai poveri - che tali debbono ovviamente rimanere - direttamente dal bilancio dell'Unione piuttosto che da quelli degli stati nazionali. A parte la modestia della trovata, volta più che altro a recuperare per strada qualche consenso, provi Boldrini a formulare una simile proposta ai leader europei, soprattutto a quelli che contano, e vedrà quale sarà la risposta...

Ma dove si raggiunge davvero il comico è nella parte in cui la presidentessa della Camera si lancia sul terreno del simbolico: «Prima parlavamo di simboli e di bandiere. La bandiera europea deve venire per prima; quella nazionale è importante ma viene dopo. E gli inni. Mameli va benissimo, nella nostra storia come la Marsigliese è la storia della Francia, ma l'Inno alla Gioia è l'Europa e deve essere suonato per primo in tutte le pubbliche circostanze».

Insomma, vi piaccia o non vi piaccia (e si sa perfettamente che non piacerà affatto) dovete essere prima di tutto europei. Bella come concezione democratica, in linea del resto con il modo boldriniano di condurre i lavori parlamentari.

Ma dopo questa fuga in avanti, ecco il ritorno con i piedi per terra. Siccome far cambiare opinione ai popoli non sarà per niente facile, meglio tornare alle vecchie sicurezze, alle imposizioni autoritarie, al potere delle figure tecnocratiche che nessuno ha eletto né eleggerà in futuro. Cosa di meglio di un ministro del Tesoro europeo per imporre senza problemi le peggiori politiche antipopolari? «Il ministro del Tesoro unico lo vedo come un obiettivo fondamentale. Ricordo che è una proposta di Draghi». Questa è Laura Boldrini, e non resta nulla da aggiungere.

O meglio, qualcosa ancora c'è, perché barbabianca conclude chiedendo se, in una futura Europa federale, non sarebbe preferibile un sistema presidenziale all'americana. Di fronte ad un implacabile Eugenio che, coerentemente con la sua impostazione, vuole chiudere il cerchio anche sulla struttura istituzionale del loro comune «sogno», Laura balbetta qualcosa sulla democrazia europea, ma non chiude del tutto neppure su questo: «Questo tema è di grande interesse, ma mi consenta di dire che è prematuro. Verrà il tempo. Intanto lavoriamo per l'Europa federata».

Già, verrà il tempo. Speriamo proprio non il vostro.

Continua »

Print Friendly and PDF

martedì 9 febbraio 2016

VIENI AVANTI CRETINO! Perché crolla la borsa di Milano? Sentite questa!

[ 9 febbraio ]

Vi consigliamo vivamente di visionare ed ascoltare il breve video qui sotto.

E' tal Daniele Manca [nella foto] che parla, per la precisione sul canale Tv del Corriere della sera di ieri, 8 febbraio.

Ci spiega che la ragione del tonfo della borsa di Milano è... il debito pubblico italiano.Verrebbe da fargli una sonora pernacchia e da rispedirlo a dare l'esame di economia politica.




Verrebbe da chiedergli: come mai la borsa di Tokyo non crolla come quella di Milano pur essendo il debito pubblico giapponese il doppio di quello italiano? Di più: come mai negli ultimi giorni c'è una corsa ad acquistare i titoli di stato giapponesi nonostante abbiano una resa addirittura negativa, quindi gli speculatori si facciano carico di quella montagna di debito pubblico? 

Come mai a Milano crollano in particolare i titoli delle banche italiane? Non sarà mica perché il recente dispositivo europeo sul bail-in rischia di spedire in default il sistema bancario italiano? E perché sono crollate anche le azioni di aziende manifatturiere, tra cui FCA? Non sarà mica perché gli utili di grandi aziende multinazionali si approssimano allo zero? E ciò non ha forse a che fare con deflazione recessione che attanagliano l'Unione europea?
Non sarà che il tonfo milanese è da inscriversi nel crollo delle borse mondiali? Ed allora: da cosa questo è determinato? Forse che c'entra di mezzo la bolla finanziaria globale? Che dopo anni di corsa ad acquistare ogni sorta di titoli finanziari il loro prezzo è destinato a precipitare, di qui la fuga dal rischio? Forse che alla base c'è che il capitalismo casinò e le politiche neoliberiste sono giunte al capolinea? Forse che di mezzo c'è che gli stessi mercati finanziari ritengono l'Unione monetaria agonizzante?

Domande scomode, che spaventano gli economisti di regime.

Degno di nota che il Manca, un ordoliberista dogmatico, se la prenda col governo, "incapace di ridurre il debito pubblico", quando tutte le evidenze scientifiche mostrano che la spesa pubblica italiana (al netto degli interessi) è inferiore alla media Ue. Di più: è noto che nelle condizioni di diminuzione degli investimenti privati solo con un aumento della spesa pubblica può far crescere il Pil, crescita che è la leva decisiva per far scendere il debito.

Ultimo ma non meno importante: per anni i tecnocrati euro-tedeschi, Draghi compreso, ci hanno assillato col pareggio di bilancio (scandalosamente inscritto addirittura in Costituzione!). Ci ha detto che far scendere il deficit sotto il 3% rispetto al Pil era la legge suprema. Ebbene, oggi scopriamo che il rispetto di questa norma demenziale, sul cui altare venne il golpe Monti e si fece crepare l'economia italiana, è servito a poco, anzi a niente. Scopriamo, lo ammette lo stesso Manca, che paesi con un deficit molto più alto (come l'Irlanda e la Spagna) conoscono una crescita economica robusta, e non sono quindi attaccati con il nostro dalla speculazione finanziaria.

Morale della favola: occorre avere una bella faccia tosta, dopo tutto quanto sta accadendo, dopo che le ricette ordoliberiste hanno fatto fiasco, a dare lezioni.


Continua »

Print Friendly and PDF

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

euro (591) crisi (575) Unione europea (544) economia (423) sinistra (365) finanza (248) Movimento Popolare di Liberazione (233) sfascio politico (233) grecia (214) resistenza (213) internazionale (189) risveglio sociale (183) elezioni (175) seconda repubblica (167) banche (164) alternativa (163) teoria politica (162) imperialismo (152) Syriza (138) M5S (137) Tsipras (135) sovranità nazionale (113) Leonardo Mazzei (104) antimperialismo (101) Matteo Renzi (100) debito pubblico (98) destra (92) Grillo (91) berlusconismo (90) marxismo (89) sollevazione (89) democrazia (87) sovranità monetaria (87) PD (85) proletariato (85) Moreno Pasquinelli (81) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) austerità (76) Mario Monti (70) costituzione (66) sindacato (66) Emiliano Brancaccio (64) spagna (64) islam (62) Stati Uniti D'America (59) Libia (56) Rivoluzione Democratica (53) Germania (52) capitalismo (52) filosofia (51) bce (50) Movimento dei forconi (49) capitalismo casinò (47) fiat (47) guerra (47) rifondazione (47) Stefano Fassina (46) neoliberismo (46) Medio oriente (45) Francia (44) Siria (44) socialismo (43) Alexis Tsipras (42) Alberto Bagnai (41) inchiesta (40) solidarietà (40) astensionismo (39) proteste operaie (38) sinistra sovranista (38) Yanis Varoufakis (37) renzismo (37) Nichi Vendola (36) geopolitica (36) immigrati (36) Troika (34) sinistra anti-nazionale (34) sovranità popolare (34) Podemos (33) azione (33) moneta (32) 9 dicembre (31) default (31) egitto (31) fiom (31) sionismo (31) unità anticapitalisa (31) Lega Nord (30) campo antimperialista (30) fiscal compact (30) uscita di sinistra dall'euro (30) immigrazione (29) liberismo (29) palestina (29) Russia (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) Sel (26) neofascismo (26) Fiorenzo Fraioli (25) Israele (25) Lega (25) Merkel (25) Sicilia (25) globalizzazione (25) napolitano (25) Diego Fusaro (24) ISIS (24) Mario Draghi (24) Sergio Cesaratto (24) Ucraina (24) legge elettorale (24) referendum (24) Emmezeta (23) Europa (23) Forum europeo (23) Pablo Iglesias (23) bancocrazia (23) ora-costituente (23) piemme (22) silvio berlusconi (22) xenofobia (22) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (21) Matteo Salvini (21) italicum (21) Stato di diritto (20) governo Renzi (20) immigrazione sostenibile (19) Beppe Grillo (18) Karl Marx (18) Marcia della Dignità (18) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (18) ecologia (18) repressione (18) sovranismo (18) Assisi (17) Chianciano Terme (17) Mariano Ferro (17) Tunisia (17) Unità Popolare (17) cinque stelle (17) etica (17) fronte popolare (17) populismo (17) scuola (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Marine Le Pen (16) Simone Boemio (16) islamofobia (16) religione (16) Laikí Enótita (15) cina (15) finanziarizzazione (15) 15 ottobre (14) Lavoro (14) Quantitative easing (14) Vincenzo Baldassarri (14) iran (14) iraq (14) nazionalismi (14) pace (14) vendola (14) Manolo Monereo (13) Nato (13) Nello de Bellis (13) acciaierie Terni (13) keynes (13) obama (13) Aldo Giannuli (12) Costanzo Preve (12) Cremaschi (12) Donbass (12) Eurogruppo (12) Forum europeo 2015 (12) Izquierda Unida (12) Jobs act (12) MMT (12) Negri (12) Ugo Boghetta (12) uscita dall'euro (12) 14 dicembre (11) AST (11) Chavez (11) Front National (11) Giorgio Cremaschi (11) Legge di stabilità (11) Marino Badiale (11) Mimmo Porcaro (11) Pier Carlo Padoan (11) Prc (11) comunismo (11) finanziaria (11) razzismo (11) storia (11) terzo memorandum (11) Bagnai (10) Bersani (10) Enea Boria (10) Gennaro Zezza (10) Hollande (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) Venezuela (10) Vladimiro Giacchè (10) ambiente (10) corruzione (10) decrescita (10) iniziative (10) presidenzialismo (10) umbria (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) CLN (9) Ernesto Screpanti (9) Luciano Barra Caracciolo (9) P101 (9) Portogallo (9) Putin (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) analisi politica (9) antifascismo (9) complottismo (9) coordinamento no-euro europeo (9) decreto salva-banche (9) disoccupazione (9) islanda (9) nucleare (9) salari (9) Art. 18 (8) Brancaccio (8) Esm (8) Goracci (8) Ingroia (8) Mirafiori (8) Norberto Fragiacomo (8) Perugia (8) Quirinale (8) Regno Unito (8) Turchia (8) cattiva scuola (8) cultura (8) europeismo (8) golpe (8) grexit (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nazione (8) salerno (8) scienza (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) tasse (8) unità anticapitalista (8) Abu Bakr al-Baghdadi (7) Alfredo D'Attorre (7) Argentina (7) Bruno Amoroso (7) Diritti Sociali (7) Draghi (7) Fmi (7) Forconi (7) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (7) Ilva (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Movimento pastori sardi (7) Paolo Ferrero (7) Yanis Varoufakys (7) anarchismo (7) borsa (7) catalogna (7) chiesa (7) diritti civili (7) diritto (7) elezioni anticapte (7) eurocrack (7) incontri (7) indipendenza (7) internet (7) istruzione (7) keynesismo (7) nazismo (7) nuovo movimento politico (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) Articolo 18 (6) Bottega partigiana (6) CGIL (6) Daniela Di Marco (6) Enrico Grazzini (6) Gaza (6) Jean-Luc Mélenchon (6) Luciano B. Caracciolo (6) M.AR.S. (6) Maurizio Landini (6) Me-Mmt (6) Monte dei Paschi (6) ORA! (6) Pil italiano (6) Salvini (6) Wilhelm Langthaler (6) Wolfgang Schaeuble (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) elezioni anticipate (6) emigrazione (6) incontro internazionale (6) lira (6) lotta di classe (6) magistratura (6) no tav (6) piano B (6) sciopero (6) svalutazione (6) unione bancaria (6) Anguita (5) Ars (5) Banca centrale europea (5) Contropiano (5) De Magistris (5) Def (5) Erdogan (5) Eugenio Scalfari (5) Finlandia (5) ISIL (5) Il popolo de i Forconi (5) Jacques Sapir (5) Kirchner (5) Michele Berti (5) No Monti Day (5) No debito (5) Noi con Salvini (5) Oskar Lafontaine (5) Paolo Barnard (5) Paolo Savona (5) Parigi (5) Pcl (5) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (5) Reddito di cittadinanza (5) Roma (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato Islamico (5) Stefano D'Andrea (5) Tonguessy (5) Ttip (5) Val di Susa (5) Von Hayek (5) afghanistan (5) camusso (5) deficit (5) derivati (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni siciliane (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) internazionalismo (5) jihadismo (5) laicismo (5) nuovo soggetto politico (5) programma 101 (5) referendum costituzionale 2016 (5) tremonti (5) ALBA (4) Alternative für Deutschland (4) Andrea Ricci (4) Aurelio Fabiani (4) Beppe De Santis (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Campagna eurostop (4) Casaleggio (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Consiglio nazionale ORA! (4) D'alema (4) Dicotomia (4) Dino Greco (4) Federalismo (4) Forza Italia (4) Frente civico (4) Giancarlo D'Andrea (4) HAMAS (4) Imu (4) Kke (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lucio Chiavegato (4) Lupo (4) Massimo Bontempelli (4) Oscar Lafontaine (4) Papa Francesco (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Sefano Rodotà (4) Sergio Mattarella (4) Stato (4) Stato d'emergenza (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Tyssenkrupp (4) anarchici (4) appello (4) arancioni (4) brasile (4) califfato (4) carceri (4) cipro (4) classi sociali (4) coalizione sociale (4) cristianismo (4) debitori (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) governo (4) il manifesto (4) inflazione (4) irisbus (4) liberosambismo (4) necrologi (4) patrimoniale (4) pomigliano (4) povertà (4) presidente della repubblica (4) rifugiati politici (4) spesa pubblica (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Atene 26-28 giugno (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Corte costituzionale (3) Danilo Calvani (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Foligno (3) Francesco Salistrari (3) GIAPPONE (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) Incontro di Roma (3) Julio Anguita (3) L'Altra Europa con Tsipras (3) Lenin (3) Lista Tsipras (3) Luciano Gallino (3) Luigi Ferrajoli (3) Magdi Allam (3) Marco Mainardi (3) Marco Passarella (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Moldavia (3) Morgan Stanley (3) Nino galloni (3) No e-45 autostrada (3) ONU (3) Patrizia Badii (3) Pisapia (3) Poroshenko (3) Rajoy (3) Rete dei Comunisti (3) Rodoflo Monacelli (3) Sarkozy (3) Six Pack (3) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (3) Ungheria. jobbink (3) Varoufakis (3) Yemen (3) al-Nusra (3) al-Sisi (3) alba dorata (3) bail-in (3) banche popolari (3) bankitalia (3) casa pound (3) cristianesimo (3) cuba (3) debitocrazia (3) destra non euro (3) diritto d'asilo politico (3) dollaro (3) fascismo (3) ideologia (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) manifestazione (3) negazionismo (3) no-Ttip (3) noE-45 autostrada (3) ordoliberismo (3) partito (3) porcellum (3) primarie (3) questione nazionale (3) ratzinger (3) salvinismo (3) sardegna (3) seminario (3) senato (3) sovrapproduzione (3) terremoto (3) trasporto pubblico (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 27 ottobre 2012 (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Montero (2) Alberto Negri (2) Alessandro Di Battista (2) Alfiero Grandi (2) Alitalia (2) Altiero Spinelli (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Rinaldi (2) Assad (2) Associazione Riconquistare la Sovranità (2) Baath (2) Bahrain (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) CUB (2) Carc (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Ciudadanos (2) Civati (2) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (2) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (2) Costas Lapavitsas (2) Danilo Zolo (2) Der Spiegel (2) Dimitris Mitropoulos (2) Domenico Moro (2) Don Giancarlo Formenton (2) F.List (2) Fidesz (2) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Fratelli d'Italia (2) Frosinone (2) Frédéric Lordon (2) Genova (2) George Soros (2) Gianni Ferrara (2) Giuseppe Mazzini (2) Goldman Sachs (2) Gran Bretagna (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hitler (2) ISTAT (2) Jacques Nikonoff (2) Jens Weidmann (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Luca Ricolfi (2) Luciano Canfora (2) Luciano Vasapollo (2) Luigi Di Maio (2) Maastricht (2) Maduro (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Manolo Monero Pérez (2) Marcello Teti (2) Marchionne (2) Marco Mori (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Marocco (2) Maurizio del Grippo (2) Michele fabiani (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Nadia Garbellini (2) Oriana Fallaci (2) Paolo Becchi (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) PdCI (2) Pdl (2) Pedro Montes (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Polonia (2) Prodi (2) ROSSA (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Riccardo Achilli (2) Riccardo Bellofiore (2) Romano Prodi (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Ruggero Arenella (2) Salento (2) Salistrari (2) Sapir (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Stato di Polizia (2) Stato penale (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Thissen (2) Titoli di stato (2) Tltro (2) Tor Sapienza (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) UIL (2) UKIP (2) USB (2) Ungheria (2) Ventotene (2) Viareggio (2) Viktor Orban (2) Vladimiro Giacché (2) Wolfgang Munchau (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltura (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alleanze (2) blocco sociale (2) brexit (2) califfaato (2) calunnia (2) cinema (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) confindustria (2) cosmopolitismo (2) demografia (2) diritto di cittadinanza (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) donna (2) elezioni comunali 2015 (2) energia (2) eurostop (2) expo (2) export (2) facebook (2) gennaro Migliore (2) giovani (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) il fatto quotidiano (2) indignatos (2) industria italiana (2) irlanda (2) isu sanguinis (2) ius soli (2) legge del valore (2) liberalismo (2) marina silva (2) massimo fini (2) mercantislismo (2) mezzogiorno (2) migranti (2) minijobs. Germania (2) no expo (2) olocausto (2) paolo vinti (2) parti de gauche (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) pensioni (2) petrolio (2) privatizzazioni (2) protezionismo (2) razionalismo (2) riformismo (2) risorgimento (2) risparmio (2) sanità. spending review (2) saviano (2) serbia (2) shoa (2) sindacalismo di base (2) sinistra Italiana (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) socialdemocrazia (2) società (2) spending review (2) stop or-me (2) takfir (2) tasso di cambio (2) terzo polo (2) transizione al socialismo (2) truffa bancaria (2) tv (2) uniti e diversi (2) università (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A/simmetrie (1) AL NIMR (1) Adenauer (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alba Libica (1) Albert Einstein (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stocchi (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Arditi del Popolo (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Artini (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Augusto Graziani (1) Aventino (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Belgio (1) Bergoglio (1) Bernard-Henri Levy (1) Bernie Sanders (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bilderberg (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carlo Fermenti (1) Carlo Formenti (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirimnnà (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Comitato antifascista russo-ucraiono (1) Concita De Gregorio (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coordinamento Democrazia Costituzionale (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Daniele Manca (1) Davide Bono (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Dominique Strauss-Khan (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) Eco della rete (1) Edoardo Biancalana (1) Ego della Rete (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Macron (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enzo Pennetta (1) Eros Francescangeli (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Frati (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fausto Sorini (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Flat tax (1) Forum Ambrosetti (1) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giavazzi (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lenzi (1) Franco Russo (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gentiloni (1) George Friedman (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giorgio Gattei (1) Giovanni Lo Porto (1) Giuli Sapelli (1) Giuliana Nerla (1) Giulio Girardi (1) Giulio Regeni (1) Giulio Sapelli (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Palma (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Goofynomics (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Hartz IV (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Hegel (1) Hezbollah (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Indesit (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) Iugoslavia (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) JP Morgan (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Javier Couso Permuy (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Stiglitz (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugoslavia (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalergy (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas Lapavitsas (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lasciateci fare (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Lelio Demichelis (1) Leonardo Coen (1) Leonardo Mazzzei (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) Lidia Undiemi (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MPL (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Volpi (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimo PIvetti (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Mihaly Kholtay (1) Militant-blog (1) Milton Friedmann (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Montegiorgio in Movimento (1) Morya Longo (1) Moshe Ya’alon (1) Mosul (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimiento 15-M (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolò Bellanca (1) Nigel Farage (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) Noam Chomsky (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Npl (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olanda (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola De Pin (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Paremvasi (1) Partito del Lavoro (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Pci (1) Perù (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piemonte (1) Pier Paolo Pasolini (1) Piero Calamandrei (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Preve (1) Profumo (1) Puglia (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Realfonzo (1) Renato Brunetta (1) Renzi (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rizzo (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samuele Mazzolini (1) Sandro Targetti (1) Scenari Economici (1) Scottish National Party (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bellavita (1) Sergio Bologna (1) Sergio Starace (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sharing Economy (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Standard & Poor's (1) Stavros Mavroudeas (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Thomas Piketty (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tiziana Drago (1) Toni negri (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Torino (1) Toscana (1) Trichet (1) Trilateral (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) USA (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Valerio Bruschini (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Visco (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsy (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) alba mediterranea (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) andrea zunino (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) austria (1) ballarò (1) ballottaggi (1) battisti (1) benessere (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco nero (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) catastrofe italiana (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) comunicazione (1) confini (1) controcorrente (1) cosmo-internazionalismo (1) crediti deteriorati (1) cretinate. (1) crisi bancaria (1) cybercombattenti (1) david harvey (1) de-globalizzazione (1) decescita (1) decrescita felice (1) deflazione (1) democratiche e di sinistra (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) dimissioni (1) diritti di cittadinanza (1) dissesto idrogeologico (1) domenico gallo (1) dracma (1) e Stefano Fassina (1) economia sociale di mercato (1) egolatria (1) enav (1) enel (1) ennahda (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) euro-germania (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) individualismo (1) indulto (1) informatica (1) intervista (1) intimperialismo (1) italia (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) libano (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) libertà di pensiero (1) lula (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) mattarellum (1) mediterraneo (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) nobel (1) norvegia (1) occidente (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) pacifismo (1) palmira (1) parlamento europeo (1) partiti (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piattaforma eurostop (1) piigs (1) polizia (1) poste (1) precarietà (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) proteste agricoltori (1) questione femminile (1) queswjepjelezioni (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) riforma del senato (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivolta (1) robot killer (1) rublo (1) sanità (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) seisàchtheia (1) senso comune (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra anticapitalista (1) social forum (1) sondaggi (1) startup (1) statuto (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) suicidi (1) suicidi economici (1) svimez (1) tango bond (1) tassiti (1) tecnologie (1) teoloogia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) trappola della liquidità (1) trasporto aereo (1) trattati europei (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uber (1) ueor (1) ulivi (1) ultimatum (1) unioni civili (1) utero in affitto (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vincolo di mandato (1) volkswagen (1) wahbismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)