DRAGHI, VENIAMO A CONSEGNARTI IL FOGLIO DI VIA

mercoledì 5 dicembre 2012

MPL (46) IL NOSTRO RAGIONAMENTO...

... sulla fase politica

Segreteria nazionale pro tempore del Mpl

Mancano poco più di trenta giorni alla nostra II. Assemblea del 12 e 13 gennaio.
Quando, meno di un anno fa, alcuni di noi decisero di dar vita al Mpl il momento era particolarmente critico a causa dell’impennata della crisi del debito sovrano. La fuga dai titoli italiani da parte della finanza speculativa internazionale aveva messo sul tappeto la possibilità del default italiano e di conseguenza, come hanno poi confessato Monti e lo stesso Draghi, quella di una deflagrazione della zona euro.


Le due operazioni Ltro della Bce e secondariamente la cura da cavallo adottata dal governo “tecnico” non erano state sufficienti a sventare queste due possibilità. C’è voluto che la Bce dichiarasse di essere pronta a massicci acquisti di titoli sovrani (fine luglio-inizi agosto) affinché la tempesta si placasse. E si è momentaneamente placata. E’ evidente il vantaggio che traggono gli speculatori: i soldi sonanti presi a prestito dalle banche centrali (Fed compresa) li pagano ad un tasso vicino all’1%, mentre i titoli italiani o spagnoli (anche solo quelli a breve) pagano quasi il triplo. Banche e fondi capitalizzano e aggiustano i loro scassati bilanci. Quanto potrà durare? Poco. Ai primi rumors di difficoltà riprenderà la fuga dai titoli di paesi come l’Italia, e il passo verso una nuova tempesta finanziaria sarà breve. Del resto non solo noi siamo dell’opinione che le ingenti immissioni di liquidità sui mercati finanziari, alla lunga, finiranno per aggravare il problema e creare nuovo bolle speculative.

Alla fine l’economia reale, quella che sforna plusvalore, si prenderà la sua vendetta sui biscazzieri. Creare moneta non equivale a creare ricchezza e se i “fondamentali” dell’economia si contraggono non si avrà la fine della depressione. La crisi sistemica, per quanto pilotata, fa inevitabilmente il suo corso. Verso la catastrofe.

Ribadiamo dunque tutta l'importanza della necessità di una fuoriuscita, per l’intanto, da questo sistema di giugulazione finanziaria e in prospettiva dal capitalismo — di cui l'uscita dall’euro e dall’Unione europea sono in entrambi i casi due condizioni imprescindibili. Le ragioni che ci hanno spinto a fondare il Mpl non sono venute quindi meno, anzi. Il grande interesse che il nostro passo aveva suscitato, come abbiamo già segnalato, si è rarefatto negli ultimi mesi, anche a causa della errata convinzione che “il peggio sia passato”. Il tempo è galantuomo. Le altre forze che si dicono antagoniste sono del tutto incapaci di comprendere appieno la portata della crisi. Esitano a tirarne le conseguenze politiche, e non riescono a dare le necessarie risposte programmatiche. E non risolvono questa “mancanza” le “pratiche” sovversive. Dal che noi vediamo massimamente confermate le ragioni che ci spinsero a fondare il Mpl. Se ci fossero state altre forze che avessero avuto, come noi, una visione di ampio respiro e non meramente identitarie o ribelliste, le avremmo già raggiunte.

Un anno di governo Monti, se ha contribuito a sedare i mercati finanziari, è stato un salasso, non solo per il popolo lavoratore, ma per l’economia di questo paese. Crollo della produzione industriale, aumento della disoccupazione, crollo dei consumi. Senza per altro ridurre deficit e debito. Alla fine Monti sta scavando la fossa al sistema e crea le premesse per la rivolta popolare. A cui noi, malgrado la nostra spaventosa debolezza, dobbiamo prepararci, senza cessare di operare per dare vita, almeno, ad un embrione di fronte popolare e rivoluzionario.

La nostra II. Assemblea nazionale cade in un momento critico, nel quale il quadro politico sta nuovamente mutando. La vicenda della primarie del centro-sinistra (ovvero del Pd) ci dice che il grosso delle classi dominanti ha preso atto che per restare al comando non può fare a meno della stampella del Pd. Il quadro in vista delle elezioni di primavera si va delineando quindi con più precisione. Vedremo come andrà a finire la storia della lista unitaria “arancione” sul fianco sinistro del Pd. Le sue ambiguità sono numerose. Se essa riuscisse a superare lo sbarramento è probabile che una sua parte finirà per svolgere la funzione di ruota di scorta del Pd medesimo. Stare a tutti i costi nell’Unione e difendere l’euro ha le sue penose e opportunistiche conseguenze. Il solo modo di sferrare un colpo non solo a Monti, non solo al montismo, ma all’eurismo, pare essere quello di una travolgente e auspicabile affermazione delle liste del M5S. Se l’avremo, se la tentacolare coalizione montiana subirà una sconfitta, tutta la situazione politica e sociale subirà un mutamento e anche la crisi conoscerà nuove accelerazioni.

Ma di questo, appunto, discuteremo e decideremo in Assemblea la prima giornata sulla base del documento politico di orientamento che sarà pronto a giorni. Ricordiamo che questa prima giornata è aperta ai simpatizzanti, chi volesse partecipare è tenuto a segnalarcelo scrivendoci: movimentopopolarediliberazione@gmail.com.


La segreteria pro tempore del MPL
5 dicembre 2012
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4 commenti:

  • Anonimo scrive:
    05 dicembre 2012 12:24

    L'analisi è giusta, ma le prospettive di reazione rischierebbero di orientarsi un po' verso moduli che vagamente ricordano quelli delle "primavere arabe" di indubbio recentissimo (e in atto per la Siria) fumus filoimperialista.
    Qui siamo in Occidente e l'ombrellone NATO, se le cose andassero in una direzione non omologabile, si aprirebbe immediatamente.
    Una soluzione pacificamente democratica ma decisa ed incisiva, formalmente ortodossa nell'ambito del "sistema", si potrebbe, pertanto, almeno tentare. E' infatti ben detto nell'articolo: "Il solo modo di sferrare un colpo non solo a Monti, non solo al montismo, ma all’eurismo, pare essere quello di una travolgente e auspicabile affermazione delle liste del M5S". Per quanto riguarda "l'eurismo", tuttavia, ci sarebbe il plauso incondizionato ed entusiastico dei "dollaristi" che non aspettano altro, visto che lo sfascio dell'Europa e dell'Euro è sempre stato il loro sogno sobdolamente demandato ai loro vicerè e alle quinte colonne finanziarie.

  • marxista scrive:
    05 dicembre 2012 14:31

    Ma... questa che il sogno americano è far fuori l'euro mi pare la classica leggenda metropolitana e dietrologa. la verità che Wall street e i suoi sodali della casa Bianca accettarono di buon grado l'Unione fondata sul libero scambismo (di Lorsignori) e sulla strategica sudditanza dell'Unione agli Usa via nato. Un crollo dell'eurozona sarebbe un colpo a tutto il sistema imperialistico.

  • Anonimo scrive:
    05 dicembre 2012 19:21

    Chiedo: quindi è aperta a non appartenenti a MPL solo la prima giornata di sabato 12 gennaio?

    Flavio

  • Sollevazione scrive:
    06 dicembre 2012 14:01

    Sì, la prima giornata è aperta.
    Per ogni delucidazione sulla II. Assemblea del Mpl scriveteci a: movimentopopolarediliberazione@gmail.com

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