lunedì 26 febbraio 2018

I PARACULI DEL TERZO MILLENNIO di Moreno Pasquinelli


[ 26 febbraio 2018 ]

In questo blog abbiamo pubblicato una serie di schede sulle diverse liste elettorali, in particolare su quanto i loro programmi dicano (o non dicano affatto) dell’Unione europea e dell’euro.
Siccome CasaPound Italia (CPI) chiede il ritorno ad una moneta sovrana e l'uscita unilaterale dalla Ue, abbiamo chiesto a Moreno Pasquinelli di darci un giudizio complessivo su CPI a partire dal suo programma elettorale — "UNA NAZIONE, il programma politico 2018".

*  *  *

Con quali criteri si può comprendere la natura di una determinata forza politica? Ne indico i principali: i fini che essa si propone, i mezzi che utilizza, le sue radici ideologiche, la storia del suo gruppo dirigente, gli interessi sociali che difende.
L'articolato programma elettorale di CPI ci offre tutte le risposte che cerchiamo? No, non tutte, poiché oltre al detto c'è il non detto, oltre all'esplicito c'è l'implicito. Occorre quindi la "fatica della ragione". Troppo comodo, oltre che inefficace, fare gli esorcismi, peggio ancora è partecipare alla strumentale campagna "antifascista" di demonizzazione promossa delle élite neoliberiste, distinguendosene magari col più uno della richiesta di messa fuori legge. Non parliamo infine, per carità di patria, di certo antifascismo che si rifiuta di interloquire nelle tribune politiche con esponenti di CasaPound et similia, lasciandogli campo libero, o che rifiuta di allestire banchetti nei pressi di quelli di CPI. Si chiama contaminazione per prossimità, pratica di evidente origine ebraica — nell'antica Giudea farisei ed esseni erano tenuti a purificarsi ove fossero stati contagiati dalla vicinanza con gentili ed infedeli.

Vi dico subito qual è la mia tesi: CasaPound Italia è senza alcun dubbio un'organizzazione neo-fascista, ove tuttavia il prefisso "neo" non è un mero orpello. 
Pericoloso e patetico è dunque il disperato tentativo cosmetico di Marco Mori, per il quale, udite udite, solo CPI avrebbe capito cosa dica la Costituzione. 
A Mori fanno tuttavia ahinoi eco certi nostri  amici per i quali oggigiorno i fascisti non esisterebbero, che fascista semmai è il regime neoliberalista, e condannano dunque l'antifascismo, compreso quello nostro, come un'arma tossica del pensiero unico liberale.

Necessario è dunque, in tempi di regnante confusione, ribadire che da queste parti eravamo e restiamo antifascisti. Un antifascismo il nostro, che non ha nulla a che fare con quello isterico di certa sinistra antifa, figurarsi con quello peloso delle élite liberali, che consideriamo il vero nemico principale —abbiamo spiegato QUI  quale sia questo tipo di antifascismo e che un nemico secondario non per questo diventa un alleato amico.

Che CPI sia un movimento di tipo fascista Simone di Stefano non perde occasione per ribadirlo:
«Certo, siamo orgogliosi di rappresentare il fascismo sociale. Il fascismo ha unito l'Italia, ha costruito una patria, ha dato assistenza sociale e diritti ai lavoratori, ha realizzato grandi opere. Nello spirito continuiamo ad essere fascisti anche se siamo nel terzo millennio e il potere lo dobbiamo ottenere solo grazie al consenso popolare».
Fascisti dentro e "democratici" fuori. Un ossimoro, tuttavia cavallo di battaglia di Simone di Stefano che giorni addietro, in quel di Milano ha dichiarato:
«Certo. Siamo gli eredi della tradizione che dopo Rsi e Msi è stata interrotta da An. (...) Casa Pound è un movimento democratico che si candida democraticamente alle elezioni che crede nella democrazia e difende la Costituzione a spada tratta, non vuole nessuno stato totalitario, vogliamo governare questo Paese con gli strumenti che ci concede questa democrazia e questa Costituzione. Punto e basta!»
A tutta prima, mi si perdoni l'analogia teologica, sembrerebbe dover dar ragione ai duofisiti, quelli che ritenevano il Cristo avesse due nature, la divina e l'umana.
Ammesso che il divino e l'umano possano essersi incarnati in Gesù, di certo non possono stare assieme il Diavolo e l'Acqua santa. Scendendo dai cieli della teologia al prosaico terreno politico, ritengo che questa professione di fede democratica non sia sincera.


Penso, al contrario, che Di Stefano stia astutamente dissimulando i suoi veri intendimenti strategici —che come vedremo sono nascosti tra le pieghe del programma 2018. Intendimenti che non vuole e non può confessare se vuole, rebus sic stantibus, ottenere l'obbiettivo (che considero realistico) di superare la soglia di sbarramento del 3%.
La rivendicazione piena della tradizione fascista (con addirittura il considerarsi eredi della Repubblica Sociale Italiana) e la difesa "a spada tratta" della Costituzione non possono evidentemente stare assieme. Nessuno dimentichi che anche Mussolini e Hitler salirono al potere "democraticamente", ovvero per via elettorale e grazie all'appoggio delle classi dominanti. Nessuno infine dimentichi che il fascismo italiano si fece strada grazie ad una insidiosa opera di camuffamento politico. Il programma originario di Mussolini, per quanto innervato di nazionalismo revanchista, contemplava infatti radicali riforme sociali di sapore non solo democratico ma anticapitalista. Pochi seppero presagire ciò che il movimento fascista sarebbe diventato, ciò che nelle determinate circostanze degli anni '20 del secolo scorso era destinato a diventare.

Qui sta il punto: le concrete circostanze agiscono su una forza politica spingendola a diventare, in base al suo Dna, ciò che essa è destinata ad essere.

Io non ho dubbi — ove la società italiana continuasse a sprofondare nel marasma economico, ove conoscesse un inasprimento delle contraddizioni sociali, ove la classe proletaria rialzasse la testa ed il regime neoliberista traballasse— che la grande borghesia capitalistica chiederà il soccorso dei neofascisti e che questi ultimi accetteranno di mettersi al suo servizio, diventando, ove ne avessero la forza, artefici di un regime di dittatura capitalistica. Sbaglia dunque, e di grosso, chi immagina che CasaPound abbia celebrato, in sordina, la sua "Bolognina".


Non voglio entrare nel merito di disquisizioni di carattere teoretico sul peculiare fascismo di CasaPound. Ne hanno scritto su questo blog Ferretti e Fraioli. Di passata mi limito a dire che l'affollato Olimpo simbolico dove CPI fa abitare i suoi idoli [vedi grafica a destra] esprime come meglio non si potrebbe la più pittoresca delle carnevalate ideologiche: Platone e D'Annunzio, Codreanu e Marinetti, Evola e Sorel, Dante e Capitan Harlock. 

Ma questo Olimpo, al netto della sua stravaganza terzomillenarista ha un senso squisitamente politico prima ancora che mitologico: svela il tentativo di raggruppare i neofascisti, dopo decenni di divisioni in gruppi ostili, in un unico contenitore. Tentativo riuscito a quanto pare: CPI si è imposta d'imperio come la principale ed egemone organizzazione nel campo del neofascismo. 

Forte di questa egemonia ora CPI tenta di fare il salto a partito neofascista di massa —di cui il superamento del 3% è precondizione. Per farlo deve portare a compimento l'opera di mimetizzazione politica e di camuffamento dei fini. Obbiettivo secondo me raggiunto col Programma 2018. E siccome stiamo parlando di dissimulazione dei fini, è d'obbligo analizzare non soltanto ciò che questo programma afferma, ma pure quello che invece non dice.

Un'attenta analisi testuale e concettuale di questo Programma ci fa scoprire quello che non viene detto, che disvela — nel senso greco di aletheia— al pari di quel che viene scritto, la vera natura di CasaPound

E' sintomatico che in questo Programma di 20 pagine e articolato in ben 16 capitoli manchino del tutto alcuni concetti simbolici che hanno caratterizzato la moderna storia sociale successiva alla Rivoluzione francese. Questi concetti possono essere tradotti in alcune parole chiave. Quali sono queste parole chiave del tutto assenti dal Programma di CPI? 

Ne ho contate ben dieci:  sovranità popolare, uguaglianza, emancipazione, fratellanza, pace, diritti civili, cittadinanza, classe sociale, capitalismo, socialismo.


Si tratta di una svista? Ma ovviamente no. E' che a specifiche identità e radici ideologiche corrispondono necessariamente un lessico ed un linguaggio determinati. E' che identità e radici finiscono sempre per avere la meglio sui tentativi cosmetici di imbellettamento.  Insomma, ad un'attenta analisi testuale fallisce lo scaltro tentativo di nascondere con una maschera il proprio volto.  

CPI non usa mai i concetti di uguaglianza, fratellanza, emancipazione, sovranità popolare, cittadinanza (figurarsi quello di socialismo). Perché non li usa? Perché, per quanto sia audace il tentativo cosmetico, essi confliggono con la sua concezione antropologica, sociale e politica. E qual è questa concezione? Essa è di evidenti scaturigini liberali, per cui non solo le diseguaglianze di classe sarebbero ineliminabili, la sovranità politica spetterebbe a minoranze aristocratiche e guerriere, ma sarebbe nell'ordine naturale delle cose che i forti comandino sui deboli, e quindi privato di fondamento il principio che sta alla base della nostra Costituzione, quello della cittadinanza, ovvero dell'eguaglianza non solo formale ma sostanziale. Di qui la proposta di CasaPound di manomettere la Costituzione introducendo lo jus sanguinis. Di qui l'idea del "rimpatrio forzato" di centinaia di migliaia di immigrati irregolari, ovvero, ammessa e non concessa la sua fattibilità, una vera e propria deportazione in massa che ha puzza lontano un chilometro di gigantesca pulizia etnica.


Per le dieci parole chiave del tutto assenti ce ne sono tre citate ma soltanto una volta ciascuno: Democrazia, libertà e Repubblica. Vediamo a significare cosa.

Democrazia. Il programma parla di "democrazia organica e qualititativa". Un modo furbetto per nascondere due concetti tipicamente fascisti: quello del corporativismo come metodo per appianare e sedare i contrasti di classe tipici del sistema capitalistico, quindi il mito della nazione non come demos storico inclusivo ma come "comunità di sangue e destino". 
Libertà è citata un volta sola, ma declinata al plurale, per intendere le libertà della "nazione potenza",  giammai nel senso dei diritti di libertà della persona e delle minoranze.

Repubblica è citata una volta soltanto, quando si afferma:
«La nostra lontananza dall'epoca, dagli uomini e dai partiti che partorirono la Costituzione della Repubblica italiana non deve indurci a sottovalutare quanto, in essa, esprima visioni sociali avanzate e influenzate dall'esperienza storica precedente».
Quindi per sottolineare, non la rottura tra Costituzione repubblicana e fascismo ma, al contrario, una presunta continuità.
 En passant e parlando di assenze... Ad un certo punto il Programma 2018, parla della difesa del "patrimonio culturale ancestrale dei popoli europei". Ammesso che non sia un tic europeista, di che bestia si tratta? Non delle "radici cristiane", mai tirate in ballo.

Alle parole chiave mancanti fanno da contraltare quelle esorbitanti. Due su tutte: Stato e Nazione. Esse sono declinate in ogni loro possibile variante: autoritaria, nazionalistica, sciovinista, imperialistica, dunque fascistoide: "Stato potenza", "Stato integrale", "Stato organico", "grandezza nazionale", "nazione potenza" di contro alle "nazioni ostili". Mazzini avrebbe qualificato il tutto come "insulsa vanagloria nazionale". Un revanchismo nazionalistico conclamato che sta agli antipodi del patriottismo democratico. Non a caso si perora, testuale, il "r
ipristino della geopolitica degli anni trenta verso il Mediterraneo e l'Oceano Indiano", a cominciare dall'invasione militare della Libia. Non a caso si propone che l'Italia aumenti le risorse destinate agli armamenti, incluse le bombe atomiche. 

Al fondo c'è l'idea che sovrano non sia il popolo ma uno Stato padrone, totalitario, modernista, élitista, a cui tutto dev'essere sottomesso — sintomatico che CPI non chieda l'abolizione della famigerata Legge 119 (Lorenzin) per la vaccinazione obbligatoria, votata in aperta violazione della Carta Costituzionale che all'Art. 32 tra l'altro recita che «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

Nazionalismo imperialistico + statolatria + corporativismo, qui sta il tronco da cui si diramano i numerosi rami, la catena di proposte sociali e politiche contenute nel Programma. Che molte di esse siano giuste di sicuro trarrà in inganno diversi cittadini. Peggio, ci sono alcuni intellettuali i quali, ammorbati dall'economicismo, sostengono che quello di CPI sia un "programma Keynesiano".

Non c'è dubbio che chi ha elaborato il Programma di CasaPound, parliamo dei capitoli che trattano la questione economico-sociale, abbia attinto a piene mani nel patrimonio del campo del sovranismo costituzionale. Si deve anzi dire che CPI sia riuscita, assieme alla Lega salviniana, a parassitare questo campo.


Detto questo, se per keynesismo s'intende il ruolo dello Stato come agente che entra in scena per lenire i danni del liberoscambismo capitalistico, allora sì, il Programma di CPI è, lato sensu, keynesiano. ma c'è keynesismo e keynesismo: ci fu quello del New Deal, quello nazista, quello inglese del Piano Beveridge, infine quello contemplato dalla nostra Costituzione, che non solo pone lo Stato al centro, che al centro pone la democrazia sostanziale, ovvero la tensione verso l'eguaglianza sociale. Che dunque connette strettamente la sfera economica con quella politica.

Non essendo questa la sede per svolgere una critica al pensiero di Keynes (ne abbiamo già  scritto) sottolineiamo che quella di CPI non è solo una variante antidemocratica e nazional-imperialistica del keynesismo, dal punto di vista delle misure sociali è un keynesismo con evidenti concessioni al liberismo.

Il Programma 2018 parla infatti: di "dimezzare il carico fiscale" (che è un diverso modo di chiamare la flat tax); non si parla mai né di riduzione dell'orario di lavoro né di salario minimo garantito e si perora invece la contrattazione decentrata; non si chiede il ripristino dell'Art.18; non si contempla la nazionalizzazione del sistema bancario; non si chiede un controllo sui movimenti dei capitalinon parla mai di un piano pubblico per la piena occupazione ma si insiste sul completamento delle grandi opere ed il ritorno al nucleare. 
Sorvoliamo sulla stucchevole favoletta delle piccole  e medie aziende (CPI le considera, a torto, "il punto di forza dell'economia italiana") 

Mettiamola così:
«Un albero buono non dà frutti cattivi e un albero cattivo non dà frutti buoni. La qualità di un albero la si conosce dai suoi frutti: difatti non si raccolgono fichi dalle spine e non si vendemmia uva da un cespuglio selvatico».
[Vangelo secondo Luca]










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26 commenti:

  • Anonimo scrive:
    27 febbraio 2018 00:04

    Lei non è informato bene ,si legga il programma (avete molte cose in comune)il NEMICO è un altro,siamo tutti ITALIANI

  • Vincenzo Cucinotta scrive:
    27 febbraio 2018 09:22

    Spero che questo mio intervento non sia considerato OT, ma a me pare molto importante nel contesto dato.
    Ciò che io voglio affermare è che, anche supponendo che il fascismo sia ancora politicamente d'attualità, e su ciò nutro dubbi consistenti, su cui non mi soffermo, non è detto che automaticamente abbia senso dichiararsi antifascisti.
    Io vorrei soffermamrmi sui due motivi per cui critico in ogni caso l'evocare l'antifascismo.

    Il primo riguarda l'uso stesso del prefisso "anti". In politica, significa una carenza di capacità di definirsi in positivo. Sono ad esempio stato sempre contrario all'antiberlusconismo, un modo a mio modo di vedere patetico che il fronte ulivista usava per autodefinirsi nell'incapacità di riferirsi a una serie di valori ideologici e politici. Ciò naturalmente esenta da un vero e proprio impegno propositivo, si pone come situazione d'emergenza, abbandoniamo ogni nostra divisione perchè dobbiamo sconfiggere un nemico primario rispetto al quale le nostre differenze sarebbero trascurabili.
    Come ho già detto altrove, ciò era assolutamente corretto e necessario nel 1943 e fino alla sconfitta definitiva dei nazifascisti, ora spero che concordiamo tutti sul fatto che il potere non si definisce così, ed io credo che la priorità sia come nel caso della resistenza, combattere il potere esistente, non un aspirante al potere.

    Il secondo motivo riguarda la confusione politica che ne deriva. Se si costruisce un fronte antifascista, non si vede come espellerne gente come Gentiloni e tutta la vecchia guardia che lo sostiene. Vorrei che riflettessimo bene su quanto possa risultare dannoso per un movimento sovranista confondersi, fosse pure soltanto nella partecipazione ad una manifestazione, il porsi come componente di un così variegato fronte antifascista.
    Personalmente, non mi sono iscritto a Casa Pound, non voterò Casa Pound, mi considero un vero democratico e diffido di chi usa simboli del ventennio, ma mi rifiuto egualmente nella maniera più assoluta di dichiararmi antifascista, anzi sono anche grato a Stefano D'Andrea per avere coniato il termine sovranista che mi permette di evitare di definirmi antiglobalista.

  • Anonimo scrive:
    27 febbraio 2018 11:00

    sì il tuo commento mi pare proprio OT.
    Svolgi una critica all'articolo ma dov'è che esso parla di un fronte antifascista?
    Bersagli sbagliato quindi, rivolgiti ai sinistrati.
    Poi mi pare capzioso e anzi molto politicamente corretto questo dire che non ci si deve dire ANTI.
    Se uno ha un nemico è obbligato a dirlo.

  • Anonimo scrive:
    27 febbraio 2018 11:21

    "Con quali criteri si può comprendere la natura di una determinata forza politica?"

    Una "forza" che "nel dubbio, mena" non può essere politica.

    Il fatto che usino la supercazzola difensiva della minaccia antifascista per non dichiarare il vero obbiettivo comunista che spesso coincide con l'antifascismo li rende subdolamente più mimetici ma politicamente inesistenti.

    Una "forza" che è pure sfacciatamente mercenaria: Casa-Sterlina.

    Per fortuna (?!) c'è internet.

    Quelli in buona fede che vorranno capire perché una "forza" così finisce a testa in giù potranno infine veder cadere dalle tasche non solo lire ma anche Pounds (Sterline, le stesse del Britannia? ma sì, se la geopolitica è solo una delle maschere del Capitale).

    Ma se amano farsi mettere in riga da un caporale-sergente con poca capacità elaborativa forse non vogliono capire ma solo obbedire, appartenere, combattere...come qualunque ultrà da stadio, pandillas, baby gang... o come camorra, mafia, scu o 'ntrangheta ma con il taboo di parlare di piccioli.

    I soldi di Licio, Benito, Pino, Francisco...spesa privata e in nero, anzi nerissima, del Capitale, per manovre procicliche durante lo stato di emergenza, incluse le dittature che lo implicano.

    Finora hanno fatto cose nel sociale apparentemente e prevalentemente di sx, a parte qualche "ex" che a tempo perso faceva qualche lavoretto per qualche "faccendiere nero" ma se crescono col consenso potrebbero avere sempre meno freni per menare.

    Ho menato troppo? Nel dubbio, ma se ci saranno argomenti politici, chiederò scusa.francesco

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/07/04/news/trovato_il_tesoro_di_fanella_danaro_diamanti_e_orologi-90653887/?refresh_ce

    https://it.wikipedia.org/wiki/Aginter_Press

  • Simona Tup scrive:
    27 febbraio 2018 12:49

    Tutto questo parlare di casa pound anche da parte di Sollevazione, uno dei pochissimi blog della Sinistra socialista che si salva, mi lascia assai perplessa. Non vorrei che in realtà si desideri che passi sopra il 3 perchè così ci faccia gioco; in realtà io la vedo al contrario!

  • Luca scrive:
    27 febbraio 2018 13:32

    Mi chiedo, è possibile che si possa parlare di un fenomeno storico che si ripete nello stesso modo rispetto a 70/100 anni fa?
    Possiamo parlare di meta-fenomeni che si ripropongono come chiave di lettura per comprendere la realtà?
    In parte si e in parte no. Se vado con il metro di misura marxiano direi più no...
    Nel caso del fascismo, usato come concetto per spiegare la realtà di alcuni gruppi, a mio modo di vedere forse sarebbe più opportuno fare uno sforzo analitico maggiore, poichè quella categoria sporca forzatamente gli strumenti di lettura, introduce modalità di appartenenza e di schieramento che incasellano il pensiero spostando su contenuti che avremmo invece bisogno di chiarire con maggiore precisione. Pena altrimenti quella di non sapere come muoversi concretamente. Ebbene io penso che siamo in una condizione di grande pericolo complessivo, ma non mi pare che questo pericolo possa essere chiamato fascismo. Questo difforme fenomeno politico, culturale e sociale penso poi ancora non potrà caratterizzarsi secondo i canoni del ventennio (che tuttavia sono stati molto diversificati in quel periodo storico).
    Che la condizione "dell'inclusività forzata", attraverso il feticcio della merce, del sistema dominante preveda necessaria presenza della sensazione di sentirsi liberi di scelta. La stravaganza, la molteplicità delle identità, la precedenza edonistico individualistica, scartano a priori una prospettiva politica monolitica di cui che sarebbe semmai controproducente per quel fine sopra proposto. Questo vuol dire che va tutto bene? Assolutamente no, ma mi pare evidente che il capitalismo contemporaneo, questo Proteo inafferrabile, abbia bisogno di altro rispetto al fascismo mussoliniano. Possiamo capire con una certa previsione cosa è e come intende muoversi? Questi mi paiono gli aspetti dirimenti. Altrimenti si rifarebbe lo stesso errore compiuto negli anni 70, quando si tendeva l'orecchio e si percepiva solo il "tintinnio di sciabole", quello si combatteva, ma dall'altro non si comprendeva quale mostro invece la modernizzazione stava partorendo. A me pare siamo dentro lo stesso equivoco, forse è bene andare avanti a capire meglio senza evocare ogni volta che un pericolo si manifesta (del resto i peggiori e più infestanti in questi anni li ha portati il PD).

  • Anonimo scrive:
    27 febbraio 2018 13:34

    D'accordo, anche quando si condanna certo antifascismo antifà, di quelli che abbandonano le tribune politiche se in trasmissione c'è uno di CPI o FN. Una grandissima cazzata che rivela la pochezza di certo antifascismo. Mica vanno via se c'è un Monti, un Renzi, un berlusconiano o una Bonino. Eppure questi sono i nemici del popolo. Con questi liberisti il dialogo è lecito, con i fascisti no, malgrado i primi sia oggi il vero e più insidioso nemico. Risultato per una persona normale? Una persona normale capisce che quello con cui nemmeno vuoi parlare è il nemico fondamentale e quello con cui invece accetti di dialogare non è da considerare un nemico più grande. Così gli antifà contribuiscono a depistare e ingannare gli elettori. (Francesco)

  • Vincenzo Cucinotta scrive:
    27 febbraio 2018 13:54

    Sì, anonimo non meglio specificato delle 11, tu fai delle asserzioni contro il mio intervento, uno sforzo in più e avresti potuto argomentarle come ho tentato di fare io.
    Vediamo se riesco ad essere più convincente.
    Se tu ti dichiari antifascista ed anche Gentiloni si dichiara antifascista, fate parte di un fronte che la stessa parola inevitabilmente crea, e poichè Gentiloni è presidente del Consiglio e tu ed io non siamo nulla, si genera questo effetto, che noi veniamo assimilati (a torto certo, ma anche l'apparenza in politica conta) a Gentiloni, insomma spariamo come soggetti politici, senza bisogno che qualcuno dichiari esplicitamente l'esistenza di un fronte.
    Posso invece capire che uno senta il bisogno di ricordare che tizio e la sua formazione politica hanno un'ispirazione fascista.
    Il mio intervento riguardava non l'accusa in sè di fascismo, ma la necessità di dichiararsi antifascisti. Questa necessità continuo a negarla, anzi a ritenerla del tutto inopportuna, anche perchè non definisce una politica, serve solo a chi detiene il potere a creare confusione su schieramenti ed alleanze.
    Più chiaro di così, non credo che riuscirò ad essere.

  • Anonimo scrive:
    27 febbraio 2018 15:34

    la migliore analisi di Casapound in giro nel globo internettaro. Complimenti davvero e un grazie enorme perché mi ha chiarito molti interrogativi. Ora voglio vedere cosa risponde il lacche' Marco Mori!!

  • Anonimo scrive:
    27 febbraio 2018 15:50

    Vincenzo Cucinotta
    con la tua enafsi sull'antifascismo (che conosciamo tutti da Pasolini in Poi) non hai colto assolutamente ne il senso né la profondita' dell'articolo del Pasquinelli, che proprio sull'antifascismo e' stato molto chiaro

  • Anonimo scrive:
    27 febbraio 2018 16:29

    Caro Cucinotta,

    quindi non dovremmo definirci democratici perchè ci si definiscono i liberali?
    Non dovremmo definirci socialisti perché ci definiscono tanti pagliacci?
    Non ci dovremmo definire di sinistra perché Renzi dice di essere di sinistra?
    Tu dici che basta definirsi "sovranisti"....
    si... come casa Pound...
    dalla padella alla brace....

  • Anonimo scrive:
    27 febbraio 2018 17:49

    Premetto che io non andrò a votare devo dire sono daccordo con Cucinotta quando dice che bisogna smetterla di definirsi in antitesi a qualcosa. Aggiungo però qualcosa. Guardiamo ad esempio la costituzione (grassetto mio):

    Art. 38
    "Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.

    I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

    Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.

    Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

    L'assistenza privata è libera."


    Ecco, essere propositivi significa dire concretamente come si vuole attuare questo articolo ed in particolare cominciare a dire come si vuole ricostruire gli "organi ed istituti predisposti o integrati dallo stato".

    Qualsiasi antifascismo che non parta da questo, che non sia propositivo su questo punto, sarà solo un altra sterile liturgia. Solo così ha senso sottolineare le differenze con loro.

  • Vincenzo Cucinotta scrive:
    27 febbraio 2018 18:44

    Caro anonimo delle 16,29,
    bisognava mettere assieme due concetti, l'uno l'essere anti, e l'altro fare fronte. Tu, non so perchè ti sei fermato al fare fronte, ma così ti perdi l'essenziale, che il motivo sia quello di opporsi a qualcuno o qualcosa, perchè è questo che fa la differenza. Se io dico che sono democratico e lo dice anche un altro che in realtà rimane un mio avversario, è ovvio che non si costituisce nessun fronte, è il nemico che crea il fronte (forse Schmitt potrebbe aiutare).
    Francamente, confesso che mi sconforta questa persistente incomprensione, e mi fa capire, in particolare l'anonimo che sottolinea la grandezza dell'articolo, di essere qui fuori posto.
    Me ne farò una ragione.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    27 febbraio 2018 21:06

    caro ANONIMO qui sopra

    che ci dici di fare proposte,

    ti segnaliamo che su questo blog questo su CPI è solo uno dei 4mila876 articoli pubblicati.
    Seguici più spesso che ti proposte "in positivo" ne troverai a bizzeffe..

  • Barbaro D'Urso scrive:
    27 febbraio 2018 21:30

    Qualche commentatore ha colto brillantemente il collegamento fra la parola pound ed una delle sue traduzioni italiane, sterlina. Dunque, la valuta del Regno Unito.

    Ecco, date una spolverata al vostro inglese e leggete questo bell'articolo del Guardian, pubblicato oltre otto anni fa.

    Gli estremisti di destra hanno rotto il cazzo per un secolo per il salvacondotto concesso dal Kaiser a Lenin per attraversare la Germania e arrivare in Russia nel 1917. Una cosa che è sempre stata pubblica e nota anche ai muri. Ma, secondo loro, prova del grande gombloddo demo-pluto-pippo-paperino ecc. ecc.

    Ora sarebbe il caso di ricordare quali siano le loro vere radici e le loro più profonde inclinazioni. Dunque, fare circolare quel cazzo di link che ho messo sopra.

    Detto questo, complimenti a Pasquinelli per l'ottimo articolo. Magari ci sarebbe da fare qualche appunto marginale, ma non è il caso, perché nell'essenziale coglie perfettamente il punto.

    E il punto è che un genuino movimento socialista in Italia rinasce soltanto con una ripresa piena e pulita dei principi fondanti del socialismo stesso, di conseguenza dovendo combattere, di volta in volta, tanto la sinistra di regime (comprese le sue propagini "rosse") quanto la destra (compresi mostriciattoli di supporto e truppe cammellate come Casa-£).

  • Anonimo scrive:
    28 febbraio 2018 06:59

    Thanks for the "brilliant", Barbaro.

    Prima che Paolo Mieli in Rai parlasse dei soldi e affari della cricca di Mussolini avevo già letto dei finanziamenti ad Almirante e Rauti.
    Poi ci fù quel video su Youtube di una scazzottata tra fasci in Sicilia perché qualcuno accusò Casa£ di prendere i soldi da Forza italia, video oggi introvabile.

    Con i miei trascorsi da cameriere a Londra provo a tradurre (with a little help from google translate) il tuo link, tra parenesi mie annotazioni.
    Tra l'altro è possibile che abbia anche lavorato attraverso una delle agenzie di collocamento private gestite dai neo fascisti "esiliati" in UK.

    "Reclutato da MI5 (servizio segreto militare inglese): il nome è Mussolini. Benito Mussolini.
    I documenti rivelano che il dittatore italiano iniziò con la politica nel 1917 con l'aiuto di £ 100 di salario settimanale da parte dell'MI5.

    La storia ricorda Benito Mussolini come membro fondatore dell'originale (non quello di Bush) Asse del male, il dittatore italiano che governò il suo paese nella paura, e formando una disastrosa alleanza con la Germania nazista. Ma una zona inedita del CV del Duce è venuta alla luce: la sua breve carriera come agente britannico.

    I documenti archiviati hanno rivelato che Mussolini ha iniziato la sua carriera in politica nel 1917 con l'aiuto di un salario settimanale di £ 100 da parte dell'MI5.

    Per l'agenzia di intelligence britannica, deve essere sembrato un buon investimento. Mussolini, allora giornalista di 34 anni, non era solo disposto a garantire che l'Italia continuasse a combattere a fianco degli alleati durante la prima guerra mondiale pubblicando la propaganda sul suo giornale. Era anche disposto a mandare i ragazzi a "persuadere" i manifestanti per la pace a restare a casa.

    I pagamenti di Mussolini furono autorizzati da Sir Samuel Hoare, un parlamentare e uomo di MI5 a Roma, che a quel tempo gestiva uno staff di 100 agenti dei servizi segreti inglesi in Italia.

    Lo storico di Cambridge Peter Martland, che ha scoperto i dettagli dell'accordo raggiunto con il futuro dittatore, ha dichiarato: "L'alleato meno affidabile della Gran Bretagna in quel momento era l'Italia, dopo che la Russia si ritirò dal conflitto, causa rivoluzione".

    Mussolini ricevette 100 sterline a settimana dall'autunno del 1917 per almeno un anno per mantenere la campagna pro-guerra - equivalente a circa £ 6.000 alla settimana di oggi ".

    Hoare, che in seguito divenne Lord Templewood, menzionò il reclutamento nelle memorie nel 1954, ma Martland inciampò sui dettagli dei pagamenti per la prima volta mentre perlustrava i documenti di Hoare.

    Oltre a far girare le rotative de Il Popolo d'Italia, il giornale che ha curato, Mussolini ha anche detto a Hoare che avrebbe inviato veterani dell'esercito italiano per picchiare i manifestanti per la pace a Milano, le prime esercitazioni delle sue camice nere.

    "L'ultima cosa che la Gran Bretagna voleva erano gli scioperi della pace, che impedivano alle fabbriche di Milano di produrre (per lo sforzo bellico?). Erano un sacco di soldi per un uomo che all'epoca era un giornalista, ma rispetto ai 4 milioni di sterline che la Gran Bretagna stava spendendo per la guerra ogni giorno erano solo spiccioli", disse Martland.

    "Non ho prove per dimostrarlo, ma sospetto che Mussolini, che era un noto donnaiolo, abbia anche speso una buona parte del denaro per le sue amanti." Continua...

  • Anonimo scrive:
    28 febbraio 2018 07:00

    ...Continua...

    Dopo l'armistizio Mussolini iniziò la sua ascesa al potere, assistito dalle frodi elettorali e dalla violenza delle camicie nere, stabilendo una dittatura fascista verso la metà degli anni '20.

    Le sue ambizioni coloniali in Africa lo riportarono nuovamente nel 1935 al suo vecchio commissario. Ora il segretario agli esteri britannico, Hoare, firmò il patto Hoare-Laval, che assegnò all'Italia il controllo sull'Abissinia.

    "Non c'è motivo di credere che i due uomini fossero amici, anche se Hoare ha avuto una relazione amorosa duratura con l'Italia", ha detto Martland, la cui ricerca è inclusa nella storia di Christopher Andrew su MI5, Defense of the Realm, che è stata pubblicata la scorsa settimana.

    L'impopolarità del patto Hoare-Laval in Gran Bretagna costrinse Hoare a dimettersi. Mussolini, nel frattempo, costruì la sua nuova influenza coloniale per allearsi con Hitler, entrando nella seconda guerra mondiale nel 1940, questa volta per combattere contro gli alleati.

    Deposto dopo l'invasione alleata dell'Italia nel 1943, Mussolini fu ucciso con la sua amante, Clara Petacci, dai partigiani italiani mentre fuggiva dall'Italia nel tentativo di raggiungere la Svizzera due anni dopo.

    Martland ha dichiarato: "Mussolini ha messo fine alla sua vita a testa in giù a Milano, ma la storia non è stata benigna nemmeno con Hoare, condannato come "accomodante con il fascismo" al fianco di Neville Chamberlain".".francesco

    https://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Hoare

  • Anonimo scrive:
    28 febbraio 2018 10:58

    E' inutile postare questi link se non si scova come la storiografia ha tentato inutilmente di fare tutta la vicenda del delitto matteotti, cui si giocò la guerra tra varie massonerie, francesi inglesi e vaticano. Da lì nacque l'idea della dittatura e della guerra antimassonica e antioccidentale di mussolino

  • Anonimo scrive:
    28 febbraio 2018 13:37

    "E' inutile postare questi link se non si scova come la storiografia..."

    Se hai scovato perché non linchi? Che stai a fa' er massone?

    P.s. correggo il "fù" e "camice" del mio commento precedente, scusate.francesco

  • Barbaro D'Urso scrive:
    28 febbraio 2018 22:02

    @anonimo delle 10:58

    E te pareva! Per i destronzi alla fin fine it all boils down to massoni, nasoni, demo-pluto-pippo-paperini e magari pure rettiliani! Ci dovevo scommettere mezza piotta che qualcuno se ne veniva fuori co' 'sta robba, Cristo!

    @franesco

    All right, mate!

    Traduzione più che leggibile!

    Venendo a qualcosa cui tu fai accenno, i fasci in the UK, l'agenzia controllata da costoro si chiama (o chiamava? non so se esista ancora) Easy London.

    Alcuni esponenti degli ambienti "neri" trovarono rifugio a Londra negli anni '80, sotto il regno di Maggie Thatcher. In quegli anni, certi simpaticoni si arricchirono fungendo da riciclatori di denaro sporco fatto arrivare dall'Italia, principalmente provento dello spaccio di droga, soprattutto eroina, che a quell'epoca mandava anzitempo al cimitero migliaia e migliaia di giovani. Ricordiamo gli strettissimi legami fra "neri" e malavita soprattutto a Roma, con la Banda della Magliana, i cui ultimi zombie ancora appestano l'aria - si vedano le vicende di "Mafia Capitale". Tutto favorito dal "Big Bang", la liberalizzazione sfrenata del sistema finanziario di Londra iniziata nel 1986, che vide spuntare come funghi i grattacieli delle grandi banche internazionali nella zona di Canary Wharf. Ovvia, poi, la simpatia dei tories per ogni forma d'estrema destra, ma rigorosamente in casa d'altri: Pinochet a massacrare la sinistra cilena e non solo, i Talebani e varia marmaglia wahhabita in Afghanistan contro l'Armata Rossa, sperticata simpatia per il Sud Africa dell'Apartheid e la loro occupazione della Namibia, oltre all'aggressione e al terrorismo contro Angola e Mozambico filosovietici e filocubani, mano libera ai terroristi "unionisti" contro i repubblicani irlandesi nell'Ulster e via dicendo.

    Riguardo Mieli, non riesco a seguirlo più di quindici secondi senza addormentarmi. Diversi anni fa, comunque, venne pubblicato un libro che parlava degli affaracci finanziari del Ventennio, intitolato "I Soldi dei Vinti" e scritto da Mario Guarino, già coautore negli anni '80 della prima biografia del Berlusca, "Inchiesta sul Signor TV", dove si fa luce sulle origini delle fortune del personaggio ben prima che l'esangue e spiritato Travaglio facesse diventare il tema di moda.

    Restando ai destri, in America succede questa roba qua. Il parallelo con la figura di Luca Traini è inquetante, con la differenza che questi è un lupo solitario che si è elevato a vendicatore per quella ragazza uccisa e squartata molto probabilmente da degli spacciatori nigeriani a Macerata, mentre questi "Atomwaffen" sono una vera e proprio milizia, cosa non inedita e di per sé neanche illegale in America.

    Ecco, voi pensate se ad un inasprirsi della situazione, altamente probabile, negli anni a venire, un movimento socialista e comunista dovesse trovarsi contro non solo la repressione ufficiale, ma pure quella di bande di esaltati e fanatici nazistoidi in combutta con il sottobosco criminale mafioso e paramafioso.

  • Anonimo scrive:
    1 marzo 2018 10:51

    Scusa Francesco, non faccio il massone, affatto, ma proprio perchè l'argomento è "esoterico" vi sono molti studi e non so quanto attendibili e non te li posso certo exoterizzare io qui. Non sono in grado. Mi pare che la testimonianza diretta di Evola sia veridica anche se poi Evola fece causa comune con farinaccimassone in sonno, fatto fuori da mussolini dalla segreteria di partito. Comunque, il senso è che il delitto matteotti (buttato addosso a mussolini) fu centrale non si capisce l'involuzione del fascismo se non alla luce di quegli eventi:lotta intrasettaria massonica, lotta tra fascismo laico e antimassonico, mire francesi tedesche e inglesi sull'italia, liberisti e nazionalisti antimassoni che confluiscono nel fascismo dopo l'apertura cattolica di mussolini ecc

  • Anonimo scrive:
    1 marzo 2018 13:57

    @Anonimo del 1 marzo 2018 10:51

    Ah, bene, pensavo che tu escludessi che il vuoto politico di Mussolini o Casa£ non potesse essere occupato dai soldi.

    Non so Evola cosa avrebbe detto dei benefici per la razza Italica-Romana, a un livello sottile (esoterico), per essere guidati da un mercenario che vendeva carne rossa di siffatta razza agli Inglesi.

    Da fuori a me sembra che la massoneria persegua disegni di potere basati sul controllo e non sull'amore per l'umanità come professato, e spesso con metodi non diversi da una qualunque mafia, poi, per carità, umanamente Magaldi è diverso da Gelli come GF Carpeoro sarà diverso da GN, MD o MM.

    Comunque, in generale, poni una questione controversa, cioè come piani diversi dell'esistenza possano interferire tra loro.

    Il mio metodo per spiegare un dato fenomeno è utilizzare prima le leggi riconosciute e disponibili ad ogni piano, calibrate sulla scala e natura delle forze in esse presenti, e poi, se la spiegazione non soddisfa, valutare interferenze di forze e leggi di campi diversi, superiori (sottili) o inferiori (materiali: è così che mi è arrivata “l'illuminazione” su Casa-Pound-Sterlina.

    O stavi inferendo che Iannone è un iniziato al 33° Grado del Caporalato Scozzese?francesco

  • Anonimo scrive:
    1 marzo 2018 16:30

    Barbaro, leggo che il leader 24enne di questa banda di coglioni, tale Denton detto Stupro, riesce a superare il motto di Casasterlina ("nel dubbio, mena"): La Politica è inutile, ci vuole la Rivoluzione.

    Se ci metti il loro antisemitismo e il fatto che in Usa le armi le vendono anche in spiaggia i gelatai pensa quanti piccioni con una fava si possono prendere "usando" la notizia delle gesta di queste baby gang.

    Per fare la Rivoluzione (Riconquistare la Sovranità) si deve individuare e neutralizzare la funzione antipolitica (caotica) di queste entità, svelarne l'eventuale eterodirezione.

    Difendersi da esse, menare solo se non ci sono dubbi che non si può fare altro: con i nervi a fior di pelle per i 30 di globalizzazione e dominio selvaggio neo-teo liberale basta poco per una guerra civile.

    P.s. correggo un paio di errori al commento precedente: "...delle forze in esso (piano) presenti"; "...inferiori (materiali): è così...".francesco

  • Anonimo scrive:
    1 marzo 2018 17:05

    Francesco,non so come si risolva la questione, ma vedo, rileggendo Vannoni e Evola ora per l'appunto, che sono forti le contrapposizioni tra fascismo e massonismo intrasettario. Mussolini, coadiuvato dal fratello Arnaldo, cattolico fervido, puntava alla guerra antimassonica, effettivamente concretizzata in uno stato gramscianamente massonista dall'origine. Ma escludo che il matteotti fosse da lui-mussolini- pianificato

  • Anonimo scrive:
    3 marzo 2018 10:41

    @Anonimo del 1 marzo 2018 17:05

    Ok, sarà, ma per me vale ancora il metodo che ti dicevo: perché usare il rasoio (Occam) con chi usa l'accetta?
    francesco

  • Anonimo scrive:
    4 marzo 2018 11:39

    Sì ma tocca andare oltre rasoio e accetta sennò non capiamo nulla.

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