sabato 13 gennaio 2018

LO STRANO FASCISMO DI CASA POUND di Roberto Ferretti

[ 13 gennaio 2018]«CASA POUND IN MARCIA VERSO LE URNE. Il corteo da record per i 40 anni di Acca Larentia inaugura la campagna elettorale dell’ultradestra».


Così titolava un articolo di Repubblica il 9 gennaio a firma Paolo Berizzi.
Il successo della manifestazione di Casa Pound ha ri-acceso, la sensazione che possa entrare in Parlamento con le elezioni del 4 marzo, ha ri-acceso i riflettori della comunicazione mainstream verso questo movimento, che com'è noto si auto-qualifica come forza politica fascista del terzo millennio. Davvero Casa Pound è fascista? Quali sono la visione del mondo e la dottrina di questo movimento? 
L'articolo che segue prova, evitando facili e banali luoghi comuni, a dare alcune risposte. Tanto più necessarie per chi, come noi, considera Casa Pound un nemico secondario oggi ma potenzialmente principale domani, quando si dovrà decidere il futuro del Paese una volta collassato l'attuale sistema ordoliberista.

*  *  *
Casa Pound: movimento e partito

Casa Pound (d’ora innanzi CPI) nasce sulla spinta delle cosiddette "occupazioni non conformi". Prendeva così piede, nel 2003, il fenomeno dei cosiddetti “centri sociali di destra”. Ma già qui una precisazione sarebbe necessaria. E’ realmente CPI una forza politica di destra radicale, come viene classificata? 

È molto difficile inquadrare in senso dottrinario stretto una forza politica e sociale che, sin dalle origini, ha deciso di ispirarsi sia al fiumanesimo dannunziano sia al futurismo politico e artistico; di conseguenza, solo con difficoltà, si può rispondere ad un simile quesito, considerando peraltro che un’ascesa elettorale di CPI —come è probabile, secondo molti analisti— ridisegnerebbe ulteriormente la natura sostanziale del movimento originario in forma partito. 

Il miglior criterio ermeneutico per comprendere le radici e l’orizzonte di CPI è dunque l’analisi del pensiero di Adriano Scianca, l’ “ideologo” e il responsabile culturale del movimento, autore di saggi ed articoli (è redattore, ad esempio, del quotidiano “La Verità”), per certi versi inquietanti, per altri stimolanti e interessanti. 
Scianca rifiuta l’appartenenza di CPI al filone della Destra storica o tradizionale, come rifiuta quello della Sinistra, sebbene quella di radice nazional-risorgimentale potrebbe annoversari tra le fonti di una certa idea di Nazione di CPI e potrebbe rappresentare la dialettica discriminante tra movimentismo e forma partito di CPI. Ma il fatto che CPI si rappresenti, comunque, come né Destra né Sinistra invita a spostare altrove l’obiettivo. 

Scianca ha, invece, per l’appunto, propagato l’immagine di “Estremo Centro Alto” come fortezza ideale del movimento. “Estremo Centro Alto” è il manifesto di CPI, elaborato proprio da Scianca; certamente, analizzando il manifesto, se la Destra radicale si riconosce nella dottrina politica di Julius Evola o in certe correnti cattoliche tradizionaliste o strapaesane, intransigenti, del fascismo regime basate sulla centralità del sacro o della trascendenza, il manifesto di CPI non va verso l’organicismo o verso una visione ecumenico universale, ma pare innestare la originaria visione basata sul concetto del mondo di Wille Zur Macht che, heideggerianamente, per CPI, si potrebbe definire essa stessa una entità mondo, su una modernità immaginativa, lirica ed “edonistica” quale unica possibile terapia al nichilismo multiforme che ha una sola origine: “la Reazione”. 

La “reazione” sarebbe il più grande nemico della Verticalità dell’ “Estremo Centro Alto” casapoundiano. Il concetto di Verticalità, in CPI, non corrisponde affatto a quello di Essere o Logòs delle classiche dottrine tradizionali o cattolico-tradizionaliste della Destra, ma corrisponde,  nietzschianamente, allo sforzo agonico dell’individuo contemporaneo, vittima di un attacco secolare del cosiddetto “pensiero debole”, sforzo di un individuo assoluto autocentrato che sappia finalmente essere, appunto, un “centro” a se medesimo: che sappia conciliare “un massimo di libertà ad un massimo di responsabilità”. 
In Italia si tende sempre a spararla grossa...
non più di tremila manifestanti.....

L’Estremo Centro Alto vuole aggredire la modernità, non da posizioni anti-moderniste o neo-tradizionaliste, ma se possibile risolutamente moderne, più moderne del moderno; nel senso di una propiziazione sociale di un mondo immaginale tramite una idea politica del mondo fondata sul progetto specifico di una Artecrazia neo-futurista e neodannunziana, sintesi di modernità creatrice e sovversivistica. 

Dunque, CPI non si pone il problema del laicismo e della secolarizzazione nichilista. Anzi, se adeguatamente cavalcati tali momenti di rottura potrebbero portare a più intense, significative aperture individuali verso la comunità d’appartenenza. In tal senso, giustificate molte aperture di CPI verso l’omosessualità, l’aborto, l’eutanasia, l’automazione ed il lavoro modernistico. CPI rappresenta così, da una lato la Rivoluzione come una festa sociale e comunitaria, dall’altro come trionfo del nichilismo attivo nella raggelante dimensione del mondo meccanico e quantitativo. Questa la lezione originaria di CPI. Tale dimensione rimane tuttora, probabilmente, la sua anima più profonda. 

A questa visione, CPI ha integrato, da qualche anno, la lezione sociale greca: mentre il frontismo francese di Marine Le Pen, nonostante i successi elettorali della destra nazionale greca, ha ripudiato i “camerati” greci di Alba Dorata, i “fascisti del terzo millennio” hanno trovato nella pratica sociale di Alba Dorata l’esempio da imitare. Il consenso raggiunto da CPI in molte città e periferie italiane è frutto di un metodico lavoro molto simile a quello svolto da Alba Dorata da anni nella Grecia periferica, la più devastata dalla crisi economica. Volendo definire la modalità di azione di Alba Dorata potremmo dire che è consistita in un mix di mutualismo sociale e altruismo filantropico che aveva per oggetto i settori più penalizzati dallo sfacelo economico per niente dissimile da quello che ha praticato SYRIZA portandola al "successo"— innestato su una base ideologica di volontarismo nazionalista. 

Siamo alle prese con un “nichilismo attivo” neo-futuristico, che CPI ha piegato, nell’esigenza di strutturarsi in forma-partito, sull’esempio metodologico di Alba Dorata

Qui subentra quello che può probabilmente essere il limite politico e storico, in un orizzonte più ampio. Il movimento ellenico è comunque figlio di un occidentalismo “cristiano” e neo-bizantino che ha saputo storicamente concepirsi, realizzarsi come “antemurale christianitatis” di fronte alla perenne avanzata turca; il movimento ellenico, per quanto possa a tratti ispirarsi alla Grecia classica pagana o alla politica marziale spartana, si pone in evidente continuità storica con una tradizione ortodossa e religiosa tuttora viva nella coscienza nazionale greca, senza dimenticare il suo strettissimo legame con “Mosca Terza Roma”, con la Russia ortodossa e con lo zar Putin, definito da Michaloliakos, leader di Alba Dorata, “il più grande statista del mondo” e “carissimo amico dei patrioti ellenici”. È ad esempio fuori discussione il sostegno di Alba Dorata nel 2014, alla Novorossiya “ortodossa”, dopo la cosiddetta “rivoluzione ucraina” del 2014, mentre, d'altra parte, costante è stato l’orientamento di CPI in sostegno della destra radicale ucraina antirussa. E’ bene, quindi, occuparsi del concetto di “identità sacra” di Scianca, che pare corrispondere, più o meno, sia concettualmente, sia cronologicamente, alla fase attuale di forma-partito di CPI.

L’identità sacra e il cul de sac del programma sovranista di CPI
Il testo —L’identità sacra, Edizioni Testa di Ferro, Milano 2016  [1]—, è una analisi di taglio filosofico-politico della Grande Sostituzione e di quello che sarebbe, per lo Scianca, “l’assassinio” dell’Europa etnica e dei popoli europei. 

Il nocciolo forte filosofico della “identità sacra”, sebbene vengano utilizzati allo scopo anche pensieri di Heidegger o Severino, è di radice neo-platonica, in particolare vengono ripresi topos e motivazioni politiche, “ideologiche” tipiche dell’universo pagano moribondo di fronte all’avanzata costantiniana cristiana.
La sacralità dello Scianca è assolutamente immanentistica ed a tratti naturalistica, sebbene compaiano riferimenti a Dei etnici come sì alla vita dei popoli — in antitesi ad ogni modello politico o religioso universalistico — e Dei luoghi, assaliti da allogeni. È una sacralità, inoltre, originariamente differenzialista che rifiuta ogni “monoteismo”, padre spirituale, per lo Scianca, addirittura dell’odierno mondialismo. 
Il “Nesso di Civiltà” dovrebbe rappresentare l’idea forza, portante, dei movimenti identitari i quali, fedeli alla tradizionalità ancestrale indoariana, si sappiano porre come un insieme di avanguardie nazionali in opposizione ai disegni delle caste finanziarie mondialiste, che starebbero, secondo il responsabile culturale di CPI, portando a termine la Grande Sostituzione, antieuropea e antisacrale per eccellenza. 

Scianca approfondisce certamente in senso filosofico la questione, ma politicamente il suo messaggio pratico è in netto ritardo storico sia rispetto al primo National Front anglosassone, sia rispetto al Front National di Jean Marie Le Pen (che era peraltro molto orientato sul piano religioso verso il cattolicesimo reazionario di Lefebvre), sia rispetto al Vlaams blok fiammingo. Inoltre, il messaggio geopolitico della “identità sacra” è quantomeno problematico. 

CPI acquisì una grande notorietà, anche internazionale, tra i vari movimenti antagonisti, con l’assalto al palazzo romano dell’UE (dicembre 2013). Con tale messaggio, CPI seppe imporre, in un contesto di turbolenze piuttosto spontaneiste e confuse, un chiaro simbolismo politico rispetto alla situazione generale e al sentimento comune di milioni di italiani indigenti. Lì vi fu certamente una buona traduzione politica dell’identità sacra italiana, per usare il concetto di Scianca. Prevaleva un orientamento difficilmente conciliabile con quello sovra-nazionale europeo.

Attuare politicamente l’ “identità sacra” proposta dal saggio del 2016, significa, di contro, chiaramente optare per un orizzonte geopolitico europeo ed europeistico a scapito della vocazione e del respiro sui famosi “mari italiani”: siano questi il Mediterraneo, l’Adriatico, il Tirreno, lo Ionio. 

A questo punto, il tradizionale sovranismo di CPI non ha molto significato politico, ancor meno geopolitico. L’unica concreta possibilità, consequenziale al pensiero del saggio, dovrebbe essere una “fratellanza identitaria europeistica” che punti ad un blocco europeo nella ipotetica guerra continentale antiafricana. 

A tal punto, del resto nulla conta: cattolico, ateo, protestante, eterosessuale o omosessuale, il dato fondamentale è il naturalismo etnicista europeo, la sostanziale natura europea, simbolo di differenzialismo. Non si vede altra possibilità politica, concreta, che possa scaturire da una simile prospettiva. Inoltre, a tal riguardo, il Front National francese marinista che potrebbe essere centrale in una tale possibilità politica, non coltiva rapporti ufficiali con CPI ma, in Italia, sembra privilegiare l’asse preferenziale con la nuova Lega di Matteo Salvini. Di conseguenza, già da questo semplice elemento, si può osservare come il cosmo ideologico della forma partito casapoundiana sia probabilmente senza una concreta via d’uscita politica e come la cosiddetta “identità sacra” comune dei popoli europei, ammesso e non concesso fosse reale secoli prima di Cristo, sia oggi una illusoria fantasia. 

È CPI una minaccia per la Sinistra sovranista?


No, CPI, almeno per l'oggi, non è una minaccia per la Sinistra patriottica e sovranista, almeno non quanto lo siano le fazioni dominanti della Tecnocrazia capitalista europeistica (in particolare l’oligarchia massonica parigina di Attali ed il revanscismo teutonico ed anti-italiano della Bundesbank). 

Il sovranismo farlocco di cui CPI è portatrice rimane, per ora, un problema interno all’organizzazione di cui Scianca è responsabile culturale; non nostro. Certamente, se CPI avanzerà, come sembra credere la stampa internazionale, e diventerà la punta di lancia del partito capitalistico europeistico, il che, come sopra ventilato, è possibilissimo, il quadro cambierebbe. 

Ma senza dubbio, se i soliti antifa, molti dei quali discepoli del mondialista Toni Negri, volessero farci credere che il nemico immediato e prioritario oggi è CPI, questo sarebbe una ulteriore dimostrazione dell’oceano che ci divide dal teorico “progressista” de L’Impero e di Assembly o dell’alter-mondialismo neocapitalistico oligarchico e anti-nazionalpopolare, il quale peraltro, con le medesime fissazioni assembleariste e utopistiche, ha ben più in comune con l’originario movimentismo di Casa Pound di quanto si possa credere.
NOTE

[1] Significativo che CPI pubblichi le proprie opere con il riferimento alla “Testa di ferro”, il giornale del secolo scorso, voce della Fiume dannunziana nel mondo del reducismo combattentistico e arditista.

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46 commenti:

  • Anonimo scrive:
    13 gennaio 2018 21:22

    Per carità sul piano generale i fascisti sono attualmente un nemico secondario rispetto alle classi dominanti attuali. Dopodiché per chi fa militanza nelle strade e nei quartieri popolari sono comunque un problema importante. Tanto per fare l'ultimo esempio in ordine di tempo: ieri sera 12 gennaio, a Genova un gruppo di militanti di Casa Pound ha accoltellato (per fortuna in modo non grave) compagno che stava affiggendo manifesti. Episodi di questo tenore sono quasi la normalità nelle zone di Roma dove Casa Pound è più radicata. Quindi va bene aver chiarito che oggi i fascisti non sono il nemico principale, ma andrebbe sottolineato con altrettanta nettezza che vanno comunque combattuti senza se e senza nei territori dove provano a mettere radici per salvaguardare l'agibilità politica democratica. In quest'ottica dal mio punto di vista vanno assolutamente tenuti alla larga quei "sovranisti" che guardano a Casa Pound come possibile riferimento politico. Per me la linea di confine tra un "sovranismo" ambiguo e un sano sovranismo democratico e costituzionale passa proprio dagli irrinunciabili valori antifascisti.

  • Anonimo scrive:
    13 gennaio 2018 22:37

    Articolo interessante, ma sconta l'evidente scarsa conoscenza dell'autore nei confronti della storia e della realtà del neofascismo italiano. Pensare che le posizioni di casapound siano quelle espresse dal libro di scianca è errato e ingenuo. Mi spiego. E' vero che Adriano Scianca è uno degli intellettuali di riferimento di casapound, ma non è certo l'unico e, soprattutto, bisognerebbe tener conto che, dalla fine della guerra, i fascisti per avere consenso cercano di mascherare le loro posizioni per sdoganarsi ed essere accettati nella società civile. Nel 1951 all'epoca del processo ai FAR (fasci d'azione rivoluzionaria), organizzazione clandestina responsabile di alcuni attentati dinamitardi, Julius Evola, considerato l'ispiratore di quel gruppo eversivo, rivendicò un pensiero pensiero antiegualitario ben anteriore al fascismo storico. La stessa posizione fu tenuta dai dirigenti di ordine nuovo nel 1973 quando subirono lo scioglimento del loro movimento da parte del ministero dell'interno. Quelli di terza posizione (di cui uno dei leader, Gabriele Adinolfi, ha un ruolo di primo piano nella nascita e nell'elaborazione del pensiero politico di casapound) sostenevano di ispirarsi alla tercera posicion peronista e al sindacalismo rivoluzionario soreliano ed esaltavano la rivoluzione iraniana del 1979 e del fascismo rivendicavano solo la rsi. Questi sono solo alcuni esempi per dire che è evidente che i fascisti del terzo millenio cerchino intelligentemente di mascherare alcune loro posizioni per rendersi accettabili. Chiuso il libro di Scianca consiglio all'autore di questo articolo di andare a farsi un giro in incognito nelle sedi di casapound e conoscere quella realtà dall'interno. Scoprirà che in privato, molto più di Nietzsche, D'annunzio, Marinetti e Sorel, i veri riferimenti ideali per i militanti di casapound sono Benito Mussolini e Adolf Hitler. Potrà notare il loro profondo disprezzo razziale verso gli immigrati (abilmente mascherato, invece, nelle dichiarazioni pubbliche), così come la logica rigidamente gerarchica e violenta che li muove sia nell'organizzazione interna, sia nelle azioni verso i nemici esterni. Scoprirà, altresì, che il mutualismo sociale verso gli italiani poveri, è una pratica molto enfatizzata mediaticamente, ma in realtà marginale e molto limitata nelle attività dell'organizzazione. Ecco dopo aver passato qualche mese all'interno, sono certo che l'articolo che scriverebbe il nostro autore sarebbe sicuramente diverso e molto più centrato.

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2018 11:09

    Infatti penso anche io che l'articolo non sia del tutto condivisibile. In alcuni punti secondo non ci piglia proprio.

    Le posizioni antirusse sono quelle che CPI ha sostenuto all'inizio, le ha cambiate dopo aver capito meglio le attuali dinamiche storiche e probabilmente non le riprenderà più, almeno nel breve periodo. In questo si dimostra pericolosamente adattabile.

    Per quanto riguarda l'organicismo, questo manca perché in fondo non hanno un modello diverso di organizzazione sociale da proporre, nel loro programma spicca semplicemente la richiesta di "più lavoro" a regole invariate. Il fascismo storico si fece portatore di un diverso modello sociale per assorbire al suo interno quelle istanze di cambiamento che in quegli anni erano molto più forti di adesso. Se dovessero proporre un modello di cambiamento forse andrebbe nella direzione di rafforzare un ordinamento fortemente gerarchico che è la loro stella polare.

    Ad ogni modo questa mancanza di un modello sociale diverso in un prossimo futuro li renderebbe appetibili per la classe dirigente nostrana che vuole solo una diminuzione della disoccupazione al di sotto del livello di guardia per ristabilire una certa pace sociale mortifera. Ahimé devo aggiungere che la stessa cosa sembra valere a sinistra dove c'è nessun accenno ad un diverso tipo di organizzazione sociale, se non dei vuoti proclami ad un utopico comunismo ed anticapitalismo che non si capisce bene cosa sia. Trovo questo quadro parecchio preoccupante.

    Se entrassero in parlamente sarebbero un centro di attrazione per molti altri soprattutto dopo una eventuale rottura della lega. Poi vedremo cosa accadrà "una volta collassato l'attuale sistema ordoliberista", ma su questo punto sembra davvero di aspettar Godot.

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2018 12:11

    Carissimo amico delle 22.37
    la tua analisi mi sembra la più organica, rispondendo a te rispondo anche agli altri:
    grazie per l'intervento ma non cadiamo in astrazioni o fantasie che ci portano fuori strada. Ho voluto fare un pezzo realistico di attualità e di dottrina politica, non di storia del neofascismo o del fascismo. Non ricondurrei CPI alla storia del neofascismo nè a quella del fascismo. Il contesto internazionale neofascista (guerra fredda, stalinismo, maoismo, guerra in Vietnam ecec) cui ti riferisci è morto e sepolto. Il neofascismo, peraltro, oggi lo si può dire definitivamente, in tutte le sue componenti è stato un fenomeno politicamente marginale, settario. Lo stesso Msi fu sempre raggirato, almeno dopo la Segreteria Michelini per cui bisognerebbe fare altro discorso e qui non è il contesto, tatticamente dall'andreottismo 8come lo fu Borghese del resto). Non discuto certe qualità teoriche e intellettuali, ad esempio di Evola di cui parli, ma se l'Evola di regime fu il teorico ufficiale della sintesi di dottrina della razza, l'Evola dei neofascisti fu un vate di minoranza, ridotto a dai neofascisti stessi a un puro maghetto di frangia, estraneo alle dinamiche politiche dell'epoca. Da cavalcare la Tigre (1961), poi, Evola dichiara chiusa ogni possibilità di rinascita tradizionalista o di comunità organiciste mediante valori o sperimentazioni politiche. apprezzò Ordine Nuovo solo per gli studi pagani del gruppo. Il neofascismo ebbe la possibilità concreta di farsi partito autonomo italiano, svincolato da logiche di permanente sudditanza, con la rivolta di Reggio (eventi che ben conosco per motivazioni storico-geografiche) ma fallì miseramente l'appuntamento storico; come lo fallì il PCI già nel '43 del resto, ma questa è un'altra storia. Il modo migliore per non comprendere CPI è quello che indichi tu o che indicate voi; i militanti ammirano Mussolini, va bene, ma ammirano anche Chavez, Che Guevara, i Karen, Peròn e considerano addirittura Craxi un grande statista nazionalista, un buon riferimento istituzionale. Non so che c'entri con il fascismo il Craxi ferreo apologeta del 25 aprile. Anche i disobbedienti ammirano Lenin ma spesso c'è da chiedersi cosa abbiano recepito della lezione storica dell'Ottobre rosso? Parte I
    roberto

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2018 12:17

    Mussolini fu sicuramente onesto quando scrisse, negli anni '30, ormai al potere, nella "dottrina del fascismo": "Il fascismo nacque da un bisogno di azione e fu azione" niente altro che questo, per diventare forma partito e iniziare la grande scalata al potere vi era bisogno di sangue offerto e subito. Mussolini costrui una simbologia politica e una dottrina del regime attorno ai caduti. Sternhell, Nolte e De Felice hanno spiegato cosa fu il fascismo. Non può essere tutto fascismo e ovunque fascismo come vogliono molti compagni che sbagliano pericolosamente oggi come sbagliarono negli anni 20.Nella realistica considerazione del diverso contesto storico,il casapoundismo può essere fascista quando assalta la casa del Grande Fratello o l'ambasciata Ue in Italia costruendoci sopra una mitologia programmatica politica. Ma non è quella la natura di CPI; ormai è evidente: furono eventi episodici.Per il resto no, con la nuova sterzata xenofoba non direi CPI uguale fascismo; altrimenti il National Front inglese è fascista? Il lepenismo è fascismo? Gli xenofobi olandesi fascisti? In Austria i fascisti sono al potere. …?Non mi pare proprio. E credi non vi sono militanti lepenisti che ammirano Mussolini? Senza dimenticare, che il fascismo si impose, come spiegava bene Bordiga, perchè seppe farsi fazione con quella parte del capitale italiano, che, nella logica produttivistica postguerra, stanca dei giochi inconcludenti giolittiani, che avevano fatto ormai il loro tempo, continuava a temere, con la formazione della Repubblica di Weimar (1918-1919), l'imperialismo pangermanico, ben più di ogni altro pericolo. Proprio Giolitti aveva concesso, come saprai, brevetti e privilegi alla grande industria del Kaiser. Se leggi tutta la storia del fascismo dal 19-22 attraverso gli scritti di Mussolini ne Il popolo d'Italia, è ossessiva e stucchevole quasi, oserei dire, l'insistenza maniacale con cui il politico romagnolo descrive i comunisti ed i socialisti italiani come agenti dell'imperialismo finanziario tedesco che punterebbe, con la presunta (e per me indimostrata almeno per Nitti) compiacenza di Nitti e Giolitti, alla conquista economica del belpaese. Attaccando i comunisti attaccava una fazione della classe dirigente liberale per la loro comune sudditanza al partito del capitale tedesco.Mi sembra invece che questo ruolo antigermanico oggi, mutandis mutandis, lo abbia preso Salvini e non ci sia più spazio per CPI, che si va spostando verso (così mi pare) un altereuropeismo avendo abbandonato l'antieuropeismo del 2013...Salvini coltiva poi i rapporti con la Russia ben più di CPI (ti faccio notare che militanti nazionalisti ucraini erano a Acca larentia pochi giorni fa, dunque non ha rivisto CPI la sua posizione filoukraina) Ma Salvini, a differenza di Mussolini, non è un sovversivo sciovinista, reazionario, che punta a un regime reazionario massa, dunque finirà, quasi certamente, per istituzionalizzare fatalmente la spinta antitedesca ed anche antifrancese, visto lo shopping transalpino in casa nostra, che sale ormai dalla pancia del paese. Per questo urge una forza patriottica autentica. Secondo me, in conclusione, se si vuole per forza interpretare CPI alla luce delle categorie storiche del fascismo, si è del tutto fuori strada e si fa un piacere a CPI. CPI con l'indirizzo dell'identità sacra europeistica che mi pare corrispondere alla nuova fase partitica, è fuori da questa dimensione; perchè non additare (e qui più forte ancora la mia critica ai compagni)se si è realmente una forza di liberazione nazionale perenemmente il massacro europeista mediante conquista economica e il genocidio sociale della Grecia come simbolo concreto della europa massonica franco-tedesca? Va bene parlare di palestinesi o di migranti che spariscono in mare, ma perchè sarebbe moralmente e politicamente peggiore tutto questo di quanto successo in Grecia negli ultimi 10 anni? Perchè ce lo chiedono Soros e Attali di ricordare solo i migranti?
    roberto

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2018 18:02

    "Perché ce lo chiedono Soros e Attali di ricordare sopratutto i migranti?"
    Domanda assai pertinente.
    E' inutile girarci attorno: la LIBERTA' se la sono sgraffignata altri.

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2018 18:14

    per vostra informazione

    nuova aggressione fascista a genova.....


    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1810425328969017&id=1594169697261249

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2018 23:14

    Mi spiace, ma sinceramente continuo a pensare che l'autore dell'articolo non abbia affatto capito cosa sia casapound.
    1) casapound non è fascista? Curioso sostenere questa tesi dal momento che il vero capo politico di casapound, Gianluca Iannone, anche pochi giorni fa in una intervista su libero ha rivendicato di essere fascista (cosa che i lepenisti francesi o i nazional-liberali austriaci mai hanno fatto). Del resto, oltre a frequentare i militanti di casapound e chiedere a loro se sono fascisti o nazisti e ascoltare direttamente le loro risposte, basta scorrere i titolo della casa editrice di casapound, la casa editrice "AGA" che ha pubblicato anche il libro di Scianca citato nell'articolo. Sono al 90% libri apologetici dello squadrismo, di Pavolini, delle Brigate Nere, Scritti di Farinacci, Berto Ricci, Marcello Gallian. Poi ci sta il libro di Scianca e 3-4 testi su Fiume. Questi sono i libri su cui si formano i militanti di casapound. Ovviamente non mancano l'esaltazione delle gesta criminali dei sanbabilini milanesi in un libro del terrorista nero Murelli, nonchè il pensiero sulla questione carcere di Gilberto Cavallini noto esponente dei nar.
    2) casapound non c'entra con la storia del neofascismo? e qui francamente mi scappa una grassa risata. casapound nasce nella comunità militante che faceva riferimento a Gabriele Adinolfi (uno dei leader di terza posizione) e Rainaldo Graziani (leader negli anni 90 di meridiano zero e figlio del capo di ordine nuovo Clemente Graziani). Dalle università d'estate organizzate da questi e altri personaggi storici del peggior neofascismo nasce l'idea, nel 2002, di occupare lo stabile di via Napoleone III. Lì nasce casapound. Nel 2006 casapound entra nella fiamma tricolore, con esponenti quali Maurizio Boccacci, il neonazista romano più famoso, e Piero Puschiavo leader del veneto fronte skinheads. Non è neofascismo questo? E che dire del corteo di Acca Larenzia: un corteo militare per ricordare i "camerati" caduti negli anni 70 è superamento del neofascismo? Forse l'autore, che non sembra avere grande dimestichezza con gli ambienti di cui parla, non sa come casapound ha conquistato la sezione di acca larenzia: ecco lo invito a cercare nelle notizie di cronaca nera del 2012 quando venne gambizzato l'ex-nar Francesco Bianco da Carlo Giannotta, il capo della comunità militante di acca larenzia, quello che ha permesso a casapound di gestire la sezione...
    3) Quanto a Che Guevara, già lotta di popolo nei primi anni 70 lo ammirava, il fronte della gioventù nel 1987 fece un manifesto per ricordarlo nel ventennale della morte, freda addirittura ammirava mao. Dunque non vedo nessuna novità in casapound che tenta di appropriarsi di guevara e chavez. Così come non è una novità l'ammirazione per Craxi. Nel 1990 al congresso del msi a Rimini, che incoronò Rauti segretario, venne fatto un sondaggio tra i delegati missini dove risultò che Craxi era il secondo politico più ammirato dopo Mussolini. Fu la corrente di Beppe Niccolai a sdoganare tra i neofascisti degli anni 80 figure come quelle di Craxi e Mattei. Questo perchè, come ho spiegato nel mio primo intervento, i fascisti hanno sempre avuto la necessità di rendere accettabile all'esterno la loro immagine. Operazioni simili non sono certo una invenzione di casapound.
    4) Nell'articolo, infine, non si fa riferimento a come si finanzia casapound. Sarebbe interessante mettere in luce i rapporti con gli Spada a Ostia, così come il coinvolgimento di militanti di cp in alcuni fatti di cronaca nera a Roma: ad esempio nell'omicidio del broker Silvio Fanella avvenuto nel 2014. Ecco, non è possibile avere un quadro completo di ciò che casapound è veramente senza incrociare questi dati di realtà all'analisi teorica.

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2018 12:39

    Carissimo, purtroppo ti sfugge il "Che Fare" e tutta la parabola politica leninista.
    Basta imitare il fascismo per essere fascisti? Basta ammirare Mussolini o spendere buone parole per lui per essere fascisti? Allora anche il vicesindaco di Firenze, Sguancia PD, che ieri ha dichiarato Mussolini il più buon statista italiano è sulla via di essere un fascista; o Pirozzi o finanche Berlusconi.
    No, non è così.
    Il fascismo fu un movimento reazionario di massa; che poi sarà reazionario nella sua sostanza lo vedremo definitivamente dopo il 1922 poichè il capo delle camicie nere ben aveva saputo nascondere le sue strategie almeno sino al ^21. Solo Trocki lo aveva capito prima dove andava a parare Mussolini. Movimento sovversivo e reazionario di massa, di piccoli borghesi nei centri urbani, di proprietari terrieri nelle campagne ma anche in vari casi di contadini ridotti al lastrico, con il potere Mussolini puntava allo stato potenza reazionario e imperialista. Avverra tutto come previsto da Trocki. Superando la dimensione sociologica, che oggi non può essere pedissequamente riadattata al contesto dell'epoca di un secolo fa circa, CPI non è reazionaria, non è di massa (almeno per ora), non è nemmeno più sovversiva non è nemmeno imperialista italiana ma con l'identita sacra di Scianca europeista.
    Credimi, l'unico che oggi - mutatis mutandis - potrebbe avere la carta del partito fascista sulle mani è Salvini, ma non ha nè la volontà, nè probabilmente l'ideologia di fondo, che Nolte giustamente ha definito "la resistenza contro la trascendenza", dove trascendenza sta per movimento dialettico di fondo della storia hegeliana. O comunque, allora se CPI è fascismo, piu credibili sono le analisi di alcuni trockisti internazionalisti esperti di Europa orientale per cui CPI non è in realtà0 fascista, ma lo sono invece, effettivamente, settori dell'estrema destra russa in parte vicini a Putin o di estrema destra polacca come la Falange nazionale cristiana, che porta decine di migliaia di persone alle manifestazioni dell'11 novembre o in altre. Lì il pericolo è ben piu reale che nel caso di CPI, a mio modesto parere.

    roberto

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2018 17:38

    Nell'ultima risposta di Roberto Ferretti c'è tutta l'incomprensione della questione. 1) En passant: c'è un acerta differenza tra uno del PD o un Berlusconi che magari ammirano in senso lato alcuni aspetti di Mussolini o del fascismo e chi crea una organizzazione politica che al fascismo si ispira e ne esalta ideali e metodi (lo squadrismo ad esempio), ed i cui militanti sono disposti ad usare violenza in nome di quegli ideali e a subire denunce e carcerazioni. Ma per Roberto Ferretti nemmeno chi negli anni 70 ha ucciso ed è morto in nome del fascismo era in realtà fascista. Eh sì nemmeno il msi, i nar, ordine nuovo, terza posizione ecc. non erano in condizioni di trasformarsi in regime reazionario di massa, dunque non erano fascisti! Cavolo, altro che antifascismo militante sarebbe bastato così poco per neutralizzare chi metteva bombe, sognava golpe o sparava ai compagni. Bastava che ci fosse stato Roberto Ferreti a insegnare a chi spendeva la propria vita in nome del fascismo che in realtà non era veramente fascista.
    2) Sforzarsi di capire le organizzazioni costituite dai fascisti dal 1945 ad oggi utilizzando le categorie del PCI degli anni 30 o il pensiero di Trocki e dei trockisti è un metodo analitico che preclude la comprensione del fenomeno. Sarebbe come voler capire Al Qaeda e l'Isis partendo dalle categorie teologiche dei lefebvriani...impedisce di cogliere l'essenziale, cioè cos'è il fascismo per i fascisti.
    Come primo piccolissimo passo per iniziare ad avvicinarsi alla comprensione minima di quella realtà gli consiglio di leggere questo breve articolo, comparso sul sito giornalistico di casapound, il primato nazionale, scritto da Gabriele Adinolfi in memoria del capo militare di terza posizione Peppe Dimitri. Serve per iniziare ad approcciarsi alla dimensione antropologica e alla Weltanschauung che muove casapound nel profondo, così come muoveva i militanti del msi nel dopoguerra e gli squadristi negli anni 20. Ecco se come primo passo non si inizia ad approfondire questa dimensione è impossibile scrivere di casapound e neofascismo sperando di approssimarsi alla comprensione del fenomeno. Ecco che allora si inizierebbe a capire l'importanza del corteo per acca larenzia e il vero senso di meme propagandistici di questo tipo che per chi li fa vanno ben oltre il nostalgismo: http://2.bp.blogspot.com/-S53udwf1-2U/UgZ9Yy7DooI/AAAAAAAACrY/ZDZalfK6lYA/s1600/franchi+tiratori.jpg
    4) Ovviamente se si iniziasse ad inquadrare correttamente il fenomeno diventerebbe evidente che il vero problema rappresentato dai neofascisti, non sta nelle loro teorie (sempre adattabili e sempre camuffabili a seconda del contesto e del momento storico), nè nella possibilità di restaurare un regime simile a quello di Mussolini. Il vero problema sta nel fatto che la loro dimensione esistenziale avventurista e la loro Weltanschauung superomista li rende strumenti (più o meno consapevoli) delle classi dominanti. Fu così negli anni 20 con lo squadrismo (anche se non fosse sfociato nel regime, avrebbe comunque svolto un utile ruolo antiproletario per il padronato rurale e industriale), fu così negli anni 70 con le stragi e il terrorismo anticomunista, è così potenzialmente oggi per due motivi. Da un lato deviando il malcontento popolare nella guerra tra poveri contro gli immigrati anzichè incanalarlo nella lotta tra chi sta in basso e chi sta in alto, dall'altro, permettendo ai mezzi di comunicazione mainstream di enfatizzare la forza di casapound per dare l'impressione che fuori dal sistema attuale c'è il pericolo di un nuovo fascismo. 5) E' evidente che la sinistra patriottica non deve cadere nella trappola dei mezzi di comunicazione di potere intruppandosi nel finto antifascismo liberale o radical-chic, ma è altrettanto ovvio che non nel futuro, bensì nel presente, occorre contendere l'egemonia tra le classi popolari a tutte quelle forze che indirizzano la rabbia sociale verso obiettivi fuorvianti e propagandando narrazioni tossiche (siano reazionarie, xenofobe, antiegualitarie, ecc.).

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2018 18:11

    Scusate nel mio commento precedente ho dimenticato di postare il link dell'articolo di Adinolfi, eccolo: https://www.ilprimatonazionale.it/cultura/pepe-dimitri-42622/

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2018 19:09

    Sì ma non vieni mai al centro del concetto. Non vieni al leninismo dell'analisi concreta della situazione concreta. Stiamo parlando di politica, non di scienza dottrinaria esoteristica teosofica o evoliana.A livello di neofascismo, già ti ho detto che fu fenomeno inessenziale e marginale politicamente, raggirato sulla tattica, completamente, dalla fazione dirigente di Andreotti e piegato alle esigenze strategiche di questa. Mi pari soffrire della medesima mitologia autoreferenizale, settaria, di questi gruppuscoli alla CPI. Spacchi il capello in quattro per CPI e non hai mai citato, in alcun post, il problema euristico o del Sovranismo patriottico costituzionale di una forza di Sinistra, su cui invece nei nostri ambienti si sorvola in nome dell'antifascismo.
    Oggi la questione è unica: c'è un totalitarismo del grande capitale eurocratico bancario politico,che ha affamato il popolo greco e moltissimi altri (tra cui noi italiani del Sud) mediante conquista finanziaria franco-tedesca, si o no?
    Quanto a CPI, per te, in sostanza, lo fai capire tra le righe, Di Stefano è potenzialmente il nuovo Mussolini, che ci ritroveremo a breve alla guida di masse nazionaliste....Io non condivido questo. Ma lo si vedrà a breve comunque. Certo, occorre combattere CPI se farà opera di repressione sociale filoeuropeistica (e ventilavo questa possibilità) ma senza nemmeno cadere, noi, sulla confusione che c'è a Sinistra sulla questione nazionale, dell'euro, dei migranti ecc
    Giustamente stigmatizzi i mezzi di comunicazione mainstream che enfatizzano la forza di casapound per dare l'impressione che fuori dal sistema attuale c'è il pericolo di un nuovo fascismo, ma cadi nello stesso errore; se quelle fazioni di classi dominanti (antileninisticamente immagini peraltro nella classe dominante un blocco monolitico)volessero qualcuno più credibile di CPI pronto all'uso già lo avrebbero. Salvini ha spostato molto a destra, anche in termini di elettori e militanti, l'asse leghista e rappresenta una consistente fazione del mondo bancario e dirigenziale del Nord Est italiano, che ha ben altro peso, nel capitalismo nostrano, di chi può finanziare CPI -....
    roberto

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2018 19:14

    Ho letto anche il ricordo di Adinolfi sul Dimitri che mi hai consigliato.
    Quanto mitologia, quanta autorefenzialità.... Se i fascisti son questi, dormiamo sonni tranquilli. Abbi fiducia compagno. Datti uno sguardo piuttosto al movimento polacco Falange nazionale cristiano, di ben altro spessore e forza.
    Roberto

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2018 20:00

    Fra le altre (è il mio primo commento in questo articolo) cose questi di CPI vivono ancora di quell'anticomunismo viscerale del mondo di ieri. Sulla rivoluzione russa scrivono:

    non vi fu mai nessuna rivoluzione proletaria in Russia, ma un colpo di stato finanziato dai tedeschi, secondo perché la rivoluzione, quella vera, non l’avevano fatta i proletari ma l’esercito e i socialdemocratici

    Cioè costoro sostengono ancora la disastrosa rivoluzione liberale, quella che costrinse la Russia a restare in guerra a ad infliggere ulteriori sofferenze ad un popolo già estremamente.

    Certo la rivoluzione liberale di febbraio sarebbe stata più moderata con quelle classi abbienti che pensano di essere il solo ceto indispensabile e che CPI non esista a sostenere.

    Non ha tutti i torti chi pensa che il fascismo e i liberali siano due facce della stessa medaglia.

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2018 20:01

    Perdonami, dimenticavo..., per mostrarti ulteriormente come le tue dotte analisi abbiano poi, sul piano della praxis, il fiato corto e siano un po' astratte, mi hai costruito una mitologia del neofascismo nei precedenti post, ma hai dimenticato anche qui l'essenziale. Il neofascismo italiano - secondo quello che tu consideri fascismo!- nel '94 se non erro arrivò alla stanza deio bottoni; ebbene cosa fece questo neofascismo al potere? Andò alla conquista dell'Africa? Mandò i compagni al confino? Proclamò l'Italia nuova Roma marziale e autarchica? No, il contrario! Nemmeno si prese l'Istria e la Dalmazia che Milosevic gli pose su un piatto d'oro....suvvia, non siamo ridicoli.. Casomai, rapportandosi all'oggi, non so se conosci la Grecia, il caso albadorato ellenico potrebbe essere diverso (da qui il riferimento nell'articolo), si è in presenza vera di un miscuglio pericoloso di neonazismo (piu che neofascismo) e metaxismo classico e gli arresti del 2013 lo mostrano; ma vi sono varie correnti e una forte protezione esercitata dalla Chiesa greca. Il discorso sarebbe assai lungo.
    Roberto

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2018 01:28

    1)Di Stefano il nuovo Mussolini alla guida di masse nazionalistiche? Veramente nel mio commento precedente ho scritto: "se si iniziasse ad inquadrare correttamente il fenomeno diventerebbe evidente che il vero problema rappresentato dai neofascisti, non sta nelle loro teorie (sempre adattabili e sempre camuffabili a seconda del contesto e del momento storico), NE' NELLA POSSIBILITA' DI RESTAURARE UN REGIME SIMILE A QUELLO DI MUSSOLINI." Il punto è che i fascisti sono fascisti anche se non hanno seguito di massa e non vanno al potere. Io sostengo che i fascisti sono pericolosi anche quando non sono al potere. Provo a spiegarmi con due esempi: io dico che i neofascisti negli anni delle lotte operaie dall'autunno caldo in poi, hanno svolto oggettivamente un ruolo funzionale allo status quo, commettendo stragi, tentativi di golpe e assassinando 15 militanti di sinistra in diversi scontri e agguati dal 1967 al 1980. Erano un fenomeno politicamente marginale? Certo che sì!!! Nondimeno erano un problema concreto per i compagni che portavano avanti la lotta politica e sociale nei territori.
    Venendo ad un esempio più recente: Alba dorata ha possibilità reali di prendere il potere in Grecia? Diciamo che ne ha qualcuna in più di casapound in Italia ma è ancora molto lontana dal raggiungere quell'obiettivo e anche in Grecia il nemico principale restano le oligarchie dominanti eurocratiche. Eppure Alba Dorata è responsabile di aggressioni brutali a immigrati e in vari casi ha conteso a suon di mazzate il terreno ai compagni greci. Tanto è vero che i militanti di Laiki Enotita, che sono assolutamente consapevoli di chi sia il nemico principale, non si sottraggono alle pratiche antifasciste anche più dure.
    Se si capisce cos'è casapound ci si rende conto che il pericolo non sta in Di Stefano nuovo Mussolini (ahahaha!) ma nella natura squadrista assolutamente presente nella weltanschauung e nelle pratiche di quell'organizzazione. Potrei fare un elenco dettagliato delle aggressioni di cui i militanti di casapound si sono resi responsabili nei confronti di militanti e sedi di sinistra (alcune anche con conseguenze gravi, come nel 2015 a Cremona con un compagno in coma) fino all'accoltellamento di venerdì sera a Genova. Ora sono pochi, ma se dovessero crescere si avrebbe un aumento costante di episodi di questo tipo. Certo fin che la sinistra patriottica che giustamente evochi, esiste solo in un articolo su un blog, può considerare queste questioni militanti totalmente inessenziali. Ma se un domani uscirà dall'astrazione ed esisterà nella realtà, prima o poi si troverà ad incrociare anche i militanti di casapound contendendo spazi anche a loro: ecco, in quel caso, non sarà molto efficace argomentare sul fatto che secondo la leniniana "analisi concreta della situazione concreta" loro non sono veri fascisti...

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2018 01:28

    2) Inoltre, sia le forze fascistoidi come alba dorata e casapound, sia quelle della destra populista-identitaria come la lega e i lepenisti, pongono due problemi politici non trascurabili ad una eventuale sinsitra patriottica. Primo perchè usano le tematiche sovraniste e i riferimenti alla comunità nazionale per alimentare una visione sostanzialmente xenofoba e regressiva e questo, a chi si vuole appropriare delle tematiche della patria e della sovranità in chiave democratica ed emancipativa, complica dannatamente le cose. Secondo perchè finiscono per dirottare il malcontento sociale verso gli immigrati, distogliendolo dalla comprensione del vero nemico. E questa opera è già abbondantemente in atto. Basta girare una qualsiasi zona popolare per rendersi conto che sta diventando senso comune il fatto che "i servizi sociali sono scadenti perchè dobbiamo dare 35 euro al giorno ai profughi", che "la sanità va allo sfascio perchè il pronto soccorso è pieno di stranieri", che "le case popolari sono tutte regalate agli immigrati", "immigrati che ci rubano anche il lavoro". Le critiche all'euro, alla UE, alle elites globaliste, alle politiche liberiste si perdono in questo magma qualunquista e razzistoide. Questa è la realtà in larghi settori popolari e questa è la funzione oggettiva che svolgono le varie "destre" anche se non vanno al potere. Questo rappresenta un problema già oggi, assolutamente concreto per chi vuole provare a costruire una sinistra patriottica. Certo, non bisogna perdere di vista il nemico principale, ma nemmeno bisogna concedere spazio a chi favorisce quel nemico alimentando la guerra tra poveri. Dal mio modestissimo punto di vista non è possibile combattere efficacemente il grande capitale eurocratico, senza contendere a fascisti e populisti-xenofobi l'egemonia sulle masse popolari. L'una cosa è connessa all'altra.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2018 10:30

    Dibattito interessante, ma rischia di diventare astruso.
    Ho capito che CPI è un animale strano, magari sarà pure vero che non è fascista secondo i canoni classici...
    Ma quello che a me interessa è: si metterà CPI, se si precipita nel caos sociale, se il capitale non può dominare nel quadro costituzionale, al servizio dei poteri forti (come fecero Mussolini e Hitler) per far fuori la sinistra rivoluzionaria e con essa l'autorganizzazione degli operai, e con essi lo stato di diritto?
    Attendo risposta dall'autore dell'articolo.

    Intanto segnalo che CPI sembra stia andando forte con la raccolta firme per le elezioni....

    http://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/entusiasmo-casapound-quasi-30-mila-firme-raccolte-nel-primo-fine-settimana-78385/

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2018 10:47

    Dalla quantità di commenti, sembra chiaro che l'argomento "Casa Pound" desta reazioni un po' in tutti. Significa forse che la"destra" ha parecchi seguaci? potrebbe anche essere il contrario. E' senz'altro comunque un sintomo di affannoso disorientamento. Le "bussole" hanno tuttavia le loro ragioni per essere "impazzite".

  • Giulia scrive:
    16 gennaio 2018 11:08

    Sicuramente d'accordo con il compagno Roberto Feretti, più realista, almeno per la situazione odierna, la sua analisi dell'ideologia un po' strana e intrugliata di casa pound. In effetti, sino a pochi anni mi sorprendevano questi di cp; sembravano più rosso-bruni o radicali nazionalisti (c'è una corrente in Germania di anarchici nazionalisti) che fascisti. Poi seppi del blocco studentesco e li ricollegai alla destra padovana

  • roberto ferretti scrive:
    16 gennaio 2018 12:39

    Carissimo,
    condivido ora il tono e la prospettiva dei tuoi interventi ma mi preme una precisazione ancora più specifica. Vedo anzitutto che non rispondi a quanto ti ho detto sui pericolosissimi neofascisti al potere dal '94 che son stati assai meno fasci del .....fanfascismo....e nemmeno comparabili al regime di Mussolini....!
    Poi mi torni come un ossesso sul neofascismo anni '60 e '70, fenomeno marginale, di sfigati politici e minoritario. Ma un po' di autocritica non la facciamo?
    Avevamo il più forte partito comunista d'occidente; masse proletarie e contadine in rivolta ovunque; Torino, allora centro economico industriale del paese, ribolliva. E siamo stati a pensare a Sergio Ramelli (perdonami, un'autentica schifezza) e ad arnesi vecchi vecchi come come Almirante pallide ombre della DC di Andreotti? Qui c'era o stupidità, idiozia politica o malafede bella e buona? E se vedo che gli antifa di ieri oggi son esponenti della sinistra radical europeista e ancora chiamano all'antifascismo, un calcolo me lo faccio. L'imposizione dell'antifascismo dogmatico, della linea Cecoslovacca secchiana sulla Linea più gradualistica e apparentemente più moderata togliattiana, che era per il recupero e la reintegrazione nella famiglia socialista degli ex fascisti (leggi Buchignani: Fascisti rossi), è stata una catastrofe per la sinistra rivoluzionaria. Non riconoscerlo e continuare oggi sulla stessa linea mi pare folle e anti-popolare. Con questo convengo però che ove CPI si macchi di reati anticostituzionali e antipopolari va contrastata passo su passo, colpo su colpo, ma politicamente non con la logica da banda da quartiere antifa. Che sarebbe, te lo ripeto, il miglior regalo per i fascisti veri, che secondo me oggi son più i leghisti populisti che CPI

  • r.ferretti scrive:
    16 gennaio 2018 12:46

    Quanto ad Alba Dorata, l'ideologia classica è il metaxismo, si basa anche sulla cosiddetta "rivoluzione del 21 aprile" dandone una lettura di sostanza tradizionalista, antiamericanista, filortodossa turcofoba islamofoba e non antisovietica (ma anticomunista all'interno certamente); vi sono elementi dichiaratmente nazisti, come Kasidiaris che non si sbilanciano sull'euro ma la componente filortodossa protetta dalla Chiesa filorussa e antieuropeista (radicalmente antieurista antieuropeista) pare da qualche mese all'offensiva (vedi ultimi discorsi Gaitanos anche critici verso la segreteria Albadorata). Sono fortissimi nelle zone più povere della Grecia. Altra cosa da CPI chiaramente. Gli ultimi sondaggi di agenzie di sinistra europeiste li danno al 9 per cento, terza forza politica greca.
    Vedremo comunque che da qui a breve si ridisegnerà la struttura interna - anche ideologica - di AD. Sono certi i finanziamenti da Mosca, che qui in Italia arrivano invece a Salvini.

  • r.ferretti scrive:
    16 gennaio 2018 12:55

    Rispondo oggi all'anonimo delle 1:28

    Grazie per la domanda ed il commento; è assai astruso anche quanto mi chiedi tu.
    Non c'è alcuna sinistra rivoluzionaria italiana attualmente; la sinistra è dominata dai peggiori impulsi mondialisti eurocratici. Vediamo di farla allora!
    Se vi fosse una sinistra patriottica rivoluzionaria e gli eurocrati perdessero il dominio della situazione costituzionale? Si spaccherebbe in più fazioni in lotta reciproca il partito borghese italiano (SUD NORD NORD EST CENTRO ecc); non immaginiamo un blocco monolitico, mai. Vincerà chi riuscirà a saldarsi tatticamente con la borghesia patriottica progressiva (SUD), nemica della borghesia compradora e schiavistica (tendenza EUROPEISTICA) che potrebbe usare il blocco di destra che tu immagini (non penso CPI ripeto, non ha classe dirigente all'altezza, almeno per ora). Questa volta non lasceremo alle destre il dominio tattico del campo sociale, con strategia della borghesia reazionaria, che poi entra a sua volta in lotta con fazioni ancora più reazionarie e scioviniste della destra estremista (Imperialismo mussoliniano e 25 luglio). Una certa fase del maoismo di lotta, "democratico-rivoluzionario" può costituire un buon modello operativo.

  • Giulia scrive:
    16 gennaio 2018 15:02

    Ho letto con grande attenzione tutti i commenti e continuo a ritener più convincenti quelli di Feretti; chiara la forte base gramsciana della sua analisi. Dunque ci può stare quanto dice e quanto fa capire sul blocco sociale leghista potenzialmente ben più fascista e esplosivo di quello di casapound, ormai entrata in ritardo nel match a meno di gravi errori di Salvini (che ha anche ramificazioni internazionali più solide). Mi sfugge allora l'ultimo riferimento al movimento borghese o piccoloborghese del Sud come possibile fronte nazionalista socialmente sovversivo? Posso avere spiegazione? grazie

  • Giulia scrive:
    16 gennaio 2018 15:06

    Inoltre, perchè i movimenti della destra radicale esteuropea sono fascisti a differenza di quelli italiani? grazie

  • roberto ferretti scrive:
    16 gennaio 2018 18:17

    Grazie mille per intervento e per saggia analisi, cara Giulia.

    Sì, penso sia proprio la borghesia e la piccola-borghesia del Sud l'elemento che farà la differenza, se la situazione precipiterà, come ventilava il lettore sopra. E anche questo andrebbe chiesto al commentatore con l'occhio fisso agli anni 70 neofascisti; come abbiamo potuto farci sfilare dalle mani da MSI e AN l'unica situazione veramente PreRivoluzionaria del dopoguerra (rivolta per Reggio capoluogo e poi pure quella abruzzese da MSI aqlmirantiano)?
    Al Nord c'è un blocco sociale propriamente parafascista che sostiene storicamente la Lega, giustissimo quanto dici, non CPI, guarda caso; e mi riferisco al Veneto tutto, a gran parte delle campagne e provincie lombarde, in parte friulane e in gran parte emiliane. Se Salvini riuscirà a compattare questo blocco con quello della borghesia e piccoloborghesia meridionale, non ci sarà più nulla da fare; ma vedo ogni giorno qui che il neo-nazionalismo di destra sovranista (o meglio pseudosovranista dopo l'accordo con FI) leghista non passa - e forse proprio a causa dell'accordo antisovranista non passa- e rimane una forte attrazione per il giustizialismo M5S o al limite per l'indipendentismo antiunitario tradizionale. Dunque, l'elite dirigente antagonistica, l'avanguardia strategica che riuscirà ad attaccarsi al carro del partito del SUD avrà potenzialmente sulle mani il pallino del destino di questo paese: ma non è operazione facile, ci sono serie di problemi che ben immagini: ma è quella decisiva.

  • roberto ferretti scrive:
    16 gennaio 2018 18:39

    2) Si tratta di intendersi. Se il fascismo è tutto - da Peròn a Pinochet passando per Mussolini - come sembra essere per il caro lettore con cui sopra abbiamo piacevolmente dialogato, allora no, CPI fascista, forza Nuova fascista, Alemanno fascista e in parte pure Berlusconi.
    Se il Fascismo è invece una precisa categoria storico-politica ed ideologica come Trostky ben la identificò, meglio degli altri, allora la storiografia più vicina alla realtà del fascismo è quella che si rifà a Nolte e il fascismo è comunque (proprio perchè reazionario e antistorico, e comunque in tal senso destinato alla sconfitta) un movimento di ribellione e resistenza al corso "trascendente" (quello hegeliano crociano diciamo) della storia, dell'umanità. Dunque il fascismo è la calata dei barbari sulla civiltà, non è il semplice movimento di salvaguardia estrema del capitale. E' anche questo, ma in ultima istanza può essere anche altro; e infatti altro fu alla fine, anche in Italia. Da qui la radice francese del fenomeno, ben rilevato da Sternhell (da Maurras alle leghe nazionaliste e al boulangismo prima ancora), l'opposizione furiosa anzitutto al giacobinismo e alla corrente storica Rivoluzionaria ma non da posizioni contro-rivoluzionarie. La formazione stessa di Mussolini socialista marxista oscilla tra Proudhon e Sorel, due acerrimi critici del giacobinismo democratico rivoluzionario. L'interpretazione del marxismo che dette è antistorica e non ortodossa, semireligiosa. Anche Marx fu critico del giacobinismo ma da posizioni antitetiche, come saprai, rispetto a quelle reazionarie e paranazionaliste proudhoniane-soreliste. Dunque da qui puoi capire perchè una certa estrema destra est europea (i battaglioni fascisti russi volontari in Ucraina, in Donbass con croci celtiche e fasci littori, il campo della falange nazionale cristiana polacca, che è antirussa vedi bene ma anche antiNato e antiUe ecc) è, per il trostkismo odierno, ben più fascista di quanto lo siano i movimenti italiani affini. La situazione sociale è tale che tali fascisti te li ritrovi con un certo peso decisionale, con seguito di massa; si ribellano poi, anzitutto, a quello che oggi pare essere il corso "trascendente" della storia; laicismo, secolarismo (che invece CPI quasi esalta), internazionalizzazione dei rapporti culturali e politici, ma non è, in prima istanza, propaganda a parte, ribellione per la difesa dei più deboli e degli esclusi tra i connazionali - come avviene con un movimento di Sinistra sovranista - e non è semplice difesa etnica - come fa CPI con l'identità naturalistica spacciata per identità sacra - ma è addirittura una ribellione che conferisce spessore di sacralità autentica e ortodossa alla loro lotta, che si identifica anche ideologicamente con una certa mentalità fascista da regime reazionario di massa ri-aggiornata (corporativismo, concordato stato chiesa, confessionalismo, militarizzazione, anticlassismo, falsificazione del concetto di comunità popolare piegato a difesa delle classi alte ecc)

  • Giulia scrive:
    16 gennaio 2018 21:51

    Grazie per la chiara precisazione; una sola cosa non riesco a capire, quando scrive
    "l'interpretazione del marxismo che dette è antistorica e non ortodossa, semireligiosa", a chi si riferisce, Proudhon? Sorel? Mussolini? grazie ancora

  • G scrive:
    16 gennaio 2018 22:51

    Il Corriere della Sera ha sostenuto sistematicamente tutti gli uomini politici del Mezzogiorno, da Salandra ad Orlando, a Nitti, ad Amendola; di fronte alla soluzione giolittiana, oppressiva non solo di classi, ma addirittura di interi territori, come il Mezzogiorno e le isole, e perciò altrettanto pericolosa che l'attuale fascismo per la stessa unità materiale dello Stato italiano, il Corriere della Sera ha sostenuto sempre un'alleanza tra gli industriali del Nord e una certa vaga democrazia rurale prevalentemente meridionale sul terreno del libero scambio. L'una e l'altra soluzione tendevano essenzialmente a dare allo Stato italiano una più larga base di quella originaria, tendevano a sviluppare le "conquiste" del Risorgimento.
    Che cosa oppongono i fascisti a queste soluzioni? Essi oppongono oggi la legge cosiddetta contro la massoneria; essi dicono di volere così conquistare lo Stato. In realtà il fascismo lotta contro la sola forza organizzata efficientemente che la borghesia capitalistica avesse in Italia, per soppiantarla nella occupazione dei posti che lo Stato dà ai suoi funzionari. La "rivoluzione" fascista è solo la sostituzione di un personale amministrativo ad un altro personale".

    Questo come si sa dice Gramsci nel 1925. Dunque, se ho ben capito, la tesi di Gramsci non è proprio esatta? Gli internazionalisti trotskisti avevano meglio compreso la deriva sovversiva che agitava Mussolini?

  • r.ferretti scrive:
    17 gennaio 2018 11:36

    Interpretazione marxista di tipo mitico, semireligioso e fideistico (irrazionalistica) è tipica di Mussolini, sulla spinta di Sorel. Se ti interessa l'argomento leggi il libro di Nolte: Marx nel giovane Mussolini

  • r.ferretti scrive:
    17 gennaio 2018 11:45

    Sì, indubbiamente Trotsky comprese il fascismo meglio di tutti gli altri comunisti, ma anche Bordiga.
    Ma il problema oggi non è più questo; la critica che Nolte fa al fascismo è molto più radicale di quella di un liberale o un marxista. E' una critica filosofica e "metafisica", non politica o economica. Il fascismo attacco contro la "trascendenza" della storia (storia come progresso hegeliano-marxista) è stato espulso dall'essere, dal Dio della Storia, dal Dio della civilizzazione moderna! Mussolini, anche per Nolte figlio di Maurras e dei nazionalisti "sociali" di Francia, è un incidente sulla strada dell'Essere e del Progresso borghese e/o proletario. La Storia dunque marcerebbe nel senso o del marxismo o del capitalismo. Cosnidera che Nolte scrisse queste cose in piena guerra fredda, ma la loro validità è per me filosofica e appunto, direi pure, "metafisica". E qui vedi anche la differenza tra un sovranismo marxista o socialista (marcia nel senso della storia) e uno neofascista (destinato ad essere di nuovo espulso dalla storia). Non è un caso che, come dicevo, il fascismo sta ad Est (Polonia, Russia) ma qui in Italia, patria del fascismo, vive in per ora risibili scimmiottature (Salvini) o passano per fascisti movimenti settari come CPI che di fascista non hanno nulla.

  • roberto f. scrive:
    17 gennaio 2018 11:51

    Per dare un'idea della enorme distanza tra CPI e Alba dorata, posto alcuni video di un esponente cristiano integralista di Alba Dorata
    https://www.youtube.com/watch?v=_PHTAidXDDw
    https://www.youtube.com/watch?v=fiK8wHm4JGM
    https://www.youtube.com/watch?v=dKXMcfazByQ

    la distanza con il laicismo assolutista anche anticristiano di CPI non può essere maggiore. Ulteriore dimostrazione dello stile posticcio di CPI che si ispira ai "camerati" ellenici, forza effettivamente radicata nelle zone più povere di Atene e della Grecia e ben più pericolosa degli italiani

  • Giulia scrive:
    17 gennaio 2018 14:06

    Grazie al compagno Roberto per la spiegazione.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    17 gennaio 2018 18:22

    Un dibattito, se si preferisce una diatriba (nel senso nobile del termine) quella suscitata dall'articolo del Ferretti.
    Come redazione abbiamo salutato l'articolo in questione perché lo abbiamo considerato un serio contributo alla comprensione del fenomeno politico che è Casa Pound.
    Non fosse che per non incappare nell'errore che Hegel rimproverava a Shelling, quello di considerare, nella notte, tutte le vacche nere.
    Studiare, studiare e ancora studiare, scriveva Lenin quando, una volta al potere, i comunisti russi dovettero fare i conti con li iato enorme tra quanto appreso dai libri e la realtà vivente.
    Una certa paranoia antifascista, qui sta il punto, non solo conduce a scambiare il nemico principale con quelli secondari, invertendo addirittura l'ordine dei fattori, ma a mitizzare l'azione considerando la teoria un orpello. In ciò, ci sia consentito, è impossibile non vedere la similitudine tra certo estremismo di sinistra odierno e quello dei primi due decenni del secolo scorso, che finì per fornire tante teste d'uovo e militanti agguerriti al movimento mussoliniano.
    La realtà vivente, appunto.
    Non voglia, la nostra sembrare una lezione ex cathedra, ma ci pare si debba rifuggire, come dire, da una certa concezione innatista, ovvero determinista, per cui, un movimento politico sarebbe come un organismo biologico, destinato "per forza" a diventare in atto, ciò che è in potenza. Si può certo parlare di Dna politico di un organismo politico, ma questo suo DNA è metamorfico, cangiante, dinamico, sul quale cioè gli avvenimenti sociali, tanto più quelli grandi e sconquassanti, finiscono per esercitare un peso enorme, a volte per dire l'ultima parola.
    Un esempio ci è costituito proprio dal fascismo ai suoi albori. Dal congresso di San Sepolcro del 1919 (ove considerassimo quel congresso fondativo del Dna) non si poteva certo evincere ciò che il fascismo diventò poi: un movimento-regime reazionario che finì in pochi anni per porsi al servizio della monarchia, del grande capitale e, dulcis in fundo, stipulando un patto storico con la gerarchia cattolica.
    Sarà la rottura che esso subirà presto come conseguenza del suo diventare soldataglia e milizia antioperaia e antisocialista, a segnalare la sua metamorfosi in movimento reazionario. Di lì la nascita degliArditi del Popolo —che le sinistre, anzitutto i dottrinari bordighisti del PCdI, non solo non capirono, ma ostracizzarono in quanto, appunto, combattenti d'assalto antifascisti. Furono lasciati praticamente soli e tenere testa ai fascisti in quella che fu, tra il 1921 e il 1923, una vera e propria mini-guerra civile.
    Cosa diventerà casa Pound? Seguendo le orme del mussolinismo un movimento extra-legale che si metterà al servizio del grande capitale e dei liberisti per schiacciare e disarmare il movimento operaio e socialista e diventare la spina dosarle di un regime di dittatura?
    Forse, ma una delle condizioni affinché lo diventi è ovviamente che esista davvero una minaccia rivoluzionaria, un movimento proletario di massa offensivo.
    Cosa diventerà Casa Pound, passerà, per farsi largo, da un sovversivismo elitario d'annunziano (destinato a restare minoritario nella società) a partito di massa che accetta la legalità liberale e quindi accogliendo, magari in una forma bonapartistica, la "democrazia borghese", ponendo quindi sullo sfondo il suo radicalismo piccolo borghese social-modernista ma anticomunista?
    Forse, ove, come è del tutto possibile, diventasse un movimento elettorale di massa pseudo-sovranista che le élite oligarchiche neoliberiste riterrano necessario sostenere e foraggiare.
    Altre vie possibili sono contemplabili, compresa quella di un'autodissoluzione.
    Resta che Casa Pound, rebus sic stantibus, per principi, valori e visione del mondo, è un movimento a noi nemico, e in quanto tale, va combattuto.
    Come va combattuto, questa è un'altra questione.
    A cui magari dovremo dedicare un altro post. E lo faremo.




  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2018 18:26

    Visto che gli interventi sono molto approfonditi, posto alcuni scritti di ideologia ripresa dal Primato nazionale che è il sito ufficiale di casa pound. Invero, se non ci fosse qua e la apologia di qualche fascista morto e sepolto da un secolo, sembra ben più un orientamento di sinistra o radicale che neofascista.
    Qui difesa della costituzione: http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/costituzione-fascista-45223/
    La costituzione non è per forza antifascista: https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/lantifascismo-non-e-un-valore-costituzionale-la-carta-parla-chiaro-77808/

    Sul Risorgimento posizioni da sovranismo di sinistra di Rosselli, non solo Mazzini e Garibaldi idoli di Casa pound ma anche il "comunista" Pisacane: http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/limportanza-del-risorgimento-per-la-battaglia-sovranista-29011/

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2018 18:31

    Grazie alla redazione sollevazione per l'intervento chiarificatore.

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2018 22:50

    SCUSATE, ma visto che Sollevazione ha queste posizioni sovraniste democratico-costituzionaliste con ispirazione per l'estrema sinistra pisacaniana da ben prima di CASAPOUND è possibile che le abbiano riadattate per un ambiente diverso? Già quando fu preso SOVRANITA'4 anni fa da questi ambienti mi puzzava e pareva chiaramente ripreso. Sbaglio?

  • Redazione SollevAzione risponde:
    18 gennaio 2018 09:06

    Beh... in effetti abbiamo avuto la sensazione che i dirigenti di Casa Pound non solo leggessero con una certa frequenza SOLLEVAZIONE, ma che in alcune occasioni, come dire.... ci abbiano un po' plagiato......

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2018 10:24

    E' proprio vero allora, ben strani fascisti questi di casa pound. Anche terza posizione di cui si parlava sopra come antecedente di casapound non era ben vista affatto dai neofascisti classici

  • roberto ferretti scrive:
    18 gennaio 2018 12:22

    Sono d'accordo; anche questo è un ulteriore elemento che avvicina molto di più CPI all'azionismo classico italiano (Mazziniano o orbitante verso il socialpatriottismo di Pisacane) che al modello del fascismo classico regime, nel corso del quale i riferimenti risorgimentali della sinistra (mazziniani o rivoluzionari socialisti) erano appannaggio di marginali correnti della sinistra interna; consiglio al riguardo gli studi di Lanaro e Parlato. Poi come sostiene giustamente la Redazione, con il Concordato il fascismo diviene ancora altra cosa e risalta il suo debito verso il nazionalismo autoritario francese di Action francaise. Non concordo invece con la Redazione quando sostiene, come faceva De Felice, che Mussolini del '19 sarebbe diverso da quello del '29; c'è un ottimo studio di Eros sugli Arditi del popolo, che la Redazione ben conosce, che rileva che dal '15 la posizione di Mussolini e dei sincalaisti nazionalisti è già Reazionaria e contro-rivoluzionaria, se non in senso classico, in senso tattico.

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2018 18:32

    Condivido senz'altro toni e prospettive sia della Redazione di Sollevazione sia del compagno Ferretti, ma non questo lapidario giudizio di commento della Redazione:
    i dirigenti bordighisti del Pcdi non solo non capirono, ma ostracizzarono in quanto, appunto, combattenti d'assalto antifascisti gli Arditi del Popolo.
    Beh...non sarei così drastico e lapidario; gli Arditi del Popolo non erano comunisti nè tanto meno marxisti, ho studiato la realtà emiliana del fenomeno, non direi si stato un grave errore quello di Bordiga e dei suoi. Bisogna considerare il fondamento vitalista e anrchicheggiante del movimento, molti di loro avevano proprio quesll'estrazione, nel DNA, dannunziana e futurista che l'articolista intravede in chiaroluce alle origini movimentiste di casa pound.
    Grazie per tutti gli interventi assai importanti.

  • Roberto Ferretti scrive:
    18 gennaio 2018 20:19

    Chiedo scusa, errando ho attribuito a Eros Francescangeli un giudizio che non esprime, nel suo ottimo saggio su Gli Arditi del popolo, che ho rivisto appena poco fa.
    No, secondo Eros, il fascismo antemarcia, diciannovista, sarebbe ancora dentro la caratterizzazione di movimento operaio e come dice De Felice nella nota Intervista sul fascismo, sarebbe collovabile nell'orizzonte dei movimenti di sinistra democratica. Anche la Redazione di Sollevazione pensa che il c.d. "sansepolcrismo" del '19 sia altra cosa dal regime; in realtà, invece, a mio parere la rottura, la scissione ideologica di Mussolini è ben anteriore. Il Mussolini interventista è già fascista ed imperialista, è già maurrassiano e "francese", pronto ad entrare con ruolo non di solo comprimario nella lotta di fazioni che stava devastando la classe dirigente italiana; si noti, appunto, che Mussolini in un gioco molto particolare e poco studiato è utilizzato e tenterà di utilizzerà le elite del capitalismo francese che lo sostenevano, proprio individuando nel partito tedesco del capitalismo italiano dell'epoca (Nord e Genova) il primo nemico della nazione e dell'imperialismo espansionista italiano, a cui Mussolini inizierà a votarsi con tutto se stesso; il "sansepolcrismo", del resto, è già irredentista ed imperialista. Se è vero che c'è l'occupazione di Dalmine (i proletari con il tricolore) è vero che gli attacchi alle sezioni socialiste e all' "Avanti" sono praticamente un fenomeno parallelo al "sansepolcrismo", ben precedente il noto "patto con gli agrari" emiliani e cremonesi.

  • Bergamo rossa scrive:
    19 gennaio 2018 10:28

    Se possobile vorrei una risposta dalla redazione o dall'autore. Si dice sopra che il fascismo sarebbe morto qui con la morte di Mussolini e degli altri fascisti e che oggi tracce di fascismo spno più in Est Europa che altrove. Ma che pensare allora di Israele? Molti dirigenti isrealiani vengono da partiti filofascisti. es primo ministro Begin. E pare anche famiglia di Bibi Netanyahu presidente attuale. Israele sostiene anche movimenti di estrema destra in varie parti se sono vere le notizie divulgate e non sono fake. Che idea dobbiamo farci di questo?

  • roberto ferretti scrive:
    19 gennaio 2018 20:32

    Non ho propriamente detto che il Fascismo muore con Mussolini o a Piazzale Loreto. Ho detto che per es peronismo da un lato o pinochettismo dall'altro non sono fascismo. Già l'Oas franco-algerina per certi versi è più vicina ad un'esperienza di neofascismo. Senza dubbio oggi CPI non è è fascista o coerentemente neofascista e non ritengo lo possa ormai diventare per i motivi sopra spiegati. Il discorso sul fascismo non è così difficile da capire come quello sul Comunismo con le sue mille tendenze (dal lenisnimo al bucharinismo, dal maoismo alla Cambogia rossa, dal Vietnam all'ERP argentino ecc); ci sono le pagine fondamentali di TROTSKY, NOLTE a cui già ho fatto riferimento e lo studio sulla Destra Rivoluzionaria in Francia dal 1870 al 1914 di un socialista ebreo antisraeliano, Sternhell, come pre-fascismo vero e proprio. Se non si parte da queste basi, tutto diventa fascismo, anche i colonnelli greci o la dittatura militare di Videla, che non hanno per me assai a che spartire con il fascismo classico.
    Per lo stesso motivo, così, Israele non può avere i caratteri di fascismo; il retroterra storico mitico (fondamentale per il fascismo) israeliano non esiste, dunque ciò che può essere valido per esperimenti reazionari - ieri - con mobilitazioni attive di massa nel mondo latino (francese italiano) o nel mondo polacco russo ucraino - oggi - non può valere per Israele. Poi se è vero che Mussolini a tratti usò la carta sionista contro gli inglesi, così fece pure Stalin ma nessuno può considerare Israele socialista ammesso l'Urss collettivista con Burocrazia di casta lo fosse, secondo me no chiaramente. Israele possiede alcuni elementi da stato fascista, secondo certe impostazioni dei compagni arabi o israeliani; si riferiscono per dire al nazionalismo sciovinista esasperato, o alla militarizzazione della vita civile, o alla intolleranza razziale teocratica, o alla economia privata in mano a lobby militari e consorterie mafiose dell'esercito Tsahal ecc ma gli manca proprio quel retroterra storico tradzionalistico che ne possa fare un esperimento reazionario puro come il fascismo fu.
    Si, io penso sia vero che alcuni fazioni del Partito Militarista israeliano sostengano l'estrema destra oggi (senz'altro negli USA e in vari paesi europei pure, in Italia Salvini, è notorio questo); così come penso sia vero che l'estrema destra israeliana nazionalistica sia in ottimi rapporti sia con la comunità europea di Visegrad sia con il partito di Putin che ha una fortissima e molto potente rappresenza israeliana. Penso che mai come oggi le relazioni tra un certo ebraismo americano genericamente "cosmopolita", Liberal e il militarismo nazionalista israeliano sia ai minimi storici; quel che abbiamo visto nella faida pubblica tra Soros e l'elite dirigente israeliana attuale è poco o nulla di fronte a quanto sta accadendo. E' un conflitto molto importante su cui tutti sorvolano e non capisco perchè.

  • Anonimo scrive:
    20 gennaio 2018 09:24

    Ringrazio la redazione e l'autore per questi grandi e importanti contributi.

  • leonardo b. scrive:
    20 gennaio 2018 12:54

    RINGRAZIO ANCHE IO L'AUTORE IL COMPAGNO FERRETTI PER LE RISPOSTE RICEVUTE

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