martedì 30 gennaio 2018

CASA POUND: MARCO MORI DOCET

[ 30 gennaio]

VERO MARCO: "LA STORIA NON È COME UN FUMETTO"

«Preferirei votare un partito che non abbia nulla a che fare col fascismo ma non si presentano altri partiti sovranisti votabili che non siano Casa Pound per cui, seppur senza eccessivo entusiasmo, voterò CPI».


Per quanto sia sconfortante, per quanta amarezza ciò produca, occorre guardare in faccia la realtà: i "fascisti del terzo millennio" pescheranno voti anche nel campo del sovranismo costituzionale

Se lo meritano? No, se il merito va attribuito a coloro che per anni, con tanta fatica, senza mezzi e contro il fronte eurista, hanno girato il Paese in lungo ed in largo per controinformare, spiegare e divulgare perché e per come l'eurozona fosse un gabbia per il popolo lavoratore e la riconquista della sovranità nazionale fosse necessaria al Paese.

Casa Pound è, da questo punto di vista (non meno della Lega salviniana), un movimento di scrocconi, di gente che va a sbafo, di parassiti politici. Sono come il cuculo, che depone le sue uova in nidi altrui. 

Se questo è potuto accadere, oltre ad una società "liquida" in cui gli ideali non contano più un cazzo per nessuno, è certo a causa di nostri limiti ed errori; ma è anche responsabilità di tutti quelli che ce l'hanno messa tutta per isolare la sinistra patriottica. A chi ci riferiamo?  Sia a certa sinistra radicale che considera la sovranità nazionale come fumo negli occhi, sia a quelli che, nel campo sovranista ci hanno ostracizzato con la solfa che non ci sarebbero più né destra né sinistra.

Il prodotto, tra gli altri, sono mosse come quelle di Bagnai e Marco Mori, che si sono prestati all'operazione cosmetica di forze di destra che debbono cosmeticamente camuffare a sinistra il loro operato per raccattare più voti possibili.

Ci siamo già occupati dell'amico Marco Mori e della sua scelta di candidarsi con Casa Pound. Ci ritorniamo consigliandovi di ascoltare una sua intervista programmatica dove egli spiega la sua scelta di candidarsi con Casa Pound (vedi più sotto)

Che dimostra questa intervista? Anzitutto: che né la cifra del talento né quella dell'erudizione giuridica danno come prodotto un grande dirigente politico. In secondo luogo: che un'ambizione smisurata porta a imboccare scorciatoie che si rivelano quasi sempre fatali.

Lasciandovi all'ascolto di Mori, segnaliamo le perle più significative del suo discorso:

(1) MARCO MORI: "Le categorie ideologiche sono morte, servono solo al regime per dominarci. Se fossero ancora valide mi definirei socialista".
(2) Marco Mori: "Fascismo del terzo millennio? Casa Pound si riferisce con questo termine al modello sociale del fascismo, che era antiliberista. Un modello che si è trasferito nella Carta Costituzionale"
(3) MARCO MORI: "Guardiamo alla storia: che cos'era Mussolini se non un socialista? A volte si dipinge la storia come un fumetto".
(4) MARCO MORI: "La seconda guerra mondiale ha avuto una caratteristica molto chiara, la lotta tra liberismo e antiliberismo".
(5) MARCO MORI: Collusioni a Ostia tra Casa Pound e clan Spada? Solo un episodio di cronaca"
(6) MARCO MORI: "Con il Partito comunista di Marco Rizzo potrebbe esserci un 90% di comunanza....ma Casa Pound non ha quelle barriere ideologiche che si vedono a sinistra. Casa Pound invece è aperta a tutti, anche al Partito comunista".
(7) E QUINDI CONFESSA: " Sì, essere eletto al Parlamento europeo è una delle cose che mi piacerebbe".....









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17 commenti:

  • Anonimo scrive:
    30 gennaio 2018 11:09

    Qualche tempo fa ho scoperto una figura che non conoscevo: il palanganero o "lavamano". In america del sud è colui che deve servire gli interessi USA esponendosi e senza dissimularlo.

    Da noi abbiamo gli euristi che svolgono questo ruolo. Questo ha un'altra conseguenza nefasta, la creazione della figura a lui specularmente opposta: il paladino oppositore.

    Più è grottesco, sfacciato ed incoerente l'esporsi del palanganero più facile è il lavoro del paladino antieurista di turno. Vista l'attuale situazione di sofferenza di ampi strati della popolazione questo avrà anche una sua nicchia di successo. Ma è un vero oppositore o solo un'altra maschera in questa commedia dell'arte che non cambia la commedia stessa anzi la rafforza?

    Possiamo dire che il paladino antieurista sta all'euro come i vari Travaglio e Zucconi stavano a Berlusconi?

    Se la risposta è sì allora queste figure non solo non cambieranno nulla ma faranno danno, cadranno tutte una dopo l'altra ma molti tarderanno a capirlo. Continuerà così fino a che qualche evento rilevante, come fu la crisi dei subprime, non scuoterà il tavolo.

    E poi ... e poi ... beato chi lo sa.

  • Anonimo scrive:
    30 gennaio 2018 11:37

    La grande tragedia della Sinistra ormai al culmine. La Sinistra italiana è l'antiNazione, c'è poco da fare. Rimangono scolpite nel Dna del movimento le ingiurie e gli sputi ai fanti di Caporetto nel 18-19 e ai reparti del tenente Capello, da parte dei fidi marxisti che conoscevano a memoria i passi del Capitale. La frattura non si è più sanata, Togliatti vi provò ma fallì miseramente. Poi con l'eurocomunismo tutti i nodi son venuti al pettine e i comunisti son divenuti i più stupidi europeisti.
    Non scordiamo poi che gli unici a cui possiamo riferirci sono gli Arditi rossi ma a parte un revival sciocco e ideologico degli ultimi tempi, erano comunque l'altro volto della stessa medaglia degli Arditi neri; non vedevano in Russia il sol dell'avvenire, non erano ortodossi e le fonti ideologiche erano più o meno le stesse degli altri....
    Casa Pound non andrà da nessuna parte, già il nome anglosassone americano ci dice quanto siano italiani e sovranisti; MA anche a Sinistra o si svolta in modo radicale e decisivo, o si raccolgono all'infinito questi magri risultati.

  • Fiorenzo Fraioli scrive:
    30 gennaio 2018 11:53

    Il disprezzo va usato con parsimonia, in un mondo così pieno di bisognosi.

  • Anonimo scrive:
    30 gennaio 2018 12:16

    Non tutto è perduto però; bisogna puntare ad indebolire il partito di Rizzo, settario e antisocialista, non Casa Pound. Convergere verso il centro, espropriando i movimenti pseudosociali del loro identitarismo ottocentesco; mirare alla saldatura tra esperienza totale nazionale e egemonia culturale di un autentico Partito sociale italiano, un Partito del lavoro.

  • Anonimo scrive:
    30 gennaio 2018 12:31

    Scusate, ma se invece - questo giro della storia - la vera opposizione agli interessi delle oligarchie venisse dall'area dei discendenti, in varia misura, del fascismo? In fondo, nello stesso fascismo storico vi era una forte, ma comunque minoritaria, corrente di sinistra (sul tema si veda il volume del prof. Parlato "La sinistra fascista").
    Se fosse questo il momento in cui un pezzo di sinistra dell'area post fascista riesce a dare vita a un partito del ceto medio impoverito?
    Forse la candidatura di Mori fa pensare proprio a questo...
    Se questo partito non avesse alcuna velleità antidemocratica, perché avversarlo? Non potrebbe essere, in qualche misura un interlocutore?

  • Anonimo scrive:
    30 gennaio 2018 13:00

    Sono perplesso ma non sorpreso.
    Non sono sorpreso per le scelte di Bagnai o di Mori, la cui ridotta statura politica viene fuori malamente.
    Ma sono perplesso per il fatto che la CLN si sia fatta condizionare dai nenè (né di sinistra e né di sinistra) e dagli anti socialisti.
    Avremmo dovuto rivendicare con coraggio la rioccupazione del campo devastato della sinistra in mano alla sinistra neoliberista e dichiarare apertamente l'appartenenza alla ideologia socialista.
    Il sovranismo di destra non è compatibile con quello di sinistra e quello di destra non è genuino né compatibile con la sovranità popolare.
    L'euro stress ci ha un po' confusi e sarebbe bene modificare il nostro manifesto.

    Franz Altomare

  • Anonimo scrive:
    30 gennaio 2018 16:29

    (All'Anonimo delle 12:16)
    Non credo assolutamente si debba indebolire il PC più che Casa Pound, tutt'altro! Per fare che, poi? Un "Partito Sociale Italiano", come viene prospettato? Dal Partito Sociale Italiano al Movimento Sociale Italiano il passo è breve, troppo breve...
    Del resto l'ideologia socialista non è affatto un orpello ottocentesco ma una prospettiva su cui lavorare per ricostruire l'unico strumento in grado di combattere il grande capitale internazionale: un partito comunista nazionale e popolare

  • Anonimo scrive:
    30 gennaio 2018 18:11

    Franz ha ragione.
    Mi chiedo se questo grave errore non si dipeso dall'idea che la CLN doveva essere un organismo patriottico largo, tanto come soggetto socialista, al suo interno c'era Programma 101.
    Alla fine P101 si è sacrificato sull'altare della CLN e così facendo non l'anima socialista non si è sentita quanto sarebbe stato necessario.
    Modificare il Manifesto della CLN dunque?
    O invece riportare al centro dell'azione e del discorso Programma 101?

    una compagna di Programma 101

  • Barbaro D'Urso scrive:
    30 gennaio 2018 22:11

    Mah...

    I sondaggi lasceranno pure il tempo che trovano, ma 'sta CasaPound non sembra attirare grandi consensi. Del resto, in Italia lo spazio dell'estrema destra è già coperto dalla Lega Nord e, per quelli che proprio ci tengono alla discendenza genetica dall'originale in camicia nera, da Fratelli D'Italia. Siccome questi partiti hanno già sufficiente consenso, visibilità e soprattutto potere clientelare, tutto questo bacino di voti se lo accaparrano quasi completamente loro e a certe siglette come CasaSterlina restano gli scampoli. Magari saranno scampoli che in certi posti - specialmente a Roma - garantiscono pure l'entrata in qualche consiglio di circoscrizione qua e là e poi, al momento del bisogno, un pacchetto di voti da far valere in trattative col centrodestra classico. Insomma, quello che nell'ultima ventina d'anni hanno sempre fatto Fiamma Tricolore e Forza Nuova.

    Riguardo all'esistenza di una "sinistra" all'interno dei vari fascismi, beh, ogni volta che il fascismo ha preso il potere, certe idee "socialisteggianti" vagheggiate nella propaganda e da qualche oscuro ideologo sono sempre state accantonate molto rapidamente. Si pensi alla simpatica fine che Hitler fece fare molto presto a Strasser, uno che, oltre a tutto l'armamentario razzista e militarista della NSDAP proponeva però anche una resa dei conti sanguinosa coi capitalisti tedeschi. Ragioniamo poi su un fatto inoppugnabile: non solo i vari movimenti fascisti sono sempre stati efferatamente anticomunisti e antisocialisti sin dalla nascita, per non parlare di quando hanno messo le mani sul potere, ma anche dopo la caduta per sconfitta in guerra (Germania, Italia) o lo smantellamento relativamente "soft" (Spagna, Portogallo, Grecia), tutti i vari neofascismi e neonazismi si sono sempre invariabilmente collocati all'estrema destra dello spettro politico e si sono spesso e volentieri prestati deliberatamente alle operazioni più sporche e truculente dei potentati economici e politici più reazionari.

    Chiusa la parentesi storica e ideologica, direi che il Mori si dimostra l'ennesimo personaggio in cerca d'autore - e di seggio - in questo triste e grottesco crepuscolo di tutto il sistema politico italiano, tanto dei "responsabili" quanto dei "populisti". Lo dico e lo ripeto: i nani e le ballerine di craxiana memoria erano sofisti e gran dame al confronto della media delle "rappresentanze" politiche di oggi. Ma quello che è veramente deprimente non è 'sto pazzesco teatrino elettorale in sé, quanto il fatto che esso sia il riflesso di un degrado ahimé inarrestabile ed irreversibile della società italiana nel suo complesso. Intendiamoci: non c'è mai stata nessuna "età dell'oro" e nessun "idillio" nel passato, ma oggi come ti guardi attorno ti cascano le braccia per terra. Sulla melma non si può costruire niente.

  • Anonimo scrive:
    30 gennaio 2018 23:21

    Bagnai ha detto la cosa piu importante

    "Bisogna distriggere la sinistra"

    Qualsiasi mezzo e lecito poi si ricomincia a costruire.

  • Anonimo scrive:
    31 gennaio 2018 02:28

    Scrive Franz Altomare: " sono perplesso per il fatto che la CLN si sia fatta condizionare dai nenè (né di sinistra e né di sinistra) e dagli anti socialisti.
    Avremmo dovuto rivendicare con coraggio la rioccupazione del campo devastato della sinistra in mano alla sinistra neoliberista e dichiarare apertamente l'appartenenza alla ideologia socialista. Il sovranismo di destra non è compatibile con quello di sinistra e quello di destra non è genuino né compatibile con la sovranità popolare. L'euro stress ci ha un po' confusi e sarebbe bene modificare il nostro manifesto."
    E' un commento che condivido in toto.
    Personalmente sono stato molto scettico quando, dopo un percorso lineare, nato con Mpl e continuato con Sinistra contro l'euro, e volto a creare una sinistra sovranista, si è deciso una svolta più ambigua con P101 e CLN. L'intento è diventato quello di unire i sovranisti in un unico blocco politico, oltre le provenienze ideologiche, ma spero che si prenda atto del fallimento di una tale prospettiva. I sovranisti di destra alla fine hanno preferito la destra (persino quella parafascista di casapound!!), al sovranismo costituzionale. E' tempo di tornare a dire con chiarezza che ci sono due vie d'uscita da euro e Ue, una da destra e una da sinistra, e sono due vie incompatibili. Un sovranista che accetta di andare con xenofobi o con liberisti, non può aver niente a che fare con la sinistra patriottica. Siamo arrivati al punto che per "épater le gauchistes" e non urtare la sensibilità di qualche sovranista destrorso, abbiamo quasi timore a definire in modo netto P101 come antifascista. Invece bisognerebbe dare battaglia tanto per strappare la bandiera della patria e della sovranità nazionale dalle mani delle destre, quanto per strappare la bandiera dell'antifascismo dalle mani delle "sinistre" di sistema. Solo se riusciremo in questo duplice compito potremo sperare di creare uno spazio per una vera sinistra patriottica. Come ha fatto Mélenchon in Francia, cha ha giustamente individuato nella UE
    e negli interessi dominanti rappresentati da Macron il nemico principale, ma ha altresì combattutto il lepenismo per strappare la battaglia patriottica dalle grinfie della destra reazionaria e razzista.

  • Anonimo scrive:
    31 gennaio 2018 09:40

    Bagnai...

    una volta voleva distruggere l'euro, per questo diceva che bisognava distruggere la sinistra...
    Ora, accomodatosi nel centro-destra a guida berlusconi si accontenta di distruggere la sinistra...
    Peer metterci al suo posto la destra...
    Sai a me che cazzo me ne frega!

  • Anonimo scrive:
    31 gennaio 2018 10:04

    Il fatto è che il capitalismo è stato disposto a redistribuire qualcosa solo quando pesantemente minacciato e nei periodi successivi a grossi tracolli quando si aprivano spazi di grandi espansioni. Nel secondo dopoguerra, negli anni '70 dopo aver iniziato la delocalizzazione in Cina con annessa deindustrializzazione, negli anni '90 espandendosi a discapito dell'ex blocco sovietico crollato. Ogni volta i capitalisti occidentali sono stati uniti perché potevano riversare altrove i costi di questa espansione, altri avrebbero sofferto.

    Adesso non possono più farlo, stanno azzannandosi fra loro riversando i costi su di noi. Il capitale italiano, scopertosi fra i capitali deboli, vorrebbe che l'america intervenisse in suo favore bastonando i capitalisti tedeschi. Il continuo richiamare "l'età dell'oro", che come giustamente dice Barbaro D'Urso non è c'è mai stata, nasconde questo desiderio delle nostre classi dirigenti.

    A cosa somiglia questa situazione? Somiglia ad esempio ai curdi che si sono venduti agli americani sperando di ottenerne qualcosa e stanno finendo schiacciati da tutte le parti. Penso che, pur se in modi ed anche in tempi diversi, chiunque segua la linea di sottomettersi agli americani sperando in qualcosa farà la stessa fine. Ma quale alternativa si può costruire sulla melma?

  • Anonimo scrive:
    31 gennaio 2018 10:08

    -Bagnai ha detto la cosa piu importante
    "Bisogna distruggere la sinistra"
    Qualsiasi mezzo e lecito poi si ricomincia a costruire-

    Sembrerebbe che la destra non abbia bisogno di costruzione, è quello che resta quando la sinistra scompare, è come il buio quando manca la luce.

    Ma se in realtà quella che si è distrutta, anzi autodistrutta, non è la sinistra ma la pseudo sinistra allora simmetricamente quello che resta è una pseudo destra.

    Non avendo letto "Il Capitale" questo ragionamento implica che possa esistere una destra liberale, nobile di animo, capitalistica fatta di uomini illuminati (non di Baviera) come Adriano Olivetti, saggio con poco profitto, quello che oggi (?) sarebbe un vaso di coccio tra vasi di ferro.

    Forse quella destra, non becera come questa attuale, post ideologica (1994), è l'unico alibi intellettuale del nostro eroe keynesiano.francesco

  • Anonimo scrive:
    31 gennaio 2018 13:46

    Concordo sul fatto che P101 debba recuperare e rafforzare il centro della propria azione e del proprio discorso.
    Vero anche, ed è dimostrato dai fatti, che un soggetto politico collocato a sinistre e apertamente socialista, non può pensare di avere un ruolo egemone in mezzo a formazioni che respingono la sinistra tout court, o che credono che destra e sinistra siano sovrapponibili solo perché apparentemente condividono alcuni obiettivi di fondo.
    Resta quindi aperta la questione di costruire una soggettività politica più ampia ma meno eterogenea, dichiaratamente socialista, per la sovranità nazionale è collocata a sinistra.
    Franz

  • Anonimo scrive:
    31 gennaio 2018 19:06

    Sostanziale accordo con quanto sostiene Franz.
    MPl / P101 prende atto del fallimento (sul quale tuttavia il discorso dev'essere ancora più profondo) dei tentativi di raggruppare un fronte che oltre ad essere sovranista, fosse democratico e rivoluzionario. Nel campo sovranista, per come esso si è venuto configurando negli ultimi anni, ha preso il sopravvento un ciarpame confusionario, prima ancora che reazionario.
    Male.
    E bene.
    Un ciclo di chiude un altro si apre.
    Non si tratta solo di elaborare il lutto, ma di gettare nuove fondamenta: programmatiche e organizzative e con un migliore materiale umano. Fuori dalle palle gli azzeccagarbugli, i complottisti paranoici, i fanfaroni ed i confusionari.
    Il socialismo come stella polare, un programma di fase come strumento per una larga alleanza popolare e patriottica, la rivoluzione democratica come ponte per una nuova Italia.

    Moreno Pasquinelli

  • Anonimo scrive:
    31 gennaio 2018 23:08

    Bene. Molto bene. Se la strada che si vuole percorrere è quella indicata nel commento di Moreno Pasquinelli sono certo che nel giro di qualche anno, le difficoltà politiche di oggi saranno superate alla grande. E di fronte ad una salda organizzazione della sinistra patriottica non ci saranno più scuse per parolai inconcludenti, per opportunisti e per chi vuole usare il sovranismo come strumento per portare acqua al mulino delle destre. Avanti così!

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