venerdì 25 agosto 2017

LA XENOFOBIA? NON ESISTE!

[ 25 agosto 2017 ]

Dice la Treccani: 
«xenofobìa – Sentimento di avversione generica e indiscriminata per gli stranieri e per ciò che è straniero, che si manifesta in atteggiamenti e azioni di insofferenza e ostilità verso le usanze, la cultura e gli abitanti stessi di altri paesi, senza peraltro comportare una valutazione positiva della propria cultura, come è invece proprio dell’etnocentrismo; si accompagna tuttavia spesso a un atteggiamento di tipo nazionalistico, con la funzione di rafforzare il consenso verso i modelli sociali, politici e culturali del proprio paese attraverso il disprezzo per quelli dei paesi nemici».

Com'è noto nessuno si considera xenofobo, né razzista.
Uno tuttavia di sicuro esiste. Abita a Breno di Borgonovo Valtidone, comune del piacentino. Quello che davanti alla struttura che deve ospitare quindici profughi minorenni, ha scritto sul muro di cinta "Breno dice no ai neri all'invasione e alle coop".

Ce n'è uno solo tra noi? Parafrasando una frase attribuita a Togliatti: "Uno xenofobo è una spia, dieci sono provocatori, mille sono un problema politico".
Non nascondiamocelo, la xenofobia è un problema politico, anzi, date le dimensioni, un enorme problema politico. Se in una piccola comunità c'è chi rifiuta di ospitare una quindicina di minorenni, beh, siamo alla frutta! 

Supponiamo che chi ha fatto quella scritta indecente non sia un figlio di papà. Di sicuro è un giovane proletario, magari senza lavoro o precario. E concediamo anche che egli sia pieno di rabbia e rancore sociale contro un sistema che lo esclude e lo fa sentire uno "scarto sociale". Vale forse questo a giustificare il suo razzismo? Il suo odio per i.."neri"? No, mille volte no. Va detto chiaro e tondo che il rifiuto dell'anarco-immigrazione e dell'accoglientismo a prescindere, non può giustificare il prendersela con gli immigrati, tanto più se più deboli, quelli che uno Stato degno di questo nome ha il dovere imprescindibile di proteggere. Se non c'è questo non c'è civiltà.
Il rifiuto dell'anarco-immigrazione e dell'accoglientismo non può diventare un alibi per giustificare la guerra tra poveri la quale, oggi come sempre, va a solo vantaggio di chi sta sopra e che ha tutto l'interesse affinché la santa indignazione sociale sia deviata dal bersaglio grosso su qualche spaventapasseri.

E qui veniamo ai fattacci di Roma. Tutti li conoscete. La polizia ha caricato l'assembramento di un centinaio di immigrati (non clandestini badate, tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno come rifugiati), precedentemente sgomberati da un palazzo occupato. Le forze di polizia sono andate giù dure: primo, ripulire Piazza Indipendenza dal bivacco. Vale ricordare che molte di queste famiglie sloggiate hanno figli regolarmente iscritti nelle scuole delle vicinanze e se erano in quella piazza era per protestare perché non sanno dove andare, sotto quale tetto vivere. 

Ma prima di sgomberare con la forza per riconsegnare lo stabile ai pescecani che se lo erano comprato all'asta, le autorità preposte non avrebbero dovuto trovare una soluzione? Scopriamo che tutte queste autorità, comune di Roma a 5 Stelle compreso, se ne sono lavati le mani. Ce lo dice lo stesso capo della Polizia Gabrielli.

Eccoci dunque al capolinea, al teatrino della politica.

A sinistra è tutto un lagnarsi per l'albero che cade ma non per la foresta che brucia —la foresta di centinaia di migliaia di immigrati che vivono ai margini della società come paria. Una sinistra che insiste che dovremmo accogliere tutti ma non ci dice, nel marasma che vive il Paese, come dare alla moltitudine di stranieri già arrivati o in arrivo un lavoro, una casa, i diritti sociali e civili sanciti dalla Costituzione. Un accoglientismo a prescindere, che mentre allontana la sinistra dagli strati più disagiati del nostro popolo, si risolve nel fare gli interessi di un capitalismo sempre più selvaggio che chiede forza lavoro a basso costo per "competere sui mercati globali".

E a destra? Si sono scatenati nella gara a coccolare i sentimenti più retrivi che covano tra tanti cittadini stremati dalla drammatica situazione economica. Peggio: gettano benzina sul fuoco della xenofobia e del razzismo, nonché invocando la linea del pugno di ferro poliziesco.

Matteo Salvini su Facebook ha scritto: «Sono col poliziotto, senza se e senza ma!» —anche con quello che invocava di spezzare le gambe. Gli ha fatto subito eco Barbara Saltamartini, vice capogruppo alla Camera della Lega: «Mi aspetto da parte delle altre forze politiche un’immediata condanna a questi intollerabili episodi di violenza e che il Ministro degli interni proceda subito con le espulsioni». Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, bisogna continuare con gli sgomberi e aggiunge un ringraziamento «a tutti quegli agenti che hanno riportato la legalità e l’ordine a Roma». La Giorgia Meloni non è stata da meno: «Chi commette reati non è un rifugiato ma un banale criminale, non ha nessun diritto ad essere accolto a spese degli italiani e deve essere espulso immediatamente dall’Italia». Maurizio Gasparri a ruota dichiara solidarietà «alle forze di polizia intervenute in piazza Indipendenza. A chi, da sinistra, chiede garanzie per chi aveva occupato lo stabile, bisogna rispondere che l’unica garanzia è quella di essere riportati al rispetto delle leggi».

Quanto cinismo, quanta viltà farisaica in questi atteggiamenti! Ma tutto fa brodo, anche l'indecenza, se serve a strappare voti e la vanagloria di andare al governo
.


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25 commenti:

  • Anonimo scrive:
    25 agosto 2017 13:53

    Io vorrei che tu mi spiegassi caro autore dell'articolo come si fa in un paese come il nostro dove ci sono dieci milioni di italiani poveri e altrettanti disoccupati (perché questi sono i disoccupati reali a meno che non si consideri occupato chi ha lavorato un giorno, una settimana, o un mese nell'arco di un anno) a far venire milioni di clandestini africani, islamici e compagnia bella e a garantirgli un lavoro regolare a tutti per vivere.
    Cordialmente
    Uno che si è fracassato i coglioni del solito clima politicamente corretto radical chic che si comincia a respirare anche da queste parti.

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    25 agosto 2017 13:56

    Non so chi sia l' autore dell' articolo, volevo fargli i miei complimenti.

  • Anonimo scrive:
    25 agosto 2017 14:18

    E ti pareva che non arrivassero anche gli elogi di Grimaldi per l'estensore di questo articolo!Concordo totalmente con l'anonimo delle 13:53.Ps.si vada a vedere invece di additare la xenofobia chi sono realmente in maggioranza questi "profughi".

  • Anonimo scrive:
    25 agosto 2017 15:39

    Questo è Mondialismo, della specie peggiore. Altro che sinistra patriottica.

  • Anonimo scrive:
    25 agosto 2017 15:48

    Il "problema politico" è grande come una casa. Cosa succederà appena finiranno i soldi (miliardi all'anno - anche tralasciando le polemiche su gli affari di mafia, politici e coop -) necessari ad assistere le centinaia di migliaia di immigrati? Quello che succede a Roma, e le conseguenti ricadute sulla politica nazionale, sono solo un piccolo antipasto.
    E succederà perchè le politiche migratorie sono create e lasciate alla gestione del capitale e delle sue esigenze di valorizzazione e di dominio geopolitico, una gestione che prevede conseguenze ampiamente già collaudate nella storia. Antonio

  • Anonimo scrive:
    25 agosto 2017 17:19

    Condivisibili le preoccupazioni dell'autore . Doveroso quindi non solo riconquistare , ma addirittura migliorare , i diritti sociali persi negli ultimi 30 anni di neoliberismo .
    Ma ( lo ricordo non come una critica all'articolo , ma solo per ricordarlo ) che non si può mettere in discussione il pilastro fondante che divide la sinistra antiliberista dalla destra antiliberista ( perché , lo ricordo ancora , come a sinistra , esiste da sempre anche un antiliberismo di destra : quello reazionario , della destra sociale , o neofascista , o rossobruna , o nazionalitaria , chiamatela come volete ) : e cioè che non sono le origini territoriali ( il territorio è un'invenzione e un'istituzione borghese come ci ha spiegato non solo Marx , ma lo stesso Locke , e poi Schmitt etc ) di una persona che la determinano con un timbro indelebile che inventa e separa il "noi" e il "loro" ; che le persone hanno uguali diritti e dignità indipendentemente dalle loro origini ; che la forza lavoro è sempre forza lavoro indipendentemente dalle sue origini .
    A questo fine ( per distinguere appunto la Sinistra antiliberista dalla Destra antiliberista ; e chi è disinteressato a questa distinzione in realtà è perchè sposa e promuove , consapevolmente o meno , le istanze della Destra antiliberista ) , anche se può sembrare una questione di lana caprina , credo sia importante a Sinistra distinguere tra liberalismo e liberismo : questo per affermare ad alta voce di non voler buttar via il bambino con l'acqua sporca , per non fare tabula rasa delle conquiste emancipatrici e democratiche dei diritti di uguaglianza e libertà delle persone ( scopo dichiarato della Destra antiliberista ) . Certamente , come per primo Marx spiega nella Critica della filosofia del diritto di Hegel , le conquiste rivoluzionarie borghesi , da formali , devono progressivamente diventare sostanziali e per tutti , ma si tratta sempre di conquiste da migliorare , non da cancellare .
    Ricordiamo ( anche questa postilla dovrebbe essere inutile , ma c’è sempre qualche somaro che interviene alla cazzo ) che i Trenta Gloriosi post bellici del welfare state occidentale , sono stati raggiunti non solo per paura dei rossi ( come ci ha spiegato il Secolo Breve di Hobsbawm ) ma anche grazie ad una plurisecolare storia di sfruttamento coloniale e razzista , iniziata con l’inizio della Modernità e del Capitalismo , quindi grosso modo iniziata con l’accumulazione originaria di rapina , con lo sfruttamento da parte dei conquistadores delle miniere di Potosi e Zacatecas , con la deportazione di schiavi sulle navi negriere , con le monocolture da esportazione e le tratte commerciali di rapina , il tutto proseguito con l’imperialismo , ancora massacri , campi di sterminio , rapine , identità inventate e costruite a tavolino , ancora monocolture d’esportazione a prezzi da rapina , sostegno a dittatori etc..etc.. per proseguire ovviamente oltre la fase dei Trenta Gloriosi , con l’esportazione della democrazia , che notoriamente si esporta con le bombe , la guerra , il finanziamento ai regimi medievali e ai fondamentalismi , e ancora monocolture d’esportazione per rapinare i prodotti del suolo e del sottosuolo e per sfruttare essere umani che costruiscono tutto ciò che noi usiamo a 2 € al giorno etc.etc. Così , giusto per ricordarlo a quegli analfabeti destroidi che blaterano di noi e loro , di casa nostra e casa loro …

    Un saluto

    F.

  • Fabio Parme Palme scrive:
    25 agosto 2017 17:21

    Per quanto riguarda Roma a tutti gli immigrati erano state date abitazioni sostitutive ma molti non hanno accettato perché fuori Roma. Adesso bisogna decidere in che cazzo di paese vogliamo vivere, se ognuno può fare come vuole mi sta pure bene ma poi non lamentiamoci se poi i nostri amministratori diventano ladri e cialtroni. Qua serve un intervento statale miliardario per prendere due piccioni con una fava cioè italiani soprattutto giovani che vengano pagati per organizzarli,far studiare e lavorare queste persone fino alla completa integrazione.cosi la tensione sociale diminuisce, la gente se la smette di dire che rubano lavoro, visto che i loro figli per lavorare aiutano gli immigrati e così si fa una cernita anche di quest'ultimi. Che come da tutte le parti ci sono brave persone e chi pensa di stare in vacanza in Italia per poi svegliarsi solo due anni sotto un ponte o in un palazzetto abusivo.

  • Fabio Parme Palme scrive:
    25 agosto 2017 17:24

    Aggiungo i soldi si prendono quanti ne servono mettendoli fuori bilancio con l'euro oppure fuori dall'euro con la nostra moneta. Questa si è una di quelle cose da mettere sul piatto della bilancia per uscire il prima possibile.

  • Anonimo scrive:
    25 agosto 2017 17:45

    1) Sono piacentino e all'estensore dell'articolo dico che è molto improbabile che l'autore della scritta xenofoba sia un disoccupato o un povero. Borgonovo Valtidone è uno dei comuni più ricchi della provincia di Piacenza, che è una provincia tutt'altro che povera se rapportata alla media italiana.

    2) Il problema perfettamente centrato nell'articolo e tristemente confermato da alcuni commenti qui sopra, è che molti nostri connazionali, sia tra i poveri sia tra chi fa ancora parte del ceto medio, sempre più spesso attribuisce la colpa di ogni male agli stranieri. In questo un ruolo fondamentale lo hanno i media padronali bravissimi a dirottare l'attenzione sulla contrapposizione nativi-stranieri anzichè su quella classi subalterne-classi dominanti. Così gli italiani invece di accusare del loro impoverimento e perdita di sicurezza sociale l'euro, la UE, le multinazionali, confindustria, se la prendono con gli immigrati. "Siamo senza lavoro? Sono gli immigrati che ce lo rubano"...una vera e propria arma di distrazione di massa!

    3)Uno dei motivi dei successi elettorali di Sanders, Corbyn, Podemos, France Insoumise (che sono tutt'altro che buonisti sulle questioni migratorie) è stato proprio la capacità di rimettere al centro del discorso politico i veri motivi di conflitto tra popolo ed elites, tra ceti subalterni e classi dominanti, ritornando a parlare di eguaglianza, giustizia sociale e, in alcuni casi, anche di socialismo. Questo è il lavoro che è indispensabile fare anche in Italia.

    3) Un 'ultima considerazione: Lega e Fratelli d'Italia, in questa battaglia sono sul fronte nemico. Non a caso, mentre hanno messo sempre più in sordina la questione dell'euro, stanno soffiando sul fuoco della xenofobia per alimentare la guerra tra poveri e fare in modo che, anzichè incazzarsi con i veri responsabili dei loro problemi, gli italiani si focalizzino sull'odio verso i migranti. "Diritto alla casa, diritto al lavoro: non ce l'abbiamo noi, non ce l'avranno loro!" questo gridavano i manifestanti della destra radicale filo-leghista e filo-lepenista sotto al senato mentre si discuteva dello Ius Soli: uno slogan che la dice lunga sulla logica della guerra tra poveri...

    Paolo Z.

  • Luca Tonelli scrive:
    25 agosto 2017 18:20

    sanders e corbyn però si sono anche espressi contro l'immigrazione di massa.

  • Anonimo scrive:
    25 agosto 2017 18:45

    Maledetti immigrati che non ci lasciano scannare sulle briciole solo tra noi italiani.

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    25 agosto 2017 21:09

    Grazie anche a te, mi risolleva l' animo constatare che esistono ancora persone di sinistra come te e Fabio del commento poco più su.

  • Anonimo scrive:
    25 agosto 2017 21:32

    cari politicamente corretti, gli immigrati ospitateli nelle vostre case, anzi, andate dal notaio e intestategliele visto che siete comunisti. siate coerenti :))

  • Anonimo scrive:
    25 agosto 2017 21:56

    Ai proletari attratti dalle sirene della xenofobia dico una cosa: Sveglia!!! La guerra tra poveri la vincono sempre i ricchi.

  • Anonimo scrive:
    26 agosto 2017 00:29

    Quest'intervento(discutibile)rappresenta la linea politica generale del Cln,o è il convincimento di un redattore?Se è quello che pensa l'intera redazione e il movimento al quale guardavo con sempre maggiore interesse e partecipazione,devo dire che mi avete fatto cadere le braccia.Ps.l'accusa infamante di xenofobia e razzismo lasciatela nelle mani di chi la sa usare meglio e con più profitto,come si evince dalle cronache(?)dei gazzettieri di regime con il loro corollario di "sinistri"lobotomizzati.Altro che Italia ribelle e sovrana!Avanti così,anzi, indietro,con buona pace di chi aveva creduto in una definitiva discontinuità con questa malefica pseudo "sinistra".Buon ritorno all'ovile.

  • Anonimo scrive:
    26 agosto 2017 00:59

    @Luca Tonelli:sono l'anonimo di cui sopra:non sprecare altro tempo nel replicare a qualche ex(?)piddino,non ne vale la pena, e dopo aver letto l'articolo di questo redattore,non vale neanche più la pena fornire dati e giuste considerazioni sull'argomento in questione,tanto si verrà immediatamente tacciati di ignominiosa "xenofobia"e razzismo se non di rossobrunismo.Come sai il "politicamente corretto"ha le sue regole e questa è dirimente:chi mette in discussione l'autenticità dello status di "profugo"da accogliere sempre e comunque anche a dispetto di un proletariato autoctono alla fame,va bandito e segregato nella categoria dantesca degli xenofobi.Scriveva, a ragione, un grande drammaturgo e commediografo come BERTOLT BRECHT:"il nemico marcia sempre alla tua testa e tu non lo sai".

  • Anonimo scrive:
    26 agosto 2017 11:03

    la CLN e l'immigrazione....


    Punto (7) del DECALOGO

    "L'immigrazione va regolata, contro ogni discriminazione etnica e religiosa, in base alle possibilità della comunità".

    Andrea

  • Radek scrive:
    26 agosto 2017 11:14

    Inutile ricorrere alla Treccani per definire il fenomeno xenofobia, per tacerne poi le cause oggettive.
    La xenofobia non nasce dalla perversione soggettiva dei nativi.
    Se gli stranieri arrivano in numeri incompatibili con le condizioni della società destinataria, se la distanza culturale fra allogeni ed autoctoni è profonda, la xenofobia ne sarà l'effetto inevitabile.
    La si potrà gestire da sinistra attenuandola o da destra accentuandola.
    Rimane la contesa per il territorio.
    saluti Radek

  • Redazione SollevAzione risponde:
    26 agosto 2017 11:15

    IMMIGRAZIONE E SOLLEVAZIONE

    Un anonimo scrive:
    "Quest'intervento(discutibile)rappresenta la linea politica generale del Cln,o è il convincimento di un redattore?Se è quello che pensa l'intera redazione e il movimento al quale guardavo con sempre maggiore interesse e partecipazione,devo dire che mi avete fatto cadere le braccia.Ps.l'accusa infamante di xenofobia e razzismo lasciatela nelle mani di chi la sa usare meglio e con più profitto,come si evince dalle cronache(?)dei gazzettieri di regime con il loro corollario di "sinistri"lobotomizzati.Altro che Italia ribelle e sovrana!Avanti così,anzi, indietro,con buona pace di chi aveva creduto in una definitiva discontinuità con questa malefica pseudo "sinistra".Buon ritorno all'ovile."

    Non c'è nessun ovile...
    C'è una questione complessa e spinosa che non si risolve né con "accogliamoli tutti" né con "mandiamoli tutti a casa".
    Primo: uno Stato sovrano ha il diritto-dovere di programmare i flussi d'ingresso.
    Secondo: uno Stato sovrano democratico ha il diritto-dovere di autorizzare o non autorizzare l'ingresso nel proprio Paese di un cittadino straniero.
    Terzo: una volta che lo Stato abbia consegnato ed un emigrante straniero il permesso di soggiorno, acclarato che si tratti di uno straniero che non ha mezzi suoi propri di sussistenza, deve offrirgli questi mezzi e accertarsi che non viva da paria.*
    Quarto: in linea di principio: chi entra nel Paese illegalmente, deve essere rispedito da dove viene.
    Quinto: uno Stato sovrano democratico deve dare rifugio ai perseguitati politici EFFETTIVI.

    * le risorse per questo? D'accordo con Fabio Palme.

  • Anonimo scrive:
    26 agosto 2017 11:20

    "L'immigrazione va regolata in base alle possibilità della comunità".La favoletta del discrimine etnico e religioso lasciatela propangandare al mainstream globalista/sinistrato e alle sue élites così "buone e antirazziste".

  • Anonimo scrive:
    26 agosto 2017 11:38

    "Programmare i flussi d'ingresso"?Ma ci si rende conto di quel che si afferma?Programmare flussi di DEPORTATI in un paese devastato dalla Troika che ha perso il 25% della sua capacità produttiva?Non serve aggiungere altro.

  • Marco Piracci scrive:
    28 agosto 2017 21:46

    Io vorrei inserire una riflessione di carattere generale.
    Ogni giorno tutti noi utilizziamo energia nelle nostre case per l’illuminazione, per gli elettrodomestici, per i computer o gli smartphone. Di questa energia, anche la parte prodotta in Italia, dipende in maggioranza da forniture di materie prime energetiche provenienti dall’estero (in particolare Libia, Algeria, Nigeria, Russia). Anche per i trasporti utilizziamo combustibili provenienti per circa il 90% da importazioni (ilpost.it/2016/04/05/produzione-energia-italia). Quanto incidono, allora, gli interessi dei colossi energetici nella destabilizzazione delle varie aree da cui partono molti degli immigrati diretti in Italia e in Europa?
    Ogni volta che accendiamo uno smartphone o un tablet di ultima generazione, sappiamo che il materiale che lo costituisce proviene dal saccheggio di aree distanti da noi migliaia di chilometri?
    Il coltan, ad esempio, è un minerale “indispensabile per i nostri smartphone e per l’industria aerospaziale” (http://www.corriere.it/esteri/17_aprile_13/inferno-coltan-2adccda8-2218-11e7-807d-a69c30112ddd.shtml)... ma abbiamo chiari quali sono i suoi costi umani ed ecologici?
    E, dunque, ci riteniamo estranei ad ogni responsabilità (seppur indiretta) rispetto ai processi di immigrazione in atto?

  • Anonimo scrive:
    29 agosto 2017 23:01

    Bravo Piracci, le tue osservazioni sono da sottoscrivere. Non può però sfuggire,in linea generale, visto il tenore di molti commenti, in quale orribile spazio politico si sia infilata "Sollevazione", che, peraltro neppure è in grado di dare indicazioni politiche alternative, e antagoniste , rispetto a quelle della destra xenofoba. Dove è finito l'internazionalismo? Dove è finita la consapevolezza della necessità di riunificare gli sfruttati contro il comune nemico?

  • Anonimo scrive:
    30 agosto 2017 11:58

    @Marco Piracci: direi proprio di sì, a meno di non voler credere che cosa e come produrre lo decidiamo noi consumatori-lavoratori e non i capitalisti.

  • Anonimo scrive:
    30 agosto 2017 12:54

    Fino a quando esisteranno "sinistri"lobotomizzati l'elite dominante puo'dormire sonni tranquilli.

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