ALITALIA ALL'ITALIA - FIRMA L'APPELLO

mercoledì 28 giugno 2017

"DE MAGISTRIS: UN GESTO MOLTO GRAVE" di Svitlana Grugorciùk*

[ 28 giugno 2017 ]

Il 15 giugno scorso, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, si è incontrato, amichevolmente ed in pompa magna, con l'ambasciatore ucraino Yevgen Perelygin [vedi foto accanto].
Evento a dir poco inquietante, che ha lasciato di stucco la comunità antifascista russo-ucraina partenopea. Capiamo l'amarezza. De Magistris in questo caso si è allineato con la posizione filo- ucraina del governo italiano della UE e della NATO. Quanto i legami con l'Italia siano considerati strategici da Kiev ce lo spiega proprio l'ambasciatore ucraino.

«La battuta sembra ironica ma forse a questo sta puntando Yevgen Perelygin, ambasciatore ucraino attualmente impegnato in un "tour mediatico" che lo ha portato a rilasciare diverse dichiarazioni ed a stringere molte mani. Portandolo il 15 giugno ad un incontro con il sindaco ex magistrato di Napoli De Magistris. 

La stretta di mano, lo scambio di promesse amichevoli di collaborazione, il progetto di un accordo internazionale economico segna nella sua tappa partenopea un punto focale. Napoli è una città dove la presenza della comunità ucraina rappresenta una realtà numerosa e consolidata nella sua integrazione. Del resto il popolo napoletano fu definito dalla storia "russo nell'anima". 

Ma russi si sa è sinonimo di libertà di pensiero ma anche di capacità di analisi ed è per questo che dal nostro punto di vista, come donne ucraine antifasciste che denunciamo da 3 anni il terribile stato in cui versa il popolo ucraino per colpa della politica nazionalista di Kiev l'incontro proprio non lo abbiamo digerito. 

Noi di strette di mano del genere non ne vogliamo e siamo determinate nel nostro obbiettivo di lotta contro il governo golpista "amico della banca mondiale" di Petro Poroshenko. Dopo l'incontro proprio con De Magistris abbiamo da subito messo alla luce, non solo l'aspetto politico commerciale della manovra, magistralmente architettato dall'ambasciata ucraina ma vogliamo evidenziare come il 27 maggio lo stesso ambasciatore rilasciava dichiarazioni di come è conveniente vendere in Ucraina merce italiana senza troppe tasse favorendo una sorta di speculazione occidentali nel buon nome dei rapporti tra popoli. 

Praticamente uno sfruttamento con il sorriso in bocca e gli occhi chiusi per non guardare i crimini contro l'umanità perpetrati dal governo di Kiev contro l'intera popolazione. Ma cosa volete che sia una guerra di fronte alla possibilità di un mercato libero e magari globale. Ed è davanti a questa vetrina mediatica che il primo cittadino di Napoli non ha resistito pur di apparire su qualche giornale e far parlare di se. Le elezioni del resto sono passate, quindi e il tempo porta risultati diversi dalla apparenza precedente, è si sa la pubblicità è l'anima del commercio. Noi invece abbiamo chiesto un incontro urgente, visto che questo incontro ufficiale con i rappresentanti di Kiev non rispecchia per nulla i valori repubblicani e antifascisti della costituzione italiana. Ci stranisce che un magistrato, autorevole come De Magistris, abbia proprio omesso questo aspetto. Sarà un caso o un semplice vuoto di memoria?

Noi, dal canto nostro, non abbiamo nessuna intenzione di far cadere nel dimenticatoio la nostra richiesta di incontro con il sindaco De Magistris che su questa questione dovrà darci qualcosa di più di una semplice risposta.

Proponiamo una riunione pubblica dove attraverso un confronto aperto vogliamo confrontarci sul tema: "Napoli e il razzismo". 

Per evitare che il dissenso verso Salvini e Renzi sia solo un effetto pilotato che oggi svanisce davanti al gesto molto più grave fatto dal sindaco De Magistris».

* Svitlana Grugorciùk è portavoce del Comitato antifascista ucraino per il Donbass di Napoli

Continua »

Print Friendly and PDF

martedì 27 giugno 2017

L’INGANNO DELLA SOVRANITÀ EUROPEA: UNA RISPOSTA A TOMASO MONTANARI di Ferdinando Pastore

Tomaso Montanari
[ 27 giugno ]
Ferdinando Pastore fa parte della direzione di Risorgimento Socialista, come del centro dirigente della Confederazione per la Liberazione Nazionale.

Nell’era del pensiero unico neo-liberista, nella quale appare inverosimile mutare le politiche d’indirizzo economico, presentate alla collettività come necessarie, ineluttabili, dettate dal pilota automatico, si rincorrono, in Italia, tentativi di ricostruzione della sinistra, che di continuo sono progettati mediante appelli alla società civile al fine di attuare la Costituzione italiana.

COSTITUZIONE, SOCIETA’ CIVILE, CORPI INTERMEDI

Già gli appelli alla società civile, entità astratta e non corrispondente ad alcun blocco sociale, sembrano in aperta contraddizione con lo spirito costituzionale, dato che essi si servono delle medesime caratteristiche di spoliticizzazione della società che sono insite nella prassi neo-liberista: il primato dell’economia sulla politica, il mito del privato rispetto al pubblico, la denazionalizzazione della moneta, lo smantellamento dello stato sociale, l’annientamento dei corpi intermedi ormai chiusi in apparati ermetici ma al contempo innocui e congeniali per il mantenimento dello status quo.
Difatti, proprio quando ci si rivolge alla società civile, si lascia intendere che i diritti sociali, ispirati a principi solidali e non mercantilistici,  un tempo protetti dallo Stato, hanno perso la loro funzione politica: quella di dare rappresentanza allo scontro sociale.
Essi sono così sostituiti dagli interessi dei gruppi di pressione, che ancora organizzati in apparati burocratici, in realtà, perseguono fini privati, tendenti al mero profitto economico e trovano terreno fertile nel momento in cui il neo-liberismo ha operato una mutazione sostanziale dell’individuo ormai ridotto a imprenditore di sé stesso e a eterno soggetto desiderante, non più in grado di prendere coscienza delle condizioni di sfruttamento nei rapporti produttivi e di alienazione nella propria condizione esistenziale (1).
Con la conseguenza di silenziare lo scontro sociale e far paventare, continuamente, l’idea che esista una società civile portatrice di istanze omogenee e inter-classiste, che, causa la loro inconsistenza, saranno preordinate dal mercato(2).
Il richiamo alla Costituzione, poi, è ancora più marcato a seguito della vittoria al Referendum Costituzionale  del fronte del No, al cui interno la sinistra ha giocato un ruolo del tutto marginale e ininfluente, soprattutto se si pensa all’incapacità di darne un significato politico in linea di continuità con i risultati della Brexit o del Referendum greco di qualche anno fa. Esso è stato ridotto a semplice contestazione alla figura di Matteo Renzi.
Proprio la sottovalutazione della questione sociale e la tendenza a non identificare i risultati dei referendum come unareazione del basso della società, ormai definitivamente impoverito e ridotto ad assistere inerte allo smantellamento delle sicurezze novecentesche, porta la sinistra a non affrontare il tema centrale legato alla difesa della Costituzione:l’incompatibilità dei Trattati istitutivi della UE con le costituzioni moderne, nate nel dopoguerra, e, se si dà uno sguardo al caso italiano, alla sostanziale sostituzione della Carta del 1948 con i dettami delle strutture sovranazionali.

L’EUROPA, LA COSTITUZIONE E LA PIENA OCCUPAZIONE

Anche nell’ultima assemblea che ha richiamato l’unità della sinistra – quella promossa da Anna Falcone e Tomaso Montanari, nella quale si è riunito il gotha del progressismo liberale –  il tema o è stato accuratamente eluso o chiamato in causa con argomentazioni inverosimili.
Anzi Tomaso Montanari è andato ben oltre, nel momento in cui è riuscito a menzionare il problema UE e contemporaneamente a pubblicizzare un rafforzamento delle strutture con sede a Bruxelles e Francoforte. Il richiamo di Montanari è risultato particolarmente insidioso nel momento in cui ha affermato: “L’Italia è il più autorevole di un grande gruppo di paesi che può e deve chiedere una profonda revisione dei trattati. Mentre da subito bisogna attuare i punti più avanzati dei trattati attuali: per esempio l’articolo 3 del Trattato di Lisbona, che mette tra gli obiettivi dell’Unione la piena occupazione. Per far questo occorre costruire una sovranità europea, una vera politica europea”.
Le omissioni contenute in questo passaggio sono molteplici, perché l’articolo richiamato – oggi  diventato l’art. 2 III comma del Trattato di Lisbona –  in realtà è così strutturato: “L’Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico”. Solo da una semplice prima lettura appare evidente il contrasto tra questa formulazione e quella contenuta nell’art. 4 della Costituzione Italiana che così recita “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.
Il Trattato di Lisbona, quindi, riconduce la tendenziale piena occupazione, non tra i compiti dello Stato, bensì come conseguenza di un’economia sociale di mercato fortemente competitiva e dalle politiche tese alla stabilità dei prezzi che generano deflazione salariale(3) e perdita dei diritti connessi al lavoro.
La piena occupazione richiamata da Montanari è, in buona sostanza, quella contenuta in un vero e proprio manifesto dell’ordo-liberismo che si pone in netta contraddizione con i principi ispiratori del Costituzionalismo moderno che si basavano su un forte intervento dello Stato per proteggere la collettività dai rischi connessi allo sviluppo capitalistico. Al contrario il riferimento all’economia sociale di mercato rappresenta lo stratagemma, utilizzato in primis dalla Germania, per sancire il principio secondo cui lo stesso individuo assume su di sé gli obiettivi dell’economia di mercato, che in questo senso si socializza (4).
Montanari, quindi, o non conosce i trattati europei o, se li conosce, evita, volontariamente, di spiegarne la natura ideologica, poiché se così facesse, dovrebbe trarre alcune conseguenze logiche.
Per esempio che i Trattati istitutivi dell’Unione Europea sono immodificabili perché strettamente connessi all’ideologia neo-liberista, e proprio l’esistenza di essi impedisce il pieno esercizio della sovranità costituzionale. Appare evidente che la difesa della Costituzione è uno specchietto per le allodole, se posta in termini generici e così fuorvianti.
Se da un lato l’omissione in questione serve per non disturbare i manovratori ed evitare che il dissenso possa avere ricadute di reale opposizione al sistema di dominio neo-liberista e quindi con il proposito di silenziarlo e progettare contenitori politici ossequiosi e docili, dall’altro si nota come la sinistra, nel suo complesso, aderisca, da quando si è allontanata dalla critica sociale d’ispirazione marxista, alle illusioni universalistiche del liberalismo.

LA MUTAZIONE GENETICA DELLA SINISTRA IN ITALIA

 Quest’adesione è avvenuta attraverso due distinti filoni di pensiero. Il primo è quello legato alla mutazione ordo-liberista del PCI, che dalla fine degli anni ’70 fu l’ideatore, insieme alla CGIL, dell’ideologia dell’austerità, attraverso la quale si iniziava a richiedere ai lavoratori sacrifici, per avere come contropartita un’immaginifica e rinnovata capacità produttiva. Processo portato a compimento quando, con l’avvento della seconda Repubblica, il gruppo dirigente post-comunista ha iniziato a recepire, acriticamente, i dettati compilati e imposti dai vincoli esterni contenuti nel Trattato di Maastricht.(5) 
Il secondo è legato alla struttura ideologica della sinistra radicale, che dal movimentismo anarco-liberale del 1968 in poi, ha accettato la supremazia del soggetto come elemento cardine di una politica antagonista. Proprio l’antagonismo è, in questa fase storica, il più grande alleato del capitalismo globale, poiché anch’esso punta allo sfaldamento delle strutture sociali e solidaristiche, al fine di concepire una società parcellizzata e atomistica, supina agli intendimenti del mercato che si deve espandere senza ostacoli(6).
La conseguenza è il comune accordo, tra sinistra e capitalismo globale, nel ridurre al minimo il ruolo dello Stato. Al massimo, secondo le indicazioni ordo-liberiste, esso si trasforma in apparato burocratico guardiano della libera concorrenza, ma privo della capacità di esercitare la piena sovranità.
Non a caso la sinistra ordo-liberista ha provveduto negli ultimi vent’anni alla massiccia campagna di privatizzazioni operata nel nostro Paese, contribuendo al decadimento della sfera pubblica, mentre la sinistra radicale, nell’opporsi alle privatizzazioni, conduce battaglie capziose nel momento in cui utilizza un linguaggio perfettamente accomodante nei confronti delle stesse, quando si riferisce alla difesa di fantomatici “beni comuni”, che si contrapporrebbero a quelli pubblici. Ma i beni o sono privati o sono pubblici, tertium non datur.
La difesa della Costituzione, con queste premesse, è del tutto fittizia. La Carta viene descritta come una bussola ma al contempo si partecipa alla sua distruzione. Per questo Montanari parla di conquistare una sovranità europea, dimentico del fatto che essa è già operante e che viene esercitata dalla UE in maniera repressiva nei confronti di chi non si adegua agli standard previsti proprio dalla forte competizione. 

LA SOVRANITA’ NAZIONALE PER DIFENDERE LA COSTITUZIONE

Vengono a compimento, in maniera definitiva, le profezie di Federico Caffé quando descriveva quella che si potrebbe definire la spirale ordo-liberista nel momento in cui le decisioni prese sulla stabilità dei prezzi diventano incongruenti con gli obiettivi della collettività, ma la stessa stabilità dei prezzi è presa, nuovamente, a modello per ovviare alle contraddizioni economico/sociali dalla stessa provocate.(7)
La sinistra, così per come si configura in Italia, dimostra la propria complicità nei due proponimenti principali dell’ordine neo-liberista: l’annientamento della democrazia e l’abbattimento delle società salariali che, proprio grazie ai partiti socialdemocratici, furono edificate dagli Stati nazionali europei del dopoguerra.
Per questo, oggi, i concetti di Patria, sovranità popolare e Costituzione sono intimamente connessi per operare in netto contrasto con il modello neo-liberista e, inoltre, il recupero della sovranità nazionale appare condizione indispensabile, non solo per il recupero della dimensione democratica e costituzionale, ma anche per immaginare la costruzione di un modello di sviluppo alternativo a quello capitalistico.  
La questione del legame tra opposizione al neo-liberismo e recupero della sovranità nazionale è stata compresa soprattutto da Jean-Luc Mélenchon in Francia, difatti nella campagna presidenziale egli ha proposto una nuova assemblea costituente e, al contempo, l’uscita della Francia dai Trattati qualora non si ovviasse alla loro, radicale, trasformazione.
In Italia, dopo venticinque anni di macelleria sociale e di annientamento del sistema produttivo, tutto ciò viene, allegramente, ignorato, per continuare a proporre liste elettorali, votate ad un ministerialismo nevrotico e che si propongono di unire le due, fantomatiche, sinistre.
NOTE
1 – Particolarmente istruttivo sul punto fu C. Wright Mills quando descrisse la nascita di questi interessi nella società americana del dopoguerra “Il liberalismo, ora quasi un denominatore comune della politica degli Stati Uniti, diventa liberalismo amministrativo, potente struttura statale che avoca a sé un maggior numero di problemi, nel cui interno le lotte politiche aperte si trasformano in procedure per pressioni amministrative” e la loro pericolosità per la tenuta della democrazia americana sin dagli anni ’50 “Ma nello stesso tempo, se il futuro della democrazia americana corre dei rischi, non è a causa di un movimento della classe lavoratrice, ma a causa della sua assenza e perché esso è sostituito da un nuovo sistema di interessi costituiti. Se questi nuovi interessi appaiono spesso particolarmente pericolosi per la struttura sociale democratica, è perché sono così grandi e tuttavia così esitanti.” (C.Wright Mills, Colletti Bianchi, Einaudi Editore, 1974)
2 – La ricaduta ideologica di tale impostazione è l’esaltazione dei diritti universalistici e l’abbandono del criterio che era alla base del Costituzionalismo moderno, quello dell’istituzionalizzazione del conflitto di classe. Il percorso attraverso il quale si è arrivati a tentare di rappresentare interessi omogenei e slegati dalle condizioni socio-economiche e il legame con la teoria neo-liberale e post-moderna è ben descritto da Gaetano Azzariti, in particolare quando afferma “Esclusa la dimensione politica e conflittuale, si teorizza che le nuove costituzioni civili post-moderne e post-nazionali debbano trarre la propria legittimazione da interessi settoriali, prodotte dalle spinte spontanee del mercato e da indeterminate forze che operano entro comunità asettiche. Costituzioni, dunque, necessariamente arrese, che finiranno inevitabilmente per porsi al servizio del potere costituito, operando in accordo con il potere selvaggio del mercato.” (Gaetano Azzariti, Contro il revisionismo costituzionale, Laterza, 2016)
3- Sulla deflazione salariale Sergio Cesaratto su asimmetrie.org 
4- Per uno studio approfondito e di facile fruibilità si rimanda agli scritti di Vladimiro Giacché e di Luciano Barra Caracciolo. Del primo si raccomanda la lettura di Costituzione contro Trattati Europei – Il conflitto inevitabile, Imprimatur, 2015; del secondo La Costituzione nella palude, Imprimatur, 2015. Giacché descrive, inoltre, come il pricipio della stabilità dei prezzi sia presente in altri articoli particolarmente significativi dei Trattati e che sia stata posta come condizione necessaria per poi poter avviare politiche anticicliche. In particolare i riferimenti sono l’art. 119 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea; l’art. 127 dello stesso che si riferisce alla politica monetaria. Il problema della stabilità dei prezzi, strettamente connesso ai limiti imposti per le politiche occupazionali è poi ulteriormente aggravato dall’approvazione in Costituzione della riforma dell’art.81 (cd Pareggio di Bilancio).
5- Sulle politiche, denominate di solidarietà nazionale, del PCI e della CGIL alla fine degli anni 70 e l’adesione degli stessi all’irreversibilità dei vincoli esterni si guardi La scomparsa della sinistra in Europa di Massimo Pivetti (Imprimatur, 2016)
6- La sinistra partecipa alla costruzione di quella che Dardot e Laval hanno definito la “ragione-mondo” neo-liberista “La ragione politica neo-liberale, nel suo stesso principio costitutivo, concentrando la realtà del potere nelle mani degli attori economici più potenti a svantaggio della gran parte dei cittadini, produce insicurezza e disciplina la popolazione, disattiva la democrazia e frammenta la società…una ragione dotata della capacità di estendere e imporre la logica del capitale a tutte le relazioni sociali fino a farne la forma stessa delle nostre vite.” (Dardot-Laval, Guerra alla democrazia-L’offensiva dell’oligarchia neo-liberista, Derive Approdi, 2016)
7- Federico Caffé, In difesa del welfare state – saggi di politica economica, Rosenberg & Sellier, 1986

Continua »

Print Friendly and PDF

lunedì 26 giugno 2017

NON RESTARE CON LE MANI IN MANO di Leonardo Mazzei


[ 27 giugno 2017 ]


I ballottaggi, ovvero l'ennesima certificazione della crisi dell'intero sistema politico

Ieri ha votato il 46% degli elettori, un 13% in meno rispetto al primo turno delle amministrative. Che è come dire che il 22% di chi era andato alle urne l'11 giugno è restato a casa due settimane dopo. E i risultati, che ci dicono i risultati? Di sicuro il Pd ha perso, ma ha perso anche il centrosinistra alla Pisapia. Il Movimento Cinque Stelle, invece, aveva già pesantemente perso all'andata, ed al ritorno ha incassato solo la vittoria di Carrara. In quanto alla destra si dice abbia vinto, ma guardando alle prossime elezioni politiche si tratta della classica vittoria di Pirro.

In realtà nessun protagonista della politica nazionale di questo sciagurato periodo per il Paese può davvero cantare vittoria. Non può farlo in tutta evidenza il Pd, i cui tentativi di ridimensionare la portata della sconfitta sono semplicemente penosi. Nell'ultimo anno Renzi ha incassato prima la botta di Roma e Torino, poi quella ben più pesante del referendum del 4 dicembre, ed infine - dopo l'ennesima buffonata delle primarie - la perdita (a vantaggio della destra) di ben 12 comuni capoluogo sui 25 in cui si votava.

Una sconfitta da nord a sud, in città simbolo come Genova, o in vecchie roccaforti come Pistoia. Nel 2009, per una debacle assai meno grave alle regionali sarde, Veltroni si dimise da segretario. Renzi invece non lo farà, a meno che non venga costretto dalla sua attuale maggioranza interna.

Su M5S abbiamo già scritto quanto basta. Certo, alle politiche il dato non sarà quel 10% scarso delle amministrative, ma neppure il 30% di certi sondaggi. Dunque addio all'obiettivo della conquista del governo, ipotizzata fino a due settimane fa come se la montagna di scempiaggini accumulate negli ultimi mesi potesse restare senza prezzo. M5S paga invece le vicende romane, l'inciucio (anche se poi fallito) sulla legge elettorale, l'ambiguità sull'Europa e sull'euro. Ma paga, soprattutto, la scelta di non aver acceso il fuoco della lotta (nelle istituzioni, ma più ancora nel Paese) dopo il referendum di dicembre.

Era lì, in quel decisivo passaggio, che bisognava accelerare i tempi, chiedere le elezioni immediate, la cacciata di un parlamento illegittimo. Il tutto in nome di un progetto di attuazione della Costituzione, in linea cioè con il grande successo referendario. Invece no, si è scelto di vivacchiare, di girare l'Italia in giacca e cravatta, di rassicurare i potenti, in definitiva di mostrarsi casta al pari di quella casta contro la quale il movimento era nato. Una bella scelta non c'è che dire, ed i risultati si sono visti... E, penso, si vedranno anche alle politiche, perché la capacità di auto-correzione del gruppo dirigente effettivo dei pentastellati mi pare assai prossima allo zero.

E la destra, perché neppure la destra può cantare vittoria? Chi scrive non ha mai avuto dubbi sul fatto che, visto il marciume di un'intera legislatura, alla fine pure la destra avrebbe avuto il modo di rialzare la testa. Il che è puntualmente avvenuto. Tuttavia, non facciamoci ingannare. La destra ha vinto soprattutto al secondo turno, ma i ballottaggi sono di fatto dei referendum, nei quali si vota prevalentemente "contro" piuttosto che "per" qualcuno. E siccome l'«uomo solo al comando» Matteo Renzi è il "qualcuno" più odiato d'Italia, ed un motivo ci sarà, nulla di più facile che raccogliere consensi contro di lui.

Ora qualcuno obietterà che nei comuni non si votava per o contro Renzi, ma sui candidati sindaci. Ciò è vero fino ad un certo punto, viceversa non capiremmo la forte omogeneità di questo voto amministrativo. Ma quel che più conta è che se nei vari comuni non c'era Renzi, c'erano però i "renzini", od anche semplicemente i piddini (non tutti i candidati del Pd erano renziani), la cui spocchia da unici abilitati a governare - dal condominio a Palazzo Chigi - viene sempre meno sopportata dalle persone normali.


In un certo senso la destra ha perciò avuto gioco facile, agevolata in questo anche dalle pittoresche disavventure dei grillini (vedi Genova, e non solo). Ma - e questo è il punto decisivo - tutto ciò è stato possibile solo grazie al meccanismo delle coalizioni e del ballottaggio. Meccanismi però inesistenti alle politiche, dove alla Camera le coalizioni non sono ammesse, mentre al Senato lo sono ma senza premio di maggioranza.

Certo, la destra tornerà a reclamare le coalizioni, e magari perfino quel ballottaggio fino a ieri osteggiato, ma di sicuro gli altri non gli concederanno un simile vantaggio. Vittoria di Pirro, dunque, anche perché alle politiche sarà comunque difficile comporre le diverse linee che attraversano il vecchio schieramento berlusconiano. Non parliamo poi della leadership, ancor meno dell'insieme di un gruppo dirigente ancor più logoro ed impresentabile di quello del Pd. In conclusione, la destra ha vinto le amministrative, ma in quanto alle politiche le chance sono davvero ridotte al lumicino.

Abituati da oltre vent'anni ai meccanismi del maggioritario, sia nella versione Mattarelum che in quella del Porcellum, qualcuno penserà che comunque tra questi perdenti alla fine un vincente dovrà pur esserci. Vero, ma solo in parte, dato che lo scenario comunque più probabile è quello di un governo di coalizione. Laddove per coalizione non deve più interdersi quella formata prima del voto, bensì quella che nascerà dopo presumibilmente tra Pd, Forza Italia e altre formazioni minori.

Questo significa allora che i ballottaggi non hanno cambiato nulla? No, ma la questione è leggermente più complessa. Lo era già prima del voto di ieri, lo è a maggior ragione adesso. La complicazione sta nel fatto che la coalizione di cui sopra non ha mai avuto la certezza di ottenere la maggioranza per governare. Tanto meno ce l'ha adesso, perché è ancora più chiaro che Renzi è ormai un leader logoro.

La crisi politica italiana è dunque ben lungi dal trovare una soluzione. Un fatto che non deve stupirci vista la sua stretta connessione con l'altrettanto irrisolta crisi economica, che porta con sé l'ancor più grave crisi sociale. E' esattamente a tutto ciò che pensiamo quando parliamo di crisi sistemica.

Se questa è la fotografia attuale, proviamo adesso ad immaginare i possibili sviluppi. Facciamolo, prima immergendoci nel punto di vista del blocco dominante, dato che cercare di comprendere le mosse dell'avversario ha sempre la sua importanza; poi cercando di delineare la risposta da dare da parte delle forze sovraniste e costituzionali.

Se l'analisi sin qui svolta è giusta anche solo al 70%, è facile immaginare quale sia l'agitazione tra i dominanti. Del tutto intenzionati ad andare avanti con il loro disegno neoliberista, decisi a non rompere il rapporto subalterno con l'euro-Germania, vorrebbero un governo di legislatura che ne interpretasse senza scosse i loro interessi e la loro visione strategica. Problema: ad oggi, un simile governo non avrebbe una maggioranza nelle urne. Dunque, esistono solo due possibili soluzioni: 1. puntare ancora una volta ad una nuova legge elettorale truffaldina; 2. inventarsi un nuovo "salvatore", o meglio un "Macron all'italiana". Naturalmente una cosa non esclude l'altra.

Insomma, questa almeno è la mia ipotesi, lorsignori cercheranno di imbrogliare le carte. Del resto, come spiegare altrimenti la furia dei grandi giornali contro l'ipotesi di elezioni anticipate? Chiaro che dietro le quinte si sta preparando qualcosa. Qualcosa che richiede un po' di tempo. Cosa esattamente chi scrive non lo sa. Ma siccome di "salvatori" in vista non ce ne sono (per lorsignori uno ci sarebbe, ma si trova momentaneamente bloccato a Francoforte), e siccome sulla legge elettorale sono sì probabili nuovi pasticci, ma difficilmente potranno avere l'organicità necessaria affinché il disegno possa completarsi senza altre mosse, è comunque probabile qualche altra trovata.

Il nodo è Renzi. Se qualcuno pensava di farne il Macron italiano, adesso sa che è troppo tardi. Il rignanese si è già fatto mille giorni di governo e gli italiani tendono a non scordarseli. Al tempo stesso è difficile pensare ad un italico "Macron" che riduca Renzi così come l'originale ha massacrato Hollande in Francia. Più probabile forse il lancio di qualche nuovo soggetto che, senza troppe pretese palingenetiche, potrebbe proporsi come forza aggiuntiva della coalizione sistemica Pd-Forza Italia-centristi vari. Ma su questo, come del resto sulla probabile riapertura della cucina della legge elettorale, inutile fare ora troppe previsioni. L'importante è fissare un punto: i dominanti faranno una mossa. Che sia anche vincente non lo possiamo sapere, ma vedrete che non staranno con le mani in mano in attesa dell'esito delle urne.

Bene, è esattamente quello che, sul lato opposto, dovremo fare anche noi: partire dalle potenzialità offerte dalla crisi politica del sistema per lanciare una proposta in grado di essere efficace, aggregativa e contundente. Non bisogna cioè restare con le mani in mano, ma chiamare a raccolta tutte le persone disponibili per portare la battaglia del sovranismo costituzionale o, se preferite, del patriottismo democratico, anche nelle urne delle prossime elezioni politiche.

Naturalmente il parallelismo va preso cum grano salis. Per i dominanti l'obiettivo è ovviamente il governo, per il nostro fronte è invece quello di non delegare più la battaglia istituzionale ad altri. Mi rendo conto che questo obiettivo potrà sembrare a molti velleitario. E' vero infatti che le nostre forze sono più che modeste, ma è altrettanto vero che se da un lato M5S è sempre meno credibile come forza alternativa, ancor meno lo è la solita accozzaglia di una sinistra senza idee tranne quella di provare a tornare in parlamento (vedi assemblea del 18 giugno al Brancaccio).

La necessità di una presenza sulle schede elettorali di liste che si richiamino ad una Italia ribelle e sovrana è dunque fuori discussione. Si tratta semmai di discutere la sua realizzabilità. Che è esattamente quel che va fatto a partire dalle prossime settimane.

Non scordiamoci la profondità della crisi politica, non dimentichiamo il crescente distacco di massa dai partiti di questa legislatura che volge al termine (incluso M5S), non sottovalutiamo la forte domanda di cambiamento, magari confusa ma radicale, presente nella società. E non dimentichiamoci che l'Italia è il paese con la più alta percentuale (35%) di favorevoli all'uscita dall'UE. Possibile che tutto ciò non riesca a condensarsi in una proposta politica capace di misurarsi anche sul terreno elettorale?

Noi siamo convinti che l'idea di Italia ribelle e sovrana possa avere successo. Vogliamo comunque provarci, insieme a tutti quelli che non si arrendono al fosco futuro confezionato dalle èlite globaliste, antinazionali quanto antipopolari.

Continua »

Print Friendly and PDF

Il “PARADISO” …NON…PUO’ ATTENDERE ! di Luca Massimo Climati

[ 26 giugno 2017 ]

Non è mai troppo tardi per avviare una seria riflessione sulla ideologia della “sconfitta”, che va sempre a braccetto con un identitarismo capace di proiettare nell’Empireo iper-velleitario ogni istanza di giustizia sociale o di mitologico internazionalismo.
Non basteranno le cadute di 1000 Sesto San Giovanni a fare cambiare idea ad una pletora minoritaria ma nefasta, che non è altro che il tappo ad ogni difficile e faticoso ma possibile sviluppo, sul terreno dei diritti sociali e la difesa e rilancio dei valori rappresentati dalla Costituzione Repubblicana del 1948.

Si ripartirà con un nuovo arcobaleno 3.0, senza contenuti, sostanzialmente asservito al partito franco-renano, compatibile alla UE, con l’obiettivo del tre per cento, magari da assommare ad un altro contingente di miseria e danni politici della zattera del PD post-renziano o dei suoi paraggi. Poi qualcun altro, vicino a noi, magari il primo luglio, lancerà un grido di sostanziale rassegnazione, seppellito simbolicamente sotto una tonnellata di proclami anticapitalisti, antipatriarcali, antimperialisti, esaltanti mille conflitti che non si intravedono, se non nella loro minoritaria e perdente rappresentazione. Molti ne saranno attratti, in buona fede, molti vicini a noi, con i quali continueremo a relazionarci ed a proporre, convinti che i fatti abbiano la testa tremendamente dura e che la pazienza ed il dialogo siano virtù squisitamente Rivoluzionarie!

Ma non è questo il problema centrale: ma il senso di debolezza e sconfitta che caratterizza la sinistra occidentale da quasi cento anni, tranne la parentesi della lotta partigiana e della stagione delle grandi conquiste del movimento dei Lavoratori: un realismo scientista scatologico, una impossibilità da tubi digerenti-dirigenti nell’interpretare con elasticità e velocità i cambiamenti, le pulsioni: saperle genialmente anticipare e sintetizzare.

Viviamo circondati da narcisi e “fancazzisti” invidiosi, abili con la penna, ma distanti da strade, bische, capannoni ed uffici, incapaci di sentire il cuore pulsante del proprio Popolo, di coglierne tutta la sofferenza, il disincanto, la diffidenza indotta da un secolo breve di errori strategici.

"Cedere di un poco vuole dire capitolare del tutto", recitava un bellissimo slogan di tempi passati: abbiamo ceduto del tutto ed i risultati sono evidenti.

Ma l’assenza di grandi movimenti, dopo la grande destabilizzazione di quello pur contradditorio del 2001-2002, non implica la presenza di una immensa “sofferenza” che dobbiamo sapere cogliere, che non possiamo soltanto delegare ad una funzione assorbita religiosamente. Sono le condizioni oggettive a creare tanto malessere diffuso: lo sfruttamento, la mancanza di libertà di intrapresa, il monopolismo privato, la compressione salariale-umana, la castrazione concettuale, il fariseismo cosmopolita: la sovranità limitata e l’imposizione di vincoli esterni assurdi per il Popolo. Tutto ciò genera uno stato di coscienza primario diffuso, una consapevolezza non presente fino a pochissimo tempo fa, che non trova uno sbocco credibile. Ma dopo tante illusioni, non possiamo pensare sia un fatto automatico, ma un difficile e faticoso percorso. Quando si inizia ?

L’anno del mai ed il giorno del chissà? La paura di fallire…..porta al fallimento certificato. Sono anni che si sente pronunciare la mitica formuletta del programma minimo ma nessuno lo espone: la CLN in un certo senso, lo ha fatto: pochi punti occorrono oggi, sui quali tentare seriamente di cementare un cammino nuovo e verace.

L’italia Popolare e Sovrana, la valorizzazione del dettato Costituzionale è in se tale programma che l’enorme astensionismo e la caduta libera di tutti i partiti-automi della UE SOTTINTENDONO CHE ESCA ALLO SCOPERTO SENZA NUOVE DOSI DI PAURA E BROMURO.

Non si tratta di proporre un accrocco elettorale, ma chiare parole d’ordine. Serve un grande contagio-diffusione per una ITALIA RIBELLE E SOVRANA, capace di creare un medium comunicativo con le istanze chiare della CLN, in questa fase ancora non perfettamente digeribili a livello di massa. Le esperienze di Melenchon o di Corbyn, non fanno che dare fondatezza a tale intento, se non fosse per l’enorme letto di contenzione politica costituito dalla sinistra o liberista o identitario-velleitaria.

O ci proviamo seriamente, ora, in questa specifica congiuntura, o perderemo un altro ennesimo “treno”: delle celebrazioni me ne infischio! Sarebbe ora di fare la nostra Rivoluzione Italiana…almeno tentare prima della dipartita …..


Luca Massimo Climati 25/6/2017



Continua »

Print Friendly and PDF

domenica 25 giugno 2017

SUI NODI DELLA CLN. Un commento da esterno di Alessandro Chiavacci

[ 25 giugno 2017 ]


Domenica 18 si è svolto a Roma il Direttivo nazionale della Confederazione per la Liberazione Nazionale, che è al momento presente, per chi non ne fosse informato, una confederazione fra alcune forze presenti in diverse zone d’ Italia (specie al Centro e al Sud, notava qualcuno).

Essendo stato invitato in qualità di osservatore, insieme ad altri, ho forse la possibilità, non avendo vincoli di appartenenza, di manifestare un commento se non obiettivo, almeno sincero. E questo commento cercherà di concentrarsi sui noda conto della rappresentatività effettiva di ogni organizzazione?i emersi nella discussione piuttosto che su una narrazione strettamente cronologica dello svolgimento della discussione.

Il primo nodo affrontato è quello della organizzazione della Cln. Franz Altomare, che relaziona sull’argomento è molto, molto interlocutorio. E’ necessaria una organizzazione strutturata, verticistica, con cariche individuate e responsabilità precise, o una organizzazione più flessibile? Le decisioni verranno prese con una maggioranza del 50% o del 60%? Le organizzazioni confederate saranno rappresentate con “una testa, un voto” o con un criterio che teng

Questo modo di presentare il problema dell’organizzazione suscita il mio scandalo, e quando me ne danno la possibilità, provo ad esprimerlo. “L’ Italia è in una crisi drammatica e distruttiva- cito aspetti economici e quello dell’immigrazione di massa- e ancora non si comprende la necessità della creazione di un soggetto politico, di una VOLONTA’ organizzata? Mi sembra preoccupante, soprattutto come sintomo. Questo modo di presentare il problema fa da pendant all’idea di Stefano D’ Andrea e il suo FSI di rimandare la costruzione dell’alternativa ad una imprecisata affermazione elettorale successiva al 2022, o all’idea sostenuta da Ugo Boghetta che il tempo della Cln sia quello successivo alla futura affermazione e successiva sconfitta dei 5 stelle, sono cioè manifestazioni della accettazione della sconfitta presente”. “ Il movimentismo- aggiungo-, cioè l’idea che l’alternativa possa emergere spontaneamente dall’aggregarsi dei movimenti sociali, è una forma di liberalismo, è la versione proletaria di Adam Smith.”

Tuttavia il mio intervento non desta particolare impressione. Comprendo più tardi che il mio intervento era almeno in parte ingeneroso. E’ vero- a mio avviso- che la CLN è indietro nella costruzione di un soggetto e di una VOLONTA’ organizzata, ma questo deriva anche dalla modalità che si è individuata per la crescita dell’organizzazione, che ha privilegiato la costruzione di realtà ben radicate sul territorio piuttosto che una realtà formalmente organizzata ma priva di gambe. “Noi Mediterranei”, il gruppo confederato presente in Sicilia, sembra già un pezzo avanti nel radicamento sul territorio, tanto che alle recenti elezioni comunali, grazie all’esperienza e alle relazioni sociali maturate da Beppe De Santis, leader comunista e sindacale di lungo corso, è riuscito a presentare liste di ispirazione sovranista in molti comuni, ottenendo nella maggior parte dei casi risultati a due cifre.


Almeno su una questione organizzativa c’è però unanime consenso: sul fatto che l’eventuale ammissione di altri eventuali gruppi nella confederazione verrà decisa dagli stessi soggetti già organizzati: avverrà cioè “per cooptazione”, e non sulla base di vaghi manifesti politici ai quali un giorno tutti aderiscono per trovarsi separati il giorno dopo. E’ un caso in cui il “ius sanguinis” mi sembra una valida forma di precauzione...

La seconda questione in discussione è quella della presenza elettorale alle prossime elezioni. Luca Massimo Climati, di Cerveteri Libera, una associazione che è riuscita ad avere un discreto radicamento sociale nella città laziale, propone un lungo manifesto per sostenere la presentazione di una eventuale lista di “Italia Ribelle e Sovrana” alle prossime elezioni politiche. La convinzione di molti, compreso Moreno Pasquinelli, che la fase di espansione del Movimento 5 Stelle si sia conclusa (la mia domanda è se ci fosse bisogno di aspettarla…) spinge molti a convincersi dell’opportunità di presentare una lista, quella di “Italia Ribelle e Sovrana” alle prossime elezioni politiche. “Le idee politiche- dice Beppe De Santis- non possono rimanere solo opzioni teoriche. Hanno bisogno di confrontarsi con la risposta che danno i cittadini”. E le prossime elezioni regionali siciliane, del 5 novembre 2017, alle quali sarà presenta la lista di “Sicilia Ribelle e Sovrana” saranno il test fondamentale per decidere sulla eventualità della presentazione della lista alle elezioni politiche, e la mia impressione è che “Sicilia Ribelle e Sovrana” abbia discrete possibilità di affermazione.

In definitiva stiamo assistendo al formarsi per la prima volta di una formazione politica sovranista e contemporaneamente popolare, grazie alle esperienze di “Noi Mediterranei” in Sicilia, di Luca Massimo Climati a Roma e Cerveteri, alla esperienza nei Comitati per il No al referendum in Umbria e Toscana. Una formazione forse capace, per la prima volta, di parlare alla gente. “Non parleremo astrattamente di Euro, di Unione Europea e di teorie economiche-dice Beppe De Santis- ma faremo comprendere come la lotta per i servizi sociali, per l’occupazione, per il rilancio dell’economia locale sia legata alla necessità di uscita dall’ Euro e dall’ Unione Europea”. Nobile intenzione, mi viene da dire, ma non c’è il pericolo che le intenzioni di base, che sono certamente anti euro e anti unione, si diluiscano nel tentativo di farsi “comprendere dalla gente”? Chi vivrà vedrà.

La discussione prosegue con il terzo punto all’ordine del giorno, quello della vertenza Alitalia, su cui relaziona Fabio Frati, dirigente della Cub Trasporti e protagonista della recente vittoria al referendum sul contratto Alitalia. Dovendomi assentare per motivi personali, non posso relazionare sull’argomento.

Fin qui uno scorcio di cronaca commentata sul Direttivo del 18 giugno. Voglio invece adesso trattare uno dei nodi con cui a mio parere CLN si deve confrontare.

Lega/ Sinistra-Destra

Beppe De Santis ricordava con una certa soddisfazione che Noi con Salvini non aveva avuto successo in Sicilia. A parte che per un partito nato “per l’indipendenza della Padania” prendere il 6% a Lampedusa, dove peraltro l’opposizione alla sindaca immigrazionista e sorosiana era rappresentata da un’altra lista, con ben altro radicamento e successo, non mi sembra un grande fallimento; tuttavia mi sembra che il problema del rapporto con la Lega sia ancora tutto da impostare. Alcuni microgruppi sovranisti, per il momento inesistenti a livello nazionale, quali quello di Marco Mori o il Fronte Sovranista di Stefano D’ Andrea auspicano la scomparsa della Lega, convergendo almeno su questo con Juncker, Renzi e Papa Francesco, illudendosi così che si apra spazio per i “veri sovranisti”, che sarebbero loro. Marco Mori, per esempio, pensa che siano sufficienti un paio di ricette economiche (peraltro discutibili) come “espandere la spesa pubblica finanziata attraverso l’emissione di moneta dalla banca centrale” per fare la “Riscossa Italiana”. Direi che qualcuno non si è ancora misurato con l’esistenza della Legge del Dire e del Fare, quella per cui Fassina, autore di una delle migliori analisi critiche dell’Unione Europea e dell’ Euro, non è nemmeno riuscito a presentare una mozione di minoranza al congresso di Sinistra Italiana.

Il dirigente comunista francese di lungo corso, Gérard Filoche ha recentemente affermato che l’attacco che Macron sta portando al salario “E’ il più grave DELLA STORIA”. In effetti, Macron intende “privatizzare il welfare”, e dunque ridurre il salario indiretto, mettendo qualche euro in più in busta paga e riducendo notevolmente i contributi sociali e previdenziali. In realtà, le conseguenze della elezione di Macron sono molto più gravi. Vuole rilanciare notevolmente la competitività francese, rafforzando l’asse franco-tedesco e dicendo “ciao ciao” alle speranze renziane di un ammorbidimento della politica economica della Ue; spinge per la creazione della Difesa Comune Europea; prepara l’intervento militare in Siria. Al cui segue la domanda: “Allora, monsieur Filoche, perché non avete votato Marine Le Pen al ballottaggio…?

La sinistra francese aveva la possibilità di scegliere fra la candidata “di destra”, il cui programma economico era sostanzialmente uguale a quello di Mélenchon, e il candidato centrista, Macron, con un programma ultraliberista. Non c’è da stupirsi se lo sta realizzando.

In Italia, c’è un paradigma che ormai da un quarto di secolo, impedisce di creare una opposizione efficace alla sinistra neoliberista. Questo è il paradigma “Sì, ma non con la destra”.

Grazie a questo “paradigma” abbiamo ottenuto le seguenti conquiste (le date possono essere imprecise, ma è bene ricordare i fatti perché l’assenza di memoria è un corollario necessario del rifiuto di costituirsi come Soggetto):

1993 Privatizzazione delle banche pubbliche
1995 Riforma Dini delle pensioni
1996: Privatizzazione dell’industria pubblica
1996 Legge Treu e lavoro interinale
1996 Riforma Berlinguer della scuola (autonomia, presidi manager e tutto il resto)
1998, adesione all’Euro
1999, guerra nel Kosovo
2008, riforma Fornero
2012, adesione al Mes (da notare, con l’opposizione della Lega all’unanimità, nessun astenuto e nessun favorevole, e il voto a favore del Pd all’unanimità, nessun contrario nessun astenuto)
2013 adesione al Fiscal Compact, come prima: Lega no all’unanimità, Pd, sì all’unanimità
2013 inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione: Lega e Pd come sopra.

(va però ricordato che la Lega nella persona dell’ on. Calderoli, è stata la prima firmataria della legge per l’applicazione del pareggio di bilancio: coerente con la loro visione liberista, e comunque è diverso dall’inserirlo in Costituzione)
2015 Buona scuola e privatizzazione delle assunzioni nella scuola
2015 Jobs act e precarizzazione di tutto il lavoro
2016 Riforma Madia e privatizzazione di tutte le attività pubbliche “non strategiche”.

Ho sicuramente dimenticato qualcosa, ma quello che mi sento di dire è che ormai chi ancora ragiona con la bussola del “destra-sinistra” va trattato come merita, cioè come un avversario. Che lo faccia perché teme per la sua rispettabilità sociale, perché fa parte di aree di lavoro che si ritengono garantite, perché è situato fra i privilegiati del sottobosco della politica, non importa. Liberarsi di questa gabbia 
è la prima cosa da fare oggi.

Fonte: confederazioneliberazionenazionale.blogspot.it


Continua »

Print Friendly and PDF

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (734) euro (694) crisi (613) economia (495) sinistra (434) finanza (259) Movimento Popolare di Liberazione (239) sfascio politico (235) grecia (229) resistenza (222) elezioni (221) M5S (211) teoria politica (205) banche (200) internazionale (190) imperialismo (185) risveglio sociale (184) alternativa (167) seconda repubblica (167) sovranità nazionale (162) Leonardo Mazzei (160) P101 (152) Syriza (148) Moreno Pasquinelli (143) Tsipras (143) Matteo Renzi (123) antimperialismo (112) debito pubblico (104) PD (103) marxismo (101) sovranità monetaria (101) democrazia (100) destra (99) sollevazione (99) Grillo (93) berlusconismo (91) proletariato (91) costituzione (87) spagna (85) neoliberismo (82) Francia (81) austerità (79) islam (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Emiliano Brancaccio (75) referendum costituzionale 2016 (74) Stati Uniti D'America (73) Mario Monti (71) sindacato (71) Stefano Fassina (68) bce (66) filosofia (66) Germania (65) populismo (64) Libia (62) Alberto Bagnai (59) Podemos (58) capitalismo (58) piemme (58) Rivoluzione Democratica (57) capitalismo casinò (57) guerra (57) sinistra anti-nazionale (57) globalizzazione (54) rifondazione (53) Carlo Formenti (50) Medio oriente (50) Siria (50) bancocrazia (50) Movimento dei forconi (49) immigrazione (49) socialismo (49) Alexis Tsipras (48) programma 101 (48) cinque stelle (47) fiat (47) sovranità popolare (47) immigrati (46) Nichi Vendola (45) Sergio Cesaratto (45) legge elettorale (45) referendum (45) renzismo (45) Beppe Grillo (43) inchiesta (43) sinistra sovranista (43) Pablo Iglesias (42) Troika (42) geopolitica (42) Lega Nord (41) Yanis Varoufakis (41) astensionismo (41) campo antimperialista (41) solidarietà (41) Emmezeta (40) moneta (39) proteste operaie (38) brexit (37) italicum (37) Diego Fusaro (36) Alitalia (35) liberismo (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Mario Draghi (34) Russia (34) egitto (34) sionismo (34) Marine Le Pen (33) azione (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) default (32) fiom (32) palestina (32) Forum europeo 2016 (31) ISIS (31) Matteo Salvini (31) Sel (31) Sicilia (31) governo Renzi (31) neofascismo (31) unità anticapitalisa (31) Luciano Barra Caracciolo (30) Manolo Monereo (30) Mimmo Porcaro (30) Ucraina (30) fiscal compact (30) Giorgio Cremaschi (29) Fiorenzo Fraioli (28) Israele (28) Merkel (28) Ugo Boghetta (28) napolitano (28) populismo di sinistra (28) Assemblea di Chianciano terme (27) immigrazione sostenibile (27) menzogne di stato (27) sovranismo (27) Forum europeo (25) Lega (25) xenofobia (25) CLN (24) Europa (24) islamofobia (24) Nello de Bellis (23) eurostop (23) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Karl Marx (22) silvio berlusconi (22) Aldo Giannuli (21) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (21) Chianciano Terme (21) Donald Trump (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) scuola (21) Marcia della Dignità (20) Quantitative easing (20) finanziarizzazione (20) Front National (19) Lavoro (19) Nato (19) Unità Popolare (19) cina (19) fronte popolare (19) nazione (19) repressione (19) uscita dall'euro (19) Izquierda Unida (18) Roma (18) Tunisia (18) USA (18) ecologia (18) iraq (18) keynes (18) Assisi (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Mariano Ferro (17) Regno Unito (17) etica (17) religione (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Fabio Frati (16) Forum di Atene (16) Norberto Fragiacomo (16) Pier Carlo Padoan (16) ballottaggi (16) nazionalismi (16) pace (16) razzismo (16) vendola (16) Donbass (15) International no euro forum (15) Jacques Sapir (15) Luciano B. Caracciolo (15) Prc (15) Tonguessy (15) nazionalizzazione (15) piattaforma eurostop (15) 15 ottobre (14) Cremaschi (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Monte dei Paschi (14) Renzi (14) Vincenzo Baldassarri (14) coordinamento no-euro europeo (14) iran (14) obama (14) salerno (14) storia (14) Chavez (13) Enea Boria (13) Jobs act (13) MMT (13) Marco Mori (13) Stato Islamico (13) Virginia Raggi (13) Vladimiro Giacchè (13) acciaierie Terni (13) euro-germania (13) finanziaria (13) melenchon (13) umbria (13) Beppe De Santis (12) Bersani (12) Brancaccio (12) Emmanuel Macron (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Marino Badiale (12) Movimento 5 Stelle (12) Negri (12) Perugia (12) Venezuela (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) disoccupazione (12) emigrazione (12) piano B (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Gennaro Zezza (11) Luigi Di Maio (11) Putin (11) Turchia (11) ambiente (11) comunismo (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) internazionalismo (11) keynesismo (11) patriottismo (11) salari (11) sciopero (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Sandokan (10) Terni (10) antifascismo (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) golpe (10) lotta di classe (10) presidenzialismo (10) scienza (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Campagna eurostop (9) De Magistris (9) Def (9) Fmi (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Marco Passarella (9) Paolo Ferrero (9) Portogallo (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) bail-in (9) chiesa (9) cultura (9) diritti civili (9) internet (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) ordoliberismo (9) sindacalismo di base (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Bernie Sanders (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) Costas Lapavitsas (8) D'alema (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Dicotomia (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Enrico Grazzini (8) Erdogan (8) Forconi (8) Goracci (8) Ilva (8) Ingroia (8) Mirafiori (8) Quirinale (8) Reddito di cittadinanza (8) Salvini (8) Wolfgang Schaeuble (8) Yanis Varoufakys (8) appello (8) deficit (8) diritto (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) europeismo (8) grexit (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) povertà (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) senso comune (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Articolo 18 (7) Daniela Di Marco (7) Fausto Bertinotti (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Stefano D'Andrea (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) catalogna (7) confederazione (7) cosmopolitismo (7) destra non euro (7) elezioni siciliane (7) eurocrack (7) incontri (7) indipendenza (7) lira (7) nazismo (7) necrologi (7) privatizzazioni (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CUB (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eugenio Scalfari (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) M.AR.S. (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Papa Francesco (6) Pil italiano (6) Sergio Mattarella (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) classi sociali (6) cosmo-internazionalismo (6) debitocrazia (6) derivati (6) governo Gentiloni (6) incontro internazionale (6) inflazione (6) liberosambismo (6) magistratura (6) manifestazione (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) terremoto (6) trasporto aereo (6) uber (6) utero in affitto (6) Alessandro Visalli (5) Alitalia all'Italia (5) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Assad (5) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (5) Dario Guarascio (5) Dino Greco (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Foligno (5) Forza Italia (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Parigi (5) Pcl (5) Polonia (5) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (5) Rete dei Comunisti (5) Risorgimento Socialista (5) Romano Prodi (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) jihadismo (5) la variante populista (5) laicismo (5) liberalismo (5) pomigliano (5) questione nazionale (5) rivolta (5) salvinismo (5) suicidi (5) suicidi economici (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Federalismo (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Teti (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Npl (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Pisapia (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) Vladimiro Giacché (4) Wolfgang Munchau (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) automazione (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) giovani (4) governo (4) ideologia (4) il manifesto (4) irisbus (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) migranti (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) populismo democratico (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) rifugiati politici (4) risparmio (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alberto Negri (3) Alfiero Grandi (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Cub Trasporti (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Domenico Moro (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) France Insoumise (3) Francesco Salistrari (3) Franco Bartolomei (3) GIAPPONE (3) Gianni Ferrara (3) Giorgia Meloni (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jeremy Corbyn (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Massimo Climati (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paolo Gerbaudo (3) Pardem (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) USB (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) autodeterminazione dei popoli (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2017 (3) fascismo (3) il fatto quotidiano (3) il pedante (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mediterraneo (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) moneta fiscale (3) nazionalismo (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) tecnologie (3) trattati europei (3) università (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Amoroso (2) Antonio Rinaldi (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Cerveteri Libera (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Flat tax (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Gentiloni (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Angiuli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Jens Weidmann (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Luigi De Magistris (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marchionne (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Marx (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Napoli (2) Oriana Fallaci (2) Palermo (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Riccardo Achilli (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salistrari (2) Sandro Arcais (2) Scenari Economici (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Fazi (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Toni negri (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) austria (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) curdi (2) deregulation (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) donna (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) facebook (2) fecondazione eterologa (2) fine del lavoro (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) informatica (2) isu sanguinis (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) occidente (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) proteste agricoltori (2) razionalismo (2) riformismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) sociologia (2) sovranità e costituzione (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) vaccini (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aldo Zanchetta (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Chiavacci (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amando Siri (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angela Matteucci (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carl Schmitt (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Cekia (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Ernesto Laclau (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte Sovranista Italiano (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giorgio Gattei (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giuliano Amato (1) Giuliano Pisapia (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia Ribelle (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugoslavia (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Elena Boschi (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Tronti (1) Mark Rutte (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maddalena (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Papa Bergoglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Paolo Dal Monte (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Reddito di inclusione sociale (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Riscossa Italia (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Arrigo (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) animalismo (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) banche venete (1) battisti (1) benessere (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) donne (1) dracma (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) intimperialismo (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) lex monetae (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) sanità (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tecnoscienza (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)