sabato 18 febbraio 2017

VI SPIEGO IL MIO NO AL REFERENDUM SULL'EURO di Marco Giannini

[ 18 febbraio ]

Marco Giannini è stato un attivista del Movimento 5 Stelle. L'intervista è stata condotta da Federico Bilotti (Associazione Nazionale Sociologi - Toscana)


D. Giannini la prima cosa che le viene in mente?
R. Inizio con il dire che l’Italia è una Repubblica fondata sulle accise. L’IVA e le accise sono le tasse che alimentano le recessioni ma danno un vantaggio per chi le innalza.


Quale?
Passa inosservato. Padoan passerà di nuovo inosservato.


Parliamo di debito pubblico, siamo stati spendaccioni e ora dobbiamo ripagare il mondo sacrificandoci?
Se lei presta 10 euro a sua figlia può venire un estraneo a chiederne il conto?


Si spieghi…
Se lei prende un Bot da 1000 euro lei sta semplicemente prestando 1000 euro al suo Stato. In tal modo lo Stato ha un debito di 1000 euro. Il debito italiano prima dell’euro era il credito degli italiani. Alto o basso era roba nostra.


Però era alto per la corruzione.
Il debito si è formato per un altro motivo e lo sanno anche i sassi (tra gli addetti ai lavori). Quando lo Stato chiedeva prestiti fino al 1981 (Divorzio B/T) poteva moderare gli interessi che ci pagava sopra, dopo non più. Il tasso di interesse a cui mi riferisco è quello reale (valore nominale meno il valore dell’inflazione) ma lasciamo perdere le puntualizzazioni, basti dire che dal 1981 al 2013 abbiamo pagato 3100 miliardi di euro in questo modo. Lo sa quanto sono 3100 miliardi?


Un tecnicismo finanziario quindi ha indebitato lo Stato?
Certo e chi prestava allo Stato (speculando) erano più che altro le nostre banche private.


Chi fu l’autore?
Ciampi con Andreatta. Questi 3100 miliardi sono stati pagati a colpi di austerità comprimendo i diritti (Treu, Jobs Act), privatizzazioni/svendite anche delle banche (Amato), tagli e tasse. Andreatta ammise che fu fatto per abbattere i salari.
Vede, chi ha messo mano a liberalizzazioni, privatizzazioni, svendite, chi ha operato per ridurre il benessere dei lavoratori si è ritrovato o è stato proposto come Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente della BCE ecc. Ciampi appunto, ma anche Amato, Prodi, Draghi, Monti. Alla luce di ciò secondo lei chi comanda in Italia?


Cosa hanno in comune oltre alla folgorante carriera?
Ci hanno portato nell’euro con il rapporto Marco-Lira 990 (Ciampi, Prodi, Draghi in particolare). Con questo rapporto di ingresso hanno distrutto all’istante la nostra competitività di un 30% rispetto alla Germania, nostra principale concorrente. Però a noi interessa vincere a calcio con loro o lamentarci di questioni in realtà secondarie.


Quando fu deciso questo rapporto di ingresso però il Marco era proprio a 990.
Se vede il grafico storico si capisce che dopo anni di “SuperMarco”, in breve tempo, la valuta tedesca si indebolì da circa 1200 a 990. Un vero miracolo “economico” non crede!? Peccato che ciò avvenne per opera del sistema finanziario mondiale che comprò lire vendendo marchi. Non era certo la nostra economia rispetto ai tedeschi ad essersi istantaneamente rafforzata.


Ancora sul debito: adesso però oltre il 30% è in mano estera. Allora lei sbaglia?
Penso abbia già capito. L’Italia ha perso all’istante una enorme fetta di competitività per un tecnicismo e l’italiano trovando convenienti le merci tedesche (o comunque straniere) ha iniziato a importare merci dall’estero. Per acquisire tali quantitativi ha chiesto prestiti molto spesso proprio alle stesse realtà da cui comprava prodotti. Poco importa che in precedenza eravamo meno “qualitativi” avevamo migliori rapporti qualità/prezzo e vincevamo. Prima dell’euro l’Italia era in surplus la Germania al contrario…


Eppure la bilancia commerciale (import/export) è in equilibrio adesso.
Siamo in equilibrio perché importiamo poco. Non è una situazione fisiologica ma patologica. Se importiamo meno è perché i salari sono bassi e la disoccupazione alta. Se avessimo questi valori a un livello meno “disumano” andremmo immediatamente in deficit commerciale nonostante che nel mondo il ciclo sia virtuoso (solo in Sud Europa la crisi è “eterna”). Chi ha un salario, infatti, quando consuma, acquista in parte merci estere. In altre parole teniamo in pari la bilancia attraverso la miseria. Una bilancia commerciale che si rispetti è in pari in un contesto di benessere non di difficoltà. Io abito in Versilia e siamo mediamente fortunati ma è il sistema Italia nel suo complesso ad essere estremamente deficitario.


I media però non aiutano.
La responsabilità è dei giornali in minima parte. Se ci fa caso gli organi di informazione sono finanziati da banche e affini e parlano solo di corruzione, di costi della politica o di problemi sorti nel sistema bancario nazionale (vedasi MPS o Banca Etruria). Così facendo il cittadino pensa che i motivi di una situazione socio economica disastrosa siano quelli di cui tutti parlano al bar mentre le vere ragioni finanziarie sono ignorate e tenute nascoste.
Sono consapevole che negli ultimi 20 anni il PD sia stato il primo riferimento dell’establishment ed il principale responsabile del disastro ma a cosa serve accusarlo se poi non si indica chiaramente quale è la radice del problema? Forse per allearcisi alla prima occasione?


Quindi ha nel mirino la politica nazionale a 360 gradi?
La responsabilità è di chi fa politica se il cittadino è all’oscuro. L’italiano è capace anche di sbalzi ed entusiasmi ammirevoli tuttavia quando resta deluso si disinteressa.


Quindi sta chiedendo più cittadini in Parlamento?
Non sia malizioso… non mi stimoli su questo aspetto.


Le sto semplicemente chiedendo una opinione.
La “grande idea” è aver fatto credere a qualsiasi cittadino di potersi occupare della cosa pubblica senza prima essersi dotato responsabilmente di strumenti conoscitivi adeguati. Basta fargli credere che i problemi sono quelli del bar e che non servono capacità cognitive particolari. In tal modo è manipolabile e, mi si passi il termine, non rompe le palle. Questo soprattutto se gli si fa percepire che chiunque può arrivare a Roma, manco fossimo alle selezioni per un reality show. Ho visto alcune forze politiche accennare ad alcune questioni fondamentali però, purtroppo, chi conosce la comunicazione sa che se si accenna ad una faccenda e poi si abbandona nel calderone del consueto bombardamento di inutili informazioni (dei media) essa viene digerita. Finisce per essere percepita come impossibile. Anche questa dinamica non è per niente casuale.


Parlava dei “nuclei del problema” per quanto riguardava i problemi di cui nessuno parla: quali sono?
L’euro e la “libera circolazione”. Altra questione importante è la separazione delle banche commerciali da quelle di investimento però le vere emergenze sono le due che ho citato. Uscire dall’euro è irrimandabile ma non si può farlo mediante Referendum bensì operando in forma discreta e tramite decreto. La campagna referendaria dura due mesi ed a livello finanziario è una enormità. In questo lasso di tempo, privi dell’unica arma che blocca la speculazione (una Banca Centrale), finiremmo in default. Peraltro siamo entrati in euro senza essere consultati e la vera coerenza è fare altrettanto quando si esce. Qualcuno afferma che sia coerente il contrario ma è chiaro essere anche questo un comportamento manipolatorio, per quanto lecito.


Il Referendum però è democratico no?
Secondo lei nella Caverna di Platone cosa voterebbero? Se proprio si deve far votare il cittadino lo si faccia dopo una decina d’anni che ha ritrovato lavoro, salari adeguati e servizi adeguati. Quando avrà appurato la differenza.
Altra questione di non poco conto è che nel momento in cui ci liberiamo dalle catene della moneta unica dobbiamo uscire temporaneamente (3 anni circa) dalla UE. Questo per evitare la svendita di assets fondamentali a soggetti esteri, come purtroppo avvenne nei primi anni ’90 (vedasi Britannia) quando uscimmo da un altro cambio fisso (lo SME).
Sarebbe folle favorire una emorragia di benessere verso l’estero come succede alle colonie. Chi crede che uscire dalla moneta unica equivalga al Brexit deve studiare parecchio, gli inglesi hanno una Banca Centrale propria...
Molte persone credono di portare avanti queste battaglie e sono in buonissima fede ma la strada prospettata loro non è seria e il reale non è un palcoscenico. Sarebbe volgare considerare l’Italia tale non crede? Molta gente si ammazza e continuerà a farlo.


Cosa pensa dell’Europa?
Inutile dire che Europa, UE e eurozona sono tre realtà distinte, mi auguro di essere letto da persone informate. Alcuni semplici esempi: la Norvegia, la Svizzera e la Russia sono Europa ma non UE, la Danimarca e la Svezia sono UE ma non fanno parte dell’eurozona ecc., ecc. La famosa “Europa senza confini” o il “mondo senza confini” non è altro che la libera circolazione delle merci, dei capitali e delle persone. In termini geopolitici l’”esportazione della democrazia” (global) con le buone o con le cattive (vedasi Ucraina).


Ecco ci spieghi bene il rapporto tra UE e globalizzazione.
La libera circolazione, tradotta, significa che le aziende se ne vanno dove pagano meno i lavoratori e meno tasse (libera circolazione merci), significa che le banche di mezzo mondo possono speculare liberamente (libera circolazione capitali) sulle casse dello Stato cioè sui contribuenti (per poi affermare che le tasse alte sono dovute ai lavoratori troppo tutelati) e significa infine che i clandestini non devono avere barriere (libera circolazione persone) e anche questo è un fattore che crea competizione al ribasso tra stranieri e disoccupati locali, per quanto riguarda diritti e salari.
Nel momento in cui però, proprio per questi meccanismi “global”, i diritti ed i salari crollano, a contrarsi sono i consumi tanto cari a lor signori (establishment). L’establishment quindi cosa fa? Concede fette di benessere ai cittadini? Assolutamente no, cerca invece di espandersi in nuovi “mercati” per intercettare nuovi consumatori (a cui riservare poi lo stesso trattamento). Per farlo tentano di piegare a sé (o addirittura ribaltare) i governi dei paesi da “conquistare”. Putin è il principale obiettivo dell’establishment e la UE a trazione tedesca serve proprio a questo. Ecco perché l’occidente è aggressivo ed altamente ipocrita. Quando parla di “mondo senza confini” e di “esportare la democrazia” si riferisce a questo meccanismo. Trump ha cambiato binario e l’establishment lo sta attaccando per ogni passo falso.


I media però indicano Trump come il pericolo per la Democrazia.
L’Italia mediaticamente è una bolla mi spiegate come si fa a credere che all’establishment interessi la democrazia?
Ci si informi su chi ha causato le rivolte in Tunisia, Libia, Egitto, Ucraina, Sudan, Siria, su quali Presidenti occidentali hanno spinto l’acceleratore sulla vendita di armi nel terzo mondo, su chi finanzia Boko Haram, Al Nusra (Al Qaida) e l’Isis e tornando in ambito economico cercate cosa diceva Attalì, considerato uno dei padri della UE, quando credeva che la moneta unica ormai fosse irreversibile (cercate “Attalì” e “plebaglia” su google).
Chi parla avrebbe votato il Democratico Sanders ma è indubbio che Trump sia meglio dei vari Obama, Clinton e Bush, ed è stato eletto democraticamente (la Commissione Europea ad esempio non si elegge).


La sua idea di Europa non mi pare simile all’attuale.
Europa significa per caso costringere centinaia di milioni di europei al “Gigantismo”? Lo sanno tutti che non ci sono le condizioni per fondere gli Stati europei se non costringendoli. Come ammesso da Monti l’unica maniera per costringere i paesi a questa scelta è renderli come la Grecia (lui definì il paese ellenico il più grande successo dell’euro) cioè portandoli in miseria. Una vera Comunità (Europea) non ha bisogno della delegittimazione degli Stati Sociali altrimenti è in malafede.
L’Europa deve essere una Comunità di realtà sorelle. Per raggiungere i migliori traguardi c'è bisogno che gli Stati collaborino ma sa su quali temi? Su quelli culturali, antropologici, accademici, di ricerca ambientale, di rinnovamento energetico e invece pensano alle monete uniche, alle privatizzazioni, alle speculazioni, agli eserciti ed alle polizie uniche.
Significa che non è l’Europa che ci descrivono ma che tale termine è funzionale a nascondere grossi interessi. Mi pare ovvio.  


Ci sono forze politiche che si oppongono a questo sistema?
Contano i fatti. Le scelte. Con le dichiarazioni siamo bravi tutti ma se poi ci si comporta come i precedenti significa aver semplicemente portato con sé la protesta per poi disinnescarla con la speranza allettante ma vana di un posto al sole in politica.


Mi permette una domanda?
Ho già capito.


Lei è stato attivista per il Movimento 5 Stelle per anni (fino al caso ALDE) ed è stato anche alla Camera a presentare il suo saggio di economia: ci dica qualcosa sulla Raggi.
Lei conosce cosa avviene sul territorio? Non intendo a Roma, in tutta Italia.


Forse?
Allora si è già risposto da solo.


Non si sbilancia?
Ponga che in un mondo virtuale, dopo anni in cui si era respirata aria di rinnovamento, guardi caso con l’approssimarsi delle elezioni politiche, una qualsiasi forza politica sfondi di gran lunga il record di verticismi, favoritismi, cordate, “guerre” tra bande, imboscate, equilibrismi, promesse, pressioni ecc. Ecco io vorrei che, in questo mondo virtuale, questo fenomeno fosse studiato all’Università.


Parla del Movimento 5 Stelle?
Non necessariamente. Parlo di chi ha fatto il record in un mondo virtuale. Siano i cittadini di questo mondo virtuale a capire, frequentando chi vogliono. Di certo dove ciò avviene la qualità va a farsi benedire e vengono, è proprio il caso di dirlo, piazzati profili inadatti, di norma anziani di partito.


Ma la Raggi mi scusi?
Sì la Raggi. Credo che Virginia Raggi ci abbia provato a fare il Sindaco. Voleva colmare un deficit di qualità scegliendo persone anche esterne al Movimento. Una strategia opportuna, stringente ma non gliel’hanno perdonata. Fosse stata manipolabile adesso se la passava meglio ma Roma era in mano a degli incompetenti. Virginia Raggi non se ne dolga, evidentemente è una ragazza di intelligenza sopraffina e i profili come lei, invidiati, fanno quella fine lì.


Vuole dire che non ha sbagliato nulla? Sembra ancora grillino!
Ha sicuramente scelto alcune persone sbagliate ma, mi creda, in un ambiente in cui non ti puoi fidare di nessuno alla fine tutti sbagliamo. Quando sbagli la prima volta poi gli errori si moltiplicano, è un fenomeno naturale studiato nelle Università. La materia grigia però non va molto di moda. La mia idea è che il Sindaco di Roma non abbia fatto in tempo a metter piede in Campidoglio che già i colleghi di partito, che aveva sconfitto internamente, hanno reso l’aria irrespirabile. E’ verissimo che i giornali si son dati da fare in un modo vergognoso contro la Raggi ma perché, zitti zitti (e su mandato politico), hanno capito che il Movimento 5 Stelle ha alcuni difetti allarmanti, ovunque…


Secondo lei resisterà?
Mi auguro vada avanti ma vedo alcuni segnali.


Tipo?
Se riusciranno a scaricare tutte le colpe sulla Raggi, al fine di occultare il verticismo anti meritocratico e l’”incapacità sistemica” del Movimento (manifestazioni emerse con l’approssimarsi delle elezioni politiche) cadrà. La Raggi è stata eletta democraticamente con buona pace dei suoi nemici acerrimi. Sarebbe il caso la lasciassero in pace.


Cosa ne pensa delle votazioni online? E’ davvero Democrazia Diretta?
Non sono un tecnico informatico ma credo che sarebbe necessario che il database con gli iscritti aventi diritto al voto fosse ispezionato regolarmente dalla polizia postale. Altrimenti c’è il concreto rischio di irregolarità. Vorrei invece rimarcare inoltre che c’è una bella differenza tra democrazia diretta e plebiscito ma, come affermato poco fa, chi non si è dotato di certi strumenti ignora. C’è differenza anche tra attivisti e “delegati” eletti da nessuno. Ma di questo gradirei non parlarne ho già parlato anche troppo.


Il prossimo libro?
Chissà.
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6 commenti:

  • Anonimo scrive:
    18 febbraio 2017 13:06

    È incredibile.
    Il popolo minuto stesso, qui nella persona del signor Marco Giannini, rigetta l'idea che il potere decisionale spetti al popolo...cioè a sé stesso...
    Rivoluzione democratica o comunista?
    Ma nemmeno per idea...si cambia élite...noi diventiamo élite perché...siamo meglio deglibalyri...
    Perché siamo meglio?
    Perché facciamo GLI INTERESSI GENERALI..

    Ma lo dicono anche le altre élite...

    "Mentono!!!"

    Vabbe', allora facciamo decidere al popolo...

    "No, non ci fidiamo...il popolo, del quale siamo inrappresentanti e che solo noi amiamo veramente, oggi è troppo stupido per decidere. Sarebbe capace di scegliere i vecchiboadroni...invece di noi nuovi..."

    Quindi?

    "Quindi decidiamo noi per lui..."

    Fantastico...
    Chi sarà Giannini?
    Un membro della élite suprema?
    Un celebre professore di università?
    Un ricco imprenditore?

    No, è una persona qualsiasi, evidentemente non dotata di particolari mezzi economici, che però sente in maniera invincibile l'istinto primario di "distinguersi socialmente".
    E scrive la cosa incredibile...testuale!!!...

    "Se proprio si deve far votare il cittadino lo si faccia dopo una decina d’anni che ha ritrovato lavoro, salari adeguati e servizi adeguati. Quando avrà appurato la differenza"

    "Se proprio si deve far vitare il cittadino"....perché c'è qualcuno che insiste tanto e allora accontentiamolo sto scocciatore, va'...

    "Dopo una decina di anni che avrà trovato un lavoro"...Ma ci si rende conto?
    Questo era l'argomento tardo ottocentesco in cui si faceva votare la gente a seconda del censo stabilito in base al reddito.

    Sono sbalordito che Sollevazione abbia pubblicato un intervento simile.
    Voglio vedere se adesso censura me...

  • Marco Giannini scrive:
    18 febbraio 2017 14:35

    Bisogna domandarsi su cosa sia l'autorevolezza: è per caso il comparire in tv o sui giornali? O piuttosto i contenuti offerti?
    Se vuole le invio il mio curriculum basta esca dall'anonimato e mi dia i suoi contatti.

    Battute a parte, anche se il significato fosse quello da lei espresso, sarebbe una provocazione interessante (secondo me, sia chiaro) da esaminare, per porre i riflettori sul reale "stato di cose" presente in chi sbandiera democrazia, merito, onestà.
    Le provocazioni servono spesso a questo in un sistema mediaticoo mainstream, tuttavia il senso dell'articolo era l'esatto opposto con buona pace dei sofismi degli influencer M5s!

    Ho sempre pensato che chi "enuncia" particolari valori come "marchio", molto più spesso sia lo stesso che non appena può, li tradisce (magari a Bruxelles ma anche in forme più fini rispetto alla questione "ALDE"): forse per quel meccanismo inconsapevole che vuole che chi si comporta per davvero in modo virtuoso non senta la necessità di "dimostrare".

    Stesso dicasi dell'invettiva inerente la pluralità di voci su "Sollevazione".
    Credo che un punto di riferimento democratico dia prova di, appunto, pluralità rigettando la censura e il mono pensiero.
    Mono pensiero quindi... proprio quello che era preso di mira dal mio intervento (non certo la partecipazione attiva).

    Il concetto nell'intervista è infatti un altro: ben venga la partecipazione dei cittadini ma non creando preventivamente un sistema che li possa manipolare dall'alto a uso e consumo di una oligarchia.
    E' il sistema insito nel M5s che si disinteressa alle Assemblee della formazione, dell'approfondimento e dello stimolo alla costruzione di piani di lavoro fomentando correnti e divisioni.
    Tutto qua.
    Cordialità.

  • Marco Giannini scrive:
    18 febbraio 2017 15:17

    Esistono "oligarchie di maggioranza" ma anche "oligarchie di minoranza".
    Bisogna chiedersi se il voto manipolato dal mainstream (si sono visti perfino "giornalisti" enunciare che la Siria venisse colpita perché sciita quando, in realtà, è largamente sunnita) sia davvero un voto libero quando è possibile creare le condizioni per un voto informato ed approfondito.
    Altrimenti un Referendum in queste condizioni potrebbe essere funzionale alla legittimazione definitiva della moneta unica.
    Credo siamo tutti certi che la vittoria per la permanenza, sancirebbe il manifestarsi del "primo" caso, in cui, l'esito di un Referendum tornerebbe a essere "rispettato".

    Una volta usciti dalla moneta unica (dalle catene Caverna di Platone) invece, potranno attuarsi politiche di piena occupazione. I cittadini non saranno più spaventati da spauracchi strumentali alla permanenza e in maggior parte enfatizzati (es. l'inflazione).

    Ben venga in quel caso, la consultazione in condizioni di "Nuova Lira" (le riserve stavano nella speculazione dichiarando l'intento futuro, non certo in altro...)

    I lavoratori grazie alla ritrovata sovranità, non saranno costretti più alla disoccupazione, a salari da fame, a doppi lavori in nero (strumentali anche al non "pensare"), a vecchie e nuove forme di schiavismo e di controllo (e ripeto, di CONTROLLO).

    Quando a seconda del "vezzo" (o di interessi aziendali chissà) si riesce in 24 ore nell'intento di modificare il concetto di portavoce e Democrazia Diretta in quello di vertisismo e "ratifica online" io ravvedo un pericolo. E mi scuso se lo denuncio!

    Ignorare la pressione mediatica inerente l'euro è uno dei casi, direi lampanti, di cosa significhino le dinamiche "oligarchiche" (che sono cosa diversa dalla Democrazia Diretta).
    Chi coglie al volo l'"insito" ne ravvede la stessa dinamica nelle nuove tipologie di espressione del CONSENSO.
    Sebbene gli eccessi di disinformazione (ad esempio la "decontestualizzazione" di frasi e concetti) siano comprensibili nell'approssimarsi al voto politico, quando diventano preponderanti sui contenuti è un pericoloso campanello d'allarme poiché potrebbe addirittura manifestarsi l'ennesima evoluzione del berlusconismo (poi renzismo) ovvero la manipolazione del virtuale (la rete) sul reale per via plebiscitario/oligarchica.

  • Anonimo scrive:
    19 febbraio 2017 05:52

    Di concreto lei ha detto che esistono situazioni in cui il popolo non è in grado di capire cosa gli conviene per cui (faccia attenzione) è necessario che in alcune situazioni qualcuno decida per lui.
    Ha specificato che il popolo potrà votare per l'euro quando avrà trovato un lavoro e per dieci anni (sic!) avrà sperimentato un minimo di benessere.
    Questo è il criterio di voto per censo della fine dell'ottocento e che lo dica un privato signore, di origini evidentemente tutt'altro che aristocratiche, se permette fa ridere i polli.
    Ma fa anche rabbia leggerlo in un blog di sinistra.

    La Brexit e l'elezione di Trump (ottenuta contro l'intero mainstream schierato a favore di Clinton) dimostrano il contrario.
    Per lo meno che il popolo sa incazzarsi.
    Ma anche che esiste una parte della ruling class britannica che per tradizione continua a fidarsi della propria gente e che anche se da una posizione di egemonia si identifica con essa.
    Cosa che per tradizione in Italia non esiste.
    Da noi l'élite è élite solo se si distingue dalla "populace" e la populace, come tante pecore che non sanno far altro che imitare i padroni, crede di sollevarsi dalla propria condizione di subalternità ostentando disprezzo per i propri simili.
    Lei egregio signor Giannini è precisamente quell'esponente della populace che si affanna a dire che i suoi stessi simili non capiscono, nel trafelato tentativo di distinguersi da quella massa alla quale però lei pienamente appartiene sia per discendenza che per status attuale, scimmiottando, in questo atteggiamento di disistima, i propri adorati superiori. Tutto qui, nient'altro, nonostante il ridondante profluvio di parole.
    Cordialità.


  • Marco Giannini scrive:
    19 febbraio 2017 14:40

    Dissento!
    Il concetto espresso è che una volta usciti dalla moneta unica i cittadini torneranno ad avere un lavoro, servizi, depositi, mentre adesso perdono questi DIRITTI!
    Avranno di fronte ai loro occhi la prova tangibile (la loro vita) che il mainstream ai tempi dell'euro mentiva!
    Al momento trovano più familiari le loro catene anziché la libertà.

    Pur essendo un sovranista ho proposto (sulle pagine del mio saggio) che una volta tornati in possesso della sovranità si riflettesse sull'opportunità (o meno) di svolgere un Referendum successivamente per rientrarvi o meno!
    E' goffo quindi tutto il suo costrutto che mi vorrebbe "interpretare" come anti democratico.

    L'uscita per via referendaria (che è un'altra cosa), per ragioni tecniche, è invece impercorribile ed è necessario un serio APPROFONDIMENTO per comprenderlo.
    1) Come per chiarire cosa sia un plebiscito rispetto alla Democrazia Diretta (E' gravissimo fingere di ignorare (sic!) che nei regimi una delle principali forme di DITTATURA è il controllo dei media).
    2) Come per comprendere che il "decide qualcuno per lui", se è eletto, si chiama "Democrazia Indiretta " ("cioè" il Parlamento), ed è un argine alle dittature.
    3) Come per comprendere di come le dittature inizino ad autoalimentarsi quando prevalgono i messaggi semplicistici (ma immediati!) sulle buone argomentazioni. Quando affiorano le "ratifiche" di decisioni già prese (compresa la derisione dell'interlocutore che elabora concetti complessi o che si oppone!) siamo di fronte a pensiero unico e manipolazione.

    Dopo il berlusconismo e il renzismo sta emergendo una forma nuova di manipolazione: il grillismo.
    La manipolazione (virtuale in primis) e lo svuotamento dei contenuti sull'onda del video Gaia o della "Matrix-Ideologia". La de-responsabilizzazione e disumanizzazione dei profili fake, anonimi ad esempio.
    Grillo in modo GENIALE in "Grillo vs Grillo" lo confessa pure, afferma "sono un ologramma pure io"!
    Quando si vuole nascondere qualcosa o lo si nasconde bene o lo si manifesta in modo talmente evidente che nessuno lo vede! Il sistema si è sempre divertito con questo atteggiamento verso il popolo.

    A complicare il quadro un dato il dato di fatto della trasformazione in vettori di consumo (privi di tempo ma ricchi di preoccupazioni) dei cittadini.
    Viene ostacolato il diritto, sancito dalla Costituzione alla crescita spirituale. E mi scuso se denuncio un crimine di cui nessuno parla!
    Cordialità.
















  • Anonimo scrive:
    19 febbraio 2017 16:51

    L'Italia ha una libertà di stampa da terzo mondo non è né gli USA né l'UK. Intervista interessante e spero ne vengano altre. Trovo sgradevole invece che si faccia il profilo psicologico di una persona perché ha la unica colpa di essere disoccupato e che nonostante quello si batte con questa brillantezza intellettuale. I disoccupati stanno a cuore alla sinistra. Molto meno chi accusa violentemente in forma anonima. Sull euro il M5S si dovrebbe vergognare di prenderci per il naso e lo sostengo da anni.

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