sabato 28 gennaio 2017

ITALIA SOVRANA? ITALIA PUTTANA! di Piemme

[ 28 gennaio ]

25 mila, saranno stati al massimo 5 mila. Parliamo dell'odierna manifestazione promossa da Fratelli d'Italia, ospiti di primo piano, Matteo Salvini e alcuni esponenti di spicco di Forza Italia, come Toti, Brunetta, Tremonti e la Santanchè.
In effetti, fossero stati 25 mila, col cazzo che sarebbero stati contenuti in P.zza San Silvestro, non bastava Piazza del Popolo, almeno cinque volte più grande. I numeri hanno la loro importanza, a noi pare, ed essi dimostrano che malgrado il vento della Brexit, della Le Pen e di Trump, non c'è alcuna valanga delle cosiddette "destre sovraniste" —tanto più tenendo conto che la destra ex-missina considera Roma una sua roccaforte. Senza i voti nordisti della Lega Nord, questa "destra sovranista", che è stata governista per vent'anni, agevolando la svendita della sovranità italiana, è ben poca cosa.

Resta quindi un fatto come minimo pittoresco che proprio l'asse portante di questa destra, che inneggia a Trump, sia incardinata ad un movimento che al primo punto del suo statuto rivendica la secessione della "Padania" dall'Italia.

E' vero che Brunetta è stato fischiato (per nome del Cavaliere ha raccontato la barzelletta che prima di andare alle urne occorre "armonizzare i meccanismi elettorali di Camera e Senato), ma se lui è stato invitato è perché, come hanno ripetuto sia la Meloni che Salvini, il loro auspicio è quello di primarie del centro-destra, ovvero di riunire il centro destra, quindi nuovamente assieme a Berlusconi —visto che senza il suo sostegno di quattrini e di voti lo strombazzato 40% Lorsignori se lo sognano.

Che il centro-destra ritorni unito, tuttavia, è altamente improbabile. E allora perché sia la Meloni che Salvini ripetono il loro appello unitario a Berlusconi? Certo è tattica, ma questa tattica rivela quale sia la loro area di pesca: i berluscones; e quale sia la loro anima profonda: un reazionarismo su tutta la linea. Altro che "Italia sovrana", Italia puttana. 

Certo essi debbono camuffarsi, e per strappare consensi usano linguaggi, slogan e pratiche apertamente populisti. Un populismo identitario smaccatamente di destra. Si dice che le categorie di destra e sinistra non esistono più, che non sono più valide (e lo dicono spesso pure Meloni e Salvini), ma proprio la sfilata di oggi, per simboli e contenuti, dimostra che la destra esiste, eccome. Ovvero, la sinistra sistemica fa sì schifo, ma tirerà a campare, ahinoi, ancora a lungo finché esisterà questa destra qui. Una destra che parla di "sovranità" (dopo averla svenduta), ma che declina questa "sovranità" in modo sciovinista, becero, razzista e reazionario.

Non sottovalutiamo affatto questo populismo di destra. Se non sorgerà un polo politico populista di sinistra, ovvero sovranista e patriottico, costituzionale e democratico, prima o poi la destra sfonderà. 

Siamo ancora in tempo. Che l'Italia riconquisti la sua sovranità nazionale è inevitabile. Chi ci sarà alla testa di questa liberazione? E cosa ci faremo con la sovranità riottenuta?
Questo è il punto.
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14 commenti:

  • Anonimo scrive:
    29 gennaio 2017 07:34

    Ottimo articolo! Chi pensa di allearsi con questo schifo reazionario, razzista e fascistoide, chi pensa che la salvezza dell'Italia e la riconquista della sovranità passi per un governo salvini-meloni è un idiota politico e va allontanato a calci nel sedere. Questa destra post-berlusconiana e para-lepenista, è peggio dei sinistrati! Chi, disgustato dai tanti errori delle varie sinistre e deluso dai cinque stelle, salta il fosso per salire sul carro del populismo di destra, è un illuso. Anzichè fantasticare di impossibili e nefaste alleanze con i reazionari, bisogna mettere tutte le energie per creare e rafforzare le componenti sovraniste che, sia pur a fatica e lentamente, stanno crescendo a sinistra. Ci vorrà ancora tempo perchè la vecchia sinistra muoia e una nuova sinistra sovranista, patriottica e antifascista prenda compiutamente forza e forma contendendo alla destra reazionaria il campo populista? Sì, il cammino è ancora lungo, ma non esistono scorciatoie. Chi non ha la pazienza e la tenacia per dedicarsi a questo compito immane, è meglio che si occupi di altro anzichè di politica, perchè finirebbe solo per far danni.

  • Anonimo scrive:
    29 gennaio 2017 10:58

    parole sante...

  • Anonimo scrive:
    29 gennaio 2017 13:54

    SE queste non sono ingiurie! ...

  • Anonimo scrive:
    29 gennaio 2017 13:57

    Forse leggere sovranismo per "destra" potrebbe essere scorretto- Il sovranismo vale "indipendenza".
    Senza indipendenza una"nazione" è come un auto in cui chi è seduto "al posto di guida" non può mettere sul volante nemmeno un dito.

  • Anonimo scrive:
    29 gennaio 2017 18:23

    Ancora col partito sovranista di sinistra.
    Non ci sarà mai se non nella vostra fantasia.
    Meno male che c'è Grillo.

  • Anonimo scrive:
    29 gennaio 2017 20:17

    chi guida?
    Meglio sovrani che non sovrani, va bene.
    ma chiedo a tutti voi, e se una volta sovrani alla guida ci fosse Hitler?
    sarebbe meglio o peggio?
    A volte ho la sensazione che su questo si scherzi col fuoco....

  • Anonimo scrive:
    30 gennaio 2017 10:46

    Con una indipendenza ottenuta, la prima, anzi primissima cosa da fare, sarà battere moneta con una Banca Nazionale!!
    Ma sono sogni impossibili perché per una intenzione del genere in America hanno assassinato almeno un paio di Presidenti!!!
    La questioe infatti è fondamentale per il Potere!

  • Federico Luciani scrive:
    30 gennaio 2017 11:03

    Io potrei anche essere d'accordo, e se esistesse un polo costituzionalista (cioè sovranista nel senso corretto della parola) a sinistra, serio e rinnovato, oltre che rinnovatore, mi ci potrei anche impegnare.
    Il problema è che questo polo non esiste e - viste le scelte recenti di SI, neppure esisterà prossimamente.
    Quindi come la si mette? Si tappa il naso e si vota per le multinazionali a scudo PD? Neppure morto, signori... Molte delle ispirazioni che animano questo (ancora, diciamo, nascente) polo di destra vengono ANCHE da sinistra, e ho in mente personaggi che sono i più autentici rinnovatori degli ultimi 25 anni: Bagnai, Luciano Barra Caracciolo, Borghi ovviamente...
    Oggi parlano a destra, molto più dispiaciuti di quel che lasciano credere, perché a sinistra non c'è proprio nessuno... Fassina, poveretto, ma viene sbugiardato ogni due per tre, trattato come un minus habens: un po' pochino, che ne dite?
    Quel che mi pare non si colga, in questa analisi, è che la casa brucia. Brucia, e troppi intellettuali non se ne accorgono, e pensano che possiamo continuare a dar calci al barattolo, chissà per quanto.
    Io credo che spostare l'ago politico verso l'Italexit sia comunque una buona cosa. Il 40% questa gente non lo prenderà mai (sempre che Grillo non abbia un sussulto di amor patrio, il che non credo) e bisogna cominciare a radicarla e radicalizzarla, questa lotta, in un modo o nell'altro. La storia non finisce a queste elezioni, comunque vada, quindi mi pare esagerato mettere in campo chissà quali piaghe d'Egitto.

  • Valdo scrive:
    30 gennaio 2017 15:28

    Secondo me ci vuole un minimo di realismo.
    L'euro è evidente che durerà ancora un anno o due, i segnali che andrà a breve in soffitta ci sono tutti e lo sapete.
    Si tratta solo di decidere se l'exit sarà gestito dal Pd e alleati, che ovviamente lo gestirebbero favorendo i soliti noti, o da una forza antisistemica.
    Il cosiddetto sovranismo di sinistra quanto tempo ha per manifestarsi e affermarsi, dunque? Due anni, anche meno (le elezioni ci saranno tra un anno o poco più). Possibilità che in questo termine temporale si imponga e abbia rilevanza: lo sapete tutti, una su centomila.
    Restano due alternative: che a gestire l'uscita sia il cdx o che sia il M5S con l'appoggio post-voto del cdx. La prima ipotesi intanto è poco augurabile, per i miei gusti: Bagnai, Borghi, LBC saranno pure i maggiori rivoluzionari degli ultimi 25 anni - addirittura! - ma elettoralmente contano come il due di picche, portano pochi voti e non comanderanno loro ma Salvini, Borghezio, Maroni, Zaia, la Meloni, Alemanno e compagnia bella. Ma soprattutto è illusoria. Il cdx ha scarse chance di vincere imbarcando gli inciucioni euristi e filorenziani di FI, e zero chance di vincere senza. Quindi, se mai vincesse, gestirà l'exit con dentro Berlusconi, e lo gestirà grosso modo come lo gestirebbe il Pd. A voi piace come soluzione? A me no. Esiste poi la possibilità che l'exit lo gestisca il M5S, che ha i numeri per vincere le elezioni e ricevere l'incarico, chiedendo l'appoggio a FdI e Lega. Alleanza basata su pochi punti programmatici e nulla più. Se il M5S non chiederà alcun appoggio, si condannerà da solo, quindi credo che ci proverà e non sarà facile per Lega e FdI rifiutare. Non è una prospettiva meravigliosa ma piuttosto che vedere Prodi e Brunetta, preferisco vedere gente nuova alla guida dell'operazione dell'exit. Al momento opportuno i tecnici capaci saranno chiamati a collaborare e già c'è Borghi.
    La mia conclusione è che, anche ammettendo che siano partiti che possano servire alla causa della giustizia sociale (del che dubito fortemente), sia comunque inutile pensare che saranno Lega e FdI a condurci fuori dall'euro perché ci sono Borghi, Bagnai e Barra Caracciolo con loro: questi signori non portano voti e i numeri parlano chiaro, siamo al 15/16% delle due forze messe assieme, e non si schiodano da lì. E, seconda conclusione, che la sinistra noeuro la smetta di pensare a una fantomatica forza sovranista "progressista" che non ha né tempo né condizioni per nascere. Meglio semmai pensare a ricostruire la sinistra tout-court sapendo che ci vorranno anni e anni e che quando ciò sarà avvenuto il tema del sovranismo e l'euro saranno già belle che superati. Nel frattempo, ognuno voti il meno peggio chiedendosi: chi vogliamo che gestisca l'exit?

  • Antonio Di Stefano scrive:
    30 gennaio 2017 16:12

    Sinceramente se a gestire l'uscita dell'Italia dall'euro sia il PD o la Lega+FI poco cambia, gestiranno l'uscita in modo liberista. L'unica alternativa oggi possibile è il m5s, dubito che arriverà al 40 percento, ma nel caso non arrivasse bisognerebbe sperare in un'alleanza con la lega che tenga fermi pochi punti essenziali (mettendo da parte le posizioni più liberiste leghiste come la tax flat ed altre cagate) incluse le misure da adottare in seguito all'uscita dall'euro. Prima di tutto però sarebbe opportuno che la lega spiegasse agli italiani il perché ancora non viene cambiato l'art 1 del proprio Statuto, altrimenti per quel che mi riguarda un partito con quello Statuto non è assolutamente credibile a livello nazionale.

  • Rosanna Spadini scrive:
    30 gennaio 2017 16:21

    Il punto è che non solo la sinistra si è liquefatta nella sua misera insipienza e nella sua tragica disonestà, ma che ora c'è stata un'ulteriore svolta con l'elezione di Trump che sta dettando l'agenda su tutto il mondo ... oggi Salvini ha già appoggiato pubblicamente le espulsioni del buzzurro yankee, che ha chiuso le frontiere agli islamici, ma non ai sauditi e alle altre monarchie del golfo che notoriamente esportano e finanziano i terroristi, dicendo anche che legalizzerà la prostituzione ... ora Federico Luciani sta sponsorizzando il voto verso destra, come le indicazioni dei vati economisti ci insegnano da diversi anni, ma forse non ha considerato il fatto che la risoluzione sarà soprattutto POLITICA, non economica, e che la Lega non sembra superare il 13% dei consensi, quindi sarà costretta a finire tra le fauci di Verdini o Berlusca ... ma ai suddetti illustri economisti non sembra interessare molto la futura destinazione dei loro followers, dato che si aspettano naturalmente riconoscimenti istituzionali nell'eventuale prossimo governo delle larghissime intese ... quindi occhio ai numeri e alla svolta politica che l'occidente sta vivendo, chi non mi dice che l'euroexit non verrà gestito direttamente dalle forze in carica? I tg da alcuni giorni, hanno svoltato chiaramente, madamina Bilderberg a Otto e Mezzo invita economisti anti-euro con una scadenza sempre più frequente ... naturalmente piazzano il solito servizio sul decadimento della Roma grillina ... quindi sono tutti pronti a saltare il fosso, da Gentiloni a Salvini, intervistato per ultimo e abilitato, in quanto autorevole sovranista, contro i gatekeepers dei 5 stelle, come insegna il vate Bagnai ... emargineranno i 5 Stelle e proveranno tutti insieme a gestire la crisi terminale dell'euro, non faranno altro che proporci qualcosa di apparentemente diverso, ma poi molto simile nella sostanza, machiavellico e camaleontico, come un vero cambiamento all'italiana.

  • Valdomiro scrive:
    30 gennaio 2017 16:28

    Mi pare sensato quello che dice Valdo. In quella piazza mi è sembrato di vedere solo vecchi arnesi del cdx, mescolati in ordine sparso. Se l'istanza sovranista deve essere lasciata a loro, siamo a posto. Anche perché gestendo la prossima uscita dall'euro, lo farebbero esattamente come lo farebbe il Pd, cioè non toccando nessun meccanismo prodotto dall'euro " politico". Mi pare che sull'art. 18 la Meloni sia stata chiara, mentre su job act's non ho mai sentito una critica di principio da parte della Lega. Di Forza Italia nemmeno parlo, volevano fare tutto ciò che Renzi ha fatto su imbeccata della UE. Al più avremmo la doppia lira, come dice Borghi, che di sx non è mai stato, che non è che la riedizione della gabbia salariale leghista, proposta anni fa. Non mi pare che anche al tempo della lira, brillassero per favorire concertazione e politiche keynesiane, anche se alcuni di loro oggi ne chiedono l'attuazione. Ecco perché credo che il sovranismo appaltato alla dx non porti di fatto ad un cambiamento decisivo dei rapporti di forza all'interno del sistema capitalistico, ma solo un ritorno ad una forma di stato nazione in cui si presentano anche alcuni pericoli per la democrazia. Come facciano certi economisti prestati alla politica a credere che con il ritorno alla lira si risolvano anche molte delle contraddizioni del sistema di produzione, anche senza porvi correttivi sostanziali, proprio non lo so. O loro non sono di sx e allora si spiega, oppure è meglio che continuino la professione accademica lascino stare la politica attiva. Certo, se la questione così decisiva non è seguita e fatta propria dalla sx, non resta che fare mea culpa. Siamo in una fase storica del capitalismo in cui si ha una crescita esponenziale della sx sociale, mentre quella politica rimane praticamente al palo. Urge autocritica.

  • Video Italiani scrive:
    31 gennaio 2017 00:56

    Ottimo articolo !! Onestamente non mi importa chi sarà a condurre l'Italia fuori dall'Euro ( sempre se ci permetteranno di uscirne, cosa su cui ancora ho dei dubbi ), l'importante è che se ne esca ed anche il prima possibile !!

  • Ernesto Pertini scrive:
    31 gennaio 2017 16:43

    La costruzione di una coalizione sovranista non é impossibile. La riunione del 22 con molti soggetti presenti lo ha dimostrato.
    Con la Confederazione Sovranitá Popolare stiamo giá aggregando varie associazioni politiche e non. I vari comitati del No ci potrebbero seguire.
    Non sarebbe una formazione solo di sinistra, ma unirebbe anche soggetti di centro e di ex-m5s, con lo spirito di unirsi nell'obbiettivo comune dell'attuazione della Costituzione, dell'uscita dall'Euro e della ridiscussione dei trattati europei.
    Un soggetto che unisca piú soggetti diversi con un'obbiettivo comune, come fu per il Comitato di Liberazione Nazionale e per la Costituente.
    Lo spazio, con una legge elettorale proporzionale e il probabile caos post-elezioni c'é.
    Si potrebbe contribuire a un governo M5S portando idee, di cui il M5S scarseggia, e puntando almeno al Referendum sull'Euro, che il M5S ha promesso.

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