Programma 101, Salerno, 23 febbraio

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lunedì 3 ottobre 2016

CHI SONO DAVVERO I 5 STELLE di Francesco Lamantia

[ 3 ottobre ]

Riceviamo, da Palermo, e volentieri pubblichiamo.

«Italia a 5 Stelle, l'evento che ha avuto luogo a Palermo, ha messo in luce la vera natura del M5S smentendo tante stupidaggini: un movimento autorganizzato, formato da attivisti che, come avveniva nei partiti storici della sinistra, danno di tutto per il Movimento. Tavole rotonde, agorà, gli interventi di Grillo, Davide Casaleggio, Di Battista, Di Maio, Spadoni, il collegamento via telematico con Assange dimostrano quanto siano lontani e falsi i giudizi dati dalle tv del PD e della sinistra sulla natura del Movimento. 

Ma andiamo con ordine:

-politica estera: il M5S è per l'uscita della NATO, per rompere le relazioni con la Turchia e riconoscere il diritto d'autodeterminazione del popolo Kurdo e palestinese.

-politica economica: nazionalizzazione delle banche in crisi, reddito di cittadinanza, rottura con l'austerity , accordi economici con i paesi del Mediterraneo

-politica agricola: no agli OGM e alla svendita dei prodotti agricoli per favorire le multinazionali del grano e dell'orzo, si a incentivi per l'agricoltura biologica, no alle tasse imposte da Bruxelles

-diritti civili:matrimoni gay

- scuola: abrogazione della legge 107, sostituire l'ora di religione con educazione alla cittadinanza e alla multiculturalità, fine del precariato e dell'esodeo dei docenti verso le regioni del nord

UN MOVIMENTO CHE MOBILITA LA CITTADINANZA

Dall'ultimo ventennio non si è mai visto un movimento in grado di mobilitare interi settori sociali; il NO alla riforma costituzionale di Renzi e Confindustria, uno dei tentativi bonapartisti portato avanti dalla borghesia eurista sovranazionale, non ha mai trovato tanta opposizione fra la "gente comune". In Liguria a breve ci sarà una catena umana da Ventimiglia a La Spezia per la difesa della Costituzione organizzata proprio dal M5S, il 30 settembre in un convegno della Coldiretti con Renzi gli iscritti al sindacato agricolo hanno fischiato il loro presidente e il primo ministro. Fra le piazze d'Italia cova l'odio contro il governo delle banche e dei poteri forti.

L'ATTACCO E LA CRIMINALIZZAZIONE MEDIATICA

Durante la manifestazione Italia5Stelle, i militanti del movimento hanno reagito contro i "paparazzi" delle principali testate giornalistiche che hanno assediato il sindaco di Roma, Da qui ne è scaturito un attacco mediatico contro la "violenza squadrista" del movimento, attacco portato avanti non solo dal PD ma anche da settori di sinistra come rifondazione Comunista, membri dell'USB, PCL, ecc. 
Di Maio e Di Battista hanno preso subito le distanze dagli spintoni contro i "paparazzi" dichiarando che sono casi isolati e la natura del movimento è non violenta e pacifista.

L'attacco e la criminalizzazione del Movimento è un attacco contro le masse popolari e le sue rivendicazioni; il regime eurocratico non tollera nessuna opposizione ai suoi piani reazionari (vedi le elezioni da rifare in Austria). 
Questa sinistra "estrema e antisistema" è complice della criminalizzazione mediatica e rimpiange gli anni 90 quando Rifondazione era al potere e quindi sarebbe toccato a loro prendere il posto di opposizione sociale e di classe contro il centro-sinistra. Ciò non è avvenuto perché queste sedicenti organizzazioni non hanno mai analizzato la nuova epoca e i nuovi compiti del marxismo rivoluzionario ma si sono limitati a ripetere parole d'ordine al di fuori del nuovo contesto con conseguenze nefaste —non aver capito il movimento dei Forconi, le lotte dei Cobas del Latte, ecc.

LIMITI DEL M5S 

I limiti del M5S sono la politica "forcaiola": l'aver piena fiducia alla magistratura italiana, quella magistratura che ha assolto Andreotti, che condanna, a distanza di 40 anni, quei compagni rivoluzionari esuli colpevoli di aver sfidato i fascisti e i poteri forti come Cesare Battisti. 
Altro grande limite è l'istituzionalismo e la non violenza a tutti i costi: la storia del Novecento ha dimostrato che i governi di rottura con il sistema capitalista sono stati fatti fuori dalle istituzioni statali stesse (esercito, magistratura) Argentina, Cile, Grecia docet. 
All'attacco neoliberista portato avanti dalle organizzazioni sovranazionali si risponde con la mobilitazione di massa, è urgente che il sindacalismo di base, la sinistra "antagonista"si confronti con il M5S per la costruzione di un fronte democratico e sovranista».

Palermo, 1 ottobre 2016
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14 commenti:

  • czingc Czingc scrive:
    3 ottobre 2016 11:39

    La composizione di classe non è un elemento di valutazione ?

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2016 12:55

    Ed è davvero una singolare coincidenza che la polemica di Pizzarotti esploda proprio adesso.

    Ammetto di non conoscere i dettagli ma la coincidenza mi porta comunque a pensar male.

    Pizzarotti, che pure dichiara di votar no al referendum, contribuisce però a screditare M5S proprio adesso, in apertura della campagna referendaria. La politica è doppiezza e vie della doppiezza infinite ... ma si somigliano tutte.

  • czingc Czingc scrive:
    3 ottobre 2016 14:59

    Vedi che Pizzarotti è stato da un bel po di tempo espulso dal M5S e la polemica Fra vertici del M5S e Piszzarotti è da un pò che è in piedi.
    Ora è chiaro che se uno vuol vedere il complotto lo vede ad ogni piega e ad ogni riscolto. Ma qui proprio credo che non centri nulla e anzi centra molto le difficoltà e le contraddizioni da sempre presenti nel M5S e mai affrontati da tutti coloro militanti e no innamorati del Nuovo cehe Avanza ....nel Vecchio, in mancanza di altro!

  • Rosanna Spadini scrive:
    3 ottobre 2016 15:39

    Complimenti per l'articolo onesto e documentato, quanto al caso Pizzarotti vorrei chiarire le idee e allertare i tele-storditi ...

    da cittadina di Parma infatti ringrazio il sindaco Pizzarotti per essersene andato dal M5S, dopo essere stato eletto con il suo simbolo e dopo averlo notevolmente danneggiato, per di più dichiarandosi un "uomo libero" … naturalmente libero di fare il proprio interesse, insieme all'interesse di IREN, e non quello del MoV, né quello di Parma:

    - libero di avere permesso la completa liberalizzazione di IREN, una multiutility quotata in borsa che gestisce in regime di quasi monopolio i servizi di più province in Emilia, Liguria, Piemonte (Parma, Reggio, Genova, Torino), un gigante con azionisti privati e pubblici.
    - libero di aver bypassato i tre conflitti d'interessi simultanei di Parma IREN, il primo, una società quotata che scarica i costi dei dirigenti sulle tariffe, il secondo, è "proprietaria" (conferma del sindaco, anche se ANAC lo ha smentito) e responsabile dell'inceneritore e nel contempo della raccolta differenziata, il terzo, il più grave è Pizzarotti in persona, perché anche se il "pubblico" arriva al 51% delle quote e del capitale sociale, ed anche se il privato ne possiede il 49%, basta l'accordo con un sindaco per conquistare in maniera occulta la maggioranza ed operare in piena libertà, anche contro il volere degli altri comuni ...

    ECCO perché GIUSTAMENTE GRILLO lo ha sfanculato !!! grazie

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2016 16:18

    Appena qualcuno cerca di vedere oltre la versione di facciata ecco comparire subito l'ipotesi di complottismo. Come se tutto dovesse davvero essere come appare e non ci fosse doppiezza nell'agire politico. Un idea piuttosto ingenua. Che bella coppia antitetico polare che è complottismo-anticomplottismo.

    Ma Pizzarotti non è della stessa città di quel Giovanni Favia che fece quel finto fuori onda contro Casaleggio? Ve lo ricordate? Poi magari, pur non di vedere complotti, possiamo anche credere che quel fuori onda fosse autentico e Favia un sant'uomo amante della democrazia tradito da un cronista spregiudicato a caccia di scoop.

    Se Casaleggio fu un cattivo maestro non significa che si oppose a lui fosse migliore. Un principio che vale anche adesso. Non so come stiano le cose ma diffidare è il minimo che si possa fare.

    Dodici:cinquantacinque

  • czingc Czingc scrive:
    3 ottobre 2016 17:18

    Ma come mai quando si denunciava Pizzarotti delle stesse cose che ora Rossana Spadini denuncia, noi eravamo piddini, gufi e comunisti e i militanti pentastellati tutti a circolo a difendere il sindaco stellato? Strane le circostanze della vita.
    E non era stata fatta addirittura un DAY a difesa di Pizzarotti e della giunta, lo stesso Pizzarotti e la stessa giunta, ancora pentastellata che si stringe intorno al Sindaco e che probabilmente verranno sfanculati dal Capo Padre Padrone? Cosa è cambiato rispetto a quel che allora era definito il Buon Governo e l'Esempio per come si amministra una città? Eppure l'unica cosa che è cambiato e che prima era obbediente al Padre Padrone ed ora non lo è più!

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2016 20:41

    "Ma come mai quando si denunciava Pizzarotti delle stesse cose che ora Rossana Spadini denuncia, noi eravamo piddini, gufi e comunisti e i militanti pentastellati tutti a circolo a difendere il sindaco stellato? "

    Forse per lo stesso identico motivo per il quale ora che invece lo denuncia lei quasi quasi lo difendi tu. Verrebbe da ridere se la situazione non fosse così seria.

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2016 23:40

    Secondo me il problema dei problemi rimane sempre l' Euro. Mi sembra che l' ambiguità da parte dei 5S su questo tema rimanga. Sarebbe ora che cominciassero a dire chiaramente cosa vogliono fare. Il confronto, come citato alla fine del testo, deve essere fatto prima possibile, in modo da metterli come si suol dire con le spalle al muro: o da una parte o dall'altra.

  • Rosanna Spadini scrive:
    4 ottobre 2016 09:45

    PIZZAROTTI-STORY
    La nostra italica tendenza a conservare una debole memoria storica, unita ai buoni risultati che il sindaco di Parma ha indiscutibilmente ottenuto nei suoi quattro anni di amministrazione, ha forse creato smarrimento rispetto all'atto - dovuto - di sospendere Pizzarotti dal Movimento 5 Stelle. Costui ha tenuto nascosto un avviso di garanzia per abuso d'ufficio per tre mesi e fino a tre settimane prima delle elezioni amministrative, per dare solo a questo punto la notizia in pasto alla stampa. Condotta singolare, che crea un danno all'immagine del Movimento 5 Stelle, proprio a ridosso di una tornata elettorale, che ha fatto della trasparenza una delle pietre miliari della propria azione politica.
    Ma ripercorriamo la storia di Capitan Pizza, impegnato talvolta in azioni senz'altro buone per la città, altre volte nei salotti televisivi, per brevi quanto effimeri momenti di gloria, a esprimere il suo dissenso distruttivo nei confronti del Movimento 5 Stelle e dei suoi fondatori.
    Maggio 2012 - Appena eletto esce infelicemente su Repubblica, dicendo che a Parma ha vinto lui, non il Movimento 5 Stelle. E vabbe', so' ragazzi, una svista capita a tutti.
    Sempre appena eletto, però, prende contatti con Valentino Tavolazzi (il primo espulso dal M5S per aver organizzato di sua iniziativa una sorta di congresso nazionale di partito) per conferirgli l'incarico di direttore generale del Comune di Parma. Per fortuna rientra dall'infausta scelta.
    L'incontro e il tentativo di piazzare Tavolazzi si tingono poi di tinte interessanti quando si inseriscono nella cornice dei successivi incontri con Favia (spero non ci sia bisogno di ricordare chi è Favia).
    Marzo 2013 – Dagli annunci in campagna elettorale “Mai l'inceneritore a Parma”, a “Decideranno i cittadini con un referendum senza quorum se pagare le penali a Iren o aprire l'inceneritore”, a “Non ho mai detto che non sarebbe partito l'inceneritore”, a nessun referendum e un inceneritore attivo.
    Aprile 2014 – Si vota sul portale del Movimento 5 Stelle per selezionare i candidati per le prossime europee. Pizza esce su stampa e social criticando il metodo di selezione, aperto a tutti coloro che ne abbiamo i requisiti, com'è naturale in un Movimento che basa la sua azione politica sulla democrazia diretta attraverso la rete e non presenta liste imposte dall'alto. Troppa apertura per Pizza, che ora non è più d'accordo con le regole con cui egli stesso è stato eletto. Solidarietà da Favia e Civati.
    Si rifiuta frattanto di sottoporre il suo operato al giudizio degli elettori: "Non è tecnicamente fattibile", dice. (continua)

  • Rosanna Spadini scrive:
    4 ottobre 2016 09:47

    PIZZAROTTI STORY n.2
    Giugno 2014 – Pizza interpreta dalla Gruber la parte dell'opinionista tuttologo da salotto televisivo del M5S, che al parlamento europeo dovrebbe confluire nei Verdi, in his (not so) humble opinion. La rete, per fortuna, la penserà diversamente.
    In un'intervista, alla domanda “Lei sarà il leader dei fuoriusciti?”, invece che dire “No, non ci penso nemmeno” (come ci si aspetterebbe da un portavoce normale del Movimento 5 Stelle), risponde “Ho già molti impegni e il prossimo anno sarò anche presidente della Provincia.” Risposta che fece un attimino incazzare tutti. Solidarietà da Rizzetto, Pinna e Iannuzzi.
    Luglio 2014 – Pizza è colto a questo punto da una decisione di buon senso: avvalersi del diritto di recesso dal patto di sindacato per le azioni Iren di proprietà diretta del Comune di Parma, contribuendo a mettere a rischio l'assetto di quel potere politico-finanziario gestito dal PD.
    Salvo poi ripensarci. E Parma, all'inizio di quest'anno, rientra nel patto favorendo, di fatto, lo stesso PD che blinda ora il controllo della società. Cui prodest?
    Settembre 2014 – Insieme ad altri dissidenti dichiarati e dichiarandi, firma una lettera con l'impegno a boicottare la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle alle regionali di novembre in Emilia Romagna.
    Novembre 2014 – Sul blog di Grillo viene criticata la gestione della vicenda inceneritore: “Non è vero che tutto si è fatto per impedire completamento ed avvio del forno. Non aver combattuto e vinto la battaglia contro la ‘dirigenza politicante’ Iren, priva di strategia industriale moderna e capace solo di accumulare miliardi di debiti, ha creato un danno enorme al Paese, non solo al Movimento, quando Parma poteva diventare il simbolo di una svolta decisiva, in senso europeo, delle politiche ambientali e infrastrutturali nazionali: c’erano tutte le condizioni.” Pizza, di fronte all'evidente fallimento politico sulla vicenda, rilancia con “Mi spiace Beppe, il blog è ombra di se stesso, scritto da invisibili ma ben noti cortigiani”, e invita tutti alla prossima Pizzapolda del 7 dicembre.
    Intanto a fine mese incontra Renzi in un “buon clima di confronto”, come riferito da fonti dirette.
    Dicembre 2014 – A Parma la prima Pizzapolda, in cui scontenti, fuoriusciti e fuoriuscenti si radunano in una sorta di pseudo congresso stile vecchio partito. Presenti Artini, Rizzetto, Mucci, Bechis, Turco.
    Febbraio 2015 – A Parma nasce nel frattempo un nuovo meetup, che nel mese di febbraio organizza in città i banchetti per la raccolta firme per il referendum “Fuori dall'euro”. Nessun portavoce comunale, per settimane, si rende disponibile quale certificatore.
    Novembre 2015 – Partecipa come docente alla scuola di formazione per i giovani del Partito Democratico di Milano. Unico esponente esterno al PD tra i presenti. Esterno, per il momento.
    Dicembre 2015 – Pizza, tanto perché si parli un po' di lui, rilascia un'intervista al Corriere della Sera in cui attacca il “direttorio” e dichiara che alle prossime amministrative potrebbe candidarsi senza il Movimento 5 Stelle.
    Gennaio 2016 – Pizza si presenta alla festa dem di Bonaccini. Dopo la partecipazione all'evento dei giovani dem dello scorso novembre e sotto i riflettori di un vociare sempre più insistente relativamente alla sua vicinanza a certi soggetti politici, non ci si può esimere da interpretazioni piuttosto verosimili.
    Luigina Bruschi"

  • czingc Czingc scrive:
    4 ottobre 2016 11:39

    L'Euro è solo uno strumento. Non è questo l'unico. Il M5S che tante simpatie suscita in certa sinistra in questo è ambigua tanto questi. Che fine ha fatto il referendum che prima chiedeva il M5S? Ma sopratutto dove sono i risultati del referendum che ha svolto sul Blog del suo Guru e di cui si sono perse le tracce?

    Ma in realtà il problema non è l'Euro da cui non solo non può essere messo come oggetto di referendum, ma sono i trattati da Maastricht in poi. A partire del pareggio di bilancio e dai vincoli verso le banche e la BCE. E' per questo che il M5S parla di Euro ( sapendo che è solo aria fritta,) e parla di UE come una risorsa per il Paese. E DI MAio papabile candidato a premier intrattiene rapporti con la Trilateral, va a fare visita alle maggiori capitali europee della finanza e delle banche

    E questo sarebbe la forza a cui la sinistra deve prestare attenzione?
    Ma dov'è finita la sana analisi materialista e dialettica che un tempo caratterizzavano le forze marxiste?
    Tutte abbagliate dal Nuovo che Avanza .....nel Vecchio?

  • Anonimo scrive:
    4 ottobre 2016 14:01

    Novembre 2015 – Partecipa come docente alla scuola di formazione per i giovani del Partito Democratico di Milano. Unico esponente esterno al PD tra i presenti. Esterno, per il momento.
    [..]
    Gennaio 2016 – Pizza si presenta alla festa dem di Bonaccini. Dopo la partecipazione all'evento dei giovani dem dello scorso novembre


    Diciamo che a me questo basta per avallare almeno qualche ragionevole sospetto sull'operato del candido (si fa per dire) Pizzarotti che, come sostenevo nel commento sopra, mi sembra solo un altro Favia. Certo M5S ha le sue responsabilità per aver reclutato queste persone, arrampicatori cinici e senza visione politica, che non possono essere taciute.

    Per quanto riguarda l'analisi materialista e dialettica delle forze marxiste bisogna prendere atto che riducendosi ad un dogmatismo rigido e separato dalla realtà ha contribuito a far sì che la rabbia popolare fosse imbrigliata da M5S e se continua così finiranno col gettare quella stessa rabbia fra le braccia delle forze di estrema destra. O vogliamo forse raccontarci che le varie parrocchiette marxiste non hanno nessuna colpa?

    Sarebbe tempo che anche i "presunti marxisti" (chissà perché Marx stesso dichiarò di non essere marxista) cominciassero a capire la storia invece di aspettare il general intellect e la dittatura del proletariato che non verranno. Pur di non fare mai ammenda, pur di veder fallire M5S reo di essere riuscito, pur con tutti i suoi evidenti limiti che MPL ben evidenzia, laddove loro hanno fallito chiuderebbero un occhio e forse anche due sulla probabile malafede dei fuoriusciti dal movimento stesso. Cosa inaccettabile in questa delicata fase della campagna referendaria.

    Quante volte questi marxisti hanno criticato anche MPL perché cercava di capire i tempi mentre loro pervicacemente lo rifutavano?

    Mi raccomando però, la colpa è sempre degli altri.

    Dodici:cinquantacinque

  • fabrizio scrive:
    5 ottobre 2016 20:43

    ho espresso più volte il mio giudizio sui 5 stelle che continuerò a chiamare grillini. E' un fenomeno di costume che incarna sociologicamente la decadenza complessiva della classe media. Un'organizzazione verticistica di stampo neofascista nel senso che la "storia si ripete prima come tragedia poi come farsa"
    (so che non mi pubblicherete)

  • Redazione SollevAzione risponde:
    5 ottobre 2016 21:14

    Il tuo giudizio è incondivisibile, ma nonostante questo lo pubblichiamo....
    Si vede che non sei un lettore assiduo di sollevazione.

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