mercoledì 21 settembre 2016

IL FINTO SISTEMA "PROPORZIONALE" DI M5S di Leonardo Mazzei

[ 21 settembre ]

Questa mattina tutti i media, a caratteri di scatola, annunciano che il Movimento 5 Stelle propone la sua proposta di legge elettorale "proporzionale". In molti sono stati tratti in inganno, tra cui gli stessi giannizzeri di regime, che urlano: "si ritorna alla prima Repubblica!".
AHINOI NON È COSÌ.
I parlamentari di M5S hanno solo riproposto il cosiddetto "democratellum", un finto proporzionale (modello spagnolo) che, grazie ai collegi piccoli ed all'assenza del recupero dei resti in un collegio unico nazionale, distorce pesantemente la proporzionalità (sbarramento reale al 5%), favorendo scandalosamente i partiti maggiori (col 40% dei voti, proprio come vuole Renzi, si otterrebbe la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento), violando in tal modo il principio costituzionale della rappresentanza e dell'uguaglianza del voto.


Ci sembra utile ripubblicare un nostro articolo del giugno 2014, che analizzava e criticava la proposta elettorale dei Cinque Stelle.


L'hanno chiamato Democratellum ma non si sa bene il perché

Cari amici del M5S non ci siamo proprio. Il problema non è la disponibilità a discutere con Renzi di legge elettorale. Il problema è piuttosto il contenuto della proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati.

Quando, all'inizio dell'anno (leggi QUI), Renzi lanciò la sua offensiva sulla nuova legge, tre furono le opzioni avanzate: il sistema delle comunaliil Mattarellumil sistema spagnolo. Poi, pochi giorni dopo, previo accordo con Berlusconi, quell'offensiva produsse il mostruoso Italicum, un incredibile incrocio tra il doppio turno delle comunali ed il premio di maggioranza del vecchio Porcellum, con l'aggiunta di soglie di sbarramento di tipo turco.

Per adesso questo obbrobrio giace su un binario morto. Lo sbruffone fiorentino ha dalla sua la forza di chi ha vinto nettamente le elezioni europee, ma deve fare i conti con le resistenze, più o meno sommerse, di chi a gennaio aveva sottoscritto il "Patto del Nazareno". Vecchie, presunte, convenienze stanno forse venendo meno.

E' in questo quadro che va letta l'iniziativa del M5S. Un tentativo di inserirsi in uno scenario assai fluido per cercare di "limitare i danni" della legge renziana. 

Chi scrive non dubita affatto dello spirito democratico di questa mossa, dubita piuttosto della qualità democratica della proposta messa in campo. Una proposta che ricalca nell'essenziale il modello spagnolo, un sistema che distorce fortemente i principi della rappresentanza e dell'uguaglianza del voto, e che applicato in Italia potrebbe produrre effetti distorsivi anche maggiori. 

Si fa presto a dire "proporzionale"

Come mai il prestigiatore Renzi indicava a gennaio le tre opzioni richiamate sopra? Fu quella una mossa meramente tattica? Forse sì, ma non sarà un caso se i tre sistemi indicati - il doppio turno, il Mattarellum e lo spagnolo - hanno in comune una cosa: produrre notevoli effetti maggioritari senza un esplicito premio di maggioranza. Con il vantaggio di poter ottenere gli stessi effetti del Porcellum senza però incappare in una nuova bocciatura della Corte Costituzionale. 

Va detto che, per non farsi mancare niente, e per meglio evidenziare il suo assoluto disprezzo dei principi costituzionali, il futuro premier chiedeva già allora l'aggiunta di un premio di maggioranza del 15% da inserire tanto nel Mattarellum, quanto nel modello spagnolo qualora si fosse optato per uno di questi sistemi. Non per caso si è poi arrivati al cosiddetto Italicum, una delle peggiori leggi elettorali mai concepite al mondo. 

Ora il problema è quello di opporsi a questo mostro antidemocratico. Ed è comprensibile che una forza come il M5S cerchi di farlo mettendo pienamente in gioco la forza parlamentare di cui dispone.

Ma la legge elettorale è materia delicata, è un tassello decisivo della democrazia, uno dei perni su cui poggia l'intero ordinamento istituzionale. E, dunque, proporre una legge elettorale significa anche mettere in campo la propria visione della democrazia e dello stato. Ne consegue che la logica non può essere quella della "riduzione del danno", perché tale "riduzione" può essere semmai perseguita attraverso i normali strumenti della battaglia parlamentare, laddove ogni convergenza è benvenuta quando serve a conseguire risultati concreti.

Una delle caratteristiche del M5S, ed un suo incontestabile punto di forza, è il costante riferimento alla democrazia. Ma purtroppo, nella proposta di legge presentata, il principio "uno vale uno", un tempo si sarebbe detto "una testa, un voto", cioè il principio proporzionale, viene di fatto accantonato. 

Certo, così non è nella forma. Ma nella sostanza? Il fatto è che si fa presto a dire "proporzionale", ma si fa altrettanto presto a disproporzionalizzare la base proporzionale con l'aggiunta dei famosi "correttivi", paroletta assai malefica che fornisce la vera chiave di lettura della proposta del M5S.

Ricordiamoci che proporzionale era anche la base del Porcellum, stravolta però da un forte premio di maggioranza verso l'alto e da due soglie di sbarramento verso il basso. Proporzionale è anche la base dell'Italicum, stravolta ancor di più da premi e soglie da autentico regime.

Dire proporzionale dunque non basta. E questo vale anche per la legge dei Cinque Stelle. Certo - ci mancherebbe altro! -, la proposta del M5S è ben diversa dalla legge Calderoli e da quella del duo Renzi-Berlusconi, ma si allontana fortemente dai principi democratici della rappresentanza e dell'uguaglianza del voto tipici di una vera legge proporzionale.   

La proposta di legge del M5S

Entriamo dunque nel merito.
Per brevità tralascio qui la questione delle preferenze. Dico solo che mentre è positiva la loro reintroduzione, trovo sbagliate le idee della "preferenza disgiunta" (la possibilità di scegliere un candidato di una lista che non si è votata) e quella della "preferenza negativa" (la cancellazione di candidati della lista prescelta).Meccanismi fra l'altro inconciliabili con la posizione fin qui tenuta dal M5S sul "mandato imperativo". Posizione assai discutibile, e di certo non condivisa da chi scrive, ma mai messa in discussione dal Movimento.

Ma veniamo al cuore della proposta. 
Il M5S prevede un sistema basato su 42 circoscrizioni di diversa ampiezza. Ogni circoscrizione elegge i propri parlamentari con il metodo proporzionale, ma senza riporto dei resti nel collegio unico nazionale. In questo modo ogni circoscrizione ha una sua soglia di sbarramento implicita, normalmente molto alta, con l'eccezione delle aree metropolitane di Roma, Milano e Napoli, dove la soglia si abbassa sensibilmente per garantire il cosiddetto "diritto di tribuna". Entreremo nel dettaglio più avanti, ma per capire di cosa stiamo parlando basti dire che in 15 circoscrizioni (su 42) la soglia di sbarramento sarà ben superiore al 10%, mentre in altre 19 andrà a collocarsi tra il 5 ed il 10%.

Sta qui, nella cancellazione del collegio unico nazionale, la prima pesantissima correzione del sistema proporzionale. Ma, come se non bastasse, ce n'è anche una seconda che riguarda il divisore adottato. Mentre il tradizionale metodo D'Hondt prevede la divisione dei voti di lista per 1, 2, 3, eccetera, fino al numero dei seggi da assegnare nella circoscrizione, i parlamentari M5S propongono quello che essi stessi definiscono "divisore corretto". I voti di ogni lista vengono così divisi per 1, 1,8, 2,6, 3,4, 4,2, eccetera. Questo passaggio da uno scalino 1 ad uno scalino 0,8 determina un ulteriore vantaggio alle liste maggiori e naturalmente un'altra penalizzazione per le liste minori.

Il combinato disposto di queste due vistose correzioni produce una notevole disproporzionalità. In questo modo il premio di maggioranza da esplicito (come nell'Italicum) diventa implicito, e così pure le soglie di sbarramento. Come dire: il sistema parlamentare salva la sua faccia, ma la democrazia ne esce comunque pesantemente ammaccata.

Per evitare troppi tecnicismi riportiamo da l'Espresso uno studio realizzato dallo stesso M5S in base ai risultati delle elezioni europee. Secondo questo studio il Pd, con il 40,8% dei voti otterrebbe il 50% dei seggi, il M5S con il 21,2% dei voti avrebbe il 24,1% dei seggi, Forza Italia con il 16,8% dei voti incasserebbe il 17,6% dei seggi. Se c'è chi ci guadagna deve esserci ovviamente chi ci perde. Ed infatti: la Lista Tsipras con il 4% dei voti si fermerebbe all'1,1 dei seggi, Fratelli d'Italia con il 3,7% avrebbe solo lo 0,5% dei seggi, e la stessa Lega Nord - benché favorita dal suo carattere territoriale - porterebbe a casa solo il 4,6% dei seggi contro il 6,2% dei voti.

Naturalmente il nostro confronto è con un sistema elettorale puro. Si può dunque obiettare che il confronto va fatto semmai con quel che prevede l'Italicum. Obiezione accoglibile solo fino ad un certo punto, dato che attualmente, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del dicembre scorso, è in vigore una legge proporzionale con soglie di sbarramento al 2 e al 4%, a seconda che si sia "apparentati" o meno.

Comunque, a beneficio dei lettori, facciamo tutti i confronti prendendo il caso della Lista Tsipras, di una lista cioè che possiamo definire medio-piccola (nella graduatoria delle elezioni di maggio è arrivata sesta, assai vicina al quinto posto di Ncd). In base ai voti delle europee essa otterrebbe i seguenti seggi: zero con l'Italicum, 7 con la legge del M5S, 26 con la legge in vigore [quella emersa dalla sentenza della Corte Costituzionale, Ndr]. 

Vedete che differenze, e pensare che si tratta di 3 leggi tutte con base proporzionale! Forse sarà ora più chiaro quanto sia poco innocente parlare di "correttivi", quasi si trattasse di quisquilie cui non importa prestare attenzione.

I correttivi pesano eccome, sia quando producono effetti espliciti, come nel caso dei premi di maggioranza e delle soglie di sbarramento, sia quando essi sono solo impliciti, non dichiarati ma ugualmente operanti.

Certo, come si evince dai dati riportati, la legge del M5S non è mostruosa come quella del "Patto del Nazareno". Non garantisce automaticamente a chi vince la maggioranza assoluta, e lascia una specie di "diritto di tribuna" alle forze minori altrimenti cancellate. Ma basta questo per dire che si tratta di una buona legge? Per quanto mi riguarda, assolutamente no.

Un sistema alla spagnola, con qualche piccola correzione 

Il sistema proposto dal M5S è una duplicazione di quello spagnolo, dal quale si differenzia in maniera sensibile solo sulle preferenze, che in Spagna non ci sono, dato che anche nel paese iberico vige il sistema delle liste bloccate. Per la precisione c'è anche un'altra piccola differenza: mentre in Spagna, oltre alle soglie implicite dovute alle dimensione dei collegi, ve n'è anche una esplicita (al 3%) di fatto operante soltanto nelle due maggiori circoscrizioni, quelle di Madrid e Barcellona; nella proposta dei Cinque Stelle c'è solo la soglia implicita. Il che significa che se a Madrid ho bisogno di raggiungere il 3% per ottenere seggi, a Roma mi basterà forse il 2,5%. 

Che si sia di fronte ad uno Spagnolo a 5 stelle ci viene confermato dai dati delle elezioni tenutesi nel paese iberico nel 2011. Il Partito Popolare con il 45,2% dei voti raggiunse la maggioranza assoluta del 53,1% dei seggi; il secondo partito, il PSOE, ottenne il 31,4% dei seggi con il 29,1% dei voti; la sinistra di Izquierda Unida con il 7,02% dei voti si fermò al 3,1% dei seggi. 

Come si vede, il premio di maggioranza c'è eccome, anche se non garantisce sempre il raggiungimento della maggioranza assoluta; le forze principali (in Spagna 2, in Italia 3) vengono comunque avvantaggiate; le forze minori, anche se consistenti, sono pesantemente sotto-rappresentate; quelle più piccole del tutto cancellate: una  fotografia sostanzialmente sovrapponibile al quadro disegnato per l'Italia dallo studio del M5S di cui abbiamo detto sopra.

Naturalmente ogni paese ha la sua storia e la sua strutturazione politica. In Spagna, ad esempio, i numerosi partiti regionalisti si trovano assai bene con il sistema delle piccole circoscrizioni. In Italia, dove l'unico partito regionalista è la Lega, questo sistema finirebbe per favorire ancor di più i partiti maggiori.

La violazione del principio dell'uguaglianza del voto

Prima di giungere alle conclusioni c'è un altro aspetto che merita di essere esaminato. Giustamente, nella sentenza già ricordata, la Corte Costituzionale ha insistito molto sul concetto di "uguaglianza del voto". Ora sappiamo benissimo che un tale principio non può mai essere del tutto applicato. Ad esempio, qualora io scegliessi una lista che si fermasse in tutta Italia a poche migliaia di voti, il mio voto andrebbe perso con qualsiasi sistema elettorale. Il mio voto varrebbe dunque zero, a differenza di quello espresso da chiunque avesse votato una lista che abbia ottenuto anche un solo seggio.

Tutto questo è evidente. Ma allora perché il richiamo della Consulta? Semplicemente perché i meccanismi distorsivi delle leggi elettorali della "Seconda Repubblica" vanno ben oltre il caso limite di cui sopra. Questo per l'effetto combinato di premi di maggioranza e di soglie di sbarramento, indipendentemente dal fatto che questi meccanismi siano espliciti od impliciti.

Nel caso della proposta del M5S c'è però un'aggravante. Un'ulteriore differenziazione tra elettori di serie A e di serie B. In questo caso perfino peggiore dell'Italicum. Vediamo di cosa si tratta.

Dividendo l'Italia in circoscrizioni di dimensioni diversissime, e (questo è il punto decisivo) avendo cancellato il collegio unico nazionale, avremo anche "diritti elettorali" (chiamiamoli così per capirci) diversissimi nelle varie zone del Paese.

Per comprendere la questione diamo la parola ai parlamentari del M5S, che nel testo di presentazione della legge hanno scritto:
«In 33 circoscrizioni su 42 (che assegnano 373 seggi, ossia il 60% del totale) lo sbarramento naturale è superiore al 5%; nelle altre 9 circoscrizioni (che assegnano 245 seggi, ossia il 40% dei seggi della Camera) lo sbarramento è inferiore al 5%».
Ammissione interessante e tuttavia piuttosto reticente. 
Come avrete capito, e com'è inevitabile in un simile sistema, ogni circoscrizione (e dunque ogni elettore) avrà la sua soglia di sbarramento. Le differenze, però, non sono così marginali come  la citazione di cui sopra vorrebbe far intendere.

Vediamo nel dettaglio il numero di circoscrizioni previste con i relativi seggi (tra parentesi la soglia di sbarramento, calcolabile solo in maniera approssimativa, per ottenere seggi):

- Una circoscrizione con un seggio (50%)
- Una circoscrizione con tre seggi (30%)
- 13 circoscrizioni da 5-9 seggi (dal 10 al 20%)
- 19 circoscrizioni da 11 a 19 seggi (dal 5 al 10%)
- 6 circoscrizioni da 21 a 24 seggi (dal 4 al 5%)
- 3 circoscrizioni da 32 a 42 seggi (dal 2,5 al 3%)

Come si vede le differenze sono abissali. Facciamo alcuni esempi. Mentre l'elettore di Milano dovrà confrontarsi con una soglia attorno al 2,5%, per quello di Alessandria essa sarà del 7%, salendo al 10% a Caserta, al 17% a Potenza ed al 30% a Campobasso. Queste città sono state scelte a caso, giusto per dare l'dea di una pesantissima differenziazione che tocca in realtà tutto il territorio nazionale.

Vi sembra che il principio dell'uguaglianza del voto, e dunque dell'elettore, possa convivere con una simile differenziazione? Se, volendo contribuire a far scattare almeno un seggio, l'elettore di Campobasso avrà al massimo due opzioni, quello di Potenza ne avrà 3, quello di Caserta magari 4, quello Alessandria 5, quello di Milano probabilmente 10. Questi gli effetti devastanti di quella che possiamo definire solo come una vera e propria "discriminazione geografica".

Il tentativo di giustificare l'ingiustificabile ha prodotto questa penosa e aberrante argomentazione: 
«La varietà di ampiezza delle circoscrizioni non costituisce un limite al sistema, bensì una sua qualità. Infatti, nelle circoscrizioni in cui si assegnano pochi seggi ottengono seggi esclusivamente le forze più grandi, mentre nelle circoscrizioni in cui si assegnano molti seggi ottengono seggi anche i partiti piccoli. E' una conseguenza coerente col tentativo di rendere "reali" e non "virtuali" la rappresentanza: le forze politiche piccole, infatti, hanno una struttura, un numero di militanti e di risorse concentrato nelle aree metropolitane, viceversa nelle comunità più piccole, tali forze politiche spesso non hanno un reale radicamento territoriale».
Che dire? Gli è venuta proprio male e, come spesso avviene, la pezza di questa rocambolesca giustificazione è perfino peggio del buco causato dalla palese lesione al principio dell'uguaglianza del voto.

O bianco o nero: rappresentanza e "governabilità" non possono stare insieme

Ora la domanda è questa: perché il M5S è arrivato a questa proposta?

Per capirlo conviene dare la parola ai presentatori della legge. Dice ad esempio il pentastellato Danilo Toninelli, a commento del 10% di premio di maggioranza che otterrebbe il Pd, che questo dimostra che quello proposto è un proporzionale «fortemente corretto», «un proporzionale governante».

Ecco, in quest'ultima formula c'è probabilmente la chiave di tutto. Come ci conferma la seguente affermazione, tratta dal testo di presentazione della Proposta di legge: 
 «La presente proposta si preoccupa di sciogliere il nodo fondamentale del rapporto tra l'esigenza di avere un Parlamento realmente rappresentativo e di favorire la governabilità del sistema disincentivando la frammentazione del sistema politico»
Eh no, cari amici del M5S, proprio non ci siamo. E' qui che cade l'asino: nel tentativo di conciliare l'inconciliabile. Forse gli estensori non lo sanno, ma - parola più, parola meno - la loro formulazione è simile a quel che ci è capitato di sentire da almeno trent'anni (30), cioè dalla metà degli anni '80 del secolo scorso. E che non certo per caso ha portato ai successivi disastri del Mattarelum nel 1993 e del Porcellum nel 2005.

Vogliamo continuare su quella strada, pensando magari di essere più bravi nell'escogitare magiche soluzioni che tengano insieme il Diavolo e l'Acqua Santa? Fate pure, ma sappiate che la parolina decisiva è "governabilità", un termine tutt'altro che neutro che non significa, come forse pensate, "governo democratico", bensì governo oligarchico, governo sempre più autonomo dalla società e dallo stesso parlamento.

Il fatto è che il principio della rappresentanza e quello della "governabilità" non possono stare insieme, sono in contraddizione tra loro. Il primo ci dice che è il principio democratico che deve prevalere, per cui ogni governo deve avere comunque una piena legittimazione democratica, che risiede in primo luogo nel detenere il consenso effettivo nella società. Il secondo afferma invece che il governo viene prima di tutto, che l'essenziale è che sia stabile e duraturo, preferibilmente quanto più autonomo possibile dalle dinamiche parlamentari, con un consenso non necessariamente della maggioranza assoluta, e da misurarsi solo ogni 5 anni con elezioni sempre più manipolate da sistemi elettorali disproporzionali.

Riflettete. Fino agli anni '80 la parola "governabilità" praticamente non esisteva. In Italia diventa d'uso corrente solo con il craxismo, per poi sfondare negli anni successivi. Anni che, su scala globale, vedono una trasformazione in senso autoritario delle democrazie parlamentari. Questo non per caso, ma per effetto di due precisi fenomeni. 

Il primo consiste nell'affermazione, al centro del sistema capitalistico, di potenti oligarchie finanziarie che abbisognano sempre più di un potere politico servile, dunque di governi, ma anche di partiti, sempre pronti a rispondere signorsì. 

Il secondo deriva dalla generale crisi del consenso che vivono i partiti così trasformati, destinati inevitabilmente a separarsi sempre più dalla società. A questa crisi di consenso si risponde trasformando, per legge, in maggioranze assolute le modeste maggioranze relative conquistate da partiti sempre più strutturati come gruppi di potere ben integrati nel blocco dominante, egemonizzato a sua volta dalle oligarchie finanziarie, nazionali ed  internazionali. 

Questa è, in buona sostanza, la famosa "governabilità": un principio del tutto inconciliabile con la democrazia. 

Ma se accettare il principio della "governabilità" è grave, pensare di poterlo facilmente miscelare con quello della rappresentanza è assurdo. Non è che con l'applicazione del principio di rappresentanza non si abbiano più governi, come la storia italiana (e non solo) dimostra in abbondanza. E' che con il principio della "governabilità", quello della rappresentanza viene sempre ferito a morte.

E siccome i due termini non possono stare insieme, inevitabile diventa il prevalere del principio di "governabilità". Ora, se da un lato si possono capire le buone intenzioni dei parlamentari M5S, mai bisogna dimenticarsi che di buone intenzioni è lastricata la via che porta all'inferno...

D'altra parte, se si accetta come cardine il principio della "governabilità", allora cari miei ha ragione Renzi. Egli infatti vi dirà: "venite avanti ragazzi, vedo che vi siete applicati, e questo è bene. Tuttavia ancora non basta, perché il vostro sistema ci va vicino, ma per assicurare davvero la governabilità bisogna che la sera delle elezioni si conosca con certezza il vincitore, la maggioranza ed il capo del nuovo governo. Dunque: no alle mezze misure, sì o al ballottaggio o al premio di maggioranza, meglio a tutti e due messi insieme come nell'Italicum, una proposta che probabilmente modificheremo qua e là, ma senza venir meno a questo principio".

Non nascondiamoci che su questo il berluschino fiorentino ha davvero un ampio consenso popolare. Purtroppo è così. Decenni di martellamento sulla bontà del maggioritario e sulla "governabilità" non si superano facilmente, specie se si rinuncia a condurre la battaglia politica e culturale per la democrazia, il principio di rappresentanza e dunque per il sistema proporzionale.

E questo, detto con lo spirito di chi il M5S l'ha votato, di chi si augura che il Movimento superi positivamente le difficoltà emerse con il risultato delle europee, è il vero problema della proposta di legge da poco presentata dai deputati a Cinque Stelle. 
Print Friendly and PDF

0 commenti:

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (671) euro (646) crisi (595) economia (471) sinistra (402) finanza (255) Movimento Popolare di Liberazione (237) sfascio politico (235) grecia (228) resistenza (217) elezioni (201) banche (191) internazionale (190) teoria politica (189) risveglio sociale (184) imperialismo (180) M5S (175) seconda repubblica (167) alternativa (165) Syriza (147) sovranità nazionale (144) Tsipras (142) Leonardo Mazzei (134) Matteo Renzi (119) Moreno Pasquinelli (114) antimperialismo (112) debito pubblico (102) marxismo (100) democrazia (98) sollevazione (97) PD (95) destra (93) Grillo (92) sovranità monetaria (92) berlusconismo (91) P101 (90) proletariato (88) costituzione (85) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) austerità (78) spagna (78) islam (75) Stati Uniti D'America (72) Mario Monti (71) Emiliano Brancaccio (69) neoliberismo (69) referendum costituzionale 2016 (67) sindacato (67) filosofia (62) Germania (61) Libia (61) bce (59) Francia (57) Stefano Fassina (57) capitalismo (57) guerra (57) Alberto Bagnai (56) Rivoluzione Democratica (56) capitalismo casinò (55) Movimento dei forconi (49) Podemos (49) rifondazione (48) socialismo (48) Alexis Tsipras (47) Medio oriente (47) fiat (47) Siria (46) bancocrazia (46) Nichi Vendola (45) populismo (44) renzismo (44) sinistra anti-nazionale (44) globalizzazione (43) immigrazione (43) inchiesta (42) referendum (42) Troika (41) Yanis Varoufakis (41) immigrati (41) solidarietà (41) campo antimperialista (40) Sergio Cesaratto (39) astensionismo (39) geopolitica (39) piemme (39) proteste operaie (38) sinistra sovranista (38) sovranità popolare (38) Lega Nord (36) brexit (36) moneta (36) Emmezeta (34) egitto (34) III. Forum internazionale no-euro (33) Pablo Iglesias (33) azione (33) italicum (33) liberismo (33) sionismo (33) uscita di sinistra dall'euro (33) Diego Fusaro (32) default (32) fiom (32) programma 101 (32) 9 dicembre (31) Russia (31) cinque stelle (31) governo Renzi (31) palestina (31) unità anticapitalisa (31) Forum europeo 2016 (30) ISIS (30) Sel (30) fiscal compact (30) legge elettorale (30) Mario Draghi (29) Ucraina (29) neofascismo (29) Israele (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) Beppe Grillo (27) Fiorenzo Fraioli (27) menzogne di stato (27) Carlo Formenti (26) Merkel (26) Sicilia (26) Forum europeo (25) Lega (25) Matteo Salvini (25) xenofobia (25) Europa (24) Luciano Barra Caracciolo (24) immigrazione sostenibile (24) Manolo Monereo (23) ora-costituente (23) sovranismo (23) Karl Marx (22) silvio berlusconi (22) Chianciano Terme (21) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) islamofobia (21) Marcia della Dignità (20) Mimmo Porcaro (20) Quantitative easing (20) Ugo Boghetta (20) scuola (20) Giorgio Cremaschi (19) Nello de Bellis (19) Unità Popolare (19) finanziarizzazione (19) fronte popolare (19) Aldo Giannuli (18) Izquierda Unida (18) Tunisia (18) ecologia (18) iraq (18) repressione (18) Assisi (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Lavoro (17) Mariano Ferro (17) Marine Le Pen (17) cina (17) etica (17) religione (17) uscita dall'euro (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Nato (16) Regno Unito (16) keynes (16) pace (16) vendola (16) Donbass (15) International no euro forum (15) nazionalismi (15) razzismo (15) 15 ottobre (14) CLN (14) Donald Trump (14) Vincenzo Baldassarri (14) iran (14) nazione (14) obama (14) populismo di sinistra (14) storia (14) Eurogruppo (13) Luciano B. Caracciolo (13) MMT (13) Norberto Fragiacomo (13) Pier Carlo Padoan (13) Prc (13) acciaierie Terni (13) finanziaria (13) umbria (13) Bersani (12) Chavez (12) Cremaschi (12) Ernesto Screpanti (12) Forum europeo 2015 (12) Front National (12) Jacques Sapir (12) Jobs act (12) Legge di stabilità (12) Marino Badiale (12) Negri (12) Roma (12) USA (12) coordinamento no-euro europeo (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Enea Boria (11) Stato Islamico (11) Tonguessy (11) Turchia (11) Venezuela (11) Vladimiro Giacchè (11) complottismo (11) comunismo (11) decreto salva-banche (11) disoccupazione (11) emigrazione (11) salerno (11) Bagnai (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Gennaro Zezza (10) Hollande (10) Marco Mori (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Renzi (10) Terni (10) ambiente (10) cattiva scuola (10) corruzione (10) decrescita (10) golpe (10) iniziative (10) internazionalismo (10) keynesismo (10) presidenzialismo (10) salari (10) unione bancaria (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Esm (9) Fmi (9) Luigi Di Maio (9) Monte dei Paschi (9) Perugia (9) Portogallo (9) Putin (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) antifascismo (9) bail-in (9) ballottaggi (9) cultura (9) euro-germania (9) eurostop (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) scienza (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Brancaccio (8) Bruno Amoroso (8) De Magistris (8) Diritti Sociali (8) Erdogan (8) Goracci (8) Ingroia (8) Mirafiori (8) Paolo Ferrero (8) Quirinale (8) Yanis Varoufakys (8) diritti civili (8) diritto (8) europeismo (8) grexit (8) internet (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) piano B (8) sciopero (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Beppe De Santis (7) Bernie Sanders (7) CGIL (7) Costas Lapavitsas (7) Daniela Di Marco (7) Def (7) Draghi (7) Enrico Grazzini (7) Forconi (7) ISIL (7) Ilva (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Salvini (7) Wolfgang Schaeuble (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) catalogna (7) chiesa (7) de-globalizzazione (7) elezioni anticapte (7) eurocrack (7) incontri (7) indipendenza (7) lira (7) lotta di classe (7) nazismo (7) nuovo movimento politico (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) sinistra Italiana (7) taranto (7) Ars (6) Articolo 18 (6) Bottega partigiana (6) D'alema (6) Eugenio Scalfari (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) Jean-Luc Mélenchon (6) M.AR.S. (6) No Renzi Day (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Pil italiano (6) Reddito di cittadinanza (6) Sapir (6) Stefano D'Andrea (6) Ttip (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) cosmopolitismo (6) deficit (6) derivati (6) elezioni anticipate (6) incontro internazionale (6) magistratura (6) no tav (6) ordoliberismo (6) piattaforma eurostop (6) povertà (6) terremoto (6) utero in affitto (6) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Banca centrale europea (5) Campagna eurostop (5) Casaleggio (5) Contropiano (5) Dicotomia (5) Finlandia (5) Giancarlo D'Andrea (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Marco Passarella (5) Marco Zanni (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Noi con Salvini (5) Papa Francesco (5) Parigi (5) Pcl (5) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (5) Sergio Mattarella (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) appello (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) classi sociali (5) cosmo-internazionalismo (5) debitocrazia (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni siciliane (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) inflazione (5) jihadismo (5) laicismo (5) liberosambismo (5) necrologi (5) no-Ttip (5) nuovo soggetto politico (5) patriottismo (5) pomigliano (5) privatizzazioni (5) questione nazionale (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Corte costituzionale (4) DOPO IL 4 DICEMBRE (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Dino Greco (4) Federalismo (4) Forza Italia (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) HAMAS (4) Hilary Clinton (4) Imu (4) Julio Anguita (4) Kke (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Morgan Stanley (4) Movimento 5 Stelle (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Pisapia (4) Polonia (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) Virginia Raggi (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) cuba (4) debitori (4) destra non euro (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) governo (4) il manifesto (4) irisbus (4) legge di stabilità 2017 (4) liberalismo (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) rifugiati politici (4) rivolta (4) salvinismo (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alberto Negri (3) Assad (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Danilo Calvani (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Domenico Moro (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Bertinotti (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Foligno (3) Francesco Salistrari (3) GIAPPONE (3) Genova (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jacques Nikonoff (3) Joseph Stiglitz (3) Karl Polany (3) L'Altra Europa con Tsipras (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Luciano Vasapollo (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Militant-blog (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Mosul (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Npl (3) ONU (3) Panagiotis Sotiris (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Prodi (3) Rete dei Comunisti (3) Rodoflo Monacelli (3) Romano Prodi (3) Ruggero Arenella (3) Samuele Mazzolini (3) Sarkozy (3) Sharing Economy (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) Trump (3) USB (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Vladimiro Giacché (3) Wolfgang Munchau (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) alleanze (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione salariale (3) demografia (3) diritti di cittadinanza (3) diritto d'asilo politico (3) dollaro (3) fascismo (3) ideologia (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) manifestazione (3) massimo fini (3) maternità surrogata (3) migranti (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risparmio (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) sindacalismo di base (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) trasporto pubblico (3) trattati europei (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Montero (2) Alfiero Grandi (2) Alitalia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Rinaldi (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Bandiera rossa in movimento (2) Bergoglio (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) CUB (2) Carc (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Chiavacci Alessandro (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) F.List (2) Fabio Frati (2) Fausto Sorini (2) Fidesz (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratelli d'Italia (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Gianni Ferrara (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Jens Weidmann (2) Jeremy Corbyn (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marcello Teti (2) Marchionne (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Nadia Garbellini (2) Olanda (2) Oriana Fallaci (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Riccardo Achilli (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salento (2) Salistrari (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) Target 2 (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tltro (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) austria (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) confindustria (2) deflazione (2) diritto di cittadinanza (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) donna (2) economia sociale di mercato (2) elezioni comunali 2015 (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) facebook (2) fecondazione eterologa (2) gennaro Migliore (2) giovani (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) il fatto quotidiano (2) indignatos (2) industria italiana (2) isu sanguinis (2) italia (2) ius soli (2) la variante populista (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mattarellum (2) mediterraneo (2) mercantislismo (2) mezzogiorno (2) minijobs. Germania (2) nazionalismo (2) nazionalizzazione (2) no expo (2) occidente (2) oligarchia (2) olocausto (2) paolo vinti (2) parti de gauche (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) poste (2) proteste agricoltori (2) protezionismo (2) razionalismo (2) riformismo (2) risorgimento (2) sanità. spending review (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) stagnazione secolare (2) statizzazione banche (2) stop or-me (2) takfir (2) tasso di cambio (2) tecnologie (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) università (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alessandro Visalli (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Arditi del Popolo (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Artini (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Augusto Graziani (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Fermenti (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Comitato antifascista russo-ucraiono (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Coordinamento Democrazia Costituzionale (1) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cuperlo (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Ego della Rete (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Eleonora Forenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Macron (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enzo Pennetta (1) Ernesto Galli Della Loggia (1) Ernesto Laclau (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferdinando Pastore (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Fidel Castro (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Flat tax (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Fratoianni (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) Gentiloni (1) George Friedman (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giorgio Gattei (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giuli Sapelli (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Girardi (1) Giulio Sapelli (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Angiuli (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Hartz IV (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Indesit (1) Inigo Errejón (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugoslavia (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Lelio Basso (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lidia Undiemi (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) MPL (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Elena Boschi (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marx (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo D'Antoni (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Morya Longo (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palermo (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Pardem (1) Paremvasi (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di Stabilità e Crescita (1) Patto di stabilità (1) Perù (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Pier Paolo Pasolini (1) Piero Calamandrei (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Risorgimento Socialista (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Scenari Economici (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Sergio Starace (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Fazi (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Toni negri (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) Xi Jinping (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al Serraj (1) al-Fatah (1) alawismo (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) automazione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) casa (1) catastrofe italiana (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) curdi (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) dissesto idrogeologico (1) domenico gallo (1) donne (1) dracma (1) due euro (1) economist (1) egolatria (1) elezioni anticipate 2017 (1) enav (1) enel (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) fine del lavoro (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) il pedante (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) individualismo (1) indulto (1) informatica (1) intervista (1) intimperialismo (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) lula (1) madre surrogata (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) moneta fiscale (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partiti (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) poste italiane (1) precarietà (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) sanità (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) senso comune (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra anticapitalista (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) squatter (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) suicidi (1) suicidi economici (1) svimez (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teoloogia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trasporto aereo (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uber (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) volkswagen (1) wahabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)