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lunedì 6 giugno 2016

«SONO ANTIFASCISTA, NO ALLE PRIVATIZZAZIONI...» Intervista a Virginia Raggi

[ 6 giugno ]

E' presto per un giudizio complessivo sulla tornata elettorale svoltasi ieri. Il dato che spicca su tutti, al netto del crescente astensionismo dei cittadini, è il successo del M5S a Roma, dove la candidata Virginia Raggi [nella foto] ha ottenuto 383.358 voti, ovvero il 35,52%. Qui sotto un'intervista rilasciata dalla Raggi che ci aiuta a comprendere le ragioni e la natura politica di questo successo.

Iniziamo con una questione che le potrebbe sembrare vintage. La sua giunta sarà una di sinistra o di destra? O meglio: hanno senso per lei queste categorie?
Non hanno senso nella forma in cui sono state interpretate dai partiti che hanno governato il paese, e Roma, negli ultimi vent’anni. Noi siamo una forza post-ideologica, proviamo a guardare oltre agli stereotipi e ai pregiudizi. Ci sono cose giuste da fare e cose sbagliate da non ripetere. Bisogna battersi per preservare il bene pubblico contro chi, come la destra e il Pd, ha annunciato di voler privatizzare pezzi della città. Per esempio l’Atac, l’azienda dei trasporti. Bisogna impegnarsi per difendere le fasce più deboli, avviare politiche per l’ambiente, proteggere le insegnanti precarie dell’infanzia e spingere il governo a un intervento immediato. C’è la questione dei piani di zona, il diritto all’abitare, l’acqua pubblica. Temi che qualcuno attribuisce alla sinistra e che noi portiamo avanti ogni giorno. Lo stesso vale per la sicurezza, tema che altri attribuiscono alla destra. Vede, al di là delle definizioni, i romani hanno bisogno che qualcuno lavori seriamente per loro. E la mia giunta, se dovessi diventare sindaco, questo farà.
Se lei vincerà sarà una sconfitta per Renzi o per il candidato Pd Roberto Giachetti?
Sarà la dimostrazione che il sistema dei partiti si sta sgretolando. Quando M5S è entrato in parlamento ha intaccato un muro, abbiamo aperto una crepa. All’inizio ci accusavano di urlare, ma era la voce dei cittadini sfiniti che noi portavamo nelle istituzioni. A perdere sarà il Pd visto che tra Renzi e Giachetti non c’è differenza. Sarà una vittoria dei romani e della città. E sarà la rivincita che attendiamo da anni.
C’è un sindaco del passato a cui si ispira? Oppure nel presente ci sono esperienze amministrative che guarda con interesse?
Diciamo che sono una che lavora duro, non ho l’abitudine di ispirarmi a qualcuno, posso prendere degli spunti perché si può imparare da tutto. All’estero ci sono esperienze che ritengo, almeno sul piano sociale, un buon risultato. Penso a Madrid e Barcellona. Tra noi e Podemos ci sono differenze sostanziali, antropologiche se vogliamo, ma anche punti in comune. In ogni caso vedere due donne come Manuela Carmena e Ada Colau sbancare due città come Madrid e Barcellona, a prescindere poi dalle idee che possono divergere in alcuni casi, è stato entusiasmante. Speriamo di ripeterci a Roma, anche se parliamo di realtà molto diverse. Ora tocca a noi.
Cosa pensa dell’idea di privatizzare gli asili nido e la scuola dell’infanzia, idea messa nero su bianco dal commissario Tronca?
È un azzardo già chiamarla idea. Privatizzare gli asili nido è una mossa pericolosissima che va assolutamente arginata. Io vado in senso opposto. Con un uso ponderato dei fondi europei e una parte del ricavato che miriamo a far emergere dal nostro piano di tagli agli sprechi, circa 1,2 miliardi l’anno, possiamo avviare ristrutturazioni dell’edilizia scolastica pubblica dove necessario, nonché piani innovativi per lo sviluppo dei bambini. Il censimento patrimoniale sui beni di Roma Capitale ci aiuterà ad individuare nuovi edifici da destinare all’istruzione pubblica dell’infanzia.
Come affronterebbe la vertenza con i dipendenti pubblici, quelli che assicurano alla macchina pubblica di funzionare ma che per molti sono solo fannulloni?
Vede, le etichette non funzionano mai. Dire che tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni significa semplificare in modo arrogante una questione complessa. C’è una gran parte di dipendenti pubblici a Roma che lavora con costanza ed onestà. Poi c’è anche chi crede di fare il furbetto. Verso i furbetti saranno prese le opportune misure. Il merito diventerà un valore assoluto in ogni comparto.
L’inchiesta Mafia Capitale ha fatto affiorare la pessima gestione dell’accoglienza agli immigrati e ai nomadi. C’è un’emergenza immigrati nella Capitale?
Le emergenze si creano quando c’è un sistema che lavora per i propri interessi e non per la collettività. Un sistema emerso con l’inchiesta Mafia Capitale, appunto. Affidamenti diretti a pioggia senza controllo hanno fatto sì che qualcuno speculasse sulla pelle delle persone in difficoltà. Se Roma è in emergenza deve dircelo il Viminale. Quello che io ritengo è che attraverso un circuito trasparente e legale per la gestione dell’accoglienza si riduce ogni margine di conflitto sociale, si combatte l’intolleranza e ci si immette in un binario di integrazione e futuro, quel che accade già in molte altre capitali europee. Sui rom a dirci cosa fare è l’Europa e le direttive vanno seguite: superare i campi e provvedere a nuove ricollocazioni, prima delle quali mi permetta di dire che occorre anche avviare un censimento patrimoniale per capire chi ha veramente diritto e chi no.
Il commissario Tronca ha riaperto la stagione degli sgomberi agli spazi sociali. Lei è d’accordo con lui?
Le ruspe non ci sono mai piaciute, lo abbiamo detto anche all’incontro a Nuovo Cinema Palazzo con gli spazi sociali. Ogni luogo dove il cittadino si attiva per il sociale va sostenuto, ma nel rispetto della legalità. In questo senso lo strumento migliore è il bando pubblico con criteri che vadano a stabilire un punteggio maggiorato a quelle realtà che da anni si occupano di Roma in assenza di un’amministrazione, lavorando per il quartiere.
Come affronterebbe l’enorme problema del debito di Roma?
Con la rinegoziazione del debito, un debito provocato dalle gestioni allegre delle precedenti amministrazioni della Capitale. Un buco che si aggira sui 15-16 miliardi di euro. Bisognerebbe interrogarsi sui tassi di mutuo e trovare il modo di rinegoziare il debito con gli istituti di credito. Appena insediata chiederò un audit sul debito e pretenderò di entrare nella gestione commissariale. Finora ci hanno negato gli accessi.
Rinegoziare il tasso di interesse è anche la proposta della sinistra, di Fassina. Ci sono altre cose del programma di Fassina che condivide?
Non faccio analisi comparative con gli altri candidati, ma ascoltando le proposte di Fassina ho visto che ci sono diversi punti in comune, come l’impegno affinché Atac resti pubblica o la difesa dell’acqua come bene comune. E ancora: la difesa dei nidi pubblici, il diritto all’abitare. Su ognuno di questi punti noi siamo aperti al dialogo con tutti. Se qualcuno tifa per la privatizzazione selvaggia non voti M5S, se vuole preservare lo Stato sociale e il pubblico come servizio primario al cittadino noi ci siamo.
Lei ha spiegato in quale considerazione terrà il ’direttorio’ del suo partito-movimento e il suo staff. Ma l’istituzione-comune viene governata da un sindaco, votato dai cittadini, che sceglie una giunta. E un consiglio comunale, ugualmente eletto dai cittadini. Insomma, se lei vincerà, chi governerà Roma?
Stiamo disquisendo sul superfluo. Io risponderò ai cittadini romani, lo staff composto da due parlamentari, un europarlamentare e un regionale, sarà una squadra con la quale mi relazionerò per portare le questioni romane al centro dell’agenda parlamentare, europea e regionale. È quel che fa ogni forza politica. Con la sola differenza che la mia squadra è composta da portavoce incensurati, mentre il Pd fa le cordate con Verdini.
Nella sua maggioranza potranno entrare altri partiti, o eventuali rappresentanti della sinistra o della destra radicale che le hanno fatto intendere una simpatia politica?
Non accettiamo alleanze, ma convergiamo sui temi. Se c’è convergenza di vedute si lavora, ma il M5S corre da solo: siamo un’alternativa al sistema. Vede, ci hanno tacciato di essere promotori dell’antipolitica. La nostra è un’altra politica e per questo ci temono.
Roma contiene il Vaticano. Governato oggi da un papa molto diverso dai suoi predecessori. Cosa pensa di Bergoglio e delle sue battaglie per gli ultimi della terra?
Sono battaglie di cuore e di bene che condivido pienamente, così come l’Enciclica «Laudato si’» per il rispetto dell’ambiente e del nostro pianeta e la proposta di far pagare le tasse sugli immobili che la Santa Sede possiede a Roma e i quali non hanno però finalità religiose. Si tratta di una misura che è nel nostro programma e che ammonta a centinaia di milioni l’anno di mancati introiti per Roma. Proprio alla luce di quanto detto da Papa Bergoglio anche il Vaticano deve fare la sua parte per la Capitale.
Al ballottaggio chiederà il voto della sinistra?
Non chiederò alcun voto. Sono i romani che devono voler cambiare. Noi ci siamo.
In questi giorni c’è stata una polemica sulla scelta dell’Anpi, l’associazione dei partigiani, di dire no al referendum costituzionale. Lei si definisce antifascista?
Assolutamente sì, ma credo sia più opportuno in questo momento parlare dei problemi della città e del Paese.»
* Fonte: il manifesto del 31 maggio, intervista di Daniela Preziosi
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8 commenti:

  • Anonimo scrive:
    6 giugno 2016 08:47

    Quasi la fotocopia della Meloni!!
    Un concentrato di luoghi comuni qualunquisti.

  • Valdo scrive:
    6 giugno 2016 12:38

    Dice delle cose sensate, certamente con affermazioni per il grande pubblico, la massa (la politica si fa anche così) ma ripeto, assolutamente sensate. La questione della difesa del welfare è centrale. Il qualunquismo (e l'assurdo paragone con la Meloni) lo vedono solo quelli che per principio detestano il M5S perché ha ottenuto in pochi anni quello che loro non sono riusciti a fare in una vita.

  • Anonimo scrive:
    6 giugno 2016 15:53

    E scrive il foglio che Giachetti e Marchini vorrebbero raggiungere un accordo. Vengono allo scoperto.

    Se è così sarebbe bene che i vari sconfitti (Meloni, Fassina, ecc) trovassero un accordo coi 5S per la candidatura di Raggi che potrebbe essere l'embrione di un ipotetico CLN di cui i 5S potrebbero essere il punto di aggregazione.

    La domanda sul definirsi antifascista è fatta per rendere difficile qualsiasi accordo anche temporaneo (ed in cui ognuno mantiene la sua identità) con la parte destra. Bene risponde lei indicando che le priorità sono altre ma dovrebbero prima o poi cominciare a parlare (e non solo loro ma anche i sopracitati sconfitti) di CLN in maniera da non suscitare equivoci.

  • Anonimo scrive:
    6 giugno 2016 17:23

    Leggo da un commentatore:

    "l'embrione di un ipotetico CLN di cui i 5S potrebbero essere il punto di aggregazione."

    Ma tu guarda...è dall'inizio del 2013 che vado da tutte le parti a dire sta cosa, sia dai comunisti che dal borghesume e finalmente vedi che l'idea cominica a passare.
    E se ci svegliavamo alle europee del 2014 però OGGI RENZI NON C'ERA, lo capiamo questo?
    Ma alle riunioni coi compagni mi si spiegava che Grillo era un gatekeeper perché se non ci fosse stato lui a quest'ora l'eroico popolo italiano sarebbe già sulle barricate con armi e forconi ergendo orgogliosamente la bandiera della libertà macchiata del sangue degli eroi (sì, come no...); o alternativamente che non avevano le idee abbastanza chiare...perché in politica - dicevano i moltissimi Talleyrand e Metternich da dopolavoro ferroviario - ci vuole esperienza...e certo, l'esperienza di Rifondazione Comunista che prima ci ha sbattuti dentro all'euro e poi si è ridotta a meno dell'un per cento guidata da quel genio assoluto Paolo Ferrero (mentre il suo predecessore cagnolino da salotto riconosceva pubblicamente la superiorità della cultura liberale...non so se ci si rende conto...).

    I borghesi invece ostentando degnazione mi assicuravano che Grillo era un solo fenomeno passeggero destinato a sparire e esssere dimenticato in brevissimo tempo; poi alzavano la voce e con severo tono di rimprovero mi facevano presente che loro non andavanlo in giro a parlare alla pancia dei cittadini come faceva quel comico genovese!

    E oggi, guarda guarda, stiamo così:

    1) i comunisti che imbarazzatissimi tornano al nazionalismo (ricordo le polemiche con quell'attrezzo di Ars Longa).

    2) tutti, popolo e borghesi, che si buttano sul populismo

    3) Grillo diventa l'unica alternativa ai partiti servi delle oligarchie e come CHIUNQUE POTEVA PREVEDERE GIÀ ANNI FA i suoi 5S potrebbero diventare un vasto contenitore di tutte le forze democratiche in cui non è che si annullano destra e sinistra ma, come è logico in democrazia, diventano i poli ineludibili della normale dialettica parlamentare.
    Ossia: se lotti contro chi vuole cancellare la democrazia è ovvio che devi cercare di unire insieme la destra e la sinistra democratiche che quella democrazia vogliono salvare.
    Concetto semplice per un bambino di sei anni, evidentemente non altrettanto per chi ha superato quell'età.

    Vediamo come si sviluppa la discussione a luglio a Chianciano.

    Temo però che ormai gli eventi siano sul punto di mettersi a correre - segnatamente immagino l'accelerazione dopo qualche mese dall'elezione del presidente USA - mentre noi stiamo ancora decidendo se iniziare a camminare insieme e in che direzione.

  • Anonimo scrive:
    6 giugno 2016 17:52

    Tante promesse, che non avendo il controllo dei cordoni della borsa,sara' interessante vedere come riuscira' a mantenerle.Spero che vinca il ballottaggio cosi'rendera' evidente a molti la vera natura dei 5stelle,ovvero catturare la protesta degli italiani e deviarla sugli scontrini della bouvette della camera dei deputati,lasciando inalterati i nodi che ingabbiano l'italia,prima fra tutti l'euro.Certo mi si puo' obiettare che stiamo parlando di elezioni comunali,ma riandando ai comportamenti dei sindaci 5stelle che gia' governano traspare il loro denominatore comune rappresentato dall'assoluta osservanza dei diktat europei in materia finanziaria e che si traducono in tagli dello stato sociale,aumento delle tasse e dove sono costretti a fronteggiare l'opposizione dei lavoratori danneggiati dalle loro politiche sostanzialmente liberiste,non esitano a far ricorso alla repressione sbirresca(vedi pomezia).

  • Anonimo scrive:
    6 giugno 2016 18:45

    Valdo, anche la Meloni dice cose sensate (di senso comune) con affermazioni per il grande pubblico, ma assolutamente di "buon senso"...la politica si fa così!! La Raggi non "difende il Welfare", ma sa che alcuni ceti e alcune categorie sociali hanno votato, potrebbero votare per lei, e manda messaggi rassicuranti in vista del ballottaggio. Per "difendere il welfare" bisognerebbe mettere in discussione le elite finanziarie, l'euro, l'europa tedesca, le banche,il sistema economico, ecc. ecc. Non basta chiedere un semplice cambio del "personale politico". Non solo non basta, diciamo pure che è molto sospetto!
    Io non detesto il M5S,l'ho anche votato in un paio di circostanze, ma mi sembra che ancora non abbia fatto proprio nulla, se non la terza gamba di un sistema barcollante!! Da addavenì baffone siamo passati a addavenì Beppone.....aspetta e spera!

  • Anonimo scrive:
    6 giugno 2016 23:04

    Avrei preferito che si definisse antisistema e antisinistronzi invece che antifascista. Questo però passa il convento. Chi si contenta gode...
    W Putin!

  • amaryllide scrive:
    7 giugno 2016 23:22

    mi pare che certa gente deliri. Il CLN era un marchio registrato di proprietà di una sola persona, come lo è il 5 stelle? Il 5 stelle è l'apoteosi del liberismo, la politica completamente privatizzata!

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