ALITALIA ALL'ITALIA - FIRMA L'APPELLO

domenica 8 maggio 2016

AUSTRIA: LA VALANGA REAZIONARIA E LE SUE CAUSE di Wilhelm Langthaler*

[ 8 maggio ]

Elezioni presidenziali: lavoratori di destra contro borghesia di sinistra?

Sulla perdita di consenso del regime neoliberale

Il primo turno delle elezioni presidenziali è stato, nelle dimensioni in cui è avvenuto, uno shock inaspettato per la Grande Coalizione di governo composta da socialdemocratici (SPÖ, Partito Socialdemocratico d’Austria) e democristiani (ÖVP, Partito Popolare Austriaco). A questa formula, che dalla seconda metà degli anni Ottanta rappresenta la forma organizzativa politica del neoliberismo, le masse popolari stanno sempre più voltando le spalle. Il punto di rottura si sta avvicinando. Tuttavia, l’opposizione dal basso contro il regime liberale si articola nella sua maggioranza come un rifiuto cultural-sciovinista della migrazione islamica ed è guidato dalle forze storiche di destra.

Nuova ascesa del FPÖ (Partito della Libertà Austriaco)
Protesta socio-culturale dal basso

Il travolgente successo del candidato del FPÖ Hofer è innanzitutto espressione della protesta delle classi subalterne. 
Volendo dar credito alle analisi dei flussi elettorali, hanno votato blu [N.d.T: blu è il colore del FPÖ] due terzi dei lavoratori salariati. Lo schema era già noto nelle precedenti elezioni: nelle città più grandi e in quelle tradizionalmente industriali, il segmento inferiore della tradizionale base elettorale del Partito Socialdemocratico è passata al FPÖ. Con la formula della Grande coalizione il partito Socialdemocratico si è legato organicamente al partito del grande capitale, l’ÖVP, sostituendolo addirittura nella guida politico-culturale del blocco neo-liberale. 
Espressione parlamentare di questo amalgama è l’esplicita esclusione del FPÖ da ogni forma di partecipazione al governo. Tuttavia, soltanto lasciando aperta la porta per una sua possibile partecipazione al governo sarebbe forse stato possibile, se il Partito Socialdemocratico l’avesse voluto, una mitigazione del programma neoliberale. Almeno ciò è quanto si sarebbe aspettata la base elettorale delle classi subalterne del FPÖ. Non è un caso che le forze ultra-liberali definiscano il FPÖ come un partito di sinistra in termini di politiche socio-economiche.

Nel corso delle ultime elezioni, il FPÖ non soltanto si è espresso contro il TIPP (posizione con la quale stanno flirtando diversi partiti, considerando il grande sentimento di rifiuto presente nel popolo) ma è stato l’unico partito a criticare l’Unione Europea.

Il nemico numero uno: l'Islam
Il candidato del FPÖ Norbert Hofer


Anche se il FPÖ è l’unico partito a mettere in discussione le istituzioni neoliberali sovranazionali, bisogna sempre tenere in mente che ciò è inestricabilmente legato al rifiuto dell’immigrazione in generale e in particolare nell’identificazione della migrazione islamica come nemico interno. Mentre è ovvio che la migrazione ha un impatto socioeconomico, in quanto esercita una ulteriore pressione al ribasso dei salari nei segmenti più bassi della classe dei lavoratori specialmente in tempi di austerità, di disoccupazione generalizzata e di depressione salariale, il FPÖ ne scarica la colpa direttamente sui migranti ignorando il contesto sistemico.

In tal senso esso conduce una vera e propria campagna cultural-sciovinista contro l’islam e una presunta islamizzazione del paese, contribuendo a creare una nuova narrativa su una presunta identità europea ebreo-cristiana.

Tale campagna si accompagna ad una svolta pro-sionista avviata già alcuni anni orsono che ha visto rimpiazzare il nemico ebreo col nemico musulmano. Pur provenendo esso stesso dall’antisemitismo storico, il partito si è unito alle campagne contro l’antisionismo di sinistra, etichettando la critica allo stato di Israele come antisemita, allo stesso modo in cui lo fa il mainstream liberale.

L’allentamento del controllo delle frontiere dell’Unione Europea da parte di Berlino nell’estate 2015, con la successiva ondata di rifugiati, ha aiutato in modo determinante la crescita del FPÖ che può anche vantarsi del successo di una graduale restaurazione delle restrizioni d’accesso.

Composizione di classe trasversale
Il FPÖ non ha guadagnato consensi solo nelle roccaforti operaie, ma anche nella periferia suburbana tra la classe media. Esso stesso nato dal nazionalismo germanico/tedesco della classe media, ne sta ora nuovamente raccogliendo le correnti cultural-scioviniste, modernizzandone il razzismo biologico e rendendolo più digeribile ad un più ampio strato di popolazione. In questo ambito manca tuttavia, come anche in Germania con l’AfD (Alternative für Deutschland) e Pegida (Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes - “Patrioti Europei contro l’Islamizzazione dei Paesi Occidentali), l’elemento sociale, mentre prevale quello reazionario economico liberale.

In alcune regioni l’influsso del 
FPÖ raggiunge addirittura il blocco dominante. Tra questi spicca il caso particolare della Carinzia dove non si è mai imposta un’egemonia cristiana-sociale e la decisa ascesa di un FPÖ con connotazioni nazional-germaniche in senso anti-sloveno si è fin dall’inizio nutrita dei voti degli elettori provenienti dal SPÖ. E ancora il Burgenland socialdemocratico dove il SPÖ ha formato un’alleanza di governo con il FPÖ per proteggere le frontiere contro il flusso dei rifugiati. L’alleanza più importante è tuttavia quella tra l’ÖVP e il FPÖ nel cuore industriale dell’Alta Austria (Oberösterreich) dove i blu sono stati integrati senza alcuna rottura sistemica come partner minoritario, come già era accaduto alcuni decenni prima al livello federale con Jörg Haider, nel blocco dominante.

Ci sono quindi alcune rotture storiche ma anche molti casi di continuità: il FPÖ ha iniziato raccogliendo i frantumi nazisti, per poi passare all’amministrazione del nazionalismo germanico in dissoluzione fino a fornire la maggioranza parlamentare per la riforma sociale di Kreisky nei primi anni ‘70. Con il prevalere delle tendenze neoliberali durante gli anni ‘80, il partito, sotto la guida del neoeletto segretario Jörg Haider, fece una svolta plebea. Haider sostituì il nazionalismo germanico con un più popolare patriottismo austriaco e iniziò a rivolgersi alle classi operaie e subalterne, mitigando il liberalismo economico. L’attuale segretario Strache sta portando avanti con successo questo corso. E non si tratta soltanto di una maschera come crede molta sinistra.


Allo stesso tempo ciò non significa che il partito sia pronto per una rottura con le classi dominanti. La retorica contro l’Unione Europea si limita a allusioni, stereotipi e invettive. Il partito non si è mai espresso apertamente per una fuoriuscita dall’UE.

Il partito ha due anime e Haider riuscì a capire in modo virtuoso come accontentare entrambe. Strache può continuare il gioco, fintanto che tale coesistenza non sarà messa alla prova dei fatti. Basti ricordare come la partecipazione del FPÖ di Haider al governo ultraliberale guidato dall’ÖVP portò l’elettorato plebeo a voltargli le spalle. All’ultimo momento Haider riconobbe il pericolo e cercò di cambiare corso, causando la rottura con l’ala più borghese del partito (BZÖ, Alleanza per il Futuro dell’Austria). Tuttavia, l’impatto di una nuova partecipazione governativa dipende dal contesto sociale generale, la profondità della crisi sociale e dal possibile collasso dell’Euro.

La denuncia da parte della sinistra del FPÖ come radicale avanguardia neoliberale non è plausibile e conduce alla giustificazione del centro liberale che appare in questo modo come male minore non soltanto in termini politico-culturali ma anche socio-economici. Dall’altro canto occorre anche tener presente che l’elettorato operaio del FPÖ non è molto radicale e che i legami storici con l’élite sono ancora intatti e probabilmente prevarranno. In ogni caso, una possibile adozione del FPÖ da parte delle oligarchie non avverrà in modo così indolore come lo fu con Haider.



La fine della Grande Coalizione si avvicina
I recenti risultati elettorali mostrano chiaramente che: il regime dell’ultimo quarto di secolo si sta avvicinando alla fine. È vero che il ruolo costituzionale puramente rappresentativo del presidente dona alle elezioni un carattere di protesta simile a quello delle elezioni per il parlamento Europeo, e tuttavia la tendenza è chiara e alla fine la Grande Coalizione perderà la maggioranza rendendo la partecipazione al governo del FPÖ indispensabile. All’interno del SPÖ le voci che chiedono la fine dell’esclusione del FPÖ si stanno facendo più forti. 

Due varianti sono possibili:

Formazione di un governo con i democristiani: la coalizione sarebbe in questo caso a guida FPÖ, ma a dare il passo sarebbe l’ÖVP con la sua oligarchia capitalista. Il rischio per il FPÖ è di perdere nuovamente e rapidamente il suo credito presso le classi popolari creando un nuovo vuoto politico.

La variante più favorevole per il FPÖ sarebbe pertanto un’alleanza con i socialdemocratici anche eventualmente come partner minoritario. Si tratterebbe di un vero esperimento con un esito difficile da prevedere specialmente se ciò dovesse coincidere con il collasso dell’Euro.

Anche uno scenario alla spagnola sarebbe possibile, con un governo instabile: una costellazione da decenni sconosciuta in Austria.

L’Antiberlusconismo della sinistra

La sinistra storica, che a differenza di altri paesi europei è sempre rimasta nell’orbita della socialdemocrazia, continua a sostsnere il centro (neo)liberale. Per questa sinistra il FPÖ rappresenta il male assoluto che bisogna evitare ad ogni costo. E il prezzo è l’abbraccio rosso-verde del neoliberalismo e dell’Unione Europea. La cultura di sinistra è stata capovolta. Tipici elementi ideologici quali l’internazionalismo sono stati cooptati nel programma dell’élite. Non si vuole vedere che l’abito cultural-sciovinista delle proteste è anche dovuto al fatto che la Sinistra, dal canto suo, abbellisce giustificandolo il programma delle classi dominanti di governo.



In queste elezioni presidenziali quasi l’intera sinistra chiama al voto per il verde liberale di sinistra Van der Bellen. Si rimproverano a Hofer tendenze autoritarie (il giornale “Die Zeit” si chiede in modo suggestivo se non si tratterebbe di un nuovo Hindenburg), mentre si trascura il fatto che Van der Bellen abbia dichiarato che non accetterebbe un governo di cui faccia parte il FPÖ. Si tratta di una minaccia presidenzialista della pratica costituzionale, fortemente parlamentaristica, della seconda repubblica molto più concreta rispetto alle vaghe dichiarazioni senza reale sostanza di Hofer. Spiegando la sua posizione Van der Bellen afferma che un governo con il FPÖ potrebbe non rispettare le istituzioni europee, mentre in realtà si è visto che sono proprio queste istituzioni sovranazionali non elette ad abrogare decisioni nazionali prese dai governi eletti.

Vuoto a sinistra

La partecipazione di fatto della sinistra al dominante blocco neoliberale lascia la protesta delle classi subalterne interamente alla leadership delle forze di destra. Non esiste, a parte l’eccezione locale del Partito Comunista di Stiria, una forza indipendente di sinistra che perlomeno provi a farsi portavoce delle classi subalterne. Il quadro si presenta ancora più drammatico se si considerano le posizioni rispetto alle istituzioni europee. A sinistra troviamo solo il Comitato euroexit, con i suoi membri, che osa definire chiaramente il regime eurista e l’Unione Europea come strumenti organici delle élites neoliberali e che conseguentemente fa appello al loro superamento. Attualmente non esistono voci critiche né nella sinistra istituzionale, né tra gli intellettuali o gli artisti, né tantomeno negli apparati delle Università, dei mezzi di comunicazione o dei sindacati. Per questo motivo la destra può guadagnare punti anche con posizioni molto vaghe e ambigue.

Tutto ciò è anche più paradossale in quanto i sondaggi europei mostrano che l’Austria appare in modo continuo e consistente tra i paesi dove lo scetticismo nei confronti del TTIP, delle operazioni di salvataggio dell’Euro e dell’Unione Europea in generale è molto sviluppato e che già lo era quando ancora i paesi del Sud Europa erano ammaliati dall’europeismo.

Come si può quindi spiegare l’abbraccio del centro liberale e della sua Unione Europea da parte della "società civile"? (La nozione di società civile è utilizzata in questo contesto nel
senso originale inteso da Gramsci, come apparato di mediazione indiretto del dominio borghese). In merito si possono individuare sia ragioni socio-economiche che politico-culturali.

L’industria austriaca, in quanto appendice della macchina d’esportazione tedesca, può essere senza alcun dubbio annoverata tra i vincenti dell’Euroregime e della globalizzazione in generale. La crisi è stata pertanto sentita meno che nei paesi della periferia dell’Euro. A differenza della Germania, l’attacco allo stato sociale e ai segmenti più bassi dei salari è stato più moderato. In particolare, la precarizzazione della società civile, l’apparato ideologico del regime, sono ben lontani dal raggiungere le dimensioni assunte nei paesi del Sud Europa. Gli intellettuali hanno ancora qualcosa da perdere.

Non meno importante è la paura irrazionale nei confronti del tradizionale nazionalismo di destra filo-tedesco che viene interpretato fuori dal suo contesto storico.

La sinistra non fu capace di sconfiggere il Nazional Socialismo con le proprie forze ma rimase ausiliaria all’Unione Sovietica e agli Stati Uniti. Con la scomparsa della Guerra Fredda la socialdemocrazia ha addomesticato l’antifascismo di sinistra elevandolo ad una sorta di ideologia di stato. La debole sinistra indipendente è stata assorbita dal SPÖ o marginalizzata. La sua insignificanza, i suoi dubbi e il suo conseguente pessimismo in combinazione con la persistente speranza della classe media che il sistema postbellico sia eterno hanno portato a considerare l’Unione Europea come garante di civilizzazione e ad accettarne le regole di dominio come il male minore.

Programma popolare sociale e democratico di rottura
Le linee sulle quali un’alternativa politica di sinistra può essere costruita sono chiare: la fine della degradazione sociale delle classi popolari e la riconquista della democrazia può essere raggiunta solo preparando la rottura con l’oligarchia neoliberale e le sue istituzioni sovra e internazionali, prime fra tutte l’Unione Europea. La riappropriazione della sovranità nazionale deve essere concepita come riconquista di sovranità popolare contro la crescente dittatura dell’élite capitalista, un processo attraverso il quale l’apparato produttivo è posto al servizio della maggioranza.

Ciò non ha niente a che vedere con un presunto etno-nazionalismo. Al contrario: è dietro la globalizzazione che si nascondono gli interessi delle oligarchie nazionali dominanti. Lo dimostrano gli Stati Uniti ma anche l’Unione Europea e la sua risposta alla crisi dell’Euro dettata dalla classe dominante tedesca. L’internazionalismo delle élite richiede giustamente l’autodifesa nazionale. Tale autodifesa può assumere un carattere democratico o reazionario.

La storia dello Stato Austriaco e la sua neutralità iscritta nella Costituzione sono emerse nella difesa contro e nella sfida all’imperialismo tedesco. Esse offrono un punto di riferimento sia nazionale sia internazionale. Interno, in quanto rappresentano il concetto di integrazione di una nazione costituita su criteri politico-culturali e non etnico-nazionali, a dispetto della lingua comune con il più potente vicino. Benché una nazione sovrana debba controllare i flussi dei fattori produttivi (forza lavoro, merce e capitali), tale concezione offre anche la possibilità di affrontare democraticamente l’arrivo di identità differenti e di combattere l’islamofobia. Per quanto riguarda la politica estera, la neutralità può essere interpretata nel senso di un globale riequilibrio sociale, per la pace e l’antimperialismo.


Wilhelm Langthaler, tra i fondatori e portavoce internazionale del Campo Antimperialista. Autore di numerosi saggi. Oggi fa parte della coalizione Euroexit.
Print Friendly and PDF

3 commenti:

  • Anonimo scrive:
    9 maggio 2016 07:59

    Parte 1

    Come sempre l'intellettuale di sinistra si esibisce nella raffinatissima analisi ma non coglie il punto essenziale.
    Langthaler dice che la sinistra deve avere come programma la fine della degradazione delle classi popolari preparando la rottura con l'oligarchia neoliberale che dovrà essere messa in atto in primo luogo rigettandone le istituzioni transnazionali, quindi tornando alla sovranità "popolare" (non capisco bene cosa intenda con "popolare", forse voleva dire statuale o nazionale. Fatto sta che se vai contro le istituzioni transanzionali devi necessariamente tornare alla sovranità territoriale).

    Il poblema che Langthaler proprio non vede però è che non si tratta di capire solamente cosa vorremmo o dovremmo fare ma piuttosto come suscitare consenso e voglia di partecipare nel popolo (quanto meno voglia di andare alle urne...). Questo tipo di argomenti, e lo premette lo stesso articolista, funzionano solo a destra. Non solo perché la sinistra (quella vera) - in grave e colpevole ritardo - non è ancora unanimemente d'accordo sul superamento del suo antico internazionalismo ma soprattutto perché ci rifiutiamo categoricamente di comprendere COSA REALMENTE SIGNIFICHI QUESTO RITORNO ALLA SOVRANITÀ NAZIONALE (o popolare o territoriale).
    Non è un problema da analizzare solo in termini economicistici e la prova di questo la fornisce lo stesso Langthaler quando afferma che in Austria la crisi ha fatto molto meno danni che nei paesi del Sud Europa. Eppure è proprio in Austria che il consenso degli elettori comincia a staccarsi dalle vecchie coalizioni tradizionalmente al potere in quel Paese.
    La vera istanza che sta facendo saltare gli equilibri è la "questione identitaria".
    La gente cerca una IDENTITÀ, cerca un senso di appartenenza che sente di essere sul punto di perdere. Questo risulta incomprensibile a sinistra peché richiederebbe dei discorsi di tipo "passionale", perché l'identità è intrinsecamente "adialettica", perché è costitutivamente "irrazionale" ma proprio per questo risulta essere l'unico fattore capace di sovvertire gli equilibri di fronte al nemico oligarchico che della "razionalità" è diventato il monopolista assoluto (come testimonia il famoso TINA della Thatcher che vuol dire precisamente che "razionalmente" si può fare solo come vuole l'élite).

    Allora vorrei che si cominciasse a parlare, prima fra noi e poi anche nella sinistra italiana, di quali sono o potrebbero essere gli argomenti forti non dal punto di vista analitico intellettuale ma da quello sentimentale, passionale, utopistico, della speranza, della rabbia, del riscatto.
    Il nostro riscatto NON È UNA SEMPLICE QUESTIONE DI MIGLIORAMENTI CONTRATTUALI (fosse così avremmo già perso), è una questione di ideali. (SEGUE)

  • Anonimo scrive:
    9 maggio 2016 08:00

    CONTINUA

    PARTE 2

    A questo proposito vorrei ricordare che, giustamente, Costanzo Preve sosteneva che Marx non è mai stato materialista, che quello era un termine con cui si voleva intendere più o meno "ateismo" e "rigetto della cultura dei dominanti".
    Fino a quando ha funzionato il marxismo? Fino a che il popolo dei comunisti lo sentiva come una religione, come qualcosa per cui valeva la pena di prendere bastonate, farsi ammazzare, scioperare rischiando di mettere in difficoltà economiche la propria famiglia, spessissimo senza aver letto una riga di Marx o di aver capito cos'è il plus valore o la reificazione o l'alienazione.

    Siamo capaci di trovare ideali di riscatto che non ricalchino pedissequamente quelli della destra (che tra l'altro non sappiamo nemmeno dove voglia realmente andare a parare)?
    O per caso vogliamo limitarci a sperare che tramite l'azione della destra populista salti il tavolo e poi nel casino generale noi ne approfittiamo?

    COMPAGNI, questa discussione se si vuole che diventi fruttivera LA DOBBIAMO FARE SUBITO E TUTTI INSIEME, NON SOLAMENTE UNA PICCOLA DIRIGENZA - per di più un po' misteriosa e a tratti addirittura elusiva - che poi ci verrà a comunicare in cosa dobbiamo credere e per cosa dobbiamo unirci appassionatamente.

  • Anonimo scrive:
    10 maggio 2016 22:52

    IO penso che, se si vuole sopravvivere nella vita, occorra anzitutto amare sé stessi, come si è e quali si è, Altrimenti vuol dire che si è maturi per una situazione nevrotica che può preparare al suicidio se non all 'omicidio .
    Per una popolazione occorre non staccarsi con disprezzo dalle proprie tradizioni valutando il proprio passato come una fase per conseguire una più piena maturità. L'individuo che rinnega il suo passato rischia solo di odiare sé stesso.

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (734) euro (694) crisi (613) economia (495) sinistra (434) finanza (259) Movimento Popolare di Liberazione (239) sfascio politico (235) grecia (229) resistenza (222) elezioni (221) M5S (211) teoria politica (205) banche (200) internazionale (190) imperialismo (185) risveglio sociale (184) alternativa (167) seconda repubblica (167) sovranità nazionale (162) Leonardo Mazzei (160) P101 (152) Syriza (148) Moreno Pasquinelli (143) Tsipras (143) Matteo Renzi (123) antimperialismo (112) debito pubblico (104) PD (103) marxismo (101) sovranità monetaria (101) democrazia (100) destra (99) sollevazione (99) Grillo (93) berlusconismo (91) proletariato (91) costituzione (87) spagna (85) neoliberismo (82) Francia (81) austerità (79) islam (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Emiliano Brancaccio (75) referendum costituzionale 2016 (74) Stati Uniti D'America (73) Mario Monti (71) sindacato (71) Stefano Fassina (68) bce (66) filosofia (66) Germania (65) populismo (64) Libia (62) Alberto Bagnai (59) Podemos (58) capitalismo (58) piemme (58) Rivoluzione Democratica (57) capitalismo casinò (57) guerra (57) sinistra anti-nazionale (57) globalizzazione (54) rifondazione (53) Carlo Formenti (50) Medio oriente (50) Siria (50) bancocrazia (50) Movimento dei forconi (49) immigrazione (49) socialismo (49) Alexis Tsipras (48) programma 101 (48) cinque stelle (47) fiat (47) sovranità popolare (47) immigrati (46) Nichi Vendola (45) Sergio Cesaratto (45) legge elettorale (45) referendum (45) renzismo (45) Beppe Grillo (43) inchiesta (43) sinistra sovranista (43) Pablo Iglesias (42) Troika (42) geopolitica (42) Lega Nord (41) Yanis Varoufakis (41) astensionismo (41) campo antimperialista (41) solidarietà (41) Emmezeta (40) moneta (39) proteste operaie (38) brexit (37) italicum (37) Diego Fusaro (36) Alitalia (35) liberismo (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Mario Draghi (34) Russia (34) egitto (34) sionismo (34) Marine Le Pen (33) azione (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) default (32) fiom (32) palestina (32) Forum europeo 2016 (31) ISIS (31) Matteo Salvini (31) Sel (31) Sicilia (31) governo Renzi (31) neofascismo (31) unità anticapitalisa (31) Luciano Barra Caracciolo (30) Manolo Monereo (30) Mimmo Porcaro (30) fiscal compact (30) Giorgio Cremaschi (29) Ucraina (29) Fiorenzo Fraioli (28) Israele (28) Merkel (28) Ugo Boghetta (28) napolitano (28) populismo di sinistra (28) Assemblea di Chianciano terme (27) immigrazione sostenibile (27) menzogne di stato (27) sovranismo (27) Forum europeo (25) Lega (25) xenofobia (25) CLN (24) Europa (24) islamofobia (24) Nello de Bellis (23) eurostop (23) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Karl Marx (22) silvio berlusconi (22) Aldo Giannuli (21) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (21) Chianciano Terme (21) Donald Trump (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) scuola (21) Marcia della Dignità (20) Quantitative easing (20) finanziarizzazione (20) Front National (19) Lavoro (19) Nato (19) Unità Popolare (19) cina (19) fronte popolare (19) nazione (19) repressione (19) uscita dall'euro (19) Izquierda Unida (18) Roma (18) Tunisia (18) USA (18) ecologia (18) iraq (18) keynes (18) Assisi (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Mariano Ferro (17) Regno Unito (17) etica (17) religione (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Fabio Frati (16) Forum di Atene (16) Norberto Fragiacomo (16) Pier Carlo Padoan (16) ballottaggi (16) nazionalismi (16) pace (16) razzismo (16) vendola (16) Donbass (15) International no euro forum (15) Jacques Sapir (15) Luciano B. Caracciolo (15) Prc (15) Tonguessy (15) nazionalizzazione (15) piattaforma eurostop (15) 15 ottobre (14) Cremaschi (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Monte dei Paschi (14) Renzi (14) Vincenzo Baldassarri (14) coordinamento no-euro europeo (14) iran (14) obama (14) salerno (14) storia (14) Chavez (13) Enea Boria (13) Jobs act (13) MMT (13) Marco Mori (13) Stato Islamico (13) Virginia Raggi (13) Vladimiro Giacchè (13) acciaierie Terni (13) euro-germania (13) finanziaria (13) melenchon (13) umbria (13) Beppe De Santis (12) Bersani (12) Brancaccio (12) Emmanuel Macron (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Marino Badiale (12) Movimento 5 Stelle (12) Negri (12) Perugia (12) Venezuela (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) disoccupazione (12) emigrazione (12) piano B (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Gennaro Zezza (11) Luigi Di Maio (11) Putin (11) Turchia (11) ambiente (11) comunismo (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) internazionalismo (11) keynesismo (11) patriottismo (11) salari (11) sciopero (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Sandokan (10) Terni (10) antifascismo (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) golpe (10) lotta di classe (10) presidenzialismo (10) scienza (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Campagna eurostop (9) Def (9) Fmi (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Marco Passarella (9) Paolo Ferrero (9) Portogallo (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) bail-in (9) chiesa (9) cultura (9) diritti civili (9) internet (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) ordoliberismo (9) sindacalismo di base (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Bernie Sanders (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) Costas Lapavitsas (8) D'alema (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) De Magistris (8) Dicotomia (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Enrico Grazzini (8) Erdogan (8) Forconi (8) Goracci (8) Ilva (8) Ingroia (8) Mirafiori (8) Quirinale (8) Reddito di cittadinanza (8) Salvini (8) Wolfgang Schaeuble (8) Yanis Varoufakys (8) appello (8) deficit (8) diritto (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) europeismo (8) grexit (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) povertà (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) senso comune (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Articolo 18 (7) Daniela Di Marco (7) Fausto Bertinotti (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Stefano D'Andrea (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) catalogna (7) confederazione (7) cosmopolitismo (7) destra non euro (7) elezioni siciliane (7) eurocrack (7) incontri (7) indipendenza (7) lira (7) nazismo (7) necrologi (7) privatizzazioni (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CUB (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eugenio Scalfari (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) M.AR.S. (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Papa Francesco (6) Pil italiano (6) Sergio Mattarella (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) classi sociali (6) cosmo-internazionalismo (6) debitocrazia (6) derivati (6) governo Gentiloni (6) incontro internazionale (6) inflazione (6) liberosambismo (6) magistratura (6) manifestazione (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) terremoto (6) trasporto aereo (6) uber (6) utero in affitto (6) Alessandro Visalli (5) Alitalia all'Italia (5) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Assad (5) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (5) Dario Guarascio (5) Dino Greco (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Foligno (5) Forza Italia (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Parigi (5) Pcl (5) Polonia (5) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (5) Rete dei Comunisti (5) Risorgimento Socialista (5) Romano Prodi (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) jihadismo (5) la variante populista (5) laicismo (5) liberalismo (5) pomigliano (5) questione nazionale (5) rivolta (5) salvinismo (5) suicidi (5) suicidi economici (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Federalismo (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Teti (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Npl (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Pisapia (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) Vladimiro Giacché (4) Wolfgang Munchau (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) automazione (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) giovani (4) governo (4) ideologia (4) il manifesto (4) irisbus (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) migranti (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) populismo democratico (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) rifugiati politici (4) risparmio (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alberto Negri (3) Alfiero Grandi (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Cub Trasporti (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Domenico Moro (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) France Insoumise (3) Francesco Salistrari (3) Franco Bartolomei (3) GIAPPONE (3) Gianni Ferrara (3) Giorgia Meloni (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jeremy Corbyn (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Massimo Climati (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paolo Gerbaudo (3) Pardem (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) USB (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) autodeterminazione dei popoli (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2017 (3) fascismo (3) il fatto quotidiano (3) il pedante (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mediterraneo (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) moneta fiscale (3) nazionalismo (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) tecnologie (3) trattati europei (3) università (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Amoroso (2) Antonio Rinaldi (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Cerveteri Libera (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Flat tax (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Gentiloni (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Angiuli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Jens Weidmann (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marchionne (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Marx (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Oriana Fallaci (2) Palermo (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Riccardo Achilli (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salistrari (2) Sandro Arcais (2) Scenari Economici (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Fazi (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Toni negri (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) austria (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) curdi (2) deregulation (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) donna (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) facebook (2) fecondazione eterologa (2) fine del lavoro (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) informatica (2) isu sanguinis (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) occidente (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) proteste agricoltori (2) razionalismo (2) riformismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) sociologia (2) sovranità e costituzione (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) vaccini (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aldo Zanchetta (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Chiavacci (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amando Siri (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angela Matteucci (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carl Schmitt (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Cekia (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Comitato antifascista russo-ucraiono (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Ernesto Laclau (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte Sovranista Italiano (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giorgio Gattei (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giuliano Amato (1) Giuliano Pisapia (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia Ribelle (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugoslavia (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi De Magistris (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Elena Boschi (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Tronti (1) Mark Rutte (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Napoli (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maddalena (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Papa Bergoglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Paolo Dal Monte (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Reddito di inclusione sociale (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Riscossa Italia (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Arrigo (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) animalismo (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) banche venete (1) battisti (1) benessere (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) donne (1) dracma (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) intimperialismo (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) lex monetae (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) sanità (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tecnoscienza (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)