lunedì 30 novembre 2015

SBAGLIAMMO AD ACCETTARE L'EURO di Fabio Amato*

[ 30 novembre ]

«Fu sbagliato, invece, essere favorevoli alla moneta unica, in quanto ci illudemmo che questa potesse aprire, insieme allo sviluppo delle lotte su scala europea, un reale processo di democratizzazione dell’Ue. Con ogni evidenza il processo di unità europea è invece diventato sempre più tecnocratico».

* Fabio Amato [nella foto] è il responsabile relazioni internazionali del Partito della Rifondazione Comunista

«L'esito delle elezioni italiane, e altri fattori come la spinta francese a una monetizzazione del debito da parte della Bce, non hanno alcun impatto sull'unità di intenti dell'Europa verso le riforme. Molti dei processi di risanamento continueranno ad andare avanti con il pilota automatico».

Mario Draghi, presidente della Bce

Le parole di Mario Draghi sono la rappresentazione concreta di cosa è oggi l’Europa e di quali sono i suoi meccanismi reali di governo. Il punto fondamentale di analisi che ne consegue è che non esiste alcuna possibilità di uscita dalla crisi all’interno delle politiche attuate a livello europeo e che queste politiche sono diretta conseguenza dei trattati che regolano il funzionamento dell’Unione Europea. 

L’Unione Europea così com’è stata costruita è strutturalmente un’Europa neoliberista a trazione tedesca, che sta distruggendo il livello di civiltà conquistato nel secondo dopoguerra ed è concreta la possibilità che questa gestione della crisi la porti ad implodere e disgregarsi. Allo stato attuale, senza metterne in discussione le fondamenta, ovvero i Trattati vigenti e ruolo della Bce, il patto di stabilità e crescita e il Fiscal compact, è inesistente la possibilità di modificare dall’interno l’Unione Europea, puntando sull’ipotetica costruzione di una “Europa politica”, come vengono proponendo il Pd e la socialdemocrazia europea. Il sistema di governance europea esiste, si fonda sul dogma monetarista, e non prevede democrazia nelle scelte di politica economica ma, appunto, piloti automatici. 
Fabio Amato e Alexis Tsipras


Questa constatazione, fermo restando il giusto intento, che qui ribadiamo, di conseguire una dimensione europea del conflitto di classe e del processo di trasformazione, mette però in discussione il punto di analisi che ci aveva caratterizzato e che individuava nell’Unione europea uno spazio aperto alla possibilità di determinare politiche di fuoriuscita dal neoliberismo. Fu giusto e fummo gli unici a opporsi risolutamente al Trattato di Maastricht, ai suoi parametri e criteri chiaramente ispirati da una concezione neoliberista e monetarista dell’economia, del ruolo degli stati rispetto ad essa, e fu giusto indicare la natura a-democratica e apertamente tecnocratica del processo di unificazione europea. Per le stesse ragioni fu giusto opporsi al Trattato costituzionale europeo e a quello di Lisbona poi. 

Fu sbagliato, invece, essere favorevoli alla moneta unica, in quanto ci illudemmo che questa potesse aprire, insieme allo sviluppo delle lotte su scala europea, un reale processo di democratizzazione dell’Ue. Con ogni evidenza il processo di unità europea è invece diventato sempre più tecnocratico.

* Fonte: Fabio Amato Pagina Fb

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TSIPRAS: SEMPRE PEGGIO di Sofia Sakorafa

[ 30 novembre ]
La denuncia della deputata europea di Syriza Sofia Sakorafa (nella foto): il parlamento scioglie la Commissione per la Verità sul Debito greco. 
Ecco la sua lettera aperta al Presidente Voutsis
Pubblichiamo la lettera aperta inviata dalla deputata europea Sofia Sakorafa (nella foto) al nuovo Presidente del Parlamento greco, Nikos Voutsis, che ha annunciato la fine dei lavori della Commissione per la Verità sul Debito greco. Dal 2011, quando era deputata, Sofia Sakorafa ha partecipato alla commissione di audit cittadino del debito greco. Nel marzo 2015 ha accettato di fare parte della Commissione di audit creata dalla Presidente del Parlamento greco e di incaricarsi delle relazioni con il Parlamento europeo e gli altri parlamenti. In seguito alla capitolazione del governo di Alexis Tsipras, Sofia Sakorafa ha lasciato Syriza ed è eurodeputata indipendente dal settembre 2015.


Signor Presidente,
Con lettera raccomandata firmata da Lei il 12 novembre, ricevuta il 17 novembre 2015, Lei mi annuncia la soppressione della Commissione per la Verità sul Debito pubblico greco.

Nella Sua lettera, Lei non osa nemmeno fare il nome della Commissione. Questo si capisce. Dato che si cerca di fare in modo che il popolo greco «dimentichi» la questione della legittimità del debito, e che gli si vuole far credere che il terzo memorandum, il più duro, è la sola soluzione possibile, è vero che la verità può fare paura, anche se si tratta solo della parola «verità».

Signor Presidente, è inconcepibile che il Presidente del Parlamento ellenico, e ancor meno qualcuno che è stato di sinistra, sopprima la Commissione per la Verità sul Debito pubblico.

È offensivo che il Parlamento diventi nuovamente il luogo della legittimazione degli scandali, delle irregolarità, delle scelte politiche barbariche, degli accordi di sottomissione, dei contratti leonini, e che tutto questo sia accettato e ratificato dal Presidente della Camera.

Signor Presidente, penso che non ci sia niente da aggiungere. Lei non ha fatto che eseguire gli ordini. D’altra parte è la ragione per la quale Lei è stato scelto come Presidente della Camera in questo periodo cruciale.

La responsabilità politica di questa decisione appartiene interamente al Primo ministro, Alexis Tsipras.

Il Sig. Tsipras che, assieme al Presidente della Repubblica, ha assistito all’apertura dei lavori della Commissione il 4 aprile 2015.

Il Sig. Tsipras che mi ha personalmente assicurato con fermezza che la Commissione avrebbe funzionato senza ostacoli fino alla conclusione dei suoi lavori.

Il Sig. Tsipras porta l’intera responsabilità politica del rifiuto di fare luce sulle politiche imposte con l’aiuto della corruzione, e dei contratti leonini che ci hanno portati in un vicolo cieco.

Il Sig. Tsipras porta l’intera responsabilità politica della rinuncia a utilizzare uno strumento di rinegoziazione del debito che pure è accettato, approvato e legittimato da un regolamento dell’Unione Europea.

È certo che la Sua decisione di sopprimere la Commissione per la Verità sul debito non influirà per niente sulla determinazione e l’efficienza di tutti noi che continuiamo a lottare e restiamo convinti che la verità sarà il catalizzatore di cambiamenti politici profondi.


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IN DIFESA DELLA CULTURA CLASSICA di Diego Fusaro

Anche la cultura classica è sotto assedio. “Laurearsi con 110 e lode a 28 anni non serve a un fico”, ha detto con tono postmoderno il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. E tutti ricordano l’articolo di Stefano Feltri dell’estate scorsa, “Il conto salato degli studi umanistici”, una sorta di esortazione rivolta ai giovani in vista della scelta delle Facoltà universitarie, con annessa demonizzazione dei saperi classici e delle humanae litterae.
Voci stonate? Errori di prospettiva? Niente affatto! Mere personificazioni del capitale, direbbe Marx. Semplici maschere di carattere che danno voce, in modo chiaro e coerente, agli oggi in atto processi di destrutturazione della scuola e dell’università come istituti educativi e di formazione tipici di un mondo in cui ancora esisteva la Sittlichkeit, l’“eticità” in senso hegeliano (stabilità sentimentale, lavorativa, educativa) e in cui non era ancora avvenuta la sussunzione totale sotto il fanatismo economico.
Senza perifrasi, stiamo assistendo, negli ultimi anni, a una sempre più evidente distruzione mercatistica della formazione e dell’istruzione; distruzione orwellianamente occultata dietro categorie proditorie come quella della “buona scuola”. I continui tagli dei finanziamenti destinati alla cultura e all’istruzione – tagli coerenti con il paradigma neoliberista e con l’assunzione del momento economico come unica sorgente di senso – rispondono essi stessi a questo programma politico di annichilimento della formazione come momento etico, opportunamente mascherato dietro le leggi anonime dell’economia.In un mondo in cui tutto diventa merce, non deve esserci spazio per la cultura classica, inutile per il parametro del do ut des e, di più, potenzialmente dannosa, perché in grado di far maturare, eventualmente, pensieri poco conformisti.
Il potere nichilistico della finanza e del capitale mira a decapitare ogni testa pensante, sostituendola con il “cretinismo economico” (Gramsci) delle teste calcolanti, organiche alla nuova razionalità neoliberista.
Per questo, nell’ultimo ventennio la scuola è stata sottoposta a una radicale dinamica di aziendalizzazione che l’ha rapidamente riconfigurata nelle sue stesse fondamenta: da istituto di formazione di esseri umani in senso pieno, consapevoli del proprio mondo storico e della propria storia, la si è trasformata in azienda erogatrice di abilità e competenze volte a preparare i giovani per il mercato precario e flessibile del lavoro. Da cui il costante berciare contro la cultura classica e contro le lauree umanistiche.
Diciamolo. Il capitale non può accettare l’esistenza di teste pensanti, di soggetti formati e portatori di identità culturale e di spessore critico, consapevoli delle loro radici e della falsità del tempo presente: aspira, invece, a vedere ovunque il medesimo, vale a dire atomi di consumo senza identità e senza cultura, in grado di parlare unicamente l’inglese dei mercati e della finanza.
Sempre più spesso ridotti a palestre di addestramento al pensiero unico politicamente corretto e a erogatori di competenze e di abilità da far fruttare nel mondo del lavoro flessibile e precario, i Licei e le Università smarriscono la funzione formativa di luoghi dellaBildung degli esseri umani.
Finiscono per essere integralmente travolti e ridefiniti dai processi di aziendalizzazione oggi in atto; processi che trasformano i presidi in manager d’azienda e che ridefiniscono gli studenti – così nel gelido e reificante lessico burocratico – come “consumatori di formazione”, valutati secondo un sistema di debiti e crediti che rivela, una volta di più, l’ormai avvenuto impadronimento del mondo della vita e della cultura da parte del codice della formamerce.
Così in un passaggio del 1932 dei Quaderni del carcere:
“Nella vecchia scuola lo studio grammaticale delle lingue latina e greca, unito allo studio delle letterature e storie politiche rispettive, era un principio educativo in quanto l’ideale umanistico, che si impersona in Atene e Roma, era diffuso in tutta la società, era un elemento essenziale della vita e della cultura nazionale. Anche la meccanicità dello studio grammaticale era ravvivata dalla prospettiva culturale. Le singole nozioni non venivano apprese per uno scopo immediato pratico-professionale: esso appariva disinteressato, perché l’interesse era lo sviluppo interiore della personalità, la formazione del carattere attraverso l’assorbimento e l’assimilazione di tutto il passato culturale della moderna civiltà europea. Non si imparava il latino e il greco per parlarli, per fare i camerieri, gli interpreti, i corrispondenti commerciali. Si imparava per conoscere direttamente la civiltà dei due popoli, presupposto necessario della civiltà moderna, cioè per essere se stessi e conoscere se stessi consapevolmente”.
Un’educazione di questo genere era avulsa rispetto al nesso del“servire-a-qualcosa”, in particolare rispetto all’assiomatica dell’utilità immediata dell’accesso al mondo del lavoro (lo “scopo immediato pratico-professionale”).
Era, invece, programmaticamente disinteressata o, se si preferisce, interessata unicamente alla formazione in senso pieno dei giovani membri della società; di modo che essi, mediante “l’assimilazione di tutto il passato culturale della moderna civiltà europea”, potessero raggiungere la più profonda coscienza delle loro radici e del percorso storico, sociale e politico che aveva condotto al presente, “cioè per essere se stessi e conoscere se stessi consapevolmente”.
Basterebbe avere letto i dialoghi di Platone – certo “inutili” dal punto di vista della ratio strumentale-aziendalistica – per sapere che vi è una bella differenza tra quella che oggi chiameremmo la semplice istruzione-tecnica (techne) e quella che invece chiameremmo l’educazione-formazione (paideia). Ora, Poletti e Feltri vorrebbero che la paideia venisse riassorbita integralmente nella techne (mi scuso se uso il greco di Platone e Aristotele, violando il sacro tabù che prevede che si debba parlare sempre e solo l’inglese dei mercati).
Il pilota e il ceramista devono essere certo istruiti, mediante latechne, per poter svolgere la loro professione in forma consapevole; ma dal possesso della techne non consegue il sapere classico e filosofico necessario per amministrare la polis. Solo attraverso l’educazione-formazione classica (paideia) si può sviluppare la consapevolezza e la conoscenza d’insieme necessaria per amministrare politicamente la polis; ciò che appunto l’oligarchia della finanza e la dittatura dei mercati non vogliono che possa accadere.
Ancora una volta, l’aziendalizzazione della scuola e la distruzione della cultura rispondono alle logiche dell’onnimercificazione in atto: sono funzionali alla creazione del nuovo modello antropologico dell’homo consumens, senza identità e senza radicamento culturale, senza spessore critico e senza conoscenza storica, puro atomo infinitamente manipolabile dai flussi della propaganda e dalla pubblicità. La barbarie non è alle porte: è già ampiamente entrata nel cuore della nostra civiltà.

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domenica 29 novembre 2015

COS'È SUCCESSO IN ARGENTINA? di Socrates

[ 29 novembre ]

L’Argentina, Macri ed il fantasma del neoliberismo

Le elezioni argentine di domenica 22 Novembre saranno ricordate certamente come un momento storico nella politica del paese sudamericano.
Per la prima volta infatti il nuovo presidente è stato eletto dopo un ballottaggio e soprattutto si tratta di un personaggio che non proviene dalle file del peronismo (di destra o di sinistra) e nemmeno da quelle del radicalismo (l’altra corrente storica della politica argentina).


Mauricio Macri infatti è un personaggio “moderno”, sicuramente figlio del menemismo degli anni 90, con un passato imprenditoriale (il padre era un imprenditore italiano che ha fatto fortuna nel mondo delle costruzioni) e “calcistico” (Macri è stato presidente del Boca Juniors dal 1995 al 2008) prima di diventare sindaco di Buenos Aires per due mandati consecutivi. E’ stato eletto con il 51,6% dei voti, contro il 48,6% del candidato kirchnerista Daniel Scioli. La coalizione di Macri (Cambiemos, alleanza tra il PRO, Propuesta Republicana, una sorta di partito personale di Macri, e i radicali) ottiene la maggioranza a Buenos Aires, Cordoba, Mendoza, Jujuy oltre ad avanzare nell’enorme area della provincia di Buenos Aires, bastione storico del peronismo e zona più popolosa del Paese.



Al di là dei dati elettorali, l’elemento centrale delle elezioni argentine più che la vittoria di Macri è certamente la sconfitta del progetto kirchnerista, giunto ormai al capolinea dopo 13 anni di governo. Analizzare le ragioni della sconfitta non è un esercizio facile, la politica “istituzionale” argentina è un rebus spesso complesso, in cui il legame storico con l’epoca peronista viene utilizzato come spauracchio o modello in molti casi senza nessun fondamento concreto ed in cui la personalizzazione della politica raggiunge livelli altissimi.



Più interessante per le nostre latitudini è provare a comprendere il contesto sociale in cui si sono svolte le elezioni. Gli anni dei Kirchner sono stati infatti caratterizzati da due fasi: la prima fase, dal 2003 al 2009, segnata dalla crescita economica post-crisi, trainata dalle esportazioni della soia e di altre materie prime verso la Cina ed il Brasile, in cui il governo ha promosso una serie di politiche assistenzialiste che hanno avuto anche effetti concreti come l’aumento del tasso di educazione primaria o la riduzione della povertà assoluta, ed in cui c’è stato un parziale rilancio dell’industria nazionale, devastata dal periodo menemista. Un governo con una forte impronta “neo desarrollista”, che faceva dell’estrazione delle materie prime un asse portante della sua politica, in linea con altri governi progressisti del campo prettamente bolivariano. La seconda fase del kirchnerismo, dal 2010 al 2015, ha invece risentito pesantemente del crollo dei prezzi delle materie prime e della soia, della riduzione delle esportazioni verso la Cina e di una costante debolezza monetaria, influenzata principalmente da un’inflazione stellare, che ha raggiunto picchi del 36/37%.



La sconfitta del “progetto” kirchnerista può essere letta anche da questi elementi macroeconomici, il dato centrale infatti è che quel modello, pensato e sviluppato nell’Argentina post 2001, non ha mai voluto andare oltre l’asse di sviluppo basato su: estrazione di materie prime – esportazione verso nuovi partner (Cina, Brasile etc) – minima redistribuzione delle ricchezze in ottica assistenziale.



A livello economico non ha voluto mettere in discussione alcuni cancri endemici della società argentina quali lo strapotere dei grandi proprietari terrieri, il sistema politico clientelare, la dipendenza dalle importazioni in molti settori nevralgici (soprattutto nell’industria).



La sconfitta più grande però si ascrive più che altro al campo della partecipazione sociale e politica, sia Nestor che Cristina hanno riproposto in salsa moderna il “neocorporativismo” del peronismo in cui le organizzazioni “intermedie” come i sindacati peronisti (devastati dalla corruzione), le associazioni giovanili come il “Movimiento Evita” ed il legame con “Las madres de Plazo de Mayo” dovevano essere gli strumenti di partecipazione per il “popolo”, quando in realtà tutte le decisioni reali erano prese altrove e, molto spesso, gli esperimenti di autorganizzazione popolare, nati soprattutto nei quartieri marginali delle grandi città durante il movimento del 2001, sono stati repressi o marginalizzati. Unica eccezione è forse rappresentata dalle Fabricas Recuperadas, che continuano ad esistere e ad aumentare a livello di numero, ma che il governo ha spesso ostacolato soprattutto facendo di tutto per evitare la strutturazione di un movimento il più possibile unitario.



Venute meno le entrate derivanti dalle esportazioni ed aumentata in maniera costante l’inflazione è stato quindi sempre più difficile mantenere anche i programmi assistenziali che avevano avuto un discreto successo nella prima fase dei governi kirchneristi.



Leggendo i commenti post elettorali dei giornali argentini vicini al campo kirchnerista l’incredulità sembra regnare sovrana, sembra quasi che il “popolo” abbia “tradito”, quasi per un capriccio, chi ne aveva migliorate le condizioni e tirato fuori dal pantano della politica menemista; la realtà è ovviamente molto più articolata: la società argentina, nel complesso, rimane infatti profondamente classista, nei primi anni post-2001 l’impoverimento della classe media (rappresentata essenzialmente da dipendenti pubblici, piccoli commercianti, quel poco che rimaneva degli operai specializzati etc), l'aveva avvicinata alle rivendicazioni ed alle aspirazioni della popolazione più povera colpita dalla crisi ed ingannata dal menemismo, anche attraverso l’identificazione del “nemico comune” con politici, banchieri, grandi proprietari terrieri, finanzieri legati agli Stati Uniti, il FMI e la Banca Mondiale.



Il recupero di un certo benessere della classe media, dovuto anche all’elargizione dei programmi assistenziali, ha reinserito il germe della diffidenza classista, alimentato ulteriormente da alcuni fattori come la martellante campagna mediatica sull’insicurezza ed il dilagare della criminalità (di cui venivano accusati apertamente i più poveri, circoscritti geograficamente nelle villas miserias (1) e la retorica pompata dall’opposizione macrista che il governo, tramite i piani assistenziali, stesse regalando soldi e denaro a dei fannulloni in un momento in cui l’inflazione era galoppante e che, oltretutto, erano anche delinquenti (o “negros” come li chiamano in Argentina). Uno degli errori del Frente Para la Victoria (2) si può ritrovare proprio nel non aver voluto passare da politiche assistenziali a politiche di sviluppo e redistribuzione vera e propria, provando ad intaccare lo zoccolo duro delle enormi risorse e potere di grandi proprietari terrieri e finanzieri, da cui il governo di Cristina dipendeva in modo eccessivo avendo puntato tutto su un’economia devota all’export delle materie prime.



Il contesto interno del Paese comunque va inevitabilmente inquadrato all’interno della situazione continentale; l’esito del voto argentino, il ritorno di un neoliberista come Macri al potere, rischia di aprire un ciclo negativo in tutto il continente. Nell’articolo di Gaudichardabbiamo analizzato come il modello bolivariano stia entrando in una crisi abbastanza evidente, è vero che la sconfitta del kirchnerismo è ascrivibile solo parzialmente all’interno di questo campo però non possiamo negarci che il ritorno di un'opzione dichiaratamente neoliberista nel Paese simbolo del fallimento delle politiche monetarie ed economiche dell’FMI sia un elemento molto preoccupante; il 6 Dicembre inoltre si svolgeranno le elezioni in Venezuela dove la crisi del governo Maduro si protrae ormai da diverso tempo e dove il ritorno della destra neoliberista sembra una possibilità concreta.



Al di là dei risultati elettorali comunque c’è un ultimo elemento da sottolineare: con l’elezione di Macri si chiude definitivamente lo spazio aperto dai movimenti del 2001, gran parte della responsabilità, come abbiamo visto, è ascrivibile ai governi kirchneristi che hanno fatto di tutto per chiudere quegli spazi. Rimangono le fabbriche recuperate, il movimento per i diritti dei Mapuche, quel poco che resta del movimento piquetero. Non è detto però che qualcosa di nuovo non stia nascendo (o rinascendo), in particolare nel terreno della difesa della “natura” contro lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali implementato negli ultimi anni e contro l’invasione delle multinazionali agro alimentari, oltre a nuove sperimentazioni partecipative dal basso che stanno sorgendo in alcune zone urbane della provincia di Buenos Aires.



Da questo punto di vista lo scontro che si profila con il governo Macri potrebbe riaprire un nuovo ciclo di lotte e conflitti, sperando che il contesto continentale non riporti le lancette del tempo indietro di 20 anni.




Note
1. equivalente argentino delle Favelas
2. la coalizione elettorale del kirchnerism



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sabato 28 novembre 2015

LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA CHE VOGLIAMO DARCI Verso il seminario nazionale per un nuovo movimento politico di unità popolare (4)

[ 28 NOVEMBRE ]

Presentiamo ai nostri lettori la bozza di Statuto che il Consiglio nazionale di Ora-Costituente ha licenziato in vista del Seminario Programmatico del 12 e 13 dicembre.
La commisssione che lo ha sfornato, lo capirà chiunque abbia un po' di esperienza politica, ha fatto un lavoro enorme, di cui andare fieri. 
Ne emerge, al di là di ogni "nuovismo" una architettura organizzativa che tiene assieme le istanze democratiche e partecipative con l'esigenza della massima efficacia operativa.
Su alcuni articoli, otto per la precisione, restano, in seno al Consiglio nazionale, opinioni differenti. Abbiamo evidenziato i punti di contrasto, ovvero otto emendamenti.
Del tutto si discuterà al Tavolo di lavoro dedicato nella due giorni del Seminario. Fermo restando che il tutto verrà comunque consegnato al dibattito precongressuale e quindi al congresso costitutivo che si svolgerà entro l'estate 2016.
Ricordiamo che al Seminario si partecipa su invito. Chi sia interessato davvero a partecipare al Seminario, quindi a darci una mano per dare una casa solida a tutti coloro che sentono loro gli ideali di sovranità nazionale e popolare, di democrazia ed eguaglianza sociale, lo segnali con una mail a: .
QUI le informazioni sull'ordine dei lavori e la logistica.


Statuto Preliminare
Movimento politico
ORA*  
  

*  Nome provvisorio e oggetto di discussione del seminario nazionale del 12-13 dicembre

INDICE


I.  Preambolo 4

II. Gli scopi e le finalità di ORA 5
Art. 1........... 5
Art. 2........... 5
Art. 3........... 5

III. L’ordinamento interno 6
Art. 4 .......... 6
Art. 5........... 6
Art. 6  ......... 6
Art. 7........... 7
Art. 8........... 7
Art. 9........... 8
Art. 10..........8
Art. 11 ........ 8
Art. 12......... 8

IV.  L’adesione al Movimento ORA* 9
Art. 13........... 9
Art. 14 .......... 9
Art. 15........... 10
Art. 16........... 10
Art. 17 .......... 11
Art. 18........... 11
Art. 19........... 11

V.  Doveri e diritti del tesserato 11
Art. 20........... 11
Art. 21........... 11
Art. 22 .......... 11
Art. 23........... 12
Art. 24........... 12
Art. 25........... 12

VI.  L’Assemblea Nazionale 12
Art. 26........... 12
Art. 27 .......... 13
Art. 28 .......... 14
Art. 29........... 14
Art. 30........... 15
Art. 31........... 16
Art. 32........... 16
Art. 33........... 16
Art. 34........... 16

VII.  Il Consiglio Nazionale 16
Art. 35........... 16
Art. 36........... 16
Art. 37........... 16
Art. 38........... 17
Art. 39........... 17
Art. 40 .......... 18
Art. 41........... 18
Art. 42........... 18
Art. 43........... 18
Art. 44........... 18
Art. 45........... 18
Art. 46........... 18
Art. 47........... 19

VIII.  I Gruppi Base 19
Art. 48........... 19
Art. 49 .......... 19
Art. 50........... 20
Art. 51........... 20
Art. 52........... 20
Art. 53........... 21
Art. 54 .......... 21
Art. 55........... 21
Art. 56 .......... 21
Art. 57 .......... 21

IX.  Le sanzioni 21
Art. 58........... 21
Art. 59........... 21
Art. 60........... 22
Art. 61........... 22

X.  La Commissione garanzia 22
Art. 62........... 22
Art. 63........... 22
Art. 64........... 22
Art. 65........... 23
Art. 66........... 23
Art. 67........... 23
Art. 68........... 23
Art. 69........... 23
Art. 70 .......... 23
Art. 71........... 23
Art. 72........... 23
Art. 73........... 24

XI.  La revisione dello Statuto 24
Art. 74........... 24
Art. 75 .......... 24
Art. 76........... 24

XII.  Norme finali e transitorie 25
Art. 77........... 25
Art. 78 .......... 25

* * * * *

I.  Preambolo 

ORA* è un movimento politico che, raccogliendo l’eredità delle secolari lotte democratiche contro ogni forma di tirannia politica e quelle delle classi lavoratrici per la loro definitiva liberazione socialista, si ispira ai valori di eguaglianza, libertà e fratellanza scolpiti nella Costituzione repubblicana del 1948 e fa suoi i principi sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, tra cui quello che ogni persona è titolare di insindacabili diritti sociali, economici, politici, civili e culturali che ogni governo è tenuto a tutelare.
La Costituzione afferma che la sovranità appartiene al popolo che la esercita attraverso un libero voto ed un libero Parlamento, e che la sovranità nazionale non può essere ceduta né devoluta. Se già durante la Prima Repubblica i governi erano venuti meno al dettato ed allo spirito costituzionale, quelli che hanno governato nella “seconda” hanno deliberatamente ceduto a poteri oligarchici esterni altri pezzi decisivi di sovranità, smantellando l’ordinamento costituzionale, in nome della globalizzazione neoliberista. Da quando lo Stato è divenuto un “guardiano notturno” a difesa degli interessi di una esigua minoranza predatoria la coesione sociale è stata distrutta, sono aumentate la povertà, la precarietà, l’esclusione sociale.
Occorre fermare la macchina della globalizzazione poiché conduce al caos geopolitico, alla guerra permanente, alla crescita smisurata delle diseguaglianze sociali, al disastro ecologico globale, alla fine della democrazia. Sappiamo che per cambiare questo stato di cose occorre che molti popoli si liberino dal giogo globalista. Noi siamo in Italia, e siamo tenuti a pensare e lottare per il futuro del nostro popolo, che riguadagnerà un futuro degno solo se l’Italia, cancellando tutti i trattati internazionali di sudditanza, si riprenderà la sua piena sovranità nazionale e ripristinerà l’ordinamento costituzionale.

II. Gli scopi e le finalità di ORA* 

Art. 1

ORA* si considera un lievito per riportare i cittadini alla partecipazione politica attiva, per promuovere una vasta mobilitazione popolare che sfoci in una rivoluzione democratica. Quando questa lotta giungerà alla sua tappa decisiva, ORA* si adopererà affinché tutte le forze sovraniste e democratiche formino un Comitato di liberazione nazionale che dovrà prendere in mano, nel momento decisivo, il destino del Paese.

Art. 2

In questa prospettiva ORA* propone la più vasta unità delle forze popolari e democratiche, sarà quindi in prima linea nel fare fronte e nel costituire reti unitarie. Nei casi di ampia e profonda convergenza sia sui fini che sui mezzi —con soggetti politici, movimenti sociali e sindacali, comitati di base dei lavoratori e della società civile— ORA* auspica stringenti patti federativi di unità d’azione.

Art. 3

ORA assume come sue basi programmatiche il Manifesto e la Piattaforma, come modello organizzativo quello descritto nel presente Statuto.

III. L’ordinamento interno

Art. 4

ORA pone, a base del suo funzionamento organizzativo il “centralismo pluralista”: massima democrazia all’interno e massima unità nell’azione pubblica.

Art. 5

Ogni decisione, direttamente ed indirettamente riguardante le tematiche espresse dal Manifesto e dalla Piattaforma Programmatica, adottata democraticamente ovvero approvata dalla maggioranza semplice, quale che sia il consesso, diventa vincolante per ogni tesserato.
Eventuali posizioni di minoranza potranno essere pubblicamente dichiarate all'esterno.
Eventuali posizioni di minoranza su questioni non direttamente riconducibili a Manifesto e piattaforma programmatica potranno essere pubblicamente dichiarate all'esterno garantendo però il supporto logistico allo sviluppo delle azioni politiche decise dalla maggioranza senza ostacolarne lo svolgimento da parte di chi le condivide.
In caso di comportamenti contrari alla Carta dei Valori, in palese contrasto con Manifesto e Piattaforma e atti a boicottare  l'azione politica di ORA si rimanda all'Art.58 e successivi.
Proposta Emendamento n.1 
L'art. 5 della bozza viene così modificato: 
«Ogni decisione adottata democraticamente, ovvero approvata dalla maggioranza semplice, quale che sia il consesso, diventa vincolante per ogni iscritto.Eventuali posizioni di minoranza potranno essere pubblicamente dichiarate all'esterno, fermo restando il sostegno allo sviluppo delle iniziative politiche decise a maggioranza.In caso di comportamenti contrari alla Carta dei Valori, in palese contrasto con Manifesto e Piattaforma e atti a boicottare l'azione politica di ORA si rimanda all'art. 58 e successivi».

Art. 6  

La partecipazione ad ORA avverrà attraverso il tesseramento individuando due tipi di adesioni: i membri aderenti ed i  membri simpatizzanti.
L'adesione ad ORA avviene sempre a titolo individuale.
Adesioni di associazioni e soggetti collettivi sono possibili solo attraverso l’adesione individuale dei loro affiliati in conformità con l'Art.14.

Art. 7

Si definisce membro aderente colui che interviene nel lavoro del movimento condividendone analisi, tesi ed azione politica. Partecipa a diffondere le proposte e le idee di ORA e contribuisce al suo finanziamento con una quota annuale decisa dall'Assemblea Nazionale. Per l'adesione come membro aderente è necessario essere regolarmente iscritto nel registro membri aderenti e sulla piattaforma digitale, aver sottoscritto la Carta dei Valori del Movimento e lo Statuto.
Il membro aderente ha diritto di voto a tutte le assemblee in ambito nazionale e territoriale e può rivolgersi alla Commissione di Garanzia per la tutela dei diritti sanciti dal presente Statuto.
Nello svolgimento dei processi elettorali interni, i membri aderenti hanno facoltà di suffragio attivo ovvero possono eleggere ma non essere eletti fino ad aver raggiunto almeno un anno di militanza.

Proposta di emendamento N.2

Gli art. 6 e 7 vengono accorpati e modificati come segue: 
«L'adesione ad ORA avviene sempre con l'iscrizione a titolo individuale. L'atto del tesseramento implica la sottoscrizione della Carta dei Valori del movimento e l'accettazione dello Statuto.L'iscritto (o aderente) interviene nel lavoro del movimento condividendone tesi ed azione politica; partecipa attivamente ai momenti di dibattito interno (in particolare quelli di tipo congressuale); partecipa a diffondere le proposte e le idee di ORA; contribuisce al suo finanziamento con una quota annuale decisa dall'Assemblea Nazionale.L'iscritto ha diritto di voto in tutte le assemblee in ambito nazionale e territoriale in cui è coinvolto e può rivolgersi alla Commissione di garanzia per la tutela dei diritti e dei principi sanciti nello Statuto».

Art. 8

Si definisce membro simpatizzante colui che è iscritto alla piattaforma digitale partecipando ai dibattiti online e consultazioni non vincolanti indette dal movimento, firma la Carta dei Valori ma non è obbligato al pagamento della quota annuale. Per la sua limitata partecipazione reale all'azione politica del movimento, il membro affiliato non può partecipare ai processi elettorali interni, non può votare, eleggere né essere eletto. In caso di comportamento scorretto e contrario alla Carta dei Valori, il membro simpatizzante può perdere il diritto di accedere alla piattaforma internet in conformità con l'Art.58 del presente Statuto.

Proposta di emendamento N.3 
L'art. 8 viene sostituito come segue:
«Tutte le strutture di ORA, a partire dai Gruppi di Base, favoriscono la partecipazione dei simpatizzanti all'attività politica del movimento. In particolare esse stimolano l'intervento attivo dei simpatizzanti nei momenti di dibattito, anche al fine di agevolare la loro adesione formale all'organizzazione».

Art. 9

È riconosciuto ad ogni membro aderente il diritto di esprimere liberamente la propria opinione, e di avanzare proposte analitiche e programmatiche al Movimento che, previa valutazione sulla conformità delle proposte ai principi statutari, al Manifesto e alla piattaforma programmatica, le discuterà e le metterà ai voti. Le proposte possono essere avanzate in forma individuale o in forma di mozione collettiva, ed in modo libero ed omologo possono essere diffuse e discusse, individualmente o collettivamente.

Art. 10

Strumenti informativi, comunicativi e formativi di ORA sono il sito web, la piattaforma digitale, il bollettino elettronico quindicinale, eventuali pubblicazioni come notiziari, rassegne, volantini ed eventuali altre iniziative editoriali, convegni e riunioni su temi specifici.

Art. 11

Il patrimonio di ORA è costituito:
a) dagli introiti delle quote di tesseramento annuale;
b) da eventuali sottoscrizioni straordinarie di membri o simpatizzanti, salvo il fatto che quando eventuali sottoscrizioni straordinarie o erogazioni esterne raggiungano la cifra di 5.000 euro la loro accettazione deve essere approvata dal Consiglio nazionale;
c) da beni immobili e mobili, di proprietà o comunque acquistati;
d) da proventi, erogazioni o lasciti da parte di privati, altre associazioni, enti pubblici e privati e da altri proventi comunque collegati alla realizzazione degli scopi del Movimento;
e) da redditi patrimoniali;
f)  dalle donazioni del 2x1000 fatte dagli aderenti.
Gli utili e il patrimonio di ORA, sotto qualsiasi forma, devono essere destinati esclusivamente ai fini e per gli scopi prefissati dalla Piattaforma e dal Presente Statuto.

Art. 12

La struttura organizzativa si sviluppa su tre livelli: base, regionale e nazionale.
Sono strutture del Movimento a livello nazionale l’Assemblea Nazionale; il Consiglio Nazionale, i Coordinatori Nazionali e i Portavoce Nazionali.
Sono strutture del Movimento a livello regionale l'Assemblea Regionale e il Consiglio Regionale e il  portavoce regionale. [ livello regionale fisso o in forma  di coordinamento]
I Gruppi Base a livello territoriale o di settore, se necessario, possono strutturarsi liberamente  attraverso degli organi interni quali  l'Assemblea di Base, il Consiglio di Base ed un Portavoce. 

IV.  L’adesione al Movimento ORA

Art. 13

Possono aderire ad ORA tutte le persone fisiche di cittadinanza italiana, o residenti in Italia che abbiano compiuto il 18° anno di età, senza distinzione di razza, sesso e religione. I membri  devono condividere i principi fondativi, il Manifesto, la piattaforma programmatica e si impegnano ad agire politicamente rispettando la Carta dei Valori del Movimento ed il presente Statuto.
L’adesione ad ORA è sempre e comunque individuale.

Art. 14

Il movimento prevede in linea di principio l'adesione al proprio progetto politico di soggetti collettivi già organizzati.
Si definisce questa possibilità  “adesione collettiva” e si norma  mediante i criteri  qui individuati:
·      Qualsiasi forma di adesione collettiva si tradurrà sempre e comunque in una serie di  adesioni individuali e nella confluenza di  questi nuovi membri dell'Assemblea Nazionale con i diritti ed i doveri di tutti gli altri membri aderenti.
·      In caso di richiesta di adesione da parte di soggetti collettivi che intendono sciogliersi ed aderire ad ORA  si procederà a formalizzare l'adesione individuale dei membri del soggetto richiedente.
·      In caso di richiesta di adesione di soggetti collettivi che non intendono sciogliersi ma condividono e sottoscrivono completamente Manifesto , Carta dei Valori e Piattaforma Programmatica, il Consiglio Nazionale deciderà insindacabilmente sulla richiesta di adesione valutando,  negli interessi di ORA, la coerenza del soggetto richiedente, la sua affidabilità e la sua consistenza.
·      Le adesioni di cittadini appartenenti ad altri partiti o movimenti politici sono vincolate all'adesione collettiva  del proprio partito o movimento al progetto di ORA e quindi alle decisioni del Consiglio Nazionale.
·      I singoli membri del soggetto richiedente andranno a confluire nell'Assemblea Nazionale (e Regionale) di riferimento (in caso di realtà territoriale e non nazionale).
·      Ogni struttura esistente del soggetto richiedente che aderisca al Movimento manterrà la propria gestione ed autonomia come se  fosse un Gruppo Base o una rete di Gruppi Base, vincolandosi però a sviluppare le linee politiche decise dall'Assemblea Nazionale e portate avanti dagli organi esecutivi, rispettando il presente Statuto e la Carta dei Valori ed interagendo in armonia con le altre strutture del movimento.
·      La partecipazione al processo elettorale interno dei membri appartenenti ad un soggetto collettivo richiedente, in linea con la definizione di membro aderente, potrà avvenire dopo un  anno dall'adesione individuale, fatte salve le norme attuative per la costituzione della prima istanza del movimento.
·      L'elezione negli organi interni di ORA di membri aderenti che siano anche dirigenti di soggetti collettivi verrà valutata di volta in volta dall’Assemblea Nazionale precedente in fase di ammissibilità delle candidature.
La quota di eletti nel Consiglio Nazionale appartenenti a ciascuna di queste organizzazioni non potrà in ogni caso superare il 10% (o di un individuo nel caso di consiglio formato da meno di dieci persone) del consiglio stesso.

Proposta di emendamento N.4
L'art. 14 viene sostituito come segue:
«L'iscrizione individuale può avvenire in base a tre percorsi: a) adesione individuale semplice, b) confluenza di altri soggetti organizzati, c) adesione di membri di forze organizzate che sottoscrivono un patto federativo (vedi art. 2) con ORA.Nel caso previsto al punto b. il Consiglio nazionale provvederà a formalizzare l'adesione dei singoli membri del soggetto confluito in ORA.Nel caso di cui al punto c., la sottoscrizione di un patto federativo permette ai singoli aderenti del soggetto federatosi l'adesione individuale ad ORA.Tutti gli iscritti hanno identici diritti e doveri».

Art. 15

L’atto formale di adesione avviene con il tesseramento, previo pagamento della quota annuale di sottoscrizione stabilita ogni anno dall'Assemblea Nazionale.

Art. 16

La richiesta di adesione può essere comunicata ad un Gruppo Base già esistente o al Consiglio nazionale nel caso si voglia costituire un nuovo Gruppo di Base. I criteri per la formazione di un nuovo Gruppo Base sono esplicitati nell'Art.48.

Art. 17

Le domande di adesione vengono formalizzate con la consegna della tessera annuale, devono essere indirizzate al Gruppo Base o al Consiglio Nazionale. Esse si intendono automaticamente accettate all’atto di consegna della tessera, a meno che non siano respinte con deliberazione del Consiglio Nazionale o dell'Assemblea del Gruppo Base. Nel qual caso, il tesserando può far ricorso direttamente all’Assemblea Nazionale.

Art. 18

I tesserati possono recedere in qualsiasi momento dal Movimento dandone comunicazione scritta all'Assemblea del Gruppo Base di competenza o al Consiglio Nazionale, con decorrenza dalla data di ricevimento della comunicazione. Non è previsto il rimborso delle quote.

Art. 19

L’accettazione di adesioni collettive, previa accettazione da parte del Consiglio Nazionale, non invalida la forma individuale di adesione tramite tesseramento annuale e pagamento della quota annuale.

V.  Doveri e diritti del tesserato

Art. 20

Ogni membro aderente, compatibilmente alle sue capacità e possibilità, ha il dovere di contribuire fattivamente alla crescita di ORA e al successo delle sue iniziative attuando, in forma creativa, le decisioni collettivamente adottate.

Art. 21

Ogni membro aderente deve partecipare regolarmente alla vita del Gruppo Base territoriale o tematico di cui fa parte, o di costituirne uno mediante le procedure previste.

Art. 22

Egli deve concorrere al finanziamento di ORA versando il contributo annuale —che sarà concordato all’atto dell’ingresso, in misura delle sue capacità— ed eventualmente con sottoscrizioni straordinarie e la devoluzione del 2x1000.

Art. 23

Il membro aderente ha voto deliberativo e voto attivo all’atto della formazione del Consiglio nazionale di organismi direttivi territoriali. Il diritto di voto passivo, ovvero la candidatura a cariche interne si acquisisce dopo 1 anno di militanza in conformità all'Art.7.

Art. 24

Ogni membro aderente ha il diritto di portare nel dibattito interno il proprio contributo, di difendere e far circolare le sue idee come previsto all'Art. 9 del presente Statuto.

Art. 25

Egli può manifestare anche all’esterno il suo eventuale dissenso rispetto alle decisioni adottate, senza che ciò sia però d’ostacolo alla loro esecuzione ed in conformità con gli Art.4 e Art.5 del presente Statuto.

VI.  L’Assemblea Nazionale

Art. 26

L’Assemblea Nazionale è l’istanza decisionale fondamentale di ORA, ne stabilisce gli orientamenti politici e le decisioni organizzative.
L'Assemblea Nazionale può convocata dal Consiglio Nazionale in seduta ordinaria (ogni anno), in sessione elettiva (ogni 2 anni) o in seduta straordinaria su richiesta di un terzo dei membri aderenti.
Sono funzioni dell'Assemblea Nazionale:
1.     Discutere dell’applicazione delle linee programmatiche e delle campagne stabilite ovvero la  linea politica del Movimento;
2.     Proporre Modifiche di Statuto e Carta del Valori;
3.     Stabilire le pubblicazioni telematiche e cartacee del Movimento;
4.     Determinare le modalità di elaborazione del programma politico;
5.     Individuare i criteri per la selezione delle liste elettorali a livello nazionale, regionale e municipale;
6.     Individuare le linee guida in base al quale elaborare relazioni politiche e alleanze con altri soggetti politici;
7.     Ammissione delle candidature per gli organi interni del movimento
8.     Eleggere il Consiglio Nazionale formato da 15/30  membri mediante un sistema di liste aperte corretto con criteri di rappresentanza pluralista.
9.     Eleggere i Coordinatori e i portavoce nazionali (4)
10.  Eleggere la Commissione di Garanzia e il Tesoriere.
11.  Decidere la composizione di eventuali gruppi operativi
Il Consiglio Nazionale è sciolto all’apertura della seduta ordinaria elettiva dell'Assemblea Nazionale.

Proposta di emendamento N.5 
L'art. 26 viene sostituito come segue:

«L’Assemblea nazionale è l’istanza decisionale fondamentale di ORA, ne stabilisce gli orientamenti politici e le decisioni organizzative, elegge il Consiglio nazionale e la Commissione di garanzia, decide la composizione di eventuali Gruppi operativi. Il Consiglio nazionale è sciolto all’apertura dell’Assemblea nazionale».

Art. 27

L’Assemblea Nazionale è costituita dall’insieme dei membri aderenti di ORA in regola col pagamento della quota annuale.
Il Consiglio Nazionale, nella fase transitoria  iniziale di formazione del movimento, valuterà il numero di aderenti e si riserverà la facoltà di convocare  tutti i membri nel luogo fisico individuato come sede dell'Assemblea Nazionale.
In una fase successiva, dopo una fase di sperimentazione e al raggiungimento di un numero di membri aderenti incompatibile con la convocazione in uno spazio fisico,  le assemblee avverranno in videoconferenza. La convocazione prevederà la presenza fisica dei membri aderenti nei Gruppi Base (o a livello regionale in presenza di numeri contenuti) definiti nodi periferici collegati in videoconferenza da un nodo sorgente, sede reale del dibattito.
Sarà possibile la diretta via web per i membri simpatizzanti che accederanno al sito del Movimento previa registrazione.

Proposta di emendamento N.6 
L'art. 27 viene sostituito come segue:
«L'assemblea Nazionale è costituita dall'insieme degli iscritti di ORA in regola con il pagamento della quota annuale.Superata la soglia dei 500 aderenti, la partecipazione all'Assemblea Nazionale sarà riservata ai delegati eletti nei Gruppi di Base, in proporzione al numero degli iscritti.Il Consiglio Nazionale è tenuto a valutare tutte le modalità utili a consentire la massima partecipazione all'Assemblea Nazionale, inclusa la possibilità di un suo svolgimento - previa opportuna sperimentazione - in teleconferenza».

Art. 28

La convocazione dell’Assemblea Nazionale Ordinaria si effettua mediante comunicazione per via telematica (telefonica o postale per i soci sprovvisti del servizio di posta elettronica), da inviarsi almeno sessanta giorni prima della data stabilita (trenta giorni prima, nel caso di assemblee straordinarie). 
Dovranno essere chiare in fase di convocazione le seguenti informazioni:
·      Ordine del giorno;
·      Luogo prescelto (nodo sorgente), ora di inizio e termine dei lavori;
·      Lista degli eventuali nodi periferici attrezzati per la videoconferenza;
·      Link al sito del Movimento dove accedere mediante registrazione all'Assemblea Nazionale;
·      Link alle bozze dei documenti congressuali in discussione
·      Data ultima di prenotazione degli interventi dei relatori
·      Data ultima di presentazione degli emendamenti alle bozze dei documenti congressuali.

Proposta di emendamento N.7 
L'art 28 viene sostituito come segue:
«L’Assemblea Nazionale: a) discute dell’applicazione delle linee programmatiche e delle campagne stabilite; b) delibera su risoluzioni, progetti, programmi e iniziative sottoposti alla sua approvazione da tesserati o organismi del movimento; c) decide sull’avvio di specifiche campagne e iniziative a livello nazionale l’anno successivo ed eventualmente oltre; d) stabilisce le pubblicazioni telematiche e cartacee; e) definisce i contenuti e le modalità di seminari, di convegni e delle altre eventuali iniziative; f) elegge a scrutinio palese — su richiesta di almeno due quinti dei presenti a scrutinio segreto — il Consiglio Nazionale, e sceglie sia il Coordinatore nazionale che il Tesoriere; g) ha facoltà di costituire al proprio interno Commissioni o Gruppi operativi di lavoro».

Art. 29

I lavori dell'Assemblea Nazionale Ordinaria e Straordinaria  si articoleranno come di seguito:
Prima fase
Nomina della presidenza su proposta del Consiglio Nazionale. Presentazione e approvazione dell'ordine del giorno. Presentazione dei documenti. Gli interventi dei relatori e dei membri iscritti a parlare dovranno essere ben calibrati nei tempi per permettere a tutti di esprimere la propria posizione. Si individuerà il corpo elettorale attraverso la registrazione dei presenti .
Eventuali richieste di emendamenti o precisazioni in corso d'opera dovranno confluire alla presidenza mediante apporti scritti con limiti di lunghezza ben definiti e verranno riportati a tutta l'assemblea in caso di accertata rilevanza e pertinenza in  relazione ai tempi a disposizione.
A seguito della discussione, la presidenza incaricherà una o più commissioni per la sintesi dei documenti e degli emendamenti da votare.
Seconda fase
La votazione avverrà per alzata di mano.
Si valuterà successivamente, in caso di assemblea in videoconferenza, l'utilizzo di procedure di voto su apposita piattaforma web accessibile dal sito web del Movimento (o App) previa registrazione e verifica del corpo elettorale.
Il voto dovrà essere comunque validato dal quorum del 51% dei membri aderenti  e funzionerà a maggioranza semplice tranne nei casi previsti dal presente Statuto.  

Art. 30

I lavori dell'Assemblea Nazionale Ordinaria con sessione Elettiva si articoleranno  come di seguito:
Prima fase
Nomina della presidenza su proposta del Consiglio Nazionale uscente. Presentazione e approvazione dell'ordine del giorno. Presentazione dei candidati e delle liste. Gli interventi dei relatori e dei membri iscritti a parlare dovranno essere ben calibrati nei tempi per permettere a tutti di esprimere la propria posizione.  Si individuerà il corpo elettorale attraverso la registrazione dei presenti.
Eventuali richieste di emendamenti o precisazioni in corso d'opera dovranno confluire alla presidenza mediante apporti scritti con limiti di lunghezza ben definiti e verranno riportati a tutta l'assemblea in caso di accertata rilevanza e pertinenza in  relazione ai tempi previsti.
Seconda fase
La votazione avverrà per alzata di mano.
Si valuterà successivamente l'utilizzo di procedure di voto su apposita piattaforma web accessibile dal sito web del Movimento (o App) dedicata previa registrazione e verifica del corpo elettorale. In questo caso, il nodo sorgente ed ogni nodo periferico avranno a disposizione un terminale per eseguire le operazioni di voto che verranno poi rese  note all'Assemblea dagli amministratori del sito.
Il voto dovrà essere comunque validato dal quorum del 51% dei membri aderenti  e funzionerà a maggioranza semplice tranne nei casi previsti dal presente Statuto.  

Proposta di emendamento N.8 
«Gli art. 29 e 30 vengono soppressi»

Art. 31

Su proposta del Consiglio Nazionale uscente l’Assemblea Nazionale, all’inizio dei suoi lavori, elegge una Presidenza che presiederà allo svolgimento della stessa e approva l’ordine del giorno.

Art. 32

L’Assemblea Nazionale—valida se partecipanti al voto di approvazione almeno la metà più uno dei membri aderenti— delibera a maggioranza semplice dei votanti, fatta eccezione per le modifiche del presente Statuto e per la proposta di scioglimento del movimento. Non è ammesso il voto per delega.

Art. 33

Possono assistere ai lavori dell’Assemblea Nazionale, in veste di osservatori, su invito del Consiglio Nazionale, eventuali delegati di altre organizzazioni o anche semplici simpatizzanti.

Art. 34

Un’Assemblea Nazionale Straordinaria può svolgersi ove essa sia richiesta da almeno un terzo dei membri di ORA.

VII.  Il Consiglio Nazionale

Art. 35

Il Consiglio Nazionale è l’organismo collettivo che assume la direzione politica del Movimento tra un’Assemblea Nazionale e l’altra e dispone di tutti i suoi poteri.

Art. 36

Il Consiglio Nazionale, come da Art. 26, è eletto dall’Assemblea Nazionale e di esso fanno necessariamente parte i Coordinatori Nazionali, i Portavoce ed il Tesoriere.

Art. 37

Il Consiglio Nazionale è composto da un minimo di quindici ad un massimo di trenta membri aderenti.

Art. 38

Il Consiglio Nazionale, oltre a funzioni di indirizzo, è tenuto ad applicare le decisioni dell’Assemblea Nazionale. Provvede perciò all’amministrazione ordinaria e straordinaria del Movimento.
Sono funzioni del Consiglio Nazionale:
1.     Dare seguito alla linea politica espressa dall'Assemblea Nazionale e adattarla alle circostanze politiche del momento;
2.     Elaborare le bozze dei programmi elettorali che dovranno poi essere approvati dall'Assemblea Nazionale attraverso eventuale seduta straordinaria in caso di elezioni;
3.     Supportare, verificare e controllare l'attività politica dei candidati eletti nelle istituzioni;
4.     Nominare un Comitato di Redazione con i compiti di aggiornamento del sito web, invio  del bollettino telematico quindicinale e gestione della piattaforma web del Movimento;
5.     Organizzare campagne, manifestazioni, seminari, conferenze e incontri pubblici a carattere nazionale;
6.     Coordinare le attività dei Gruppi base;
7.     Convocare ed organizzare le Assemblee Nazionali ordinarie e straordinarie;
8.     Definire, in ogni tornata elettorale, il procedimento di selezione delle liste elettorali;
9.     Definire le strategie e le alleanze in ambito elettorale;
10.  Nominare i membri appartenenti ai gruppi di lavoro ed a maggioranza, i relativi coordinatori;
11.  Definire, in base alle esigenze del momento, gli indirizzi dei gruppi di lavoro interni al Consiglio Nazionale;
12.  Approvare  preventivi  di campagne elettorali e campagne specifiche a livello nazionale;
13.  Approvazione bilancio preventivo e consuntivo di ogni esercizio;
14.Nomina del Revisore dei Conti.

Art. 39

Nell’adempimento delle sue funzioni e nel rispetto del presente Statuto, il Consiglio nazionale prende tutte le decisioni politiche che ritiene necessarie purché in linea con la linea decisa durante la precedente fase assembleare. Queste decisioni sono vincolanti in conformità all'Art.5 per i membri aderenti ed i Gruppi Base. Nel caso un gruppo qualificato (30% ??dei membri aderenti) di membri aderenti ritenga una decisione presa dal Consiglio Nazionale non in linea con le volontà assembleari potrà convocare una consultazione nazionale (anche online) per proporre l'istanza al movimento ed eventualmente correggerla.

Art. 40

Le riunioni del Consiglio Nazionale sono valide se è presente la maggioranza dei membri. Le delibere del Consiglio Nazionale sono prese a maggioranza semplice dei presenti.

Art. 41

I membri del Consiglio Nazionale possono essere destituiti dall’Assemblea Nazionale o mediante referendum interno. Per iniziare un processo di revoca del mandato per via referendaria di un membro del Consiglio Nazionale sarà necessario portare il consenso del 30% dei membri aderenti. Il Consiglio Nazionale agendo con azione collegiale organizzerà il processo elettorale di revoca della carica del membro sfiduciato avendo cura che il corpo elettorale chiamato ad esprimersi sia quello che precedentemente aveva eletto il membro in questione. I referendum revocatori sono sempre di carattere individuale.

Art. 42

Il Consiglio Nazionale può invitare alle sue sessioni in veste di osservatori, singoli membri aderenti che hanno diritto alla parola ma non di voto.

Art. 43

Il Consiglio Nazionale si riunisce di norma ogni trenta giorni. Tiene i verbali delle sue sedute.

Art. 44

Il Consiglio Nazionale è tenuto, attraverso apposita Circolare telematica interna, ad informare tempestivamente membri aderenti  e Gruppi Base delle decisioni prese.

Art. 45

Il Consiglio Nazionale convoca l’Assemblea Nazionale, ne propone l’ordine del giorno, ed ha facoltà di convocarne una straordinaria. Il tutto nei termini come esposti dall’Art.26.

Art. 46

Il Consiglio Nazionale, allo scopo di ottenere la massima efficienza, elegge una segreteria organizzativa ed un Comitato di redazione del sito web

Art. 47

I Coordinatori Nazionali, i Portavoce e il Tesoriere Nazionale sono eletti dall’Assemblea Nazionale.
I Coordinatori Nazionali raccordano l’attività nazionale con  quelle locali, tengono stabili contatti con i Gruppi Base.
I Portavoce curano le relazioni con le altre forze politiche e coi mezzi di comunicazione.
Il Tesoriere è responsabile della gestione economica del Movimento, verificando la riscossione delle quote e delle altre eventuali entrate, nonché al pagamento delle spese e delle obbligazioni contratte. Egli cura la tenuta del libro di cassa e di tutti i documenti che specificamente riguardano il servizio affidatogli e ne fornisce regolare rapporto agli iscritti ed all'Assemblea Nazionale. In caso di dimissioni o sfiducia, è fatto obbligo al Consiglio Nazionale nominare un Coordinatore, un Portavoce o un Tesoriere provvisorio tra un’Assemblea Nazionale Elettiva e l’altra. Coordinatori, Portavoce  e Tesoriere rispondono dei loro atti all'Assemblea Nazionale ed al Consiglio Nazionale e possono essere revocati  mediante referendum. Per iniziare un processo di revoca del mandato per via referendaria è necessario il consenso del 30% dei membri aderenti.  Il Consiglio Nazionale agendo con azione collegiale organizzerà il processo elettorale di revoca della carica del soggetto sfiduciato avendo cura che il corpo elettorale chiamato ad esprimersi sia quello che precedentemente lo aveva eletto. I referendum revocatori sono sempre di carattere individuale. 

VIII.  I Gruppi Base

Art. 48

In ogni città o zona omogenea in cui ci siano almeno cinque membri aderenti si deve costituire Gruppo Base  di ORA. Ogni Gruppo Base verrà convalidato da opportuna procedura di verifica ed approvato dal Consiglio Nazionale.

Art. 49

Il Gruppo Base è l’istanza basilare di ORA. È un’unità di lavoro e di discussione che organizza l’attività pubblica regolare mettendo in pratica le decisioni dell’Assemblea Nazionale e le deliberazioni del Consiglio Nazionale.
All'interno del Gruppo Base avviene tutta l'attività politica intesa come partecipazione, analisi e discussione politica, confronto con le istituzioni locali. I Gruppi di Base sono legati al territorio o ad un ambito particolare ben definito ed in sintonia con i punti programmatici nazionali, agiscono in modo indipendente per quel che riguarda le forme di lavoro e le attività da svolgere. Il collegamento e la collaborazione tra Gruppi Base in senso orizzontale è desiderabile ed auspicabile.
Un Gruppo Base si strutturerà a autonomamente a livello organizzativo per espletare le seguenti funzioni:
      adatta la linea politica nazionale del movimento su scala locale.
      traduce in contesto locale i principi programmatici del movimento.
      garantisce l'accesso a tutti i membri aderenti e affiliati alle procedure di discussione e di voto durante l'Assemblea Nazionale.
      Determina i principi di formazione delle liste elettorali comunali.
      Determina relazioni ed le alleanze elettorali a livello comunale.
      Coordina attività con altri Gruppi Base.
      Supporta, verifica e controlla l'attività politica dei candidati eletti nelle amministrazioni comunali.
      In comuni e territori grandi potranno coesistere più gruppi di base che si dovranno semplicemente coordinare tra di loro.

Art. 50

Il Gruppo Base è sovrano nel decidere le modalità con cui applicare le decisioni dell’Assemblea Nazionale e del Consiglio Nazionale.

Art. 51

Il Gruppo Base elegge un proprio coordinatore/portavoce ed è tenuto a svolgere con regolarità le proprie riunioni. In caso di realtà complesse e secondo le esigenze, il Gruppo Base può darsi una struttura più articolata eleggendo e definendo le funzioni di un organo esecutivo: il Consiglio Base.

Art. 52

Il Gruppo Base prima dell’Assemblea Nazionale è tenuto a svolgere la propria assemblea  plenaria dedicata alle questioni affrontate dall'ordine del giorno previsto e attrezzare spazi e strumenti necessari per l'eventuale collegamento in videoconferenza.

Art. 53

Il Gruppo Base può adottare a maggioranza semplice proprie risoluzioni o deliberazioni in armonia con quelle degli organismi superiori.

Art. 54

Il Gruppo Base ha potere di sanzione, tranne l’espulsione.

Art. 55

Più Gruppi Base presenti nella stessa regione possono stabilire tra loro un rapporto di coordinamento su base regionale.

Art. 56

I Gruppi Base, se coordinatesi su scala regionale, possono eventualmente eleggere propri organismi territoriali di coordinamento al solo scopo di dare sistematicità e forza alle loro iniziative. Eventuali adesioni collettive da parte di soggetti strutturati presenti in contesti omologhi agiranno  in coordinamento come se fossero Gruppi Base del Movimento per conseguire gli obiettivi del Movimento.

Art. 57

I Gruppi Base rilasciano le tessere, ovvero decidono dell’ingresso di uno o più nuovi membri aderenti. Essi hanno la facoltà di respingere eventuali richieste di ingresso con voto segreto a maggioranza qualificata. Il tesserando respinto, può appellarsi al  Consiglio Nazionale  che, sentite le motivazioni del  Gruppo Base può deliberare in meritoEventuali conflitti tra Gruppo Base e Consiglio Nazionale sulle adesioni saranno risolte direttamente dall’Assemblea Nazionale.

IX.  Le sanzioni 

Art. 58

Il boicottaggio attivo delle decisioni del Movimento, o la violazione delle norme del presente Statuto e della Carta dei Valori, da parte di organismi del Movimento o di singoli tesserati, comportano delle sanzioni, che devono essere sempre fondate e circostanziate.

Art. 59

Queste sanzioni sono: il biasimo, la sospensione temporanea, la radiazione, l’espulsione.
Il biasimo è la stigmatizzazione dell’operato di un membro che abbia disatteso i suoi impegni o contravvenuto agli obblighi del presente Statuto o della Carta dei Valori. La sospensione toglie temporaneamente al membro aderente che abbia violato seriamente lo Statuto o abbia ostacolato nell’attività esterna le decisioni collettivamente adottate, diritti quali il voto deliberativo. La sospensione non può durare più di sei mesi. La radiazione è l’esclusione dal Movimento. L’espulsione è una misura che colpisce colui che abbia commesso violazioni estremamente gravi e non contempla la riammissione nei ranghi del Movimento.
La sanzione prevista per il comportamento scorretto di un membro simpatizzante consiste nella cancellazione del login alla piattaforma internet del movimento e quindi l'esclusione dalle consultazioni ed elaborazioni online del movimento.

Art. 60

L ’Assemblea Nazionale, il Consiglio Nazionale e i Gruppi Base hanno essi soli il potere di sanzione. Ogni membro aderente può fare richiesta di sanzione.

Art. 61

Ogni sanzione può essere appellata davanti al Consiglio Nazionale o all’Assemblea Nazionale, può altresì essere oggetto di una richiesta di investigazione da parte della Commissione di Garanzia. La richiesta di appello non annulla l’eseguibilità della sanzione, che può essere annullata o sospesa solo da una decisione formale dall’organismo immediatamente superiore a quello emanante.

X.  La Commissione garanzia 

Art. 62

L’Assemblea Nazionale elegge una Commissione di garanzia composta da almeno tre membri aderenti possibilmente di formazione giuridica.

Art. 63

C’è incompatibilità tra l’appartenenza al Consiglio Nazionale e alla Commissione di Garanzia.

Art. 64

La Commissione di Garanzia è garante del rispetto e dell’osservanza delle norme statutarie da parte di tutti i membri aderenti e simpatizzanti e di tutti gli organismi, Consiglio Nazionale compreso. Eletta dall’Assemblea Nazionale ordinaria in sessione Elettiva, rende conto della sua attività all’Assemblea successiva.

Art. 65

Ogni membro aderente può indirizzare alla Commissione di Garanzia denunce specifiche su eventuali casi di violazione dello Statuto.

Art. 66

In relazione ai casi che prende in esame, la Commissione si pronuncia sulla consistenza e la materialità dei fatti ascritti ad uno o più membri o ad un organismo politico.

Art. 67

La Commissione di Garanzia non è una giuria ma i suoi poteri istruttori e di investigazione sono illimitati ed ogni tesserato o organismo, è tenuto a recarsi alle sue eventuali convocazioni e ad assecondare le sue indagini.

Art. 68

La Commissione di Garanzia, svolge una requisitoria, non  ha poteri sanzionatori.

Art. 69

La Commissione di Garanzia sottopone le sue conclusioni, espresse in forma analitica e chiara, all’Assemblea Nazionale, al Consiglio nazionale e Gruppi Base per consentire loro di emettere un giudizio o una sanzione sulla base di un accertamento rigoroso dei fatti.

Art. 70

In nessun caso le conclusioni della Commissione di Garanzia sospendono l’esecuzione di una sanzione o rimettono in causa le decisioni adottate dagli organismi sanzionanti.

Art. 71

Nel caso le conclusioni della Commissione di Garanzia si opponessero a quelle di questi organismi, il contenzioso sarà risolto dall’Assemblea Nazionale sulla base dei due rapporti, uno della Commissione di Garanzia e l’altro dell’organismo sanzionante.

Art. 72

L’Assemblea può quindi, sentite la Commissione di Garanzia, l’organismo sanzionatorio ed eventualmente il sanzionato, modificare. sospendere o annullare, una sanzione eventualmente comminata.

Art. 73

La Commissione di Garanzia ha il diritto di partecipare alle sedute del Consiglio Nazionale con voto consultivo. 

XI.  La revisione dello Statuto 

Art. 74

Il presente Statuto può essere modificato soltanto da un’Assemblea Nazionale, con delibera a maggioranza qualificata ( 2/3 ), sia sugli aventi diritto al voto cioè i membri aderenti, sia sul risultato stesso del voto.

Art. 75

Gli eventuali regolamenti dell’Assemblea Nazionale e quelli interni degli organismi di cui è composto il Movimento debbono essere conformi allo Statuto.

Art. 76

Le proposte di modifica del presente Statuto possono essere presentate all’Assemblea Nazionale:
a) dal Consiglio Nazionale;
b) da almeno un quinto dei membri aderenti in regola con il pagamento delle quote.

XII.  Norme finali e transitorie

Art. 77

Il presente Statuto, come la Carta dei Valori allegata, entra in vigore all’atto della sua approvazione, con la maggioranza dei due terzi dei presenti, dal Congresso costitutivo.

Art. 78

Il nome del partito è ORA
La sede in….....................
Il movimento politico ORA  assume come proprio simbolo.....
ORA potrà costituire sedi di rappresentanza e organizzative in ogni comune o regione del territorio italiano.
Il Consiglio Nazionale è responsabile del simbolo e ne autorizza l’uso secondo il regolamento approvato.
La durata del movimento è illimitata.




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