domenica 18 gennaio 2015

ERRARE È UMANO, CHARLIE È DIABOLICO (e se mi è concesso: viva il Papa!) di Piemme

18 gennaio

Lo confesso, ho un'opinione positiva di Papa Francesco, anzitutto per le sue critiche frontali al neoliberismo, che spesso, per profondità e radicalità, fanno vergognare gran parte della sinistra. Dirò di più, mi convince l'opinione del filosofo Emanuele Severino, che ha dichiarato che questo Papa va al di là di un generico antiliberismo, che ha una visione anticapitalista.


Mentre era in viaggio per le Filippine un giornalista chiede a Papa Bergoglio:
«Santità, ieri mattina durante la messa ha parlato della libertà religiosa come diritto umano fondamentale. Ma, nel rispetto delle diverse religioni, fino a che punto si può andare nella libertà di espressione, che è anche quella un diritto umano fondamentale?»
Bergoglio ha fornito un'articolata risposta [1]:
Ma è stata l'affermazione finale quella che ha fatto scalpore, che ha infastidito il coro politicamente corretto "Siamo tutti Charlie":

«E vero che non si può reagire violentemente, ma se il dottor Gasbarri, che è un amico, dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno! Ma è normale! Non si può provocare. Non si può insultare la fede degli altri. Non si può prendere in giro la fede». [QUI la registrazione]
Questa "sorprendente" presa di posizione ha fatto infuriare non solo gli islamofobi conclamati ma pure l'armata bipartisan destra-sinistra dei custodi dell'Occidente, anzitutto la fanteria tardo-illuminista. Ed ha fatto persistere nell'errore anche diversi nostri amici.


Avevo ad esempio segnalato (di striscio) il 12 gennaio scorso la sbandata del blog MAINSTREAM. Ieri il blog torna sull'argomento con un intervento di Fabrizio Tringali il cui titolo è tutto un programma: Il papa hooligan. Ecco quanto ad esempio scrive Tringali riferendosi all'affermazione di Bergoglio di cui sopra:
«Questa affermazione, che contiene un'incredibile contraddizione (non si può reagire violentemente, ma è normale dare un pugno a chi provoca), giustifica ogni tipo di violenza contro chiunque si consideri reo di "provocazione". (...) Qualcuno spieghi a Papa Hooligan che in un paese civile si possono compiere atti che qualcuno può considerare provocatori, come prendere in giro le religioni. Ma non si può mai reagire violentemente alle provocazioni. Semmai, se lo si ritiene opportuno, ci si può rivolgere alle istituzioni di giustizia, perché in un paese civile le controversie, anche quelle relative alle presunte offese, non si risolvono con la violenza, ma nei luoghi preposti, come le aule dei tribunali».
Qui Tringali vorrebbe farci ingoiare due rospi in un boccone solo. Passi la perorazione di un pacifismo fondamentalista quanto imbelle e metafisico —il Nostro fa la parte di quello che è più cristiano del Papa: non si dovrebbero mai sferrare cazzotti ma porgere sempre l'altra guancia. 
Non possiamo invece ingoiare il secondo rospo: "In un paese civile le controversie si risolvono nelle istituzioni di giustizia". Siamo basiti. Ma in quale lontana galassia vive Tringali? Di quale "giustizia" parla? Di quale paese civile parla? Di quale civiltà ciancia? Che dobbiamo ricordargli su quanti fiumi di sangue galleggia la sua amata "civiltà occidentale"? Ci limitiamo a fargli presente che nei tribunali (e lo sanno anche i giudici) non si applica la "giustizia", bensì le leggi promulgate dagli Stati. Non sono forse questi Stati al servizio anzitutto delle classi dominanti? Non sono forse le leggi pensate e promulgate a favore dei potenti?

Scivolato sul piano inclinato del moralistico imperativo categorico kantiano al Nostro gli scappa un'affermazione gravissima:
«Per sua Fortuna Papa Hooligan non è francese. Di fronte ad una tale difesa della violenza contro le provocazioni, chissà cosa gli avrebbero fatto, nel paese dove si arresta un comico (provocatore) per apologia di terrorismo».
Se è di una gravità estrema sorvolare bellamente sull'arresto in stile fascista del comico francese Dieudonné —è questa Tringali la "giustizia" a cui ti riferisci? E' forse "civile" un paese in cui si arresta un comico per avere espresso un'opinione? Forse che ammanettare ingiustamente un uomo è più civile di dargli un cazzotto?—, è come minimo inquietante alludere pelosamente al fatto che in Francia il Papa potrebbe finire anche lui in galera come Dieudonné. 

Se prima eravamo basiti ora siamo sconcertati!

NOTE

[1] «Grazie della domanda, intelligente. Credo che tutti e due siano diritti umani fondamentali, la libertà religiosa e la libertà di espressione. Non si può nascondere una verità: ognuno ha il diritto di praticare la propria religione senza offendere, liberamente, e così dobbiamo fare tutti. Non si può offendere o fare la guerra o uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio.A noi quello che succede adesso ci stupisce, no?, ma pensiamo alla nostra storia: quante guerre di religione abbiamo avuto! Lei pensi alla notte di San Bartolomeo. Anche noi siamo stati peccatori su questo. Ma non si può uccidere in nome di Dio. È una aberrazione. Con libertà, senza offendere, ma senza imporre, senza uccidere…Parlava della libertà di espressione. Ognuno non solo ha la libertà, ha il diritto e anche l’obbligo di dire quello che pensa per aiutare il bene comune. L’obbligo! Se un deputato, un senatore non dice quella che pensa sia la vera strada, non collabora al bene comune. Abbiamo l’obbligo di parlare apertamente. Avere questa libertà, ma senza offendere».
Tutta l'intervista sul Corriere della Sera del 15 gennaio]
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25 commenti:

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2015 17:38

    Certo che il Papa è anticapitalista, come d'altronde lo sono i Gesuiti che infatti nel loro percorso di studi devono leggere Marx.
    Hanno un loro modo di portare avanti le loro cause secondo il quale col nemico più forte non si può andare allo scontro lanciandosi a testa bassa ma giocando partite molto più complesse ed efficaci sul lungo periodo.
    I Gesuiti ragionano in termini di secoli, sono nati 500 anni fa, sono stati disciolti, processati, i loro beni confiscati ma una cinquantina di anni dopo erano di nuovo lì sulla breccia.
    Oggi hanno sconfitto l'Opus Dei e hanno un Papa che già dopo poche settimane di pontificato aveva radicalmente cambiato l'immagine logoratissima del cattolicesimo.
    Francesco, che è sudamericano, ma in generale i Gesuiti, apprezzano molto la Teologia della Liberazione secondo la quale non è tanto il Vangelo metafora della vita quanto il contrario ossia non è Gesù che "rappresenta" l'uomo nella sua vita di dolore ma è il nostro fratello povero e sofferente che è realmente il Cristo e essere cristiani significa appunto operare nel mondo a favore degli ultimi.

    In fondo il marxismo, e non scopro niente di nuovo, è molto vicino al cristianesimo solo che comincio a pensare che la sanno molto più lunga loro.
    E personalmente questo Papa così politico mi ha quasi convinto a rivedere il mio agnosticismo.

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2015 17:49

    È politicamente scorretto prendersela col buon Tringali. Che non ha ben inteso la bimillenaria saggezza.
    Ma tu, Piemme, hai capito?

  • Alberto scrive:
    18 gennaio 2015 18:31

    Sono anch'io amico del buon Fabrizio, ma proprio per questo non si devono lasciar passare le idiozie, che possono scappare a chiunque.

  • roberto grienti scrive:
    18 gennaio 2015 18:45

    gli intellettuali illuminati, (sic!), intellettuali che rivendicano la primazia dell'occidente e dell'europa, l'europa baldracca e decaduta, amica dei nazisti in ukraina, scordano che il cristo cacciò via in modo violento i mercanti dal tempio; o forse non lo scordano perchè non conoscono l'episodio del vangelo, ma conoscono a fondo tutto su l'islam, per cui si sentono autorizzati a sbeffeggiare un mondo di un miliardo e mezzo di persone.

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2015 18:54

    Carina la "fanteria tardo-illuminista"

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2015 18:56

    AP, io non ho capito, me lo vuoi spiegare tu?

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2015 19:09

    Ho l'impressione che qui il cattolicesimo stia tentando la sua ultima carta. E' stato sconfitto alla grande sul terreno della penetrazione sociale dalla Riforma, che vuole la vicinanza a Dio proporzionale al possesso di denaro e non c'è oggi (se non all'interno di nicchie) alcun cattolico che non ami il denaro. Morto il voto di povertà dei francescani, assistiamo al declino del potere temporale e quindi trascendente di Roma. Dopo la scomunica della teologia della liberazione, oggi forse si sono resi conto (tardivamente) che avere puntato su Marcinkus invece che su Romero è stato un errore fatale. Bergoglio funziona da toppa in tal senso. Il Sudamerica è un bacino troppo importante e tentano la riconquista tramite una improbabile credibilità dei messaggi. Purtroppo ha ormai stravinto l'etica protestante ed il tentativo del papa di scomunicare il neoliberismo (figlio legittimo di tale etica) dopo che Woityla ha dato la spallata letale al suo nemico naturale (ovvero quel comunismo dalla vetrine grigie dell'Est europa, nemiche del consumo) mi sembra un'operazione decisamente tardiva. Ci provi a convincere i cattolici che comprare l'ultimo iphone è peccato. Io mi limito a sorridere davanti a tanta ingenuità.

    Tonguessy

  • Brenno scrive:
    18 gennaio 2015 19:16

    Avveo letto il pezzo di Tringali su Mainstream..
    Davvero brutto, come giustamente segnala sollevazione.
    Più brutto ancora di quello di Badiale.
    Come dice Piemme non solo si abbraccia un "pacifismo metafisico", in nome del pensiero razionalista, illuminista e borghese, si tesse l'elogio del sistema politico occidentale e liberale.
    Badiale e Tringali che non perdono occasione per dire che non ha più senso parlare di destra e sinistra, sono invece dentro fino ai capelli all'ideologia di sinistra, non quella di un tempo però, proprio quella della sinistra neoliberale e neoliberista di oggi.
    Tutto questo al lordo del loro decrescitismo....

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    18 gennaio 2015 19:19

    Se non si capisce la differenza tra una vignetta ed una strage non si è a posto con la testa o si è in malafede ,di cosa stiamo parlando?

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2015 20:33

    Ci provo.
     Jorge Mario Bergoglio attuale sovrano dello Stato della Città del Vaticano, è avvezzo a lasciare tutte le porte aperte e può contare sulla sapienza bimillenaria della cristianità. Ciò comporta una notevole ricchezza di contenuti. Infatti Tringali ha interpretato in maniera differente rispetto a Piemme che forse ha visto contenuti diversi da quelli rilevati da me. Se leggi con attenzione potrai trovare ciò che a te parrà più in linea col tuo pensiero.
    Spero di essere stato chiaro.

    ps con l'occasione chiedo alla redazione di volere pubblicare l'errata corrige inviata poc'anzi per correttezza nei confronti di Piemme e Tringali

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2015 21:26

    Papa Francesco riscuote molti consensi per il suoi modi da uomo della gente,uomo comune e questa è una qualità che in generale la si trova tra i religiosi latinoamericani meno attentidi quelli Europei ai cerimoniali e alla sacralità dell'abito.Le parrocchie latinoamericane di solito sono comunità vive dove tutti cercano di aiutarsi a vicenda, lo spirito della comunità e quindi in un certo senso comunista è molto forte mentre in Italia purtroppo si stà sempre più perdendo questo aspetto ma ci si dedica prevalentemente alla liturgia e ad altri aspetti di approfondimento teologico per cui questo Papa proveniente dal Sud America che cerca di ribaltare questa situazione è giustamente percepito come un Papa al passo con i tempi, ma attenzione perchè questo Papa con il sinodo sulla famiglia per andare incontro al mondo laico ha seriamente rischiato di distruggere la Chiesa mettendo all'angolo la parte più sana di essa ovvero quella che vuole rimanere fedele ai vangeli e non vuole cercare compromessi e facili consensi,infatti la cosiddetta parte progressista è quella parte che per rimanere in auge ovvero mantenere gli attuali privilegi è disposta a dire quello che il mondo laico vuol sentirsi dire l'ala progressista èla parte più vicina al potere ed al capitalismo liberista mentre i cosiddetti conservatori sono quelli che non vogliono scendere a patti con la cultura dominante e se questo vuol dire Chiese sempre più vuote quindi sempre meno introiti a loro non importa a loro importa rimanere fedeli alla loro vocazione sarebbe un pò come se per tornare a far riempire le sezioni del partito comunista una parte di esso rinnegasse i propi valori fondanti e sposasse quelli capitalisti.La Chiesa ha un mandato affidatole dal fondatore "andate e predicate nel mio nome a tutte le genti" Gesù non ha detto andate e dite alle genti quello che a loro piace sentirsi dire,i primi cristiani vivevano mettendo tutto in comune e si riunivano nelle catacombe e anzichè dire all'imperatore quello che lui voleva sentirsi dire preferivano morire in modi orribili uno dei tanti era farsi mangiare dai leoni nel colosseo, ed allora cos'erano degli scemi? tantovaleva che si adeguassero agli usi e costumi dell'impero. Nel 2015 ci sarà il secondo round del sinodo sulla famiglia state tranquilli che i Vescovi modernisti "panciuti e crassi" torneranno alla carica con il tedesco Kasper in testa, per per cui va bene un Papa progressista nei modi che riavvicini la gente alla Chiesa ma su alcuni aspetti stia attento a non seguire le sirene moderniste a cui interessa solo perpetuare il loro potere temporale.

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2015 22:31

    Eh, e quali sono i contenuti rilevati da te?
    Il fatto di lasciare le porte aperte è pacifico, qui però si parla di cazzotti, parola mai pronunciata nella bimillenaria saggezza della cristianità e secondo me il Papa ha fatto una tipica mossa spiazzante da gesuita: ha mostrato empatia per le continue offese ricevute dai musulmani che ovviamente non sono tutti dei terroristi retrogradi; sapendo che i cristiani sono perseguitati in alcuni paesi islamici e non potendo ovviamente lanciare proclami le cui conseguenze sarebbero terribili per i suoi fedeli ha messo i musulmani davanti alla sua comprensione il che li obbligherà a ricambiare prima o poi; in maniera del tutto inedita ha tirato fuori le unghie pubblicamente arricchendo il cristianesimo di un carattere più deciso e non solamente bloccato su delle inconcludenti posizioni di compromesso.
    Ha "portato la spada", ha "fatto scandalo", proprio come dice il Vangelo e ha messo fedeli e laici di fronte alla necessità di fare una scelta di campo precisa dicendo in sostanza: "Il vostro relativismo razionalista nasconde l'intransigenza del potere; la vostra presunta libertà di espressione non è altro che il metodo con cui volete distruggere qualsiasi pensiero che esuli da quello ordo liberista. Io difendo la mia fede e difendo chiunque sia portatore di un pensiero diverso".

    Diciamo che c'ha due palle così.

    Non ho capito però come la vedi tu...

  • Anonimo scrive:
    18 gennaio 2015 22:42

    Fantastico, già vedo Videla che dopo le fatiche nella vigna del signore torna nella casa del padre e da lassù ci vede e ci benedice.
    Vedo che l'operazione condor dopo 30 anni da ancora grandi risultati.

    Qui è d'obbligo una preghiera.

    Salve, Regina, Madre di misericordia;
    vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
    A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva;
    a Te sospiriamo, gementi e piangenti
    in questa valle di lacrime.
    Orsù dunque, avvocata nostra,
    rivolgi a noi gli occhi
    tuoi misericordiosi.
    E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
    il frutto benedetto del Tuo seno.
    O clemente, o pia,
    o dolce Vergine Maria!

    Riccardo.

  • Anonimo scrive:
    19 gennaio 2015 01:01

    Tonguessy, e qui o è ingenuo lui o sei ingenuo tu...

  • Anonimo scrive:
    19 gennaio 2015 07:04

    Il papa sarebbe anticapitalista?Forse è per questo che ha scelto Parolin come segretario di stato, quello stesso Parolin che è da anni «il miglior interlocutore che Washington abbia in Vaticano», nonché «un buon contatto per la nostra ambasciata», così in un articolo de l'Espresso che riprende wikileaks.

    http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/09/12/news/parolin-un-uomo-degli-usa-1.58878

    Riccardo.

  • Anonimo scrive:
    19 gennaio 2015 09:29

    Come la vedo non è molto importante ma se t'interessa...
    Prendere atto dei dati. Che sono (semplificando) :
    Se qualcuno offende la SUA mamma, LUI gli dà un pugno.
    Ciò gli ha permesso di restare fuori dalla camera della morte del razzismo e del terrorismo chiusa a Parigi la domenica.

    AP

  • Anonimo scrive:
    19 gennaio 2015 10:39

    "vi mando come agnelli tra i lupi"
    ma..."chi si fa pecora..."

    Nella migliore delle ipotesi il crocifisso se non è istigazione a delinquere è aspirazione al martirio.

    però le parolacce e le vignette no...

    eppure in questa epoca decadente, tra la pecora e il lupo (o sopra di essi), un simbolo religioso che non castri o colpevolizzi ma inviti alla celebrazione ci sarebbe...

    http://en.wikipedia.org/wiki/Nataraja
    francesco

  • Anonimo scrive:
    19 gennaio 2015 14:28

    Vabbe' AP, ma non è che sia tutta questa complessità interpretativa...
    Ti sei presentato chiedendo con tono professorale a Piemme se aveva veramente capito, hai parlato di bieche censure nei tuoi confronti da parte di Soleevazione e insomma mi immaginavo chissà quale raffinatezze esegetiche.


  • Luca Tonelli scrive:
    19 gennaio 2015 14:53

    molto spesso metter da parte l'ipocrisia è di per sè atto degno di stima. io posso stimare anche i miei nemici... se non sono ipocriti.

    nel merito quanto detto da francesco è quello che penserebbe chiunque altro.

    poi sui perchè lo dica è un altro paio di maniche...ma sul merito davvero non si può non dargli ragione....a meno di volerci mettere sullo stesso piano dei politically correct boldriniani.

  • Anonimo scrive:
    19 gennaio 2015 15:23

    Per chiarire la posizione dei Gesuiti sull'economia.
    Qui una breve intervista di ottobre 2014 sul Corriere della Serav a Padre Gael Giraud che è un noto economista membro della Compagnia di Gesù. BVi si criticano il ruolo delle banche, della finanza, del neoliberismo, dell'austerità e si afferma che il debito pubblico non è il problema..

    http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=5434d25a7a454

    Qui un riassunto del suo libro "L'imposture economique" (si riferisce al neoliberismo e alla finanziarizzazione dell'economia; definisce la deregulation "il nuovo vitello d'oro" - per i diguini di religione significa che è un falso idolo). In italiano tradotto con l'improbabile titolo di "L'illusione finanziaria":

    http://confini.blog.rainews.it/2013/11/22/lillusione-finanziaria-un-testo-di-gael-giraud/

    Qui, del 1999, un'esposizione del pensiero gesuita riguardo al neoliberismo in America Latina

    http://www.ipsnet.it/chiapas/1999/260199un.html

    Ma il documento più importante è questo che potete scaricare in PDF fornendo l'email

    http://www.aggiornamentisociali.it/easyne2/LYT.aspx?Code=AGSO&IDLYT=769&ST=SQL&SQL=ID_Documento=8300

    Si tratta di una lettera scritta dai Provinciali latinoamericani della Compagnia di Gesù in cui si denunciano i disvalori del neoliberismo e i suoi effetti disumanizzanti

    http://www.aggiornamentisociali.it/easyne2/LYT.aspx?Code=AGSO&IDLYT=769&ST=SQL&SQL=ID_Documento=8300

    VI SI DICE fra l'altro:

    "..... gli enormi squilibri
    e sperequazioni che il neoliberismo produce: concentrazione del reddito,
    della ricchezza e della proprietà della terra; moltiplicazione di masse urbane
    senza lavoro o che sopravvivono con impieghi instabili e poco produttivi;
    fallimento di migliaia di piccole e medie imprese; distruzione o spostamento
    forzato di popolazioni indigene e contadine; espansione del traffico di stupefacenti,
    alimentato da settori rurali i cui prodotti tradizionali non reggono
    alla concorrenza; perdita della sicurezza alimentare; aumento della criminalità,
    generata molte volte dalla fame; destabilizzazione delle economie nazionali,
    dovuta ai liberi flussi della speculazione internazionale; scompensi
    nelle comunità locali, causati da progetti di imprese multinazionali che non
    tengono conto degli abitanti.
    9. Di conseguenza, insieme a una moderata crescita economica, aumenta
    in quasi tutti i nostri Paesi il malessere sociale, che sfocia nella protesta urbana
    e negli scioperi. In alcuni luoghi, riprende forza la lotta armata, che
    non risolve nulla. Cresce insomma il rifiuto dell’orientamento generale
    dell’economia [ossia la pianificazione statale, nota mia] che, lungi dal migliorare il bene comune, rende più profonde
    le cause tradizionali dello scontento popolare: disuguaglianza, miseria e corruzione"





  • Anonimo scrive:
    19 gennaio 2015 16:54

    Scusate errata corrige: Il libro di Giraud si chiama "L'Illusion financière" mentre di "L'imposture économique" Giraud ha scritto solo l'introduzione (l'autore si chiama Steeve Keen).
    Il riassunto che ho postato si riferisce a "L'illusion financière".

  • Anonimo scrive:
    19 gennaio 2015 19:46

    Riguardando i miei commenti :
    non trovo niente a proposito di "complessità interpretativa ";
    neanche a proposito di" censure da parte di Sollevazione, bieche" o di altro genere.
    Davvero hai l'impressione che la domanda a Piemme avesse un tono professorale?

    AP

  • Carlo scrive:
    19 gennaio 2015 19:47

    Se in questo dibattito fosse assente solo la memoria storica non avrei niente da ridire, considerato che sicuramente molti commentatori sono giovani, figlia di questa società, contro la quale possiamo dire tutto, ma che da alcuni decenni si è levata in gran parte la cappa di imposizioni volute dalla chiesa. Ai privilegi però, a quanto mi risulta, i prelati non hanno mai rinunciato e nelle istituzioni sono tenuti in gran conto. Leggendo i vari commenti ho la sensazione che la sagrestia abbia chiuso da qualche minuto, dando via libera a coloro che avevano assistito al catechismo poco prima. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, al risorgimento, quando certi intellettuali volevano unire l'Italia nel nome del papa, oppure puntavano su Napoleone, oggi le cose non sono cambiate, quasi non ci fossero argomenti per pensare a uno stato completamente laico nel quale i despoti sono alieni.

  • Lorenzo scrive:
    20 gennaio 2015 05:15

    Ben detto Piemme. L'intervento di Tringali mette in luce cosa sia la sinistra oggi. Tutto il rispetto a chi rimane fedele alla sua base spirituale: che poi si tratti di marxismo o islamismo non fa gran differenza.

    Rispetterei perfino i cristianucci, ma non ne vedo uno interessato a munirsi di spada, scudo e andare in crociata.

  • Anonimo scrive:
    23 gennaio 2015 12:32

    Faccio un paio di provocazioni anch'io. Visto che Dio si è sentito offeso dalle vignette "sataniche" perchè non è intervenuto lui in prima persona come fece in Eigitto contro i pagani faraoni? O delle due l'una: o a Dio non interessava oppure semplicemente non esiste.

    Inoltre, cari amici, vorrei far notare a tutti un fatto, c'è stato un massacro di cristiani in oriente (i massacri dei cristiani avvenivano anche prima delle blasfeme vignette ma questo pare che agli intellettuali ai filosofi agli antiimperialisti con l'I-Pad polically correct dell'antipolitically correct sfugga) e qualcuno ha già scritto: "Ah visto se la sono andata a cercare...."
    Esistono in Italia (ma non solo) due personaggi particolarmente lugubri: Giuliano Ferrara e Mario Borghezio, che in questi ultmi dieci anni hanno detto cose nei confronti dei musulmani ben peggiori e ben calunniose delle vignette di un settimanale francese che fino al giorno prima della strage in italia era pressochè sconosciuto, ma poi guardacaso dopo la strage gli itagliani (con la G) si sono divisi in charlisti e anti-charlisti (Il buon Flaiano da lassù ride di voi!).
    Eppure nessun terrorista ha mai pensato di farla pagare a questi due signori (e prima che qualcuno capisca male, non lo sto di certo auspicando) e nessun anti-imperialista de noantri salvo rarissime eccezioni ha mai pensato di criticare aspramente questi signori. Ma forse a tutto ciò vi è una spiegazione, che è data dalle caratteristiche psico-fisiche dei soggetti. I vignettisti di Charlie erano tutti dei piccoli mingherlini con gli occhiali spessi a cui non avrebbe dato nessuno 2 lire, mentre Ferrara e Borghezio con un rutto farebbero volare fino a Kandahar sia gli jihadisti che gli antiimperialisti de noantri. Vigliaccheria! Pura vigliaccheria!
    Tutti a indignarsi al giornalino blasfemo e nessuno che va a dire due parole a i due panzoni. Perchè? Appunto per paura e vigliaccheria. E questi avrebbero reagito perchè sentiti offesi... ma per piacere. Non so se siano peggio sta gente o i fan occidentali di sta gente pronti a sentenziare sui vignettisti ma appena vedono una ronda padana se ne scappano a gambe levate (oppure ci si arruolano)

    William Wilson

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