ROMA, 25 APRILE, ASSEMBLEA DELLA CONFEDERAZIONE

giovedì 31 luglio 2014

IN RICORDO DI MASSIMO BONTEMPELLI di Nello De Bellis, Marino Badiale e Costanzo Preve

31 luglio. Tre anni fa, a Pisa, dopo breve malattia, si spegneva lo storico e filosofo Massimo Bontempelli (nella foto). Un ricordo di Nello De Bellis, seguito dal necrologio di Marino Badiale e dal giudizio di Costanzo Preve.

Pensatore di rara profondità ed originalità, aveva aggiornato i classici cui si deve l'immagine fondamentale del nostro Tempo (Hegel, Marx, Heidegger, etc.) per ricavarne il profilo inedito e sconvolgente della nostra epoca, caratterizzata (come per il collega Costanzo Preve con cui ebbe un polemico ma in ogni caso proficuo confronto) dall'avvento del Totalitarismo neoliberista, o capitalismo assoluto, ovvero l'hegeliano "regno animale dello Spirito" senza "coscienza infelice". 

Massimo partecipò attivamente alle prime riunioni di Chianciano da cui ebbe inizio, anche sulla scorta del suo insegnamento, il percorso seguito negli anni successivi, che portò alla costituzione di Rivoluzione democratica prima, di MPL e Sinistra No euro dopo.

Il vuoto che lascia sul piano della teoria, dell'analisi critica del presente inteso "come Storia", dell'opposizione lucida e coerente alla barbarie neoliberista, oltreché sul piano umano e affettivo, per quanti ebbero il privilegio di conoscerlo, è incolmabile.

L'unico modo di tener viva la sua memoria è divulgare la conoscenza del suo pensiero ed attenersi al suo fecondo, inesauribile insegnamento, che fu all'altezza, per chi lo abbia compreso, di Adorno, Croce e Gramsci.


Per Massimo Bontempelli (1946-2011) di Marino Badiale

Massimo Bontempelli è morto a Pisa lo scorso 31 luglio. Nato a Pisa nel 1946, Massimo si era laureato in Giurisprudenza all’Università di Pisa, nel 1968, con una tesi di Filosofia del Diritto, e dopo la laurea ha insegnato storia e filosofia in vari istituti superiori, e negli ultimi anni presso il Liceo Classico “Galilei” di Pisa. Aveva iniziato negli anni Settanta a pubblicare testi scolastici (manuali di storia e di storia della filosofia) di grande originalità e profondità, dedicandosi contemporaneamente allo studio di temi storici e filosofici, studio che si è tradotto nella produzione di numerose pubblicazioni. Pur non avendo quasi mai svolto attività politica diretta (le uniche eccezioni sono la sua militanza nel gruppo del PDUP-Manifesto negli anni Settanta, e il suo impegno in Alternativa, il laboratorio politico-culturale recentemente fondato da Giulietto Chiesa), l’elaborazione culturale e filosofica di Massimo ha sempre avuto una irrinunciabile dimensione etico-politica, perché per lui la filosofia non era una disciplina accademica soggetta ai vincoli tipici del mondo accademico, ma era, secondo il suo concetto, la riflessione razionale sul senso dell’esistenza umana, riflessione che non può escludere la dimensione politica in quanto parte costitutiva dell’esperienza umana nel mondo.

Per chi come me l’ha conosciuto e ne è stato profondamente influenzato, è difficile spiegare quanto profonda sia la perdita che la sua morte rappresenta. Forse le parole migliori, proprio perché prive di ogni enfasi, le ha trovate una giovane che è stata sua studentessa, e ha scritto, in una pagina facebook a lui dedicata, un breve ricordo:

“Il più eroico degli uomini che ho conosciuto era piuttosto basso, non sapeva guidare e aveva paura dei cani perché da piccolo era stato morso. Aveva una buffa risata, le maniche delle giacche troppo lunghe (o le braccia troppo corte) e sempre un libro in tasca. Sapeva di balsamo di tigre e caffè. Quando spiegava giocherellava con una bic. (…)
Per me è stato la mia rivoluzione. Buonanotte professore. Serena”

Di queste parole forse la più importante è “eroico”. Perché un mite docente (la “mitezza” di Massimo viene giustamente citata in un ricordo che gli ha dedicato l’Associazione Culturale Punto Rosso, con la quale aveva collaborato) di storia e filosofia di un liceo di provincia dovrebbe essere considerato “eroico”? Addirittura “il più eroico degli uomini che ho conosciuto”? Perché Massimo era un cercatore di verità, e in questa ricerca era sì mite, ma anche appassionato e intransigente. E se la verità filosofica, come s’è detto, ha una dimensione etico-politica, cercare la verità significa anche rifiutare i compromessi di basso livello e le tante piccole infamie che la politica, specie in questi anni di decadenza, porta con sé. Per questo Massimo è rimasto al di fuori delle tante consorterie politico-culturali che si spartiscono gli spazi accademici e mediatici. Per questo ha insegnato per tutta la vita in licei di provincia, lui che avrebbe potuto tranquillamente salire su molte cattedre più prestigiose. Per questo riusciva a pubblicare solo con piccole case editrici. Questa sua mite intransigenza è ciò che affascinava molti, specie giovani (per i quali l’incontro con lui poteva rappresentare una autentica “rivoluzione”, come nel ricordo sopra citato), ed è anche la ragione del fastidio, a volte dell’odio, che pure qualcuno gli ha riservato.

Chi lo ha conosciuto sa quali tesori di sapienza e conoscenza ci fossero dentro di lui, quante cose avesse ancora da insegnare. Il dolore per la sua perdita, per la perdita di tutto quello che poteva ancora darci, può essere reso meno aspro solo dall’impegno a fare il possibile per diffondere il suo pensiero, e, per cominciare, a raccogliere tutti i suoi testi, dispersi quasi sempre in riviste di scarsa diffusione o in pubblicazioni locali, per rendere possibile uno studio sistematico della sua opera.

LA FILOSOFIA DI MASSIMO BONTEMPELLI di Costanzo Preve


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FORUM EUROPEO: I PROTAGONISTI (3) La delegazione greca

31 luglio. NO, NON C'E' SOLO SYRIZA IN GRECIA.

Lo sconquasso dell'Unione europea, com'è noto, è iniziato dal suo anello più debole: la Grecia. Ed è proprio dalla crisi greca e dai piani della Troika che hanno distrutto questo paese che si deve partire per comprendere quel che i macellai euristi hanno in mente per  l'Italia o, al contrario, per immaginare un diverso futuro per il nostro Paese. 
Non c'è solo Syriza in Grecia. C'è una sinistra anti-euro che i media deliberatamente silenziano, allo scopo di far credere che l'idea di uscire dalla gabbia del'Unione sia portata avanti solo dagli energumeni di Alba Dorata.
Ad Assisi ascolteremo le ragioni di due movimenti anti-euro e antifascisti: quelle di PIANO B e di EPAM.





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martedì 29 luglio 2014

FORUM EUROPEO: IL PROGRAMMA E I PARTECIPANTI. Un evento straordinario

Siamo oramai alle porte del Forum europeo (Assisi 20-24 agosto 2014). Un’occasione straordinaria per conoscere, confrontarsi e organizzarsi in vista di un’alleanza che, oltre a dire no all’euro e al neoliberismo, si batta per la giustizia sociale, la fratellanza e la liberazione dei popoli.
Presentiamo il programma definitivo delle giornate de Forum.

Per informazioni, prenotazioni e adesioni:
forumeuropeo2014@virgilio.it – Telefono: 339.2071977


Mercoledì 20 agosto
L’UNIONEEUROPEA NELMONDOMULTIPOLARE

Tenda A ore 15:00
INAUGURAZIONE
DELFORUMEUROPEO e saluti ai presenti da parte degli organizzatori

Forum 1 (Tenda A) ore 15:30
LE VERE RAGIONI DEL CONFLITTO IN UCRAINA
Con:
Viktor Shapinov e Said Gafurov

Forum 2 (Tenda A) ore 17:30
TRAMONTO O ECLISSI DEGLI STATI-NAZIONE?
Con: Manolo Monereo e Nello De Bellis

Forum 3 (Tenda B) ore 17:30
DI RITORNO DAL DONBASS: REPORTAGE
con: Thomas Zmrzly

Tavola rotonda (tenda A) - ore 21:30
LA SINISTRA E IL TABU DELLA SOVRANITÀ NAZIONALE
Intervengono: Said Gafurov, Antonio Stacchiotti, Willi Langthaler, Manolo Monereo, Viktor Shapinov, Diego Fusaro (in video-collegamento)
Presiede: Rodolfo Monacelli


Giovedì 21 agosto

L’EURO: ANATOMIADIUNFALLIMENTO

Forum 4 (Tenda A) ore 10:15
COME LA TROIKA HA DISTRUTTO UN PAESE
Con: Antonis Ragkousis e Kostas Kostopoulos

Forum 5 (Tenda A) ore 15:30
SPAGNA: NELLO “STATO D’ECCEZIONE”
Con: Alberto Montero e Manolo Monereo

Forum 6 (Tenda A) ore 17:30
GERMANIA: QUALE EUROPA VUOLE LA MERKEL?
Con: Albert Reiterer e Willi Langthaler

Forum 7 (Tenda B) ore 17:30
UNGHERIA: IL CAPITALISMO AUTORITARIO DI VIKTOR ORBAN
Con: Mihaly Kholtay

Tavola rotonda (tenda A) - ore 21:30
IL CAPITALISMO E LA FUNZIONE DELLA MONETA
Intervengono: Sergio Cesaratto, Ernesto Screpanti, Moreno Pasquinelli, Antonis Ragkousis, Giacomo Bracci
Presiede: Shirin Chehayed



Venerdì 22 agosto

MERCATO SENZADEMOCRAZIA

Forum 8 (Tenda A) ore 10:15
USCIRE DALL’EURO PER UNA DIVERSA EUROPA
Con: Andrea Ricci e Alberto Montero

Forum 9 (Tenda A) ore 15:30
CHI DETIENE LA SOVRANITÀ NELL’UNIONE EUROPEA
Con: Luciano Barra Caracciolo e Manolo Monereo

Forum 10 (Tenda B) ore 15:30
DIFESA E SOVRANITÀ: USCIRE DALLO SPAZIO N.A.T.O.
Con: Javier Couso

Forum 11 (Tenda A) ore 17:30
COS’È E DOVE VA IL MOVIMENTO 5 STELLE
Con: Giovanni Favia e Norberto Fragiacomo

Forum 12 (Tenda B) ore 17:30
LA RESISTIBILE ASCESA DI MATTEO RENZI
Con: Leonardo Mazzei e Giorgio Cremaschi

Tavola rotonda (Tenda A) - ore 21:30
L’UNIONE EUROPEA È RIFORMABILE?
Intervengono: Beppe De Santis, Giorgio Cremaschi, Andrea Ricci, Roberta Fantozzi, Pablo Erlantz, Enrico Grazzini (in video-collegamento)
Presiede: Giuseppe Amini

Proiezione documentario (Tenda C)
IL PIÙ GRANDE SUCCESSO DELL’EURO
A Cura di 101 Dalmata e Associazione LIRE di Genova




Sabato 23 agosto
OLTREL’EURO L’ALTERNATIVAC’È

Forum 13 (Tenda A) ore 10:15
UNA CAMPAGNA CONTRO IL FISCAL COMPACT
Con: Franco Russo e Leonardo Mazzei

Forum 14 (Tenda A) ore 15:30
COSÌ POSSIAMO USCIRE DALL’EURO
Con: Nino Galloni e Toni Manigrasso


Forum 15 (Tenda A) ore 15:30
COS’È E COSA IMPLICA IL TRATTATO DI LIBERO COMMERCIO (Ttip)
Con: Monica Di Sisto

Forum 16 (Tenda A) ore 17:30
COSA PROPONE LA MMT
Con: Daniele Della Bona e Riccardo Tomassetti 


Forum 17 (Tenda b) ore 17:30
COME L'INTEGRAZIONE EUROPEA DISINTEGRA LO STATO SPAGNOLO
Con: Santiago Armesilla e Pablo Erlantz Jaen

Tavola rotonda (Tenda A) - ore 21:30
QUALI ALLEANZE PER LA LIBERAZIONE?
Intervengono: Fabio Frati, Alessandro Leoni, Marco Passarella, Franco Russo, Kostas Kostopoulos, Norberto Fragiacomo, Francisco La Manna, Emiliano Brancaccio (in video-collegamento)
Presiede: Luigi Nanni


Domenica 24 agosto


Tavola rotonda (Tenda A) - ore 10:15
MARX, KEYNES E IL FUTURO DEL CAPITALISMO
Intervengono: Marco Passarella, Ernesto Screpanti, Giacomo Bracci, Valerio Colombo, Nino Galloni.
Presiede: Moreno Pasquinelli

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VERTENZA ALITALIA: ECCO LA VERITÀ! di Cub Trasporti

29 luglio. Riceviamo e volentieri pubblichiamo. 

ARROGANTE CON I LAVORATORI E DEBOLE CON I “PATRIOTI” RENZI RICATTA LA CATEGORIA E MINACCIA IL FALLIMENTO: un armamentario di ridicole argomentazioni, usato per nascondere la volontà di COLPIRE I LAVORATORI ANCHE IN UN COMPARTO OVE LA CRISI NON ESISTE.

Azienda e Governo non vogliono proprio lasciarsi sfuggire l’occasione di licenziare, tagliare i salari e precarizzare ulteriormente l’occupazione anche nel comparto aereo-aeroportuale-indotto.

ALTRO CHE PIANO DI DIFESA E DI TUTELA DEI LAVORATORI!

Alitalia è diventata il banco di prova in cui misurare la prepotenza di questo Governo nell’imporre, a “spese” della categoria e dei salari-diritti-occupazione, ulteriori privatizzazioni e la svendita del nostro Paese agli speculatori “nostrani” e “stranieri”.

PATETICO IL BALLETTO DEI SINDACATI FIRMAIOLI

CislUilUgl e i sindacati di Piloti e AA.VV. firmano migliaia di esuberi e le esternalizzazioni mentre Cgil ed Usb, pur non sottoscrivendo l’Accordo Quadro, restano immobili ed in silenzio per non disturbarne l’applicazione (...la Cgil ha revocato lo sciopero e l’Usb lo ha mantenuto “segreto”).
Subito dopo però, in risposta alla pretesa padronale di fare cassa sulle spalle dei lavoratori, CgilCislUgl ed Usb, diventando “paladini della miseria” e sottoscrivono un pesante taglio salariale fino a dicembre 2014 nonchè un rinnovo del CCNL dal 2015 senza un euro di arretrati (...dopo tre anni e mezzo di mancato rinnovo del contratto!).
Tutto ciò mentre mentre la Uil e le Ass. di Piloti e AA.VV., pur non aderendo all’intesa della “miseria”, restano immobili, richiedendo una consultazione solo sui tagli salariali!.

REFERENDUM BOICOTTATO: UNA CHIARA RISPOSTA DALLA CATEGORIA


ù Ridicoli i commenti di CgilCislUgl ed Usb sull’esito di un referendum boicottato e respinto dall’intera
categoria (volo e terra)...un BOICOTTAGGIO totale come proposto e indicato nei comunicati distribuiti in categoria dalla Cub Trasporti, unica sigla a scioperare il 20 luglio 2014!.
CgilCislUgl, dopo aver ubbidito al diktat di Del Torchio-Colaninno (...che meraviglia vedere ai seggi i sindacalisti insieme ai rappresentanti della gestione del personale “spuntare” le liste degli aventi diritto al voto!), tentano di ribaltare l’esito delle votazioni e si inventano la scusa del referendum ”abrogativo”: UN ESPEDIENTE INUTILE E RISIBILE, in contraddizione con quanto cgilsisluil- confindustria hanno definito all’inizio dell’anno in materia di rappresentanza (...un’altra pagina oscura della storia del movimento sindacale italiano!).
L’Usb, invece, rifiuta l’esito della consultazione denunciandone la parzialità ma, pur di confermare la validità della firma apposta sull’intesa della “miseria”, indice le assemblee dei soli iscritti (sic!).

LA DEMOCRAZIA CALPESTATA

La vicenda del referendum Alitalia segue solo di pochi giorni quanto successo in Sea Handling, presso gli aeroporti di Linate e Malpensa: dopo che i lavoratori hanno bocciato tramite un referendum un accordo sottoscritto da CgilCisluilUgl e Usb (...tagli ai salari ed ai diritti a chi, verrà “traslocato” nella nuova società!), l’intesa è stata invece confermata da quelle stesse sigle che, a braccetto con l’azienda, hanno proceduto ad una fantomatica raccolta di firme per smentire l’esito delle stesse votazioni e la bocciatura referendaria dell’accordo!!!
Una vicenda squallida ed emblematica..Alitalia: prosegue il gioco delle parti aziendal-sindacali-istituzionali
ma a pagare sono i lavoratori: VERGOGNA!

PERCHE’ FIRMANO TUTTO? 

PERMESSI E DISTACCHI SINDACALI: PER LORO SONO UN VERO TESORO!
Licenziamenti, tagli salariali e normativi per i lavoratori, permessi per i sindacalisti compatibili. Mentre il lavoratore sgobba, la CASTA DEI PARASSITI se la gode... Mentre chi lavora sputa il sangue questi signori passeggiano... Mentre c’è chi fa turni impossibili, questi “rappresentanti”, che hanno concordato quei turni infami con l’azienda, si alzano dal letto quando gli va...
Qualsiasi sindacalista che osi contrastare l’azienda e i propri vertici sindacali viene rimesso subito in produzione..: ECCO PERCHE’ FIRMANO TUTTO !!!

NO AL SINDACATO DEI TAGLI E DELLA MISERIA: LA RAPINA IN CIFRE


A maggio 2015, un lavoratore al III livello, quando partirà l’erogazione della prima trance di aumento contrattuale di 50 Euro, sarà costretto a rinunciare a circa 6.800 euro lordi di arretrati maturati dal 2012 e dovrà accontentarsi di un misero aumento, ben al di sotto dei quasi 180 Euro mensili che gli indici governativi sull’inflazione avrebbero previsto. Un danno enorme a cui si aggiunge la beffa del “prelievo forzoso” sulle retribuzioni del 2014: per la prima volta invece di percepire gli arretrati del contratto dovremo pure versare un obolo.

ETIHAD ULTIMA SPIAGGIA? 
SI DRAMMATIZZA SOLO PER LICENZIARE E TAGLIARE I SALARI

La Cub Trasporti ha sempre sostenuto che per Alitalia, come per l’intero Trasporto Aereo, UN ALTRO PIANO ERA ED È POSSBILE: sarebbe necessario che l’investitore pubblico tornasse ad esercitare la propria funzione, tutelando un settore strategico, nonché l’occupazione, evitando invece di fare “terrorismo da operetta” e di porre dei ridicoli ed inutili ultimatum.
Peraltro è chiaro che non sarà colpa dei lavoratori se il passaggio nelle mani di Etihad fallirà: ci sono scaramucce tra gli azionisti, con l’annessa pretesa di nazionalizzazione i debiti da parte delle banche! Questo si denaro pubblico sperperato senza alcun ritorno sociale ed industriale ma a tutela di privatissimi interessi.
IL TRASPORTO AEREO NON È IN CRISI ED È UN INVESTIMENTO REDDITIZIO!
E’ però altrettanto legittimo che una categoria che opera in un comparto florido ed in espansione
(+10,3% traffico pax e +16,6% traffico merci nel periodo 2009-2013, nonchè +3,5% traffico pax e +5,1% traffico merci nei primi 6 mesi del 2014 su 2013) tenti di respingere “i sacrifici” richiesti, peraltro propedeutici alla svendita di un settore strategico per il nostro paese.

E’ SOLO SFRUTTAMENTO!!!

Alitalia non ha personale in esubero. A giugno 2014 Alitalia ha utilizzato circa 1300 precari, da anni in attesa di una stabilizzazione che non si è ancora concretizzata, pur di continuare a mantenere sotto ricatto un esercito di giovani e meno-giovani lavoratori senza diritti e sottopagati.
La Cub Trasporti a breve organizzerà in Alitalia e nell’intero Trasporto Aereo ulteriori iniziative contro la PRECARIETÀ, i licenziamenti ed i tagli salariali e normativi.
In Alitalia monitorerà l’applicazione dei recenti accordi, dando mandato ai propri avvocati di preparare le iniziative legali necessarie per recuperare l’indebito saccheggio salariale e per difendere il personale che verrà colpito da inaccettabili discriminazioni.

Passa dalla tua parte. Organizzati con la Cub Trasporti!
Fiumicino 29 luglio 2014

Cub Trasporti – via Cavour 101 tel 0648029250 fax 064828857 email: cub_trasporti@libero.it 3881118557 – 3939103997 – 3939054780 – 3381049862 - 3281913419

PASSA DALLA TUA PARTE...ORGANIZZATI CON LA CUB TRASPORTI

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lunedì 28 luglio 2014

LA FINTA TREGUA DEI BANDITI ISRAELIANI di Campo Antimperialista*

28 luglio. Le menzogne di Netanyahu. Svelate anche le falsità sui tre coloni rapiti ed uccisi a giugno
«Israele non si ferma. Il genocidio deve continuare. Dopo alcune ore di relativa tregua, durante le quali in realtà l’esercito sionista ha proseguito le sue attività militari all’interno della Striscia di Gaza, sono ripresi anche i bombardamenti. Intanto, con i 147 corpi recuperati solo ieri dalle macerie, il totale delle vittime palestinesi è salito a 1.058.

In realtà non si può parlare neppure di una vera e propria tregua. Quella di Israele è stata semmai una finta tregua, con il dichiarato intento di continuare a colpire la Resistenza (specie i tunnel), pretendendo al tempo stesso il cessate il fuoco da parte palestinese.

Insomma, per dirla con altre parole, questi farabutti non si accontentano di aver raso al suolo il campo di concentramento in cui hanno rinchiuso 1 milione e ottocentomila persone. Pretendono anche l’annichilimento totale dell’avversario, che dovrebbe solo subire senza reagire.

Ovviamente questa pretesa è stata respinta dalle organizzazioni della Resistenza. Hamas ha detto chiaramente che non può esservi tregua senza il ritiro dei carri armati israeliani dalla Striscia, senza che gli sfollati possano fare ritorno nelle loro case, senza che i mezzi di soccorso possano operare in sicurezza,

Come sempre, l’arroganza sionista non ha limiti. Così Netanyahu accusa addirittura Hamas di «violare persino il proprio cessate il fuoco», e la stampa occidentale riprende belante una simile affermazione. Il proprio di chi? Ma che razza di «cessate il fuoco» è, quello che pretenderebbe di continuare a lasciare il diritto di sparare solo agli aggressori?


La verità, come chiarisce Haaretz, è che il governo Netanyahu ha respinto sdegnosamente perfino la proposta di tregua americana, presentata da John Kerry. Il governo sionista, al gran completo, si è così permesso di sbattere la porta in faccia addirittura al grande protettore di sempre. In breve, Kerry è stato accusato di aver preso in considerazione alcune richieste di Hamas, come l’apertura dei valichi e l’afflusso dei beni nella Striscia. Questioni sulle quali il governo sionista non intende neppure discutere.

Ma c’è di più: ad aver indispettito Netanyahu ed i suoi c’è un altro aspetto. Mentre gli Usa vorrebbero coinvolgere nella trattativa la Turchia ed il Qatar, paesi considerati vicini ad Hamas, per Israele c’è una sola iniziativa valida, quella egiziana. Una ulteriore dimostrazione di quanto sia marcio il regime del Cairo, applaudito da tanti sinistrati occidentali per aver deposto l’islamico Morsi. Un regime che partecipa attivamente, sul lato sud, a rendere ancora più duro l’assedio del popolo di Gaza.

Ma se il mix di arroganza e menzogna non può stupire, dato che è da sempre lo standard abituale dei governi sionisti, c’è una questione ancora più importante. Qual è stato l’innesco propagandistico che ha portato all’ennesimo attacco a Gaza? Tutti ricorderanno che la crisi attuale è iniziata con la vicenda dei tre giovani israeliani, appartenenti a famiglie di coloni, rapiti ed uccisi nel mese di giugno.

Bene, ma chi li ha rapiti? Né Hamas, né altre organizzazioni della Resistenza hanno mai rivendicato quell’atto. Ed ora, citato dalla BBC, ecco che perfino il portavoce della polizia israeliana, Rosenfeld, ammette che «Hamas non è stata in nessun modo coinvolta» nel rapimento e nell’uccisione dei tre coloni.

Ovviamente il governo Netanyahu seppe fin da subito che Hamas era estranea, ma il pretesto era troppo comodo per lasciarlo cadere. E’ a partire da questa accusa menzognera ad Hamas che siamo arrivati alla strage attuale. E’ possibile che nessuno in occidente ne chieda conto al governo israeliano, libero di uccidere quanto di mentire come nessun altro al mondo?

Purtroppo su questo non possiamo farci troppe illusioni. L’offensiva sionista può essere fermata solo dalla capacità di resistenza del popolo palestinese. E questa volta la resistenza armata si sta dimostrando più efficace del passato. Secondo alcune stime, i soldati israeliani caduti sono già più di cento, altre centinaia i feriti. Israele ammette la perdita di 45 soldati, ma come si è visto in passato queste cifre vengono sempre tagliate ed addomesticate per tenere compatto il fronte interno.

Viva la Resistenza agli aggressori sionisti!»

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domenica 27 luglio 2014

FORUM EUROPEO: I PROTAGONISTI (2) La delegazione di Russia e Ucraina

27 luglio. NO, NON SOLO DI EURO SI DISCUTERÀ al FORUM.

In molti ci chiedono informazioni e dettagli riguardo al Forum Oltre l'euro, l'alternativa c'è. Ricordando ai lettori che debbono fare in fretta a prenotarsi dato che i posti per l'alloggio sono limitati, vi risegnaliamo la pagina dove potete ottenere tutte informazioni indispensabili.

La prima giornata del forum, mercoledì 20 agosto, ha per tema L'UNIONE EUROPEA NEL MONDO MULTIPOLARE. Protagonisti, tra gli altri, un  russo e un ucraino. Non due compagni qualsiasi.



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venerdì 25 luglio 2014

ЗА ПРЕДЕЛАМИ ЕВРО: ЕСТЬ АЛЬТЕРНАТИВА!

25 luglio. Del Forum europeo Oltre l'euro, l'alternativa c'è, si parla anche in Russia, per la precisione su La Pravda di oggi 25 luglio.


Pubblichiamo l’appello in lingua russa del Forum Europeo, che si svolgerà ad Assisi dal 20 al 24 agosto 2014,. Un Forum, che sarà, appunto, europeo, con la presenza di attivisti di molte parti d’Europa che si battono contro l’austerità e l’eurozona. Ma non solo. Parleremo, infatti, anche del conflitto che si sta svolgendo nel cuore dell’Europa, quello ucraino, che sta smascherando sempre di più e per chi lo voglia vedere la vera faccia dell’Unione Europea.

Ci vediamo tutti ad Assisi.
Per informazioni, prenotazioni e adesioni:
forumeuropeo2014@virgilio.it – Telefono: 339.2071977



ЗА ПРЕДЕЛАМИ ЕВРО: ЕСТЬ АЛЬТЕРНАТИВА!
Европейский форум. Ассизи, Италия, 20-24 августа 2014 года

Все, кто всерьез заботился о социальных правах и о будущем демократии, не говоря уже об интересах трудящихся, выступали против против создания Европейского Союза.
Порожденный неолиберальным Маастрихтским договором в 1992 году ЕС представляет собой пакт, заключенный крупнейшими капиталистами разных стран, с целью объединения усилий для восстановления их абсолютной власти в условиях империалистической эйфории, вызванной распадом стран реального социализма.
Несмотря на очевидные с самого начала структурные недостатки в Маастрихтской системе, ее лоббисты у власти не останавливались и создали единую валюту в 1999 году.
За спиной у народа и партии (как левого крыла, так и правого), и парламенты стали деловыми комитетами банковских и финансовых лобби, лишив государства даже их традиционного права чеканить монету.
Мало того, что государства отказались от своего валютного суверенитета, но они лишились и большой части своих политических и институциональных полномочий. И они сдали их не - как обещали - наднациональному и федеральному органу, избираемому гражданами, но олигархии технократов, лишенных любой демократической легитимности. Мечта о Европе народов превратилась в реформаторский кошмар.
Это фактическое доказательство тайного плана господствующего класса — создание Евросоюза, в котором суверенитет принадлежит не народу, а банкократам из глобализирующихся финансовых группировок, чей "европеизм" просто дымовая завеса, предназначенная для обмана граждан ради получения их согласия.
Евро и единый рынок вместо повышения благосостояния рабочих, ухудшили его; вместо снижения социального неравенства, углубили его; вместо смягчения разногласий между странами, увеличили их; и вместо того, чтобы оказать помощь бедным странам, разрушили их.
Финансовый кризис, разразившийся в США в 2008 году, вскоре превратился в кризис всей системы казино-капитализма, и это разрушило всю конструкцию европейства.
Все эмпирические данные демонстрируют ошибочность неолиберальных догм и неустойчивость единой валюты. Тем не менее, чтобы избежать их краха, техно-олигархи ведут преступную политику социальной расправы, приватизации, сокращения социального обеспечения (Пакт стабильности и роста, Европейский механизм стабильности и Налоговое согласие) вместо ослабления монетаристской удавки. Фиаско этой стратегии совершенно очевидно. Для стран, для которых евро выступает в качестве смирительной рубашки, необходимо (и неизбежно) избавиться от него.
Господствующие силы будут пытаться заблокировать всеми возможными способами восстановление народами и нациями их политического и валютного суверенитета.
Для народного самоуправления эта борьба - по своей природе - является демократической, но ее могут использовать, направляя в сторону защиты капитализма «свободной торговли» и/или авторитарных режимов, различные реакционные и националистические силы. И они должны быть остановлены. Вот почему демократические и революционные движения разных стран должны объединить свои силы и показать, что альтернатива существует, и эта альтернатива порождена народными движениями и способностью восстать против этой современной еврократической диктатуры.
В истории Европы вновь наступает решающий, поворотный момент.
Основной причиной проведения Европейского форума "За пределами евро: есть альтернатива!" является стремление сравнить различные идеи и опыт; сделать первые шаги на пути к союзу, который может построить общую платформу демократических сил, борющихся за социальную справедливость, братство и свободу народов.
Координационный совет / Комитет «Левые против евро».

Рим, Италия, 4 апреля 2014

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ALITALIA: FALLITO IL REFERENDUM-FARSA

25 luglio. Riceviamo e volentieri pubblichiamo il commento a caldo dei compagni della C.U.B. trasporti. CGIL, CISL, UGL (e USB) dopo aver sottoscritto il contratto aziendale-bidone per Alitalia hanno dovuto sottoporre a referendum il contratto.. e hanno preso una sonora legnata.


IL REFERENDUM-FARSA È FALLITO:

tanti i lavoratori che hanno boicottato la finta-consultazione (74,6%)
e moltissimi i NO (475 su 3555 votanti!) all’accordo truffa sui tagli salariali
firmato da cgilcislugl ed usb

Il diktat di Colaninno-Del Torchio è stato respinto dai dipendenti di Alitalia.

Non sono bastati gli ossequiosi-servigi di alcuni delegati di cgilcislugl e l’imbarazzante silenzio dell’usb a consentire il successo di una consultazione priva dei più elementari requisiti di trasparenza e legittimità sull’accordo beffa sui tagli salariali. Su 14.014 aventi diritto hanno votato solo 3555 lavoratori (SI – 3022, No – 475, 58 nulle/bianche).

I dipendenti AZ hanno deciso di non rendersi complici e di non sugellare con il voto (…peraltro solo sull’accordo integrativo e non su quello dei licenziamenti sottoscritto da cisluilugl e associazioni di piloti e assistenti di volo!) il gioco delle parti inscenato da quelle sigle che, sedute al tavolo del Governo Renzi-Poletti-Lupi, stanno avallando la svendita della ex-Compagnia di Bandiera, i licenziamenti ed il saccheggio dei salari.

La privatizzazione di Alitalia ed il Piano Fenice sono falliti non certo per colpa di esuberi che non esistono nella ex-Compagnia di Bandiera (…oltre 1300 sono i precari stabilmente utilizzati da AZ ed in attesa di una stabilizzazione che viene ingiustamente rinviata anno-dopo-anno) o a causa di un costo del lavoro assai più basso dei principali competitor europei!

Al contrario il problema di Alitalia è un management assolutamente inadeguato (…con cui le solite sigle sindacali continuano a trattare in nome di un rilancio che non decolla da anni!), nonché una politica aziendale fallimentare e affetta da nanismo industriale.

E’ questa la verità che non può essere nascosta ai dipendenti che sanno bene che il Trasporto Aereo italiano costituisce un vero affare, in grado di assicurare lauti profitti a chi vuole speculare nel settore: una categoria consapevole di quanto sia odiosa ed inaccettabile la pretesa di scaricare sulle spalle dei lavoratori IL PREZZO DI UNA CRISI CHE NON ESISTE!

LA VICENDA DEL REFERENDUM ALITALIA RAPPRESENTA UN’ALTRA PAGINA NERA PER LA DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO. Mai fino ad oggi (..a parte in Sea Handling nella attuale vicenda del fallimento-pilotato!) non si era vista l’azienda, in accordo con i rappresentanti dei sindacati firmaioli (…che spettacolo vederli seduti insieme ai seggi a spuntare le liste dei votanti!), imporre il voto ai dipendenti fissi e precari (sic!), chiamandoli uno-ad-uno a sugellare un’intesa che non poteva proprio essere digerita dalla categoria.

Azienda e rappresentanti sindacali hanno fallito ancora una volta:
non è bastato il ricatto per i fissi di essere licenziati e per i precari di non essere più richiamati.

Il Governo Renzi-Poletti-Lupi, archiviando l’ipotesi di imporre l’applicazione di accordi bocciati dalla categoria e smettendo di ricattare i lavoratori con il fallimento di una società che può e deve essere rilanciata, è urgente che riapra il confronto, stavolta senza escludere la Cub, per pianificare, nell’interesse della categoria e dei cittadini, la tutela di un asset strategico per il nostro paese.

I lavoratori, invece, è ora che decidano di investire sul loro futuro e di abbandonare i sindacati firmaioli, dando forza alla Cub Trasporti, unico sindacato in grado, senza raggiri, di tutelare la categoria, minacciata da un attacco senza precedenti.


Roma, 25.07.2014 - CUB Trasporti

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mercoledì 23 luglio 2014

E SE RENZI ANDASSE A SBATTERE? di Piemme

23 luglio. Renzi si sta forse impiccando con la sua stessa corda. Questa corda è simboleggiata dalla fretta con cui vuole scassare la Costituzione eliminando il Senato per farne, cesaristicamente, un organismo fantoccio. 

Poi vuole che sia approvata la nuova legge elettorale Italicum, che abbiamo definito peggiore della Legge Acerbo del novembre 1923 e che nell'aprile successivo consentì al Listone Mussolini una schiacciante vittoria. "Migliore" quella fascista perché: ove nessuna forza avesse superato il 25% nessuno avrebbe conquistato il premio di maggioranza i seggi sarebbero stati ripartiti proporzionalmente fra tutti; perché ammetteva il voto di preferenza; perché non c'erano sbarramenti espliciti; infine perché c'era un collegio unico nazionale e quindi un voto valeva un voto in qualsiasi zona del Paese.

Andando al succo: se il disegno concepito da Renzi e Berlusconi dovesse realizzarsi piomberemmo in una Repubblica segnata (1) dallo strapotere dell'Esecutivo e dove il legislativo sarebbe ostaggio del governo e (2) dal silenziamento delle forze d'opposizione, tanto più se davvero antagoniste.

Con lo sfrontato appoggio del golpista Napolitano l'Esecutivo Renzi vuole far approvare il Ddl costituzionale di riforma del Senato e del Titolo V entro l'8 agosto. Problema: ci sono la bellezza di 7.850 emendamenti. Per cui è stato imposto al Senato che da lunedì prossimo le sedute si terranno dalle ore 9 alle 24, compresi sabato e domenica. 

La sfrontatezza di questo atto d'imperio la dice lunga su quel che rischia Renzi. Stefano Folli su Il Sole 24 Ore dichiara giustamente che ove l'ostruzionismo delle opposizioni riuscisse a bloccare il suo schiacciasassi, Renzi subirebbe "una sconfitta memorabile".

Renzi lo sa, per questo minaccia di "mandare tutti a casa" ricorrendo al voto anticipato con liste confezionate, ciò malgrado si voti con la legge elettorale venuta fuori dalla sentenza della Corte costituzionale ("Consultellum") che rischia di prolungare l'anarchia politica e istituzionale.

Come mai tanta sicumera? Perché mai lo spaccone fiorentino è tanto sicuro di spuntarla? "Perché i tacchini non amano il Natale", si afferma. Dove i tacchini sono la grande maggioranza degli attuali parlamentari i quali, sapendo che non saranno rieletti, alla fine, pur di difendere i loro privilegi, non faranno morire in anticipo la Legislatura.

Quest'elemento c'è, ma non è detto che risulti quello principale. Se si considera la dimensione dell'offensiva Renziana vien fuori che lo scontro politico è davvero dirimente e difficilmente componibile. Quest'offensiva è anzitutto interna al Partito democratico: Renzi vuole il controllo pieno del partito sbarazzandosi finalmente dei suoi avversari. L'offensiva è poi rivolta verso le Camere, che non gli sono obbedienti e per questo vuole un repulisti. La terza posta in palio dell'offensiva è il più profondo mutamento in senso autoritario dell'ordinamento istituzionale dalla nascita della repubblica. 


I sondaggi dicono a Renzi che la sua popolarità è alta. Una popolarità fragile, che potrebbe scendere in picchiata a causa della disastrosa situazione economica. Con un Pil oscillante attorno allo zero e un debito pubblico cresciuto di 100 miliardi nei primi cinque mesi dell'anno, con i conti sballati, la "manovra" lacrime e sangue da 25 e passa miliardi diventa inevitabile. Paralisi istituzionale più palude economica potrebbero quindi spingere Renzi a portare il Paese alle urne prima che la "luna di miele" con gli italiani evapori.... 
A novembre si vota per il rinnovo del Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna.

In Italia non si sa mai, certi inciuci potrebbero partorire accordi anche all'ultimo secondo. Come andrà a finire lo vedremo la sera dell'8 agosto.

La situazione si fa, o meglio resta, interessante.

Aveva visto giusto Leonardo Mazzei quando, il 30 maggio scorso, subito dopo le elezioni europee, di contro a certi impressionisti che vaticinavano del prossimo "ventennio renziano", parlava invece di "Resistibile ascesa di Matteo Renzi".

Vero è che i tacchini non amano il Natale, ma... anche i tacchini s'incazzano, e potrebbero, messi davanti al rischio di lasciarci le penne, trascinare il loro carnefice in un olocausto collettivo.

Fosse così verrebbe da dire: Viva i tacchini! Viva la Casta che conduce Renzi all'autorottamazione.



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GAZA VIVRÀ! Manifestazione a Perugia

23 luglio. Riceviamo e pubblichiamo da Marcia della Dignità

Perugia non ha mai fatto mancare la sua solidarietà alla causa palestinese, soprattutto quando Israele sferra i suoi attacchi.
Saremo in tanti a manifestare la nostra indignazione contro il genocidio in atto a Gaza.

- Conferenza stampa dei promotori, giovedì 24 luglio h. 12:00, presso la Consulta degli Immigrati, via Imbriani 2, Perugia
- Corteo di solidarietà, sabato 26 luglio, h. 17:30, Piazza della Repubblica, Perugia

IL TESTO DELL'APPELLO

«Dopo 10 giorni di martellanti bombardamenti, nella notte tra il 17 e il 18 luglio, l’esercito israeliano, ancora una volta in aperta violazione del diritto internazionale, ha dato il via all’invasione della Striscia di Gaza.

E’ così che Gaza, un lager a cielo aperto visto l’assedio a cui è sottoposta dal 2006, è stata trasformata in un inferno.

Il numero dei morti palestinesi è salito a 500, oltre 3.000 i feriti, la maggior parte civili innocenti, tra cui bambini, donne e anziani inermi. Il numero delle vittime è destinato a crescere.

Occorre fermare questo massacro disumano.

Noi condanniamo con fermezza l’aggressione israeliana e, per obbligo morale, siamo solidali con le vittime palestinesi. Chiediamo a gran voce
- l'immediato cessate il fuoco;
- la fine dell'assedio di Gaza, e l'apertura dei valichi per portare viveri e medicinali alla popolazione martoriata;
- la liberazione dei prigionieri politici palestinesi;
- che il governo italiano e l'Unione europea si adoperino in prima persona affinché Israele cessi immediatamente l'aggressione;
- che la comunità internazionale fornisca immediatamente gli indispensabili aiuti umanitari per i cittadini di Gaza;
- il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione».

I promotori:

Cittadini umbri con la Palestina, Comunità palestinese di Perugia, Comunità araba di Perugia, comunità islamiche di Perugia e dell’Umbria. 

Per informazioni e adesioni:

Centro Islamico Culturale Perugia Umbria (C.I.C.P.U.) 338.6914575
Daniela Di Marco (Marcia della Dignità) 339.2071977

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lunedì 21 luglio 2014

C'È DEL MARCIO... SUI CIELI DELL'UCRAINA di Leonardo Mazzei

21 luglio. Intanto imperversa la campagna anti-russa

D’accordo, 298 morti sono tanti. Ma non c’è paragone tra il rilievo mediatico che questa notizia ha avuto ed il precedente silenzio sulla guerra civile in corso nell’Ucraina orientale. Eppure, nelle settimane scorse, lo stesso governo di Kiev si è più volte vantato di aver ucciso, in una sola giornata, anche 300 ribelli.

Ora, noi non possiamo sapere chi abbia davvero abbattuto l’aereo malese, ma alcune considerazioni di carattere generale vanno comunque fatte.
1. L’albero e la foresta. 
E’ davvero disonesto focalizzare tutta l’attenzione su questo pur gravissimo episodio, senza spendere una parola sulla repressione messa in atto dal governo di estrema destra, presieduto da Poroshenko. Un governo che non solo nega il diritto all’autodeterminazione delle popolazioni del Donbass, ma che ricorre senza problemi al bombardamento aereo sulle città ribelli. Zone in cui si combatte: si bombarda dal cielo e ci si difende con la contraerea. E’ davvero così strano che un aereo civile venga coinvolto in una situazione come questa? Non c’è forse una responsabilità delle compagnie aeree e della Iata (Organizzazione internazionale del trasporto aereo)?

2. Due ipotesi, ma di diversa gravità. 
Se veramente l’aereo è stato abbattuto da un razzo ci sono soltanto due ipotesi: o sono stati i combattenti della Repubblica popolare del Donetsk o sono state le forze armate di Kiev. Nel primo caso si tratterebbe di un errore – gli americani lo definirebbero un “effetto collaterale” delle loro mirabilissime e democraticissime imprese militari. Nel secondo di un attacco deliberato, una classica provocazione per addossare la colpa ai ribelli, alimentare la campagna anti-russa, favorire un intervento più diretto della Nato, inasprire le sanzioni contro Mosca. Ad ogni modo, se a fare fuoco sono stati i miliziani del Donbass, essi sarebbero responsabili di un tragico errore, non certo di una deliberata azione “terroristica” come invece ci si affanna a dimostrare nelle redazioni dei media occidentali. Ben più gravi, nel caso, le responsabilità di Kiev. E’ questa una possibilità da escludere? Prima di rispondere sì, fermiamoci a riflettere un attimo sulla natura criminale del governo ucraino. Prendiamo per esempio questa recente (10 luglio) dichiarazione di  Poroshenko: «Per ciascuna morte di un militare ucraino, i militanti filorussi pagheranno con decine o centinaia dei loro». Non vi fa venire in mente niente?
3. L’assurda via “giudiziaria” alla verità. Come in tutte le vicende umane è giusto che ci si preoccupi di accertare la verità, ma chi deve e chi può farlo? Su questo punto capita di leggere le cose più assurde. Ne è un esempio questo titolo del Corriere della Sera di oggi: «Ucraina, mitra puntati contro gli investigatori. Così sono sparite le prove sull’aereo». L’assurdità non sta solo nel fatto di voler far passare come neutrali “investigatori” i 28 osservatori dell’OSCE presenti in zona, non sta solo in un’accusa (la scomparsa delle prove) che certo non può essere dimostrata. Essa sta soprattutto nel ragionare come se ci si trovasse sul luogo di un ordinario delitto, dove ad un certo punto arrivano gli inquirenti a disporre un “fermi tutti, che arrivano quelli del Ris”. Nossignori, non funziona così. Qui siamo in un contesto di guerra – quella guerra che i media occidentali hanno occultato per settimane – e pretendere di applicarvi la via “giudiziaria” alla verità è soltanto ridicolo.

Forse la migliore rappresentazione di quale sia il problema, viene da Vagelis Karmiros che ha raccolto tutti i recenti percorsi di volo MH-17, come tracciato da FlightAware e mostra che, mentre tutti e dieci i percorsi più recenti passano tranquillamente a sud della regione di Donetsk, e attraversano la zona sopra il Mare di Azov, è stato solo il tragico volo di oggi che è passato dritto sopra Donetsk. 
4. La campagna anti-russa. 
In Russia non c’è più il comunismo. E per la verità neppure lo zar, che comunque giusto un secolo fa era un caro alleato delle “democrazie” occidentali. Ma la Russia è la Russia ed in qualche modo va odiata. Quando ne scrivono, i nostri pennivendoli sono del tutto speculari a certi “comunisti” da operetta che ancora confondono Putin con Lenin. Ma lasciamo perdere. Il fatto è che la campagna anti-russa che si è scatenata non promette niente di buono, e non ci sarebbe da sorprendersi se tra poco sbucherà fuori qualche fanatico alla Oriana Fallaci. Intanto vediamo all’opera i “giornalisti” embedded che rilanciano le veline della Cia e del Dipartimento di Stato americano. Prendiamo, sempre sulCorsera di oggi, il solito Guido Olimpio. Sotto il titolo: «Spie e generali, il “chi è” dei separatisti», Olimpio, individua cinque figure: il politico (Alexander Borodai), il generale (Igor Sergun), il tiratore (Igor Girkin), il becchino (Igor Bezler) e il cosacco (Nicolay Kozitsin). Niente da dire sul primo, che è il leader della Repubblica popolare del Donetsk. Molto da dire sul secondo, che è un russo e non propriamente uno qualsiasi, trattandosi del capo del GRU, il servizio segreto militare russo. In quanto alle figure del tiratore (un altro ufficiale del GRU), delbecchino e del cosacco, ognuno può giudicare quanta malafede ci sia in queste rappresentazioni di un’autentica resistenza popolare come quella che ha preso vita nell’Ucraina orientale. Ma su questo – agente poco coperto Guido Olimpio a parte – poco si trova sulla stampa occidentale, nulla su quella italiana.
5. Due pesi e due misure sulle vittime civili. 
Ora qualcuno protesterà, perché in fondo le vittime dell’aereo malese erano civili innocenti. Certo che lo erano. E qual era invece la colpa dei civili sterminati a Gaza? Eppure deve esserci, perché nessuno, nell’occidente che conta, ha condannato Israele. Solo oggi, almeno 70 civili palestinesi sono morti sotto il bombardamento sionista nel quartiere  di Shajaya, avvenuto non certo per un errore.
6. Il controllo sull’informazione. C’è un’altra leggenda in circolazione, quella secondo cui i media russi sono controllati da Putin (vero), mentre quelli occidentali sarebbero liberi per definizione (totalmente falso). E’ notizia di oggi che due giornalisti della Cnn e della Nbc, inviati in Medio Oriente, sono stati trasferiti per punizione per un identico motivo: l’aver detto su Twitter e Facebook quel che evidentemente non potevano dire in video. Significativo in particolare il twit di Diana Magnay (Cnn): «Gli israeliani sulla collina di Sderot esultano mentre le bombe piombano su Gaza, e minacciano di distruggere la nostra auto se dico una cosa sbagliata. Feccia». Non si può dire. Neppure fuori onda. Trasferita e sostituita con effetto immediato.
C’è una conclusione che può racchiudere il senso di queste considerazioni sui fatti di questi giorni? Sì, una c’è di sicuro, ed è che l’occidente - la sua politica, la sua cultura, la sua informazione - ci fa sempre più schifo. E dire schifo è probabilmente ancora troppo poco.

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