PROGRAMMA DELLA II. ASSEMBLEA-FORUM DELLA CLN

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1/2/3 SETTEMBRE - Grande Albergo Fortuna - Chianciano Terme

martedì 30 settembre 2014

SINISTRA-SINISTRATA di Enea Boria

30 settembre. Come forse i nostri lettori sapranno il Movimento Popolare di Liberazione, pur molto criticamente, ha aderito alla raccolta di firme dei quattro referendum contro l'austerità, tecnicamente per bocciare la legge attuativa del Fiscal compact.  La raccolta di firme non sta andando affatto bene. Segnaliamo un fatto "curioso": nel sito del Comitato promotore sono elencatele forze (poche) che hanno aderito ai 4 referendum. Tra queste forze anche la "Destra sociale" e "Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale". L'adesione del Coordinamento della sinistra contro l'euro, non è invece nell'elenco (malgrado questa censura sia stata fatta notare). I rottami post-fascisti non fanno problema, la sinistra no-euro invece sì.

Sta faccenda dei referendum sull'austerità, che in realtà tali non sono perché trattandosi di questioni di bilancio e recepimento di trattati internazionali ( vedasi art. 75 della Costituzione ) non si tratta di materia sottoponibili a referendum, ed infatti l'escamotage è fare i referendum su dei decreti attuativi andando ad abrogarne alcuni avverbi ( letteralmente, leggete bene i testi dei quesiti, ciò che si cerca di abrogare sono 4 avverbi in un decreto attuativo ), si sta trasformando nell'ennesimo catartico rito collettivo da sinistra-sinistrata.

Ed il catartico rito collettivo da sinistra-sinistrata, col quale non si risolve un cazzo ma dopo ci si sente tanto buoni e bravi, ormai non passa neanche più attraverso il portare 2.000.000 di persona in piazza ( oggi il popolo risponderebbe "machivvesenkula?" a dir tanto quei partiti e la stessa Cgil si son così sputtanate che potrebbero portare in piazza al massimo 3 o 4 squadre di briscola chiamata ) ma attraverso fare qualche conferenza stampa con Landini e Rodotà issati sopra un palco.

E dietro tutta la corte dei miracoli: nani, barelline, lustrini e paillettes, ricchi premi e cotillons, Stefani Fassine che un anno votano il pareggio di bilancio in costituzione per la maggior gloria del partito e l'anno dopo si rifanno una verginità politica promuovendo un referendum che corregge tre avverbi nelle puttanate che lui stesso ha votato in parlamento e promosso da responsabile economico del PD di Bersani, Pippo penultimatum Ciuati, ciechi,cani da ciechi, cani da ciechi ciechi a loro volta, sordi, orfani, puttane, la banda dei pompieri di Viggiù, suore, freaks da circo ed altri variegati episodi di umanità reietta.

Insomma, uno scenario agghiacciante.

Però siccome una battaglia politica, una volta avviata, vive in parte di vita propria negli spazi che si ritaglia, eventualmente anche al di la delle intenzioni ruffiane dell'umanità reietta che la promuove, questo referendum potrebbe anche essere uno strumento attraverso il quale coagulare un po' di partecipazione civile.
Persone sulla cui coscienza lavorare per far passare qualche concetto VERO su ciò che sta accadendo, e quindi convincere anche un po' di persone in buona fede tra le tante disperate che parteciperanno per trovare un perchè a ciò che stanno patendo, che qua per ben altro occorre combattere che cambiare 4 avverbi in un decreto attuativo.
E' una occasione per far passare concetti veri.
E siccome, perso per perso, il disastro economico non cambia, agire politicamente significa agire li dentro per parlare con le persone e in questo modo agire su coscienze e consapevolezze.
Per adesioni e informazioni: info@sinistracontroeuro.it


Perciò, nonostante i conati di vomito, io una firma ci andrò a metterla.

Tuttavia in questo momento domando una cosa.
A quelli che mi troverò davanti ai banchetti delle firme io vorrei dire:
"io una firma ve la metto, ma avete voi una idea di come funzioni la bilancia dei pagamenti, di cosa sia la condizione di Marshall-Lerner-Robinson, cosa siano le elasticità di prezzo di importazioni ed esportazioni?
Avete un'idea del fatto che quei sepolcri imbiacati dei promotori, se anche potessero di colpo sforare fino al 5-6% il rapporto deficit/Pil, otterrebbero in questo modo soltanto di far aumentare le importazioni dalla Germania e peggiorare l'esposizione debitoria italiana verso l'estero come è già successo in Spagna negli ultimi 2 anni e proprio nello stesso modo?
Avete capito che l'unica possibilità con la spesa a deficit che un governo avrebbe senza contestare la moneta, sarebbe utilizzare il deficit per fare subito politiche di sostituzione delle importazioni e quindi rinazionalizzare in fretta e furia un tot di asset strategici e pompare assunzioni pubbliche a strafottere ricreando impresa di stato nel campo energetico ed in quei settori nei quali dipendiamo dall'estero ( cioè ad esempio spendendo a credito sarebbe necessario nazionalizzare Fiat e fare al volo un paio di modelli nuovi di utilitarie non spazzatura che poi vendano ), e/o produrre più energia con una nuova Eni di nuovo sotto controllo pienamente pubblico, ma che questo governo non è ha né le capacità ne l'intenzione?
Vi rendete quindi conto che chiedere la possibilità di sforare i vincoli di bilancio senza contestare l'€ è un cinico, spregevole calcolo di pd-sel-cgil per prendere un anno, un anno e mezzo di tempo, per non dover svendere lo stato e pagarne il prezzo elettorale coprendo il buco col deficit, nella speranza che nel frattempo i fasci francesi del Front National gli tolgano le castagne dal fuoco prendendo il posto di Hollande e facendo esplodere l'eurozona dalla Francia?
Vi rendere conto dell'infinito cinismo che anima questi mediocri buoni a nulla ma pronti a tutto, che accusano di fascismo chiunque critichi la UE ma che in realtà sono i primi a fare un'ignobile scommessa sugli sciovinisti francesi per non dover pagare in Italia il prezzo della loro ignavia?
Vi rendete conto di quanto tutto ciò sia ignobile?
Comunque credo che questo sia necessario spiegarlo alla gente, anche se non ve ne rendete conto, e per averne l'opportunità bisogna che le firme si trovino, così poi ci saranno le assemblee pubbliche nella campagna referendaria nelle quali potrò andare a spiegarlo.
Pigliatevi 'sta firma, tiè".

Secondo voi, quando farò questo discorsetto ai burocratelli ai banchetti, escluso che mi menino perchè sono nnerto e ho le spalle larghe, secondo voi uscirà loro sangue dal naso, o semplicemente non capiranno un cazzo di quel che gli dirò?
E nel caso in cui sia plausibile che gli esca il sangue dal naso per vergogna da malafede sgamata, per provocare questa epistassi nasale è meglio che vada a cercarmi un banchetto del pd, di sel o della cgil?
Io, veramente, non riesco a scegliere.

Però accetto suggerimenti..
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10 commenti:

  • Anonimo scrive:
    30 settembre 2014 11:22

    IO sono convinto che sia un referendum inutile: i referendum non risolvono alcun problema in economia a meno che non riguardino la moneta.. Comunque firma più, firma meno ....
    La soluzione del problema sta nel ritorno alla sovranità monetaria, magari con una "moneta parallela". Lo so: sono problemi che possono dare esiti imprevedibili, ma piuttosto di crepare nelle sabbie mobili ....

  • AP scrive:
    30 settembre 2014 15:34

    "infatti l'escamotage è fare i referendum su dei decreti attuativi andando ad abrogarne alcuni avverbi ( letteralmente, leggete bene i testi dei quesiti, ciò che si cerca di abrogare sono 4 avverbi in un decreto attuativo ), si sta trasformando nell'ennesimo catartico rito collettivo da sinistra-sinistrata."

    Un po' di autoironia fa piacere, ma poi viene il piatto forte : R. O. T. F. L.

    "io una firma ve la metto, ma avete voi una idea di come funzioni la bilancia dei pagamenti, di cosa sia la condizione di Marshall-Lerner-Robinson, cosa siano le elasticità di prezzo di importazioni ed esportazioni? "

  • enea scrive:
    30 settembre 2014 15:57

    In effetti, all'atto pratico, il referendum è inutile anche per me.

    Il punto è la prospettiva.
    L'UE è una costruzione, al di la delle intenzioni, *fragile*.

    Le classi dominanti questo lo sanno benissimo infatti stanno facendo procedere a tappe forzate l'approvazione del TTIP, la cui trattativa si svolge segretamente.
    Ma se ne sa già parecchio per poter tirare delle conclusioni sul senso generale del TTIP.

    Esso è un piano di riserva: quand'anche dovesse esplodere la UE, di cui il TTIP sarebbe una estensione extra continentale, le medesime politiche in particolar modo per quel che riguarda il mercato del lavoro, rimarrebbero in vigore garantite da altri trattati internazionali.

    Una cosa occorre avere in mente chiara.
    La questione è di classe, e le classi dominanti il "piano B" per far una bella rivoluzione da gattopardi ce l'hanno bello che pronto.

    Il fatto che il giochetto di prestigio di cambiar tutto per non cambiare niente, ed andare avanti con politiche degne della Tatcher nonostante un ipotetico ritorno alle divise nazionali ( divise nazionali con statuto della banca centrale post 1981...non servirebbero ad un granchè. Si, quando ad accumulo di debito estero magari le cose andrebbero meno peggio, ma per finanziarsi lo Stato continuerebbe a dipendere non da scelte democraticamente espresse, ma dalle unilaterali logiche di profitto del mercato internazionale dei capitali ) dipende da una cosa tanto semplice a dirsi quanto difficile a farsi: il fatto che nel momento critico i gattopardi NON abbiano il sostegno politico necessario a fare quello che vogliono, e ci sia invece un'ampia fetta di opinione pubblica incazzata che sappia cosa pretendere.

    Da questo punto di vista un referendum essenzialmente *fasullo* è un terreno di lotta politica.

    Uno può dire "tanto un simile referendum se anche passa non cambia un cazzo", compiacersene, e non smuovere un cazzo a propria volta, o può essere attento al varco.....e appena ci saranno le assemblee referendarie sui territori andare ed insieme agli altri cittadini dire la propria.

    Se in tutte le assemblee, dove i promotori faranno bene attenzione a colpire il bersaglio agli spigoli, ci saranno un paio di persone che si alzano, prendono la mira, ed in un paio di minuti la questione la colpiscono al centro....dal punto di vista dialettico ( e della consapevolezza sulle questione VERE ), questo referendum potrebbe anche essere per i promotori....la tipica "granata che ti scoppia in mano".

    Ed a far questo bisogna esser pronti, cari anonimo delle 11:22 ed AP delle 15:34.

    A meno che uno non preferisca una ipotesi in fondo non troppo probabile: che le castagne dal fuoco ce le toglierà il FN dalla Francia.
    Essendo disponibili, cosa che non condivido affatto, ad appoggiare politiche scioviniste da parte di una forza che tanto per dirne una vuol reintrodurre la pena di morte ( e che neanche si sogna di abolire l'esistenza del franco CFA....il che è veramente fascismo e razzismo spicciolo, perchè presuppone l'idea che un bianco francese di Francia abbia dei diritti, un senegalese invece il colonialiasmo deve subirlo e tacere ) ed a coltivare l'ipotesi che il FN stia facendo sul serio, e ci sono fondati motivi per ritenere invece il contrario, che sia tutta una montatura propagandisca.

    Ma questa, purtroppo, è in fondo secondo me la....ignobile scommessa non dichiarata di molti referendari.

  • Anonimo scrive:
    30 settembre 2014 16:26

    Dice il Boria:

    ""io una firma ve la metto, ma avete voi una idea di come funzioni la bilancia dei pagamenti, di cosa sia la condizione di Marshall-Lerner-Robinson, cosa siano le elasticità di prezzo di importazioni ed esportazioni? ""

    Forse il signor Enea non ha capito che il referendum lo hanno organizzato fior di professoroni che queste cose le sanno abbastanza meglio di lui.

    Il problema purtroppo è che né la sinistra dei movimenti né i professoroni borghesi hanno capito che questa era l'occasione per gettare le basi di un dialogo interclassista.

    La cosa buffissima è che se glielo chiedi entrambi rispondono in maniera evasiva che la controparte non si è dimostrata disponibile.

    Ridicoli loro e ridicoli voi che non capite una mazza nonostante la situazione diventi ogni giorno più grave.
    Autoreferenziali, pateticamente attaccati ai vostri inutili totem simbolici voi e alla posizione sociale economica loro (posizione che ormai sta diventando anch'essa un mero totem simbolico dato che la maggioranza di loro la perderà definitivamente nei prossimi anni senza nemmeno capire come sia successo).

    La prova è che né voi né loro avete fatto il minimo accenno a cosa vi siete detti nei vostri incontri o contatti, proprio perché mancate disastrosamente della cultura del dialogo vero (sia voi che loro); per questo siete destinati alla meritata e speriamo dolorosissima sconfitta.

    Ad esempio: loro si sono stupiti e molto lamentati del fatto che la media borghesia se ne fregasse del loro referendum. Ma cosa si aspettavano da una media borghesia che è convinta che lo Stato sia lì a depredare i suoi "onesti" guadagni, che ritiene lecito evadere il fisco e che non capisce che l'unica ragione della sua esistenza è appunto lo Stato con la sua spesa? E soprattutto che i "dipendenti" sono tutti dei fannulloni da disciplinare non capendo (gli imbecilli) che se i "fannulloni" si disciplinano la funzione di cuscinetto sociale della classe media cessa di avere uno scopo e quindi, COME PUNTUALMENTE STA ACCADENDO, il potere dopo aver distrutto il lavoro passa ad attaccare loro.
    Ma i professoroni e professionisti stimatissimi ideatori referendum queste cose non le capiscono per eccessiva autoreferenzialità.

    Segue...

  • Anonimo scrive:
    30 settembre 2014 16:26

    Continua...

    Stessa autoreferenzialità che si trova dalla vostra parte quando vi meravigliate pirlescamente che il comitato promotore di un referendum che vuole abolire gli aspetti negativi del fiscal compact PER FAR FUNZIONARE IN MANIERA "DECENTE" L'EURO si rifiuti di pubblicare nell'elenco dei sostenitori un gruppo che ha come prima ragione programmatica di esistenza la distruzione dell'euro. Chi diavolo gliela metteva la firma se avessero sospettao che il referendum aveva come seconda finalità la fine della moneta unica?
    Non avete capito, accecati dalle vostre fisime autoreferenziali, che lottare insieme a loro contro il fiscal compact era di per sé stesso una lotta contro l'euro per tre motivi:

    1) in ogni caso sarebbe stato un eccellente risultato essere riusciti a imporre delle politiche espansive al posto dell'austerità attuale

    2) se davvero la gente votasse in massa contro il fiscal compact l'euro subirebbe un colpo mortale perché i "poteri forti" che lo hanno imposto non se ne farebbero niente di quest'arma totalmente depotenziata dalla cancellazione del fiscal compact quindi raccogliendo firme contro il FC minate automaticamente la costruzione della moneta unica

    3) l'importante sarebbe stato stabilire dei contatti ed era necessario da parte vostra non impuntarsi sulle proprie questioni identitarie e nemmeno su quelle programmatiche alla luce del punto 2.
    Non siete degli sprovveduti ignari della vita (mi auguro) e dovreste sapere con quale atteggiamento di distacco al limite del disprezzo (sempre molto ben dissimulato) si viene considerati in quegli ambienti; l'atto di coraggio da parte vostra era quello di sorvolare su certi atteggiamenti preoccupandovi solo di stabilire un dialogo, un confronto amichevole di idee e proposte sostanziati da un minimo di collaborazione sul campo su un obiettivo che conveniva a tutti e due. Il resto sarebbe venuto col tempo.

    Ma non hanno capito un cazzo loro, non avete capito un cazzo voi e ci ritroviamo dopo 6 anni allo stesso punto di prima con i Bagnai, i Barnard che starnazzano a vuoto, il PD che fa finta di protestare e invece vota a favore di tutto, voi che rimanete sempre più soli e il borghesume che non si decide nemmeno nel momento del pericolo supremo ad assumere il ruolo di classe autenticamente dirigente preoccupandosi invece solamente di salvaguardare le norme e la mentalità che gli consentiranno di mantenere la loro rendita di posizione (quindi sospetto verso "il popolo" e incapacità di opporsi fermamente a quel potere al quale continuano a chiedere di fare garante della loro condizione di privilegio sociale in cambio di una rispettosa sottomissione).

    Insomma fanno benissimo a distruggere il popolo se il popolo è costituito da un simile ammasso di fessi incapaci di reagire.

  • Anonimo scrive:
    30 settembre 2014 16:26

    Continua...

    Stessa autoreferenzialità che si trova dalla vostra parte quando vi meravigliate pirlescamente che il comitato promotore di un referendum che vuole abolire gli aspetti negativi del fiscal compact PER FAR FUNZIONARE IN MANIERA "DECENTE" L'EURO si rifiuti di pubblicare nell'elenco dei sostenitori un gruppo che ha come prima ragione programmatica di esistenza la distruzione dell'euro. Chi diavolo gliela metteva la firma se avessero sospettao che il referendum aveva come seconda finalità la fine della moneta unica?
    Non avete capito, accecati dalle vostre fisime autoreferenziali, che lottare insieme a loro contro il fiscal compact era di per sé stesso una lotta contro l'euro per tre motivi:

    1) in ogni caso sarebbe stato un eccellente risultato essere riusciti a imporre delle politiche espansive al posto dell'austerità attuale

    2) se davvero la gente votasse in massa contro il fiscal compact l'euro subirebbe un colpo mortale perché i "poteri forti" che lo hanno imposto non se ne farebbero niente di quest'arma totalmente depotenziata dalla cancellazione del fiscal compact quindi raccogliendo firme contro il FC minate automaticamente la costruzione della moneta unica

    3) l'importante sarebbe stato stabilire dei contatti ed era necessario da parte vostra non impuntarsi sulle proprie questioni identitarie e nemmeno su quelle programmatiche alla luce del punto 2.
    Non siete degli sprovveduti ignari della vita (mi auguro) e dovreste sapere con quale atteggiamento di distacco al limite del disprezzo (sempre molto ben dissimulato) si viene considerati in quegli ambienti; l'atto di coraggio da parte vostra era quello di sorvolare su certi atteggiamenti preoccupandovi solo di stabilire un dialogo, un confronto amichevole di idee e proposte sostanziati da un minimo di collaborazione sul campo su un obiettivo che conveniva a tutti e due. Il resto sarebbe venuto col tempo.

    Ma non hanno capito un cazzo loro, non avete capito un cazzo voi e ci ritroviamo dopo 6 anni allo stesso punto di prima con i Bagnai, i Barnard che starnazzano a vuoto, il PD che fa finta di protestare e invece vota a favore di tutto, voi che rimanete sempre più soli e il borghesume che non si decide nemmeno nel momento del pericolo supremo ad assumere il ruolo di classe autenticamente dirigente preoccupandosi invece solamente di salvaguardare le norme e la mentalità che gli consentiranno di mantenere la loro rendita di posizione (quindi sospetto verso "il popolo" e incapacità di opporsi fermamente a quel potere al quale continuano a chiedere di fare garante della loro condizione di privilegio sociale in cambio di una rispettosa sottomissione).

    Insomma fanno benissimo a distruggere il popolo se il popolo è costituito da un simile ammasso di fessi incapaci di reagire.

  • AP scrive:
    30 settembre 2014 17:10

    Se questo referendum burla si farà, ma non ci credo, e mi capiterà a tiro una bella assemblea (come la chiami) con un cattedratico sul palco, certo che ci vado.
    Per tutto il resto serve una definizione se non univoca almeno razionale di "destra ", "sinistra" che, per quanto mi risulta è ignota anche all'interno di questo blog (se non ci credi prova)

  • enea scrive:
    1 ottobre 2014 10:15

    @ AP delle 17:10

    La partecipazione, pre promuovere consapevolezza, ma che per cominciare a ri-tessere reti di organizzazione sociale, è fondamentale.
    Ammesso e non concesso che le firme le raccoglieranno veramente partecipare è importante, perchè i rapporti sociali e di classe si cambiano in mezzo alle persone.
    Compiacersi dei milioni di contatti su un blog, perchè le solite 3000 persone nell'arco di qualche anno si connettono 15 volte al giorno, non produce un fronte sociale - e quindi politico - che possa seriamente e concretamente cambiare alcunchè.

    Però mi dispiace, quanto a dissoluzione della consapevolezza su cosa sia destra e cosa sinistra, dissoluzione avvenuta anche qua, mi incorre proprio l'obbligo di darti torto.

  • AP scrive:
    1 ottobre 2014 14:03

    "Però mi dispiace, quanto a dissoluzione della consapevolezza su cosa sia destra e cosa sinistra, dissoluzione avvenuta anche qua, mi incorre proprio l'obbligo di darti torto."

    Riguardo a ciò prendo nota di buon grado.
    Se posso contare ancora sulla tua pazienza vorrei che mi illustrassi, allora, il motivo per cui gli italiani che tifano per i partiti di opposizione oltre, ovviamente, a tutti quelli che tifano per quelli al governo, sono convinti che il PD sia "sinistra"

  • Anonimo scrive:
    1 ottobre 2014 21:55

    A dire il vero, considerare un partito "di sinistra" quando da due legislature per niente regolari dal punto di vista democratico si è dato da fare attivamente per sconvolgere il sistema pensionistico, portare la disoccupazione a livelli iperbolici, stravolgere ulteriormente lo statuto dei lavoratori, portare il welfare sanitario ai minimi storici, dare addosso ai Giudici, alzare le tasse, smaniare per prendersi a braccetto con l'opposizione e via di questo passo, ci vuole della faccia tosta notevole.
    Ma forse andando avanti assisteremo ad imprese ancora più eclatanti.
    Eppure lo share è ancora del 40% !!!!!!
    Questa è la cosa più stupefacente!!!!

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