ELEZIONI 2018: LA PROPOSTA DELLA C.L.N.

lunedì 26 maggio 2014

HANNO VINTO LORO. PER ADESSO. Segreteria nazionale del MPL

26 maggio. Ci vorrà tempo per svolgere un’analisi non grossolana delle elezioni del 25 maggio. Lo faremo, come siamo abituati a fare, quando disporremo di tutti i dati. Solo allora si potranno decodificare i segni che stanno dietro allo sfondamento del Pd di Matteo Renzi e al flop di M5S di Beppe Grillo. 

Come c’era da aspettarsi, un simile responso delle urne, sta facendo esultare le classi dominanti e, in particolare, l’aristocrazia finanziaria.

Il Sole 24 ore per descrivere il clima euforico che regna a Piazza Affari, fa parlare i pescecani. Lo squalo n.1 esordisce: 
«È il risultato migliore che si potesse ottenere per i mercati finanziari, l'Italia è stato l'unico Paese a esprimere un voto europeista fra i fondatori e, contemporaneamente, ha ottenuto dopo anni un risultato di stabilità politica».
Lo squalo n.2 precisa: 
«L'euforia è giustificata dal fatto che il risultato italiano era una delle maggiori incognite, c'era il rischio di un'affermazione di Grillo in un Paese come l'Italia che pesa così tanto in Europa e questo aveva generato prese di beneficio notevoli sia sui Btp sia sulla Borsa italiana».
Lorsignori esultano, prima ancora che per la larga vittoria di Renzi, per la cocente debacle del Movimento 5 Stelle, considerato dai dominanti, al netto di tutti i suoi limiti, “la forza anti-sistema”. Essi sanno infatti meglio di noi che le bugie del piazzista fiorentino hanno le gambe corte, che non passerà molto tempo prima che le sue promesse sfracellino e il suo governo traballi, li conforta che il nemico pubblico numero uno non sia più alle soglie del potere.

Per la ragione specularmente opposta la parte viva e dinamica del popolo italiano, quella che la decomposizione del sistema ha spinto all’indignazione e alla protesta, dovendo ingoiare l’amaro boccone della sconfitta di M5S, è addolorata e triste.

Come siamo stati vicini a questa Italia della sofferenza e della rabbia nel momento in cui ha alzato la testa e ha cercato un canale per erompere, gli siamo accanto ora nell’ora dello sconforto. Con nessun altro ci sentiamo di condividere niente. 
Non ce lo nascondiamo, quella dei 5 Stelle è anche una nostra sconfitta. Ma siamo stati battuti in battaglia, sostenendo a viso aperto chi solo poteva seminare il panico nel fronte nemico. Doppiamente sconfitti escono tuttavia coloro che si erano illusi che queste elezioni nulla contassero, che sono restati alla finestra non andando alle urne —peggio ancora è andata a quelli che hanno scelto di fare da reggicoda al berlusconismo in decomposizione.

Non abbiamo da spacciare consolanti messaggi di "mezza vittoria", né possiamo cantare demagogici inni di riscossa. L’incrollabile ottimismo della volontà deve fare spazio al pessimismo dell’intelligenza, ovvero alla ragione analitica. Non ci sarebbe nulla di peggio che nascondersi la portata della sconfitta o, peggio, imprecare contro il “popolo bue”. Lo Stato maggiore che ha condotto l’esercito alla mezza disfatta è tenuto a dare spiegazioni. Noi diamo le nostre. Tre su tutte.

(1) L’anno scorso M5S poté diventare un fiume in piena perché seppe ricevere i mille rivoli di una eterogenea protesta sociale, tra cui quella morale contro la putrefatta “casta” politica di regime. E’ stato un errore gravissimo quello di non avere cambiato musica, il non avere compreso che non era su quel terreno che si poteva battere “Renzi il rottamatore”.
Come tutto il continente ha dimostrato, queste elezioni chiamavano in causa l’Unione europea, la moneta unica e quale doveva essere l’alternativa. M5S ha pagato a caro prezzo la sua ambiguità, il generico pressapochismo delle sue proposte, il suo dire e non dire.
Invece di strimpellare lo spartito “doroteo” di una “Europa migliore” , M5S avrebbe dovuto indicare con nettezza che solo l’uscita dalla gabbia dell’euro può far risorgere il Paese, riconsegnandogli democrazia e sovranità. Solo così non si sarebbero persi i voti di chi ha già capito che bisogna uscire dall’euro (verso l’astensione o verso la Lega e Fratelli d’Italia); né si sarebbero ceduti alla lista “Un’altra Europa con Tsipras” e soprattutto a Renzi, che del “cambiamo verso all’Europa” ha fatto il suo principale slogan elettorale.

(2) Lo Stato Maggiore di M5S, ha continuato a fare sermoni soporiferi sulla sacralità del rito elettorale, 
ha insistito nella sua pudica strategia legalitaria, si è dato ad una vera e propria idolatria delle procedure democratiche e della Costituzione. A maggior ragione si sarebbe dovuto chiamare alla rottura dell'euro-dittatura. Invece niente!  
Ma come si fa a sostenere che sulla decisiva questione dell’euro decideranno gli elettori con un referendum, evitando poi di dire se M5S sia per l’uscita o meno? I cittadini, tanto più su temi tanto complicati e dirimenti, vogliono risposte chiare, non sentirsi ponziopilatescamente affermare che “decideranno loro”. Meglio non parlare, viste le deboli (è dire poco) candidature stellate alle europee, delle illusioni sulla “democrazia diretta” e sulle fantomatiche qualità della rete.
Non solo un metodo, ma il casaleggio-pensiero sulla “democrazia liquida” sono andati a sbattere contro il muro della solida realtà.
L'idea che da questo marasma si esce solo con una sollevazione popolare (idea che sta diventando senso comune) è stata respinta da M5S come un tabù. Placare, invece di stimolare, la spinta alla rivolta sociale, non paga una forza che dice di voler mandare "tutti a casa".

(3) Infine M5S paga il suo settarismo autoreferenziale, la irresponsabile presunzione di autosufficienza, per cui “vinciamo noi”, che sta a dire: “bastiamo a noi stessi, non abbiamo bisogno di aiuto da parte di nessuno, non ci fidiamo di nessuno”. E’ finita l’illusione di una marcia rettilinea e trionfante a suon di voti. Questa roba qui non porta da nessuna parte se non all’irrilevanza. Non si conquista il potere (poiché di questo si tratta) se non essendo capaci di forgiare un blocco sociale e politico altrettanto forte e articolato di quello dominante, che abbia un baricentro della massima potenza politica.

Si aprirà questa riflessione in seno a M5S? Sarà in grado il suo Stato Maggiore di coinvolgere in una discussione aperta le sue migliaia di militanti? O li chiuderà nel recinto plastificato e asfittico della rete? Saprà riconoscere M5S i nemici dagli amici ed aprirsi all’ascolto di questi ultimi? Staremo a vedere.

Ci rapporteremo con modestia e rispetto al travaglio interno a M5S, ma andando per la nostra strada. Teniamo conto dell’umore delle masse, sapendo tuttavia che esso, più che mai in questa fase magmatica, è volubile, e può rovesciarsi nel suo contrario. La rassegnazione fa presto a lasciare il posto alla ribellione. Non sullo stato d’animo delle masse si deve anzitutto basare la linea politica e la prassi dei rivoluzionari, bensì sui fattori oggettivi. La crisi sistemica resta, e si aggraverà. Da essa non se ne esce coi pannicelli caldi della meteora Renzi, ma solo con terapie radicali. O la sollevazione democratica e popolare o la controrivoluzione liberista dispiegata.
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20 commenti:

  • vincenzo baldassarri scrive:
    26 maggio 2014 18:52

    Che dire, bell'articolo, ma volevo aggiungere una riflessione siamo certi che non sia stato meglio cosi? Forse hanno comesso l'errore fatale, hanno ferito la bestia senza ucciderla forse e dico forse questa è l'ultima vampata del fuoco pd prima di spegnarsi del tutto.
    "Dobbiamo imparare a non perdere tempo a piangere sulle nostre ferite, come un bambino appena caduto, ma abituarci a scacciare il dolore curandoci le ferite ed emendando i nostri errori il prima possibile." cit. Platone

  • Anonimo scrive:
    26 maggio 2014 19:23

    Se il M5s diventerà una forza sovranista sarà grazie ai sovranisti come me che hanno votato altrove o grazie ai sovranisti che si sono astenuti. Non certo a quelli come voi che hanno votato M5S turandosi il naso e legittimando un Movimento che non aveva tra i suoi punti programmatici l'uscita dall'euro ma che nei comizi parlava dell'improtanza delle stampanti 3d.
    Rispetto alle elezioni politiche Grillo ha perso 3 milioni di voti. Quanti di questi erano di persone stanche dei giochini dialettici di Grillo e Casaleggio sull'uscita dall'euro? Tanti credo, e voi col vostro voto li avete legittimati. Per fortuna questa linea è stata sconfitta e ora mi auguro che il M5s prenda esempio dai partiti anti euro che hanno trionfato in Europa.

  • barbaranotav scrive:
    26 maggio 2014 19:47

    ragazzi, ma passa Curzio Maltese il cultore della tecnocrazia bancaria della lista Tsipras?

    E certo, da una lista fondata dalla Spinelli che frequenta il Bilderberg era il minimo...

    anche l'altra che passa, non ricordo, è un'atlantista convinta.
    Bella l'altra EUropa

  • Anonimo scrive:
    26 maggio 2014 19:53

    Analisi sobria, lucida, convincente.
    Invece l'anonimo delle 19:23 dice:
    “Se il M5s diventerà una forza sovranista sarà grazie ai sovranisti come me che hanno votato altrove o grazie ai sovranisti che si sono astenuti”.
    Certo che ce ne vuole di coraggio per affermare cose simili. Ce ne vuole di faccia tosta per dire che se Grillo adotta idee sovraniste sarà merito loro.
    Gli astensionisti hanno sbagliato, contribuendo a modo loro a far vincere Renzi e fermare M5S. E pensano addirittura che gl si deve dire grazie...
    uno che ha votato 5 stelle

  • (A)STENZIONIST(A) scrive:
    26 maggio 2014 20:28

    Ci avete riempito di insulti. Mazzei ha detto che siamo cretini e criminali.
    Invece abbiamo vinto noi.
    Astenzione al 50%
    Vi sta bene. Grillini leccascarpe dei magistrati

  • Vincenzo Barbarulli scrive:
    26 maggio 2014 20:32

    "(3) Infine M5S paga il suo settarismo autoreferenziale, la irresponsabile presunzione di autosufficienza, per cui “vinciamo noi”, che sta a dire: “bastiamo a noi stessi, non abbiamo bisogno di aiuto da parte di nessuno, non ci fidiamo di nessuno”. E’ finita l’illusione di una marcia rettilinea e trionfante a suon di voti. Questa roba qui non porta da nessuna parte se non all’irrilevanza. Non si conquista il potere (poiché di questo si tratta) se non essendo capaci di forgiare un blocco sociale e politico altrettanto forte e articolato di quello dominante, che abbia un baricentro della massima potenza politica."

    Questo Grillo e Casaleggio non lo capiscono proprio. Se cambiassero in questo punto (3) non sarebbe più M5S, ma un nuovo movimento. E non credo proprio che gli interessi fare 'sta svolta.

  • Anonimo scrive:
    26 maggio 2014 21:42

    Splendida analisi. Condivido in pieno. Ho votato M5S alle precedenti politiche non a queste elezioni. Sentire Casaleggio dire , nell'intervista al "Fattoquotidiano", che lui era per tagliare 200 miliardi di spesa pubblica, cioè il 30%, perchè l'euro e l'Europa non dovevano essere un alibi per le nostre responsabilità, mi ha fatto capire che non si andava da nessuna parte ed il calice amaro andava bevuto tutto per intero. Bisogna prendere atto che allo stato attuale non c'è un'offerta politica in grado di dare risposte al Paese. Per certi aspetti va bene così , niente più alibi per il PD , niente più avversari da demonizzare; se sbaglia le responsabilità stavolta saranno chiare.
    GioC

  • Anonimo scrive:
    26 maggio 2014 22:05

    il partito di Grillo farà o non farà le riflessioni che il voto impone, ma è RIDICOLO che dopo averlo appoggiato anima e corpo, e coperto d'insulti chiunque dicesse che con Grillo si andava a finire contro il muro e che l'alternativa al regime deve essere di sinistra, diciate che è lui che deve riflettere. No, cari, chi ha completamente sbagliato le proprie analisi per adeguarle alla pretesa che solo Grillo potesse essere l'alternativa al regime, SIETE VOI. VOI DOVETE FARE AUTOCRITICA, non Grillo. E il fatto che non ci pensiate nemmeno per un secondo, mi convince che continuerete a passare di errore in errore, sempre convinti di aver ragione, mai disposti ad ammettere di rivedere le proprie idee quando la realtà vi dà torto su tutta la linea.
    Giovanni

  • Anonimo scrive:
    26 maggio 2014 22:08

    Sergiey
    La batosta è forte, ma l'importante è che lo sbigottimento non la faccia diventare mortale. Le lezioni più sono dure più insegnano.
    Quanto l'ascesa del Movimento fosse temuta dall'Organizzazione NWO lo si può constatare a cominciare dalle tempestive giravolte dello spread, dallo scatenarsi corale e collettivo dell'ostilità al Movimento e dai toni trionfalistici e gongolanti dei media post elettorali mentre come sempre continua quale musica di fondo la sarabanda degli indagati.
    Sul cadavere di un nemico abbattuto si usa intrecciare danze giulive e quindi, sin dai tempi di Omero, la cosa è normale. Son pur sempre rimasti comunque parecchi milioni di italiani "che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal" e con l'amaro in bocca e nel cuore una sete insoddisfatta di libertà e di giustizia.
    Canne non segnò il crollo delle Mura di Roma .

  • Anonimo scrive:
    26 maggio 2014 22:35

    Grillo che e' un esperto della comunicazione perche e' il suo pane da piu' di 35 anni ha fatto una campagna elettorale sopra le righe urlata piena di parolacce e con minacce di processi sommari nelle piazze gettando cosi' nelle braccia di Renzi tutto l'elettorato moderato che da sempre decide chi vince l'elezioni in Italia e questo atteggiamento non trova giustificazione ( anzi la trova eccome se la trova) perche' l'elettorato del M5S l'avrebbe votato anche senza questi eccessi,mentre senza gli eccessi avrebbe raccolto piu voti nell'area moderata ora tutti quelli che invitavano a votare 5 stelle ci spieghino cosa ne pensano della campagna elettorale del comico e se sono felici di aver consegnato il paese in mano a Renzi.

  • Anonimo scrive:
    26 maggio 2014 22:37

    Insultare chi si astiene dal voto perché legittimamente al momento non si sente rappresentato dalle forze politiche in campo, compreso il movimento pentastellato, non serve a nulla se non a prendere altre scoppole in futuro.
    C'è un potenziale "elettorale" in mezzo all'astensione da cercare di far entrare nell'ottica di un cambiamento radicale.
    Ergo, ci vuole un bel bagno di umiltà per qualcuno, come prima cosa.
    Saluti,
    Carlo.

  • Anonimo scrive:
    27 maggio 2014 00:06

    Posto questa analisi di InfoAut: http://www.infoaut.org/index.php/blog/global-crisis/item/11868-un%E2%80%99unione-disunita-l%E2%80%99europa-al-non-voto-nella-crisi
    A mio avviso coglie molti elementi di verità...
    Intanto per chi non si rassegna ad un'Italia (momentaneamente)renziana l'appuntamento è per l'11 luglio a Torino contro il vertice europeo. Spero ci siate anche voi...

  • Lorenzo scrive:
    27 maggio 2014 00:30

    Non sono un politologo, ma mi sembra che ciascuno approfitti della sconfitta del calderone-M5S per dire "colpa del fatto che c'era roba diversa da quella che piace a me!"

    Voi ravvisate la causa della sconfitta nella sua moderazione legalitaria, altri nella mancanza di vera democrazia (che roba sarà?), altri nelle timidezze grilline in tema di sovranismo e altri ancora nelle sue simpatie verso negri e delinquenti.

    La mia impressione è semplicemente che nella poltiglia di società civile imbonita dai media quel che conta sia imbroccare la strategia mediatica giusta. I poteri forti hanno contrapposto a uno specialista della comunicazione plebea un suo pari grado e anche grazie al controllo bulgaro dei media hanno vinto questa battaglia.

    Fortunatamente la crisi non è passata, l'UE è più dilaniata che mai colla Germania che la governa sempre più isolata, e non mancheranno le occasioni per impartire al gregge il dolore e la disperazione che si merita, con tutto ciò che ne consegue in termini di voto e di governabilità.

  • Anonimo scrive:
    27 maggio 2014 01:16

    Perche non imprecare sul popolo bue?
    è proprio cosi invece, ci faremo salvare dagli altri ancora una volta, pecore.

  • Anonimo scrive:
    27 maggio 2014 07:22

    "M5S avrebbe dovuto indicare con nettezza che solo l'uscita dalla gabbia dell'euro può far risorgere il paese", e cosi avremmo preso il 15%. Ma lo avete visto che Borghi non è passato? Lo avete visto che ha preso la metá dei voti del leghista Bonanno, quello della spigola? Ma lo sapete che la sovranitá monetaria si può recuperare anche in modo graduale e senza terrorizzare l'elettorato moderato con l'uscita sensa se e sensa ma? Lo avete letto il libro di Cattaneo "la soluzione per l'euro"? Il movimento ha fatto benissimo anon schierarsi per l'uscita euro stile lega, ma doveva essere più chiaro sul recupero morbido della sovranita monetaria, solo Di Battista ha accennato a qualcosa del genere parlando di recupero della sovranitá per passaggi successivi. Per il resto é difficile vincere con i leader che remano contro, nelle due ultime settimane grillo e casaleggio hanno praticamente terrorizzato gli indecisi con lupara bianca, processi ai giornalisti, casaleggio ministro e grillo con le turbine che escono dalle stampanti 3d.

  • Anonimo scrive:
    27 maggio 2014 09:59

    lo scorso anno grillo ha preso voti da gente che nn ha votdto mai.un astenzionista cronico non lo porti alle urne 2 volte in un anno. dovevate invitar all'astenzione e saremmo diventati il 70% e poi si che scopoiava la sollevazionee

  • Astensione al 50% scrive:
    27 maggio 2014 11:13

    In questi mesi abbiamo massacrato i grillini, quando andavano di moda. Oggi non ci uniamo nella sberla. Ma lanciamo una domanda, senza provocazioni: non potevate sostenere l'astensione, come nel 2008?
    In primo luogo, non avevate un candidato europeo, non avevate un programma europeo ma tutto italiano (cacceremo Napolitano, ecc).
    In secondo luogo, con l'Astensione al 50% attuale, saremmo arrivati al 70%, una sberla senza precedenti, un preludio questo si a cacciare Renzi, Napolitano, ecc.
    E' una domanda senza provocazione a cui vorrei che qualche grillino rispondesse

  • vincenzo baldassarri scrive:
    27 maggio 2014 11:58

    Astensione al 50%: credo tu abbia ragione col senno di poi e chiaro che è piu facile le valutazioni, ma si forse era meglio l'astensione del m5s alle europee, sarebbe stato sicuramente piu produttivo.

  • Anonimo scrive:
    27 maggio 2014 13:08

    Analisi assolutamente senza senso, dico francamente la mia opinione agli amici di MPL.

    Il voto deve rispecchiare l'opinione degli elettori. E'giusto e sacrosanto che alcuni abbiano visto una posizione antieurista più netta nella lega e i fdI e abbiano reputato di orientarsi verso quei partiti (evidentemente non avevano altri ostacoli a votarli).

    E' giusto e sacrosanto che gli antiunionisti che fondano la propria proposta sulla Costituzione abbiano scelto di non votare perché nessun partito o movimento era vicino, anche soltanto per il 50%, alle loro tesi.

    Se il m5s avesse preso l'8% di astenuti, magari un 3% di nulle e bianche e magari l'1% degli antieuristi che hanno votato lega o fdI e avesse raggiunto, quindi, il 33%, ciò avrebbe significato che il 33% degli italiani erano contenti di questo nuovo partito-movimento e complessvamente approvavano la linea del m5s. Il voto non è un gioco, è un atto di assunzione di responsabilità: "io condivido complessivamente la linea, l'organizzazione e la prospettiva di questo partito e mi assumo la responsabilità di votarlo". Sono contentissimo quindi che il giudizio degli italiani non sia stato questo ma un po' più complesso. Per la nostra prospettiva ci sono più speranze.Non capisco perché,come sovranista che aspira a far nascere UN ALTRO PARTITO avrei dovuto desiderare un esito che lasciasse alla nostra prospettiva meno speranze, tenendo conto che si trattava di un voto inutile, che aveva soltanto la funzione di sondare l'umore dell'elettorato.

    L'elettorato ha espresso la propria opinione e non ha premiato i pentastellati per mille ragioni. Ne elenco alcune: 1) uno vale uno non convince; 2) li ho votati l'altra volta senza sapere chi votavo e poi mi sono reso conto che ho votato per un poromo rincoglionito; 3) non vorrei dover sopportare che Grillo per i prossimi venti anni mi scassi le balle con i suoi spettacoli: o sceglie di fare il politico o è meglio che crepi; 4) quando Grillo dice "io uscirei dall'euro ma Casaleggio no" ammette che ilM5S è un partito squallido come la lega che gioca tra Tosi e Salvini. Meglio un partito schifosamente eurista ma coerente e compatto sulla questione fondamentale che un partito che fa marketing e prende per il culo sulla questione fondamentale; 5) la proposta elettorale dei 5 stelle FA SCHIFO: a) sbarramento al 5%:perché vogliono rendere difficile che entrino in parlamento nuovi partiti che non hanno alle spalle un grillo o un casaleggio?; b) preferenze negative: si vota (anche) contro alcuni candidati: perché vogliono rendere istituzionale lo squallido moralismo Di Pietro-Girotondini-Travagli-Pentastellati? Non si rendono conto che scatenerebbero lotte intestine ai partiti e vi sarebbe anche ci farebbe campagne elettorali soltanto contro qualcuno?; c) preferenza anche fuori lista (sdoppiare il voto), così preservano il potere di candidare 15 cretini (chi fa campagna contro un cretino?)e di prendere voti e seggi anche se candidano gente non stimata e non conosciuta da nessuno; 6) hanno appoggiato l'aggravante di genere: e qualcuno sferra un pugno ad un'altra persona gridando "borghese di merda", "straccione di merda" o "comunista di merda" e "fascista di merda" prende una certa pena. Invece se qualcuno sferra un pugno ad altri gridando "omosessuale di merda" è punito con pena maggiore.

    SONO MEDIOCRI. MEDIOCRISSIMI. In una scala da 0 a 10 valgono 1 (uno) e, essendo la nostra novità politica, sono chiaramente il sintomo della decadenza italiana, non ilpartito della rivoluzione italiana. Non servono a niente. Una volta li si può votare "tatticamente", anche perché il PD vale 0. Ma ora vanno ridimensionati. In una alleanza nuova, che tolga il potere ai delinquenti unionisti che ci rappresentano, il M5S non deve rappresentare più dell'8%. Quindi è bene che gli elettori lo abbiano ridimensionato.
    Stefano D'Andrea

  • Anonimo scrive:
    2 giugno 2014 14:50

    Sergey
    "Fortunatamente la crisi non è passata,"ha detto Lorenzo, ma penso che si sia dimenticato la esse iniziale.
    Che il M5S non abbia raggiunto il livello previsto dagli ultimi sondaggi non penso sia stata una fortuna per gli italiani. Alcuni esulteranno perché sarà come avere un secondo "governo Monti" il quale, effettivamente, aveva lasciato a metà il suo lavoro. Altri dovranno pensare a provvedersi di qualche metro di corda.

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