"SIAMO PAZZI ARRENDETEVI!" - II. ASSEMBLEA-FORUM DELLA CLN

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1/2/3 SETTEMBRE - Grande Albergo Fortuna - Chianciano Terme

martedì 28 maggio 2013

A BRACCETTO CON SOROS. Il salto della quaglia del Prof. Bagnai di Moreno Pasquinelli

28 maggio. Sapevamo che con Bagnai è difficile intavolare un contraddittorio. Lui lo si può solo adulare. Quando gli si muovono obiezioni [vedi: Le divergenze tra il compagno Bagnai e noi] perde la testa, la butta in caciara e, come un gradasso, rovescia sui malcapitati una caterva di insulti che superano la linea oltre la quale il Diritto e il buon senso ritengono ci sia diffamazione.
 
Pur senza mai citarmi (un classico della tecnica subdola della delegittimazione), mi definisce pubblicamente, cito, un “relitto umano”, un “povero imbecille”. Travolto dalla compulsione isterica così giustifica perché non intende rispondere alle critiche: “Non vi aspetterete da me una mediazione coi platelminti, o con gli anellidi, e nemmeno coi nematelminti, insomma, con tutti gli infiniti vermi del terrario nostrano, provinciale, egotista, intellettualmente ed eticamente deficitario”. [1]

Le contumelie qualificano chi ne fa uso. Noi proviamo a tornare sui contenuti. Tenteremo di dimostrare che i fuochi pirotecnici a base di improperi esibiti da Bagnai sono solo un disperato tentativo di depistaggio.


La risposta che Bagnai è stato obbligato a darmi non poteva essere più clamorosa. Il Nostro ha dovuto rendere finalmente pubblico in Italia un Manifesto, di cui egli è firmatario, tenuto furbescamente nascosto ai suoi followers per ben quattro mesi, proprio perché questi l’avrebbero considerato, non a torto, come una clamorosa giravolta.

Chi abbia seguito il Nostro sa che, al netto dei tecnicismi, il suo teorema si poteva riassumere in quattro assiomi: (1) Ogni area valutaria unica basata sulla rigidità del cambio è destinata a crollare perché va contro le leggi di mercato; (2) l’euro non solo porta la colpa di aver accresciuto gli squilibri in seno all’Unione europea, esso non è solo una moneta ma un “metodo di governo”, bollato come “nazista”; (3) Non c’è “un’uscita da sinistra dal nazismo”, l’Italia per salvarsi deve subito riconquistare la sua sovranità monetaria e politica; (4) quindi guerra frontale alle sinistre “luogocomuniste” che chiedono “più Europa” visto che, date le differenze tra nazioni, l’Unione europea stessa è una mera utopia.

Come ora vedremo questo Manifesto manda a farsi friggere tutti e quattro questi assiomi. Già il titolo è sconcertante: “Solidarietà europea di fronte alla crisi dell’eurozona”. Potrebbero sottoscriverlo non solo i capobastone del Pd o del Pdl, ma anche Monti o uno qualsiasi dei tecno-oligarchi di Bruxelles.

Un titolo infelice? No! Il contenuto è in linea e consiste in una difesa non solo dell’Unione europea ma della moneta unica. Inaudito? Inconcepibile? Per niente.

Leggiamo assieme le chicche più notevoli:                 

«La creazione dell’Unione Europea e del Mercato Comune Europeo si colloca fra le maggiori conquiste dell’Europa post-bellica in campo politico ed economico. Il notevole successo dell’integrazione europea è scaturito da un modello di cooperazione che beneficiava tutti gli stati membri, senza minacciarne alcuno….l’Eurozona, nella sua forma attuale, è diventata una seria minaccia al progetto di integrazione europea…L’euro, invece di rafforzare l’Europa, produce divisioni e tensioni che minano le fondamenta stesse dell’Unione Europea e del Mercato Comune Europeo».
Sì, avete capito bene: avanti col processo d’integrazione europea, quindi riforma della moneta unica, necessaria per portare avanti questa integrazione.


In concreto cosa propone il Manifesto? Due misure essenzialmente.


La prima:

«Un nuovo sistema di coordinamento delle valute europee, volto alla prevenzione di guerre valutarie e di eccessive fluttuazioni dei cambi fra i paesi europei».
Il voltafaccia di Bagnai è clamoroso e addirittura imbarazzante, poiché smentisce tutto quanto chi lo ha seguito ha detto non solo dell’euro (non solo una orribile moneta ma un “metodo nazista di regime”) ma dello stesso Sme (si ricordino le paginate sulla svalutazione “salutare” del 1992).
La seconda:

«Riteniamo che la strategia che offre le migliori possibilità di salvare l’Unione Europea, la conquista più preziosa dell’integrazione europea, sia una segmentazione controllata dell’Eurozona attraverso l’uscita, decisa di comune accordo, dei paesi più competitivi. L’euro potrebbe rimanere – per qualche tempo – la moneta comune dei paesi meno competitivi. Ciò potrebbe comportare in definitiva il ritorno alle valute nazionali, o a differenti valute adottate da gruppi di paesi omogenei. Questa soluzione sarebbe un’espressione di vera solidarietà europea».

In pratica si chiede un nuovo Sme ma, si badi, non di paesi a sovranità monetaria. Questa sarebbe un’ipotesi di ultima istanza, se possibile da evitare. L’euro dovrebbe restare, è la Germania che deve uscirne. Detto di passata: questa tesi non è nuova, circola da anni, anche a sinistra, e Bagnai l’ha sempre brutalmente contestata — Albè, ti ricordi il nostro convegno di Chianciano Terme dell’ottobre 2011? [2]


Una tesi recentemente sostenuta non solo da W. Munchau ma niente-poco-di-meno-che da George Soros. [3] Così forse ci spieghiamo come mai, con la scusa di farla finita col “complottismo”, Bagnai sia giunto, il 13 maggio scorso, in soccorso di Soros, secondo il Nostro per niente colpevole per aver affondato la lira nel 1992. [4] Giungere a fare l'avvocato d'ufficio di Soros, assolvendolo dal ruolo di criminale stregone della finanza predatoria globale inopinatamente scaricandone tutte le colpe sui governanti italiani quando tutti conosciamo con quali e quante invettive ha maltrattato chiunque osasse fare della "casta" il nemico principale—, è un fatto gravissimo, che la dice lunga sul dove Bagnai sia andato a parare.


Uno ha il diritto di cambiare idea, non può però chiedere indulgenza se mente o se esibisce il più italico dei vizietti, il trasformismo. Il Nostro, una volta scoperta l’arma del delitto, vorrebbe negare che le impronte sul grilletto siano le sue, e implora le attenuanti… “faccio solo da palo”.

Sappiamo che un simile fare spinge molti suoi seguaci a considerarlo un impostore. Si sentono ingannati, turlupinati. Chi si illude finisce prima o poi per disilludersi. La lezione dovrebbe invece aiutarli ad aprire gli occhi, a comprendere che non esiste una scienza economica neutrale, oggettiva, al di sopra delle classi sociali. Dietro ad ogni “scienza”, per quanto vestita di una panoplia di statistiche e tabelle, c’è sempre una concezione della società. L’economia è sempre economia politica.

Questo, tra l’altro, volevo dire, col mio articolo che tante polemiche sta suscitando:  non ci si può fidare di qualcuno che pensa di poter fare a meno di una teoria economica generale, che pensa di stare al di sopra delle classi sociali. Volevo dire che una simile posizione cela un avventurismo che poteva andare in tutte le direzioni, uno che avrebbe potuto mettersi al servizio del primo padrone.

Per quanto ad alcuni non entri in zucca, la teoria economica implicita del Bagnai sovranista anti-euro di ieri è la stessa di quello di unionista e pro-euro di oggi, quello che certi suoi estimatori considerano un inconcepibile “tradimento” è, per quanto clamoroso e gravissimo politicamente, un salto della quaglia, un riposizionamento, più a destra, nello stesso campo.


Ecco quindi il Manifesto in questione, questo distillato di economicismo imperialistico, che non contiene, non diciamo idee socialiste, ma nemmeno keynesiane. Per questo potrebbero sottoscriverlo, fra qualche mese, non solo Fassina, ma pure Crosetto, Brunetta e Berlusconi. Anzi, più questi ultimi che Fassina, se si tiene conto, appunto, della totale assenza di qualsivoglia riferimento agli interessi dei popoli, dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati. Ricordate le violente bordate di Bagnai ai sinistrati che dicevano che era meglio tenersi l’euro con l’argomento che l’uscita avrebbe significato un’ecatombe per i lavoratori? Ora il Nostro firma un Manifesto che parte dallo stesso paradigma eurista dei sinistrati, ma per difendere i dominanti. Lo fa infatti, dimmi con chi vai ti dirò chi sei, assieme a dei consiglieri di Sua Maestà, suggeritori dei governi liberisti, esponenti delle cupole aristocratiche e rentier europee.

Dei dominanti condividono la preoccupazione di salvare la baracca del capitalismo-casinò, i suoi sistemi bancari predatori, i suoi meccanismi oligarchici e classisti. Identica la paura sbirresca di eventuali, Dio ce ne scampi!, sollevazioni popolari che facciano saltare il sistema. Infatti leggiamo:

 «Questa situazione rischia di portare allo scoppio di gravi disordini sociali nell’Europa meridionale e di compromettere definitivamente il sostegno dei cittadini all’integrazione europea».

Il delirio élitario tutto borghese è totale, come il disprezzo verso la povera gente: occorre salvare dall’alto e in maniera pilotata e tecnocratica la baracca poiché “la minaccia” è che alcuni paesi potrebbero decidere di farla saltare «sotto la pressione della pubblica opinione». Per Lorsignori sarebbe una disgrazia se il volgo, cacciati i governanti corrotti, prendesse in mano i propri destini e appendesse ad un palo i responsabili del massacro sociale. Un concentrato di pensiero, non liberale, ma liberista e reazionario.


Osservate infatti, l’ha già fatto notare Fiorenzo Fraioli, con quali compagni di merende Bagnai ha sottoscritto il Manifesto: non solo precettori e luogotenenti dei governi neoliberisti, o ausiliari degli euro-oligarchi o di multinazionali, ma banchieri di Goldman Sachs, di Deutsche Bank, di Nomura. “Persone di elevato profilo scientifico”, così Bagnai camuffa senza il minimo pudore i suoi nuovi compari.


Restammo perplessi quando Bagnai, nel dicembre scorso, mentre il governo Monti se ne stava andando, ci disse che forse occorreva siglare un nuovo “Patto Ribbentrop-Molotov”. Consideranmmo lì per lì una cazzata l’idea che si dovesse fare un’alleanza coi berluscones in funzione non solo anti-piddina ma anti-grillina. Adesso è chiaro cosa realmente bolliva nella pentola mentale del Nostro.


Azzeccata ci appare così l’evocativa definizione del Nostro fatta da Emiliano Brancaccio in occasione di un memorabile dibattito in cui i due furono protagonisti:

«Alberto Bagnai non è veracemente uno, ma è veracemente due. Da un lato c’è l’autore di un libro veramente interessante, e c’è poi, dall’altro lato, l’autore di un blog, che fa pure un buon lavoro, ma che di tanto in tanto, sembra somigliare ad un predicatore che si metteva a fare proseliti nel bel mezzo di Hide Park, nudo come mamma l’aveva fatto, con il vangelo secondo Giovanni sotto il braccio, e con una vigorosa erezione in bellissima mostra..». [5] 


Nb


Nel mio articolo "Le divergenze tra il compagno Bagnai e noi", iniziavo dicendo che eravamo venuti a sapere che Bagnai e altri stavano partorendo un Manifesto politico. Il Nostro ha risposto pubblicando il Manifesto europeista in questione, smentendo poi che sarebbe mai entrato in politica. Ora, nel caso che la meritevole opera di resistenza anti-eurista non fosse già tutta politica, di certo in politica c’è entrato firmando quel Manifesto insulso. Tuttavia io mi riferivo ad un'altra cosa. Mi riferivo proprio al fatto che Bagnai stava scrivendo con altri pochi eletti, un altro manifesto. Il suo sodale e blogger Orizzone48, il 18 maggio alle ore 13:05 sul suo blog così rispondeva ad un lettore che, proprio segnalando sollevAzione e il Manifesto spagnolo, lo esortava a scendere in campo:



«Pensa che ho anche consegnato a un prestigioso esponente del costituzionalismo e del potere giurisdizionale spagnolo l'articolo sulla incostituzionalità di tutte le manovre finanziarie successive a Maastricht. E mi ha poi scritto che l'avrebbe fatto tradurre.
Il "manifesto" in questione ovviamente dice le cose su cui qui stiamo lottando e insistendo. Al suo interno si enuncia la difficoltà di arrivare a quelle "masse" manipolate che non sono in grado di mutare tempestivamente la loro percezione delle cause della crisi.
Il problema è ovviamente anche italiano.
Con Alberto (e non solo) stiamo provvedendo ad analogo "manifesto" e anche a dargli un seguito di "pensiero organizzato nella società".
A quel punto ci conteremo. E non saremo mai abbastanza».

NOTE

[1] In un tweet mi qualifica poi come “il trotskysta scalzo della Valnerina”. Descrizione trinitaria che potrei considerare encomiastica, visti la grandezza di un rivoluzionario come Trotsky o quanto ha donato la Valnerina alla civiltà europea, anche solo sfornando uno come S.Benedetto. In verità non sono della Valnerina né trotskysta. Per quanto concerne lo “scalzo” confesso che ho un rispetto grande, se è questo che Bagnai voleva intendere, verso chi sceglie la pauperitas come scelta di vita, mentre non ne ho affatto verso gli scaltri e i furbacchioni in cerca di fama e cadreghe spacciandosi per “sommi economisti.

[2] Al convegno di Chianciano “Fuori dal denito! Fuori dall’euro” questa tesi fu sostenuta dall’economista Ernesto Screpanti, ma con ben altra prospettiva, quella di una rottura rivoluzionaria e internazionalista dell'eurozona.

[3] Disse Soros il 10 aprile scorso in un convegno a Francoforte: «Se invece fosse l’Italia ad abbandonare l’Eurozona, il suo debito denominato in euro diverrebbe insostenibile e andrebbe ristrutturato, gettando il sistema finanziario globale nel caos. Quindi, se qualcuno deve lasciare, quel qualcuno dovrebbe essere la Germania, e non l’Italia.» Il Sole 24 Ore 28 maggio 2013

[4] Speculazione finanziaria: quelli che “è brutta e cattiva. Il Fatto quotidiano del 13 maggio 2013

[5] Emiliano Brancaccio, Osservazioni critiche sulle tesi di Alberto Bagnai. Napoli 4 aprile 2013
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32 commenti:

  • Giovanni scrive:
    28 maggio 2013 13:51

    Da notare oltretutto diverse ambiguità nelle sue risposte ai commenti. Prima dice: La Bce nel lungo periodo (che non sarà così lungo) morirà. Più sotto ad un altro commentatore invece risponde: "Sì, ovviamente l'idea non è di radere al suolo la Bce. Su questo sto leggendo dua lavori interessanti di Kawalec e di Nordvig e vi darò qualche ragguaglio circa gli scenari possibili".

    Con il solito Nordvig. Ed ovviamente avevo notato il nulla per quanto riguarda precari e disoccupati visto che la cosa mi riguarda in prima persona.

    Anzi, avevo pure notato i toni di approvazione con cui ha parlato del TFA pochi post prima. Quell'infernale meccanismo di abilitazione che serve solo dividere il fronte dei precari.

    Insegnare agli insegnati ad insegnare, personalmente la ritengo una perversione che non dovrebbe essere in alcun modo sostenuta. Ma non si possono mica mandare ad insegnare persone che non conoscono la punteggiatura e gli accenti. Anzi, bisogna bandirli dall'Impero d'Occidente. Semplici battute? Lo credevo, non lo credo più.

  • Francisco Goya scrive:
    28 maggio 2013 14:32


    Bravi, finalmente avete capito. Ci avete messo un po' ma l'importante è arrivarci.
    Ora vi spiego cosa succederà.
    Premessa: purtroppo per voi uscira dalla moneta unica non significa una mazza intermini di maggiore democrazia e meggiori diritti dei lavoratori. Vi siete fatti prendere per il naso e siete riusciti a non vedere al riguardo delle cose abbastanza brutali scritte nel libro del soggetto.

    Ma molti faranno il vostro stesso errore e quindi quello che succederà è che tra pochissimo uscirà uno ( o forse qualche ) movimento antieuro che avrà grande visibilità e attrarrà l'attenzione di una marea di ornitorinchi e babbuini da esperimento che crederanno che l'uscita dall'euro comporterà automaticamente maggiori diritti per i lavoratori, rinascita dello Stato e altre fesserie simili.
    Alla gente non gli cambierà niente con o senza euro solo che aderiranno bovinamente pur di far casino tutti in gruppo.
    Lo scopo finale, distruzione della piccola e medio-piccola impresa, tradimento dei diritti dei lavoratori, svendita del patrimonio dello Stato in forme fintamente obbligate, sarà raggiunto nell'inconspaevole tripudio generale.
    A me mi fanno un baffo ma qualcuno ci soffrirà parecchio, molto economicamente e un po' anche ideologicamente.

  • tiberio bagnarol scrive:
    28 maggio 2013 14:54

    dalla vostra descrizione sembra che Bagnai sia l'evoluzione di Grillo, ma con ben altre doti:accademico, preparato, puntuale nelle materie economiche, trascinatore per la sua cultura che spazia nel mondo classico, forse un esponente in grado di riempire il vuoto lasciato da una mancata rivoluzione con un nuovo fascismo italiano; sicuramente il suo Manifesto sottoscritto dall'amministratore delegato di Nomura è infelice, ma forse siete troppo duri con uno che ha sollevato il velo del grande sogno europeo che ha lasciato per le strade italiane , senza una spiegazione, circa 9 milioni di persone tra disoccupati, inattivi e sull'orlo del licenziamento; infine Voi dite -uscire da sinistra dall'euro- ma com'è possibile visto che in Italia la sinistra non esiste?

  • Francisco Goya scrive:
    28 maggio 2013 15:07

    Tiberio, è dei sentimentali telespettatori medi come te che ha bisogno Soros.
    Corri ad aderire al manifesto di Nomura che sarai perfetto come attivista.

    P.S.: Ti ha dato fastidio il "telespettatore medio"?
    Se te lo diceva il soggetto andavi in brodo di giuggiole...

  • Giovanni scrive:
    28 maggio 2013 15:46

    Il punto è, come Bagnai stesso ha sottolineato in un suo post che adesso non trovo più, che la democrazia è un metodo e non un contenitore.

    Fa la cosa sbagliata ma per la ragione giusta, l'ho già sentita. Vorrei tanto crederlo ma non ci riesco.

    Il metodo fideistico non mi piaceva in Barnard (ha scritto certe perle da libro Cuore sul suo sito) e non mi piace in Bagnai. E neppure le tattiche comunicative tipo "Siete tutti abbastanza intelligenti da capire", utili a mettere in soggezione il lettore. Ha ragione Fraioli, come si permette.

    Un manifesto con Quarantotto? Vedremo se e cosa esce. Io ho fatto lo stesso lavoro dei miei colleghi stabilizzati per troppi anni ormai, questa discriminazione è incostituzionale. Vorrei proprio sapere come fare valere i miei diritti calpestati, caro Quarantotto, perché attualmente non posso. Vedremo se uscirà un manifesto e si dirà qualcosa al riguardo, io sono piuttosto pessimista.

    Scrive Bagnarol: "sembra che Bagnai sia l'evoluzione di Grillo, ma con ben altre doti:accademico, preparato, puntuale nelle materie economiche, trascinatore per la sua cultura che spazia nel mondo classico, forse un esponente in grado di riempire il vuoto lasciato da una mancata rivoluzione con un nuovo fascismo italiano". Sì, io ora credo questo. Purtroppo.

    Sono sempre disposto a cambiare idea, ma solo davanti ai fatti concreti.

  • Brezzarossa scrive:
    28 maggio 2013 15:52

    "La lezione dovrebbe invece aiutarli ad aprire gli occhi, a comprendere che non esiste una scienza economica neutrale, oggettiva, al di sopra delle classi sociali. Dietro ad ogni “scienza”, per quanto vestita di una panoplia di statistiche e tabelle, c’è sempre una concezione della società. L’economia è sempre economia politica."

    Notevole, anche le virgolette su scienza. Certi seguaci elaboreranno il lutto, io l'ho già fatto da tempo.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    28 maggio 2013 15:58

    @ Francisco Goya:

    per niente, non ci ricrediamo per niente sulla categorica necessità di uscire dall'euro e dall'Unione. Che Bagnai, come adombra il Pasquinelli, da buon opportunista, abbia venduto l'anima al diavolo, non toglie un grammo agli argomenti che da anni, ancor prima di Bagnai, stiamo sollevando contro la gabbia liberista e antipopolare dell'Unione e della sua moneta.

  • Francisco Goya scrive:
    28 maggio 2013 17:23

    Fate bene, non voglio convincervi.
    Ma forse non mi sono spiegato; la lotta di classe delle élites si può fare indifferentemente con l'euro o con il non euro.
    Anzi se ci pensate essere nella moneta unica darebbe (condizionale) una forza contrattuale in più, che se gli italiani avessero messo i tedeschi con le spalle al muro dicendo che se non cambiavano le condizioni avrebbero rovesciato il tavolo qualcosa di buono si sarebbe ottenuto.

    Il risultato è che molto probabilmente tra poco nascerà un movimento di opinione che gabellera l'uscita come automaticamente buona per i lavoratori e per lo stato.
    Non è così; l'unica cosa importante sarebbe riuscire a ricreare una voglia di partecipare politicamente basata su una vera consapevolezza e non su attese miracolistiche vendute da furbacchioni, ma si tratta di impegnarsi in un duro lavoro sul campo sostenuti da intellettuali di alto livello...ipotesi ectoplasmatica, direi.
    Avremo modo di verificare e spero di avere torto (cosa possibilissima).

  • Roberto Mora scrive:
    28 maggio 2013 17:41

    Ma mi fate capire cosa trovate di così diverso tra il Manifesto sottoscritto da Bagnai e le esternazioni di Lafontaine?

  • Anonimo scrive:
    28 maggio 2013 19:08

    Ai Compagni del MPL,
    Vi invito a
    partecipare al Convegno sulla Sovranità Monetaria indetto dal Comitato per la Resistenza Italiana previsto il 01/06 a Roma presso l'Hotel Dei Congressi alle ore 14.30
    Hasta siempre la Victoria!

    Patriota Rosso

    http://socialismonazionale.files.wordpress.com/2013/05/sovranitc3a0.jpg

  • Ecodellarete.net scrive:
    28 maggio 2013 19:10

    @Roberto Mora

    Forse i diversi punti di partenza?

  • Francisco Goya scrive:
    28 maggio 2013 20:05

    @Redazione

    Volevo farvi una domanda per capire meglio la vostra posizione sull'uscita dall'euro.

    Siamo d'accordo sul problema del vincolo ma voi dite che bisogna uscire, io ho dei dubbi.

    La domanda è: se Bagnai stesso dice che questo problema dell' area valutaria ottimale riguarda anche l'Italia divisa in nord più forte e sud più debole, problema tutt'ora irrisolto a distanza di più di un secolo, perché allora non proponete la sovranità monetaria del meridione in modo che possa battere una propria moneta?

    Naturalmente mi interessa l'opinione di chiunque voglia rispondere.

    Grazie

  • Giovanni scrive:
    28 maggio 2013 20:32

    @Roberto Mora

    Alcune differenze potrebbero essere queste:

    "Al centro dell'ideale europeo ci sono la democrazia e lo stato sociale. Vogliamo coinvolgere quanto più possibile i cittadini e le cittadine sulle decisioni riguardanti la cosa pubblica, e vogliamo garantire attraverso un'assicurazione sociale la possibilità di coprire i cosiddetti rischi della vita."

    Nella parte finale puzza un po' di reddito di cittadinanza, ma una qualche forma di tutela della disoccupazione deve pur esserci.

    Un altro è questo:

    "L'Eurosistema attuale ci sta portando alla distruzione dello stato sociale, non solo nel sud Europa. La politica imposta dai partiti tradizionali e fondata sull'Agenda 2010 ha demolito lo stato sociale tedesco, e con una politica di dumping salariale deve essere considerata responsabile per il fallimento dell'Eurosistema."

    Il documento di Lafontaine almeno parla di questioni sociali, quello firmato da Bagnai no. Perché è un documento di ultradestra.

    E' il punto di partenza sbagliato ma vedrete che arriverà al punto giusto, direbbe forse lui. Ma non è lo stesso metodo per il quale ha aspramente criticato i suoi colleghi economisti del controintuitivo?

    Per non dire che va all'estero perché non è possibile collaborare con i "vermi del terrario nostrano". Ma proprio nessuno nessuno? Perché con l'ARS I rapporti politici sono nulli? Non si può intavolare alcun tipo di rapporto con nessuno di loro? Come può essere buona per gli italiani una soluzione che arriva senza il contributo di gruppi italiani a parte lui che tratta in europa ma rompe con tutti gli altri? L'unica resistenza italiana è quella che si coagula attorno a lui? Non era anche quello che criticava in Paolo Barnard? Ma adesso che lo fa lui va bene.

    No, spero che i suoi lettori lo capiscano.

  • bargazzino scrive:
    28 maggio 2013 20:51

    personalmente non mi fa scandalo pensare a piu' valute sovrane sul territorio italiano (sono un localista, diciamo).
    Avevo persino pensato che il casino a cui stiamo assistendo potesse portare allo sgretolamento degli Stati nazionali per via "interna" con i movimenti indipendentisti catalani, sardi (e perchè no, veneti e siciliani, per esempio).

    Comunque, la moneta deve "servire" non solo e non tanto "economie omogenee" ma popoli omogenei.

    Ora , è ben chiaro e noto che era problematico tenere insieme i vari popoli italiani, quelli europei, è semplicemente impossibile.
    ----------------------------------
    Sono quello che aveva riportato a 48 il vostro post che parlava del manifesto spagnolo.
    Lo riportavo scrivendo che pareva scritto da un Bagnai spagnolo, quel manifesto, tanto erano precisamente le argomentazioni di Bagnai, quelle esposte in quel documento.
    Ora, se uscisse un manifesto anche in Italia su quella base, redatto da Bagnai e/o "dai suoi" , voi non lo sottoscrivereste?
    Non vorrei che ci fosse una sorta di "primadonnismo" nel post di cui sopra (per altro ben argomentato, tuttavia, Bagnai stesso, nel primo commento al suo post in cui pubblicava il manifesto oggetto di scandalo, chiariva che non riconosceva tutti i punti di quel documento, ma riteneva quello l' unico percorribile punto di partenza per smantellare l' euro)

  • Roberto Mora scrive:
    28 maggio 2013 21:03

    Ma pensate davvero che in 40 righe di manifesto si possa esporre chiaramente un'idea politica? Il manifesto spagnolo e' lungo almeno 4 volte di piu'... Non conviene aspettare la presentazione per conoscere le reali opinioni dei firmatari a riguardo? Mi sembra tanto un processo alle intenzioni...

  • Francisco Goya scrive:
    28 maggio 2013 21:16

    Grazie per la risposta.

    Personalmente sono pronto a cambiare idea.
    Certo che accusare di primadonnismo Sollevazione di fronte alle uscite di B. è un po' forte, ma alla fine contano le proposte.

  • Giovanni scrive:
    28 maggio 2013 21:24

    Se uscisse un documento che affronta le tematiche riportate in quello di Lafontaine potrei pure condividerlo, ma non è uscito. Com'è che si diceva? Se mio nonno avesse tre ...

    Inoltre nessuno ha impedito loro di fare un documento più lungo. Non si parla di questioni sociali. E se non se ne parla .... non se ne parla.

    Aspetteremo anche la presentazione, ma nel frattempo è bene discutere la cosa ampiamente e pubblicamente.

  • bargazzino scrive:
    28 maggio 2013 21:55

    "accusarvi", anzi, sospettarvi, di "primadonnismo" non significa che non ritengo Bagnai una "prima donna" (tutt' altro).

    venendo al punto.

    Da quello che ho capito, ed è il motivo per cui condivido quello che ha fatto Bagnai firmando quel manifesto, quel documento "esogeno" serve (o servirebbe, staremo a vedere, sono io il primo a dirlo) a -testuali parole di Bagnai- "lasciare ampi spazi di manovra" per aprire un dibattito "ENDOGENO" (o nazionale) piu' ampio -da quello che ho capito- della mera questione "euro si/euro no" in cui far emergere, per esempio, la questione dell' indipendenza della banca centrale e i principi costituzionali abbondantemente disattesi da Maastricht in la ma in realtà dal 1981 in la (almeno).

    Detto questo, io non vorrei che personalismi e "vocazioni a scissioni dell' atomo" della sinistra portassero a inutili divisioni perdendo di vista le comuni visioni d' insieme.
    Inoltre, credo sia velleitario pensare di volere "tutto e subito" o di percorrere vane pulsioni massimaliste.
    Ovvero; la "lunga corsa discendente" dei diritti dei lavoratori è pretenzioso pensare di azzerarla dall' oggi al domani, quello che conta, E' INVERTIRE LA TENDENZA.
    E, credo, questo sia uno degli obiettivi di Bagnai (parlo sempre delle mie impressioni e mi riservo di verificare, sia ben chiaro).

    Che poi Bagnai abbia un ego un po', un bel po', ridondante, non si discute.


  • Socialismo_48 scrive:
    28 maggio 2013 22:30

    O groya ma per piacere euro o non euro un cavolo " la lotta di classe si può lo stesso". Con sta storiella del proletariato europeo unito ( che parla trenta lingue diverse) che sposta " a sinistra" l' unione europea ci si è già schiantata la sinistra radicale italiana. Sarebbe ora di voltare pagina.

    Poi non si può paragonare il discorso valutatorio ottimale dal livello europeo a quello italiano. L' italia ha una lingua comune, una sua repubblica, una sua costituzione e si era anche data uno statuto dei lavoratori comune. Il tutto senza il manganello dell' euro non lo si sarebbe mai riuscito a fare a pezzi. La sinistra che rivendica la resistenza e la costituzione deve schierarsi contro l' unione europea. Con i mille difetti che ha bagnai su questo punto( costituzione, differenza europa e italia) però ha risposto molto bene in una delle sue ultime conferenze.

  • Giovanni scrive:
    28 maggio 2013 22:33

    @Bargazzino

    E' soprattutto sul dibattito "endogeno" il punto. Con chi? E ritorno su quanto ho segnalato sopra. I rapporti politici con l'ARS sono nulli come dichiara Fiorenzo. Quelli con Sollevazione sono fortemente conflittuali.

    Solo con quelli selezionati da lui come voleva fare Barnard? Va bene aspettare, potendoselo permettere, ma occorre anche cercare di capire per tempo interpretando i segnali. I segnali che ho visto non mi piacciono. Ma come ho scritto sopra, posso sempre cambiare idea davanti a fatti concreti.

    Considera che io leggo Bagnai da quando ho trovato il suo articolo del "ramo", credo su sinistrainrete. Saranno stati i primi mesi del 2011 se non sbaglio, comunque da prima che aprisse il blog.

    Non sono un "seguace" ma nemmeno un "nuovo arrivato". Cerco però di mantenere sempre alto il mio livello di guardia, per quel che posso, l'esperienza mi ha insegnato che meglio così.

  • Francisco Goya scrive:
    28 maggio 2013 23:13

    @Socialismo48

    Guarda che hai capito al contrario.
    Ho scritto che le élites fanno la "loro" lotta di classe con o senza l'euro (il con o senza può tranquillamente diventare il terreno di conflitti fra élites quindi non stavo dicendo che il popolo può fare lo stesso la lotta di classe).
    Ho scritto appunto che il popolo non è minimamente unito, anzi non credo si possa nemmeno più parlare di popolo ma, come diceva Toni Negri molto acutamente, di "moltitudini".
    È che avete gli schemini pronti. Chiamiamola "precomprensione" che fa più figo.
    Sull'euro cerco di dire che l'uscita sarà in misura maggiore o minore un trauma e se la gente non sarà consapevole del percorso e degli obiettivi abbandonare la moneta unica potrebbe diventare una questione molto scomoda.
    Quindi la chiave è svegliare la gente e non l'euro.
    Per questo credo che un'operazione politica gestita esclusivamente dall'alto non funzionerebbe.

  • barbaranotav scrive:
    29 maggio 2013 01:10

    per quanto possa contare, ripongo la mia fiducia e stima per l'onestà intellettuale di Pasquinelli.
    Pur condividendo la contrarietà all'euro con il Prof Bagnai la sua alterigia e supponenza sono davvero indigeste.
    Grazie per l'ottimo articolo

  • Redazione SollevAzione risponde:
    29 maggio 2013 16:55

    «... perché il documento di Bagnai è di ultradestra».

    Diciamo di destra, così ci mettiamo d'accordo.
    Dove "destra" è una convenzione semantica, di cui il "neoliberismo" e il "monetarismo" sono solo declinazioni, per di più al tramonto.
    La crisi storico-sistemica mostra che entrambi queste modalità non funzionano e siccome non funzionano non portano consenso sociale.
    Le élite dominanti debbono dunque correre ai ripari, inventarsi altre narrazioni, proporre un nuovo modello di superficie, ovvero econometrico e valutario, per puntellare il sistema allo sfascio.
    Qui il succo della mia critica al Bagnai.
    Al netto delle soluzioni ingegneristiche ("segmentazione controllata") i firmatari si sono fatti avanti mettendosi al servizio di ben precise frazioni delle classi dominanti per evitare che il sistema crolli.
    Qui il salto della quaglia.
    I tifosi del Bagnai possono frignare all'infinito ma il "sommo economista" è passato inopinatamente dall'idea della rottura dell'eurozona e dell'Unione (di cui l'Italia doveva essere apripista) a quella della sua preservazione via "segmentazione controllata" dall'alto.
    Che poi il Bagnai tenti di giustificarsi, dicendo che non condivide tutto quanto il Manifesto, è comprensibile, visto il salto mortale. La svolta rimane e sarebbe grave sottacerlo.
    Che poi il tentativo di "aggiustamento monetario" possa far uscire i paesi europei dalla crisi, beh questa, se non l'avevate capito mi ripeto, la considero solo una pia illusione.
    Quindi la mia critica in punto di teoria. Se vuoi riuscire a guarire un malato devi prima capire di che malattia si tratti. L'analisi della crisi di Bagnai era già sballata prima della svolta. Sulla base di quella analisi fallace (crisi di squilibrio delle partite correnti) si può ben passare da una terapia a base dii antibiotici ad una a base di aspirina. Nessuna delle due salverà l'eurozona dal suo collasso.

    Moreno Pasquinelli

  • Anonimo scrive:
    29 maggio 2013 22:40

    Il Nostro, cui vanno riconosciuti alcuni meriti, non è assolutamente quel mostro sacro di economista che si spaccia (e pensa sinceramente in cuor suo) di essere, come dimostra il suo "non eccelso" ranking, paragonato a quello di tanti altri economisti che lui ritiene di aver "sputtanato" (fatta salva successiva ironica giravolta su "chi ce l'ha lungo - il c.v.").

    Furbizia è stata quella di aver saputo vendere bene la sua opposizione al mainstream eurista, pubblicizzando in tutta Italia la sua persona e il suo libro (dove troverà il tempo per l'università di Pescara?) e propalando a destra e a manca (ai non adoranti, ma anche agli adoranti che ai suoi occhi "sgarrano") insulti, minacce e un po' di sana erudizione.

    Analisi politica? 0.0 ché è elementare capire che l'euro è solo uno degli strumenti in mano alle élites capitaliste: ad esempio il proletariato UK, privo di €, non è che se la passi tanto meglio di noi, e così tanti altri, già ora privi di quel demone (€) liberandoci dal quale vivremmo tutti più ricchi e felici (secondo il Nostro).

  • Questo commento è stato eliminato dall'autore.
    Francisco Goya scrive:
    30 maggio 2013 01:50

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

  • Giovanni scrive:
    30 maggio 2013 15:29

    @Redazione

    Giusto. E' che io tendo a percepire la destra finanziaria come ultradestra visto il ruolo estremista che sta giocando.

    Anche se effettivamente quel termine identifica ben altre formazioni.

  • Jugoistriano scrive:
    30 maggio 2013 22:06

    Ciao, Moreno! Vai avanti cosi'! Ti leggo volentieri.
    Un compagno di lotta!

  • gengiss scrive:
    3 giugno 2013 15:43

    Per quanto ne so, quel manifesto Bagnai l'ha solo firmato, non l'ha scritto, e quindi non riflette pienamente il suo pensiero. L'uscita della Germania dall'euro (al momento del tutto utopistica, visto che sono gli unici che ne traggono vantaggio), può essere considerato un obiettivo minimo o intermedio: il vero obiettivo resta la sovranità monetaria.

  • Giacomo Barbari scrive:
    5 giugno 2013 11:24

    Quoto gengiss.

    Di grazia, l'iniziativa internazionalista di Sollevazione la potremmo vedere?

    Si pensa forse che un paradigma che ha letteralmente dominato il mondo, infiltrandosi in qualsiasi sede, creandone altre, disattivando regole e istituzioni ("i'munnu i'è cattivu", cito a memoria Fiorenzo) sta a sentire la linea dura e intransigente di noi altri? E io non sono in disaccordo con molte delle analisi qui proposte, non con tutte.

    Però cazzarola a un certo punto al tavolo con anche soggetti che riteniamo INUMANI ci si deve andare. Spetta a noi orientare poi una discussione aperta internazionalmente, nel modo che riteniamo più costruttivo.

    Ma se personalità di disparate estrazioni, incompatibili si potrebbe pensare, fanno una proposta dove si chiede alle istituzioni (che sono quelle che sono e noi e voi compagni in esse NON SIAMO PERVENUTI da... ehm... fatemi pensare... ehm... non lo so, io ancora non ero nato direi, passerò i 28 anni tra una settimana) di affrontare un problema finora discusso principalmente in modo fazioso, falsato, minatorio e Orwelliano ormai, ovvero:

    Smonta sta cazzo di Eurozona e vediamo di non fare troppo casino. è ancora approssimativo, firmato da qualche Vampiro e tutto... ma si è arrivati a fare una proposta che menzioni il problema dell'Euro e la trasversalità (per quanto potrebbe essere 100 volte più ampia, sembra che da queste parti piaccia, l'ampia trasversalità, e farsi una comoda casetta a una delle estremitá di essa) delle appartenenze dei soggetti coinvolti, fa capire che non è un movimento unitario a inoltrare la proposta, ma personalità che sono consapevoli di un problema. E vogliono porre ora il problema a chi di dovere.

    Spetta a noi tutti, se la proposta si dovesse iniziare a discutere, far capire dove si vuole andare poi. E suppongo anche i cittadini e compagni tedeschi, francesi ecc. faranno lo stesso. O vogliamo credere che un'Italia rincoglionita dai Casta-merda, Forza Panino e Gruppo L'Espresso, in 2 o 3 mesetti si compatta e sbatte la porta unilateralmente per diventare un'oasi di prosperità e "si fottano i mercati e sto brutto stronzo di un capitalismo" ... si stanno ammazzando in parecchi, e siamo solo all'inizio della gimcana che ci hanno organizzato. Non prendetemi per un omologo Sole24oriano, ma anche noi si deve Fare Presto, compagni, ve ne rendete conto mi par di notare


    Credete che a "cambiare le cose" incontrerete belle personcine? La domanda è: chi incontrate di solito nelle occasioni "propositive" in veste di associazione?

    Credete che vi/ci (WC) molleranno un centimetro gli esponenti di quel Potere che lancerebbero un orfanotrofio dentro un frullamaiali per vincere una partita a carte?

    "Rivoluzione, ORA!!!" E scappano a gambe levate? Vi sentite così forti, in virtù del fatto che sapete perfettamente ogni piega che da Vercingetorige in poi ha causato un perenne sfruttamento delle masse dei lavoratori?

    è un brutto mondo, lo so.

    Ma ripeto dunque la domanda:

    C'è un qualcosa da mettere sul tavolo dei padroni a un certo punto? è in programma? O i germi capitalisti nelle stanze del potere vi causerebbero paresi fulminante all'istante?

    Intendo qualcosa che là a Francoforte, Roma, Bruxelles, 'ndo ve pare ascoltino, o che risulti degna di ascolto da parte anche di qualcuno di 'ste élite.

  • Giacomo Barbari scrive:
    5 giugno 2013 11:25

    Se no dite chiaro e tondo che li ammazziamo e andiamo...io vengo. Sono andato allo stadio qualche anno fa, non meno le mani molto bene, non l'ho mai fatto invero, ma per prendere a pugni la pappagorgia di un Banchiere o di un delegato della Siemens posso sempre imparare.

    O forse contate che lorsignori spariscano come in quel video di quei capitalisti neomelodici dei Coldplay? (Si scherza eh...)

    Sono solo domande. Non voglio accusare nessuno, ma osservo che da queste parti non va bene mai nulla, e dunque da altre parti non succede mai nulla.

    E badate, sono d'accordo con molte analisi, ma poi mi guardo intorno e penso che se provo a proiettarle nella "massa", l'élite sembriamo più noi altri intransigenti a tutti i costi, solo che nemmeno una rete telefonica se semo riusciti a pijà.

    Grazie per i contributi. Ma cerchiamo di non spaccarci come sempre. Vigiliamo su tutto, questo è lo spirito, ma qualcuno in più va convinto, e per ora Draghi & co. sembrano essersi messi avanti col lavoro.

    Giacomo

  • Anonimo scrive:
    1 settembre 2013 12:58

    Cerchiamo di ricordare, qualche volta, che l'infelice Saddam (assieme all'ancora più infelice Irak) è stato fatto fuori perché si stava orientando a lasciare i Petrodollari per l'Euro.

  • Anonimo scrive:
    3 novembre 2013 05:33

    Non ho capito quale sarebbe il tradimento di Bagnai.
    Ha firmato un manifesto in cui si parla in sostanza di fine dell'euro.
    (segmentazione controllata per me significa che i paesi forti avranno una loro moneta, i deboli un'altra, o magari altre).

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