sabato 8 dicembre 2012

SE BERLUSCONI TORNA IN PISTA


La destra e l'euro

di Moreno Pasquinelli

Berlusconi rientra in pista, pare. E forse si appresta, in vista delle elezioni, a giocare il tutto per tutto per tenere a galla il suo partito moribondo. Moribondo il suo partito, non del tutto il suo blocco sociale, che forse vorrà ricompattare giocando la partita non solo anti-desca ma anti-euro. Quanto è forte questa possibilità? Ecco quanto scrivevamo l'11 ottobre dell'anno scorso.

Davanti ad un consesso prestigioso, gli stati generali del commercio estero italiano, ieri Silvio Berlusconi, che per chi se lo fosse scordato non è solo il Primo ministro ma il capobastone del Pdl, ha pronunciato una stoccata contro l'euro che ha suscitato un vero e proprio pandemonio.
I media mainstream, quelli la cui proprietà è in mano ai ristretti gruppi oligarchici per cui l'Unione europea è un dogma intangibile e l'euro un totem più sacro di Gesù, gli stanno dando addosso come mai prima. Finché lo dicono piccole minoranze politiche, o economisti "sfigati" passi, se lo dice Berlusconi è un peccato mortale.

Ma cos'ha detto esattamente Berlusconi? Sentiamo: «L'euro non ha convinto nessuno, è una moneta strana, non c'è una banca di riferimento e non ha un governo unitario l'economia. È un fenomeno mai visto, ecco perché c'è un attacco della speculazione e risulta problematico collocare i titoli del debito pubblico».[Corriere della sera
Il Corriere, guarda un po', ha tuttavia censurato la frase di Berlusconi, omettendo furbescamente questa "frasetta": «...perché non é [la moneta, Nda ] di un solo Paese ma di tanti che però non hanno un governo unitario né una banca di riferimento. È una moneta strana, attaccabile dalla speculazione internazionale» [Il sole 24 Ore]

Bene! Bravo Berlusconi! Sette più!

Egli ha dato voce a quello che tanta parte della stessa borghesia italiana pensa, all'opinione di tanti semplici cittadini, quello che gli stessi poteri oligarchici sanno bene ma non dicono e vorrebbero non si dicesse: che la fondazione dell'Euro è stato il più grande azzardo della storia economica europea, che esso è destinato al fallimento. A conferma di quanto andiamo dicendo da tempo, che l'euro non sopravviverà a questa crisi sistemica del capitalismo occidentale, e che salvarlo è un'impresa vana.

L'affermazione di Berlusconi non è solo una battuta estemporanea. Secondo me è davvero ciò che egli pensa davvero. Del resto, Carlo De Benedetti, tessera n. 1 del Partito Democratico, uno dei demiurghi della moneta unica, in camera caritatis, così scriveva: «Si era anche detto: facciamo la moneta unica e la confluenza tra le economie seguirà. Ricordo lunghe discussioni avute con Jacques Delors nel '91-92 quando si cominciava a ipotizzare la creazione di una moneta unica. Delors, e più modestamente io, sapevamo benissimo che sarebbe stato necessario che le varie nazioni europee accettassero di cedere sovranità a favore di un'unificazione politica monetaria e di budget delegata a Bruxelles. Ma eravamo consapevoli che, poiché la politica non era maatura per questa idea, la soluzione migliore era prendere il toro per le corna: adottare la moneta unica nella convinzione che la politica sarebbe seguita, che gli stati sarebbero stati costretti a far convergere le loro politiche monetarie e fiscali. Sbagliato, nessuna converegnza si è verificata, anzi alcuni indicatori mostrano un allargamento delle distanze iniziali». [Il Sole 24 Ore, 11 dicembre 2010]
E' qui spiegato, in poche e concise parole, che dietro la fondazione dell'euro non c'era solo un'idea dirigistica e tecnocratica, che l'euro è stato imposto alla "politica", alle nazioni e ai popoli, in ossequio agli interessi della grande finanza europea.

Il titolo dell'articolo in questione era programmatico: «Due euro meglio che niente», segno che anche anche nei ristretti cenacoli delle classi dominanti c'è la consapevolezza che il progetto euro è fallito, e che una maniera per uscirne, prima che sia troppo tardi va trovata, magari con due euro invece che uno. Un anno è passato, la crisi si è approfondita, e si vede che fare marcia indietro mettendo tutti d'accordo è impossibile. Si è visto, a solare conferma del fallimento dell'euro, che Germania e Francia, proprio loro, sono i paesi che non vogliono fare ulteriori cessioni di sovranità. 

Abbarbicate all'euro restano oramai, veramente, solo le sinistre borghesi, qui in Italia il Pd, con le sue appendici "radicali". Alcuni giorni fa è stato diffuso un appello per salvare l'euro a tutti i costi, ovvero per istituire un Ministro del tesoro europeo e per fare il salto verso una vera e propria entità statale europea (la stessa posizione, sostanzialmente, della "sinistra radicale" italiana: "cambiamo l'Europa per cambiare l'Italia") firmato da tipi come Joska Fisher, Daniel Cohn-Bendit, Emma Bonino et similia. Degno di nota che l'appello in questione sia stato ideato lanciato da... George Soros! Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.....

De Benedetti e Soros confermano però che Berlusconi ha ragione: o l'Europa passa allo stadio di un'unità politica statuale, per quanto federale oppure l'euro è segnato. Ma questo non è un passo avanti, è un salto vero e proprio, un salto mortale che proprio Germania e Francia, non vogliono fare.

Il "piccolo" particolare è che se l'euro viene giù rischia sul serio di crollare tutto l'edificio imperialistico, di qui la pervicacia dei poteri oligarchici nel tentare di salvarlo ad ogni costo, a costo di gettare interi popoli alla fame. Le classi dominanti sono quindi in pieno impasse, sono divise, lacerate, incapaci di prendere decisioni definitive.

Premonizioni

Sotto un potente e fulmineo fuoco incrociato, Berlusconi ha dovuto fare marcia indietro, Era appena uscito dall'assise in cui ha pronunciato le sue fatidiche parole, che egli diffondeva questo dispaccio: «Come al solito, si cerca di alzare pretestuose polemiche su una mia frase interpretata in maniera maliziosa e distorta. L'euro è la nostra moneta, la nostra bandiera».

Questa rettifica nulla toglie al fatto che un tabù è stato violato, che finalmente, grazie all'uomo più inviso alla sinistra, la questione euro sì euro no, è finalmente messa all'ordine del giorno. la crisi si acuirà, il panorama politico verrà terremotato, in molti dovranno riposizionarsi, altri costretti a fare capriole e salti mortali.

In questo quadro si inscrive la questione di che fine fa il berlusconismo. In un articolo  25 settembre scorso, «LA RIVOLTA REAZIONARIA DELLA BORGHESIA», sul tema della sorte del blocco sociale berlusconiano-leghista a trazione padana, scrivevamo:

«Escludo che l'attuale cricca di trafficanti che guida l'ectoplasma sia in grado di giocare in anticipo il tutto per tutto, la carta del "default" e dell'uscita dall'euro. Ma se essa lo facesse, sarebbe una mossa spettacolare quanto efficace. Sarebbe una mossa che otterrebbe il consenso del suo blocco sociale, che non è composto da imbecilli, ma da borghesi che non vogliono farsi portar via dallo Stato i loro beni per tenere in piedi l'euro. Che non possono accettare di morire per salvare la vita all'Unione europea».

Le affermazioni di ieri di Berlusconi indicano che questa possibilità, non è esclusa, che Berlusconi e Bossi, in caso di decomposizione del loro governo, potrebbero giocarsi la carta dell'uscita dall'euro, dando un'identità forte ad un movimento reazionario di massa e lasciando alla sinistra aggrapparsi al cadavere. Per questo c'è urgente bisogno che si sollevi una forza politica di massa che perori l'uscita dall'euro, che è nei fatti, legandola ad una prospettiva di fuoriuscita dal sistema. 

Non dire quindi gatto se non ce l'hai nel sacco.

«La palese sconfitta elettorale del beluscon-leghismo [elezioni amministrative di maggio 2011 , Nda] non è tuttavia un crollo. Non c'è il disfacimento del blocco sociale che sorregge l'alleanza. La crisi economica e sociale ha solo scalfito questo blocco, che infatti tiene. Attenti a non scambiare il tramonto del fenomeno politico del berlusconismo col tracollo dell'ectoplasma sociale sottostante. Se le nostre analisi sono giuste questo blocco reazionario di massa è più vivo che mai e l'alleanza di centro-destra ne è solo la forma politica momentanea e larvata. La forma definitiva che potrà prendere lo decide il decorso della crisi economica e sociale». [DAL TRAMONTO DI BERLUSCONI ALL'AURORA DELLA RIVOLTA SOCIALE]
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16 commenti:

  • Anonimo scrive:
    8 dicembre 2012 12:59

    "Il "piccolo" particolare è che se l'euro viene giù rischia sul serio di crollare tutto l'edificio imperialistico". Questa previsione mi sembra un po' apodittica o quanto meno bisognosa di spiegazione. Perchè dovrebbe crollare l'edificio imperialistico ? La nervatura monetaria del sistema imperialistico non è il dollaro?
    O questo sta così male da essere in fin di vita?

  • Anonimo scrive:
    8 dicembre 2012 13:26

    Io desidererei qualche chiarimento sul simbolismo del fotomontaggio perchè mi sembra anfibologico, cioé a doppio senso.
    Qiuella maschera di Grillo tenuta in mano quasi come copertura della propria faccia vorrebbe forse adombrare che il Grillo è una controfigura del B. nazionale, cioè che dietro l'agire del "Libertador" ci sarebbe lui?
    Oppure che il B. ha l'intenzione di far proprie le idee di Grillo trasformandosi in replicante e pescando nel di lui potenziale elettorato sottraendogli i voti dei malcontenti della politica?
    La maschera se la sta mettendo oppure levando?
    In tal caso l'idea figurata mi sembrerebbe forzata, gratuita e forse anche poco intelligente (come trovata), sempre con il massimo rispetto per il creatore della figura. A volte può capitare che una vignetta riesca male dal punto di vista simbolistico e le immagini sono per loro natura sempre ambigue.

  • Anonimo scrive:
    8 dicembre 2012 13:36

    Mi piacerebbe che l'Autore della vignetta fotomontata mi potesse fornire gentilmente qulche chiarimento sul suo significato.
    Il B. sta togliendosi o mettendosi la maschera di Grillo?
    Nel primo caso si vorrebbe forse dire che dietro Grillo c'è Berlusconi? Per me questa sarebbe una insinuazione gratuita e senza fondamento alcuno.
    Nel secondo caso si vorrebbe dire che il B. é in procinto di adottare la "linea Grillo" per fargli concorrenza e per sottrargli elettori?
    Le idee di Grillo sono sempre state originalissime e controcorrente, ma sono prive di copyright. Chi più abile ed astuto di B. ?

  • Ezio scrive:
    8 dicembre 2012 13:46

    amico Anonimo, mi pare sinceramente una questione di scarsa importanza. Come mai tanto interesse per la vignetta?
    E' il contenuto della'rticolo ciò che conta, e mi pare molto interessante.

    In ogni caso, a mio parere è evdente che la vignetta va intepretata così: Berlusconi prova a fare Grillo perché ha capito che certe parole d'ordine portano voti.

  • Anonimo scrive:
    8 dicembre 2012 13:58

    Io ho sempre pensato che al nostro B. piaccia l'ambiguità perché essa permette di dire due cose di senso opposto in una volta sola. Sarebbe il classico "NI" che alcuni considerano tipicamente italiano. Ricordiamoci che l'Itaia è la terra della "Sibilla Cumana" i cui responsi (come quelli di una certa parte degli Astrologi e del famoso Oracolo di Delfi) erano a doppio senso. A questo proposito sono ormai noti il dire e il disdire del B. "nazionale" (sono molti i B. in quest'epoca storica : il B. francois, Bersani, Begin, Barroso, Barack, Bonaldo, Bertinotti ecc ...).
    Dicendo due cose in una volta sola ci si mette al riparo dalle smentite e dalle contestazioni.
    Tecnica perfetta in politica, soprattutto. Di estremo vantaggio c'é il fatto che nessuno capisce ciò che si pensa e che qualsiasi cosa succeda si può sempre dire di averla prevista. Così non si sbaglia mai. "L'avevo detto io!! ....."

  • Sollevazione scrive:
    8 dicembre 2012 14:09

    E' solo un fontomontaggio.
    Tuttavia, per venire alla domanda:
    «Oppure che il B. ha l'intenzione di far proprie le idee di Grillo trasformandosi in replicante e pescando nel di lui potenziale elettorato sottraendogli i voti dei malcontenti della politica?
    La maschera se la sta mettendo oppure levando?»
    Risposta: se la sta mettendo.

  • Anonimo scrive:
    8 dicembre 2012 14:20

    Può darsi che la questione sia di secondaria importanza, ma a me piacciono le vignette (specie quelle umoristiche) perché sono le uniche cose che ti fanno un po' sorridere in questo mondo tutt'altro che paradisiaco
    Questa però non mi sembra una vignetta umoristica e non mi fa per niente sorridere benchè il comprenderla possa essere utile. Dopotutto é sempre una interpretazione sintetica di una realtà in cui siamo immersi e che presenta aspetti inquietanti. Si dice giustamente che una immagine valga un fiume parole.
    L'articolo tratta argomenti di lana caprina discussi da una miriade di commentatori più o meno esperti, più o menio competenti, più o meno informati e più o meno sinceri. Ogni persona si fa la propria opinione leggendo e ascoltando, ma soprattutto vivendo e soffrendo (quasi sempre). Io penso che noi cittadini di questo Stato dovremmo sorattutto dar più peso alle esperienze esistenziali dirette che non alle parole di chi magari ha tutto l'interesse a profittare di noi. Se qualche "politico" interpreta il nostro stato d'animo (che in questa ultima fase storica é profondamente turbato) in maniera consona l'ascoltiamo più attentamente e con più simpatia di chi dice e disdice e ha fatto soprattutto i propri interessi.

  • Anonimo scrive:
    8 dicembre 2012 14:29

    Grazie del gentile chiarimento. Era proprio la lettura che anch''io ero portato a fare!
    Un trasformismo un po' d'abitudine (penso alla miserrima fine di Gheddafi).

  • Anonimo scrive:
    8 dicembre 2012 14:42

    Il dire una cosa e poi affermare il contrario, fa pensare ad una persona che non sia libera di sprimere sinceramente il proprio pensiero e che, dopo aver brevemente rilettuto su quanto detto in precedenza o per aver captato delle osservazioni censorie, magari anche ostili, si ravvede prontamente per timore di attirarsi le ire di qualcuno.
    Non é simpatico ricordarlo perchè tutti nella vita abbiamo il diritto di mutare opinioni, ma B. è stato iscritto ad una Loggia e chi sa qualcosa di Massoneria e dei suoi rituali non può non aver presenti gli infrangibili giuramenti che gli adepti pronunciano, giuramenti che, se violati, prevedono severissime sanzioni: persino uaque ad capitem. Mi viene in mente il povero banchiere Calvi. Anche nell'ambito delle Mafie c'è questa usanza.

  • Anonimo scrive:
    8 dicembre 2012 14:47

    Errata corrige, per favore: esprimere anziché "sprimere". Errore di battuta, dispiaciuto!

  • Anonimo scrive:
    8 dicembre 2012 15:48

    Il rischio c'è eccome. Parafrasando Woody Aleen:

    "il dollaro è morto .... e anch'io non mi sento troppo bene".

    Comunque più che un crollo di tutto l'edificio potrebbe trattarsi di una profonda ristrutturazione, occasione imperdibile di consolidamento.

    Alberto Conti

  • Anonimo scrive:
    8 dicembre 2012 16:21

    C'è una sinistra analogia con manipulite1, che ha sdoganato il centrosinistra giusto per far finta poi di bipolarizzare il fenomeno berlusconi1.

    Questo volgare piazzista non ha freni inibitori, si crede immortale e perciò ci prova ancora quasi vent'anni dopo a cavalcare l'analogo momento politico, il vuoto (a se stesso, ma questo agli italioti berlusconiani non importa)da riempire con la maschera del deus ex machina che solo può salvare il belpaese (Galbani vuol dire fiducia ...)

    L'idea non è quindi originale, e il metodo neppure: i sondaggi di marketing, la sua vera professionalità, che gli dicono quali balle e quali vane promesse propinare alle teste vuote sempre pronte ad ascoltarlo sui canali gratuiti.

    Se dovesse riuscire sarebbe nel migliore dei casi un "berlusconi2, la vendetta", di qualità ancor più scadente dell'originale (ma questo agli italioti berlusconiani non importa).

    La vera differenza è che questa volta la situazione è molto più seria e papà dollaro non potrà più coprire le spalle a cani e porci come ha sempre fatto in precedenza nella misura e nei tempi in cui gli conveniva.

    Forse esiste perfino una saggezza della stoltaggine, per un popolo immune alle vaccinazioni della storia (ricordate il clamoroso errore di previsione di Montanelli prima di morire?), che non riconsegnerà quindi lo scettro al mafioso di Arcore, ma solo un premio di consolazione, che in fondo è quello che lui cerca allo scopo di sempre, quello di salvarsi le chiappe, quantomeno quelle di Marina e Piersilvio.

    Il tanto auspicato momento del "que se vayan todos" è purtroppo rinviato, sempre che ci sia quel futuro più propizio. Stiamo veramente chiedendo troppo alla provvidenza.

    Alberto Conti

  • Anonimo scrive:
    9 dicembre 2012 13:24

    Un tipo come il signor B. era difficile potesse restarsene in posizione subalterna. Era semplicemente in "stand bay". Ne vedremo delle belle perchè un terremoto negli schieramenti e nelle alleanze sarà inevitabile. Inoltre ci sarà lo Tsunami del banksterworld e già si stanno gonfiando le ondate. Peccato che la "spina" non sia stata staccata prima, ma il signor M., con le sue "riforme" ha tolto parecchie castagne dal fuoco al signor B. che per un po' non avrà brighe con i Sindacati che hanno ancora ben poco da salvare per quanto concerne il Welfare grazie alla solerte opera dell'altro signor B. che ha dato una valida mano anche lui a tenere il manico della padella.

  • Lorenzo scrive:
    9 dicembre 2012 15:20

    Ragazzi... ma che volete di più? Il capo del partito di maggioranza fa cadere il boia n.1 con dichiarazioni antieuro e anti-Merkel, le capitali europee impaurite, la macrostabilità della classe politica finalmente incrinata... e invece di fare i salti di gioia voi vi lamentate?

  • Sollevazione scrive:
    9 dicembre 2012 18:27

    E chi si lamenta?

  • francesco la mantia scrive:
    10 dicembre 2012 12:47

    Fa pena in Italia vedere una sinistra in difesa dei poteri forti franco-tedeschi,che stanno distruggendo il siistema Italia, penso a quelle piccole imprese agricole o manifatturiere del sud; Monti e il PD hanno portato l'Italia verso la Grecia.

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