25 ottobre: CONSEGNATO A DRAGHI IL FOGLIO DI VIA

lunedì 28 febbraio 2011

LIBIA: IL DISSENSO DI DUE LETTORI

Tripoli: la manifestazione promossa dai lealisti l'altro ieri
«Non è come in Egitto o Tunisia: questa è una rivoluzione colorata filo-imperialista»



Pubblichiamo qui sotto due interventi critici di nostri lettori.
Proviamo ad aprire un dibattito. Quanto prima la risposta della Redazione

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domenica 27 febbraio 2011

GHEDDAFI: UN ATTORE COMICO?

"Gheddafi non può scappare, in questo bunker c'è la sua vita"
«L'ultimo atto del raìs sotto assedio»

di Alberto Negri*



Chi non lo abbandonerà nel bunker saranno le Amazzoni, la guardia del corpo femminile che si immolò per salvargli la pelle in un attentato alla Sirte. Gheddafi è all'ultimo atto: ha ragione Robert Fisk sull'Independent ad affermare che non è un Re Lear pronto a fare cose che "dovranno empire di terrore la terra".

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sabato 26 febbraio 2011

DA TOBRUK A TRIPOLI

Galleria fotografica


Bengasi, 21 febbraio: la città è liberata

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venerdì 25 febbraio 2011

LIBIA: UNO STATO-NAZIONE FALLITO

Angelo Del Boca, storico del colonialismo, antimperialista
«Perché il regime di Gheddafi è in disfacimento» 

Intervista ad Angelo Del Boca

Tripoli a un passo dalla capitolazione. Fino a pochi giorni nessuno avrebbe scommesso sulla caduta di Gheddafi. La Libia - tanto per fare qualche numero - aveva un surplus di ricchezza tra i più alti in Africa. Nel 2009 le risorse disponibili per i capitoli di spesa ammontavano a 26 miliardi di euro. Il debito pubblico era fermo, ormai da anni, al quattro per cento del Pil. Un´utopia irraggiungibile per molti paesi occidentali. Perché allora questa rivolta? Lo chiediamo allo storico Angelo Del Boca, storico del colonialismo, antimperialista e profondo conoscitore della Libia.

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SE GHEDDAFI TIRA IN BALLO BIN LADEN

Derna, Libia, 23 febbraio
Chiamata di correo della NATO contro il proprio popolo


Dopo l'insurrezione la guerra civile. 
E domani l'inferno di un'invasione militare USA-NATO?


di Moreno Pasquinelli*


Messi in stato d'assedio da una rivolta senza precedenti, i notabili del "capitalismo burocratico" libico, forti di un consenso di massa nella città di Tripoli come in altre zone del paese, sono  passati al contrattacco.



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giovedì 24 febbraio 2011

MARX E' MORTO, E NOI STIAMO BENINO


La tabella qui sopra indica la progressione del numero delle pagine visualizzate dai lettori del nostro Blog. Si tratta delle statistiche fornite da Google, che offre questo servizio dal luglio scorso. E' noto che le statistiche sono a volte aleatorie, Google assicura che i suoi dati sono affidabili, ovvero che il criterio delle pagine viste è il meno incerto.

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CUBA: SE CI SI METTE ANCHE FULVIO GRIMALDI

Fulvio Grimaldi ai tempi della difesa della Jugoslavia
durante i bombardamenti NATO nel 1999
«C'è sempre chi sta un passo più a sinistra»

di Annalisa D.

riceviamo e pubblichiamo


Sono tra coloro che hanno sempre seguito le giuste battaglie politiche e di controinformazione di Fulvio Grimaldi. Quando ho potuto ho partecipato alle sue iniziative e le ho sostenute, tra cui quelle in difesa di Cuba, paese di cui Grimaldi è da tempi non sospetti strenuo difensore.

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CORRISPONDENZA DA TUNISI

Con il velo e senza, le donne hanno
avuto un ruolo decisivo nella rivoluzione
democratica tunisina
Laicità, Islam e democrazia 

di Alma Allende* 



A volte è necessario tornare per sapere dove siamo. Dopo una settimana a Cuba torniamo a Tunisi, da dove non eravamo usciti dalla caduta di Ben Ali, e in una mattina ventosa e assolata compriamo i giornali e ci incamminiamo verso viale Bourguiba. La Presse parla di “Ben Alì Baba e i quaranta ladroni”, fornisce nuovi dati sull'ampiezza e la profondità della corruzione del vecchio regime ed esamina le misure prese dal nuovo governo per alleviare la situazione economica delle famiglie. 

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mercoledì 23 febbraio 2011

LIBIA-ITALIA: IL TEATRO DELL'ASSURDO

Il Baciamano
Fino a che punto può giungere un "imperialismo straccione"


di Piemme

In Libia è guerra civile. Una tragedia. Come questa si sta riverberando in Italia, come poteva essere altrimenti, è invece una patetica farsa, al limite dell'esilarante. Il tutto ricorda da vicino il Teatro dell'assurdo: la trama tragica che finisce per far ridere a causa dei personaggi grotteschi e dei loro dialoghi demenziali. I due cialtroni protagonisti della commedia italo-libica, Gheddafi e Berlusconi sembrano personaggi usciti dalla penna di drammaturghi come Beckett o Ionesco. A questi si è aggiunto in questi giorni la sfinge di Frattini. Che un simile paninaro d'antan sia assurto a Ministro degli Esteri la dice lunga sul livello di degrado a cui è giunta la cosiddetta classe politica nostrana.

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martedì 22 febbraio 2011

UN INCONTRO A ROMA


Il Cairo
Le donne in prima linea

di Maurizio Fratta



Cherifa Bouatta e' docente di psicologia presso l'Università di Algeri ed autrice di numerosi saggi tradotti anche in italiano. Souad Triki insegna all' Istituto Nazionale di agronomia a Tunisi e presiede l'Associazione delle donne democratiche tunisine.

Due donne colte, determinate, di grande capacità comunicativa. 

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LIBIA

INSURREZIONE DELLE MASSE CONTRO IL COSIDDETTO «REGIME DELLE MASSE»

di Campo Antimperialista

L’onda lunga delle rivoluzioni democratiche in Tunisia ed Egitto, dopo aver toccato l’Algeria, lo Yemen, Bahrein, Gibuti e ieri anche il Marocco, sommerge ora la Libia. La sommossa scoppiata nell’indomita Bengasi il 16 febbraio, travolge dal 20 febbraio, anche la capitale Tripoli, considerata la roccaforte del regime di Gheddafi.

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INSURREZIONE IN LIBIA

PRESIDIO DI SOLIDARIETA' A PERUGIA

Piazza IV Novembre, cittadini libici con la rivolta, mentre gli italiani sonnecchiano

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lunedì 21 febbraio 2011

Prima inchiesta economico-sociale sul Nord Africa



Uno sguardo su Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto
Reddito nazionale, reddito procapite e distribuzione del reddito

di Ennio Bilancini

Con questo articolo iniziamo una serie di inchieste sull'evoluzione nel tempo delle caratteristiche sociali ed economiche dei paesi del nord Africa, sperando con ciò di aiutare a comprendere la natura e la tempistica degli attuali sollevamenti popolari che stanno rapidamente modificando la situazione nella regione. Per prima cosa guarderò agli indicatori economici più usati: il reddito nazionale, il reddito nazionale procapite e la distribuzione del reddito.

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UNA PERLA

Liberazione e il Quisling palestinese

di Robero Grienti 

riceviamo e pubblichiamo 

Ieri, 19 febbraio, liberazione quotidiano del prc, pubblica un altro articolo, credo il quarto, a firma di Francesca Marretta da Il Cairo la capitale egiziana nel quale si getta repellente fango contro Hamas.

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sabato 19 febbraio 2011

LA BATTAGLIA FURBETTA DI GIULIANO FERRARA

Ferrara manifesta contro l'aborto



Di puritanesimo, cattolicesimo, peccati e reati

di Piemme

Che Giuliano Ferrara porti sfiga, Berlusconi lo sa. Visti i precedenti non può non aver sospettato che la fragorosa discesa in campo dell'Elefantino in sua difesa sia di cattivo presagio. Se l'ha benedetta, con l'intervista ad IL FOGLIO dell'11 febbraio è segno che il Cavaliere si sente davvero con l'acqua alla gola.

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venerdì 18 febbraio 2011

NICHI VENDOLA SI METTE A NUDO

Come volevasi dimostrare
Nichi rottama il vendolismo 

di Moreno Pasquinelli

Non fraintendetemi, a Nichi Vendola, al quale mi permisi di inviare una severa «Lettera aperta», va la mia più sincera solidarietà per la porcheria compiuta da Sallusti che su Il Giornale di ieri ha sbattuto in prima pagina una vecchia foto del Presidente pugliese in un campo di nudisti. Un atto miserabile che non qualifica soltanto il repellente direttore al soldo del Puttaniere di Arcore, ma l’intera turpe vicenda politica italiana. Se la “Prima” cadde su tangenti e mazzette, la “Seconda” va letteralmente a puttane.

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giovedì 17 febbraio 2011

COMUNISTI IMPAZZITI?

A proposito dell'Appello
«Ricostruire il Partito Comunista»

di Leonardo Mazzei*

Davvero non vogliamo mancare di rispetto a nessuno, tanto meno a chi ha creduto, con la propria adesione, di contribuire alla rinascita di un partito comunista in Italia, ma il manifesto reso pubblico il 6 febbraio scorso è una di quelle cose che lascia prima increduli, poi imbarazzati ed alla fine anche un po' tristi.

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mercoledì 16 febbraio 2011

EGITTO PARALIZZATO DAGLI SCIOPERI

I lavoratori del canale di Suez in sciopero
«RISVEGLIO PROLETARIO»

di Alberto Negri*

Terminato, con l'uscita di scena di Mubarak, il primo round politico della rivoluzione, inizia il secondo, quello sociale.

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martedì 15 febbraio 2011

EGITTO: CHI HA PAURA DEI FRATELLI MUSULMANI?

Mahmoud Zahar
«A fianco degli umili e degli svantaggiati»

Dichiarazione di Mahmoud Zahar*

Il co-fondatore e leader storico di HAMAS, l'egiziano da parte di madre Mahmoud Zahar ha dichiarato che la Fratellanza Musulmana —la storica organizzazione di risveglio sociale, civile e religioso nata in Egitto e a cui attualmente tanta attenzione é dedicata da parte dei media e dei politologi internazionali—, in attesa del ruolo che essa deciderà di giocare nella transizione del paese dall'autocrazia di Mubarak alla democrazia, si sia sempre dimostrata: «La più moderata, pacifica e democratica fra le organizzazioni politiche non solo del Medio Oriente, ma del mondo intero». 

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lunedì 14 febbraio 2011

EGITTO: COMPLOTTO DELLA CIA O RIVOLUZIONE POPOLARE?

Gli amici italiani del despota (1)
Riflessioni critiche sulla rivoluzione egiziana


di Leonardo Mazzei*
Gli amici italiani del despota (2)

Ora che il tiranno se n'è andato è il momento di iniziare un primo bilancio sulla rivoluzione egiziana. Le informazioni su quello che è successo nei 18 giorni (25 gennaio - 11 febbraio) che hanno portato alla caduta di Mubarak non mancano, anche se i media si sono concentrati un po' troppo 
su Piazza Tahrir e troppo poco sul resto del paese. C'è confusione, invece, sulla natura della sollevazione popolare e dunque sulle sue possibili linee di sviluppo.

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domenica 13 febbraio 2011

EGITTO: LA RIVOLUZIONE IMBRIGLIATA

Il 18 febbraio un’altra giornata di lotta in tutto il paese.
Il diavolo fa le pentole, ma si dimentica di fare i coperchi

di Moreno Pasquinelli 



Sergio Romano, su Il Corriere della Sera di oggi, commentando la presa del potere in Egitto da parte del Consiglio Supremo delle Forze Armate sottolinea come sia «… curioso che tutti i governi democratici abbiano accolto il golpe militare con soddisfazione e perché il presidente americano, in particolare, abbia visto negli avvenimenti “lo spirito di Martin Luther King”». 

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venerdì 11 febbraio 2011

EGITTO: MUBARAK ESCE DI SCENA

Mubarak è andato: è festa per gli egiziani, e per  noi
La rivoluzione ha vinto il primo round


Solo ieri sera il despota dichiarava che non se ne sarebbe andato. Oggi ha fatto retromarcia. Il bagno di sangue all'orizzonte è stato sventato. I comandi dell'Esercito, che ieri parevano essersi arroccati dietro a Mubarak, davanti all'abisso, ha fatto marcia indietro, obbligandolo a togliersi di mezzo.  Non c'è dubbio che i generali l'hanno fatto obtorto collo. Essi semplicemente non hanno voluto rischiare che l'Esercito, spinto a schiacciare la rivoluzione democratica, si potesse spaccare, determinando così una guerra civile che avrebbe potuto spazzare via non solo la cima della piramide statale, ma la piramide in quanto tale.
Ora i poteri sono passati a militari. E' comprensibile l'euforia popolare. Malgrado le incognite che incombono sull'immediato futuro, la rivoluzione ha ottenuto una clamorosa vittoria.

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EGITTO: VERSO LA PROVA DI FORZA

Piazza Tahrir: "Saremo tutti martiri della rivoluzione"
Dalla frustrazione alla rivoluzione


«Fermare quest'alluvione straripante non sarà facile. Scrivevamo giorni addietro che il potere deve riconquistare il centro de Il Cairo prima di potere riprendere le redini del paese. Una settimana è passata, la rivoluzione si è rafforzata. Forse è troppo tardi affinché una nuova Piazza Tienammen, sia sufficiente ad arginare l'onda d'urto popolare. Diventa probabile una guerra popolare prolungata, una guerriglia dai mille rivoli, una situazione di tipo iracheno».

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giovedì 10 febbraio 2011

Né MOLTITUDINE Né CLASSE

Riflessioni sul mito del «soggetto rivoluzionario»

di Mimmo Porcaro*

Se sia la classe o la moltitudine il "soggetto rivoluzionario" del presente e del futuro è discussione molto spesso oziosa e mal impostata, soprattutto perché i sostenitori dell'una o dell'altra tesi commettono sovente il medesimo errore: quello di dedurre arbitrariamente da una descrizione sociologica un comportamento politico.

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mercoledì 9 febbraio 2011

TUNISIA: IMPRESSIONI DI VIAGGIO (2)

Situazione fluida


Tunisi, 9 febbraio


di Moreno Pasquinelli


Tunisi non è la Tunisia. Tanto più non lo è stata durante le settimane di sollevazione che hanno portato alla fuga di Ben Ali. E non lo è nemmeno adesso, che il movimento popolare, ottenuta le prima, simbolica vittoria, pare riprendere fiato.

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Diritti umani in teoria e imperialismo nella pratica

Tutti gli esseri umani nascono liberi?

Danilo Zolo*


La Dichiarazione universale dei diritti umani viene celebrata in questi giorni come un documento internazionale di eccezionale rilievo. Si è trattato d'un importante tentativo di fondare e rendere universali i diritti umani.

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martedì 8 febbraio 2011

TUNISIA: IMPRESSIONI DI VIAGGIO

La controrivoluzione in nome della rivoluzione


Tunisi, 8 febbraio


di Moreno Pasquinelli


Una rivoluzione alquanto tranquilla. Questa è l'impressione immediata che si ricava sbarcando all'aeroporto di Tunisi e poi raggiungendo il centro della citta'. Traffico intenso, strade che brulicano di gente, negozi tutti aperti, bar e brasserie affollati, qua e la gipponi della polizia e anche blindati dell'esercito a presidio di questo o quell'edificio pubblico, nessuno davvero devastato dalle giornate della rivolta culminata nella fuga di Ben Ali il 14 gennaio scorso.
Ma dov'è? Che fine ha fatto la 'rivoluzione'?

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NUOVE VIE PER IL SOCIALISMO

Chavez con Ahmadinejad
Riflessioni sull'esperienza venezuelana

di Gernot Bodner

Quella che pubblichiamo di seguito è la traccia della relazione tenuta da Gernot Bodner al seminario teorico del Campo Antimperialista, che si è svolto a Vienna il 12 e 13 giugno 2010.

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lunedì 7 febbraio 2011

EGITTO: SE QUESTO È L'UOMO DELLA «TRANSIZIONE»

Suleiman con Netanyahu
Chi è Omar Suleiman?

di Manlio Dinucci*

Dopo oltre trent'anni di onorato servizio agli Usa (durante i quali ha accumulato una ricchezza personale stimata in oltre 30 miliardi di dollari), è venuto il momento che Mubarak ceda il bastone di comando: così hanno deciso a Washington. Il tempo stringe.

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domenica 6 febbraio 2011

EGITTO: MANIFESTAZIONE A PERUGIA

Un momento della manifestazione
«SIAMO TUTTI COINVOLTI»

Nel sonno generale non solo della ragione, ma della volontà, stanno avvenendo nel nostro sciagurato paese le prime mobilitazioni in solidarietà con la rivoluzione egiziana. Segnlaiamo qui sotto quella svoltasi ieri a Perugia.

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WER ABER IST DEI PARTEI?


È il 900 che è stata una «infelice parentesi»?
O non è forse vero che dobbiamo uscire dalla
«parentesi infelice della post-modernità»?

«POSSIAMO DAVVERO FARE A MENO DI UN PARTITO POLITICO»?

di Mario Tronti*

«L’interesse contrapposto, dei dominati, quando ha dovuto cercare una forma politica che desse rappresentazione di sé a livello generale, come faceva la soluzione statale, l’ha trovata nel partito. La socialdemocrazia classica prima, il movimento comunista poi, hanno ambedue percorso, con intelligenza, questa strada. Hanno armato il proprio campo, il proletariato delle città e delle campagne, e quindi la classe operaia con i suoi alleati, nella loro civile lotta di classe, di un esercito, che come tutti gli eserciti, prevedeva soldati e generali, truppe combattenti e stato maggiore. Parlare di partito non si può senza tornare con il pensiero a questa origine storica».

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sabato 5 febbraio 2011

EGITTO: CRONACA DI UNA INSURREZIONE

«In assenza di un sistema l’anarchia inizia a prendere piede,
ma le persone si organizzano come possono: a gruppi controllano le strade,
armati con ogni cosa disponibile, e ci fanno sentire un po’ più sicuri».
«Coi corpi e con le pietre»

di Laura Pinna*

«Niente hanno potuto gli spari, le sirene e i carri armati, e neanche l’annuncio del coprifuoco. Il popolo che vuole far cadere il sistema ha continuato a lanciarsi contro tutto ciò che finora l’ha oppresso, con i corpi e le pietre, piangendo e tossendo».

Il tempo della settimana appena trascorsa, è stato scandito dal continuo collegamento con Al Jazeera Mubashir, Al Arabyya e BBCWorld, le uniche reti che ci aggiornavano in diretta nelle ore del coprifuoco sulla situazione e sugli avvenimenti. Nessuno poteva prevedere tale partecipazione e tale forza nelle manifestazioni degli ultimi giorni.

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QUALI TENDENZE PER IL FUTURO?

Continua l'inchiesta di Ennio Bilancini
sul declino del capitalismo (occidentale)
La produzione industriale a più di trenta mesi dall'inizio della crisi

L'eccesso di capacità produttiva 
è ancora grande, ma solo in Occidente

di Ennio Bilancini


Dopo essere crollata di quasi il 25% all'inizio del 2009 (rispetto all'anno precedente), la produzione industriale mondiale è poi cresciuta fortemente nel corso del primo semestre del 2010. Ad Ottobre 2010 la produzione industriale globale era già tornata circa ai livelli pre-crisi (Agosto 2008).


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venerdì 4 febbraio 2011

EGITTO: E ORA?

Mubarak, considerato zimbello di Israele e degli USA
«Che i potenti temano i popoli miti»

di Moreno Pasquinelli 


In teoria non sono molto titolato ad esprimere un giudizio oculato sugli eventi egiziani. Venni arrestato, e quindi espulso in fretta e furia da quel paese, nel gennaio del 1991 —d
a allora non ho potuto rimetterci piede. L’accusa: contatti con ambienti estremisti egiziani. 

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EGITTO-ULTIM'ORA

Piazza Tahrir, 3 febbraio mattina
Il reportage di al-Jazeera

La Fratellanza Musulmana, di comune accordo con le opposizioni, respinge ogni negoziato col regime

«Le proteste per porre fine al trentennale regime di Hosni Mubarak continuano. Negli scontri di ieri almeno 13 morti e centinaia di feriti.

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BERNARD-HENRY LEVY PARLA D'EGITTO

Piazza Tahrir, 3 febbraio
rispondendo all'assalto della controrivoluzione
L'azzeccagarbugli

di Valerio Bruschini*

1) Degno erede di La Palice [1], B.H.L. ci folgora con un’intuizione, che a noi comuni mortali non sarebbe venuta neppure in sogno: “Ci sono certamente alcuni punti in comune (per tacere di quelli in provincia; NdA) fra la rivoluzione del Gelsomino in Tunisia e la rivolta, oggi, dell’Egitto.

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giovedì 3 febbraio 2011

KIFAYA: INCHIESTA SULLE OPPOSIZIONI A MUBARAK (IV)

Abdel Halim Qandil, Coordinatore di Kifaya. 
Partecipò nel 2004 e 2005 alle manifestazioni
italiane di sostegno alla Resistenza irachena
quarta parte
Kifaya 
(Movimento Egiziano per il Cambiamento)

di Piemme


Il «Movimento Egiziano per il Cambiamento», meglio conosciuto con il suo slogan Kifaya (Basta), è stato fondato nel novembre 2004 da 300 intellettuali egiziani di varie provenienze ideologiche (nazionalisti, marxisti, islamisti e copti progressisti, antimperialisti) durante una riunione nella sede del partito al-Wasat il

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TUNISIA: COSTITUITO IL «FRONTE DEL 14 GENNAIO»

Il Fronte ha preso il nome dal giorno della fuga di Ben Alì
Portare a termine la Rivoluzione
Assemblea Costituente

Documento Fondativo del «Fronte del 14 gennaio»*
Un evento che potrebbe avere una grande importanza per il futuro della Tunisia. Il 20 gennaio scorso, 8 organizzazioni della sinistra tunisina si sono raggruppate facendo fronte comune. Qui sotto la loro Piattaforma.

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mercoledì 2 febbraio 2011

EGITTO INCHIESTA SULLE OPPOSIZIONI A MUBARAK (III)

Piazza Tahrir 28 gennaio: el-Baradei ai manifestanti
terza parte

La «Associazione Nazionale per il Cambiamento»
Una rivoluzione «anonima e tremenda»

di Piemme 


Non nascondiamo che Mohammed el-Baradei, figlio di un noto e facoltoso avvocato egiziano, è tra i pochi Nobel per la pace che ci ispirino simpatia. Non si deve dimenticare la fermezza con cui, a capo dell’AIEA (Agenzia atomica dell’ONU) si oppose alla politica guerrafondaia di Bush verso l’Iraq.



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WEB 2.0 E RIVOLUZIONE

La fine di un mito fasullo
Ma non diciamo cazzate!
di M. Mantellini*



Riceviamo e pubblichiamo

Il 25 febbraio, martedì, anche grazie all'uso di Internet, prese il via, con la «Giornata della rabbia», la rivolta popolare che scuote l'Egitto. Subito uno sciame di commentatori —si tratta di cultori sperticati della modernità e della tecnoscenza a cui non passa per la testa che né tecnica né scienza sono di per sé salvifiche o neutrali— ha tessuto le proprietà miracolose della Rete, spacciata come capace non solo di innescare la mobilitazione, ma addirittura di fare la rivoluzione. Il problema è che anche alcuni ambienti "antagonisti" sono da tempo in fissa con Internet, in special modo col Web 2.0,

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martedì 1 febbraio 2011

EGITTO: INCHIESTA SULLE OPPOSIZIONI A MUBARAK (II)

Refaat el-Said, presidente di «Tagammu»
seconda  parte
Il partito «Tagammu»

Una Rivoluzione «anonima e tremenda»

di Piemme


Più sotto l'intervista di Refaat el-Said 

Tagammu (Hizb al Tagammu' al Watani al Taqadomi al Wahdawi), ovvero Partito Unionista Progressista nazionale, è un partito accreditato come facente parte della sinistra egiziana, per la precisione della “sinistra di Sua Maestà”, ovvero tollerato dal regime di Mubarak. Ideologicamente Tagammu esibisce un annacquato richiamo al socialismo, innestato sulla tradizione repubblicana e panarabista. 

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BRUTTA ITALIA

La manifestazione di ieri a Roma
C'é voluto un mese per manifestare solidarietà ai popoli in rivolta

di Maurizio Fratta

Dopo quattro settimane di silenzio, sin da quando in Tunisia una inattesa e sorprendente sollevazione popolare e democratica ha mandato a gambe all' aria il governo dispotico di Ben Alì, c'è voluto che il Comitato Immigrati di Roma ed i cittadini egiziani residenti a Roma e nel
Lazio indicessero loro una manifestazione per rompere il vergognoso silenzio che vige in Italia sulle rivolte che si propagano in tanta parte del mondo arabo.

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