ALITALIA ALL'ITALIA - FIRMA L'APPELLO

ALITALIA ALL'ITALIA - FIRMA L'APPELLO
Siamo quasi a 3mila firme

lunedì 10 ottobre 2011

Il nostro disaccordo con il compagno Vladimiro Giacchè

Euro e debito: di quale catastrofe stiamo parlando?

di Leonardo Mazzei

Una spiegazione formidabile del perché e del per come solo cancellando il debito e abbandonando l'euro si può evitare un ecatombe sociale

Vladimiro Giacchè è persona seria e competente. Leggiamo sempre con attenzione i suoi scritti, che generalmente condividiamo. Recentemente ha aderito al Pdci, ma la non condivisione di una scelta politica non ci impedisce di apprezzare lo sforzo analitico delle sue riflessioni. Questa volta, però, ci troviamo in disaccordo totale con la sua posizione su euro e debito. Una posizione che emerge alla fine di un testo (20 tesi sulla crisi) che uscirà sulla rivista Essere comunisti, ma già anticipato da alcuni siti.

Si tratta di 20 tesi, molto sintetiche, che ricostruiscono il percorso della crisi dal 2007-2008 ad oggi. Tesi largamente condivisibili fino alla numero 18, che vedono come centrale lo snodo della trasformazione del debito privato in debito pubblico, e che si soffermano giustamente sulla peculiarità delle dinamiche europee. Da queste premesse l'autore - a nostro modesto avviso contraddicendo quanto scritto fino a quel punto - arriva invece alla diciannovesima, e decisiva, tesi. Quella per cui: «L’alternativa, però, non può essere rappresentata dalla parola d’ordine del ripudio del debito che qualcuno agita a sinistra». In verità quel però appare assai rivelatore, come se lo stesso Giacché si rendesse conto della contraddittorietà poc'anzi rilevata.

Ormai, il «ripudio del debito» non è più una parola d'ordine che «qualcuno agita a sinistra». Noi, che l'abbiamo sempre sostenuta, ci troviamo oggi in buona compagnia, ad esempio con i contenuti e le conclusioni della grande assemblea che si è tenuta a Roma il 1° ottobre, della quale peraltro non abbiamo nascosto alcuni limiti (vedi «Noi il debito non lo paghiamo»).

Ci sarà pure un motivo se le ragioni della cancellazione del debito si vanno facendo strada. Probabilmente, in molti cominciano a capire che se questa è una strada difficile, l'altra che viene proposta a sinistra - quella di una fantomatica altra Europa da costruirsi per via «riformista», senza mettere in discussione né l'euro né la struttura dell'UE - è semplicemente impraticabile.
Ma veniamo alle argomentazioni di Giacchè contro la cancellazione del debito. In primo luogo egli sostiene che la cancellazione verrebbe pagata in misura significativa anche dai piccoli risparmiatori italiani. In secondo luogo che la cancellazione obbligherebbe ad un successivo avanzo primario e dunque a ulteriori sacrifici. In terzo luogo che essa, determinando l'uscita dall'euro, produrrebbe una forte svalutazione che finirebbe per colpire il potere d'acquisto dei lavoratori.

Diciamo subito che Giacchè ha ragione su un punto: cancellazione del debito ed uscita dall'euro sono due facce della stessa medaglia. Un obiettivo senza l'altro non può stare in piedi come proposta politica. Chi ci segue sa che ne siamo da sempre convinti. Per cui, da angolazioni in questo caso opposte, non è difficile essere d'accordo su questo con il vicepresidente di Marx21.

Il fatto che oggi l'Unione Europea, in accordo con gli Stati Uniti ed il Fondo Monetario Internazionale, stia trattando con il governo Papandreu i termini di un consistente default (50%?) mantenendo però la Grecia nell'eurozona non deve trarre in inganno. Si tratta infatti dell'estremo tentativo di salvare l'euro, applicato però ad un Paese che ha un debito complessivo pari a circa un sesto di quello italiano. Inutile dire che nel caso dell'Italia un'ipotesi del genere - che implicherebbe tra l'altro l'accettazione «volontaria» della perdita di centinaia di miliardi di euro da parte delle principali banche francesi e tedesche - non è neppure da prendersi in considerazione.

Entriamo nel merito: il primo argomento

Entriamo ora nel merito dei tre argomenti utilizzati da Giacché per sostenere la sua diciannovesima tesi. Per non fare torto all'autore li riportiamo testualmente:
«a) Il default sul debito italiano sarebbe pagato in parte non piccola proprio dalla popolazione italiana e in particolare da lavoratori e pensionati che da decenni sono abituati a vedere proprio nei titoli di Stato il porto più sicuro per i propri (pochi) risparmi: in altre parole non si può, per il solo fatto che lo si desidera, dare al concetto di default selettivo (che significa semplicemente “non pagamento di alcune emissioni di debito e non di altre”) un significato diverso e più gradito (onorare il debito rispetto ad alcune classi di creditori e non ad altre)».
Non so se Giacché abbia letto il mio articolo Cancellare il debito, nel quale iniziavo a fare alcune ipotesi sul come cancellarlo. Ipotesi naturalmente discutibili, ma che avevano uno scopo ben preciso: quello di cercare di dimostrare la fattibilità di questa scelta, se guidata con criteri politici dettati dalla difesa degli interessi, non solo immediati, delle classi popolari del nostro Paese.

In ogni caso la sua (di Giacchè) argomentazione mi pare straordinariamente debole. A differenza di quello che ancora scrive la signora Rossanda, Giacché sa bene che la massa dei  bot people degli anni ottanta del secolo scorso non esiste più. E non esiste più proprio perché la lunga stagnazione dell'ultimo decennio ha prodotto un'enorme contrazione del cosiddetto «risparmio delle famiglie», una categoria da prendersi peraltro con le molle, dato che si va dalla famiglia operaia fino a quella dell'alta borghesia nazionale.

Sta di fatto che oggi la quota di titoli del debito pubblico in mano a questa categoria è intorno al 7/8%. Una quota ancora consistente, pari a circa 150 miliardi, e tuttavia ben più bassa di quella del passato. Questo vuol dire che dobbiamo disinteressarcene? Assolutamente no, ma significa dare la giusta dimensione del problema. Se per una volta mi è permessa un'autocitazione, riprendo quanto ho scritto nell'articolo già richiamato:

«Come trattarla (la categoria delle "famiglie" - ndr) al momento della cancellazione del debito? Un'ipotesi ragionevole potrebbe essere quella di tutelare al 100% i possessori di titoli fino alla soglia che lo Stato garantisce attualmente sui conti correnti bancari (pari a circa 103mila euro), restituendo solo parzialmente la parte eccedente fino ad una soglia successiva da stabilirsi, arrivando infine all'azzeramento totale per i patrimoni più elevati. Senza soffermarsi in dettagli eccessivi, lo spirito dovrebbe essere quello di una tutela inversamente proporzionale al patrimonio posseduto».
Una tutela - questo è il punto - che Giacchè considera impraticabile. E francamente non si capisce il perché. Dalla sua affermazione la motivazione sembrerebbe di tipo tecnico, e la cosa appare veramente assurda. Cosa impedirebbe di trattare la restituzione del debito in base ad una precisa classificazione dei creditori (fondamentalmente: banche italiane ed estere, fondi italiani ed esteri, assicurazioni e «famiglie»)? I possessori dei titoli corrispondono a persone fisiche, banche, fondi o società: tutti soggetti facilmente identificabili, purché li si voglia identificare.

Naturalmente - ma questa è un'ovvietà - una simile operazione potrebbe essere condotta solo da un governo espressione di una sollevazione popolare. Solo dei folli potrebbero pensare di rivendicarla al governo attuale o, ancora peggio, a quello oligarco-europeista attualmente in gestazione congiunta Draghi-Napolitano-grandi banche. Che quest'ultimo piaccia al Pd, e che con il Pd vogliano allearsi i vari rimasugli ex-arcobalenici, inclusi quelli falcemartellati, è solo un pittoresco dettaglio della tragica situazione italiana.

Cosa impedirebbe ad un governo popolare (definiamolo così per capirci), pienamente sovrano e forte del consenso di massa, di attuare la diversificazione di trattamento che Giacchè considera impraticabile? Un governo che - aggiungiamo - dovrebbe avere il pieno controllo di un sistema bancario nazionalizzato, non avrebbe troppe difficoltà tecniche. Semmai i problemi sarebbero altri, di natura eminentemente politica, dato che i vampiri della finanza internazionale non sarebbero particolarmente lieti del trattamento riservatogli e non rinuncerebbero certo a reagire con tutti gli strumenti a disposizione.

Ma quando nei cortei si grida «noi la crisi non la paghiamo», pensiamo forse che perseguire questo obiettivo sia un'allegra passeggiata contornata da pacifici girotondi, gazebo per le primarie, pittoreschi travestimenti allietati da qualche fumosissima «narrazione»? Vladimiro Giacché, che continuiamo a considerare uno studioso estremamente serio e preparato, sa perfettamente che non ci sono «passeggiate» all'orizzonte. Ma proprio per questo dovrebbe sapere qual è il bivio che abbiamo di fronte: quello tra una sollevazione che spazzi via l'attuale classe politica - tutta variamente asservita alle oligarchie finanziarie -, ed un massacro sociale di enormi proporzioni.

Proprio perché l'alternativa è questa, comprendiamo sempre meno i «comunisti» che in sostanza ci dicono allibiti: «Ma voi pensate alla rivoluzione!». Eh già, e quando mai dovremmo pensarci se non proprio nel momento in cui il sistema è in affanno, le classi dirigenti sono spaesate, la loro capacità di egemonia culturale è profondamente scossa? Certo, non ci illudiamo. La trentennale letargia delle masse, di cui i partiti ex-arcobalenici portano una fetta non piccola di responsabilità, non verrà superata in un giorno; ed in quanto alla soggettività politica c'è da ricostruire praticamente tutto. Ma tutte queste difficoltà soggettive fanno scomparire l'oggettività della situazione? Non abbiamo forse il dovere di indicare una via d'uscita credibile, laddove nessuna credibilità può esservi senza la necessaria radicalità?
Il secondo argomento

Passiamo ora al secondo argomento di Giacchè, che anche in questo caso citiamo integralmente:
«b) Ogni default costringe a un avanzo primario che non ha nulla da invidiare a quello richiesto dai più oltranzisti pasdaran del pareggio di bilancio, e questo per il semplice motivo che dopo di esso i mercati internazionali dei capitali sarebbero indisponibili a finanziare il deficit italiano per diversi anni».
Questo argomento è ancora più debole del primo. Giacché sostiene che, poiché cancellando il debito l'Italia sarebbe divenuta inaffidabile, lo Stato non potrebbe più emettere - almeno per qualche tempo - nuovi titoli del debito pubblico. Saremmo dunque costretti all'avanzo primario.

Francamente c'è da restare interdetti. Non solo un governo sovrano, con il controllo del sistema bancario, a partire da quello di Bankitalia, non avrebbe difficoltà alcuna ad emettere nuovi titoli sul mercato interno qualora lo ritenesse necessario, ma il fatto è che l'avanzo primario c'è già oggi. Oggi - ottobre 2011 - se l'Italia non avesse da pagare gli interessi sul debito il bilancio dello Stato sarebbe già in attivo! Un dato che certo non è ignoto a Giacchè.

Ma allora perché tanto catastrofismo? L'avanzo c'è già e non c'è davvero bisogno di scomodare i «più oltranzisti pasdaran del pareggio di bilancio»! Non solo. Con le altre misure che egli stesso indica alla tesi numero venti (colpire duramente l'evasione fiscale, i grandi patrimoni, eccetera) non sarebbe poi troppo difficile finanziare le necessarie riforme strutturali.

Su questo punto la divergenza con Giacché, ma non solo con lui, è la seguente: Giacché, e molti altri, pensano a queste misure per affrontare l'emergenza debito, noi invece le pensiamo come strumento per costruire un'economia al servizio della società, per ricostruire il sistema scolastico, quello sanitario, quello previdenziale, per assicurare la piena occupazione, per rispondere ai bisogni fondamentali delle classi popolari. Quel prelievo di ricchezza a questo dovrà servire, oltre che a creare le condizioni per rimettere in moto l'economia, questa volta in base a principi di giustizia ed uguaglianza.

Se invece adottassimo la linea dell'odierna sinistra - in sostanza conforme alla proposta di mega-patrimoniale avanzata dal banchiere Profumo - avremmo sì una manovra che ci verrebbe presentata come «equa». Ma quell'«equità», della quale ci sia consentito di dubitare (un po' come quella del manifesto fantozzian-rifondarolo dell'autunno 2006 dal titolo «finalmente anche i ricchi piangono»), servirebbe soltanto ad alimentare le casse e i forzieri della speculazione internazionale. Ecco un'altra divergenza, non certo secondaria, sulla quale saremmo ben felici di avviare una discussione.

In ogni caso, tornando al punto dell'avanzo primario, è difficile non vedervi un catastrofismo che porta oggettivamente a sminuire la catastrofe in cui siamo già immersi. Questo atteggiamento è piuttosto diffuso nelle formazioni ex-arcobaleniche, laddove si preferisce glissare sui nodi del momento (debito ed euro) per evocare futuri scenari apocalittici nel caso ad esempio l'Italia uscisse dall'eurozona.

E' chiaro come in questo caso le motivazioni tattiche ed elettorali (fare un qualsiasi accordo pateracchio con il Pd diverrebbe automaticamente impossibile qualora si toccasse il tabù euro) prevalgono sull'analisi razionale della realtà. Conosciamo la serietà di Giacchè e non gli imputiamo un simile atteggiamento, ma la concreta traduzione politica della sua tesi 19 a questo conduce.

Il terzo argomento

Arriviamo così al terzo argomento. Quello sicuramente più forte:
«Un default andrebbe di pari passo con l’uscita dall’euro e una forte svalutazione, tra i cui effetti più immediati ci sarebbe una notevole deflazione salariale, nella forma di un crollo del potere d’acquisto dei lavoratori».
L'obiezione alle nostre posizioni è precisa ma non sorprendente. In fondo è quello che dicono un po' tutti: che senza euro saremmo già al disastro, che se decidessimo di uscirne avremmo una svalutazione di tipo argentino, e chi più ne ha più ne metta. Quello che i sostenitori di questo catastrofismo omettono sistematicamente è il dirci invece dove ci porterà la permanenza nell'euro.

Quel che non ci viene detto è però osservabile nei fatti. Con l'euro, non con la lira, i redditi della maggioranza dei lavoratori italiani, si sono ridotti drasticamente. Con l'euro, non con la lira, si è verificata un'inflazione occulta, ben poco registrata dalle statistiche ufficiali, ma ben presente a chi giornalmente va a fare la spesa.

Osservare la realtà delle cose dovrebbe portarci poi a riflettere su un fatto ancor più significativo, quello per cui tutti i paesi in emergenza debito (i cosiddetti PIIGS) sono tutti, ma proprio tutti, appartenenti all'eurozona. Un caso? Giacchè sa perfettamente che non si tratta di un caso. Ecco cosa scrive nella tesi numero 14:

«Per quanto riguarda più specificamente i paesi coinvolti dalla crisi del debito sovrano, le manovre economiche imposte da BCE e Unione Europea stanno conducendoli a una depressione economica che aumenta la divergenza rispetto ai paesi del “gruppo di testa” dell’Unione, rendendo di fatto sempre più insostenibile l’esistenza stessa di una moneta comune e sempre più probabile il default di questi paesi».
Dunque non è un «caso». Ma allora, se questa è la malattia dell'Europa qual è la medicina? Questo Giacchè non ce lo dice per la semplice ragione che non può dircelo. A noi pare che la prima medicina, anche se non l'unica, sia la riconquista della sovranità monetaria, la cui assenza nella gabbia dell'euro è precisamente la ragione per cui sono proprio i paesi dell'eurozona quelli colpiti a morte dallo strano virus del debito pubblico.

Ma torniamo alla questione evocata al "punto c" relativamente ai temi della svalutazione e della perdita del potere d'acquisto. Ora, che una svalutazione sia necessaria è nelle cose, che sia necessariamente elevata come si dice, assolutamente no. Sembra quasi che a sinistra si sappiano usare solo argomenti terroristici e di fatto conservatori.

In particolare si vorrebbe far credere che ad una svalutazione x% della lira, o come vorremo chiamare la nuova moneta, dovrebbe per forza corrispondere una diminuzione equivalente del potere d'acquisto. Non è così ed i fatti ce lo dimostrano. Ma su questo torneremo tra poco.

Sia chiaro, nessuno deve pensare che si possa uscire dall'attuale situazione senza pagare un prezzo. Ma le questioni decisive sono l'entità del prezzo, chi lo paga e per quali obiettivi. Un cosa la sappiamo con certezza: se passa la linea delle oligarchie finanziarie rappresentate dai Draghi e dai Profumo il prezzo sarà altissimo, il grosso verrà pagato dalle classi popolari, e lo scopo sarà quello di mantenere in vita il capitalismo casinò che ha portato all'attuale rovina.

L'uscita dall'euro non sarà indolore, ma se sarà il frutto di una scelta politica come quella che proponiamo essa sarà gestibile. Tutto dipenderà da chi avrà in mano il potere politico. Mica pensiamo di avanzare una scelta del genere lasciando poi liberi i mercati finanziari di fare i loro comodi! 

Un governo popolare dovrà pilotare l'eventuale svalutazione entro i limiti convenienti al rilancio dell'economia, né più né meno. Potrà riuscirci? Niente è facile, ma nessuno strumento dovrà essere precluso, né la chiusura della Borsa, né il blocco dei movimenti dei capitali. Si tratta insomma di operare uno sganciamento dal circuito internazionale del capitalismo casinò. Si pensa che sia un obiettivo utopistico? Se lo si pensa, tanto varrebbe alzare subito bandiera bianca; se invece si vuole lottare è doveroso sapere che la vera utopia è quella di chi crede che siano riformabili l'UE, la Bce e tutte le altre istituzioni su cui si regge la folle costruzione europea.

Il punto è che la misura della svalutazione non dovrà essere lasciata al caso, tanto meno ai ricatti dei mercati finanziari, ai quali un Paese di 60 milioni di abitanti, dotato ancora del secondo sistema industriale d'Europa, posizionato nel centro del Mediterraneo, con tutte le potenzialità che questo offre, può dire di no.

Detto questo vediamo adesso la fondatezza del rapporto tra svalutazione e potere d'acquisto. Che un rapporto esista è ovvio, ma come abbiamo già detto esso è assolutamente diverso da quello che si vorrebbe far credere. Per dimostrarlo è utile ricorrere ai precedenti storici. Ne faremo due: il primo riferito alla svalutazione sul dollaro del periodo 1974-1985, il secondo all'ultima svalutazione ufficiale della lira, quella del 13 settembre 1992.

Nel 1974 per acquistare un dollaro erano necessarie 627 lire, nel 1985 ne occorrevano invece 1909. In undici anni la lira si deprezzò nei confronti della moneta di riferimento internazionale, con la quale si pagavano ieri più di oggi le materie prime fondamentali, di oltre il 300%. Se fosse vero il ragionamento prevalente a sinistra sul rapporto svalutazione - potere d'acquisto, i lavoratori italiani sarebbero morti di fame a metà degli anni ottanta. In quel decennio invece il valore reale dei salari aumentò, assieme ai diritti ed alle conquiste del welfare.

Nel 1992, dopo aver bruciato ingenti riserve di Bankitalia (governatore Carlo Azeglio Ciampi), il governo Amato si decise infine alla svalutazione nei confronti delle altre monete dello SME, il cosiddetto Serpente monetario europeo che consentiva piccole oscillazioni (tra il 3 e il 5%) tra le valute nazionali di allora. La svalutazione fu, a seconda delle monete (tra le quali ovviamente il dollaro) tra il 20 e il 25%. La scala mobile era già stata abolita, ma forse il potere d'acquisto dei salari calò in quella misura? Assolutamente no. L'effetto sull'inflazione fu infatti calcolato in due punti percentuali. Due, non venti o venticinque! Perché nell'anno 2011 le cose dovrebbero andare diversamente?

Ora qualcuno si chiederà com'è possibile che il rapporto tra inflazione aggiuntiva e svalutazione possa essere solo di un decimo. Il fatto è che la svalutazione non ha alcun effetto sulle merci prodotte e scambiate all'interno del Paese, che l'incidenza delle materie prime sui prezzi finali è assai minore di quanto si crede, che le stesse aziende straniere sarebbero costrette ad abbassare i prezzi dei prodotti destinati all'Italia pur di non perdere del tutto le proprie fette di mercato.

Insomma, se dopo la svalutazione vado al mercato ortofrutticolo ed acquisto prodotti italiani niente sarà cambiato nei prezzi, idem se devo acquistare un elettrodomestico od una giacca. Se invece vorrò acquistare gli stessi prodotti, ma provenienti dall'estero, pagherò un prezzo maggiore, ma non nella misura della svalutazione. Se andrò dal benzinaio, pagherò l'effetto della svalutazione sulla materia prima, che nel caso dei prodotti petroliferi (probabilmente quello più svantaggioso per i consumatori) incide per non più del 20% sul prezzo finale. Nel caso di una svalutazione del 20% avremmo dunque un rincaro del 4%, assai meno degli aumenti dell'ultimo anno frutto delle varie ruberie consentite alle compagnie petrolifere...

Se la svalutazione ha i suoi prezzi, che non sono comunque quelli propagandati, essa ha anche i suoi vantaggi: determinare una ripresa della produzione, creare le condizioni di base per la piena occupazione, rendere più svantaggiosa la delocalizzazione e più vantaggiosi gli investimenti interni. Aspetti che si tende a dimenticare in nome dei dogmi del capitalismo casinò, che non guarda alla produzione ma alla speculazione, che può infischiarsene dell'eventuale rovina di un intero Paese proprio in virtù della sua natura sovranazionale.

Ricapitolando, l'uscita dall'euro, così come la intendiamo noi, non significa automaticamente svalutazione disastrosa, ma semmai svalutazione controllata e finalizzata alla rinascita di un'economia da indirizzare su principi di uguaglianza e giustizia sociale. La svalutazione produrrebbe una certa inflazione, ma la perdita del potere d'acquisto che determinerebbe sarebbe assai inferiore a quella che si ha con le manovre a cascata per salvare l'euro, cioè per continuare ad alimentare la speculazione internazionale. Ed infine, a tutela dei redditi dei lavoratori, perché mai un governo popolare dovrebbe rinunciare a reintrodurre una scala mobile con un adeguamento automatico dei salari uguale per tutti?


Sinistra conservatrice ( e decotta)

Abbiamo polemizzato con Giacchè, ma la nostra non è certo una polemica di tipo personale. Il fatto è che negli argomenti della diciannovesima tesi ritroviamo lo stesso conservatorismo dei gruppi dirigenti della sinistra ex arcobalenica. Gruppi dirigenti che sanno solo riproporsi all'infinito per una buona retribuzione dell'unica funzione che sanno svolgere, quella di stampella ad un centrosinistra ad egemonia Pd.

Ci rifiutiamo di credere che lo stesso Giacché sia già finito nell'orrendo tritacarne di questa politica politicante, così capace di uccidere ogni intelligenza come ogni indipendenza di giudizio. Chi vivrà vedrà. Quel che possiamo dire è che la debolezza dei suoi argomenti nella circostanza è la conferma delle ottime ragioni della battaglia che stiamo conducendo per la cancellazione del debito e l'uscita dall'euro.




Diamoci da fare
22-23 ottobre
assemblea nazionale

Print Friendly and PDF

10 commenti:

  • Anonimo scrive:
    10 ottobre 2011 14:32

    Ottimo articolo, si sente la necessità di approfondire l'argomento inflazione/svalutazione per meglio destreggiare ogni e qualsiasi discussione su di un eventuale default controllato e uscita dall'Euro,unica via di uscita dalla terribile situazione attuale. Purtroppo ci stanno portando verso un governo di unità nazionale (con le sinistre colpevolmente in sintonia con i "mercati" e la speculazione internazionale) che assolvendo ogni politico che ne faccia parte, opererà una macelleria sociale inaudita.

  • redazione scrive:
    10 ottobre 2011 15:09

    «approfondire l'argomento inflazione/svalutazione per meglio destreggiare ogni e qualsiasi discussione su di un eventuale default controllato e uscita dall'Euro»...
    E' ciò su cui stiamo pazientemente lavorando e di cui tratteremo a Chianciano

  • Anonimo scrive:
    10 ottobre 2011 23:39

    Bravissimo Leonardo
    Stefano D'Andrea

  • Anonimo scrive:
    11 ottobre 2011 19:19

    Veramente ottimo!
    G. B.

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2011 01:50

    Le riflessioni analitiche del Giacchè, sono ottime, come ottimo è questo suo saggio "Il capitalismo e la crisi" (scritti scelti di K.Marx)
    do il link:
    http://www.deriveapprodi.org/2009/09/il-capitalismo-e-la-crisi/
    Mentre le "riforme" che lui propone, vanno analizzate in relazione alla sua adesione al PDCI.
    Riformismo piccolo borghese, è la mia opinione.
    Ormai, questi aspirano tutti, ad essere più o meno velatamente, notabili del capitale.
    E forse Giacchè, lo è in buona fede.
    Cordiali saluti.

    P.S.
    Tutti pensano solo a riformare l'esistente.

  • romanocalvo scrive:
    12 ottobre 2011 16:32

    Questo articolo di Leonardo Mazzei è fondamentale per aprire gli occhi sulle Alternative possibili e ne consiglio la lettura. Ho qualche perplessità tecnica sull'idea di reintrodurre la scala mobile e ritengo necessario aggiungere anche il tema dell'autosufficienza energetica ed agro alimentare, vero antidoto contro l'inflazione importata. Ma l'impianto è ottimo. Siamo dentro ad un tempo in cui le soluzioni apparentemente più radicali si riveleranno come le più autenticamente riformiste. Grazie. Romano Calvo

  • Anonimo scrive:
    15 ottobre 2011 12:19

    Non giudico l’autore, Giacchè non lo conosco ( Ah Ah, bello il gioco di parole! ). Non ho perciò alcun timore reverenziale nei suoi confronti e mi permetto di giudicare liberamente il contenuto del suo scritto qui esaminato da Mazzei, che è veramente pessimo. E’ sempre un piacere osservare come anche da chiavi di lettura differenti si giunga agli stessi risultati, perciò questa recensione critica di Mazzei è musica per le mie orecchie. Come si possa poi aver fama di economista dicendo scempiaggini così grosse, come quella sulla difficoltà tecnica di un default selettivo dei titoli di stato per dimensione e tipologia del possessore anziché per tipologia del titolo stesso, è veramente un mistero. Come ex-risparmiatore minimo di bond argentini posso testimoniare il contrario sulla mia pelle, e non sopporto più questo genere di cazzate! (non per me, non è un fatto personale, ma per il momento storico che stiamo vivendo).
    Per stare nei limiti di un commento flash aggiungo solo che questa “paura del buio” degli economisti d’asilo infantile sedicenti di sinistra è veramente squallida, come la loro inconsistenza culturale nel merito.
    Chiedo loro, provocatoriamente, una semplicissima cosa: lo sapete o no che cos’è il denaro? (claro que no. Leggasi punto, nel senso che chi non passa quest’esamino propedeutico non merita attenzione).

    Buon seminario del 23/24 ottobre e, mi raccomando, rendicontatene bene per chi non ha potuto parteciparvi.

    Alberto Conti

  • xlpharmacy scrive:
    29 novembre 2011 15:45

    Naturalmente - ma questa è un'ovvietà - una simile operazione potrebbe essere condotta solo da un governo espressione di una sollevazione popolare.

  • http://www.tulliomarra.it scrive:
    22 luglio 2012 08:29

    E' la moda del momento, proporre efficaci misure alternative. Come affermava il generale Zukov, le guerre si fanno con le forze che si hanno, affermazione di un realismo pragmatico, che oggi è carente a questi proponenti, spesso specialisti in voli pindarici.

  • http://www.tulliomarra.it scrive:
    22 luglio 2012 11:08

    Quindi ci si propone l'autarchia di mussoliana memoria, noi che siamo un paese senza risorse naturali. Dopo lo scherzo dell'abbandono dell'euro, chi credete comprerà i nostri prodotti ? la Germania con cui attualmente abbiamo un forte interscambio commerciale, o gli USA per lo stesso discorso ? Si propone una rivoluzione copernicana solo per essere più poveri di adesso.

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (738) euro (696) crisi (616) economia (496) sinistra (438) finanza (259) Movimento Popolare di Liberazione (239) sfascio politico (235) grecia (231) elezioni (222) resistenza (222) M5S (211) teoria politica (206) banche (201) internazionale (190) imperialismo (187) risveglio sociale (184) alternativa (167) seconda repubblica (167) sovranità nazionale (167) P101 (162) Leonardo Mazzei (161) Syriza (149) Moreno Pasquinelli (145) Tsipras (144) Matteo Renzi (125) antimperialismo (112) debito pubblico (105) PD (103) marxismo (101) sovranità monetaria (101) democrazia (100) destra (99) sollevazione (99) Grillo (93) berlusconismo (91) proletariato (91) costituzione (89) spagna (86) Francia (82) neoliberismo (82) austerità (79) islam (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Emiliano Brancaccio (75) referendum costituzionale 2016 (74) Stati Uniti D'America (73) Mario Monti (71) sindacato (71) filosofia (69) Stefano Fassina (68) Germania (67) bce (67) populismo (65) Libia (63) Alberto Bagnai (59) piemme (59) sinistra anti-nazionale (59) Podemos (58) capitalismo (58) Rivoluzione Democratica (57) capitalismo casinò (57) guerra (57) globalizzazione (56) immigrazione (54) rifondazione (53) Carlo Formenti (51) bancocrazia (51) Medio oriente (50) Siria (50) Alexis Tsipras (49) Movimento dei forconi (49) programma 101 (49) socialismo (49) fiat (48) cinque stelle (47) immigrati (47) sovranità popolare (47) Nichi Vendola (45) Sergio Cesaratto (45) legge elettorale (45) referendum (45) renzismo (45) sinistra sovranista (44) Beppe Grillo (43) inchiesta (43) Pablo Iglesias (42) Troika (42) geopolitica (42) Emmezeta (41) Lega Nord (41) Yanis Varoufakis (41) astensionismo (41) campo antimperialista (41) solidarietà (41) moneta (39) Alitalia (38) proteste operaie (38) brexit (37) italicum (37) Diego Fusaro (36) liberismo (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Mario Draghi (34) Russia (34) egitto (34) sionismo (34) Marine Le Pen (33) azione (33) sovranismo (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) Matteo Salvini (32) Sicilia (32) default (32) fiom (32) palestina (32) CLN (31) Forum europeo 2016 (31) ISIS (31) Sel (31) fiscal compact (31) governo Renzi (31) neofascismo (31) unità anticapitalisa (31) Luciano Barra Caracciolo (30) Manolo Monereo (30) Mimmo Porcaro (30) Ucraina (30) Giorgio Cremaschi (29) Ugo Boghetta (29) populismo di sinistra (29) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (28) Fiorenzo Fraioli (28) Israele (28) Merkel (28) immigrazione sostenibile (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) menzogne di stato (27) xenofobia (26) Forum europeo (25) Lega (25) Europa (24) eurostop (24) islamofobia (24) Karl Marx (23) Nello de Bellis (23) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) silvio berlusconi (22) Aldo Giannuli (21) Chianciano Terme (21) Donald Trump (21) Quantitative easing (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) nazione (21) scuola (21) Marcia della Dignità (20) finanziarizzazione (20) uscita dall'euro (20) Front National (19) Lavoro (19) Nato (19) Unità Popolare (19) cina (19) fronte popolare (19) repressione (19) Izquierda Unida (18) Roma (18) Tunisia (18) USA (18) ecologia (18) etica (18) iraq (18) keynes (18) Assisi (17) Fabio Frati (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Mariano Ferro (17) Regno Unito (17) razzismo (17) religione (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Norberto Fragiacomo (16) Pier Carlo Padoan (16) ballottaggi (16) nazionalismi (16) nazionalizzazione (16) pace (16) vendola (16) Donbass (15) International no euro forum (15) Jacques Sapir (15) Luciano B. Caracciolo (15) Prc (15) Renzi (15) Tonguessy (15) piattaforma eurostop (15) storia (15) 15 ottobre (14) Beppe De Santis (14) Cremaschi (14) Emmanuel Macron (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Monte dei Paschi (14) Vincenzo Baldassarri (14) coordinamento no-euro europeo (14) iran (14) melenchon (14) obama (14) patriottismo (14) salerno (14) Chavez (13) Jobs act (13) MMT (13) Marco Mori (13) Stato Islamico (13) Venezuela (13) Virginia Raggi (13) Vladimiro Giacchè (13) acciaierie Terni (13) emigrazione (13) euro-germania (13) finanziaria (13) umbria (13) Bersani (12) Brancaccio (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Marino Badiale (12) Movimento 5 Stelle (12) Negri (12) Perugia (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) disoccupazione (12) piano B (12) sciopero (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Gennaro Zezza (11) Luigi Di Maio (11) Putin (11) Sandokan (11) Turchia (11) ambiente (11) antifascismo (11) comunismo (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) internazionalismo (11) keynesismo (11) salari (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Reddito di cittadinanza (10) Terni (10) cattiva scuola (10) cosmopolitismo (10) decrescita (10) golpe (10) lotta di classe (10) presidenzialismo (10) scienza (10) senso comune (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Campagna eurostop (9) De Magistris (9) Def (9) Dicotomia (9) Enrico Grazzini (9) Fmi (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Marco Passarella (9) Paolo Ferrero (9) Portogallo (9) Stefano D'Andrea (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) bail-in (9) catalogna (9) chiesa (9) cultura (9) diritti civili (9) internet (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) ordoliberismo (9) povertà (9) sindacalismo di base (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Alitalia all'Italia (8) Bernie Sanders (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) Costas Lapavitsas (8) D'alema (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Forconi (8) Goracci (8) Ilva (8) Ingroia (8) Mirafiori (8) Quirinale (8) Salvini (8) Wolfgang Schaeuble (8) Yanis Varoufakys (8) appello (8) deficit (8) diritto (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) europeismo (8) grexit (8) indipendenza (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Articolo 18 (7) Daniela Di Marco (7) Fausto Bertinotti (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Papa Francesco (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) classi sociali (7) confederazione (7) cosmo-internazionalismo (7) destra non euro (7) eurocrack (7) incontri (7) lira (7) nazionalismo (7) nazismo (7) necrologi (7) privatizzazioni (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) trasporto pubblico (7) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CUB (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Eugenio Scalfari (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) M.AR.S. (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Pil italiano (6) Pisapia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Risorgimento Socialista (6) Sergio Mattarella (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) debitocrazia (6) derivati (6) governo Gentiloni (6) incontro internazionale (6) inflazione (6) liberosambismo (6) magistratura (6) manifestazione (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) terremoto (6) trasporto aereo (6) uber (6) utero in affitto (6) Alessandro Visalli (5) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Assad (5) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (5) Dario Guarascio (5) Dino Greco (5) Domenico Moro (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Foligno (5) Forza Italia (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Parigi (5) Pcl (5) Polonia (5) Rete dei Comunisti (5) Riccardo Achilli (5) Romano Prodi (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) alleanze (5) automazione (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) jihadismo (5) la variante populista (5) laicismo (5) liberalismo (5) pomigliano (5) populismo democratico (5) questione nazionale (5) rivolta (5) salvinismo (5) suicidi (5) suicidi economici (5) tremonti (5) ALBA (4) Alberto Negri (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Cub Trasporti (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Federalismo (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Teti (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Npl (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) USB (4) Varoufakis (4) Vladimiro Giacché (4) Wolfgang Munchau (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) autodeterminazione dei popoli (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) giovani (4) governo (4) ideologia (4) il manifesto (4) irisbus (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) migranti (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) rifugiati politici (4) risparmio (4) spending review (4) spesa pubblica (4) tecnologie (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alfiero Grandi (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Carl Schmitt (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) France Insoumise (3) Francesco Salistrari (3) Franco Bartolomei (3) Fronte Sovranista Italiano (3) GIAPPONE (3) Gianni Ferrara (3) Giorgia Meloni (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giuliano Pisapia (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Angiuli (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jens Weidmann (3) Jeremy Corbyn (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Massimo Climati (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paolo Gerbaudo (3) Pardem (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Sicilia Libera e Sovrana (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) elezioni 2017 (3) facebook (3) fascismo (3) il fatto quotidiano (3) il pedante (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mediterraneo (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) moneta fiscale (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sanità (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) socialdemocrazia (3) sociologia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) tecnoscienza (3) trattati europei (3) università (3) vaccini (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Amoroso (2) Antonio Rinaldi (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Cerveteri Libera (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emanuele Severino (2) Eos (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Flat tax (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Gentiloni (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Jugoslavia (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Luigi De Magistris (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Macron (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marchionne (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Martin Heidegger (2) Marx (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Noi sicialiani con Busalacchi (2) Oriana Fallaci (2) Palermo (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Papa (2) Papa Bergoglio (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pier Paolo Dal Monte (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salistrari (2) Sandro Arcais (2) Scenari Economici (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Fazi (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Toni negri (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Ugo Arrigo (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) austria (2) banche venete (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) curdi (2) deregulation (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) donna (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) elezioni siciliane 2017 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) fecondazione eterologa (2) fine del lavoro (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) informatica (2) isu sanguinis (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) occidente (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) proteste agricoltori (2) razionalismo (2) riformismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) sovranità e costituzione (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aldo Zanchetta (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Chiavacci (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amando Siri (1) Amazon (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angela Matteucci (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Cekia (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dagospia (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Ernesto Laclau (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Busalacchi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giada Boncompagni (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giorgetti (1) Giorgio Gattei (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Tomei (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Amato (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Google (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia Ribelle (1) Italia Ribelle e Sovrana (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Minenna (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Tronti (1) Mark Rutte (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Microsoft (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maddalena (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quarto Polo (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Ruggeri (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Riscossa Italia (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) Xarxa Socialisme 21 (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) animalismo (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) donne (1) dracma (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) intimperialismo (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) lex monetae (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) partito democratico (1) patto politico (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) reddito di base (1) rete 28 Aprile (1) ricchezza (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tecnica (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)