martedì 30 novembre 2010

In memoria di Paolo Vinti

Perugia, Giugno 2010. Paolo interviene alla
manifestazione contro l'attacco sionista alla Freedom Flotilla
Il nostro dolore...
e quello degli altri

di Moreno Pasquinelli

Difficile spiegare ai lettori di questo blog che non vivano a Perugia, chi davvero fosse Paolo Vinti. Figlio di comunisti, suo padre è scomparso solo poche settimane fa, entrò giovanissimo nelle file di Avanguardia Operaia. Era uno dei militanti più attivi, assieme ad Assuero Becherelli, del Comitato Unitario di Base in quella che era considerata la roccaforte di quel gruppo: l’Istituto per Geometri. Lo conobbi allora, a metà degli anni ’70, io che frequentavo l’Istituto d’Arte, base a sua volta dei trotskysti, dei cui ranghi facevo parte. In quegli anni in cui la politica era tutto, in cui la rivoluzione era la vita, non solo come lontana speranza, ma come pratica quotidiana, i rapporti personali risentivano delle rigidità, a volte settarie, dovute alla diversa appartenenza. Amici, davvero lo diventammo più tardi, quando l’esperienza rivoluzionaria venne sconfitta e calò sul paese la melma del riflusso. E lo diventammo appunto perché ci univa il rifiuto, etico prima ancora che politico, del “riflusso”, ovvero della ritirata nel “vissuto privato”, che travolse tutti o quasi i nostri compagni d’arme dei settanta.




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E' MORTO MARIO MONICELLI

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lunedì 29 novembre 2010

Wikileaks e la minestra riscaldata

I SEGRETI DI PULCINELLA

di Piemme

Preceduti da un'abilissima campagna di promozione pubblicitaria sono quindi filtrati i primi "file segreti" estorti al Dipartimento di Stato e al Pentagono nordamericani —o forse fatti circolare ad arte da qualche loro cricca. Doveva essere un cataclisma e invece l'impressione che ne traggo può essere così sintetizzata: "la montagna ha partorito il suo topolino". In Italia, a dare credito alla portata devastante delle rivelezioni di Wikileaks ci hanno pensato anzitutto i media berlusconiani, Il Giornale in testa, che da tempo parlano di un "complotto per far fuori Silvio Berlusconi". Il Giornale temeva infatti che la pubblicazione dei file sarebbe stata devastante, visto che ci si aspettava che Wikileaks avrebbe resi noti chissà quali straordinari segreti. Che la cricca dei berluscones se la facesse sotto dalla fifa lo confermava il Ministro Frattini in persona che si lasciava scappare l'allarmistica dichiarazione per cui «le rivelazioni sarebbero state l'11 settembre della diplomazia mondiale».

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domenica 28 novembre 2010

«Con emozione compagni»

Perugia
SI È SPENTO IL COMPAGNO PAOLO VINTI

Di Valerio Bruschini

«Al leggendario Compagno Paolino
Oggi, Domenica, 28 Novembre 2010, nella tarda mattinata,  è morto il Compagno Paolino Vinti, che, Martedì scorso, era stato colpito da un ictus.

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Il Venezuela è un'alternativa?

«Non può esserci democrazia senza 
sovranità popolare!
Non può esserci sovranità senza socialismo!»


Nell'ambito del tour europeo: Incontri con Oscar Armando Contreras, portavoce del «Fronte Contadino Ezequiel Zamora», il più forte movimento sociale venezuelano che sostiene il governo Chavez
  
INCONTRI A LECCE, PERUGIA e LUCCA

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sabato 27 novembre 2010

Wikileaks e il «complotto» anti-italiano

VI SPIEGO PERCHÉ BERLUSCONI 
È IL MALE MINORE

di Gianfranco La Grassa

Riceviamo e pubblichiamo
C'è un complotto anglo-americano per sbarazzarsi del Cavaliere? Certamente sì. Al di la dell'Atlantico e della Manica non fanno mistero della loro idiosincrasia verso Berlusconi. Né è un mistero che l'armata Brancaleone che va da Fini a Bersani, passando per Montezemolo e Marchionne (con le forze ausiliarie di Vendola e Ferrero) sia sponsorizzata dai giganti dell'imperialismo euro-atlantico. Domanda: è forse questo sufficiente per considerare Berlusconi una specie di "male minore" e quindi, di fatto, difenderlo? Qui la nostra profonda divergenza con La Grassa, che non considera affatto la terza via, quella di costruire un'alternativa anticapitalista  e democratica al bipolarismo degenere delle cosche dominanti. Se non ci intruppiamo nell'esercito anti-berlusconiano, figurarsi se possiamo fare i trombettieri del Cavaliere, con il risibile argomento che starebbe difendendo ... "la Patria" (sic!).

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venerdì 26 novembre 2010

Nepal: la rivoluzione incompiuta

CHE C'ENTRA IL NEPAL CON L'ITALIA?
Breve resoconto di un viaggio

di Rivoluzione Democratica

Alcuni di noi (nella foto) sono stati in Nepal, dal 16 al 23 novembre, come parte di una delegazione italiana formata da delegati del Campo Antimperialista, dell'Associazione marchigiana LUPO e di Sumud (volontariato e Resistenza). Avremmo fatto a meno di trascorrere alcuni giorni di vacanza in quella caotica e perdutamente asiatica città che è Kathmandu, se se non fosse stato che tutta la direzione del Partito Comunista Unificato del Nepal (maoista), UCPN(m), di cui eravamo ospiti, avesse avuto ben altro oneroso impegno.

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Il tramonto della supremazia occidentale

Occidente baricentro del reddito globale 
solo per poco più di un secolo

Ecco cosa ci raccontano i dati sulla distribuzione del reddito dal 1 D.C. ad oggi
L'Asia fu e (pare) sarà il baricentro dell'attività economica mondiale

di Ennio Bilancini

Gli occidentali sono da tempo abituati a pensare ai propri paesi come “più ricchi” del resto del mondo. A causa di ciò, gli occidentali fanno molta fatica a rendersi conto che la maggiore ricchezza dei propri paesi è un fatto decisamente eccezionale nella storia dell'umanità. E' infatti l'Asia ad aver sempre rappresentato il baricentro dell'attività economica e della ricchezza del globo, fin dall'antichità. La seconda metà del 1800 e tutto il 1900 rappresentano una grande novità nella storia dell'uomo poichè in tale periodo la poderosa crescita delle economie capitalistiche occidentali ha spostato il baricentro dell'economia mondiale dall'Asia all'oceano Atlantico. Tuttavia, alla luce del vertiginoso sviluppo asiatico degli ultimi 20 anni, è lecito supporre che l'Asia tornerà ad occupare il ruolo che sempre ha ricoperto fino al 1850.

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giovedì 25 novembre 2010

Prc-Pdci: all'ombra di Vendola e del PD

LA «FEDERAZIONE DELLA PAURA» 
(della serie: "Per un pugno ... di seggi")

di Emmezeta*

La Federazione della Sinistra (FdS) ha dunque tenuto il suo primo congresso. Congresso oltremodo blindato, povero di contenuti e, soprattutto, dominato dalla paura: paura che le elezioni slittino, paura di essere scaricati dal Pd, paura del successo di Vendola. Paura, paura, paura... Può un soggetto politico fondarsi sulla paura? Evidentemente no, ma è proprio questo l'elemento fondante attorno al quale la FdS ha preso forma.

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martedì 23 novembre 2010

Rileggendo «L'Impero»

LA "PICCOLA NARRAZIONE" DI NEGRI E HARDT

di Moreno Pasquinelli

«Il provvidenzialismo (quello di Negri contaminato da un immanentismo di stampo gentiliano) è sempre stato l’altra faccia del pensiero meccanicistico e deterministico.
Chi riteneva che Negri fosse un partigiano semi anarchico della spontaneità si è sbagliato di grosso. La spontaneità è confinata da Negri nella sfera delle soggettività biopolitiche, alle singolarità desideranti, cioè nel campo della micropolitica sociale. Ma queste singolarità sono piccoli ingranaggi della grande macchina della storia che è causa sui, il cui movimento oggettivo è non solo determinato, ma predeterminato. Per Negri, come per Spinoza, la sola libertà concepibile è quella della consapevolezza della necessità razionale, dove al posto della metafisica Sostanza spinoziana, vien posta la forza creatrice delle moltitudini».

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domenica 21 novembre 2010

Transizione, democrazia, socialismo

COSA PUO' INSEGNARCI IL TENTATIVO VENEZUELANO?

di Gernot Bodner*


Quella che pubblichiamo di seguito è la traccia della relazione tenuta da Gernot Bodner al seminario teorico del Campo Antimperialista, che si è svolto a Vienna il 12 e 13 giugno 2010.
Gli spunti sintetizzati in questo scritto sono riflessioni scaturite in circa tre anni di discussione. I risultati di queste discussioni devono essere intesi come punto di partenza che è ancora lontano dal rappresentare un programma di transizione definito.

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sabato 20 novembre 2010

Classe sociale e soggetto rivoluzionario

IL MARXISMO E IL MITO IDEOLOGICO DELLA CLASSE OPERAIA

di Moreno Pasquinelli

I marxisti, dopo Marx, si sono divisi in molte correnti o, come dispregiativamente affermano i liberali, chiese ed eresie. Queste correnti non si sono solo date battaglia nella sfera del pensiero teorico, ma pure in quello politico, alcune  senza esitare a ricorrere allo sterminio dei loro avversari. La madre di tutte queste battaglie venne condotta tra la Chiesa per eccellenza, la stalinista, e la più irriducibile di tutte le eresie, quella trotskysta.

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venerdì 19 novembre 2010

Dizionario

ALLA VOCE: «ALTRUISMO»

di Piemme

Questo termine venne escogitato da August Comte nel suo Catechismo positivista (1852) per significare l’esatto opposto di egoismo. Vivere per gli altri era la massima fondamentale della dottrina morale del positivismo medesimo. Comte riteneva che accanto ad impulsi aggressivi ed egoistici, ogni uomo possedesse come qualità connaturata ed essenziale l’inclinazione alla bontà e alla benevolenza verso i propri simili. Il positivismo riteneva poi che l’antitesi egoismo-altruismo fosse destinata a scomparire con l’evoluzione sociale, dato che questa avrebbe portato con sé inevitabilmente il progresso nel campo morale —per cui alla soddisfazione del benessere individuale avrebbe corrisposto la felicità altrui.

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giovedì 18 novembre 2010

Demos e Libertà

LA DEMOCRAZIA COME BENE COMUNE
 
di Costanzo Preve*

Nell'Occidente capitalistico non esiste alcuna democrazia. Preve propone di superare la dicotomia marxista tra struttura e sovrastruttura, avanzando la tesi olistica che la società dev'essere pensata come un intero. Democrazia politica e libertà individuali non sono sovrastrutture ma attengono alla fondazione stessa di un sistema sociale che pretenda di basarsi sulo bene comune.

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mercoledì 17 novembre 2010

Papa Ratzinger

MA COM’E’ TRISTE L’EUROPA DI BENEDETTO XVI

di Giampiero G.

riceviamo e pubblichiamo

L’Europa teorizzata dal card. Ratzinger nel libro «Europa. I suoi fondamenti oggi e domani» (ed. it. San Paolo, 2004) si identifica in toto con la Christenheit, la Cristianità. Dapprima realizzata allo stato embrionale, per opera di Roma, come continente orbitante intorno al Mediterraneo (una sorta di "Grande Europa" in seguito frantumata dall’avanzata dell’Islam: qui Ratzinger riprende evidentemente la nota e discussa tesi di Henri Pirenne), l’Europa vera e propria verrebbe alla luce soltanto in un secondo momento, grazie all’Impero carolingio e a quello bizantino. 

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martedì 16 novembre 2010

Cina: restaurazione o una inedita fuoriuscita dal capitalismo?

SGUARDI CINESI
ovvero, la Cina come metodo

di Sandro Mezzadra e Gigi Roggero

«Giovanni Arrighi sosteneva che recuperando le radici della «rivoluzione industriosa» dell’Asia orientale del XVIII secolo – radicalmente diversa o addirittura contrapposta alla rivoluzione industriale inglese– la Cina ha intrapreso un percorso di sviluppo in direzione di un’economia di mercato potenzialmente non capitalistica. L’era delle riforme inaugurata da Deng Xiao Ping alla fine degli anni Settanta, con buona pace di Pei e di conservatori e progressisti occidentali, non attende di essere coronata dalla costruzione di un regime liberaldemocratico capitalistico, ma ha invece aperto la strada a una possibile fuoriuscita dal capitalismo stesso, happy end che potrebbe quindi coincidere con la fine dell’egemonia americana ipotizzata – con grande lungimiranza e indubbio coraggio – dagli studiosi della world system theory già negli anni Ottanta».

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lunedì 15 novembre 2010

Sinistra in Libertà

Franco Giordano
l'eterno braccio destro dei palloni gonfiati del momento
di Leonardo Mazzei*   





Perché "primarie" vuol dire presidenzialismo

«Cari democratici, abolire le primarie è un errore storico». E' con questo titolo che il Manifesto dell'11 novembre sintetizza l'intervista rilasciata da Franco Giordano a Matteo Bartocci.
 Sintesi azzeccata? Decisamente sì.

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domenica 14 novembre 2010

Il capitalismo a due anni dal fallimento di Lehman

IL COLPO DI STATO FINANZIARIO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa interessante analisi sull'attuale crisi capitalistica, riservandoci di rispondere all'autore in merito alla sua tesi che non esisterebbero differenze tra profitti industriali e finanziari, e quindi sulla questione del profitto e della rendita

di Christian Marazzi*

«Il capitalismo finanziario di mercato si caratterizza per il fatto che finanza e economia reale si sovrappongono, non sono più distinguibili. La finanza è, insomma, consustanziale all'economia reale, per cui per capire la logica di funzionamento del capitalismo odierno occorre superare l'idea di una dicotomia tra economia reale ed economia finanziaria. Basti ricordare che sono state le imprese della cosiddetta economia reale che, per prime, all'inizio degli anni Ottanta, hanno dato avvio alla finanziarizzazione investendo i loro profitti in borsa per accrescere i loro profitti. Non sono neppure d'accordo con coloro che, per spiegare la deriva finanziaria degli ultimi trent'anni, pretendono di distinguere i profitti finanziari e quelli industriali.».

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sabato 13 novembre 2010

SOTTO A CHI TOCCA

Dopo la Grecia, l'Irlanda
il default dell'Italia è il sé o il quando?

di Moreno Pasquinelli


Nonostante i ripetuti interventi per soccorrere l'Irlanda espletati dalla Bce negli ultimi mesi, taciuti per lo più dai media, ma ben noti ai pescecani della finanza ("investitori" nel linguaggio politicamente corretto); Dublino, per trovare acquirenti ai propri titoli di stato, è stata costretta ad offrire un rendimento del 9,26%, ovvero il 6,83% in più rispetto al bund tedesco. Uno spread mai così alto. Gli analisti fanno notare che un differenziale di queste proporzioni lo conobbero i titoli decennali greci lo scorso 27 aprile, sette giorni prima del tracollo che spinse il governo Papandreu a presentarsi col cappello in mano davanti a Bce e Fmi (anche la Cina non ha lesinato aiuti).

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venerdì 12 novembre 2010

G20

LO SPETTRO DI KEYNES SI AGGIRA SU SEOUL 

 

Svalutazione del dollaro, guerra delle valute, protezionismo... Quale coniglio tireranno fuori dal loro cappello le principali potenze economiche mondiali? Troveranno un accordo che non sia di facciata? Altamente improbabile. Torneremo domani sugli esiti del G20. Nel frattempo proponiamo le riflessioni di Marco Sarli

di Marco Sarli*

Abituato a vivere nel paese della smentita, mi sono guardato bene dal commentare la sorprendente uscita del presidente della Banca Mondiale (Financial Timesdel novembre) che qualche giorno fa aveva proposto, senza entrare in dettagli tecnici, un ritorno di un gold exchange standard limitato alle valute più importanti del pianeta e cioè il dollaro, l’euro, la sterlina e lo yen, lasciando anche capire che sarebbe stato auspicabile estendere tale sistema anche allo yuan cinese.

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Nucleare? non grazie!

ATOMICAMENTE PREVIDENTI
La lobby del nucleare al passaggio dal governo di B a quello delle 3M

di Leonardo Mazzei*

 
C'è qualcosa di vagamente surreale nelle decisioni prese dal Consiglio dei ministri venerdì scorso. Ministri che litigano su tutto, la consapevolezza di essere alla frutta ma senza che vi sia nessuno in grado di promuovere un "25 luglio", un provvedimento contro la prostituzione proprio in pieno "caso Ruby". A coronamento di questa situazione di sbando le cronache riportano questo commento di Tremonti: «Inutile che vi affatichiate troppo, tanto il governo dura fino a dicembre». (Repubblica online, 6 novembre)
Eppure, in quel marasma, una decisione il governo l'ha presa: quella di nominare il Consiglio direttivo della costituenda Agenzia per la sicurezza del nucleare, un organismo che dovrebbe accompagnare le prossime tappe del ritorno dell'energia atomica in Italia.

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giovedì 11 novembre 2010

Camusso-FIOM: rotta di collisione

negoziato sindacati confindustria
LA FIOM ALLA CAMUSSO: «VOI NON AVETE IL MANDATO DELLA NOSTRA CATEGORIA» 

Pubblichiamo qui sotto il documento conclusivo del Comitato centrale della FIOM, approvato all'unanimità l'8 novembre scorso. In rosso abbiamo sottolineato i passaggi dirimenti (deroghe al contratto nazionale in materia di salari e produttività, democrazia e rappresentanza), che attestano come FIOM e CGIL siano entrati in rotta di collisione. Collisione confermata il giorno successivo dalla risposta durissima della Camusso. Siamo ad un passaggio delicatissimo della vicenda sindacale italiana.

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Dicotomia destra-sinistra

SULLE DIVEGENZE TRA IL COMPAGNO CHIESA E NOI

Brevi riflessioni sul movimento «Alternativa»

di Moreno Pasquinelli


Mi auguro che a Giulietto Chiesa non gli pigli un attacco di orticaria venendo a sapere che mi occupo per la seconda volta di lui. La prima volta che lo feci, scrivendo l'articolo «Arcana Mundi 2. O del complottismo», mi rispose al vetriolo con un pezzo dal titolo iperbolico: «Micidiale attacco a Giulietto Chiesa da parte del Campo Antimperialista». In verità non volli portare alcun "attacco micidiale", solo spiegare il mio dissenso rispetto alla visione del mondo dei complottisti, di cui mi occupai in un altro articolo già pochi mesi prima. In tutti e due i casi ricevetti risposte rabbiose. E' un fatto: quando ad un complottista gli metti in discussione il paradigma della Conspiracy, è come quando ad un prete gli contesti il dogma trinitario. Non è di questo che voglio parlare questa volta, ma della presunta desuetudine della dicotomia destra sinistra, che sarebbe oramai destituita d'ogni fondamento e che il movimento di Chiesa ha assunto come proprio principio cardinale.

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martedì 9 novembre 2010

Dopo Berlusconi peggio?

PUTTANIERI E ASSASSINI DI REGIME

in risposta ad Asor Rosa

di Franco Berardi (Bifo) 

«Negli ultimi giorni la guerra fra porci ha raggiunto forse un punto di svolta, chi può mai dirlo. Finora abbiamo subito il dominio dei ladri, ora tocca prepararsi al dominio degli assassini. I salvatori della patria che si delineano all’orizzonte, i Fini e i D’Alema non sono meglio dell’orco obnubilato dal delirio pornografico-senile. Sono peggio.».

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lunedì 8 novembre 2010

Ateismo disgustoso

QUANDO È TROPPO È TROPPO!

di Giorgio F.

«Neanch'io sono credente ma questo ateismo volgare e anticristiano mi disgusta. Ritengo indecente e inaccettabile che questi ateisti abbiano addirittura creato un logo [vedi l'immagine qui a fianco, Ndr] in cui la svastica è sovrapposta alla Croce. Cosa rappresenti la svastica tutti lo sappiamo: è l'icona stessa dell'ingiustizia e della violenza sui deboli. Come si può associarla alla Croce? che simboleggia la passione di chi (sia esso o no figlio di Dio), a nome dei deboli, ha subito la massima ingiustizia, fino ad accettare il proprio martirio».

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domenica 7 novembre 2010

Che figuraccia!

IN MIGLIAIA PER FINI, QUATTRO GATTI PER D'ALEMA

un compagno di Perugia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

I finiani hanno scelto l'Umbria per celebrare la fondazione del loro partito. Vedo i Tg, i quali tutti segnalano il grande successo di pubblico della kermesse di Futuro e Libertà, la destra che si da le arie. Io questo mattina ero invece alla Sala dei Notari, per chi non lo sapesse, la più prestigiosa sala della città, storico luogo simbolico del dibattito pubblico perugino. Faceva una certa pena che, malgrado l'importanza del tema (il nucleare e le enerigie rinnovabili) e il peso del parterre, la sala fosse semivuota. Quattro gatti, davvero. Dovevate verderlo D'Alema, scuro in volto, funereo. In un certo senso una vera umiliazione.

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sabato 6 novembre 2010

Eraclito non Hegel

QUESTIONE DI METODO
E QUESTIONI STRATEGICHE

Considerazioni teoriche sulla crisi, 
le contraddizioni che porta in prima linea e sul campo di battaglia

di Moreno Pasquinelli*

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venerdì 5 novembre 2010

IL CRACK CHE VERRÀ

OGNUNO PER SÉ, 
DIO PER TUTTI


... e lo chiamano «Accomodamento quantitativo»
 
Così si traduce «Quantitative easing». La Fed americana, incurante dei rischi di codeterminare una nuova gigantesca bolla finanziaria dagli esiti forse fatali, ha deciso di immettere sul mercato finanziario una maxi-iniezione di liquidità: 600 miliardi di dollari. Per essere precisi la Banca centrale USA ha deciso di riacquistare i titoli di Stato USA, una cosa che rassomgilia al gatto che si mangia il proprio vomito. Bernanke è quindi andato giù pesante al tavolo da gioco del capitalismo-casinò. Una puntata di poco inferiore a quella (700Mld) con cui la Casa Bianca decise, nell'ottobre 2008, di salvare il sistema bancario yankee dalla bancarotta. Ciò dimostra che quando si parla di capitalismo speculativo-predatorio, ovvero il mostro che divora ricchezza dedicandosi alla rendita, non si deve intendere solo alcuni grandi  e più o meno occulti vampiri (banchieri, hedge ed equity fund ecc.): sono gli Stati stessi (debito pubblico ed emissione di bond e titoli più o meno spazzatura), le Banche centrali (emissione di valuta, reale e fittizia, riacquisto dei titoli di stato) e i Fondi sovrani, attori di primo piano della giostra speculativa. 

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facebook è una trappola

WEB 2.0: LA FORMATTAZIONE DEL PENSIERO

perché Jaron Lanier ha ragione

di Franco Berardi "Bifo"


Tutti devono sapere” è il nome di una pagina Facebook che informa(va) sulle questioni della cosiddetta riforma Gelmini, l’attacco definitivo scatenato contro la scuola pubblica italiana, il tentativo - che purtroppo sta avanzando - di distruggere alla base ogni vita intelligente, ogni democrazia in questo paese.
Diecimila persone erano collegate a questa pagina: insegnanti, genitori, studenti.
Da un paio di giorni questa pagina è stata cancellata senza motivazioni senza spiegazioni.
Per violazione di qualche norma di un regolamento che nessuno conosce.
Facebook è così.

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giovedì 4 novembre 2010

CAMUSSO SEGRETARIA, SCONFITTA LA FIOM

IL CAVALLO DI TROIA


di Piemme 

«Una ulteriore avvisaglia di quale sia la piega che prenderà la CGIL è rappresentata dalla scottante questione della rappresentanza sindacale. In netta opposizione alla FIOM e alla sua decisione di presentare una legge di iniziativa popolare per una soluzione legislativa universalistica e almeno formalmente democratica, la Camusso perora la "via pattizia", ovvero un accordo tra le parti —sullo stile di quello vergognoso del 20 dicembre 1993 che portò alla costituzione delle Rsu (vedi Il Sole 24 Ore di oggi)—, dunque peggiorativo di quello del 1993, nel senso che la democrazia sui posti di lavoro, già gravemente lesionata, sarebbe definitivamente seppellita. Per questo temiamo che la Camusso, ci farà vedere i sorci verdi, che sarà un Cavallo di Troia del Capitale».

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Susanna Camusso: il discorso d'ìncoronazione

NON SONO ROSE QUELLE CHE FIORIRANNO

Più sotto l'intervento integrale pronunciato da Susanna Camusso, non appena eletta Segretario Generale CGIL dal Comitato Direttivo Nazionale il 3 novembre 2010

Sciopero generale? Più no che sì. Le "aperture" negoziali della Confindustria e quelle di Bonanni, e la probabile uscita di scena di Berlusconi, per la Camusso, cambiano lo scenario politico. Il movimento e gli interessi dei lavoratori considerati così alla stregua di una variabile dipendente dei giochi di Palazzo. Come ella (ex-socialista, tesserata al PD e a suo tempo cacciata dalla FIOM) posizionerà la CGIL, non è difficile da immaginare. Si faccia attenzione a questo passaggio programmatico:
«Per progettare un CCNL più largo e meno prescrittivo, più inclusivo ed universale, affermando la necessità di una contrattazione di secondo livello sempre più ampia e diffusa perché la condizione di lavoro torni al centro della nostra iniziativa, dalla necessità di più contrattazione sociale per un welfare territoriale universale perché, per noi, nessuno deve essere escluso o condannato alla marginalità»
In poche parole: sì allo smantellamento del contratto nazionale, sì alle gabbie salariali e alla flessibilità. Sì infine ad un "welfare territoriale", vale a dire diritti diversi a seconda dell'appartenenza regionale o distrettuale.

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mercoledì 3 novembre 2010

resoconto del convegno teorico-politico di Chianciano

IN CAMMINO

Alla fine ha prevalso, tra la settantina di partecipanti, un clima condiviso di soddisfazione. Ciò ad indicare che il convegno rispondeva ad una domanda profonda: capire le cause della crisi che attraversa l’Occidente capitalistico, districandosi in mezzo al flusso di informazioni e spiegazioni spesso parziali e contraddittorie. Ma il “bello” di questo convegno è che non ci si è limitati all’analisi economica, non meno importante è stata la parte dell’indagine sociale e quella della proposta politica.

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martedì 2 novembre 2010

Difendiamo la Costituzione


 


Su Repubblica del 15 ottobre Riccardo Pacifici,  sionista tra i più facinorosi nonché Presidente della comunità ebraica di Roma, ha proposto una legge per introdurre il reato di "negazionismo", per mandare in galera chiunque osi "ridimensionare i numeri della Shoah". Ha quindi lanciato il suo ultimatum: 
«dev'essere promulgata entro il 27 gennaio, giornata della memoria». 

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IL LAVORO COGNITIVO COME LAVORO AUTONOMO

Chi sono (e cosa vogliono?) i lavoratori della conoscenza

Un’intervista a Sergio Bologna*
 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa intervista ad uno dei più noti esponenti della centralità del "lavoro cognitivo", ovvero dei "lavoratori della conoscenza", secondo Bologna «.. più disprezzato e umiliato di quello manuale». Sono per questo i "lavoratori della conoscenza" un nuovo proletariato? Bologna sembra rispondere che no, sono lavoratori "autonomi", e come tali andrebbero organizzati e i loro specifici interessi tutelati.

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lunedì 1 novembre 2010

Negazionismo e diritti costituzionali

Libertà di opinione

di Marino Badiale e Massimo Bontempelli
 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Un altro valore fondativo della civiltà occidentale e' quello della libera espressione delle opinioni, della libertà di ricerca e di dibattito.
Si tratta di un valore garantito, per esempio, dagli articoli 21 e 33 della Costituzione Italiana e anche su questo tema stiamo assistendo ad un vistoso arretramento.
Alludiamo alle leggi che in vari importanti paesi europei hanno reso reato la difesa di alcune particolari opinioni, in particolare delle cosiddette tesi "negazioniste" sul genocidio ebraico.

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Rendere reato il negazionismo?

RIDICOLO PACIFICI

di Piergiorgio Odifreddi

La lezione negazionista del professor Claudio Moffa all’Università di Teramo ha sollevato feroci polemiche. Il commento più adeguato mi sembra un’osservazione di Borges nel suo saggio su Nathaniel Hawthorne: «Il proposito di abolire il passato fu già formulato nel passato, e paradossalmente, è una delle prove che il passato non può essere abolito. Il passato è indistruttibile: prima o poi ritornano tutte le cose, e una delle cose che tornano è il progetto di abolire il passato».

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