domenica 31 ottobre 2010

Guerra delle valute: cause e conseguenze

LA FINANZA PREDATORIA

la nuova modalità di guerra globale a stelle e striscie

di Michael Hudson 

“Gli eventi che stanno per manifestarsi proiettano anticipatamente la loro ombra” – Goethe


Cosa succederebbe se impedissimo alle banche americane e ai loro clienti di creare 1.000 miliardi, 10.000 miliardi o addirittura 50.000 miliardi di dollari sulla tastiere dei loro computer per comprare tutte le obbligazioni e le azioni del mondo, oltre a tutte le proprietà terriere e agli altri asset in vendita, nella speranza di realizzare guadagni in conto capitale e intascare gli spread sull’arbitraggio con una leva sul debito di meno dell’1% del costo dell’interesse? E’ questo il gioco a cui si sta giocando oggi.

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sabato 30 ottobre 2010

"venture capital" versus capitale industriale

Sulle cause reali e finanziarie nella crisi economica in corso  

di Duccio Cavalieri*

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento. Una lucida disamina della crisi e della funzione patogena della speculazione finanziaria.  L'autore conclude perorando soluzioni di tipo keynesano, a nostro modo di vedere, del tutto inadeguate. Considera poi le due tesi, entrambi di ascendenza marxiana, del sottoconsumo e della caduta del saggio di profitto, ma non vede che l'una esclude l'altra, mentre, con le sue stesse parole dipinge in maniera quasi perfetta come la caduta tendenziale del saggio di profitto sia la causa prima della crisi generale del capitalismo, e di cui il sopravvento della finanza predatoria sia, in ultima istanza, in effetto. Ecco quanto afferma il Cavalieri:
«Quella di cui forse dovremmo discutere ... è la mutata fisiologia del processo di accumulazione del capitale, che ormai evidenzia un’insufficiente capacità di valorizzarsi, nel passaggio dalla sfera della produzione a quella della circolazione. Questo fatto può rendere difficile la chiusura del circuito produzione-accumulazione. Ossia la funzione tecnica che sono appunto chiamati a svolgere gli intermediari finanziari. Tende di conseguenza a favorire il persistente dominio del capitale finanziario di tipo speculativo (il venture capital) sul capitale industriale».

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venerdì 29 ottobre 2010

Silla Berlusconi: Plutarco è di lei che sta parlando

TRANNE I CAPELLI
la prima volta come tragedia, la seconda come farsa

di Maurizio Fratta


«Sil… fu allevato in una maniera non ricca.
Ancora giovane abitava in una casa non sua, cosa che gli venne rinfacciata quando parve che la fortuna lo avesse aiutato più del giusto. Vivendo fastosamente e menandone vanto si racconta che un uomo probo e dabbene gli dicesse «Come puoi tu darti vanto di essere un uomo onesto se non avendo ereditato un soldo da tuo padre , possiedi tante ricchezze?»
Allora non si viveva già più in grande rettitudine  e con purezza di costumi; si tendeva alla depravazione e si desideravano lusso e ricchezze. Tuttavia erano tenuti in eguale dispregio sia coloro che dilapidavano cospicue ricchezze sia quelli che non conservavano la povertà dei loro antenati.

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Vendola: Obamismo all'amatriciana



Davvero istruttiva l'intervista rilasciata da Nichi Vendola a Lina Palmerini col titolo programmatico: «Le imprese si fidino di me» (Il Sole 24 Ore del 27 ottobre). Il lettore noterà immediatamente come, parlando ai padroni sul loro giornale, l'affabulazione immaginifica e iperbolica scompaia, per lasciare il posto ad una mediocre "realpolitik". Costretto a improbabili equilibrismi, la cosa non gli è venuta bene. Difficile tenere assieme il diavolo e l'Acqua santa, sedurre la borghesia e allo stesso tempo continuare ad accreditarsi, berlusconianamente parlando, come il "salvatore della patria", il "presidente operaio". L'ammiccamento, lo sforzo di tranquillizzare i lettori del giornale della Confindustria, come ognuno potrà vedere, risulta francamante patetico.

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giovedì 28 ottobre 2010

Salari e produttività in Italia

COSA DIMOSTRA LA COMPARAZIONE CON GLI ALTRI PAESI OCSE

di Roberto Romano*

Tra i paesi industrializzati l’Italia è quello che ha cercato più di altri di competere nei mercati internazionali mediante una accentuata politica salariale deflattiva. I dati relativi alla bilancia commerciale e alle quote nel commercio internazionale dimostrano che questa politica non ha avuto successo. E così, a dispetto della moderazione salariale, l’Italia riesce sempre meno a difendere il “core” del suo modello di specializzazione produttiva, fondato prevalentemente su attività e servizi che non necessitano di cospicui impegni sul terreno della conoscenza. Viceversa, in quei paesi nei quali gli investimenti in nuove tecnologie sono elevati, non solo si registrano livelli più alti dei salari reali, ma anche i risultati in termini di competitività internazionale sono ben superiori ai nostri.

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mercoledì 27 ottobre 2010

MARXISTA CHE?

Si può essere comunisti senza essere marxisti?
 
di Piemme

 
«Occorre toccare il fondo. Occorre che a forza di mangiare merda venga il vomito. Solo allora rinascerà il comunismo, non solo come senso morale, ma come dimensione esistenziale e politica.»

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Prosegue il declino relativo dei paesi ricchi

Le prospettive economiche a medio termine
Con o senza stagnazione, 
l'Occidente è destinato a perdere terreno

di Ennio Bilancini


L'enfasi recentemente data alla scarsa crescita dei paesi ricchi, ed in particolare alla scarsa crescita dei paesi occidentali, potrebbe indurre a pensare che con un eventuale ritorno ad una crescita vicino al potenziale (stimata attorno al 3%) possa scongiurare il declino relativo a favore dei paesi emergenti. Le recenti previsioni di crescita pubblicate da Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale sembrano cancellare ogni dubbio: l'Occidente è destinato a perdere ulteriormente terreno.

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martedì 26 ottobre 2010

Dalla decrescita al soggetto politico?

Maurizio Pallante
SULLA RIUNIONE DEL 16 OTTOBRE A TORINO

riceviamo e volentieri pubblichiamo*

«Non c’è possibile progresso, nello sviluppo: la sinistra è morta perché non l’ha capito». Giulietto Chiesa è pessimista: «Il momento è drammatico, data la crisi globale del sistema globale del sistema e la caccia alle risorse: fra poco, qualcuno verrà a dirci che i beni come la benzina e l’acqua saranno razionati, a disposizione dei soli ricchi, armati fino ai denti. Non c’è tempo da perdere: dobbiamo farci sentire, scuotere l’opinione pubblica dal torpore televisivo».

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lunedì 25 ottobre 2010

Sinistra Ecologia e Libertà

manifestazione Fiom: Nichi Vendola appena sceso dall'auto blu in un improbabile abbigliamento operaio
IL PRIMO CONGRESSO O  L’ULTIMO?
sulla reale funzione del vendolismo

di Moreno Pasquinelli

Veniamo criticati perché non crediamo al racconto che ci propina Vendola, perché, oltre a definirla una mediocre narrazione, ci chiediamo quali siano le sue vere finalità. Ci viene rimproverato di essere “complottisti”. Quando mai? Semplicemente ci atteniamo alla massima: «Non giudicare mai nessuno da ciò che dice di se stesso».

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Marchionne-Pinocchio mente

Tutti i quotidiani di oggi, 25 ottobre, mettono in grande evidenza quanto dichiarato da Marchionne ieri sera, dalla tribuna offertagli da un vergognosamente servile Fazio. Stando a lui l'Italia, seconda potenza industriale d'Europa e tra le prime dieci nel mondo, sarebbe un luogo maledetto per i capitalisti. Ecco perché quella di Marchionne è una grande menzogna.
Contro-inchiesta su produttività e salari in Italia
Riguardo ai bassi utili FIAT negli stablimenti italiani è facile spiegare che ciò dipenda, nel contesto di una strutturale sovrapproduzione del settore auto, (a) dal fatto che Fiat ha investito meno in Italia e più all'estero; (b) dai bassi salari elargiti ai suoi addetti (tra il 50 e l'80% più bassi di quelli dei loro colleghi della zona euro); (c) dalla scelta FIAT di concentrarsi sui modelli di bassa gamma dove la concorrenza è spietata; (d) dai pochi modelli sfornati negli ultimi dieci anni (più o meno la metà dei suoi concorrenti). Se c'è una colpa della crisi FIAT essa non è dunque da addebitare agli operai, ma al suo management.

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domenica 24 ottobre 2010

SEL: Vendola chiude in "bellezza" il congresso fondativo

SOTTO IL VESTITO IL NULLA

di Anna De Paolis*

Dato il clamore attorno al congresso fondativo di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL), mi sono tolta lo sfizio di andarci, proprio oggi, quando erano previste, per le 11,30,  le conclusioni di Vendola. Siccome la sala era gremita in ogni ordine di posti, come molti altri, ho ascoltato il discorso di chiusura dall'esterno. Poche riflessioni a caldo dunque.

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sabato 23 ottobre 2010

Dalla guerra delle valute a quella commerciale

Nuove avvisaglie di tempesta sul capitalismo mondiale



di Moreno Pasquinelli

«Tutti a raccolta al capezzale delle monete impazzite. La guerra delle valute approda al tavolo del G20». (1) Scriviamo mentre prende il via a Gyeongju, in Corea del Sud, il summit del G20. Esso cade nel bel mezzo della cosiddetta “guerra delle valute”, definizione ormai d’uso corrente e ben poco metaforica, utilizzata per primo, a fine settembre, dal Ministro delle finanze brasiliano. Che il summit riesca a porvi fine noi dubitiamo.

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venerdì 22 ottobre 2010

Forza e limiti della proposta di Viale

PER LA RICONVERSIONE ECOLOGICA DELL'INDUSTRIA DELL'AUTO (e non solo)

di Guido Viale*

Condividiamo l'idea di fondo che soggiace alla visione del Viale: riconvertire l'industria sulla base di nuovi e diversi criteri strategici, entro un diverso modello sociale e di vita. Scalfari e Asor Rosa hanno contestato questa visione come "utopistica", poiché, a loro dire, ciò implica una fuoriscuita dal sistema capitalistico. Ciò che ci lascia perplessi, nella risposta del Viale, è che egli, per sfuggire all'accusa di utopismo, rimuove il discorso della rottura sistemica, ipotizzando la possibilità che la "riconversione" e un diverso modello sociale siano possibili qui e ora, non contro il Capitale, bensì al suo fianco. Ci chiediamo: è più utopistico pensare di addomesticare il capitalismo o fuoriuscirne?

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L'INTIFADA VESUVIANA

Le ultime sulla rivolta popolare a Terzigno
di Jolanda Bufalini (da L'Unità del 22/10)
SCENE DI GUERRIGLIA ORDINARIA
Immagini videofilmate sulla lotta a Terzigno
di Gianluca  Serra (da L'unità del 22/10)

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LE RAGIONI DEL CONVEGNO DI CHIANCIANO

«La crisi farà entrare la rivoluzione 
anche nelle teste di legno»














Marx ebbe a dire: “La crisi farà entrare la rivoluzione anche nelle teste di legno”.
Non essendo “teste di legno” avevamo capito, non appena esplosa la crisi finanziaria del settembre 2008 che tutto sarebbe cambiato, che saremmo entrati in una nuova fase storica.

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giovedì 21 ottobre 2010

Shoah: danno i numeri

Il punto di vista di un liberale onesto
 

Shoah vera o falsa?
Non si decide per legge

di Sergio Luzzatto*

«Creare un precedente nella disciplina della libertà d'insegnamento sarebbe pericoloso. Facciamo qui un altro esempio, che riguarda non il negazionismo ma il cosiddetto creazionismo. Bisognerebbe forse stabilire limiti legali anche al diritto d'insegnare che Charles Darwin aveva capito poco o nulla sulle origini della vita nel mondo, e che tutto si spiega grazie a un Disegnatore meravigliosamente intelligente? In democrazia, la scienza e la cultura selezionano da sole, senza intervento della politica, l'attendibile dall'inattendibile e il rigoroso dal ciarlatanesco».

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Terzigno: la verità, la rivolta, la militararizzazione

Sulle  strade di Terzigno
è in ballo la libertà e  la dignità di tutti noi

di contropiano*

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

«E’  arrivata nelle tarda serata di mercoledì 20 ottobre  l’ennesima pugnalata alle spalle contro la popolazione  di Terzigno e dell’intera area del Parco del Vesuvio. Ancora  una volta il governo Berlusconi e l’intera filiera  istituzionale del Pdl campano, smentendo le demagogiche  dichiarazioni di disponibilità rese nelle settimane  scorse, hanno confermato, in un vertice a Roma, l’apertura  di una seconda mega discarica di diversi milioni di  tonnellate (Cava  Vitiello) oltre la continuazione degli scellerati  sversamenti di monnezza di ogni tipo nella vecchia  discarica (Cava  Sari) che già insiste in questo territorio.

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mercoledì 20 ottobre 2010

LE COOP VANNO IN GUERRA (CON ZIO SAM)

Sigonella
Legacoop fa affari 
con le forze armate USA

di Antonio Mazzeo


«Il 24 settembre 2010, il Comando d’ingegneria navale del Dipartimento della Marina militare degli Stati Uniti d’America ha assegnato alla Lega Coop i lavori per realizzare a Sigonella un megacomplesso per le attività di manutenzione dei Global Hawk, i sofisticati aerei di spionaggio telecomandati delle forze armate USA e NATO, buona parte dei quali destinati ad operare dalla base siciliana. La CMC avrà tempo 820 giorni per completare quella che è stata definita dal Pentagono come un’opera d’«importanza strategica» per gli interessi USA in Europa, Africa e Medio oriente».

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SOLIDARIETÀ COI PASTORI SARDI

«Momenti di guerriglia 
a Cagliari». I Black bloc? 
No i pastori

di Sindacadu Natzione Sarda*

Nella foto il corteo del Movimento Pastori Sardi mentre si reca verso il palazzo del governo regionale, dove ieri sono avvenuti scontri durissimi, con la polizia che ha caricato con violenza inaudita i dimostranti, pestandone molti e arrestando cinque di loro. Questo mentre a Terzigno, nell'area vesuviana trasformata in discarica, i cittadini resistono con la forza alla vera e propria occupazione miltare del territorio ordinata dal Ministero degli Interni. Fuochi fatui o le prime scintille di un scontro sociale destinato ad allargarsi?

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martedì 19 ottobre 2010

16 ottobre

NON FATE I GATTOPARDI
di Giorgio Cremaschi*

«Anche a livello politico la piazza di sabato chiede di cambiare. Nessuno può metterci il cappello sopra, magari per riproporre l'ennesima riedizione di quel centrosinistra, da cui quel popolo è stato abbandonato e deluso nel passato. Se si vuole davvero rappresentare quella piazza e quelle persone, si devono abbandonare i vecchi giochini e i vecchi schieramenti. La manifestazione del 16 ottobre esige una svolta democratica nel sindacato, nella sinistra, nel paese».

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MARCHIONNE DOPO CRISTO

SPUNTI SULL'AVVENIRE

di Franco Berardi (Bifo)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo denso articolo di Bifo. Un bel racconto che spiega il perché e il per come le istanze avanzate da Marchionne, a nome della nuova borghesia globale, parassitaria e rentier, saranno respinte. Perché l'Europa, che il capitalismo l'ha inventato è destinata a sperimentare per prima nuove forme di vita associata. In disaccordo invece siamo con le conclusioni politiche: la derubricazione della rottura rivoluzionaria come passaggio inevitabile per rovesciare il dominio della aristocrazia finanziaria e bancaria; l'idea che non si tratti di edificare una società altra (socialista) basata su diverse fondamenta che non siano il valore di scambio e la valorizzazione del capitale; quella, dunque, data l'ineliminabilità del capitalismo, di una società ibrida in cui il Capitale non sia più il dominus incontrastato. 
Siamo forse noi più esigenti di Bifo? No, si tratta del fatto che contrariamente allo schiavismo o al feudalesimo, il capitalismo non accetta alcuna coabitazione con modi di produzione e di vita diversi. Esso è un Moloch che divora e sussume tutte le forme che gli vivono accanto o che trova sulla sua strada. Quali che potranno essere i passaggi storici, l'umanità sarà obbligata, e conveniamo che l'Europa farà da definitivo apripista, a sopprimere la forma capitalistica di produzione e di distribuzione della ricchezza sociale.

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lunedì 18 ottobre 2010

Massimo Fini e il «Manifesto dell’Antimodernità»

IL PASSATISMO
e la maledizione della felicità


di Moreno Pasquinelli

«Affermo che noi viviamo in un mondo meraviglioso. Noialtri occidentali abbiamo l’insigne privilegio di vivere nella migliore società che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto. E’ la società più giusta, più egualitaria, più umana della storia».
K. Popper

Prendiamo spunto dal libello del giornalista Massimo Fini recentemente edito da Marsilio col titolo “Il vizio oscuro dell’Occidente”. Un testo brillante, acuto che, muovendo da una serrata critica alla globalizzazione e alla mondializzazione, giunge a mettere sotto accusa quella che l’autore definisce “l’imbecillità della modernità”. Il testo è infatti una requisitoria dell’idolatria del progresso che si è andata affermando in epoca moderna e che il capitalismo, con la globalizzazione, ha spinto fino al suo limite più estremo.

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domenica 17 ottobre 2010

La manifestazione FIOM e i "sepolcri arrossati"

DI RITORNO DA ROMA

riflessioni a caldo

di Piemme

Contano i numeri? Certo che contano. La manifestazione indetta dalla FIOM è stato un successo grandioso, al di là, suppongo, delle aspettative dei suoi stessi dirigenti. Un simile successo si spiega facilmente: la FIOM ha raccolto una domanda che serpeggiava da tempo e con lo scoppio della crisi, sottotraccia, essa è cresciuta. Ha anzi debordato. Solo per questo occorre dire grazie alla FIOM.

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sabato 16 ottobre 2010

16 OTTOBRE: CHI NON ADERISCE PESTE LO COLGA

Il valore della manifestazione 
non sta tanto nei suoi modesti obbiettivi
quanto in ciò che potrebbe mettere in movimento 


«E’ ufficiale, il Partito Democratico, in quanto partito (perché, lo è?) non aderisce al corteo della FIOM. Difficile immaginare notizia più consolante. L’idea di trovarci, anche solo per poche ore, nel medesimo blocco con i sodali di Marchionne, ci procurava non poca angoscia. La non-adesione piddina è un’ulteriore conferma che andare a Roma il 16 ottobre non è solo necessario, ma un categorico dovere.

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venerdì 15 ottobre 2010

Nichi Vendola o del populismo imperfetto

PERCHÉ BERTINOTTI 
NON CI CONVINCE

di Moreno Pasquinelli

La notizia è fresca di stampa: «Bersani e Vendola hanno raggiunto l'accordo. In un ristorante su via dei Fori Imperiali [ovviamente all'ombra del Cupolone, Nda] hanno convenuto che le primarie di coalizione si faranno e che il leader di Sel sarà uno dei candidati in lizza». Dopo i patti della "crostata", del "caminetto" e recentemente, quello della "coda alla vaccinara" tra Bossi e Alemanno , abbiamo il "patto della trippa". E siccome il tema di cui vogliamo parlare è quello del populismo, si noti come, anche questa volta, gli accordi sono stati presi nella camera caritatis di un ristorante (l'incontro doveva restare segreto). Il tutto fottendosene bellamente delle istanze democratiche dei propri partiti, senza consultare i rispettivi organismi collegiali. Più che dirigenti di partito qui siamo in presenza di dignitari, capibastone, di autentici monarchi.

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giovedì 14 ottobre 2010

ISTERIA ANTI-SERBA

Sgombriamo il campo dagli equivoci

Il 23 marzo del 1999 la NATO scatenò la prima guerra europea dopo la fine della seconda guerra mondiale. Quella che doveva portare a termine la distruzione della Jugoslavia e far posto ad un nuovo stato fantoccio: il Kosovo. Per 78 giorni si susseguirono ondate di bombardamenti aerei sul corpo già martoriato di quel paese. Una guerra che sarebbe stata impossibile senza il ruolo di comprimario dell'Italia dell'allora primo ministro D'Alema, il quale, a tre anni di distanza, ebbe modo di dire: «Vorrei ricordare che quanto a impegno nelle operazioni militari noi siamo stati, nei 78 giorni del conflitto, il terzo Paese, dopo gli USA e la Francia, e prima della Gran Bretagna. In quanto ai tedeschi, hanno fatto molta politica ma il loro sforzo militare non è paragonabile al nostro: parlo non solo delle basi che ovviamente abbiamo messo a disposizione, ma anche dei nostri 52 aerei, delle nostre navi. L'Italia si trovava veramente in prima linea».
Ognuno può immaginare cosa rappresenti oggi l'Italia per un cittadino serbo. Non abbiamo alcuna simpatia per gli ultrà serbo-cetnici, ci viene tuttavia il voltastomaco per l'ipocrita esecrazione degli italioti nazionalisti per essersi visti  restituire una parte infinetisimale della violenza che essi scaricarono addosso alla Jugoslavia per dare vita allo stato narco-papponico chiamato Kosovo. Crimine di cui essi vanno ancora fieri. Per mezzo dei suoi difesori il simil-rambo ultrà serbo ha chiesto scusa all'Italia. A quando le scuse italiane al popolo serbo?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus


Gli incidenti provocati da elementi che ostentano simbologie e slogan "ultranazionalisti serbi", sia a Belgrado lo scorso 10 ottobre (manifestazione contro il "gay pride" svoltosi in

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La crisi del '29 e quella attuale

L'ALTRA FACCIA DELLA CRISI

l'Occidente perde terreno 
l'Oriente avanza

di Ennio Bilancini

I punti di vista sulla corrente crisi economica e finanziaria sono i più svariati, ma noi italiani siamo esposti quasi esclusivamente a quello occidentalo-centrico nelle sue varianti più o meno catastrofiche del tipo "l'ora del giudizio è arrivata" oppure nelle varianti più o meno naturaliste del tipo "si tratta solo di un aggiustamento naturale del sistema capitalistico".
Chi osserva la situazione da tali punti di vista corre il rischio di guardare solo una tessera del mosaico, perdendo la possibilità di comprendere cosa sta effettivamente accadendo all'economia del pianeta terra.

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mercoledì 13 ottobre 2010

Rivoluzione Democratica aderisce alla manifestazione FIOM

UN APPELLO PER LA PARTECIPAZIONE

di Gianni Rinaldini, Luca Casarini, Giorgio Cremaschi, Don Andrea Gallo e altri....

Riceviamo e pubblichiamo

«La crisi che il mondo sta attraversando è strutturale, riguarda cioè l'intero sistema capitalistico ed è il prodotto di tante crisi: da quella dei dispositivi economici che hanno nella finanza il loro epicentro, alla precarizzazione di massa e alla redistribuzione della ricchezza dal lavoro alla rendita e al profitto; da quella ecologica, che pone sempre più drammaticamente il problema degli effetti sulla nostra vita della devastazione ambientale irreversibile, alla crisi alimentare per tanta parte del pianeta, fino alla crisi energetica e di accesso ai beni comuni come l'acqua.

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martedì 12 ottobre 2010

In merito all'ultimo discorso "anticapitalista" di Papa Ratzinger

Capitalismo: o prendere o lasciare

di Pierpaolo Gatti

riceviamo e pubblichiamo 

E' come minimo curioso, al limite del censorio, la maniera come i media "laici" hanno trattato la notizia del discorso che Papa Benedetto XVI ha pronunciato ieri mattina inaugurando i lavori dell’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi sul Medio Oriente. Io ho avuto modo di ascoltarlo per intero, trasmesso dalla Radio Vaticana. Mi riferisco alla parte, inusualmente svolta a braccio, e che non trovate dunque nel testo integrale dell'omelia, e nella quale ha compiuto una vera e propria requisitoria contro le "potenze mondane" che stanno dissolvendo la società contemporanea. Egli, in maniera inequivoca e cogente, ha posto l'attuale capitalismo finanziario sul banco degli accusati.

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l'Afghanistan: la "casta" e la guerra

IL TEATRO DELL'ASSURDO
e le dichiarazioni di La Russa

Avrete notato, vincendo il voltastomaco, a quali stratosferici livelli può giungere il cinismo (ci veniva  da scrivere ipocrisia, ma ci pare inadeguato) della casta politica italiana. Ci riferiamo, come avrete già capito, alla messe di esternazioni venute giù a cascata dopo che quattro soldati italiani sono stati uccisi in combattimento dalla resistenza afghana. Mentre è evidente a tutti che  l'Italia si trova invischiata, dopo quella contro la Jugoslavia e l'Iraq, in una terza guerra (che non riusciamo a chiamare altrimenti che imperialistica), Lorsignori, con una disgustosa faccia tosta, continuano a parlare di "Missione di pace".

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domenica 10 ottobre 2010

Sumud

Kasserine 5 ottobre 2011: conferenza stampa Sumud-Khayma

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CONTRO-INCHIESTA SULLA PRODUTTIVITÀ E IL COSTO DEL LAVORO

LA DOPPIA MENZOGNA
sulle cause del declino economico italiano

di Moreno Pasquinelli



Scrisse il filosofo tedesco Schiller: «Il riconoscere la verità con piena convinzione è un bene così grande che, al confronto, ciò che viene chiamato reputazione, opinione degli uomini e tutte le vanità della terra non valgono nulla». Per questo, se non sbaglio. egli aggiungeva non senza rammarico che “la verità normalmente appartiene alle sette”.
Nella sciagurata società dello spettacolo invece, la verità è niente, mentre vanità e menzogna sono tutto. Affermare la verità è anzi considerato dannoso ai fini del dominio.

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sabato 9 ottobre 2010

Walter Veltroni e Rivoluzione Democratica

NEO PATACCA*

Dire di tutto se vogliamo che tutto rimanga com'è

di Maurizio Fratta



Quando a Chianciano, più o meno due anni fa, demmo vita alla nostra associazione, votammo anche per darle, ovviamente, un nome. Non che mancassero le  scelte, a partire, per esempio, dal nome «Fuori dal recinto» che avevamo dato al nostro primo incontro promosso dopo l'appello all'astensione in occasione delle elezioni politiche dell'aprile del 2008.

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venerdì 8 ottobre 2010

Il caso Kerviel

IL CAPRO
ESPIATORIO


o un caso emblematico del capitalismo-casinò

di Moreno Pasquinelli


Vi ricordate di Jérôme Kerviel? Era un consulente informatico e trader alle dipendenze della francese Société Générale (la grande banca francese leader mondiale dei derivati ovvero  uno dei pilastri del capitalismo-casinò).
Venne arrestato nel 2008 una volta venuto alla luce lo scadalo finanziario di cui fu protagonista.

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giovedì 7 ottobre 2010

Francia: verso lo sciopero a oltranza contro la riforma previdenziale

AUTUNNO CALDO?
Forse sì, ma non qui da noi

Accadrà come nel 1995, quando un memorabile sciopero ad oltranza dei dipendenti pubblici fece capitolare il premier Alain Juppé?
E' probabile. Tutti dipende da Sarkozy, se farà o meno un passo indietro sulla questione dell'allungamento della soglia dei 67 anni (dai 65 attuali) per andare in pensione.

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Le contestazioni alla CISL

«PIÙ UOVA PER TUTTI!»

La cosa davvero grave è che la CGIL si è accodata alla CISL isolando la FIOM e partecipando alla campagna di criminalizzazione della protesta operaia. A maggior ragione la manifestazione FIOM del 16 ottobre diventa un appuntamento cruciale.

Dopo le contestazioni a Bonanni alla festa del PD e le uova lanciate contro la sede CISL a Livorno, l'altro ieri ci sono state altre "provocazioni". A Merate, in provincia di Lecco, un gruppo di operai metalmeccanici, convocati in sciopero dalla FIOM, hanno inveito contro la locale sede della CISL, facendovi irruzione. Mentre a Roma militanti dei centri sociali hanno inscenato una protesta davanti alla sede nazionale, sempre della CISL. Particolarmente importante quanto accaduto a Lecco. Più per le conseguenze che per i fatti in sé.

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mercoledì 6 ottobre 2010

Dibattito sulla crisi di governo (2)

QUANTO DURERÀ IL BERLUSCONI DOROTEO?

la crisi politica si avvita su se stessa e le elezioni anticipate sono più vicine

di Leonardo Mazzei*

Non tutti hanno la medesima opinione su quale sia lo sbocco più probabile della crisi del governo Berlusconi. Nel suo articolo «Il nemico si agita, restiamo calmi», pubblicato su questo blog proprio l'altro ieri, Moreno Pasquinelli sosteneva che l'ipotesi più realistica, in caso di dimissioni del Cavaliere, è il famigerato "ribaltone". Di diverso avviso Leonardo Mazzei.

«Il discorso pronunciato da Berlusconi alla Camera lo scorso 29 settembre è sembrato totalmente ispirato ad un celebre motto di Andreotti, secondo il quale «tirare a campare è sempre meglio che tirare le cuoia».

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Il "disgelo" tra CGIL e Confindustria

IL BASTONE E LA CAROTA

Marcegaglia (la buona), Marchionne (il cattivo), Epifani (il doppiogiochista)

Due sono i tavoli negoziali "tra le parti sociali" partiti in simultanea. Ieri, martedì, si è svolto il cosiddetto "primo round" tra la FIAT e la cinque sigle sindacali ufficiali, FIOM compresa. Esso è stato preceduto il giorno prima, da quello (guarda caso  nella sede dell'ABI) tra le diverse organizzazioni "datoriali" e quelle sindacali, presenti Epifani, Bonanni e Angeletti.
I padroni giocano su due tavoli. Sul primo, quello riguardante il gruppo FIAT,  gli uomini di Marchionne hanno brandito il bastone. Sul secondo, la delegazione capeggiata dalla Marcegaglia, ha invece offerto la carota. C'è chi vi ha visto una crepa del fronte degli industriali, noi riteniamo invece che si tratti di un concordato gioco tra le parti.

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martedì 5 ottobre 2010

DA PERICLE A TONI NEGRI: IL PRINCIPIO DELL'AGORÀ

Il «Comune» come giusto approccio all'alternativa: perché Toni Negri ha ragione

di Armando Penzo*

Riceviamo e volentieri pubblichiamo le riflessioni di un nostro lettore riguardo alle nostre critiche al pensiero e alle proposte di Toni Negri. Contrariamente a quanto Penzo teme, daremo quanto prima una esaustiva risposta. La questione è cruciale: in ballo c'è l'alternativa al capitalismo, come coniugare eguaglianza e libertà e, ultimo ma non per importanza: in quale maniera i cittadini esercitano politicamente la loro sovranità? E' possibile una relazione radicalmente orizzontale tra rappresentati e rappresentanti.

«Ho letto con estremo interesse l'articolo con cui venivano riportate le osservazioni riguardanti la cosiddetta teoria "marxiana" di Toni Negri [OVE NON FOSSE CAZZEGGIO TEORICO. Toni Negri, Casarini e noi].

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lunedì 4 ottobre 2010

Verso il Convegno di Chianciano del 30-31 ottobre

DALLA CRISI DEL CAPITALISMO 
ALLA FUORIUSCITA DAL CAPITALISMO

Analisi e proposte

Intervengono:

Vladimiro Giacché: «Le cause vere di una crisi storico-sistemica»
Ennio Bilancini: «Lo spettro cinese. Come si sposta il baricentro del capitalismo mondiale»
Moreno Pasquinelli: «Il declino dell'Occidente e la questione dell’imperialismo»
Giorgio Gattei: «Il Capitalismo alla ricerca di una exit strategy»
Giorgio Cremaschi: «Il regime dei padroni: da Berlusconi a Marchionne»
Leonardo Mazzei: «Per un’alternativa alla catastrofe: proposte per un programma di fase»
Piero Bernocchi: «Lontano dal socialismo reale, verso il socialismo del XXI secolo»
Antonio Moscato: «Cuba: forza e limiti di un tentativo di transizione al socialismo»
Gernot Bodner: «Venezuela: natura e contraddizioni dell’alternativa chavista»

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Brasile: l'altra faccia del miracolo

LULA PAGA PEGNO PER LA SUA POLITICA PRO
CAPITALISTA

il malcontento sociale e ambientalista premia Marina Silva

di Piemme

Tutta la stampa occidentale (sull'onda di quella brasiliana) dava per scontato che la candidata di Lula, Dilma Rousseff, (l'ex guerrigliera tanto amata dala Borsa) avrebbe  stravinto già al primo turno. Col suo 46,1% sarà invece obbligata ad andare al ballottaggio. Ciò non è accaduto per l'avanzata del suo principale avversario, José Serra —esponente del "partito socialdemocratico", ovvero il portavoce della oligarchia tradizionale— che ha ottenuto il 33% dei consensi, ma per la inattesa affermazione (20%) di Marina Silva, controversa figura di ambientalista di sinistra e al contempo esponente del tradizionalista mondo evangelico-protestante. La protesta contro l'ingiusto e squilibrato boom economico dell'era Lula, è quindi solo una della ragioni del suo successo. Proprio per il carattere contraddittorio del suo blocco elettorale la vittoria della Rousseff al ballottaggio non è affatto scontata. Una buona parte potrebbe infatti votare per José Silva

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sabato 2 ottobre 2010

Crisi di governo

IL NEMICO SI AGITA, NOI DOBBIAMO RESTARE CALMI
Perché è improbabile che si vada ad elezioni anticipate


di Moreno Pasquinelli

«C’è un ultimo, decisivo fattore che accomuna i “falchi” e le “colombe”. Tutti i sondaggi (ma non ce n’era bisogno) danno il “partito dell’astensione" in forte crescita nel caso si andasse a votare nei prossimi mesi. Avremmo un vero e proprio sciopero generale del voto. L’esodo di massa di cui parlavamo diventerebbe forse, assieme alla sconfitta del PdL, il  dato più eclatante. Avremmo, questo io avverto, una delegittimazione popolare clamorosa di tutti i politicanti, un allargamento devastante della forbice tra i rappresentati e i rappresentanti. Un simile terremoto politico, nel mezzo di una crisi economica e sociale senza precedenti, pregiudicherebbe ogni piano di salvataggio, leggi austerità, dal momento che chiunque risulti vincente sarebbe azzoppato e debole per potere imporre un ulteriore massacro sociale».

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